Scopri tutte le definizioni utili a compilare la dichiarazione dei redditi da criptovalute per evitare errori con il Fisco.
Dichiarare le criptovalute nel modo corretto può essere complesso, soprattutto con il continuo aggiornamento delle normative fiscali. Per questo, abbiamo creato un glossario chiaro e sintetico con i termini fondamentali che ogni investitore crypto dovrebbe conoscere per affrontare la dichiarazione fiscale senza incertezze. In questa guida troverai le definizioni dei concetti chiave, dai metodi di calcolo delle plusvalenze ai quadri dichiarativi necessari per mettersi in regola con il fisco.
Airdrop
Distribuzione gratuita di criptovalute da parte di un progetto blockchain o di un exchange. Le criptovalute ricevute tramite airdrop sono tassate con riferimento al momento dell’accredito con un’aliquota del 26%. Se successivamente vengono vendute in euro o stablecoin a un prezzo superiore, viene applicata un’ulteriore imposta del 26% sulla plusvalenza (33% dal 2026). Il prezzo di carico da considerare è quello al momento dell’accredito sul wallet.
Bot di trading (Smart Trades)
Software automatizzati che eseguono operazioni di acquisto, vendita o scambio di criptovalute in base a strategie preimpostate, come gli Smart Trades. Le operazioni di trading effettuate dai bot sono fiscalmente rilevanti se le criptovalute vengono convertite in valuta fiat o stablecoin.
Commissioni di transazione
Costi applicati dagli exchange o dalle blockchain per l’esecuzione di operazioni di trading, prelievi o trasferimenti. Le commissioni non sono deducibili dal calcolo delle plusvalenze e minusvalenze.
Crypto-asset
Termine utilizzato dalla normativa per indicare le cripto-attività o criptovalute. Rappresenta qualsiasi asset digitale basato su tecnologia blockchain, incluso Bitcoin, Ethereum e stablecoin, e comprende anche token di utilità, security token e NFT. Tutti i crypto-asset sono soggetti a tassazione se generano plusvalenze.
Dichiarazione fiscale
Documento che riporta tutti i redditi e le operazioni soggette a tassazione. Per chi detiene o opera in criptovalute, la dichiarazione fiscale include la segnalazione delle plusvalenze, minusvalenze e del possesso degli asset digitali.
Depositi in valuta fiat
Trasferimenti di euro o altre valute tradizionali su un exchange con carta o bonifico bancario. Non sono fiscalmente rilevanti.
Depositi in criptovalute
Trasferimenti di asset digitali su un exchange. Non generano tassazione diretta, ma devono essere dichiarati nel Quadro RW. Queste criptovalute, come tutte le altre, diventano rilevanti se vendute per euro o stablecoin. La cosa da sottolineare è il trattamento fiscale: in questo caso deve essere dichiarato il prezzo di carico sull’exchange su cui si deposita. Se non si inserisce il prezzo a cui queste criptovalute sono state comprate, l’Agenzia delle Entrate considera come plusvalenza tutte le criptovalute depositate, applicando quindi sull’intero importo la tassa del 26% al momento della vendita.
Guadagni mining
Ricompense ottenute attraverso l’attività di mining, ovvero la validazione delle transazioni su una blockchain. Le criptovalute minate sono tassate con riferimento al momento dell’accredito con un’aliquota del 26%. Se in seguito vengono vendute a un prezzo superiore, si applica un’ulteriore imposta del 26% sulla plusvalenza (33% dal 2026). Mining personale: si applica l’aliquota del 26% sul valore al momento dell’accredito e un’eventuale ulteriore imposta sulla plusvalenza in caso di vendita. Mining professionale: può essere considerato attività d’impresa e soggetto a un regime fiscale diverso, con tassazione specifica per le aziende.
Imposta di bollo
Tassa applicata sul valore complessivo delle criptovalute detenute al 31 dicembre di ogni anno. L’imposta è pari al 2 per mille (0,2%) del valore totale e deve essere dichiarata nel Quadro RW.
Metodo contabile LIFO (Last In, First Out)
Sistema di calcolo per la determinazione delle plusvalenze in cui si assume che gli ultimi asset acquistati siano i primi a essere venduti. Questo è il metodo utilizzato nei Report fiscali di Young Platform.
Minusvalenze
Perdita generata dalla vendita di criptovalute a un prezzo inferiore rispetto al prezzo di acquisto. Le minusvalenze possono essere compensate con future plusvalenze nei successivi 5 anni.
Modello Unico
Modello di dichiarazione fiscale utilizzato principalmente da lavoratori autonomi e titolari di partita IVA. Per chi detiene criptovalute, è necessario compilare i Quadri RW e RT.
Ordini con valuta fiat
Operazioni di acquisto o vendita di criptovalute effettuate utilizzando valute tradizionali (es. euro, dollari). Le plusvalenze generate dalla vendita di crypto contro fiat sono sempre imponibili.
Per gli ordini che coinvolgono una valuta fiat come valuta quotata (quote currency), il profitto o la perdita viene calcolato basandosi sul prezzo di carico dello stack di criptovalute.
Esempio:
- Se possedete 0.5 BTC acquistati a 10.000€ e ulteriori 0.5 BTC a 15.000€, e vendete 0.8 BTC a 20.000€ ciascuno, il calcolo sarà il seguente:
- Vendete prima i 0.5 BTC a 15.000€, poi 0.3 BTC dei BTC acquistati a 10.000€.
- Profitto = (0.5 × (20.000 – 15.000)) + (0.3 × (20.000 – 10.000)) = 2.500€ + 3.000€ = 5.500€.
Ordini con stablecoin
Quando si effettua una compravendita utilizzando una stablecoin invece di una valuta fiat come l’euro, è necessario convertire l’importo in euro al tasso di cambio corrente per determinare il prezzo di carico e il profitto.
Esempio pratico:
- Supponiamo di acquistare 1 ETH pagando 1.000 USDT, con un tasso di cambio di 1 USDT = 0.93 EUR.
- Il prezzo di carico in euro sarà quindi: 1.000 USDT * 0.93 EUR = 930€.
- Se in seguito vendiamo lo stesso ETH per 1.100 USDT, con un tasso di cambio aggiornato di 1 USDT = 0.94 EUR, il valore di vendita in euro sarà: 1.100 USDT * 0.94 EUR = 1.034€.
- Il profitto imponibile sarà quindi calcolato come: 1.034€ – 930€ = 104€.
Ordini swap
Gli ordini swap sono operazioni di scambio diretto tra criptovalute con le medesime caratteristiche e funzioni, e non sono imponibili fiscalmente in quanto non vi è conversione in euro o stablecoin. Tuttavia, il prezzo di carico della criptovaluta ceduta viene trasferito alla criptovaluta ottenuta nello scambio.
Ad esempio:
- Un utente possiede 1 BTC acquistato a 5.000€ e decide di scambiarlo per 10 ETH.
- Il prezzo di carico dei 10 ETH sarà di 500€ ciascuno, derivato dal valore del BTC al momento dello swap.
- Non si genera alcuna plusvalenza immediata, ma solo nel momento in cui gli ETH vengono venduti successivamente.
Se in un secondo momento l’utente vende 8 ETH quando il loro valore è aumentato, ottenendo 1 BTC valutato 4.000€, la plusvalenza si realizzerà solo quando il BTC o gli ETH rimanenti saranno venduti a un prezzo superiore al loro costo di carico.
In sintesi, gli swap trasferiscono il valore d’acquisto da una criptovaluta all’altra, senza generare una tassazione immediata.
Pair (valuta base e valuta quotata)
Nelle coppie di trading, la valuta base è quella che si sta comprando o vendendo, mentre la valuta quotata è quella con cui si misura il valore della valuta base. Ad esempio, nel pair BTC/EUR, BTC è la valuta base e EUR è la valuta quotata.
Plusvalenze
Guadagno derivante dalla vendita di criptovalute a un prezzo superiore a quello di acquisto. Le plusvalenze sono tassate al 26% fino al 2025 e al 33% dal 2026.
Premi di Earn
Qualsiasi accredito di criptovalute effettuato da un exchange, app o piattaforma a seguito di un’azione dell’utente. Ad esempio, se si completa un quiz su una piattaforma e si ricevono crypto in premio, queste sono tassate con riferimento al momento dell’accredito con un’aliquota del 26%.
Se successivamente vengono vendute in euro o stablecoin a un prezzo superiore, si applica un’ulteriore imposta del 26% sulla plusvalenza (33% dal 2026). Il prezzo di carico da considerare è il valore di mercato al momento dell’accredito. La plusvalenza tassata sarà quindi la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di accredito.
Prezzo di carico
Il valore di acquisto di una criptovaluta, determinante per il calcolo delle plusvalenze o minusvalenze al momento della vendita. In caso di accredito di ricompense per attività di mining, staking, funzionalità Earn o airdrop, il prezzo di carico è pari al prezzo al momento dell’accredito. In caso di deposito di criptovalute su un exchange, il prezzo di carico deve essere dichiarato manualmente, inserendo il prezzo di acquisto di quelle criptovalute. Se il prezzo di carico è 0€ al momento della vendita, l’intero importo verrà considerato come plusvalenza, su cui verrà applicata un’aliquota del 26%.
Quadro RW
Sezione della dichiarazione fiscale utilizzata per dichiarare il possesso di criptovalute detenute su qualsiasi exchange o wallet. È necessario per il calcolo dell’imposta di bollo. Fa parte del Modello Unico, obbligatorio per titolari di partita IVA e liberi professionisti.
Quadro RT
Sezione della dichiarazione fiscale dedicata alla segnalazione delle plusvalenze derivanti dalla vendita di criptovalute per euro o stablecoin. Deve essere compilato da chi ha ottenuto guadagni imponibili durante l’anno fiscale. Fa parte del Modello Unico, obbligatorio per titolari di partita IVA e liberi professionisti.
Quadro T
Sezione introdotta nel Modello 730 per la dichiarazione delle plusvalenze sulle criptovalute. Da compilare se si è lavoratori dipendenti o pensionati.
Quadro W
Parte del Modello 730 dedicata al monitoraggio del possesso di criptovalute. Equivalente del Quadro RW nel Modello Unico.
Ravvedimento Operoso
Procedura che consente ai contribuenti di regolarizzare errori o omissioni nella dichiarazione fiscale delle criptovalute, pagando imposte, interessi e sanzioni ridotte.
Ricompense staking
Ricompense ottenute attraverso lo staking, ossia il blocco di criptovalute per supportare il funzionamento della blockchain. Le criptovalute ottenute tramite staking sono tassate con riferimento al momento dell’accredito con un’aliquota del 26%. Se vengono successivamente vendute in euro o stablecoin a un prezzo superiore, viene applicata un’ulteriore imposta del 26% sulla plusvalenza (33% dal 2026). Il prezzo di carico da considerare è il valore di mercato della criptovaluta al momento dell’accredito sul wallet. La plusvalenza tassata sarà la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo al momento dell’accredito.
Rivalutazione
Meccanismo che permette di aggiornare il valore fiscale delle criptovalute detenute al 1° gennaio dell’anno di dichiarazione, pagando un’imposta sostitutiva ridotta invece della normale tassazione sulle plusvalenze. Per le imposte sulle plusvalenze del 2024, ciò significa inserire come prezzo di acquisto (o prezzo di carico) il valore al 1° gennaio 2025. Questo sistema è particolarmente utile per chi non conosce il prezzo di acquisto delle proprie criptovalute perché le ha comprate molto tempo fa, non dispone della documentazione degli anni passati o è un early adopter che ha acquistato a prezzi molto bassi. L’obiettivo è evitare di pagare un’imposta molto elevata sulle plusvalenze accumulate nel tempo. Tuttavia, aderire alla rivalutazione comporta l’obbligo esplicito di pagare subito il 18% di imposta sostitutiva e, in futuro, il 26% sulle plusvalenze generate dalla vendita.
Soglia o franchigia
Importo minimo sotto il quale le plusvalenze da criptovalute non erano soggette a tassazione (ad esempio, la soglia di 2.000€ per il 2023). A partire dal 2024, questa franchigia è stata eliminata, rendendo tutte le plusvalenze imponibili.
Stack di criptovalute
Il totale delle criptovalute detenute da un utente, suddiviso per prezzo di acquisto o metodo di acquisizione. Ogni transazione di acquisto, accredito da staking, mining o airdrop contribuisce ad aumentare lo stack di criptovalute, mentre le vendite o conversioni lo riducono.
USDT Tether
Stablecoin ancorata al valore del dollaro statunitense (USD). Le conversioni tra crypto e USDT sono fiscalmente rilevanti.
USD Coin (USDC)
Stablecoin ancorata al valore del dollaro statunitense. Analogamente a USDT, le operazioni di scambio con USDC sono considerate imponibili.
Valuta fiat
Moneta a corso legale emessa da un governo, come l’euro (EUR) o il dollaro statunitense (USD). Le operazioni di conversione tra criptovalute e valute fiat sono sempre soggette a tassazione.
