Clarity Act: se ne riparla a settembre? Update al 07/08

Clarity Act

Il voto per il Clarity Act, la legge per regolamentare le crypto, va verso il rinvio a settembre. Ecco le ultime novità.

Il Clarity Act, la più importante proposta di legge sulla regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti, sembrerebbe essere entrato nel vivo, ma non senza problemi: la bozza di 616 pagine non piace alla componente democratica del Senato: il voto slitta a settembre? 

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Cos’è il Clarity Act?

Prima di entrare nel dettaglio, diamo rapidamente un po’ di contesto: cos’è il Clarity Act? E perché è così decisivo?

Il Clarity Act, in breve, è una proposta di legge sulla struttura del mercato degli asset digitali che mira a regolamentare in modo completo l’industria delle criptovalute negli Stati Uniti per la primissima volta. 

Il disegno di legge, infatti, ha l’obiettivo di definire regole chiare per il settore, soprattutto attraverso una distinzione netta dei ruoli delle autorità di vigilanza più importanti, cioè la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e la Securities and Exchange Commission (SEC)

A cosa serve il Clarity Act? 

Il Clarity Act ha lo scopo di stabilire se un asset digitale sia da considerarsi una “commodity“, cioè un bene di scambio o materia prima, o una “security“, ovvero un titolo finanziario o contratto di investimento. Nel primo caso, l’asset in questione rientrerebbe nel perimetro di competenza della CFTC mentre, nel secondo, sarebbe sottoposto alla giurisdizione della SEC. 

Oltre a ciò, il Clarity Act si pone anche l’obiettivo di migliorare e rendere effettive le norme legate alla trasparenza, all’antiriciclaggio e alle eventuali sanzioni.

Gli effetti della sua approvazione sarebbero enormi. Un mercato regolamentato da un quadro normativo chiaro come quello garantito dal Clarity Act potrebbe favorire una nuova e forte ondata di investimenti e innovazione nel settore crypto degli Stati Uniti. 

Il motivo è semplice: i grandi capitali fuggono dal rischio e hanno bisogno di certezze. Pensaci: finanzieresti mai la costruzione di un condominio su un terreno dove i permessi per costruire devono ancora essere concessi?  

Il leader dei repubblicani al senato John Thune smorza gli entusiasmi

Come riportato il 6 agosto dalla testata Politico, il leader dei repubblicani al Senato John Thune ha confermato che Il voto sul Clarity Act dovrebbe slittare a settembre: “I Dem hanno insistito per non votare sul Clarity. Lo calendarizzeremo come primissima cosa quando rientreremo a settembre“.

Il rinvio non è un evento da sottovalutare. Questo perché ci avviciniamo sempre di più alle elezioni di metà mandato, un appuntamento elettorale che negli Stati Uniti ha un’importanza fondamentale: le Midterm, infatti, potrebbero ridefinire l’equilibrio politico e ridurre il potere dei repubblicani in favore della componente democratica, non proprio favorevole all’approvazione di questo disegno di legge. 

Il riassunto delle puntate precedenti

Come siamo arrivati fin qui? Perché ai democratici questa bozza, così com’è stata concepita, non piace? E perchè deve fare i conti anche col settore bancario tradizionale? 

Clarity Act e Trump: la questione etica

Il più grande ostacolo che ha bloccato l’avanzamento del disegno di legge per oltre un anno è stata la cosiddetta “disposizione etica“, in inglese “ethics provision”. Si tratta di una norma progettata per vietare ai funzionari federali, inclusi il Presidente, il Vicepresidente e i membri del Congresso, di emettere criptovalute, sponsorizzarle o trarne profitto durante il loro mandato governativo.

A volere fortemente l’inserimento di questa clausola nel disegno di legge sono stati in primo luogo i Democratici, a causa delle attività di Donald Trump: i documenti finanziari – la financial disclosure – pubblicati nel luglio 2026, hanno infatti rivelato che Trump ha incassato circa 1,4 miliardi di dollari in profitti legati alle criptovalute nel corso del 2025, derivanti in gran parte dalla sua memecoin TRUMP e dalla società di famiglia World Liberty Financial (WLFI). 

Per disinnescare le accuse di conflitto di interessi, neutralizzare la leva politica dell’opposizione e ottenere i voti democratici necessari per superare l’ostruzionismo (il cosiddetto muro dei 60 voti), a Trump è stato chiesto di accettare queste limitazioni etiche. 

Dopo mesi di trattative, a fine luglio 2026, Trump avrebbe dato il suo consenso e firmato il testo della disposizione etica. Ma ci sono delle complicazioni. 

Altri problemi: tra Dipartimento di Giustizia e settore bancario

Oltre a quanto descritto finora, la bozza non richiedeva ai politici di liquidare gli attuali investimenti in criptovalute e includeva una “clausola di decadenza” – originale: sunset clause – che farà scadere queste restrizioni già a gennaio 2029.

Infine, l’assegnazione della vigilanza al Dipartimento di Giustizia (DOJ) è stata vista – non a torto – come una mossa per annullarne il potere sanzionatorio: l’istituto, infatti, è guidato da Todd Blanche, ex avvocato del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

Di fronte alle condizioni appena descritte, ritenute troppo deboli, alcuni Democratici moderati chiave avevano fatto sapere di non voler più sostenere il provvedimento: senza il loro supporto, il Senato non raggiungerebbe la soglia dei 60 voti necessari per l’approvazione.

Giovedì 30 luglio, come riportato dalla testata The Block, i senatori Thom Tillis (Repubblicano) e Ruben Gallego (Democratico) hanno inviato alla Casa Bianca una nuova proposta di compromesso etico di cui, tuttavia, ancora non ne conosciamo il contenuto. In ogni caso lo stesso Gallego, insieme ad altri membri del Senato, ha ribadito che non voterà la legge senza tutele più rigorose.

Ma c’è solo di politica: anche l’industria bancaria tradizionale, supportata da alcuni Repubblicani, si è messa di traverso: le principali associazioni bancarie americane – come l’American Bankers Associationsi sono formalmente schierate contro il disegno di legge, sostenendo che non protegga adeguatamente il sistema finanziario.

Uno dei timori principali fa riferimento ai rendimenti offerti dalle stablecoin e il relativo “deposit flight”: perché un risparmiatore dovrebbe continuare a tenere fermi i propri fondi in banca quando può generare yield con le stablecoin? 

Un paio di dichiarazioni rilevanti

Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha fornito una prospettiva a dir poco ottimistica sull’iter di approvazione: ricorrendo a una metafora del football americano, sport molto popolare negli Stati Uniti, Bessent ha dichiarato che i legislatori si trovano sulla “1-Yard Line”, letteralmente la “a una sola yard dalla meta” per il Clarity Act. 

Come si può facilmente dedurre, il Segretario al Tesoro ha usato questa espressione per comunicare ai media che siamo a “un solo passo dalla meta”, cioè dal raggiungimento dell’obiettivo.

Il senatore repubblicano Kevin Cramer sembra essere sulla stessa lunghezza d’onda: ha affermato che il Senato è “quasi arrivato” a un accordo finale. Cramer, nello specifico, ha spiegato che i dettagli normativi si stanno facendo sempre più chiari e che l’ostacolo principale in questa fase finale riguarda solo la revisione da parte dei Democratici di alcuni nuovi emendamenti. 

Restano da limare ancora dei piccoli dettagli, ma Cramer – come Scott Bessent – ha sottolineato l’assoluta necessità di completare i lavori entro “un paio di settimane, prima che il Senato chiuda per le vacanze.

Il Clarity Act verrà approvato?

Difficile dirlo con certezza: da un lato, il superamento dell’ostacolo etico potrebbe facilitare il consenso bipartisan, ovvero il voto favorevole da parte di Democratici e Repubblicani; dall’altro lato, come abbiamo scritto all’inizio, c’è un tema di tempo: a novembre si terranno le Midterm

Il Clarity Act, lo ricordiamo, è un importante provvedimento che regolarizzerebbe il mercato crypto americano: la sua approvazione aprirebbe la porta a investimenti, innovazione e sviluppo a lungo termine, offrendo quella certezza legale tanto attesa dagli operatori, che potrebbero finalmente abbandonare le preoccupazioni legate alle ripercussioni normative.

A questo proposito, il Crypto Council for Innovation ha lanciato un allarme: l’ennesimo stallo rischia di causare una “fuga di cervelli” verso l’Unione Europea. Col Regolamento MiCA, infatti, l’UE è stata in grado di fornire un quadro normativo chiaro al settore crypto, definendo i perimetri d’azione ed eliminando le zone d’ombra per gli operatori.    

Non resta che attendere e vedere se il Congresso riuscirà a segnare quest’ultimo touchdown, per usare la metafora di Bessent. 

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Intesa Sanpaolo: nel filing trimestrale presenti posizioni collegate alle crypto

Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha depositato il filing trimestrale alla SEC: quali sono gli investimenti della più grande banca italiana legati al mondo crypto?

Intesa Sanpaolo, il maggiore gruppo bancario italiano, ha dichiarato la composizione delle proprie posizioni attraverso il filing 13F depositato il 31 luglio presso la SEC (Securities and Exchange Commission) statunitense. Abbiamo dato un’occhiata ai documenti con lo scopo di rispondere a una domanda precisa: quali sono gli investimenti di Intesa legati al settore delle criptovalute? 

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Cos’è un filing trimestrale? E perché va depositato?

Diamo brevemente un po’ di contesto. I filing trimestrali, in poche parole, sono dei documenti informativi ufficiali richiesti (in questo caso) dalla SEC per motivi connessi alla trasparenza e consentono a investitori e analisti di monitorare l’andamento finanziario e le strategie di mercato delle società pubbliche, cioè quotate.

Il Form 13F, oggetto di questo articolo, è una dichiarazione obbligatoria per tutti i gestori di investimenti istituzionali e le banche che operano con attivi negli Stati Uniti: analizzare questi documenti consente al pubblico di valutare il comportamento delle istituzioni e di comprendere i movimenti dei grandi capitali. In questo caso, il Form 13F ci permette di capire in che modo la più grande banca italiana si stia posizionando nei confronti dei prodotti regolamentati legati al settore crypto.

Intesa Sanpaolo: cosa ci dice l’ultimo filing?

Andiamo diretti al dunque: dalla lettura del Fom emerge che Intesa Sanpaolo detiene una gamma diversificata di strumenti finanziari legati all’ecosistema crypto. La lista dei titoli comprende queste posizioni:

ETF (Exchange-Traded Funds)

Intesa Sanpaolo è esposta sui crypto-asset in modo indiretto tramite la detenzione di alcuni ETF su Bitcoin, Ethereum. XRP e Solana. Nel dettaglio:

  • ARK 21SHARES BITCOIN ETF
  • ISHARES STAKED ETHEREUM ETF
  • ISHARES BITCOIN TRUST ETF
  • MORGAN STANLEY BITCOIN ETF
  • GRAYSCALE XRP ETF
  • GRAYSCALE BITCOIN TRUST ETF
  • GRAYSCALE BITCOIN MINI ETF
  • BITWISE SOLANA STAKING ETF
  • BITWISE BITCOIN ETF

Aziende di settore

Non solo ETF. La banca italiana con sede a Torino possiede anche le azioni di alcune tra le società più note che operano nel settore, tra cui

  • COINBASE GLOBAL INC
  • BITGO HOLDINGS INC
  • CIRCLE INTERNET GROUP INC
  • HYPERLIQUID STRATEGIES INC

Un cambiamento interessante rispetto allo scorso trimestre

Complessivamente, il confronto tra i dati di fine marzo e quelli del 30 giugno 2026 – il filing è stato depositato a fine luglio ma riflette i movimenti del secondo trimestre terminato a giugno – evidenzia una riduzione dell’esposizione indiretta su Bitcoin a favore di Ethereum

Infatti, da un lato la banca ha ridotto del 94% la partecipazione nell’iShares Bitcoin Trust ETF (IBIT) di BlackRock, scendendo a sole 40.723 quote rispetto alle precedenti 646.809. Anche la quota dell’ARK 21Shares Bitcoin ETF è calata di circa il 4%, pur rimanendo l’investimento crypto principale con 3,47 milioni di quote per un valore di 67,6 milioni di dollari.

Dall’altro ha triplicato la sua posizione nell’iShares Staked Ether Trust ETF (ETHB), passando da 116.200 quote detenute nel Q1 a ben 349.600 quote nel Q2, per un controvalore stimato di 7,1 milioni di dollari.

In tutto ciò, va sottolineato il fatto che, nel corso dell’anno, la banca abbia ridotto le holding legate al settore da 200 a circa 100 milioni di dollari.

Perché ci interessano questi dati?

Premessa: che Intesa Sanpaolo fosse investita in prodotti finanziari o aziende collegate al settore crypto non è una notizia recente: la sua presenza nel comparto si conosce da mesi, fin dal primo annuncio ufficiale di fine 2025.

Questi dati, però, sono interessanti perché ci consentono di avere qualche informazione in più sull’atteggiamento del gruppo bancario (e, per esteso, sulla percezione dell’universo crypto da parte degli attori tradizionali italiani): come si sta posizionando e, soprattutto, come sta rideterminando le proprie strategie in questa fase di mercato?

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Trimestrali: il calendario delle principali aziende quotate in borsa

Trimestrali NVIDIA e azionario: calendario e previsioni

Scopri il calendario dei dati trimestrali di NVIDIA e delle aziende più importanti dell’azionario

Il calendario dei dati trimestrali di NVIDIA e delle aziende più importanti dell’azionario è uno strumento essenziale per seguire al meglio i mercati. Ogni tre mesi, NVIDIA e tutte le aziende quotate sono tenute a pubblicare le trimestrali. Questi report contengono i risultati finanziari dell’azienda per l’ultimo trimestre, tra cui ricavi, profitti, spese, previsioni future e molto altro.

Scopri perché sono importanti, come influenzano le decisioni degli investitori e il calendario completo e aggiornato in questo articolo.

Trimestrali: perché le aziende come NVIDIA devono pubblicarle?

Prima di addentrarci nel calendario delle trimestrali di NVIDIA e delle altre aziende principali del mercato azionario, è utile capire alcune caratteristiche di questi report. Innanzitutto, va specificato che la pubblicazione di questi documenti è un obbligo normativo, volto a garantire un livello di trasparenza accettabile all’interno dei mercati. 

La pubblicazione delle trimestrali consente agli investitori di valutare l’andamento di un’azienda, comprendendo se sta crescendo, se è in grado di registrare profitti e fornendo gli elementi necessari per decidere se comprare o vendere le sue azioni.

Le trimestrali non sono solo un’indicazione della salute finanziaria di un’azienda, ma anche uno strumento per confrontarla con i suoi competitor. Per esempio, i risultati di NVIDIA possono essere utilizzati per confrontare l’azienda con altre nel settore tecnologico. Nel 2025, per esempio, la quotazione delle azioni di NVIDIA, che produce GPU, è cresciuta del 32% circa, portando la capitalizzazione di mercato dell’azienda a 4,38 trillion di dollari. 

Il prezzo delle azioni rappresenta il valore reale di NVIDIA? La market cap è ancora giustificata? Le risposte a queste domande, almeno in parte, possono essere trovate analizzando le trimestrali.

Come influenzano i mercati

Le trimestrali di NVIDIA, così come quelle di tante altre aziende quotate, hanno un impatto significativo sui mercati. Tuttavia, l’effetto che queste hanno non è mai scontato e richiede esperienza e una comprensione approfondita per essere interpretato correttamente.

Intuitivamente, si potrebbe pensare che, quando i risultati di un’azienda sono positivi, il prezzo delle sue azioni è destinato a salire. In realtà, la reazione del mercato a questi dati non è così lineare.

La verità è che non esiste una formula precisa per prevedere come reagirà il mercato ai dati trimestrali. Le reazioni possono essere influenzate da molteplici fattori. Le aspettative degli investitori sono cruciali: se i risultati di un’azienda sono in linea con le previsioni degli analisti, o meglio ancora li superano, il titolo tenderà a salire. Tuttavia, se i risultati sono positivi ma non riescono a superare le aspettative, il titolo potrebbe scendere.

Un altro fattore determinante è il contesto macroeconomico. I mercati adesso si trovano in un periodo di incertezza e debolezza a causa della guerre che stanno sconvolgendo il Medio Oriente: il tutto impedisce agli investitori di avere una visione chiara del prossimo futuro.

In questa situazione altalenante, anche una trimestrale positiva potrebbe non ricevere l’attenzione che merita. Per esempio, se durante il prossimo Federal Market Open Committee (FOMC) la Federal Reserve dovesse alzare o mantenere invariati i tassi di interesse, anche dei risultati trimestrali ottimi potrebbero non influire positivamente: in due parole, le politiche monetarie restrittive innescano la fuga del capitale dal mercato azionario verso alternative meno rischiose, come le obbligazioni e i titoli di stato. 

Infine non si possono non citare altri aspetti che giocano un ruolo centrale. La dimensione dell’azienda, il settore in cui opera, le quote di mercato e la sua reputazione sono tutti fattori che possono avere un effetto sulle percezioni e sulle reazioni del mercato ai risultati trimestrali. 

Trimestrale NVIDIA: un esempio per spiegare l’importanza di questi dati

Questo paragrafo è dedicato a un esempio concreto che testimonia la rilevanza che rivestono i comunicati sugli utili a livello finanziario: le trimestrali di NVIDIA del Q4 2025. Mercoledì 19 novembre, alle 22 circa, il CEO Jensen Huang ha comunicato gli utili del terzo trimestre: 57 miliardi di dollari, una cifra superiore di poco più di 2 miliardi rispetto ai 54,89 previsti.

Una performance del genere ha raffreddato i timori relativi all’AI Bubble, che da un paio di settimane stavano inquietando gli animi dei maggiori player finanziari: le paure di una bolla del comparto dell’intelligenza artificiale, “ufficializzata” dalla scommessa di Michael Burry contro Palantir e la stessa Nvidia, avevano portato i titoli principali dell’S&P500 e del Nasdaq 100 a perdere più del 10% dai massimi toccati alla fine di ottobre.

Le azioni NVIDIA, subito dopo la notizia, sono arrivate a guadagnare fino al 5,25%. Si tratta, infatti, di un risultato da record, dal momento che gli earnings del colosso dei microchip sono risultati superiori del 22% sul Q2 (QoQ, quarter-on-quarter) e del 62% sullo stesso trimestre dell’anno scorso (YoY, year-on-year).

Attualmente, tuttavia, sembrano riprendere forza le preoccupazioni relative a un possibile over-pricing dei titoli legati all’AI, come dimostrato dal sell-off di fine luglio. Ma ora vediamo le trimestrali più rilevanti del secondo semestre 2026. 

Calendario e storico 

Lunedì 13 aprile

  • Goldman Sachs – Market Cap: 284,18 miliardi di dollari – Utili: 17,23 miliardi di dollari (contro i 16,95 previsti)

Martedì 14 luglio

  • JPMorgan – Market Cap: 950,36 miliardi di dollari – Utili: 57,35 miliardi di dollari (contro i 50,6 previsti)
  • Wells Fargo – Market Cap: 267,29 miliardi di dollari – Utili: 22,62 miliardi di dollari (contro i 21,87 previsti)
  • Citigroup – Market Cap: 229,59 miliardi di dollari – Utili: 24,77 miliardi di dollari (contro i 23,66 previsti)
  • Goldman Sachs – Market Cap: 318,81 miliardi di dollari – Utili: 20,34 miliardi di dollari (contro i 16,12 previsti)
  • Bank of America – Market Cap: 439,84 miliardi di dollari – Utili: 31,6 miliardi di dollari (contro i 30,67 previsti)

Mercoledì 15 aprile

  • Morgan Stanley – Market Cap: 341,19 miliardi di dollari – Utili: 21,3 miliardi di dollari (contro i 19,62 previsti)
  • BlackRock – Market Cap: 183,92 miliardi di dollari – Utili: 7,08 miliardi di dollari (contro i 6,72 previsti)

Giovedì 16 luglio

  • Netflix – Market Cap: 396,3 miliardi di dollari – Utili: 12,56 miliardi di dollari (contro i 12,58 previsti)

Mercoledì 22 luglio

  • Alphabet – Market Cap: 4,61 trillion di dollari – Utili: 119,8 miliardi di dollari (contro i 116,51 previsti) 
  • Tesla – Market Cap: 1,29 trillion di dollari – Utili: 28,24 miliardi di dollari (contro i 25,55 previsti)
  • IBM – Market Cap: 221,54 miliardi di dollari – Utili: 17,16 miliardi di dollari (contro i 17,86 previsti)

Giovedì 23 luglio 

  • Intel – Market Cap: 509,14 miliardi di dollari – Utili: 16,13 miliardi di dollari (contro i 14,33 previsti)

Venerdì 24 luglio

  • American Express – Market Cap: 234,14 miliardi di dollari – Utili: 19,64 miliardi di dollari (contro i 19,69 previsti)

Martedì 28 luglio

  • Visa – Market Cap: 678,42 miliardi di dollari – Utili: 11,6 miliardi di dollari (contro i 11,38 previsti)
  • Coca-Cola – Market Cap: 372,43 miliardi di dollari – Utili: 13,4 miliardi di dollari (contro i 13,16 previsti)

Mercoledì 29 luglio

  • Microsoft – Market Cap: 3,66 trillion di dollari – Utili: 90,01 miliardi di dollari (contro gli 87,61 previsti)
  • Meta – Market Cap: 1,5 trillion di dollari – Utili: 60,8 miliardi di dollari (contro i 60,19 previsti)

Giovedì 30 luglio

  • Apple – Market Cap: 4,52 trillion di dollari – Utili: 109,42 miliardi di dollari (contro i 108,86 previsti)
  • Amazon – Market Cap: 2,99 trillion di dollari – Utili: 200,6 miliardi di dollari (contro i 196,16 previsti)
  • Mastercard – Market Cap: 500,29 miliardi di dollari – Utili: 9,3 miliardi di dollari (contro i 9,06 previsti)
  • Strategy – Market Cap: 37,52 miliardi di dollari – Utili: 122,37 milioni di dollari (contro i 122,93 previsti)

Venerdì 31 luglio

  • Exxon Mobil – Market Cap: 633.07 miliardi di dollari – Utili: 116,02 miliardi di dollari (contro i 110,25 previsti)
  • Chevron – Market Cap: 373,56 miliardi di dollari – Utili: 70,06 miliardi di dollari (contro i 62,26 previsti)

Lunedì 3 agosto

  • Palantir – Market Cap: 390,62 miliardi di dollari – Utili: 1,94 miliardi di dollari (contro gli 1,81 previsti)

Martedì 4 agosto

  • SpaceX – Market Cap: 1,66 trillion di dollari – Utili: 7,84 miliardi di dollari (contro i 6,81 previsti)

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Riunione FED luglio 2026: cos’è successo? 

Kevin Warsh FOMC giugno

Riunione FED luglio 2026: il FOMC mantiene i tassi di interesse invariati. Quali sono le motivazioni? Come hanno reagito i mercati? 

Si è appena conclusa la riunione della FED del 29 luglio 2026 in cui il neo Presidente Kevin Warsh ha comunicato la decisione del FOMC sui tassi di interesse. Come previsto, il Comitato ha scelto di mantenere i tassi di interesse invariati nel range tra il 3,5% e il 3,75%.

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Riunione FED luglio 2026: come da previsione, il FOMC lascia i tassi invariati

Al termine della riunione del 29 luglio 2026, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha annunciato la sua attesa decisione sulla politica monetaria statunitense. Il comitato guidato da Kevin Warsh ha optato per mantenere i tassi di interesse invariati, nel range tra il 3,5% e il 3,75%, come previsto. La decisione è arrivata con un voto spaccato 9 a 3.

Le motivazioni

Durante la conferenza stampa, il Presidente della Fed ha voluto sciogliere un nodo rilevante: nessun approccio dovish – incline al taglio dei tassi – sul breve termine. “L’economia statunitense”, ha affermato Warsh, “mostra un’impressionante resilienza”, con una crescita solida e un mercato del lavoro stabile, ma la lotta all’inflazione resta la priorità assoluta.

Sul tema, il Fed Chair ha pronunciato parole chiare: “Lasciatemelo ribadire: Non esiste un target d’inflazione morbido, non esiste un target implicito morbido, non sotto la guida di questo Comitato. C’è un solo target, ed è il 2%

Il Presidente ha poi sottolineato come il raggiungimento della stabilità dei prezzi sia un processo che richieda tempo: “Questa Fed non vacillerà: abbiamo iniziato un nuovo capitolo e comprendiamo che oltre cinque anni di inflazione sopra il target non possono essere curati in nove settimane o da un singolo mese di lievi cali dei prezzi”.

Un messaggio chiaramente hawkish, che segnala la forte determinazione della Fed a guida Warsh nel voler riportare l’inflazione quanto più vicina al target del 2%, costi quel che costi.

Le reazioni dei mercati

L’intransigenza di Warsh sull’inflazione ha sorpreso in negativo i mercati finanziari tradizionali, mentre il mercato crypto ha mostrato maggiore resistenza.  

Wall Street ha accusato il colpo:

Il Dow Jones ha chiuso in ribasso di 1.153,18 punti (-2,19%), registrando la peggiore perdita giornaliera da aprile 2025. L’S&P 500 è sceso del 1,52% a quota 7.316,15 punti, mentre il Nasdaq ha ceduto l’1,74% scendendo a 24.442,94 punti.

La conferenza di Warsh, inoltre, non ha aiutato le aziende legate all’AI, che continuano a perdere terreno dopo il sell-off di questi giorni: Nvidia -3,55% (settimanale: -8,7%), AMD -5,5% (settimanale: -18,6%), Broadcom -2,8% (settimanale: -5%), ASML -2% (settimanale: -10,8%), Micron -9,9% (settimanale: -20,7%) e Intel -5,1% (settimanale: -11,4%). 

E il mercato crypto?

Il mercato crypto inizialmente reagisce in positivo per poi ritracciare e assestarsi sui livelli pre-conferenza. 

Bitcoin si era spinto verso i $64.400 subito dopo l’annuncio dei tassi invariati, per poi tornare sotto i $64.000 non appena Warsh ha aperto la conferenza dichiarando che “non esiste un target morbido sull’inflazione”. Ethereum, che prima della conferenza si aggirava suI 1.930$, è tornato sui 1.880$ per poi rimbalzare in zona 1.900$. La Total Market Cap non si è mossa troppo dai 2,17 trillion di dollari.

Prossime riunioni della FED: cosa aspettarsi?

La sensazione generale è che la Fed rimarrà dipendente dai dati economici in arrivo senza anticipare le proprie mosse. Tuttavia, la stragrande maggioranza degli analisti si aspetta almeno un rialzo dei tassi di interesse entro la fine del 2026

Per cui, dal momento che l’anno sta giungendo al termine, si alzano notevolmente le probabilità di un incremento: coerentemente il FedWatch – ad oggi, 30 luglio –dà il No Change al 32,8% e il rialzo di 25 punti base al 67,2%. 

Il prossimo FOMC è previsto per il 15-16 settembre: entra nel nostro canale Telegram per rimanere aggiornato sulle news che muovono i mercati!

AI sell-off: qual è la situazione?

NVIDIA

Il settore tech e dei chip sta affrontando un forte sell-off: Nvidia perde il primo posto come azienda più capitalizzata al mondo. Cosa succede?

I mercati globali stanno attraversando una fase di forte turbolenza, con il settore tecnologico e, in particolare, i produttori di chip al centro di un’intensa ondata di vendite. I timori legati ai pesanti investimenti nell’Intelligenza Artificiale, uniti all’avanzamento della concorrenza asiatica e all’incertezza sui tassi di interesse, stanno provocando una fuga generalizzata dai titoli legati al settore.

AI sell-off: il KOSPI perde il 10%, Nvidia il 5%

Negli ultimi giorni, le azioni legate alle società produttrici di semiconduttori stanno attraversando una fase di flessione netta. L’indice sudcoreano KOSPI, ad esempio, ha perso circa un terzo del suo valore rispetto ai massimi segnati verso la metà di giugno.

L’indice KOSPI, infatti, si caratterizza per essere fortemente sbilanciato sul comparto tech e, nella notte tra il 27 e il 28 luglio, ha subito un tracollo di quasi il 10%: le autorità, per scongiurare scenari catastrofici, sono state costrette ad attivare il “circuit breaker“, un meccanismo finalizzato a frenare il panic selling. Le principali responsabilità di tale performance sono da attribuire ai colossi come Samsung Electronics e SK Hynix, che hanno registrato perdite di circa il 12%.

Quali sono le cause di questo nervosismo? In una frase, i crescenti dubbi del mercato sono legati alla domanda: chi si farà carico dei costi stratosferici riconducibili al boom dell’AI?

A ciò, si aggiunge la “minaccia” di una concorrenza cinese sempre più aggressiva, che potrebbe rendere vani gli investimenti in Capex (Capital Expenditure) delle società americane, ma anche il discorso relativo alla politica monetaria degli Stati Uniti

Infatti, data la situazione attuale, in cui il prezzo dell’energia agisce come un fattore inflazionistico per nulla trascurabile, il taglio dei tassi di interesse da parte del FOMC (Federal Open Market Committee) è un’opzione molto improbabile, per usare un eufemismo. 

In questo clima, Nvidia, l’azienda che più di tutte rappresenta il settore dell’AI, nella seduta del 27 luglio ha perso il 5%. A innescare le vendite, la diffusione di indiscrezioni su un suo potenziale investimento da 250 miliardi di dollari per un maxi-progetto di data center targato OpenAI.

Nvidia perde il primo posto come azienda più capitalizzata

Nvidia ha perso lo status di azienda più capitalizzata al mondo, cedendo il gradino più alto del podio ad Apple: alla chiusura dei mercati di lunedì, Apple ha raggiunto una capitalizzazione di 4,95 trillion di dollari, superando i 4,76 trillion di Nvidia

Gli investitori starebbero premiando la strategia di Apple, ritenuta più oculata: l’azienda di Cupertino ha sempre preferito affittare capacità computazionale per l’AI anziché sostenere gli ingenti costi necessari per costruire infrastrutture e data center propri.

Open Secure AI Alliance: cos’è, chi partecipa e a cosa serve?

Mentre i mercati azionari tremano, le aziende AI si muovono: Nvidia ha annunciato la nascita dell’Open Secure AI Alliance, una coalizione che riunisce giganti della tecnologia, cybersecurity e ricerca, tra cui Adobe, CrowdStrike, Dell Technologies, Microsoft e Hugging Face.

Lo scopo dell’alleanza è sviluppare, difendere e condividere strumenti open source per garantire la sicurezza informatica e contrastare le minacce guidate dall’AI. Concettualmente, l’Open Secure AI Alliance è per l’intelligenza artificiale ciò che il Bitcoin Security Consortium è per Bitcoin, con una differenza fondamentale: se il secondo ha una funzione preventiva, finalizzata ad anticipare le future potenziali minacce rappresentate dal quantum computing, la prima nasce in risposta a un recente incidente di sicurezza già avvenuto.

È il caso dell’hacking di Hugging Face, una piattaforma di riferimento per l’intelligenza artificiale, causato proprio da un agente autonomo di OpenAI, riuscito a sfuggire al controllo

E il mercato crypto?

Data la nota correlazione tra gli asset digitali e il settore tech, ci saremmo potuti aspettare un mercato crypto meno resistente ad eventi di questa portata. Bitcoin ed Ethereum, invece, sembrerebbero mostrare forza

Dall’inizio della settimana (lunedì 27 luglio) al momento in cui scriviamo (28 luglio, ore 11:35), BTC ed ETH stanno cedendo, rispettivamente, il 2,9% e il 3,7% mentre la Total Market Cap ha visto l’uscita di “soli” 63 miliardi di dollari, equivalente a un -2,8%.

Come accennato più volte, tendenzialmente la correlazione tra BTC e i titoli azionari è più marcata quando lo stress di mercato scaturisce da eventi di natura più macroeconomica, come l’andamento dei tassi d’interesse. 

Tuttavia, quando la pressione riguarda prettamente i dubbi sugli utili o sulle spese aziendali nel solo mercato azionario, Bitcoin tende a disaccoppiarsi. È importante sottolineare che non si tratta – ovviamente – di una legge ma di un pattern osservato più volte che, per definizione, è soggetto a invalidazione.

Il sell-off nell’AI continuerà o è una correzione momentanea?

Questa ondata di vendite segna l’inizio di una fuga dal settore dell’AI o, al contrario, si tratta semplicemente di una correzione, cioè una presa di profitto, dopo un bull market che dura da mesi? 

Detta in un altro modo: gli investimenti messi in campo per l’AI riusciranno a tradursi in ritorni economici e profitti reali per le Big Tech, oppure stiamo andando incontro a un drastico ridimensionamento delle stime di crescita? 

Con i giganti della tecnologia prossimi a pubblicare le loro trimestrali e le imminenti decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse, le prossime giornate saranno fondamentali per cercare di avere un quadro più chiaro: siamo al capolinea di un rally incredibile o semplicemente ci troviamo di fronte a un’inversione temporanea?

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Zoom Out: il recap settimanale che si concentra sul Macro

zoom out

Nuova settimana, nuovo episodio di Zoom Out, il recap settimanale che si concentra sul Macro. I temi principali della settimana: Young (YNG) e CLARITY Act.

Young (YNG) è su WhiteBIT!

Il nostro token Young (YNG) varca i confini italiani: a partire dal 28 luglio, sarà disponibile per la negoziazione su WhiteBIT, piattaforma con licenza MiCA in Austria, che conta oltre otto milioni di utenti registrati e un volume di scambio giornaliero compreso tra 1 e 2,5 miliardi di dollari (a seconda della fonte).

L’avevamo anticipato: con l’ottenimento della MiCA e l’Aumento di Capitale comincia una nuova fase per Young Platform. Questo è solo l’inizio. 

Per approfondire: YNG approda su WhiteBIT ma anche la consueta live trimestrale di martedì 28 luglio alle ore 18 – potete impostare l’alert qui: Report Young (YNG) aggiornamento trimestrale e novità!

Focus Iran: ripartono i colloqui di pace?

Nel weekend qualcosa potrebbe essere cambiato: dopo il ritorno ai missili, l’ambasciatore USA all’ONU Mike Waltz ha dichiarato che il Presidente Trump “sta dando un po’ di spazio alle trattative. È così o dobbiamo aspettarci un altro TACO (Trump Always Chickens Out)? 

Intanto il Brent, in seguito alla recente fiammata, torna in zona 90$ al barile (-6% dalla chiusura di venerdì). 

Strategy ancora ferma

La Bitcoin Treasury Company per eccellenza continua a incrementare le proprie riserve cash senza però aumentare (nè ridurre) il numero di Bitcoin detenuti.

Cosa hanno in mente Saylor & Co.?

Bitmine non molla

La Ethereum Treasury Company, invece, non si arretra di un millimetro: lunedì 20 ha dichiarato l’aggiunta di 7.430 ETH in tesoreria, oggi (27 luglio) di altri 9.946 ETH

Il totale detenuto dall’azienda presieduta da Tom Lee, adesso, è pari a 5.787.414 ETH.

ETF Crypto: indecisione?

Dopo sette giorni consecutivi di net flow positivi (+1,3 miliardi di dollari), gli ETF Crypto tornano a registrare deflussi: -509,6 milioni di dollari negli ultimi due giorni di trading (23 e 24 luglio). 

C’entra forse la notizia successiva?

CLARITY Act: vicini all’approvazione? O forse no?

La settimana appena conclusa ha visto interessanti sviluppi sull’approvazione del CLARITY Act, la legge pensata per regolamentare il mercato crypto USA.

Abbiamo riassunto tutto in meno di otto minuti di lettura: Clarity Act: emergono nuovi problemi?

Nasce il Bitcoin Security Consortium

Nove colossi della finanza tradizionale e non, tra cui BlackRock, Coinbase, Fidelity Digital Assets e Strategy, hanno dato vita al Bitcoin Security Consortium

Cos’è e perché è importante? Ne abbiamo parlato in breve qui: Nasce il Bitcoin Security Consortium: di che si tratta?

Flash Trimestrali. Google e Tesla battono le previsioni

Google: 119,8 miliardi (previsti: 116,52)

Tesla: 28,24 miliardi (previsti: 25,55)

Ma ai mercati non piacciono le cifre previste per gli investimenti previsti in Capex (Capital Expenditure): dalla data degli utili, Google sta perdendo il 4,5%, Tesla il 17,8%.

Questa settimana tocca a Meta, Amazon, Microsoft e Meta.

Flash Macro: tassi di interesse UE

Giovedì 23 luglio, la Banca Centrale Europea (BCE) ha comunicato l’attesa decisione di politica monetaria dell’eurozona. 

Come previsto, si è scelto di mantenere i tassi invariati al 2,25%, 2,40% e 2,65%

La motivazione principale: “L’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno“.

Flash Macro (x2): il 29 luglio c’è il FOMC

Mercoledì 29 luglio, il neo Presidente della Federal Reserve Kevi Warsh presenzierà il suo secondo FOMC (Federal Open Market Committee) da Chair.  

Il rialzo dei prezzi dell’energia e le relative pressioni inflazionistiche, rendono più incerto l’esito della riunione: per il FedWatch, principale strumento predittivo per i tassi di interesse, salgono le probabilità di un rialzo, oggi (27/07) dato al 32,1%, contro il 16% di una settimana fa. 

Per questa settimana è tutto, ci sentiamo tra sette giorni. Ricordatevi che il prezzo cambia ma i fondamentali restano: fate Zoom Out!

Nasce il Bitcoin Security Consortium: di che si tratta?

Bitcoin security consortium

Nove colossi si uniscono e stanziano fondi per difendere Bitcoin dalla minaccia dei computer quantistici: cos’è il Bitcoin Security Consortium?

Un gruppo di importanti istituzioni finanziarie e aziende dell’ecosistema crypto ha annunciato la formazione del Bitcoin Security Consortium. L’iniziativa nasce per garantire la sicurezza a lungo termine della rete Bitcoin, con un’attenzione particolare allo sviluppo della crittografia post-quantistica. Un passo necessario per preparare Bitcoin a un futuro in cui i computer quantistici potrebbero dominare il panorama tecnologico.

Bitcoin Security Consortium: cos’è?

Il Bitcoin Security Consortium, in breve, è una nuova collaborazione creata per sostenere il network di Bitcoin senza assumere il controllo del suo sviluppo: l’organizzazione, infatti, non svilupperà né proporrà modifiche al protocollo, che resterà nelle mani della sua comunità globale e decentralizzata

Il coordinamento quotidiano del consorzio sarà gestito, in veste di volontario, da Mike Schmidt, CEO (Chief Executive Director) di Brink, una società no-profit dedicata a finanziare e supportare gli sviluppatori open-source che lavorano proprio all’ecosistema di Bitcoin.

Qual è lo scopo?

Lo scopo principale del Bitcoin Security Consortium è finanziare e supportare i ricercatori e gli sviluppatori open-source che sono già impegnati in questo lavoro finalizzato a garantire la sicurezza di Bitcoin. 

La priorità assoluta dell’iniziativa è preparare la rete all’era del calcolo quantistico, lavorando, in particolare, sulle protezioni crittografiche post-quantistiche. Inoltre, il Consorzio avrà anche il ruolo di fonte di informazione affidabile e chiara su questi sforzi tecnologici a beneficio degli investitori, dei media e di tutto il pubblico.

Quantum Computing e Q-Day: qualche info 

Con il termine “Q-Day” si indica il momento in cui i computer quantistici potrebbero diventare abbastanza potenti da riuscire a infrangere i sistemi crittografici attualmente in uso. Nonostante tali macchine oggi non esistano, gli esperti segnalano preoccupazione dato il rapido avanzamento tecnologico del settore: alcune stime indicano che il Q-Day potrebbe arrivare già nel 2030

La data esatta, come abbiamo appena scritto, è incerta. Il Q-Day, infatti, è frutto di proiezioni che prendono forma dalla valutazione della situazione attuale. Il problema principale, tuttavia, risiede nel fatto che implementare un nuovo sistema crittografico potrebbe richiedere anni di preparazione. È quindi indispensabile cominciare a pensare a soluzioni efficaci e risolutive con largo anticipo, prima che la minaccia diventi reale.

Chi partecipa al Bitcoin Security Consortium? 

Il consorzio è stato fondato da nove colossi istituzionali che rappresentano a livello trasversale l’industria. I membri fondatori sono Anchorage Digital, ARK Invest, BlackRock, Block, Blockstream, Coinbase, Fidelity Digital Assets, Galaxy e Strategy.

Insomma, il fatto che nove giganti del settore finanziario tradizionale non abbiano deciso di coalizzarsi in questo senso, è di per sé un indicatore della serietà del tema: la minaccia quantistica, per quanto ancora distante, è un rischio che non può essere trascurato.

Quanti soldi sono stati messi?

Per sostenere le attività di ricerca e sviluppo, queste aziende si sono impegnate collettivamente a stanziare finanziamenti per un totale di 15 milioni di dollari, distribuiti nell’arco dei prossimi tre anni. Ogni membro deciderà in modo del tutto indipendente verso quali ricercatori o organizzazioni indirizzare il proprio capitale.

Prevenire è sempre meglio che curare

Lo ripetiamo: la questione del quantum computing si sta rivelando complessa e l’esistenza stessa di consorzio lo testimonia in maniera inequivocabile. Il rischio non è solo tecnologico, ma anche legato alla fiducia

Questa iniziativa, finalizzata a finanziare lo sviluppo hic et nunc – qui ed ora – quando il costo è contenuto e la minaccia quantistica è ancora lontana, è sicuramente un dato molto positivo: queste aziende stanno mettendo in pratica, di fatto, una strategia di prevenzione.  

Per concludere, questa presa di posizione segnala che l’industria sta guardando avanti con l’obiettivo di assicurare che Bitcoin continui rimanga sicuro, resiliente e inviolabile per molte generazioni a venire.

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BNB arriva su Young Platform: da oggi puoi comprarlo, venderlo e trasferirlo

BNB arriva su Young Platform: cos'è e come trasferirlo su Young Platform

BNB debutta su Young Platform: cos’è, come funziona e come trasferire i tuoi BNB sull’exchange italiano autorizzato MiCAR

Il listing di oggi è di quelli importanti: BNB entra ufficialmente nel catalogo di Young Platform. Da oggi puoi acquistarlo, venderlo, custodirlo e — soprattutto — depositarlo direttamente dai tuoi wallet o da altre piattaforme, senza doverlo convertire in altro.

Cos’è BNB e a cosa serve

BNB è la cripto-attività nativa di BNB Chain, uno degli ecosistemi blockchain più utilizzati al mondo. Nasce nel 2017 come token ERC-20 su Ethereum e migra poi sulla propria blockchain proprietaria.

Oggi è il token nativo della BNB Smart Chain, una rete compatibile con la Ethereum Virtual Machine (EVM) — il che significa che può eseguire smart contract e applicazioni decentralizzate scritte con gli stessi standard di Ethereum — basata su un meccanismo di consenso Proof of Staked Authority (PoSA), in cui un numero ristretto di validatori selezionati in base ai token messi in staking produce i blocchi, con tempi di conferma rapidi e commissioni contenute.

All’interno del suo ecosistema, BNB ha funzioni d’uso precise:

  • Commissioni di rete (gas): ogni transazione e ogni interazione con gli smart contract sulla BNB Smart Chain si pagano in BNB, come ETH su Ethereum.
  • Staking e sicurezza della rete: i detentori possono delegare i propri BNB ai validatori, partecipando al meccanismo che garantisce il funzionamento della rete.
  • Governance: chi mette in staking BNB può partecipare alle votazioni sulle proposte di evoluzione del protocollo.
  • Standard token BEP-20: BNB è il token di riferimento di un ecosistema che ospita migliaia di token BEP-20, applicazioni DeFi, la soluzione layer-2 opBNB e la rete di storage decentralizzato BNB Greenfield.

Una caratteristica tecnica distintiva è il meccanismo di auto-burn trimestrale: una parte dell’offerta di BNB viene periodicamente rimossa dalla circolazione in modo programmato e verificabile on-chain, secondo una formula pubblica, con l’obiettivo dichiarato dal protocollo di ridurre nel tempo l’offerta complessiva. Si tratta di una caratteristica strutturale del token, non di una garanzia sul suo valore: il prezzo di BNB resta determinato dal mercato.

Cosa cambia da oggi: i tuoi BNB, dove vuoi tu

Fino a ieri, chi deteneva BNB e voleva operare su Young Platform doveva prima venderli o convertirli altrove. Da oggi non più: puoi trasferire i tuoi BNB così come sono, direttamente sul tuo account Young Platform. I tuoi BNB restano BNB — cambia solo dove sono custoditi.

E dove sono custoditi conta. Young Platform è un CASP autorizzato da Consob e Banca d’Italia ai sensi del Regolamento europeo MiCAR, con sede legale a Torino: un indirizzo vero, in Italia, con regole europee, obblighi di trasparenza verso i clienti e un’autorità di vigilanza a cui rispondere. Se una parte del tuo portafoglio si trova oggi su piattaforme fuori dal perimetro regolamentato europeo, il listing di BNB rende il trasferimento un’operazione semplice: nessuna vendita, nessuna conversione, nessun passaggio intermedio.

Il momento giusto: la promo MYCA sui depositi è attiva fino al 2 agosto

C’è un motivo in più per farlo adesso. Fino al 2 agosto è attiva MYCA (Move Your Crypto Assets), la promo dedicata a chi trasferisce fondi su Young Platform: i depositi in crypto — BNB inclusi — e in euro concorrono insieme al raggiungimento delle soglie, a partire da un controvalore complessivo di €1.000.

La promo si articola su tre Tier (€1.000–9.999, €10.000–49.999, da €50.000 in su), ricalcolati ogni settimana sulla base dei depositi netti, e sblocca vantaggi crescenti:

  • Bonus Wallet: uno sconto sulle commissioni di compravendita, proporzionale all’ammontare depositato e utilizzabile fino al 31 dicembre 2026;
  • Report Fiscale con sconto personalizzato fino al 70% sul prezzo di listino;
  • Cashback in token YNG sulle spese quotidiane con Carta Young;
  • Conto di pagamento con canone a €0 per un anno e Carta Young gratuita;
  • Account Manager dedicato per chi rientra nei Tier 2 e 3.

Le condizioni complete, i requisiti e le esclusioni sono nel Regolamento della promozione MYCA.

Come trasferire i tuoi BNB su Young Platform

  1. Accedi al tuo account Young Platform (serve un KYC completato) e apri la sezione Deposita → BNB.
  2. Copia l’indirizzo di deposito e verifica con attenzione la rete indicata: un trasferimento su una rete non supportata può comportare la perdita dei fondi.
  3. Esegui il trasferimento dalla piattaforma o dal wallet di origine. Alla conferma on-chain, i BNB saranno disponibili nel tuo portafoglio Young Platform — e il loro controvalore concorrerà al calcolo del tuo Tier MYCA.

Per importi rilevanti, il nostro supporto può assisterti passo dopo passo nel trasferimento.

Trasferisci i tuoi BNB su Young Platform

I rischi da conoscere

BNB, come ogni cripto-attività, è soggetto a una volatilità elevata: il suo valore può diminuire in modo rapido e significativo, fino alla possibile perdita totale del capitale impiegato. BNB non è emesso da Young Platform e le sue caratteristiche dipendono da un protocollo di terzi, sul quale Young Platform non esercita alcun controllo. Le cripto-attività non beneficiano dei sistemi di garanzia dei depositi bancari né dei sistemi di indennizzo degli investitori. Prima di operare, consulta l’Informativa Generale sui Rischi.

La presente è una comunicazione di marketing ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR) e non costituisce consulenza in materia di investimenti, raccomandazione personalizzata né sollecitazione all’acquisto di cripto-attività. La decisione di acquistare, vendere o trasferire cripto-attività è assunta autonomamente dall’utente.

BNB è una cripto-attività emessa da soggetti terzi: Young Platform S.p.A. non ne è l’emittente e non risponde delle caratteristiche, dell’evoluzione o del funzionamento del relativo protocollo. Le cripto-attività sono caratterizzate da elevata volatilità e comportano un rischio significativo di perdita, anche integrale, del capitale impiegato; non beneficiano dei sistemi di garanzia dei depositi bancari (Direttiva 2014/49/UE) né dei sistemi di indennizzo degli investitori (Direttiva 97/9/CE). Le performance passate non sono indicative di risultati futuri.

La promo MYCA è soggetta a termini, condizioni ed esclusioni: prima di aderire consulta il Regolamento completo. I vantaggi della promo si riferiscono a sconti su commissioni e servizi e non costituiscono rendimenti sulle cripto-attività depositate.

Servizi sulle cripto-attività forniti da Young Platform S.p.A., Via F. Cigna 96/17, 10155 Torino — P.IVA 11931440017 — autorizzata da Consob e Banca d’Italia a operare come Prestatore di servizi per le cripto-attività (CASP) ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR). Per le condizioni contrattuali ed economiche consulta i Fogli informativi e i Termini & Condizioni su youngplatform.com/legal.

Inflazione USA: il dato del CPI oggi

Inflazione USA: il dato del CPI di oggi

È uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America

È uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America. Il destino dei mercati passa dall’inflazione USA e, quindi, dal dato del Consumer Price Index (CPI) pubblicato il 14 luglio. In questo articolo, scopriremo cos’è il CPI, perché è importante e analizzeremo gli ultimi dati disponibili.

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CPI significato

Tecnicamente, il CPI (Consumer Price Index), o Indice dei Prezzi al Consumo, è un indicatore economico fondamentale che misura quanto sono cambiati i prezzi di beni e servizi che compriamo quotidianamente. In altre parole, il CPI ci dice quanto costa oggi vivere rispetto al passato.  

Il CPI si calcola raccogliendo i dati sui prezzi di un “paniere” rappresentativo di beni e servizi che i consumatori solitamente acquistano. Questo paniere include una varietà di prodotti, come cibo, abbigliamento, alloggio, trasporti, istruzione, assistenza sanitaria e altri beni e servizi comuni. Il Bureau of Labor Statistics (BLS) degli Stati Uniti raccoglie ogni mese i prezzi in 75 aree urbane e li confronta con quelli del periodo precedente.

Perché è importante?

Il CPI è utilizzato per misurare l’inflazione, cioè quanto aumenta il costo della vita. Se il CPI sale, significa che i prezzi stanno aumentando e che, in media, si deve spendere di più per vivere come si faceva prima.

Bitcoin e CPI: come sono legati?

Il Consumer Price Index è uno dei principali indicatori che i membri della Federal Reserve prendono in considerazione quando devono effettuare delle scelte in materia di politica monetaria: generalmente, quando l’inflazione scende, il FOMC (Federal Open Market Committee) è più sereno nel tagliare i tassi e viceversa.

Attualmente, tuttavia, gli analisti prevedono almeno un rialzo dei tassi di interesse entro la fine del 2026, soprattutto col cambio di vertice e l’ingresso del neo Presidente Kevin Warsh.

Bitcoin, in ogni caso, accoglie positivamente il taglio dei tassi: quando il denaro costa meno, gli investitori sono più inclini a spostare la liquidità verso asset più volatili alla ricerca di maggiori profitti. In questo scenario ipotetico, azionario e crypto rientrano tra le scelte principali.

In ogni caso, il CPI resta uno strumento fondamentale per comprendere l’andamento dell’inflazione e cercare di prevedere il comportamento della banca centrale americana: se ti interessa il tema, trovi tutte le date per il 2026 nel nostro articolo sul calendario delle riunioni della Fed.  

Ma quindi, com’è andato il CPI di oggi?

Inflazione USA di luglio 2026: l’analisi dei dati

Secondo il rapporto pubblicato dal BLS (Bureau of Labor Statistics), il CPI mensile (MoM) è diminuito dello 0,4% rispetto al mese precedente, così come il CPI anno su anno (YoY), che si è attestato al 3,5%, in forte calo dal 4,2% registrato a maggio – e diffuso a giugno.  Questo dato è abbastanza positivo, poiché l’inflazione anno su anno sembra rallentare dopo la fiammata causata dai rincari del prezzo dell’energia, avvicinandosi al target imposto dalla Fed, cioè il 2%. 

Il CPI di agosto sarà più alto? È probabile, ma non così sicuro: il dato di oggi (3,5% YoY) segnala un’inflazione più debole rispetto al mese scorso. Dall’altro lato, la guerra che vede coinvolti Stati Uniti, Israele e Repubblica islamica dell’Iran, e il relativo blocco di due dei principali colli di bottiglia al mondo – lo Stretto di Hormuz e di Bab-el Mandeb – stanno provocando ulteriori rincari del prezzo del petrolio Brent e WTI, con effetti inflazionistici a cascata su tutta la catena di produzione.

Taglio dei tassi all’orizzonte? Scordiamocelo

Cosa deciderà la Fed riguardo ai tassi di interesse nel FOMC del 15-16 settembre 2026? Sul FedWatch Tool, lo strumento principe per questo tipo di previsioni, le probabilità del taglio di 25 punti base sono ormai pari a zero. Il No Change è dato al 34,8%, con un restante 65,2% legato al rialzo dei tassi di 25 punti base. 

Dati storici del CPI YoY nel 2026 

Ecco come sta andando il CPI nel 2026:

Luglio 2026: +3,5% (+3,8%)
Giugno 2026: +4,2% (previsto + 4,2%)
Maggio 2026: +3,8% (previsto 3,7%)
Aprile 2026: +3,3% (previsto 3,3%)
Marzo 2026: 2,4% (previsto 2,4%)
Febbraio 2026: 2,4% (previsto 2,5%)
Gennaio 2026: 2,6% (previsto 2,7%)

Dati del 2025: 

Dicembre 2025: 2,7% (previsto 3,1%)
Ottobre 2025: 3% (previsto 3,1%)
Settembre 2025: 2,9% (previsto 2,9%)
Agosto 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Luglio 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Giugno 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Maggio 2025: 2,3% (previsto 2,4%)
Aprile 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Marzo 2025: 2,8% (previsto 2,9%)
Febbraio 2025: 3% (previsto 2,9%)
Gennaio 2025: 2,9% (previsto 2,9%)

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Adozione aziendale crypto: il report di giugno 

Crypto 2026

Bitcoin, Ethereum e crypto in generale: come si sono comportate le aziende a giugno? Cosa ci dice il report mensile di BitcoinTreasuries.net?

Quando il quadro è super bullish, l’attenzione è massima, l’euforia domina e arriva la solita valanga di post su X (ex Twitter) pieni di razzi, fiamme e caps lock. Dall’altro lato, quando il mercato è in flessione e il sentiment è negativo, il disinteresse regna, anche se è proprio in quei momenti che gli Smart Money accumulano in vista di miglioramenti futuri. In questo articolo analizziamo il June 2026 Corporate Adoption Report pubblicato da BitcoinTreasuries.net: come si sono mosse le aziende a giugno?

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Quanti Bitcoin sono entrati nelle tesorerie a giugno?

Senza ulteriori giri di parole, andiamo subito al dunque: nel corso del mese di giugno, le tesorerie delle società pubbliche, cioè quelle quotate in Borsa, hanno incrementato le loro posizioni in Bitcoin riportando un’aggiunta lorda di 8.992 BTC. Per aggiunta lorda si intende il volume totale degli acquisti effettuati sul mercato al netto delle vendite, cioè prima di sottrarre le eventuali cessioni. 

Se, infatti, andiamo a considerare il saldo netto mensile, ovvero la differenza tra i Bitcoin entrati e quelli usciti dalle tesorerie aziendali (nello stesso arco di tempo), la cifra si attesta a 7.314 BTC, equivalenti a circa 427 milioni di dollari. 

Il report, poi, considera anche il secondo trimestre del 2026, appena concluso: nei mesi di aprile, maggio e giugno, BitcoinTreasuries.net stima un’aggiunta netta di 110.000 BTC per le tesorerie delle società quotate: una crescita, riferiscono, superiore a quella dei due trimestri precedenti – Q1 2026 e Q4 2025.

Ma c’è una precisazione da fare: “Poiché alcune aziende presentano i report trimestrali a luglio, alcune operazioni di acquisto e vendita potrebbero non essere rilevate in questa sede”. I numeri, pertanto, potrebbero essere leggermente diversi da quelli appena descritti ma, continuano, “l’attività di acquisto si conferma ampiamente sostenuta nel tempo”.

I principali buyer del mese

Nel club dei grandi accumulatori societari, Strategy mantiene la prima posizione come top buyer ma, questa volta, con un margine nettamente inferiore sulla seconda rispetto al mese precedente: la Bitcoin Treasury Company più famosa del mondo, a giugno, ha inserito in bilancio 3.625 BTC – circa 22.000 BTC in meno rispetto a maggio. 

Al secondo posto troviamo Strive, asset manager istituzionale quotato al Nasdaq col ticker ASST fondato nel 2022, con 3.364 BTC aggiunti in tesoreria. Ultimo gradino del podio, infine, per MARA Holdings (MARA), che si occupa di digital asset e infrastrutture energetiche, nota principalmente per essere sia holder che miner di Bitcoin: l’azienda, durante il sesto mese dell’anno, ha comprato 1.000 BTC

Non solo acquisti: chi ha venduto e quanto?

Il mercato, ovviamente, non è fatto di solo accumulo. A giugno, infatti, il totale venduto dalle società pubbliche ammonta a 1.677 BTC, equivalenti a 98 milioni di dollari. Le riduzioni di tesoreria più significative sono state effettuate da Fold Holdings (-634 BTC), Nakamoto Inc (-591 BTC) e HIVE Digital (-331 BTC).

Grande attesa per la Bitcoin Standard Treasury Company di Adam Back

Il report di BitcoinTreasuries.net segnala BSTR, acronimo di Bitcoin Standard Treasury Company. Ma cos’è BSTR? Diamo rapidamente contesto.

Creata e guidata da Adam Back, celebre pioniere degli albori di Bitcoin e attuale CEO di Blockstream, BSTR è un’azienda che fonda il suo modello di business sull’accumulo di Bitcoin su larga scala, a cui sono affiancate le classiche strategie attive per la generazione di rendimento. In ogni caso, l’obiettivo finale dichiarato di BSTR è quello di imporsi come un attore di primo piano nel settore delle tesorerie crypto. 

La Bitcoin Standard Treasury Company dovrebbe essere inserita a breve nel Nasdaq, diventando così una public company: la data è incerta, ma BSTR prevede di quotarsi con ben 30.021 BTC a bilancio. Una volta pubblica, la società di Adam Back guadagnerebbe la quinta posizione per Bitcoin detenuti nella classifica delle Bitcoin Treasury Companies quotate.

Ethereum e altcoin: la diversificazione corporate da quasi 20 miliardi

Fermarsi solo a Bitcoin racconterebbe una storia incompleta, perché le aziende più innovative stanno iniziando a guardare con estremo interesse alle altcoin: attualmente, le società pubbliche detengono nei propri bilanci quasi 20 miliardi di dollari in altcoin, di cui 12,5 miliardi solo in Ethereum

Bitmine domina ancora e si conferma il colosso indiscusso con più di 5,7 milioni di ETH in tesoreria. Nello specifico, a giugno, l’azienda presieduta da Tom Lee ha comprato circa 309.000 ETH, di cui 127.000 solo nella seconda settimana del mese: si tratta di un incremento del 5,7% rispetto a maggio.

Ma, come è noto, l’azienda non ha intenzione fermarsi: ha formalmente dichiarato al mercato di puntare al raggiungimento del 5% – the Alchemy of 5% – dell’intera fornitura totale nel corso del 2026.

Un altro attore di rilievo è Sharplink, che attualmente detiene quasi 870.000 ETH (sei volte in meno rispetto a Bitmine): ne parleremo tra un mese, perché l’azienda ha ripreso ad acquistare Ethereum a luglio, dopo ben otto mesi di stop. 

Spazio anche per Solana, Hyperliquid e XRP

I dati di giugno 2026 evidenziano infine che l’interesse corporate sta colonizzando anche altri progetti: in breve, i bilanci aziendali registrano attualmente posizioni di rilievo in Solana per circa 1,4 miliardi di dollari, Rain e Hyperliquid per 1,3 miliardi, e XRP per poco più di mezzo miliardo.

Ci sentiamo tra un mese!

In conclusione: oggi la tesoreria aziendale va ben oltre i classici titoli di Stato a basso rendimento, ma sembrerebbe in una fase di evoluzione in una gestione digitale e diversificata, perfettamente integrata con le tecnologie finanziarie più moderne

In ogni caso, a prescindere dall’andamento del mercato, noi monitoreremo mese per mese le strategie aziendali relative al settore crypto: per continuare a seguire questi aggiornamenti, iscriviti al nostro canale Telegram o clicca qui sotto!