AI sell-off: Nvidia non è più l’azienda a maggiore capitalizzazione del mondo. Qual è la situazione?

NVIDIA

Il settore tech e dei chip sta affrontando un forte sell-off: Nvidia perde il primo posto come azienda più capitalizzata al mondo. Cosa succede?

I mercati globali stanno attraversando una fase di forte turbolenza, con il settore tecnologico e, in particolare, i produttori di chip al centro di un’intensa ondata di vendite. I timori legati ai pesanti investimenti nell’Intelligenza Artificiale, uniti all’avanzamento della concorrenza asiatica e all’incertezza sui tassi di interesse, stanno provocando una fuga generalizzata dai titoli legati al settore.

AI sell-off: il KOSPI perde il 10%, Nvidia il 5%

Negli ultimi giorni, le azioni legate alle società produttrici di semiconduttori stanno attraversando una fase di flessione netta. L’indice sudcoreano KOSPI, ad esempio, ha perso circa un terzo del suo valore rispetto ai massimi segnati verso la metà di giugno.

L’indice KOSPI, infatti, si caratterizza per essere fortemente sbilanciato sul comparto tech e, nella notte tra il 27 e il 28 luglio, ha subito un tracollo di quasi il 10%: le autorità, per scongiurare scenari catastrofici, sono state costrette ad attivare il “circuit breaker“, un meccanismo finalizzato a frenare il panic selling. Le principali responsabilità di tale performance sono da attribuire ai colossi come Samsung Electronics e SK Hynix, che hanno registrato perdite di circa il 12%.

Quali sono le cause di questo nervosismo? In una frase, i crescenti dubbi del mercato sono legati alla domanda: chi si farà carico dei costi stratosferici riconducibili al boom dell’AI?

A ciò, si aggiunge la “minaccia” di una concorrenza cinese sempre più aggressiva, che potrebbe rendere vani gli investimenti in Capex (Capital Expenditure) delle società americane, ma anche il discorso relativo alla politica monetaria degli Stati Uniti

Infatti, data la situazione attuale, in cui il prezzo dell’energia agisce come un fattore inflazionistico per nulla trascurabile, il taglio dei tassi di interesse da parte del FOMC (Federal Open Market Committee) è un’opzione molto improbabile, per usare un eufemismo. 

In questo clima, Nvidia, l’azienda che più di tutte rappresenta il settore dell’AI, nella seduta del 27 luglio ha perso il 5%. A innescare le vendite, la diffusione di indiscrezioni su un suo potenziale investimento da 250 miliardi di dollari per un maxi-progetto di data center targato OpenAI.

Nvidia perde il primo posto come azienda più capitalizzata

Nvidia ha perso lo status di azienda più capitalizzata al mondo, cedendo il gradino più alto del podio ad Apple: alla chiusura dei mercati di lunedì, Apple ha raggiunto una capitalizzazione di 4,95 trillion di dollari, superando i 4,76 trillion di Nvidia

Gli investitori starebbero premiando la strategia di Apple, ritenuta più oculata: l’azienda di Cupertino ha sempre preferito affittare capacità computazionale per l’AI anziché sostenere gli ingenti costi necessari per costruire infrastrutture e data center propri.

Open Secure AI Alliance: cos’è, chi partecipa e a cosa serve?

Mentre i mercati azionari tremano, le aziende AI si muovono: Nvidia ha annunciato la nascita dell’Open Secure AI Alliance, una coalizione che riunisce giganti della tecnologia, cybersecurity e ricerca, tra cui Adobe, CrowdStrike, Dell Technologies, Microsoft e Hugging Face.

Lo scopo dell’alleanza è sviluppare, difendere e condividere strumenti open source per garantire la sicurezza informatica e contrastare le minacce guidate dall’AI. Concettualmente, l’Open Secure AI Alliance è per l’intelligenza artificiale ciò che il Bitcoin Security Consortium è per Bitcoin, con una differenza fondamentale: se il secondo ha una funzione preventiva, finalizzata ad anticipare le future potenziali minacce rappresentate dal quantum computing, la prima nasce in risposta a un recente incidente di sicurezza già avvenuto.

È il caso dell’hacking di Hugging Face, una piattaforma di riferimento per l’intelligenza artificiale, causato proprio da un agente autonomo di OpenAI, riuscito a sfuggire al controllo

E il mercato crypto?

Data la nota correlazione tra gli asset digitali e il settore tech, ci saremmo potuti aspettare un mercato crypto meno resistente ad eventi di questa portata. Bitcoin ed Ethereum, invece, sembrerebbero mostrare forza

Dall’inizio della settimana (lunedì 27 luglio) al momento in cui scriviamo (28 luglio, ore 11:35), BTC ed ETH stanno cedendo, rispettivamente, il 2,9% e il 3,7% mentre la Total Market Cap ha visto l’uscita di “soli” 63 miliardi di dollari, equivalente a un -2,8%.

Come accennato più volte, tendenzialmente la correlazione tra BTC e i titoli azionari è più marcata quando lo stress di mercato scaturisce da eventi di natura più macroeconomica, come l’andamento dei tassi d’interesse. 

Tuttavia, quando la pressione riguarda prettamente i dubbi sugli utili o sulle spese aziendali nel solo mercato azionario, Bitcoin tende a disaccoppiarsi. È importante sottolineare che non si tratta – ovviamente – di una legge ma di un pattern osservato più volte che, per definizione, è soggetto a invalidazione.

Il sell-off nell’AI continuerà o è una correzione momentanea?

Questa ondata di vendite segna l’inizio di una fuga dal settore dell’AI o, al contrario, si tratta semplicemente di una correzione, cioè una presa di profitto, dopo un bull market che dura da mesi? 

Detta in un altro modo: gli investimenti messi in campo per l’AI riusciranno a tradursi in ritorni economici e profitti reali per le Big Tech, oppure stiamo andando incontro a un drastico ridimensionamento delle stime di crescita? 

Con i giganti della tecnologia prossimi a pubblicare le loro trimestrali e le imminenti decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse, le prossime giornate saranno fondamentali per cercare di avere un quadro più chiaro: siamo al capolinea di un rally incredibile o semplicemente ci troviamo di fronte a un’inversione temporanea?

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YNG approda su WhiteBIT: un altro passo nell’espansione internazionale di Young Platform

YNG approda su WhiteBIT: un altro passo nell'espansione internazionale di Young Platform

Dal 28 luglio YNG sarà negoziabile anche su WhiteBIT. Un passaggio che si inserisce in un anno di espansione per Young Platform: licenza MiCAR, aumento di capitale e ora un nuovo listing internazionale.

Dal 28 luglio 2026, il token YNG sarà negoziabile anche su WhiteBIT, piattaforma centralizzata europea con licenza MiCA in Austria e autorizzazioni VASP in dieci paesi dell’UE. È il primo listing di YNG su una piattaforma centralizzata terza: fino a oggi, infatti, il token YNG era accessibile solamente su Young Platform e, da luglio 2025, anche tramite il protocollo decentralizzato Uniswap.

Quali saranno le implicazioni e perché arriva proprio ora? Per capirlo conviene guardare all’anno che Young Platform ha alle spalle.

Un anno fondamentale

Nel 2026 Young Platform ha attraversato due passaggi che hanno cambiato la scala su cui l’azienda opera. Il primo è la licenza MiCA: rilasciata da Consob e Banca d’Italia, che hanno autorizzato Young Platform come  CASP (Crypto-Asset Service Provider) per otto dei dieci servizi previsti dal regolamento europeo. 

Un’autorizzazione che, grazie al passaporto europeo, vale non solo in Italia ma, potenzialmente, in tutta l’Unione – attualmente la licenza è stata ufficialmente trasferita anche in Francia.

Il secondo è l’aumento di capitale da 22,5 milioni di euro di Young Group, guidato dal Gruppo Azimut. Nuove risorse per accelerare la costruzione di un’infrastruttura finanziaria che integra crypto, digital banking e asset tokenizzati.

Messe insieme, licenza e capitale sono le due condizioni che rendono possibile un’espansione oltre i confini italiani. E in quell’espansione, il token YNG, che sta al centro dell’ecosistema Young Platform, è uno degli strumenti attraverso cui questo percorso si concretizza: più il token è accessibile su più mercati e piattaforme, più cresce la platea di chi può entrare in contatto con l’ecosistema che rappresenta. Il listing su WhiteBIT è la prima tappa concreta di questo percorso.

Perché WhiteBIT

WhiteBIT è un exchange europeo con licenza MiCA in Austria e autorizzazioni VASP in dieci paesi UE, con oltre otto milioni di utenti registrati e un volume di scambio giornaliero compreso tra 1 e 2,5 miliardi di dollari, a seconda della fonte. È inoltre il primo exchange europeo per traffico web, con circa 32 milioni di visite al mese.

Per YNG, entrare su una sede di queste dimensioni significa tre cose concrete:

  • Più visibilità geografica: WhiteBIT nasce in Ucraina e ha costruito nel tempo un radicamento storico nell’Europa dell’Est, un’area dove Young Platform è praticamente sconosciuto. È un ingresso in un contesto oggi scarsamente presidiato dall’ecosistema.
  • Un banco di prova internazionale: il token viene sottoposto al giudizio di una community con abitudini e riferimenti diversi da quella storica di Young Platform, un primo test concreto di interesse al di fuori del nostro pubblico consolidato.
  • Più sedi di scambio: YNG si aggiunge alle piattaforme già attive: Young Platform e Uniswap, ampliando i punti di accesso per chi vuole operare sul token, a prescindere dal canale o dal mercato di riferimento. 

Un passaggio che riflette anche una scelta più ampia di collaborazione tra piattaforme. “WhiteBIT è un partner naturale in questa fase di espansione che ci permetterà di portare YNG davanti a un pubblico internazionale“, ha commentato Alexandru Stefan Gheban, CEO di Young Platform.

Quello che non cambia

Il listing non riguarda la tokenomics del token (offerta massima, supply circolante, meccaniche di emissione), i diritti dei possessori definiti dal White Paper, lo smart contract di YNG né le condizioni d’uso su Young Platform e Uniswap. 

E non è, in nessun modo, una promessa sul prezzo: un’ammissione alla negoziazione è un passaggio di infrastruttura, non un evento che garantisce una direzione di mercato. Lo diciamo perché siamo l’emittente, e un dato del genere va sempre contestualizzato per quello che è.

Non è l’ultimo passo

Il listing su WhiteBIT fa parte di un percorso di espansione delle sedi di negoziazione di YNG che proseguirà nel 2026.  Young Platform continua a valutare nuove sedi di negoziazione per YNG. Eventuali nuovi annunci saranno comunicati al pubblico mediante un comunicato di informazione privilegiata ai sensi dell’art. 88 MiCAR, nel rispetto della tempistica e dei requisiti previsti dalla normativa.

Se detieni YNG, cosa cambia per te

Nulla, a meno che tu non voglia operare anche su WhiteBIT. I tuoi YNG restano dove sono, con le stesse condizioni di sempre. Tutti i dettagli operativi e regolatori del listing, data, condizioni, riferimenti normativi  sono nel comunicato ufficiale pubblicato su https://youngplatform.com/token-yng/documents/inside-information/.

Ricordati di YNG Boost!

Il 16 luglio abbiamo lanciato YNG Boost (Servizio di Vesting). Di cosa si tratta? Molto semplicemente: acquistando e vincolando Young (YNG) sulla piattaforma per 12, 24 o 36 mesi, riceverai una quantità extra di token YNG (il Boost) che andrà a sommarsi a quella già acquistata.

Il bello? Più YNG acquisti e più li tieni bloccati, maggiore sarà il Boost, fino a un massimo del 30% della quota acquistata! Ma non finisce qui: è previsto un ulteriore Boost per chi è nei nostri Club (dal Silver in su), fino al 34,5% per chi è nel Club Platinum.

C’è una cosa importante da tenere a mente: vendere e riacquistare i token YNG già posseduti ti esclude dallo YNG Boost. Ti consigliamo, come sempre, di leggerti il seguente articolo che, in breve, spiega il funzionamento di YNG Boost: Arriva YNG Boost: acquisti Young (YNG), li vincoli e ricevi Token YNG extra.

YNG Boost ti interessa? Scrivi a [email protected]: il nostro team è super disponibile a rispondere alle tue richieste.

Il presente contenuto costituisce una comunicazione di marketing con finalità promozionale. Le cripto-attività sono strumenti ad alto rischio e volatilità: il valore può variare sensibilmente e comportare la perdita del capitale investito. Le informazioni di questo articolo hanno carattere informativo e non costituiscono consulenza finanziaria o sollecitazione all’investimento. Le performance storiche non costituiscono garanzia di risultati futuri. Young Platform S.p.A. è emittente del token YNG ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR); il White Paper vigente è disponibile su https://storage.googleapis.com/young-documents/mica-whitepaper-YNG-token.xhtml.

BNB arriva su Young Platform: da oggi puoi comprarlo, venderlo e trasferirlo

BNB arriva su Young Platform: cos'è e come trasferirlo su Young Platform

BNB debutta su Young Platform: cos’è, come funziona e come trasferire i tuoi BNB sull’exchange italiano autorizzato MiCAR

Il listing di oggi è di quelli importanti: BNB entra ufficialmente nel catalogo di Young Platform. Da oggi puoi acquistarlo, venderlo, custodirlo e — soprattutto — depositarlo direttamente dai tuoi wallet o da altre piattaforme, senza doverlo convertire in altro.

Cos’è BNB e a cosa serve

BNB è la cripto-attività nativa di BNB Chain, uno degli ecosistemi blockchain più utilizzati al mondo. Nasce nel 2017 come token ERC-20 su Ethereum e migra poi sulla propria blockchain proprietaria.

Oggi è il token nativo della BNB Smart Chain, una rete compatibile con la Ethereum Virtual Machine (EVM) — il che significa che può eseguire smart contract e applicazioni decentralizzate scritte con gli stessi standard di Ethereum — basata su un meccanismo di consenso Proof of Staked Authority (PoSA), in cui un numero ristretto di validatori selezionati in base ai token messi in staking produce i blocchi, con tempi di conferma rapidi e commissioni contenute.

All’interno del suo ecosistema, BNB ha funzioni d’uso precise:

  • Commissioni di rete (gas): ogni transazione e ogni interazione con gli smart contract sulla BNB Smart Chain si pagano in BNB, come ETH su Ethereum.
  • Staking e sicurezza della rete: i detentori possono delegare i propri BNB ai validatori, partecipando al meccanismo che garantisce il funzionamento della rete.
  • Governance: chi mette in staking BNB può partecipare alle votazioni sulle proposte di evoluzione del protocollo.
  • Standard token BEP-20: BNB è il token di riferimento di un ecosistema che ospita migliaia di token BEP-20, applicazioni DeFi, la soluzione layer-2 opBNB e la rete di storage decentralizzato BNB Greenfield.

Una caratteristica tecnica distintiva è il meccanismo di auto-burn trimestrale: una parte dell’offerta di BNB viene periodicamente rimossa dalla circolazione in modo programmato e verificabile on-chain, secondo una formula pubblica, con l’obiettivo dichiarato dal protocollo di ridurre nel tempo l’offerta complessiva. Si tratta di una caratteristica strutturale del token, non di una garanzia sul suo valore: il prezzo di BNB resta determinato dal mercato.

Cosa cambia da oggi: i tuoi BNB, dove vuoi tu

Fino a ieri, chi deteneva BNB e voleva operare su Young Platform doveva prima venderli o convertirli altrove. Da oggi non più: puoi trasferire i tuoi BNB così come sono, direttamente sul tuo account Young Platform. I tuoi BNB restano BNB — cambia solo dove sono custoditi.

E dove sono custoditi conta. Young Platform è un CASP autorizzato da Consob e Banca d’Italia ai sensi del Regolamento europeo MiCAR, con sede legale a Torino: un indirizzo vero, in Italia, con regole europee, obblighi di trasparenza verso i clienti e un’autorità di vigilanza a cui rispondere. Se una parte del tuo portafoglio si trova oggi su piattaforme fuori dal perimetro regolamentato europeo, il listing di BNB rende il trasferimento un’operazione semplice: nessuna vendita, nessuna conversione, nessun passaggio intermedio.

Il momento giusto: la promo MYCA sui depositi è attiva fino al 2 agosto

C’è un motivo in più per farlo adesso. Fino al 2 agosto è attiva MYCA (Move Your Crypto Assets), la promo dedicata a chi trasferisce fondi su Young Platform: i depositi in crypto — BNB inclusi — e in euro concorrono insieme al raggiungimento delle soglie, a partire da un controvalore complessivo di €1.000.

La promo si articola su tre Tier (€1.000–9.999, €10.000–49.999, da €50.000 in su), ricalcolati ogni settimana sulla base dei depositi netti, e sblocca vantaggi crescenti:

  • Bonus Wallet: uno sconto sulle commissioni di compravendita, proporzionale all’ammontare depositato e utilizzabile fino al 31 dicembre 2026;
  • Report Fiscale con sconto personalizzato fino al 70% sul prezzo di listino;
  • Cashback in token YNG sulle spese quotidiane con Carta Young;
  • Conto di pagamento con canone a €0 per un anno e Carta Young gratuita;
  • Account Manager dedicato per chi rientra nei Tier 2 e 3.

Le condizioni complete, i requisiti e le esclusioni sono nel Regolamento della promozione MYCA.

Come trasferire i tuoi BNB su Young Platform

  1. Accedi al tuo account Young Platform (serve un KYC completato) e apri la sezione Deposita → BNB.
  2. Copia l’indirizzo di deposito e verifica con attenzione la rete indicata: un trasferimento su una rete non supportata può comportare la perdita dei fondi.
  3. Esegui il trasferimento dalla piattaforma o dal wallet di origine. Alla conferma on-chain, i BNB saranno disponibili nel tuo portafoglio Young Platform — e il loro controvalore concorrerà al calcolo del tuo Tier MYCA.

Per importi rilevanti, il nostro supporto può assisterti passo dopo passo nel trasferimento.

Trasferisci i tuoi BNB su Young Platform

I rischi da conoscere

BNB, come ogni cripto-attività, è soggetto a una volatilità elevata: il suo valore può diminuire in modo rapido e significativo, fino alla possibile perdita totale del capitale impiegato. BNB non è emesso da Young Platform e le sue caratteristiche dipendono da un protocollo di terzi, sul quale Young Platform non esercita alcun controllo. Le cripto-attività non beneficiano dei sistemi di garanzia dei depositi bancari né dei sistemi di indennizzo degli investitori. Prima di operare, consulta l’Informativa Generale sui Rischi.

La presente è una comunicazione di marketing ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR) e non costituisce consulenza in materia di investimenti, raccomandazione personalizzata né sollecitazione all’acquisto di cripto-attività. La decisione di acquistare, vendere o trasferire cripto-attività è assunta autonomamente dall’utente.

BNB è una cripto-attività emessa da soggetti terzi: Young Platform S.p.A. non ne è l’emittente e non risponde delle caratteristiche, dell’evoluzione o del funzionamento del relativo protocollo. Le cripto-attività sono caratterizzate da elevata volatilità e comportano un rischio significativo di perdita, anche integrale, del capitale impiegato; non beneficiano dei sistemi di garanzia dei depositi bancari (Direttiva 2014/49/UE) né dei sistemi di indennizzo degli investitori (Direttiva 97/9/CE). Le performance passate non sono indicative di risultati futuri.

La promo MYCA è soggetta a termini, condizioni ed esclusioni: prima di aderire consulta il Regolamento completo. I vantaggi della promo si riferiscono a sconti su commissioni e servizi e non costituiscono rendimenti sulle cripto-attività depositate.

Servizi sulle cripto-attività forniti da Young Platform S.p.A., Via F. Cigna 96/17, 10155 Torino — P.IVA 11931440017 — autorizzata da Consob e Banca d’Italia a operare come Prestatore di servizi per le cripto-attività (CASP) ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR). Per le condizioni contrattuali ed economiche consulta i Fogli informativi e i Termini & Condizioni su youngplatform.com/legal.

Arriva YNG Boost: acquisti Young (YNG), li vincoli e ricevi Token YNG extra

YNG Boost (Vesting): fino al 34,5% di token aggiuntivi sugli acquisti di YNG

Con YNG Boost acquisti Young (YNG), li vincoli per un periodo a tua scelta e ricevi token extra fino al 30%. Il vantaggio aumenta ulteriormente se sei nel Club. Ecco come funziona.

È arrivato YNG Boost, il nuovo Servizio di Vesting del Token YNG.

Il funzionamento è molto semplice: acquisti Young (YNG) al prezzo di mercato e accetti di vincolarli sulla piattaforma per un periodo a tua scelta — 12, 24 o 36 mesi. In cambio ricevi una quantità aggiuntiva di token YNG, che si somma a quella acquistata.  

Non si tratta di un rendimento o di un interesse: è una quantità di token erogata da Young Platform, in qualità di emittente, dalla propria treasury per supportare chi sceglie di restare e punta sul lungo termine.

ATTENZIONE!  Vendere e riacquistare i token YNG che già possiedi ti esclude da YNG Boost. Il Servizio di Vesting i si applica solo ai nuovi acquisti. È una regola semplice, con uno scopo preciso: tutelare il mercato del token, evitando operazioni fatte solo per ottenere il Boost — come vendere e riacquistare gli stessi YNG — che potrebbero alterarne artificialmente il prezzo e i volumi. Inoltre, i token vincolati non possono essere usati per accedere ai Club.

Quanti YNG extra ricevi 

Il tuo Boost dipende da tre variabili che si sommano tra loro: la quantità di token acquistati, la durata del vincolo e l’eventuale appartenenza a un Club. 

Quota di YNG extra in base all’importo

Quota di YNG extra in base alla durata del vincolo 

Puoi scegliere di vincolare i token Young (YNG) acquistati per 12, 24 o 36 mesi. Maggiore è il periodo di vincolo, maggiore è la percentuale del boost.

Le due Quote si sommano: combinando l’importo più alto con la durata più lunga, il boost massimo arriva al 30%

Inoltre, la somma delle due Quote di YNG (per importo e durata) diventa la base di calcolo per ulteriori YNG extra in base al Club.

YNG extra in base al Club

Se al momento dell’acquisto hai un Club attivo Silver, Gold o Platinum, ricevi una “Maggiorazione Club” calcolata sugli YNG extra per importo e durata (non sul capitale): 

Questo vuol dire che per un Platinum – con un acquisto di ≥ €250.000 e un vincolo di 36 mesi – il boost totale arriva fino al 34,5%

Tieni presente che, al momento dell’acquisto, viene preso come riferimento il Club di appartenenza: se cambi livello in seguito, il bonus già assegnato non si modifica.

Inoltre, ricorda che le percentuali indicano quantità di token, non percentuali di rendimento. Il controvalore in euro dei token YNG acquistati e aggiuntivi può variare nel tempo in modo significativo, in base alla volatilità del mercato.

Esempio pratico

  • Acquisti €20.000 di YNG. 
  • Scegli un vincolo di 24 mesi e fai parte del Club Gold .
  • Il prezzo di YNG è €0,50.

Ecco cosa ottieni:

  • YNG acquistati: 40.000.
  • YNG per importo (+4%) = 1.600 YNG.
  • YNG per durata (+8%) = 3.200 YNG. 
  • Totale boost = 4.800 YNG 
  • con il Gold aggiungi il 10% = (10% x 4.800 YNG) → altri 480 YNG. 

Il totale? 5.280 YNG in più, oltre ai 40.000 già acquistati.

YNG Boost: come funziona nel concreto

  1. Firmi il contratto per il Servizio di Vesting 
  2. Acquisti YNG al prezzo di mercato sulla piattaforma.
  3. Ti accreditiamo i token YNG aggiuntivi.
  4. Sia i YNG acquistati sia quelli aggiuntivi vengono messi in vesting.
  5. I YNG acquistati e aggiuntivi restano bloccati per i primi 2 mesi (il cosiddetto cliff): un periodo tecnico necessario per completare l’allocazione.
  6. Da lì in poi, mese dopo mese, una quota si sblocca automaticamente per tutta la durata scelta, più lenta all’inizio, più veloce verso la fine (vesting esponenziale). 
  7. Trovi l’elenco delle tranche nella sezione “YNG bloccati” del tuo Portafoglio Young (YNG), taggati rispettivamente come “VESTING – YNG ACQUISTATI” e “VESTING – YNG AGGIUNTIVI”. 
  8. Quando una tranche si sblocca, devi entrare in questa sezione e cliccare sul “Claim” per spostare i YNG nel tuo portafoglio principale e disporne come preferisci. 

Chi può aderire

Serve un KYC completato su Young Platform e la residenza in uno Stato membro dell’UE (o in una giurisdizione ammessa). Importo minimo: €5.000 per operazione. Vale solo per i nuovi acquisti: i token YNG che hai già non possono entrare nel programma.

Come aderire

Il Bonus YNG non è un pulsante da premere: prima di acquistare, è necessario firmare un contratto dedicato. Ti basta scriverci a [email protected]: ti seguiamo noi da lì, passo dopo passo. Se vuoi farti un’idea prima ancora di scriverci, puoi leggere l’informativa precontrattuale qui sotto.

Informativa sul Servizio di Vesting

Che cos’è YNG?

Young (YNG) è l’utility token emesso da Young Platform, una delle poche piattaforme italiane per lo scambio di cripto-attività ad aver ottenuto l’autorizzazione MiCAR e che ha appena chiuso un aumento di capitale da 22,5 milioni di euro con Azimut come lead investor.

Oggi YNG è ancora, in larga parte, un mercato domestico, con una base di detentori prevalentemente italiana; ma la sua accessibilità si sta progressivamente allargando oltre i confini

Il token è già listato su Uniswap, l’exchange decentralizzato dove chiunque, in qualsiasi Paese, può negoziarlo senza intermediari, mentre l’autorizzazione MiCAR, con il passaporto europeo già attivo sul mercato francese, apre la strada a una platea di utenti più ampia in tutta Europa. Quello che oggi è soprattutto un fenomeno italiano potrebbe quindi muoversi, nei prossimi anni, verso un mercato internazionale.

I rischi da conoscere

Come ogni cripto-attività, YNG è soggetto a oscillazioni di prezzo, anche marcate: il valore dei token che ricevi al termine del periodo di vincolo può essere inferiore a quanto valgono oggi. Per tutta la durata del vincolo, inoltre, i token non sono disponibili: non puoi venderli né trasferirli. 

Ricordiamo che nessun risultato economico è garantito. Le cripto-attività non beneficiano dei sistemi di garanzia dei depositi bancari né dei sistemi di indennizzo degli investitori. Trovi il quadro completo dei rischi nell’Informativa Generale sui Rischi e nell’informativa precontrattuale dedicata.

Aspetti fiscali

Young Platform non agisce come sostituto d’imposta sui redditi derivanti dal Servizio: gli adempimenti dichiarativi e di versamento restano a tuo carico. Per supportarti, Young Platform mette a disposizione — in partnership con professionisti specializzati — servizi di consulenza fiscale e di reportistica per la dichiarazione dei redditi, alle condizioni previste dai relativi Termini e Condizioni. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un commercialista o consulente fiscale qualificato.

Il Servizio di Vesting è riservato agli utenti registrati su Young Platform ed è valido esclusivamente su nuovi acquisti di YNG al prezzo di mercato, con importo minimo di €5.000 per operazione, previa sottoscrizione del relativo contratto.  Le percentuali di Token YNG Aggiuntivi indicano quantità di token e non costituiscono in alcun caso una promessa di rendimento; il loro controvalore in euro può variare significativamente in funzione dell’andamento del prezzo del token. Per tutta la durata del vincolo, i token non sono trasferibili né utilizzabili e l’operazione è irrevocabile. I token YNG sono soggetti a rischio di mercato; il valore delle cripto-attività può diminuire rapidamente e potresti perdere il capitale investito, in parte o per intero. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati futuri. 

Consulta il White Paper relativo al Token YNG ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1114, notificato a Consob e disponibile su storage.googleapis.com/young-documents/mica-whitepaper-YNG-token.xhtml.

La presente comunicazione è una comunicazione di marketing ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR) e non costituisce consiglio o consulenza di investimento. Le cripto-attività non sono coperte dal Fondo di Garanzia dei Depositi né da sistemi di indennizzo degli investitori ai sensi dell’art. 38 MiCAR. 

Prima di procedere alla sottoscrizione, leggi l’Informativa precontrattuale disponibile su https://youngplatform.com/legal/. Young Platform S.p.A. non agisce come sostituto d’imposta in relazione alle imposte sui redditi derivanti dal Servizio.

Young Platform S.p.A. — Via Cigna 96/17, 10155 Torino — youngplatform.com — PEC: [email protected]. Prestatore di servizi per le cripto-attività (CASP) autorizzato ai sensi del MiCAR ed emittente del Token YNG.

Swift, blockchain e tokenizzazione: via al test

Swift, blockchain e tokenizzazione: via al test

Swift si prepara al grande test: “pronti a implementare la blockchain per il trasferimento cross-border di depositi tokenizzati”

Nel mondo degli investimenti in cripto-attività, si parla spesso di come la finanza tradizionale (TradFi) stia lentamente abbracciando la tecnologia decentralizzata. Oggi, però, uno degli attori centrali del mondo economico e finanziario globale ha fatto un passo da gigante che merita tutta la nostra attenzione. Parliamo di Swift: via al test per il trasferimento dei depositi tokenizzati su blockchain.

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Cos’è Swift e perché questa notizia è fondamentale

Per chi non è così esperto di infrastruttura bancaria, Swift rappresenta la spina dorsale invisibile dei pagamenti mondiali: è una cooperativa di respiro globale controllata dai propri membri, nonché principale fornitore al mondo di sistemi per il trasferimento di denaro a livello internazionale. Per capire l’importanza di Swift, basti pensare che la sua infrastruttura connette oltre 11.500 istituzioni finanziarie in più di 200 paesi e territori.

La notizia di cui parleremo in questa sede è la seguente:  il nuovo registro distribuito di Swift, interamente basato su blockchain, è ufficialmente pronto per la fase di test.

Dalla teoria alla pratica: il test globale e l’obiettivo 24/7 

Come recita la nota canzone del celebre ex wrestler John Cena, “The Time is Now”. Swift, il 9 luglio, ha diffuso un comunicato stampa che non lascia spazio a interpretazioni: “Il registro blockchain di Swift è pronto all’uso: 17 banche fanno da apripista per i pagamenti transfrontalieri tokenizzati su un’infrastruttura globale affidabile”. 

È chiaro che non stiamo parlando di una remota dichiarazione di intenti, ma di un aggiornamento pronto per essere implementato: ben 17 grandi banche provenienti da più continenti si stanno preparando per avviare transazioni pilota utilizzando depositi tokenizzati direttamente sui propri registri.

Tra i partecipanti di questa prima fase sperimentale figurano colossi finanziari del calibro di Citibank, Bank of New York, HSBC, UBS e BNP Paribas.

Qual è l’obiettivo finale di questa operazione?

Molto semplicemente, lo scopo è risolvere uno dei problemi più antichi della finanza globale: gli orari di chiusura. Come? Ovviamente – e non siamo per nulla stupiti – sfruttando la blockchain. In questo modo, l’infrastruttura punta a sbloccare movimenti di denaro più veloci e flessibili, supportando pagamenti transfrontalieri operativi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Questo significa permettere lo spostamento di fondi e la liquidazione anche durante la notte e nei fine settimana, esattamente come accade da anni sui mercati crypto.

Ciò che stupisce, però, è la velocità con cui si è passati dalla teoria alla pratica: Swift ha bruciato una tappa dopo l’altra, saltando dall’ideazione concettuale all’attivazione del ledger basato su blockchain in soli nove mesi, grazie ai feedback diretti delle istituzioni internazionali. 

Le grandi banche in piena FOMO?

I top manager delle top banche mondiali non lo nascondono più: la decentralizzazione e i registri distribuiti non sono più visti come esperimenti di nicchia, ma come la soluzione più efficiente per questo tipo di problemi.

Thierry Chilosi, Chief Business Officer di Swift, ha spiegato che la blockchain permette al valore tokenizzato di spostarsi oltre confine con la flessibilità e la velocità richieste dal commercio moderno, portando “la fiducia e la stabilità della finanza consolidata alle frontiere della moneta digitale“. 

Sulla stessa lunghezza d’onda si pongono dirigenti come Lim Soon Chong di DBS (The Development Bank of Singapore) e Lisa Vasic di ANZ (Australia and New Zealand Banking Group), i quali hanno sottolineato come i fondi tokenizzati consentano alle banche di gestire la liquidità in modo radicalmente più flessibile, rapido e trasparente.

Manish Kohli di HSBC (The Hongkong and Shanghai Banking Corporation) ha evidenziato il fatto che l’infrastruttura blockchain sia uno strumento fondamentale per far funzionare i pagamenti “in tempo reale, attraverso i fusi orari, e senza interruzioni artificiali“. 

Allo stesso modo, manager come So Lay Hua di UOB (United Overseas Bank) e Andreas Kubli di UBS (Union Bank of Switzerland) confermano che questo nuovo ecosistema 24/7 sblocca il settlement istantaneo e facilita l’adozione su larga scala degli asset digitali.

Se Swift punta sulla blockchain…

Insomma, quando Swift, infrastruttura alla base del sistema economico e finanziario globale, arriva a considerare seriamente la blockchain per spostare enormi masse di denaro tokenizzato, il dato è chiaro: la tokenizzazione degli asset non è una promessa del futuro, ma è già qui e, probabilmente, è destinata a restare.

Azimut punta su Young Group con un investimento da 22,5 milioni di euro

Young Group ha concluso un importante aumento di capitale da 22,5 milioni di euro guidato dal Gruppo Azimut: un momento storico per Young Platform 

Azimut, gruppo quotato alla Borsa di Milano, leader nella gestione degli investimenti pubblici e privati e nei servizi finanziari per le imprese, ha deciso di puntare con convinzione su Young Group, holding che riunisce Young Platform e Fleap. È un momento fondamentale per la nostra storia e per il futuro dell’innovazione in Italia.  

Young Group: crypto, digital banking e tokenizzazione degli asset reali 

Chi ci segue fin dai primi momenti sa bene che Young Platform e il suo ecosistema nascono da una volontà molto chiara: democratizzare e semplificare l’accesso al mondo delle cripto-attività

Questa missione prende forma dalla visione di un gruppo di studenti del Politecnico di Torino che, animati dalla passione per l’innovazione e la tecnologia, decisero di trasformare questa idea in realtà

Oggi, a quasi dieci anni di distanza, Young Platform rappresenta una via sicura, affidabile e trasparente al mondo delle cripto-attività per centinaia di migliaia di investitori, italiani e non. Il tutto rafforzato dal recente ottenimento dell’autorizzazione MiCA, un sigillo di garanzia emesso dai regolatori italiani ed europei che, in questo modo, certificano ufficialmente la totale compliance della nostra piattaforma con le normative vigenti.

Nel tempo, però, abbiamo voluto allargare il nostro raggio d’azione, concentrandoci anche su un trend, sempre legato alla blockchain, destinato a rivoluzionare il sistema finanziario globale: la tokenizzazione degli asset reali (RWA, Real World Assets). Come? Integrando nel nostro ecosistema Fleap, la prima azienda italiana ad aver ottenuto l’autorizzazione di CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) per la digitalizzazione e tokenizzazione di strumenti finanziari come azioni, obbligazioni e titoli di debito.

È per queste ragioni che nasce Young Group, una holding che ha sede a Torino, creata proprio allo scopo di unire queste due anime sotto lo stesso tetto e, in definitiva, dare vita a un’infrastruttura sempre più completa, trasversale ed efficiente

Azimut supporta Young Group con un investimento di 22,5 milioni di euro

Il Gruppo Azimut crede nel futuro del progetto e l’ha dimostrato guidando un investimento di 22,5 milioni di euro su Young Group in qualità di lead investor, cioè investitore principale. Questo perchè, come sottolineato dal CEO Giorgio Medda, la strategia del Gruppo Azimut “da tempo guarda con attenzione all’evoluzione dei mercati finanziari e al ruolo degli asset digitali e delle tecnologie blockchain” e Young Group, in questo senso, “è un progetto imprenditoriale solido, in rapida crescita, che si distingue per competenze tecnologiche di rilievo e per una forte attenzione ai temi della sicurezza e della conformità normativa”.

Ma, per comprendere a fondo la portata dell’evento, forse è utile capire chi è Azimut: parliamo di un gruppo indipendente e globale, leader nell’asset management nei mercati pubblici e privati, nel wealth management e nell’investment banking. È una società quotata alla Borsa di Milano, presente in ben 20 Paesi nel mondo e forte di una rete di circa 2.000 professionisti tra gestori e consulenti finanziari. 

Cosa significa questo aumento di capitale per Young Platform?

Andrea Ferrero, nostro Co-CEO e cofounder, ha risposto a questa domanda in modo molto chiaro: “L’investimento segna una nuova fase nel percorso di crescita di Young Group e rafforza la nostra capacità di eseguire una visione che perseguiamo fin dalla nascita: costruire un’infrastruttura finanziaria in cui cripto-attività, servizi bancari e asset tokenizzati convivano in un’unica esperienza, semplice, regolamentata e accessibile”.

In questo nuovo capitolo che si sta per aprire, ci teniamo a fare una precisazione: la nostra identità rimane e rimarrà sempre incentrata sulla Community, cioè su chi non ha mai smesso di credere in Young Platform. 

Il cuore pulsante che lega i nostri sostenitori è Young (YNG), l’utility token necessario per sfruttare al massimo le funzionalità della piattaforma, progettato in modo da riflettere intimamente la crescita e le performance dell’intero ecosistema. In altre parole: più Young Group si espande e si rafforza più le fondamenta su cui poggia il token YNG diventano solide.

Allacciate le cinture: comincia una nuova avventura

Per concludere, con questo aumento di capitale da 22,5 milioni di euro, Young Group entra in una nuova era: il supporto continuo di partner istituzionali del calibro di Azimut ci consente di alzare gli standard e accelerare lo sviluppo, potenziando l’ecosistema attraverso i tre pilastri fondamentali:

  • Crypto: con Young Platform sempre più efficiente e il token Young (YNG) al centro del progetto;
  • Digital Banking: attraverso il Conto di pagamento e la Carta Young;
  • Real World Asset: grazie alle infrastrutture di digitalizzazione e tokenizzazione offerte da Fleap.

Abbiamo sognato in grande fin dal primo giorno e oggi abbiamo gli strumenti, i capitali, le licenze e, soprattutto, la community giusta per portare avanti i nostri obiettivi. Noi siamo pronti a cominciare una nuova fase della nostra storia, tu sei con noi?

Parlano di noi

Young Group chiude un aumento di capitale da 22,5 milioni di euro. Azimut guida l’operazione

Le risorse sosterranno il piano di crescita della fintech torinese nei servizi di investimento in criptovalute, digital banking e tokenizzazione di asset reali. L’operazione segue la nascita della holding Young Group e il rafforzamento del presidio regolamentare nel quadro del MiCAR.

Torino, 7 luglio 2026 – Young Group, fintech italiana attiva nei servizi di investimento in criptovalute, digital banking e tokenizzazione di asset reali, ha perfezionato un aumento di capitale da 22,5 milioni di euro guidato dal Gruppo  Azimut in qualità di lead investor

L’investimento di Azimut è stato realizzato tramite un veicolo lussemburghese dedicato che ha permesso ai clienti seguiti dalla rete di consulenti finanziari e wealth manager del Gruppo in Italia di accedere ad un’iniziativa di investimento nel settore degli asset digitali finanziari in forte evoluzione. 

Le risorse raccolte sosterranno il piano di sviluppo del gruppo, con l’obiettivo di accelerare la realizzazione di una piattaforma integrata che riunisca in un unico ecosistema servizi di investimento in criptovalute, pagamenti, conti digitali e tokenizzazione di strumenti finanziari e asset reali.

L’operazione si inserisce in una fase di evoluzione societaria e regolamentare del gruppo. Negli ultimi mesi è stata completata la costituzione della holding Young Group S.p.A., che riunisce sotto un’unica struttura le attività di Young Platform, dedicata agli investimenti in criptovalute, e Fleap, società specializzata nella tokenizzazione di strumenti finanziari come quote, azioni, SFP, fondi aperti e fondi chiusi. Parte delle risorse sarà destinata al rafforzamento della struttura di Fleap e allo sviluppo della relativa offerta per rafforzare il posizionamento sul mercato italiano ed europeo.

Il closing dell’aumento di capitale arriva inoltre a valle del rafforzamento del profilo regolamentare del gruppo nell’ambito del Regolamento europeo MiCAR, con un’autorizzazione di ampia portata che consente a Young Platform di offrire otto servizi su dieci per le cripto-attività – quasi l’intero spettro delle attività disciplinate – posizionando il gruppo come primo in Italia per numero e ampiezza delle autorizzazioni e ottavo in Europa, e abilitando l’operatività tramite passaporto europeo già utilizzato per il mercato francese. 

A seguito dell’operazione, il capitale di Young Group vede la presenza di Azimut e di altri investitori istituzionali accanto ai sei soci fondatori, che mantengono la guida manageriale e strategica della società.

Nell’ambito dell’operazione, Gianni & Origoni ha assistito le parti in qualità di advisor legale.

«Questo investimento segna una nuova fase nel percorso di crescita di Young Group e rafforza la nostra capacità di eseguire una visione che perseguiamo fin dalla nascita: costruire un’infrastruttura finanziaria in cui criptovalute, servizi bancari e asset tokenizzati convivano in un’unica esperienza, semplice, regolamentata e accessibile», dichiara Andrea Ferrero, Co-CEO e cofondatore di Young Group.

Giorgio Medda, CEO del Gruppo Azimut, commenta «Questa operazione si inserisce nella più ampia strategia di venture capital del Gruppo che da tempo guarda con attenzione all’evoluzione dei mercati finanziari e al ruolo degli asset digitali e delle tecnologie blockchain. Young Group è un progetto imprenditoriale solido, in rapida crescita, che si distingue per competenze tecnologiche di rilievo e per una forte attenzione ai temi della sicurezza e della conformità normativa. Siamo quindi lieti di partecipare al suo percorso di sviluppo, con la convinzione che potrà competere con successo a livello nazionale ed europeo contribuendo in modo concreto all’evoluzione dell’ecosistema della finanza digitale

Iran: guerra finita? Come stanno reagendo i mercati?

Guerra Israele-USA e Iran: le reazioni dei mercati?

La guerra tra USA e Iran sembra essere arrivata alla fine: le parti dovrebbero firmare un accordo in settimana. Come stanno reagendo i mercati?

La guerra tra Stati Uniti-Israele e Iran è entrata nel terzo mese, che sembra anche essere l’ultimo: lo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale dove passa un quinto della produzione mondiale di petrolio e GNL, potrebbe iniziare a sbloccarsi a breve, poiché le delegazioni iraniana e statunitense sembrano intenzionate a trovare un accordo. Le Borse mondiali, ovviamente, sono molto ottimiste. Il mercato crypto sembra seguire: qual è la situazione?

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Guerra in Iran: la timeline del conflitto

Nella mattinata italiana del 28 febbraio, Stati Uniti e Israele davano ufficialmente avvio a una serie di bombardamenti coordinati ai danni dell’Iran: in meno di 24 ore, raggiungono uno dei principali obiettivi dei raid, eliminando l’Ayatollah Alì Khamenei, guida suprema della Repubblica islamica iraniana. A poche ore dall’evento, i Guardiani della rivoluzione, uno dei tre corpi armati iraniani, dichiaravano chiuso lo Stretto di Hormuz: “Se qualcuno tenterà di passare, gli eroi delle Guardie Rivoluzionarie e della marina regolare daranno alle fiamme quelle navi”. 

Nei giorni successivi, il traffico nello Stretto si è ridotto drasticamente: i media e gli organi di sicurezza internazionali segnalavano la presenza di mine navali nel canale. Il prezzo delle materie prime energetiche, di conseguenza, è schizzato alle stelle: attraverso lo Stretto di Hormuz passa tra il 25% e il 30% della produzione mondiale di petrolio e di GNL (gas naturale liquefatto). Con l’apertura del fronte, il Brent – benchmark internazionale – è schizzato alle stelle ed è rimasto stabilmente sopra i 100$ al barile. 

I tre mesi successivi è stato un continuo alternarsi tra minacce reciproche e aperture negoziali, ma le parti in conflitto sono riuscite a mettersi d’accordo: ufficialmente, mentre scriviamo, Stati Uniti e Repubblica islamica dell’Iran hanno temporaneamente seppellito l’ascia di guerra. 

In merito, dal weekend del 23-24 maggio, i principali media internazionali hanno iniziato a parlare di passi avanti verso la chiusura definitiva della guerra: CNN, per esempio, titolava “Stati Uniti e Iran mostrano segnali di progresso negli sforzi per porre fine al conflitto, ma i dettagli cruciali di un accordo quadro sono ancora in fase di negoziazione”.

Alla fine, tra venerdì 12 e domenica 14 giugno, il presidente degli Stati Uniti ha iniziato a dare segnali sempre più incoraggianti: da un vago “abbiamo concluso la guerra” a un vero e proprio annuncio di firma imminente. 

Infatti, secondo quanto riferito dai media più importanti del mondo, venerdì 19 giugno le rispettive delegazioni dovrebbero incontrarsi in Svizzera per apporre le firme. 

Il Brent, dai massimi toccato a fine aprile, ha peso più del 30% e, mentre scriviamo, si aggira sugli 82,6$ al barile, un prezzo che non si vedeva dal 4 marzo. 

Le performance dei principali indici azionari

Quando il prezzo dell’energia cresce a dismisura, l’economia reale ne risente: le aziende spendono di più per produrre a causa dell’aumento trasversale dei costi, come quelli per il trasporto e per l’elettricità in generale. Il risultato: i rincari, alla fine, vengono trasferiti sul consumatore, che vede un rialzo dei prezzi generalizzato, anche detto inflazione

E i mercati sanno bene che alla crescita dell’inflazione aumentano le probabilità di un rialzo dei tassi di interesse – il prossimo FOMC avrà luogo tra due giorni esatti. Cosa significa tutto ciò in numeri? 

Partendo dagli Stati Uniti, i tre principali listini sono tornati ampiamente in territorio positivo: dal giorno uno del conflitto, il Dow Jones sta guadagnando il 4,7%, mentre l’S&P500 e il Nasdaq 100 hanno messo a segno nuovi All Time High e stanno guadagnando, rispettivamente, l’8% e il 18,6% – il Dow Jones cresce meno più degli altri due proprio perché maggiormente esposto alle variazioni dei prezzi energetici. 

Queste percentuali, tuttavia, non considerano la giornata di lunedì 15 giugno perché, al momento della scrittura, le Borse americane sono ancora chiuse. I futures ci possono aiutare: il pre-market segnala un’apertura a dir poco allegra, col Dow Jones che guadagna l’1,08%, l’S&P500 l’1,27% e il Nasdaq il 2,1%.

Ma voliamo in Europa, che se la passa un po’ peggio, ma comunque non ha di che lamentarsi: l’Eurostoxx 50 (STOXX), l’indice che include le top 50 aziende europee, continua il suo percorso in territorio positivo, dopo aver ceduto fino al 10%: attualmente, è su del 4,9% rispetto alla chiusura del 2 marzo. Ma la situazione non è rosea per tutti: nel dettaglio, Londra è giù del 2,9%,, mentre Parigi e Francoforte e Milano, al contrario, stanno guadagnando rispettivamente lo 0,8% e l’1,4%. 

Milano sembra giocare un campionato a parte: dal 2 marzo, primo giorno di contrattazione dall’apertura del fronte, l’indice FTSEMIB è cresciuto del 12,4%.

In Asia la situazione è tornata molto più favorevole: il Nikkei, che rappresenta le 225 aziende più importanti del Giappone, ha aggiornato i massimi storici e, dal 2 marzo, sta mettendo a segno un +20,3%, mentre il KOSPI, il principale indice sudcoreano che, con lo scoppio della guerra, era arrivato a cedere anche fino al 18%, ha invertito il trend con una performance senza senso: +47,5% dalla chiusura del 3 marzo. In Cina, l’Hang Seng viaggia in negativo: -4,7% dal Day One. 

Focus metalli preziosi: oro e argento 

In questo caos, sarebbe lecito aspettarsi un buon comportamento da parte dei metalli preziosi, universalmente concepiti come lido sicuro in tempi di forti turbolenze. Non è proprio così

La quotazione dell’oro, dall’inizio dei bombardamenti, è scesa del 18,16%, seguita a stretto giro dall’argento (-20,4%). Contestualmente, nonostante non sia un metallo prezioso, il dollaro torna ad assumere un ruolo di riserva di valore: in queste dieci settimane, il DXY – dollaro vs sei principali valute estere – sta guadagnando l’1,6%

E il mercato crypto?

Il mercato crypto sembrava essere legato all’andamento del settore tech USA: da venerdì 27 febbraio a metà maggio, Bitcoin ha guadagnato il 25,8%, dopo settimane di alta volatilità in cui ha puntato i 70.000$ per ben quattro volte, riuscendo infine a rompere quel tetto e passare all’attacco degli 80.000$; Ethereum ha fatto peggio ma era cresciuto comunque del 23%

Da quel momento, tuttavia, il mercato crypto ha subito una contrazione che potrebbe essere legata a fattori di natura più politica. Coerentemente, la Total Market Cap è cresciuta solo di circa 11,5 miliardi di dollari (+0,5%).

Qualche dato interessante  

Secondo BitcoinTreasuries.net, negli ultimi trenta giorni le Public Companies hanno aumentato i loro stake di Bitcoin del 3,2%. In altre parole, le società quotate – come Strategy (MSTR) – hanno portato il totale detenuto in Bitcoin pari a 1,262 milioni di BTC. Discorso opposto per ETF ed exchange: i recenti deflussi hanno ridotto la quantità di BTC detenuti dello 0,4% (totale: 1,622 milioni di BTC). 

In merito, è interessante confrontare gli stake delle entità più rappresentative di queste due categorie: Strategy (MSTR) per le Public Companies e IBIT per gli ETF. Si tratta di un testa a testa serratissimo: la prima detiene 846.842 BTC, il secondo 764.259 BTC

Cosa ci attende?

È la grande domanda, a cui gli investitori crypto (e non) stanno cercando di rispondere da giorni. Chiaramente, nessuno ha la risposta, perché il futuro non può essere previsto. In questi momenti, la cosa migliore da fare è studiare i fondamentali e capire il funzionamento dei protocolli

Non sai da dove partire? Non preoccuparti: la nostra Academy è ottima per chi vuole iniziare, ma anche per chi è già esperto e vuole ripassare.  

In ultimo: se sei arrivata/o fino alla fine dell’articolo, significa che il tema ti interessa: iscriviti al nostro canale Telegram o a Young Platform cliccando qui sotto per non perdere gli aggiornamenti!

Iran: quando la politica USA influenza i mercati

guerra in iran

Guerra in Iran: a Washington sta cambiando il clima? Trump sotto scacco? Intanto i mercati tradizionale e crypto accusano. Qual è lo scenario?

La Camera degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che traccia una linea di demarcazione netta nella politica estera americana: con 215 voti a favore e 208 contrari, il Congresso ha votato per frenare il Presidente Donald Trump, intimandogli di non intraprendere ulteriori azioni militari nel conflitto con l’Iran. Quando accaduto potrebbe avere un risvolto più importante di quanto si creda. Cerchiamo di capirlo insieme. 

Guerra in Iran: Trump ora appare molto più debole 

Ciò che è successo nella notte italiana tra il 3 e il 4 giugno potrebbe avere un’importanza clamorosa: dal punto di vista puramente tecnico, si tratta di una misura ampiamente simbolica, una specie di risoluzione non vincolante che non ha la forza legale di bloccare i fondi per l’esercito dall’oggi al domani.

 Tuttavia, il suo peso politico è enorme: l’atto impone formalmente alla Casa Bianca di ritirare le forze armate o, in alternativa, di chiedere un’approvazione esplicita al Congresso prima di ogni mossa.

Ma la vera notizia, a parer nostro, risiede nelle dinamiche interne del voto. I Democratici sono riusciti a far passare la misura solo grazie al sostegno di quattro deputati Repubblicani che hanno deciso di rompere i ranghi e votare contro il proprio leader. Questa spaccatura evidenzia una forte tensione interna alla maggioranza. 

Come si può immaginare, il motivo principale dietro questo nervosismo è legato alla reazione dell’opinione pubblica: con i prezzi della benzina in costante aumento alla pompa e un ritorno di fiamma dell’inflazione , i cittadini americani stanno mostrando una crescente insofferenza verso i costi economici dei conflitti mediorientali, spingendo i parlamentari a cercare una via d’uscita per non perdere il consenso degli elettori.

Qual è la conseguenza politica principale? La risposta è relativamente semplice: la votazione ha confermato che la maggioranza dei Repubblicani alla Camera è estremamente fragile

Tra qualche mese, a novembre, avranno luogo le Midterm, cioè le elezioni di metà mandato in cui si rinnova la composizione del Congresso: se, com’è probabile, il partito di Trump dovesse perdere il controllo sia della Camera che del Senato, l’intera agenda politica pro-business e pro-crypto, tipica del partito Repubblicano, subirebbe una brusca frenata.

Wall Street divisa: il Tech trema e l’industria festeggia

I riflessi di questo voto si sono fatti sentire immediatamente sui mercati finanziari globali, registrando reazioni asimmetriche nel pre-market, ovvero quella finestra temporale di contrattazioni che precede l’apertura ufficiale delle borse, dove si muovono principalmente i grandi operatori istituzionali.

L’indice S&P 500 che, come è noto, raggruppa le cinquecento aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione, ha registrato un calo dello 0,49%, mentre il Nasdaq, l’indice tecnologico per eccellenza, sta cedendo l’1,21% – al momento della scrittura. 

Il motivo di queste performance è perfettamente coerente con quanto scritto poco fa: una probabile perdita di controllo politico da parte di Trump e la prospettiva di una futura avanzata democratica spaventano la Silicon Valley

Questo perché sotto l’amministrazione repubblicana, le aziende stanno beneficiando di una politica accomodante caratterizzata da deregolamentazione e sgravi fiscali. Uno spostamento dell’asse politico verso i Democratici potrebbe portare con sé un aumento delle tasse societarie e, in generale, un approccio molto più restrittivo sull’Antitrust, l’organismo che vigila sulla concorrenza per evitare monopoli, e sullo sviluppo normativo dell’Intelligenza Artificiale.

Al contrario, il Dow Jones sta viaggiando in territorio positivo con un incremento dello 0,45%. L’indice, infatti, è composto dai giganti dell’economia industriale, della manifattura e dei trasporti, come Caterpillar e Boeing. Per queste realtà, la fine delle ostilità in Iran significherebbe una riduzione immediata delle tensioni sul mercato del petrolio

In ultima istanza, un calo del prezzo del greggio ridurrebbe i costi di produzione e logistica, aumentando notevolmente i margini di profitto, erosi dagli attuali rincari energetici. 

L’effetto sul mercato crypto

Le ripercussioni di questo voto parlamentare, naturalmente, hanno un effetto netto anche sul mercato crypto: nella notte, Bitcoin è arrivato a sfiorare i 60.000$, mentre Ethereum è sceso a quota 1.730$, ma anche gli ETF su Crypto registrano forti deflussi. 

Il rischio principale, in questo caso, riguarda il CLARITY Act, il progetto di legge quadro che punta a definire una regolamentazione chiara e stabile per l’industria delle criptovalute negli Stati Uniti: senza una sponda politica forte a Washington, ora rappresentata dalla fazione repubblicana, la sua approvazione diventerebbe più che complessa.

Tuttavia, nonostante la tendenza a credere che la crescita del tech e delle crypto dipenda esclusivamente da governi di stampo repubblicano, i dati storici mostrano una realtà diversa: certamente il contesto era differente, caratterizzato da forti stimoli fiscali per contrastare gli effetti economici della pandemia, ma durante la presidenza del democratico Joe Biden, il valore di Bitcoin è cresciuto del 200%, rompendo per la prima volta in assoluto il tetto dei 100.000$.

CLARITY Act: Cynthia Lummis contro Jamie Dimon 

Già che abbiamo lanciato il tema, ne approfittiamo per approfondire rapidamente il discorso. Il CLARITY Act si trova oggi al centro di uno scontro tra la lobby bancaria e i sostenitori dell’innovazione finanziaria.

Come anticipato, il CLARITY Act è un disegno di legge che mira a stabilire regole certe per il mercato crypto: per questa ragione, sta incontrando una forte resistenza dal settore tradizionale, che vuole proteggere i propri spazi.

Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan, ha criticato pubblicamente la proposta di legge: per Dimon, il CLARITY Act concederebbe alle società crypto la possibilità di raccogliere capitali e pagare interessi sui depositi dei clienti senza però sottostare ai medesimi controlli previsti per gli istituti di credito ordinari. 

Il banchiere ha fatto riferimento in particolare al rispetto delle normative AML (Anti-Money Laundering), l’insieme di leggi antiriciclaggio per il tracciamento dei fondi illeciti, e del Bank Secrecy Act (BSA), la legge che impone agli intermediari finanziari di segnalare le transazioni sospette alle autorità di vigilanza.

La senatrice repubblicana Cynthia Lummis, da sempre favorevole allo sviluppo degli asset digitali, ha risposto in modo deciso all’attacco del numero uno di JPMorgan: secondo Lummis, le dichiarazioni di Dimon sono un tentativo di confondere l’opinione pubblica o derivano da una lettura parziale del testo di legge.

La sostanza della disputa è di natura commerciale, dal momento che le banche tradizionali temono lo sviluppo delle stablecoin: se aziende crypto avessero la piena legittimità di offrire rendimenti trasparenti sui depositi in stablecoin, molti risparmiatori potrebbero decidere di spostare i propri capitali fuori dal circuito bancario tradizionale – il cosiddetto deposit flight – dove i tassi di interesse sui conti correnti rimangono spesso vicini allo zero. 

In poche parole, l’obiettivo della lobby bancaria è quello di rallentare il più possibile il CLARITY Act, proprio in virtù di ciò che scrivevamo qualche riga fa: una Camera e un Senato non più a trazione repubblicana renderebbero l’approvazione del testo di legge molto complicata. 

Come andrà a finire?

Non ci resta che attendere: la politica americana ha regalato spesso forti colpi di scena che hanno cambiato le carte in tavola da un giorno all’altro. Noi, ovviamente, continueremo a seguirne gli sviluppi: per restare sempre sul pezzo su ciò che muove davvero i mercati, entra nel nostro canale Telegram ufficiale o iscriviti direttamente a Young Platform!

Le API di Young Platform Pro in officina: pausa dal 25 giugno, nuovo set in arrivo entro fine anno

Le API di Young Platform Pro in officina: pausa dal 25 giugno, nuovo set in arrivo entro fine anno

Dal 25 giugno 2026 l’infrastruttura API di Young Platform Pro va in pausa per essere riprogettata. Cosa cambia per chi opera con i bot.

In Young Platform stiamo allineando ogni livello della piattaforma ai nuovi standard europei sulle cripto-attività (sì, il famoso regolamento MiCAR). L’allineamento non riguarda solo i documenti contrattuali o l’interfaccia dell’app: tocca anche l’infrastruttura più tecnica, quella che usano gli utenti più smanettoni.

Per questo motivo, portiamo le API di Young Platform Pro in officina: una pausa programmata e una riprogettazione completa, per riaprire entro fine anno con un set costruito sui requisiti MiCAR fin dalle fondamenta.

Ecco le date, il perché e cosa puoi fare se hai bot o integrazioni attive.

Le date da segnare sul calendario

25 giugno 2026: sospensione delle API operative

A partire da questa data vengono disattivate le API di:

  • invio di ordini — nessun nuovo ordine potrà essere inviato via API;
  • revoca di ordini — non sarà possibile revocare ordini tramite API;
  • consultazione degli ordini attivi — il portafoglio ordini in corso non sarà accessibile via API.

Cosa resta attivo: le API di consultazione non legate all’operatività di trading — storico operazioni, saldo, dati di mercato, integrazioni fiscali — continuano a funzionare regolarmente. Se hai un sistema di calcolo fiscale collegato, non si interrompe niente.

Quarto trimestre 2026: il nuovo set di API

Stiamo lavorando in parallelo a un set di API completamente rivisto, allineato ai servizi MiCAR offerti da Young Platform. La data esatta di riapertura te la comunicheremo con il giusto preavviso.

Cosa devo fare se uso le API?

Se hai bot, dashboard o integrazioni che girano in produzione sugli endpoint di trading, queste cose ti tornano utili:

  • Pianifica: tieni conto del 25 giugno 2026 per la gestione delle tue integrazioni. Da quella data le API operative di trading non saranno più disponibili. 
  • Conserva i log e la documentazione delle tue integrazioni attuali: ti serviranno quando arriverà il nuovo set.
  • Caso d’uso particolare: se operi in alta frequenza, su volumi elevati o con integrazioni custom che richiedono coordinamento durante la transizione, scrivici tramite i canali ufficiali.

Riceverai un aggiornamento dedicato con i dettagli sulle tempistiche e sulle modalità di transizione verso il nuovo set.

Contesto normativo

Le API attualmente in essere sono state progettate per un perimetro di servizi precedente all’entrata in vigore del MiCAR. Young Platform ha scelto di riprogettare l’infrastruttura sui requisiti del nuovo framework europeo fin dal disegno iniziale. 

Cosa non cambia

I tuoi asset, il tuo account, i tuoi Club. Tutta l’operatività via app e via web continua a funzionare come oggi. Le API di consultazione (storico, saldo, dati di mercato, fiscale) restano operative. La pausa riguarda esclusivamente le API operative di trading.

Hai dubbi? Siamo qui.

Sappiamo che, per chi opera in modo programmatico, una pausa di infrastruttura è una cosa importante. Stiamo lavorando per completare la transizione nei tempi previsti. Nel frattempo, se hai dubbi sul tuo setup, sui tempi o sulla transizione, il nostro team di supporto è a tua disposizione tramite il Supporto.

Per il dettaglio normativo completo, ti invitiamo a leggere l’Informativa Ufficiale di Servizio.

Questo articolo è un’informativa di servizio per tenerti aggiornato sugli sviluppi relativi all’infrastruttura di Young Platform. Non è un consiglio finanziario né un invito a investire. Le cripto-attività comportano dei rischi. In caso di discrepanza tra il contenuto di questo articolo e l’Informativa Ufficiale di Servizio, prevale quest’ultima. Per tutti i dettagli legali sui nostri servizi, consulta i Termini e Condizioni ufficiali. Young Platform opera nel pieno rispetto delle normative vigenti, incluso il Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR).Young Platform S.p.A., Via Cigna 96/17, 10155 Torino — youngplatform.com — PEC: [email protected].