Sono usciti i FOMC Minutes, dei verbali che interessano molto i mercati perché danno indizi sulle prospettive future della Fed. Qui gli highlight
Il 20 maggio sono stati pubblicati i FOMC Minutes, ovvero i verbali della Federal Reserve che mostrano nel dettaglio le motivazioni alla base della decisione del FOMC (Federal Open Market Committee), la riunione di politica monetaria in cui vengono stabiliti i tassi di interesse. I mercati sono molto attenti a questo tipo di comunicazioni, anche perché, spesso, danno delle anticipazioni sul futuro. Ma prima, vediamo rapidamente qual è il quadro di riferimento – relativo all’ultimo FOMC del 28-29 aprile, l’ultimo presieduto da Jerome Powell prima del passaggio di testimone a Kevin Warsh
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Il contesto macroeconomico: tra inflazione e mercato del lavoro
Per capire le discussioni interne alla Fed e la loro rilevanza, è però necessario fare un passo indietro e guardare ai numeri che Jerome Powell e colleghi avevano sul tavolo.
L’inflazione: i dati di maggio
Secondo quanto pubblicato dal BLS (Bureau of Labor Statistic), l’inflazione si è attestata al 3,3% anno su anno. Il rialzo, com’è logico, è stato spinto fortemente dall’aumento dei prezzi dell’energia, innescato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dal conflitto in Iran e nel Medio Oriente. Si tratta di un quadro abbastanza preoccupante: l’inflazione corre ancora ben sopra il target del 2% della Fed.
Tassi di interesse (FOMC): la decisione del 29 aprile
Al termine della riunione di fine aprile, il FOMC ha lasciato i tassi di interesse invariati: durante la conferenza stampa, il Presidente uscente della Fed Jerome Powell ha difeso la scelta di mantenere nel comunicato il cosiddetto “easing bias” – un linguaggio che indica un’inclinazione verso futuri tagli – spiegando che modificare le parole è di per sé un segnale e la Fed preferisce mantenere un approccio più conservativo.
Dunque, per riassumere, gli Stati Uniti si trovano in una situazione in cui l’inflazione ha ripreso a correre a causa degli shock geopolitici e dei massicci investimenti nell’intelligenza artificiale (AI), che stanno surriscaldando la domanda. Dall’altra parte, il tasso di disoccupazione si attesta al 4,3% con una creazione di nuovi posti di lavoro che rimane contenuta. Passiamo ora ai Minutes.
FOMC Minutes: cambio di rotta in arrivo?
Arriviamo al nucleo centrale: cosa si sono detti i membri della banca centrale USA a porte chiuse? I verbali mostrano una Fed che ha quasi del tutto accantonato la domanda degli ultimi due anni – ovvero se tagliare i tassi – per iniziare a valutare seriamente l’ipotesi opposta: alzarli.
Leggendo i Minutes, emerge che la maggioranza dei funzionari ha sottolineato che “un certo inasprimento della politica monetaria diventerebbe probabilmente appropriato se l’inflazione dovesse continuare a correre persistentemente sopra il 2%“. Inoltre, si segnala una certa preferenza nel rimuovere dal comunicato il cosiddetto easing bias, cioè la tendenza a includere il taglio dei tassi tra le alternative, supportando la linea dei tre presidenti – Hammack, Kashkari e Logan – che si sono opposti formalmente su quel preciso punto. Ma c’è anche chi continua a prediligere una politica monetaria più dovish: Stephen Miran, Governatore nominato da Trump in seguito alle dimissioni di Adriana Kugler, ha votato contro, preferendo – come sempre – un taglio di 25 punti base a causa dei rischi legati al mercato del lavoro.
Sul fronte della gestione del rischio, i membri concordano nel vedere rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per l’occupazione. Il timore principale è che i prezzi dell’energia prolungatamente alti e i dazi doganali possano rendere strutturale l’inflazione. Per questo motivo, la politica monetaria non segue un percorso prestabilito e i membri hanno ribadito che le decisioni future verranno prese riunione per riunione.
Prossimo FOMC: quali sono le previsioni?
Le stime del FedWatch del CME Group sui mercati dei futures dei tassi di interesse, al momento della scrittura, indicano una probabilità di quasi il 50% di assistere ad almeno un aumento dei tassi di 25 punti base entro la fine di quest’anno. Per quanto riguarda il prossimo FOMC, il No Change – tassi invariati – è dato per certo al 99,1%, mentre il restante 0,9% si riferisce al rialzo.
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