Cos’è il Play-to-earn? Dizionario per sopravvivere nella GameFi

Non sei appassionato di videogiochi e non riesci a stare dietro al nuovo trend del play-to-earn? Scopri cos’è la GameFi e 5 parole che forse non conosci!

Forse sai tutto di finanza decentralizzata e conosci i grafici a candela meglio di Warren Buffett, ma sei veramente sicuro di sapere tutto del mondo crypto? Se WoW per te significa Wolf of Wall Street e non World of Warcraft, allora potresti trovarti in difficoltà quando discuti di play-to-earn e Gaming Finance. Non farti trovare impreparato: scopri subito cos’è un videogioco play-to-earn e 5 parole della GameFi che dovresti conoscere assolutamente! 

Cos’è il play-to-earn e a cosa serve la GameFi

Guadagnare giocando ti sembra un sogno? Potrebbe essere realtà grazie alla blockchain e al nuovo modello di videogiochi “play-to-earn”! Possibili grazie alla tecnologia degli NFT, questi “nuovi” videogiochi in realtà hanno già una storia alle spalle. Già nei primi anni 2000, alcuni videogiochi multiplayer permettevano ai giocatori di scambiare oggetti di gioco, e alcuni sceglievano di farsi pagare con soldi reali invece di usare le valute del gioco. Questo sistema lasciava molto a desiderare: infatti, gli oggetti non erano davvero “posseduti” dai giocatori. Se i produttori del videogioco chiudevano i server, allora tutti i progressi andavano perduti.

La blockchain, e in particolare i non-fungible token, risolvono questo problema: se possiedi un NFT, vuol dire che quell’oggetto è indiscutibilmente tuo e continuerà a esserlo fin quando non lo vendi! Da questo concetto sono nati i videogiochi play to earn, dove i tuoi risultati non spariscono quando elimini l’account ma rimangono sempre sulla blockchain. E, se vuoi, puoi decidere di vendere i tuoi oggetti in cambio di crypto: ecco cos’è il “play-to-earn”. 

Questo tipo di videogiochi è ancora agli inizi, ma ha già creato un mercato molto florido. Per descrivere questo mercato si usa il termine GameFi, ovvero “Gaming Finance”. Videogiochi come Axie Infinity, The Sandbox o Decentraland permettono ad artisti e videogiocatori di giocare, ottenere oggetti, creare nuovi asset e di scambiare il tutto per avere in cambio crypto o altri NFT! Ma per capire a fondo questo mondo, hai bisogno di conoscere le parole più utilizzate all’interno della community della GameFi. Segui questo comodo glossario per capire a fondo il nuovo trend del play-to-earn!

1. PvP e PvE

Sei una persona competitiva e ti piace dimostrare la tua bravura annientando in combattimento altri avversari come te? Allora ti piaceranno i giochi PvP, ovvero Player versus Player! Se sono questi i videogiochi che ti interessano, allora ti troverai a scontrarti contro altri giocatori umani, cercando di avere la meglio. Axie Infinity, ad esempio, è un videogioco competitivo PvP dove fai combattere i tuoi Axie contro quelli di altri giocatori. Il vincitore ottiene ricompense e gloria! 

Se invece ti piacciono di più i videogiochi meno competitivi, dove devi metterti alla prova contro puzzle e creature gestite da una intelligenza virtuale, allora preferirai il PvE, Player vs Environment. Questi videogiochi sono più tranquilli e spesso hanno una storia più scolpita e interessante, ma possono essere lo stesso molto difficili! Spesso, i videogiochi play-to-earn PvE hanno comunque un hub dove ci si può incontrare con gli altri giocatori per effettuare scambi o per cercare persone con cui affrontare missioni insieme, in cooperativa.

2. NPC

I Non-Player Character (in italiano PNG, Personaggio Non Giocante) sono una parte fondamentale di ogni videogioco, compresi quelli play-to-earn. Gli NPC sono i personaggi creati dagli sviluppatori e che agiscono autonomamente a seconda del loro ruolo: alcuni possono essere di supporto al giocatore, e offrirgli missioni da compiere e ricompense. Altri possono essergli d’intralcio, arrivando persino a combatterli. 

3. RPG/MMORPG

Uno dei generi più famosi nel mondo dei videogiochi è quello degli RPG, o Role Playing Game. Un RPG è un gioco che permette al giocatore di scegliere personalità e azioni del proprio personaggio, facendolo calare in un mondo virtuale da esplorare. Spesso gli RPG sono ricchi di NPC, proprio per regalare un mondo il più realistico possibile. Un esempio? Rarity, l’RPG di Andre Cronje sviluppato su Fantom!

Gli MMORPG, Massively Multiplayer Online RPG, sono invece dei videogiochi di ruolo con una forte componente multiplayer. Possono essere PvE, PvP o anche una combinazione delle due! In questo caso gli NPC sono di meno oppure sono meno caratterizzati, perché a portare il realismo ci pensano i giocatori stessi. Questo tipo di giochi ha dato vita al concetto di “gilde”, ovvero alleanze di giocatori con pensieri affini che si uniscono per affrontare determinate sfide. Sei un fanatico di Bitcoin e non vedi l’ora di suonarle di santa ragione a un massimalista di Ethereum? Su un MMORPG potresti farlo!

4. Loot

La parte più importante di ogni videogioco: il bottino! Quando si parla di loot si intende tutto ciò che i giocatori ottengono sconfiggendo mostri o completando missioni. Nella GameFi, il loot può anche essere in crypto! Andare a caccia di draghi e appropriarsi del loro tesoro in ETH non sembra affatto una “perdita di tempo”, che dici?

5. Gear

E a cosa serve sconfiggere mostri e combattere altri giocatori se non per avere un meritato power-up? Sfrutta le tue ricompense per vestirti da capo a piedi con una nuova armatura scintillante, o per comprare nuove carte e abilità per il tuo Axie! Quando si parla di gear si intende tutto ciò che si può sfruttare per potenziare il proprio personaggio. Nei videogiochi play-to-earn, questi oggetti sono fondamentali per la GameFi perché sono NFT: possono quindi essere scambiati o venduti ad altri giocatori.

I limiti della GameFi

Anche se questa nuova industria sembra molto promettente, presenta dei limiti tecnici non indifferenti. Uno dei più famosi MMORPG, Dark Age of Camelot, nel 2003 raggiunse i 250.000 giocatori: un numero enorme e che provocò rallentamenti nel server. Pensare di gestire le transazioni di tutte quelle persone su una blockchain è impensabile, almeno per adesso. È anche complesso gestire videogiochi online con grafica avanzata su blockchain, ed è per questo che la maggior parte dei videogiochi play-to-earn attuali è piuttosto semplice: ci sono soprattutto giochi di carte collezionabili (simili a Magic: The Gathering), giochi di combattimento a turni come Axie Infinity, e RPG molto semplici.

Nonostante questo, sono già state proposte alcune soluzioni, e l’ambiente della GameFi è molto ottimista. Le nuove soluzioni di scaling potrebbero abbassare i costi delle transazioni e renderle più rapide, ma stanno nascendo anche alcune blockchain concentrate totalmente sugli NFT, come la layer-2 ImmutableX. Alcuni videogiochi “next-gen”, come Illuvium, sono già in sviluppo e hanno raccolto il supporto di utenti e grandi fondi di investimento. Se la GameFi vuole fare breccia nel pubblico mainstream, allora la grafica e la giocabilità dei videogiochi play-to-earn sono fondamentali!

Ti senti più ferrato nei videogiochi ora che sai cos’è la GameFi? Il play-to-earn potrebbe davvero esplodere: d’altronde, gli e-sports stanno diventando sempre più importanti, e non hanno nulla da invidiare agli sport “fisici” come il calcio o la Formula 1! Giocare ai videogiochi non è più da nerd, quindi scopri la GameFi o rivivi le emozioni che provavi quando giocavi a World of Warcraft: la blockchain ti aspetta per nuove avventure!