Bitcoin è spacciato? Smontiamo 5 critiche 

Il crollo di Bitcoin: 5 critiche smontate

Il crollo di Bitcoin è vicino? Prima o poi i governi vieteranno Bitcoin? È troppo volatile e poco scalabile? Scopri queste e altre 5 critiche smontate!

La fine per Bitcoin è dietro l’angolo? Per i detrattori della finanza decentralizzata pare proprio di sì. Il bear market di queste settimane e il disastro di LUNA hanno alimentato la nuova ondata di critiche a Bitcoin e alle criptovalute. La morte di Bitcoin viene annunciata seguendo i cicli del mercato, a ogni mercato ribassista c’è chi è pronto a scriverne il necrologio. Ma la coin di Nakamoto non molla, abbiamo più volte cercato di sfatare miti e fake news, quali sono le critiche a Bitcoin che sono tornate a galla in questi giorni? Sono fondate?

1. Bitcoin è troppo volatile per essere una riserva di valore

Bitcoin e tutte le criptovalute sono volatili, il loro prezzo infatti è soggetto a oscillazioni frequenti nel tempo. BTC nasce per essere una moneta alternativa alle valute fiat. Una delle 5 critiche a Bitcoin che vedremo in questo articolo riguarda la compatibilità tra questi due aspetti, volatilità e funzione di riserva di valore. Una moneta infatti svolge tre funzioni: unità di conto, riserva di valore e mezzo di pagamento. Secondo alcuni un asset con un prezzo instabile come Bitcoin non può essere considerato una riserva di valore, perché il suo valore non è garantito nel tempo. 

Proviamo a cambiare prospettiva: perché Bitcoin è volatile? Bitcoin ha una fornitura massima stabilita dall’algoritmo (21 milioni), la sua scarsità ne determina il valore e allo stesso tempo la volatilità. Il prezzo di Bitcoin è volatile perché dipende dalla domanda. Più un bene o un prodotto riscuotono interesse, più il loro prezzo sale per lo più se è disponibile in quantità limitata. Quando le persone perdono interesse, anche il suo valore scende. Mantenere il valore della domanda alto potrebbe nel tempo contrastare l’elevata volatilità e quindi permettere a Bitcoin di conservare il suo valore in futuro. Il valore di Bitcoin cresce tanto più quanto individui e istituzioni lo usano per conservare e trasferire valore. Quindi più verrà utilizzato, più verrà legittimata la sua funzione di riserva di valore. 

2. I governi prima o poi metteranno fine a Bitcoin

Ogni governo può stabilire le sue regole sulle criptovalute, può imporre tasse e norme agli exchange e a tutte quelle realtà che dipendono dalla blockchain. Tuttavia nessun governo ha voce in capitolo sulla blockchain stessa, se la rete è davvero decentralizzata e non condizionabile da influenze esterne. Bitcoin non ha niente a che fare con gli stati, quanto è probabile che tutti i governi del mondo si accordino per prendere una posizione comune sull’argomento? Anche se uno Stato dovesse decidere di vietare Bitcoin (come, resta da stabilirlo), la rete si può spostare oltre i confini geografici e politici. Al momento ci sono nodi e mining pool, ovvero centri che si occupano del mining, un po’ ovunque nel mondo.

C’è chi teme il crollo di Bitcoin associato a quello di internet, in effetti Bitcoin senza internet non può esistere. In ogni caso se si dovesse verificare un down della rete, non crollerebbe solo la blockchain ma anche tantissime strutture alla base della nostra società ed economia. I governi si metterebbero subito all’opera per ripristinarla. 

3. Bitcoin non ha valore intrinseco

I beni digitali hanno un valore? Questa domanda ha molto a che fare con le generazioni e a quanto si è familiari con il mondo digitale. Un ragazzo o una ragazza della Gen Z non hanno nessuna difficoltà a rintracciare il valore intrinseco di un post su Instagram o di un assistente vocale. Nessuno al giorno d’oggi può ignorare il valore economico di alcuni prodotti digitali. Se stabiliamo il valore intrinseco sulla base dell’utilità, Bitcoin ne ha una? Bitcoin serve a immagazzinare valore al di fuori di qualsiasi sistema valutario e di trasportarlo in tutto il mondo senza confini. Bitcoin è una merce digitale e per capire il suo valore, proviamo a seguire un esperimento mentale che Satoshi Nakamoto ha proposto nel 2010: 

“Immagina l’esistenza di un metallo scarso come l’oro e con le seguenti caratteristiche:

  • Di colore grigio standard
  • Non un buon conduttore di elettricità
  • Non particolarmente resistente, ma nemmeno duttile o malleabile
  • Non utile per nessuno scopo pratico o ornamentale

Ma con una magica proprietà: può essere trasportato attraverso un “canale di comunicazione”. 

Se in qualche modo acquisisse un qualche valore per qualsiasi motivo, chiunque volesse trasferire ricchezza su una lunga distanza potrebbe comprarne un po’, trasmetterla e farla vendere al destinatario.”

4. Bitcoin è una bolla pronta a scoppiare

Nel settore finanziario il termine “bolla” indica un ciclo economico caratterizzato da una rapida escalation del prezzo di un asset o un bene o un prodotto, seguita da una veloce perdita di valore. Una bolla solitamente si verifica quando i prezzi di un bene crescono fino a superare il suo valore intrinseco e a quel punto è pronta a scoppiare. Tra le bolle storiche più famose c’è la dot-com bubble degli anni ‘90 che ha visto un’eccessiva speculazione sulle innumerevoli aziende e startup a tema internet, la bolla delle case scoppiata negli Stati Uniti tra il 2007 e il 2008, ma la prima vera bolla è legata al commercio dei tulipani nell’Olanda del 17° secolo. Le fasi di una bolla sono state studiate e classificate: tutto inizia quando compare un nuovo prodotto o servizio che attira le attenzioni e i capitali, il suo prezzo sale e gli investitori entrano nel mercato. Per varie ragioni, tra cui la perdita di interesse o la saturazione del mercato, la bolla scoppia, il prezzo scende e tutti vogliono vendere a qualsiasi prezzo. 

Cos’hanno in comune queste bolle con Bitcoin? Certo, la crescita esponenziale di Bitcoin in certi periodi come tra il 2018 e il 2019, ha portato dei sospetti ma a differenza di tulipani, case e aziende tech, Bitcoin è limitato. Non è possibile immetterne una quantità maggiore nel mercato per poter guadagnare di più. Bisogna sempre considerare che i picchi di prezzo e i crolli sono fisiologici dei mercati recenti come quello delle criptovalute.

5. Bitcoin non è abbastanza scalabile per essere usato come metodo di pagamento

Il numero di transazioni che il network di Bitcoin è in grado di finalizzare è inferiore ad altri sistemi di pagamento. Il punto di forza di Bitcoin non è mai stato la velocità, che è stata penalizzata a favore di sicurezza e decentralizzazione seguendo il paradigma del trilemma della scalabilità. Tuttavia non è impossibile usare la rete di Bitcoin per i pagamenti. Esistono delle soluzioni che permettono di usare Bitcoin per le proprie operazioni quotidiane, come il Lightning Network, una rete parallela a quella di BTC che consente di scambiare criptovalute in numerose transazioni contemporanee. In poche parole il Lightning Network apre un canale di pagamento off chain per un periodo di tempo determinato e poi trasmette le transazioni di chiusura alla blockchain di Bitcoin.

Di sicuro questo è un sistema ancora poco conosciuto e utilizzato, come sempre una maggiore diffusione può far crescere le potenzialità di Bitcoin come sistema di pagamento. A questo proposito vengono organizzate delle iniziative di sensibilizzazione, come il Lightning Network Festival di Portland, una fiera in cui tutti i pagamenti passano per il Lightning Network. In questi giorni si sente molto parlare di queste 5 critiche, basteranno a predire il crollo di Bitcoin?

5 cose che non sai su Staking e Proof-of-Stake

Staking di criptovalute: 5 curiosità che forse non sai

Chi ha inventato il Proof-of-Stake? Qual è la crypto più usata per lo staking? Scopri queste e altre curiosità sullo staking di criptovalute!

Nel settore crypto, il termine “staking” indica due azioni fondamentali: il blocco di coin o token che produce ricompense, tramite protocolli di finanza decentralizzata, e l’utilizzo dei token per diventare validatori di una blockchain Proof-of-Stake. Lo staking è una delle pratiche più diffuse e viene scelta anche dagli utenti meno esperti. In questo articolo troverai piccoli fun fact e 5 curiosità che forse non sai sullo staking di criptovalute!

1. Ethereum è la prima crypto per staking

Qual è la crypto più usata per lo staking? Ether! Circa il 10% della fornitura massima di ETH al momento si trova in staking per un valore di circa 25 miliardi. Nella top 5 delle crypto più usate per lo staking troviamo subito dopo Solana (SOL) con 21 miliardi, Cardano (ADA) con 14 miliardi, Avalanche (AVAX) con 8 miliardi e Polkadot (DOT) con 7 miliardi. È probabile che la pratica dello staking su Ethereum sarà sempre più diffusa, soprattutto dopo The Merge: l’aggiornamento con cui sarà sancito il suo definitivo passaggio al Proof-of-Stake. Con il nuovo meccanismo di consenso, lo staking di ETH non sarà solo una funzionalità DeFi come le altre ma la vera e propria base del funzionamento di tutta la blockchain perché i nodi validatori dovranno bloccare i loro token per avere il diritto a validare le transazioni di Ethereum. 

2. Dogecoin è la prossima candidata al Proof-of-Stake

Dopo Ethereum, anche Dogecoin è pronta a passare al Proof-of-Stake! A Dicembre 2021 la Dogecoin Foundation su Twitter ha condiviso la sua roadmap, rinominata da loro “trailmap”, e tra i punti che prevedono di affrontare nel futuro c’è anche il cambiamento di meccanismo di consenso

A quanto pare nel progetto per elaborare un meccanismo di staking è stato coinvolto anche Vitalik Buterin, il co-fondatore di Ethereum. L’idea della Foundation è coinvolgere attivamente gli utenti di Dogecoin che mettendo in stake i loro DOGE potranno contribuire al supporto del network. La Dogecoin Foundation ha spiegato che “[la versione PoS] consentirà a tutti, non solo ai grandi utenti, di partecipare a un sistema che li ricompensa per il loro contributo alla gestione della rete, e che allo stesso tempo, ripagherà l’intera comunità anche attraverso iniziative per l’interesse comune”.

3. La tecnologia di svolta del 2022

Tra le curiosità che forse non sai su staking e Proof-of-Stake, c’è la recente dichiarazione del Massachusetts Institute of Technology (MIT). Il 23 Febbraio 2022 l’istituto ha pubblicato la lista delle “10 Breakthrough Technologies” dell’anno, ovvero di tutte quelle tecnologie e innovazioni che produrranno un significativo effetto sul mondo e la vita delle persone. Tra queste 10 tecnologie ci sono sistemi di tracciamento delle varianti di Covid-19, vaccini per la malaria, dati sintetici per l’intelligenza artificiale e anche il Proof-of-Stake. Il MIT individua il punto di forza del Proof-of-Stake nella sua capacità di ridurre in maniera drastica l’impatto ambientale delle criptovalute

4. Chi ha inventato il Proof-of-Stake?

L’idea originaria del PoS deriva da un post sul forum “bitcointalk.org” in cui un utente anonimo ha proposto di sostituire il Proof-of-Work con un sistema di voto, di ricompense e validatori scelti casualmente. Il primo che ha portato a compimento questa idea è un anonimo sviluppatore conosciuto come Sunny King. Una blockchain decentralizzata deve necessariamente consumare molta energia per essere tale? King ha cercato di ribaltare questo paradigma con lo staking. La prima criptovaluta Proof-of-Stake creata da Sunny King è stata Peercoin. Al modello di King si sono ispirate tutte le maggiori blockchain in circolazione. 

5. Staking? Non solo criptovalute!

Per guadagnare delle ricompense con lo staking, si possono bloccare anche token non fungibili, non solo criptovalute. Questa pratica è una delle più recenti e viene già applicata alla collezione NFT dei Moonbirds e prossimamente anche alle LAND su Axie Infinity. Mettere in staking un NFT permette di ricevere reward, come nello staking di criptovalute, e ulteriori vantaggi legati all’appartenenza a un progetto. Nel mondo dei Moonbirds, questa tipologia di staking si chiama “nesting” e fa guadagnare anche premi nel mondo offline.

Solana sconfigge i bot degli NFT, ripristina la rete e il prezzo torna a salire

Solana Okay Bears NFT bot

Il prezzo di Solana sale grazie agli NFT! A inizio maggio Solana è andata down per colpa dei bot, il problema è stato risolto con un aggiornamento mirato

Solana, una delle crypto preferite dai fondi istituzionali, ha approfittato della fama degli NFT per competere con Ethereum: anche se la blockchain di Buterin è ancora la piattaforma più utilizzata per i token non fungibili, SOL la segue a ruota. Eppure Solana ha un grande problema: quello dei bot, che intasano e mandano in crash la rete, come avvenuto a inizio maggio per il minting degli Okay Bears. In occasione del minting iniziale di NFT, i bot cercano di accaparrarsi tutti i pezzi da collezione prima degli utenti. Scopri l’asso nella manica di Solana per eliminare i bot e perché il suo prezzo sale grazie agli NFT invertendo il trend ribassista delle crypto!

I bot degli NFT mandano in tilt Solana

“Basta scimmie annoiate” avranno pensato i creatori di Okay Bears, mentre immaginavano la nuova collezione di NFT lanciata su Solana a fine aprile. Visto che il mercato è bearish, perché non proporre immagini di orsi con cappellini, tatuaggi e occhiali da sole? Questo progetto NFT su Solana ha avuto grandissimo successo, diventando la collezione più popolare del network e andando “sold out” dopo solo un giorno.

Un successo per gli NFT, ma Solana non ha avuto tempo di adagiarsi sugli allori: l’enorme numero di transazioni ha mandato in down il network per ben 7 ore. Il problema, secondo il team di Solana, era causato dai bot. I bot sono la piaga di ogni minting di NFT, compresi quelli su Solana: infatti, sono in grado di effettuare milioni di transazioni al secondo per tentare di acquistare tutti i token presenti prima degli utenti umani. Ovviamente questo porta a una congestione del network, che richiede l’intervento dei validatori per risolverlo: esattamente quello che è successo con il lancio degli Okay Bears.

Solana, disponendo di una rete con fee molto basse e transazioni rapide, è l’ecosistema ideale per i bot, che possono effettuare milioni di transazioni spendendo pochissimo. “Più velocità e meno costi” non sono sempre auspicabili, almeno in questo caso, ed è per questo che Ethereum con le sue alte gas fee è meno suscettibile agli attacchi dei bot.

Solana troppo centralizzata? “Tutto un fraintendimento”

Il crash, che ha messo in ginocchio la rete, ha richiesto tutto lo sforzo dei validatori per risolvere la situazione il più in fretta possibile. Tra le possibili soluzioni da mettere in campo per bloccare l’attacco e ripristinare la rete di Solana, c’era quella di bloccare temporaneamente il protocollo di minting di NFT, Candy Machine. Tra le altre cose, era stato proposto di bloccare completamente tutti gli smart contract che gestivano gli NFT. 

In seguito a questa proposta Jack Lu, il fondatore del marketplace di NFT Magic Eden, ha addirittura implorato i validatori di non farlo. Questo ha fatto scaturire pesanti critiche da parte di alcuni utenti della blockchain, dicendo che, se la proposta fosse stata approvata, avrebbe rappresentato un grave precedente per la blockchain. Hudson Jameson, che ha lavorato con la Ethereum Foundation, ha definito questa proposta un “evento assolutamente catastrofico”.

Austin Federa, head of communication di Solana Labs, ha personalmente disconosciuto queste proposte. Aggiungendo che“la bellezza dei sistemi permissionless è che chiunque può fare proposte quando vuole”. Questo è l’esatto contrario di un sistema centralizzato. Parlando di Jack Lu, Federa ha scritto che i suoi tweet “sono stati totalmente fraintesi e presi fuori contesto”. Alla fine la proposta non ha avuto seguito e nessuno smart contract è stato bloccato. Per evitare che gli attacchi dei bot si ripetessero, Solana Labs ha implementato una misura mirata: una “tassa sui bot”.

Solana dichiara guerra ai bot degli NFT e il prezzo di SOL sale

Subito dopo la ripresa della rete, Metaplex, il protocollo di minting di NFT, ha imposto una piccola fee per ogni transazione non valida. Non lasciarti ingannare: questo sistema non ha alcuna influenza sugli utenti normali! Le transazioni non valide sono quasi sempre fatte partire da bot, che le inviano in massa con lo scopo di congestionare la rete. In questo modo, il botting non sarà più “gratis” ma avrà un costo di 0,01 SOL.

Ti sembra una cifra troppo piccola? Pensa che durante l’attacco di fine aprile, i bot emettevano fino a 6 milioni di transazioni al secondo. Mentre prima non si incorreva in nessuna penalità, adesso sarà impossibile sostenere il costo di questi attacchi. Finora, queste commissioni hanno già generato quasi 2000 SOL! La parte migliore? Tutti gli introiti vengono mandati ai wallet dei creatori dei progetti. I bot, che prima avevano il potere di distruggere una collezione di NFT, adesso pagano gli artisti! Karma

Questa soluzione drastica ma estremamente mirata ha permesso al prezzo di Solana di salire grazie agli NFT, anche nel bel mezzo di questo mercato ribassista. Dopo il crollo a 40$ del 12 maggio, il 17 maggio SOL è già tornata a 56$! Gli utenti adesso ripongono le loro aspettative in una blockchain veloce, economica ma anche a prova di bot. Tra gli altri motivi per l’ascesa del prezzo di SOL, c’è probabilmente il crollo di LUNA. Anche la crypto dell’ecosistema Terra, infatti, era una delle preferite dai fondi istituzionali. Dopo il tracollo, si può ipotizzare che quei fondi abbiano deciso di virare su coin di altre blockchain che promettono scalabilità e innovazione, come SOL.

L’Ethereum Foundation si rivela: gli ideali dietro alla blockchain

L’Ethereum Foundation si rivela gli ideali dietro alla blockchain

Dietro le quinte dell’ecosistema di Ethereum, lavora una Foundation che lo sostiene finanziariamente e non solo. Che cos’è l’Ethereum Foundation? Di cosa si occupa? 

Per la prima volta dalla sua fondazione, l’Ethereum Foundation (EF) fa conoscere il suo stato economico e le sue iniziative con un report. Il documento è stato pubblicato ad Aprile 2022 ed è suddiviso in 5 parti: un messaggio della Direttrice Esecutiva, una spiegazione di che cos’è l’EF, la filosofia e gli ideali dell’EF, come la fondazione supporta l’ecosistema e infine, il suo stato economico nell’ultimo anno. Vediamo il report che spiega il lavoro della Foundation, con un focus su quello che è successo nel 2021 e sul futuro!

Ethereum è un “Infinite Garden”

Il report dell’Ethereum Foundation si apre con il commento di Aya Miyaguchi, la Direttrice Esecutiva dell’Ethereum Foundation. Miyaguchi racconta che in questi anni l’EF ha avuto modo di riflettere e chiarire la visione dei suoi principi. A questo proposito, utilizza l’espressione “Infinite Garden per riferirsi ad Ethereum, con l’immagine di un “giardino infinito”, Miyaguchi descrive ciò che c’è di speciale in Ethereum: una crescita infinita ed eterogenea di progetti ed opportunità

La Direttrice specifica che i numeri del report “rappresentano solo un piccolo assaggio di tutto l’entusiasmante lavoro svolto dalla comunità di Ethereum” Un lavoro che non è solo finanziario ma anche logistico ed educativo. L’Ethereum Foundation con questo report presenta anche le sue mansioni di supporto e coordinamento del protocollo di base, di gestione dei progetti dei borsisti dell’EF e le iniziative educative. Miyaguchi in questa occasione ribadisce anche l’importanza dei feedback costruttivi della community di Ethereum: “non potremo mai dire di essere perfetti, ma cerchiamo sempre di servire meglio la comunità, proprio come fa Ethereum”.

Che cos’è l’Ethereum Foundation?

L’Ethereum Foundation è un’organizzazione no-profit che sostiene l’ecosistema di Ethereum, sia economicamente che promuovendo i progetti e la blockchain con iniziative di educazione e formazione. L’EF ci tiene a far sapere di non essere un’organizzazione come tutte le altre, si ritiene più simile a un gruppo di diversi team di lavoro che a un’organizzazione tradizionale. Infatti l’Ethereum Foundation dà supporto alla blockchain ma senza controllare Ethereum in maniera diretta. Lo scopo principale dell’Ethereum Foundation è quello di fornire una direzione ai vari team di lavoro che si occupano della blockchain: grazie alla supervisione dell’EF, l’ecosistema condivide processi, obiettivi e budget.

Gli ideali di Ethereum

Il report che spiega il lavoro della Foundation elenca gli ideali e i valori di Ethereum in 3 punti: pensiero a lungo termine, decentralizzazione del potere, trasmissione dei valori. Il pensiero a lungo termine è fondamentale perché l’impatto di Ethereum verrà misurato in decenni e secoli, non in trimestri o singoli anni: “Ethereum è un protocollo per la coordinazione umana, e se continua ad essere utile, il suo ciclo di vita si estenderà a lungo nel futuro”. La metafora del giardino continua: “come giardinieri, stiamo piantando semi che potremmo non vedere crescere”. Il secondo valore di Ethereum è la decentralizzazione del potere, nel senso di non accentrare i processi decisionali ma di distribuirli alla community. Da questo valore dipende il “silenzio” dell’Ethereum Foundation, che non vuole influenzare Ethereum con il suo prestigio o essendo un punto di riferimento. Infine uno dei macro-valori di Ethereum è la gestione e la trasmissione di tutti gli ideali che hanno portato Ethereum ad essere quello che è: decentralizzazione, apertura e disponibilità delle risorse e privacy.  Questi principi fondamentali guidano le decisioni della leadership dell’EF e sono perseguiti da tutta la community.

Lo stato economico dell’Ethereum Foundation nel 2021

Nel report che spiega il lavoro della Foundation, si può trovare anche una panoramica dei fondi e delle risorse economiche. Al 31 Marzo 2021, il tesoro dell’EF contava circa 1,6 miliardi di dollari (di cui 1,3 miliardi in criptovalute e 300 milioni in altri asset non crypto). Del portfolio crypto il 99,1% è costituito da ETH, questa cifra, sempre a fine Marzo, costituiva il circa 0,3% della fornitura circolante di Ether. In generale l’EF utilizza una strategia diversificata per assicurare sempre risorse sufficienti per finanziare le sue principali iniziative. Nel 2021 l’Ethereum Foundation ha stanziato fondi per 19,6 milioni di dollari a sostegno di progetti e idee per la crescita dell’ecosistema. Nel 2018, anche uno sviluppatore di Ethereum ha beneficiato di questi fondi per lavorare ad un exchange decentralizzato chiamato Uniswap. L’EF ha fornito un primo finanziamento di 50 mila dollari che è stato utilizzato per l’audit, la documentazione e la progettazione dell’interfaccia utente prima del debutto di Uniswap.

Terra (LUNA): Perché è crollata e cosa succede adesso

Terra (LUNA): Perché è crollata e cosa succede adesso

Il crollo di LUNA ha sconvolto il mercato crypto, dopo quello che è stato definito un “attacco” al suo ecosistema. Perché è crollata, cosa succede ora e come farà Do Kwon a salvare Terra?

Il crollo repentino e apparentemente inspiegabile dell’ecosistema Terra LUNA è stato uno shock per tutto il mercato crypto, e anche Bitcoin ed Ethereum sono in difficoltà. Il prezzo di LUNA però ha subito un tracollo quasi letale. L’ecosistema DeFi di LUNA e UST riuscirà a risorgere? Scopri perché LUNA è crollata e cosa succede adesso a Terra.

Perché il prezzo di LUNA è crollato: l’aggiornamento sull’attacco

UST e LUNA, le criptovalute sorelle, hanno subito la stessa sorte: un vero e proprio tracollo. UST, il cui prezzo era algoritmicamente ancorato al dollaro, è crollata al minimo storico di 0,08 dollari, e tuttora viene scambiata per meno di dieci centesimi di dollaro. LUNA, invece, vale addirittura molto meno di un centesimo, ma il suo prezzo è molto altalenante visto che l’algoritmo ha “mintato” un grandissimo numero di LUNA per cercare di arginare il crollo. Tutto questo dopo un ATH di 119 dollari raggiunto il 5 aprile 2022. L’ecosistema aveva retto bene la botta del crash del mercato crypto del 2020, perciò i “LUNAtics”, cioè i fan di Terra, credevano che avrebbe resistito anche questa volta. Purtroppo non è andata così, e Do Kwon insieme alla Terra Luna Foundation stanno correndo ai ripari.

La domanda nasce spontanea: com’è possibile che il prezzo di LUNA sia crollato così repentinamente in così poco tempo? Alcuni utenti di Twitter, tra cui Mudit Gupta (Capo della Sicurezza di Polygon), hanno notato dei dettagli che potrebbero far pensare a un attacco combinato all’algoritmo di Terra. In particolare, Gupta ha individuato una serie di avvenimenti che potrebbero essere stati eseguiti proprio per far perdere l’ancoraggio a UST, sfruttando una debolezza dell’algoritmo già messo alla prova da un mercato ribassista. “La teoria più accreditata è che la perdita dell’ancoraggio di UST sia dovuta a un attaccoscrive Matt Levine, opinionista di Bloomberg, in un pezzo molto duro.

Vediamo più di preciso cos’è successo secondo questa teoria e perché il prezzo di LUNA ha avuto questo crollo. Secondo la teoria dell’attacco, tutto sarebbe cominciato intorno all’8 maggio con il deprezzamento di Bitcoin, la valuta che la Luna Foundation Guard conservava come sistema di sicurezza per mantenere l’ancoraggio di UST. In questo momento di debolezza, un wallet avrebbe acquistato un gran numero di BTC da un exchange. Il proprietario del wallet, poi, avrebbe offerto parte dei BTC a prezzo scontato a Do Kwon, in cambio di UST. Per pagare, la Terra Luna Foundation avrebbe sostanzialmente ridotto la liquidità della stablecoin presente sul mercato. 

A quel punto, all’attaccante sarebbe bastato vendere BTC e UST in massa, innescando un effetto domino che ha provocato una cosiddetta “corsa agli sportelli” di LUNA e UST. Nella furia liquidatrice, UST avrebbe perso l’ancoraggio al dollaro. L’algoritmo ha provato a recuperarlo generando ulteriori LUNA che avrebbero così perso di valore dando il via a un sell-off generalizzato. Ormai, la riserva di Bitcoin della Luna Foudation Guard aveva perso gran parte del suo valore dato il calo del mercato, e non è riuscita a preservare l’ancoraggio di UST.

Le risposte dei presunti attaccanti, Blackrock e Citadel

Ma quindi, chi avrebbe potuto innescare un tracollo del genere? Secondo alcuni utenti Twitter, i colpevoli sono due fondi d’investimento molto famosi a livello internazionale: Blackrock e Citadel. Blackrock, in particolare, è la più grande società d’investimento nel mondo. Le accuse vengono da vari utenti Twitter tra cui anche Charles Hoskinson (che però ha cancellato il suo tweet), e sembrano corroborate dal fatto che il crollo di LUNA sia stato troppo repentino per non essere stato manipolato in qualche modo.

Nonostante questo, i portavoce di queste due società hanno smentito ogni accusa, affermando che non sono altro che teorie cospirazioniste. Entrambe hanno detto che non si occupano di stablecoin e che non fanno trading di UST. Che sia stato un attacco o un semplice malfunzionamento dell’algoritmo, la fiducia nella stablecoin algoritmica più popolare è venuta meno. In tutto questo, cosa succede adesso a Terra e a LUNA? Do Kwon non si è espresso molto su Twitter se non per parlare di una cosa che tutti aspettavano con ansia: il piano di recupero.

Cosa succede ora a Terra (LUNA): le proposte di Do Kwon

La proposta di Do Kwon per salvare l’ecosistema Terra può sembrare davvero drastica. Grandi crisi richiedono decisioni coraggiose, per questo il fondatore di Terra, autodefinitosi “maestro delle stablecoin” su Twitter, ha deciso di rifondare Terra da 0 abbandonando la sua stablecoin algoritmica. 

L’idea di Do Kwon è quella di salvaguardare Terra e il suo ecosistema DeFi, scartando la causa scatenante del crollo di LUNA, cioè UST. Ormai, la fiducia nella stablecoin algoritmica è crollata insieme al suo prezzo, e piuttosto che recuperarla, Do Kwon preferisce abbandonarla al suo destino e salvare quello che rimane della sua blockchain. La proposta di Kwon è un fork di Terra, in cui i validatori resettino la blockchain a uno stato con 1 miliardo di LUNA, da distribuire con un airdrop. Di questi LUNA, il 40% andrebbe a chi possedeva i token prima del crollo, il 10% a chi li ha acquistati dopo, il 40% ai detentori di UST e il 10% finirebbero nella Community Pool, per sostenere nuovi progetti. Questo dovrebbe ricompensare in parte le perdite sostenute dalla community, e restituire ai LUNAtic una blockchain utilizzabile.

Secondo alcuni utenti, però, questo sistema è ingiusto e ricompensa in maniera eccessiva chi ha acquistato LUNA durante il crollo, mentre non premia chi ha contribuito a difendere il prezzo della criptovaluta conservando LUNA sui propri wallet. Un altro utente molto attivo nell’ecosistema, invece, afferma che senza UST si perderebbe l’unicità dell’ecosistema, e il valore del token continuerebbe ad essere nullo.

Il futuro di Terra LUNA

Cosa succede adesso a Terra LUNA allora? Difficile a dirsi: la speranza di Do Kwon è che la nomea di Terra contribuisca a sostenere il nuovo fork, anche se si ritroverà temporaneamente “monca” e senza stablecoin nativa. Il fondatore ha comunque affermato che, quando il polverone sarà calato, tornerà a discutere di stablecoin algoritmiche e degli errori commessi con UST. 

Nonostante questo, ci sono tantissimi utenti che hanno perso molto denaro, e la soluzione di Do Kwon potrebbe sembrare un tentativo blando di sistemare la situazione. Anche se non è ancora chiaro perché sia crollata Terra LUNA, una cosa è certa: far parte attivamente del mercato crypto richiede impegno e studio, esattamente come nel mercato tradizionale. Alcuni credono che le regolamentazioni siano la strada per evitare questi eventi, altri che dovrebbe essere la community a prevenirle. In ogni caso, sempre e comunque, DYOR!

Arriva lo staking di LAND su Axie Infinity!

Axie Infinity: lo staking di Land è in arriv

Cosa prevede la roadmap di Axie Infinity? Staking di LAND e una governance completamente decentralizzata!

Il 3 Maggio 2022 il team di Axie Infinity ha confermato che sta lavorando per lanciare lo staking di LAND. Come nel caso di The Sandbox e Decentraland, anche il Metaverso di Axie Infinity è composto da terreni digitali in forma di NFT. La rivelazione di questa nuova funzionalità ha fatto impennare il prezzo delle LAND e in molti si sono chiesti come influenzerà il prezzo di AXS. Su Axie Infinity lo staking di LAND è in arrivo, scopri i dettagli!

Perché Axie Infinity propone lo staking di LAND?

Lo staking di LAND su Axie Infinity fa parte di un programma di incentivo alle ricompense per la community. Il team di Axie Infinity infatti vuole ricompensare i suoi utenti per la loro partecipazione attiva, che sia invitare amici, costruire nuove esperienze di gioco o qualsiasi cosa possa far crescere e sostenere l’ecosistema. Nel post che comunica i progressi sullo staking di LAND si può leggere: “vogliamo che coloro che contribuiscono con il loro tempo e il loro impegno alla comunità possiedano AXS, così come vogliamo che coloro che collaborano siano ricompensati e abbiano influenza sulle future decisioni della Tesoreria della community”. Con lo staking di LAND i “proprietari terrieri” potranno guadagnare più AXS e questo per Axie Infinity è un ottimo modo per premiare la loro visione a lungo termine. 

Come funzionerà lo staking di LAND?

Al momento Axie Infinity ha avviato lo sviluppo di smart contract per lo staking di LAND, sta lavorando al potenziamento dell’esperienza utente e ha modellato un programma di emissioni di AXS. A questo proposito, per lo staking di LAND, sono stati stanziati 337.500 AXS al mese. Chi deciderà di bloccare le proprie terre su Axie Infinity dunque riceverà delle ricompense che dipendono da vari fattori come la durata dello staking e la tipologia di LAND. Lunacia, l’universo in cui è ambientato il videogioco play-to-earn, è suddiviso in porzioni di terra in forma di token. Queste LAND sono la casa e l’ambientazione di tutte le avventure degli Axies, le creature NFT da allevare. Su Axie Infinity esistono 5 tipologie di terre: Savannah, Forest, Arctic, Mystic e Genesis, in ordine crescente di rarità. Di Genesis Land ne esistono solo 77! A quanto pare il valore delle ricompense per lo staking è direttamente proporzionale alla rarità delle LAND. In futuro si potranno guadagnare AXS sulle proprie LAND anche giocando attivamente, come ad esempio coltivandole. 

Lo staking renderà le LAND sempre più scarse

Nelle ore successive a questo annuncio i prezzi delle LAND sono volati alle stelle, è partita la corsa ad accaparrarsi un appezzamento nel Metaverso! La richiesta di LAND è aumentata e di conseguenza il loro prezzo. Inoltre una volta che lo staking sarà funzionante, i terreni virtuali disponibili per la compravendita saranno limitati perché bloccati. La scarsità delle terre del Metaverso è un tema molto dibattuto. Per alcuni la scarsità di questi NFT che rappresentano gli ambienti dei mondi virtuali, è necessaria per mantenere il loro valore inalterato nel tempo. Per altri invece la scarsità e i costi elevati ostacolano la diffusione di questa tecnologia, perché comprare terreni nel Metaverso sarà accessibile a pochissimi. 

Altre novità per Axie Infinity?

La roadmap di Axie Infinity prevede un’organizzazione decentralizzata per Settembre 2023. Gli holder di AXS potranno dire la loro sulla governance del processo e votare decisioni come: “Axie Infinity dovrebbe continuare a pagare Sky Mavis per lo sviluppo del gioco? Come dovrebbe essere utilizzata la Tesoreria della Comunità per ricompensare i titolari di AXS e la community in generale?”. Come già anticipato, nel 2022 verranno attivate funzionalità legate alle LAND come il “Land Gameplay Community Alpha” che consentirà agli utenti di giocare in maniera dinamica  anche con i terreni.

Yield Guild Games, la DAO del play-to-earn fatta da giocatori per giocatori

Yield Guild Games, la DAO del play-to-earn fatta da giocatori per giocatori

Nata nel 2018, YGG è un’alleanza tra giocatori per permettere a tutti di poter partecipare al trend dei videogiochi su blockchain. Scopri la DAO per il play-to-earn!

Cominciare la propria avventura nei videogiochi play-to-earn non è facilissimo: non solo bisogna avere una cultura di base su blockchain, NFT e criptovalute, ma bisogna anche disporre di un capitale iniziale per iniziare a giocare ai giochi più gettonati. Un esempio? Per giocare ad Axie Infinity è necessario possedere almeno un Axie sotto forma di NFT e durante il suo periodo di massimo successo, bisognava spendere quasi 500 dollari per averne uno! È per questo che un gamer veterano, Gabby Dizon, ha cominciato a prestare i propri Axie ad altri giocatori. E, da buon gamer, ha creato Yield Guild Games, una gilda di giocatori gestita come una DAO. Scopri cos’è YGG e come ha cambiato il panorama dei videogiochi play-to-earn!

Cos’è YGG, Yield Guild Games

Yield Guild Games è una DAO dedicata al gaming su blockchain. L’idea di una gaming DAO venne a Gabby Dizon nel 2018. Dizon, che si stava interessando ai vari videogiochi play-to-earn, cominciò a dare in prestito i suoi NFT di Axie Infinity ad alcuni giocatori interessati al play-to-earn ma che non potevano permettersi di acquistare nessun Axie. Questo sistema si è rivelato vincente, tanto che in alcune zone delle Filippine, i giocatori riuscivano a guadagnare il triplo del salario minimo giocando ad Axie Infinity.

Così nel 2020, Dizon decide di creare una DAO totalmente dedicata al gaming. Yield Guild Games nasce nell’ottobre di quell’anno e ottiene subito un successo inaspettato. Nel mondo del gaming è normale creare delle community che collaborano e contribuiscono a un obiettivo comune, esattamente come nel mondo della blockchain. La DAO sfrutta un token ERC-20, YGG, per consentire agli utenti di votare nuove proposte, prendere in prestito NFT e contribuire allo sviluppo di nuovi progetti. La particolarità di Yield Guild Games è che è costituita da numerose “subDAO”, che rappresentano dei videogiochi specifici (ad esempio esiste una subDAO dedicata ad Axie Infinity e una a League of Kingdoms), oppure che riuniscono giocatori provenienti da determinate zone del mondo.

Questo sistema si è rivelato vincente, tanto che stanno nascendo molte altre gaming DAO anche in altri ecosistemi. Ad esempio su Elrond, una blockchain dedicata al gaming, è stata recentemente lanciata egld.gg.

Come funziona una gaming DAO

Il concetto alla base di Yield Guild Games è quello di tutte le DAO: una community di utenti che collabora per il raggiungimento di un obiettivo. Gli utenti della gilda possono mettere nella Treasury della DAO sia YGG in staking, sia NFT di vari videogiochi play-to-earn. Per mettere gli YGG in staking si utilizza un metodo particolare: ciascun membro della gilda può scegliere di supportare una specifica subDAO e otterrà ricompense in base agli YGG bloccati e alla popolarità di quella stessa subDAO.

Chi invece vuole avere un ruolo più attivo nella community può prendere in prestito gli NFT e cominciare a giocare! Ogni subDAO ha le proprie regole e le proprie tariffe, ed è gestita dai Community Manager. Queste figure sono degli “admin” ma non possono prendere le decisioni da soli: sono, piuttosto, coloro che mettono in pratica le decisioni votate dalla community.

Per garantire la crescita della community, la YGG Treasury contiene anche un buon numero di token YGG da distribuire agli utenti più meritevoli e attivi. Ad esempio, votare o proporre aggiornamenti garantisce delle ricompense, per premiare chi contribuisce allo sviluppo della community. A breve, poi, saranno inseriti degli “Achievement”, un concetto simile a quello dei trofei. Questo progetto, chiamato “Guild Advancement Program”, prevede che ci siano degli obiettivi che gli utenti devono raggiungere. Un esempio? Tenere degli streaming di qualità incentrati su videogiochi play-to-earn, oppure reclutare 10 nuovi giocatori nella YGG. Gli utenti che raggiungono questi obiettivi vengono ricompensati con YGG. 

YGG Scholarship: come ottenere una borsa di studio per giocare

Una delle feature più sorprendenti di Yield Guild Games è quella delle YGG Scholarship. Le Scholarship sono delle vere e proprie “borse di studio” che vengono affidate ai nuovi giocatori con un futuro promettente. I Community Manager delle subDAO selezionano giovani talenti e offrono in prestito gli NFT necessari per giocare, chiedendo in cambio una percentuale dei loro guadagni. I giocatori che vengono scelti devono seguire dei corsi sul videogioco e giocare per un minimo di ore al giorno. 

Inizialmente le Scholarship erano attive esclusivamente per la community di Axie Infinity, ma ora YGG le offre per molti altri giochi, tra cui Illuvium e The Sandbox. Grazie a questo sistema innovativo, l’ecosistema della GameFi diventa più accessibile ed è più facile introdurre i principianti ai videogiochi play-to-earn, contribuendo alla loro popolarità. A febbraio c’erano ben 20.700 borse di studio per Axie Infinity attive! In quel mese, gli scholar hanno guadagnato quasi 20 milioni di SLP (Smooth Love Potion, la valuta di gioco di Axie Infinity). Un numero esorbitante che testimonia l’interesse verso il play-to-earn, nonostante il prezzo di SLP sia sceso rispetto al suo ATH di 0,40 dollari.

Ma come si entra in una Scholarship? Prima di tutto, assicurati di avere tempo libero tra le mani: devi essere disposto a studiare e a imparare per essere scelto! Poi devi trovare un videogioco play-to-earn che ti piace e che sia supportato da YGG. A quel punto unisciti alla subDAO del gioco e partecipa alla community. Condividi storie, chatta su Discord e dimostrati interessato. Contattare un Community Manager non sarà facilissimo, ma se ti fai notare abbastanza, allora potrai guadagnarti una Scholarship e cominciare a giocare! Il 70% dei tuoi introiti rimarrà a te, il 20% andrà al Community Manager che ti farà da mentore, e il 10% finirà nella YGG Treasury. 

Ora sai cos’è YGG, credi che sarà il futuro del play-to-earn? Oppure non ti ha convinto come metodo per sostenere la GameFi? Tantissimi giocatori hanno dato una vera e propria svolta economica alle loro vite grazie a videogiochi come Axie Infinity o Defi Kingdoms.

Chainlink (LINK): la crypto per pagare l’affitto

Chainlink (LINK) la crypto per pagare l’affitto

Nuovo caso d’uso per la blockchain: con Chainlink ora ci si può far pagare l’affitto e comprare casa con le criptovalute

Grandi news per Chainlink dall’America Latina: LaProp, una start-up immobiliare, ha sviluppato un metodo per “tokenizzare” asset fisici sfruttando la blockchain. Così, chi vorrà potrà acquistare dei token che rappresentano una quota dell’immobile, e ricevere in cambio una parte dell’affitto. Scopri come la crypto Chainlink permette di comprare casa con le criptovalute!

Gli oracoli della crypto Chainlink all’opera nel mercato immobiliare

La start-up LaProp ha sviluppato un metodo conveniente per permettere a tutti, anche a chi non dispone di un grande capitale, di entrare nel mercato immobiliare. Quello del mattone è un settore che interessa a molti, ma acquistare una casa da mettere in affitto è spesso un costo troppo grande per la maggior parte delle persone. Grazie alla blockchain, sarà possibile possedere un “token” che rappresenta una quota di proprietà di un immobile in affitto. Sarà come possedere un satoshi, ma di una casa!

La “tokenizzazione” di asset fisici non è nuova nel settore della DeFi. Piattaforme come Centrifuge su Polkadot sono specializzate nel trasformare asset fisici in asset virtuali liberamente scambiabili su blockchain. Questo sistema però, non è mai riuscito a fare presa sul mercato  immobiliare, ancora molto legato a sistemi di compravendita tradizionali. Non è ancora diffusa l’usanza di comprare casa con le criptovalute! L’America del Sud in questo è una pioniera, e LaProp promette una piattaforma facile da usare e accessibile, per permettere anche alle persone comuni di puntare sul mattone. 

La rete di Chainlink è stata subito individuata da LaProp come indispensabile per il progetto, portando su blockchain i dati del mondo offline. Senza i suoi oracoli, infatti, sarebbe impossibile reperire i dati degli immobili come il costo dell’affitto, il prezzo dell’immobile e la cadenza dei pagamenti. Chainlink serve proprio a questo: attraverso degli oracoli, trasforma i dati reali in dati che possono essere letti e utilizzati da uno smart contract. Lo dice anche il nome: “chainlink” significa letteralmente “l’anello di una catena”, e Chainlink è l’anello che unisce blockchain e asset fisici!

Africa e America del Sud in prima linea nell’innovazione

Anche se altre piattaforme hanno tentato di integrare la blockchain nel mercato immobiliare (come Milo, che permette di pagare il mutuo in BTC), LaProp è la prima che offre la possibilità di acquistare token rappresentativi di una proprietà. E questi token permettono anche di ricevere parte dell’affitto come ricompensa! L’obiettivo di LaProp è espandersi in tutta l’America Latina, partendo da Medellìn, in Colombia.

Ma anche in Africa è in atto un sistema del genere, sviluppato però su Cardano. Empowa è una piattaforma che promette di ricostruire il sistema immobiliare africano, che da molto tempo è in grave crisi. Il token di Empowa, EMP, può essere utilizzato per finanziare progetti immobiliari ambiziosi e in cambio ricevere gli affitti delle famiglie che abiteranno quelle case.

LaProp, insieme a Chainlink, dimostra per l’ennesima volta che la blockchain è una tecnologia versatile e applicabile in tantissimi contesti. Se il mattone ti interessa ma non puoi permetterti di acquistare una seconda casa, allora comprare una quota di casa con criptovalute può essere la soluzione!

Il 2022 è l’anno di svolta per Ethereum?

Ethereum: le novità per il 2022

Il network guidato da Vitalik Buterin ha promesso grandi cose per quest’anno, come sono andati i primi mesi? Quali sono le novità di Ethereum per il 2022?

A causa dell’esplosione del mercato degli NFT, molti pensavano che il 2021 sarebbe stato l’anno decisivo per il network di Ethereum. A rubargli la scena però ci hanno pensato alcune blockchain Layer 1 di cui forse hai già sentito parlare: Solana, Avalanche e Terra. Il trio delle meraviglie Ethereum Killer, a cui ci si riferisce spesso con l’unico imponente nome di SOLUNAVAX. Il 2022 invece sta regalando diverse soddisfazioni a Ethereum, il network è in fermento per The Merge passando a iniziative più pop come la notizia che il film The Infinite Machine sulla storia di Ethereum, sarà prodotto da nientemeno che Ridley Scott. In questo articolo troverai tutti i traguardi e le novità di Ethereum per il 2022!

La crescita del network e dei Layer 2 di Ethereum 

Nel primo trimestre del 2022 in generale si può notare che il network di Ethereum sia certamente cresciuto. I ricavi del network, ovvero il valore delle fee pagate dagli utenti, sono aumentati del 46% (da 1,6 a 2,4 miliardi di dollari). La media giornaliera degli indirizzi attivi si è alzata del 4%, da 507.662 a 529.018, questo valore indica la cifra media degli indirizzi che hanno interagito con il network ogni giorno nel corso del primo trimestre. Anche il valore totale bloccato (TVL) sui Layer 2 di Ethereum è cresciuto da 686,9 milioni di dollari a 7,3 miliardi. 

Vitalik Buterin: le transazioni costano ancora troppo 

Sui Layer 2 e sul costo delle fee si è espresso nei giorni scorsi Vitalik Buterin commentando un tweet del crypto imprenditore, Ryan Adams. Quest’ultimo aveva postato una panoramica del costo medio delle transazioni su alcuni Layer 2 di Ethereum, evidenziandone la convenienza. Buterin tuttavia non è della stessa idea: “Secondo me c’è bisogno di scendere a 0.05$ perché sia veramente accettabile. Ma stiamo facendo davvero ottimi progressi, e anche il proto-danksharding potrebbe essere d’aiuto almeno per un po’!”. 

Buterin ha sempre perseguito l’obiettivo di rendere disponibili transazioni low cost, già nel 2017 affermava che “l’internet of money non dovrebbe costare più di 5 centesimi a transazione”. Tra gli obiettivi e le novità di Ethereum per il 2022 c’è anche un aggiornamento che andrà a influenzare positivamente la scalabilità del network. Si tratta del sopraccitato proto-danksharding che prevede una semplificazione e una revisione del design dei precedenti metodi di sharding. Con questo aggiornamento sono previste un nuovo tipo di transazioni chiamate “blob”. I risultati attesi sono la riduzione del costo del gas e delle congestioni del network. Ethereum e Buterin non sono gli unici a lavorare in questo senso, di recente Silvio Micali di Algorand ha spiegato che il futuro delle crypto è solo delle blockchain low cost.  

The Merge: la grande novità di Ethereum per il 2022?

Con il passaggio definitivo al Proof-of-Stake, Ethereum dovrebbe coronare il suo 2022. Lo sviluppo e l’attivazione di The Merge tuttavia non sempre scorre senza intoppi, il rilascio infatti non avverrà a Giugno come era stato anticipato. La Beacon Chain nel frattempo continua ad espandersi, in un solo mese ha raccolto 50 mila validatori. Perché The Merge è un passaggio così decisivo? Nonostante il trio SOLUNAVAX, Ethereum è il più grande network di e per smart contract, qualsiasi cambiamento della sua struttura avrà un forte impatto su tutto il settore blockchain. Dal punto di vista energetico, si stima che Ethereum sarà il 99,95% più efficiente, aumentando così la sua competitività. 

Lo staking di ETH cresce a dismisura

Una delle funzionalità che sta spiccando nel network di Ethereum è lo staking. Il totale di ETH bloccati continua a crescere, il 9,5% della fornitura massima circolante attualmente è in staking (dato: IntoTheBlock). Inoltre grazie all’utilizzo del protocollo Aave, sono stati lanciati anche staking derivatives come stETH. Per Ethereum il vantaggio di avere così tante criptovalute in staking, riguarda la sicurezza. Infatti più ETH sono in staking, più la rete è sicura perché le “poste in gioco” sono alte e i nodi validatori perderebbero molto agendo in maniera scorretta. Inoltre diventa sempre più costoso cercare di controllare più di metà dei validatori. 

Lo staking ovviamente giocherà un ruolo chiave nel PoS di Ethereum 2.0. Nel meccanismo di consenso attuale, le fee che non vengono bruciate vanno ai miner. Una volta arrivato il Proof-of-Stake, queste fee andranno a coloro che hanno messo in stake i loro ETH. La crescita dello staking di ETH si può notare anche nel declino dell’offerta di ETH sugli exchange, le riserve di Ether negli exchange sono a livelli bassi. Questo suggerisce che gli utenti stiano facendo holding e stiano impiegando i loro ETH nelle liquidity pool dei vari protocolli DeFi. 

DeFi e NFT su Ethereum

Il TVL dei servizi DeFi di Ethereum è aumentato, da 49 a 89 miliardi di dollari (+82%). Questo dato fa riferimento a tutti gli asset nei protocolli basati su Ethereum come ad esempio i DEX. Gli NFT continuano a trainare il carro di Ethereum: nel primo trimestre del 2022, il numero di wallet unici che contengono un token non fungibile è cresciuto del 306%! Precisamente da 981.315 a 3,98 milioni. Questo significa che quasi 4 milioni di wallet hanno posseduto almeno un token ERC-721 (il formato tipico degli NFT). In questi primi mesi dell’anno, tre eventi hanno avuto un impatto positivo su Ethereum dal punto di vista degli NFT. Il primo è il successo di LooksRare, un marketplace che si sta affermando come principale competitor di Opensea. In secondo luogo l’acquisizione dei CryptoPunks da parte di Yuga Labs e infine l’incredibile costruzione di Otherside, il Metaverso targato Bored Ape Yacht Club. Quando il settore NFT prende il volo e si espande, anche Ethereum ne condivide le vittorie!

Questo sarà davvero l’anno di svolta per ETH? I traguardi e le novità di Ethereum per il 2022 fanno pensare di sì!

Alex Del Piero è la nuova star di Socios e Chiliz 

Alessandro Del Piero entra nel mondo crypto con Chiliz

Alessandro Del Piero entra nel mondo crypto con Chiliz e Socios.com! La piattaforma dei fan token ha scelto il campione italiano come testimonial insieme a Messi

Dopo la partnership con Lionel Messi, Chiliz e Socios hanno scelto Alessandro Del Piero come star del loro primo spot pubblicitario. Socios da poco ha stretto accordi con 26 squadre della Major League Soccer americana, con 13 team della National Football League e con la Mixed Martial Arts League (UFC) per realizzare i loro fan token. La piattaforma sta accogliendo sempre più sport e club ma le novità arrivano anche dal lato dello sviluppo tecnico di Chiliz. Infatti è stato annunciato l’aggiornamento della sidechain, il nuovo motto per Chiliz? È tempo di sviluppare!

Il primo spot televisivo di Socios è con Alessandro Del Piero

Dall’8 Maggio 2022 in Italia, Spagna, Turchia e Brasile, è visibile il primo spot televisivo di Socios. Il concetto fondamentale intorno a cui ruota lo spot è la centralità dei tifosi, seguendo lo slogan di Socios: “be more than a fan”. Nel video Del Piero appare insieme a Messi, e chiede “perché essere un fan quando puoi essere un super fan?” e ancora “non essere un semplice spettatore della storia della tua squadra, scrivila”. Alessandro Del Piero entra nel mondo crypto con Chiliz e Socios, invitando i fan ad unirsi alla più coinvolgente community sportiva su blockchain

Alessandro Del Piero ha commentato la sua collaborazione così: “nessun’altra azienda è impegnata a migliorare l’esperienza dei fan come Socios.com. Credo nella loro visione e sento fortemente che i fan, indipendentemente da dove vivono, meritano di essere riconosciuti e premiati per il loro supporto”. Dalla piattaforma arrivano le parole di Alexandre Dreyfus, CEO di Chiliz e Socios.com: “Alessandro Del Piero è un talento virtuoso, un vero fenomeno del calcio, rispettato da milioni di persone. Ottenere il suo sostegno, soprattutto in Italia, dove abbiamo già 10 partner, è un grande colpo. Con la nostra squadra dei sogni di Del Piero e Messi siamo ora pronti per la prossima fase della nostra evoluzione.” 

L’evoluzione di Socios e Chiliz non si misura solo nella quantità di team sportivi e campioni coinvolti nel progetto, entro la fine del 2022 sarà attivo il nuovo aggiornamento della blockchain che fornisce l’infrastruttura a tutti i fan token. 

É in arrivo Chiliz Chain 2.0!

Il 31 Marzo Chiliz ha annunciato il lancio di Scoville, una testnet pubblica per Chiliz 2.0, la prima blockchain Layer 1 sviluppata appositamente per i settori di sport e intrattenimento. Dal punto di vista tecnico Chiliz è una sidechain ovvero una blockchain che funziona parallelamente ad Ethereum, ne sfrutta l’infrastruttura ma resta indipendente per il meccanismo di consenso. Le sidechain vengono considerate Layer 1 proprio perché utilizzano meccanismi di consenso differenti. 

Le sidechain sono connesse a Ethereum attraverso bridge, e funzionano grazie all’Ethereum Virtual Machine (EVM). Con Scoville il network di Chiliz si prepara ad espandersi e a offrire nuove funzionalità, Socios.com non sarà più l’unico prodotto di punta! Chiliz Chain 2.0 (CC2) si sta sviluppando in collaborazione con Ankr, il protocollo decentralizzato che fornisce infrastrutture ai progetti Web3. Scoville e la CC2 rappresentano l’espansione più significativa di Chiliz dopo il lancio di Socios.com nel 2019. 

Un ecosistema per gli sviluppatori

Quali saranno le novità con l’aggiornamento della blockchain di Chiliz? Il costo del gas sarà fino a 200 volte più basso rispetto a quello di ETH, il valore delle TPS (transazioni per secondo) sarà molto alto così come la velocità e l’efficienza degli smart contract. Questa scalabilità permetterà agli sviluppatori di poter programmare in libertà. È questo il vero e proprio cambiamento da aspettarsi con Scoville rispetto a Chiliz Chain V1: Chiliz diventerà una blockchain su cui costruire servizi DeFi, dapp e molto altro. In tutto questo il token CHZ acquisterà un ruolo sempre più importante, in quanto carburante di tutto l’ecosistema. Gli sviluppatori potranno sbizzarrirsi a realizzare servizi decentralizzati per lo sport e l’intrattenimento.

La roadmap di CC2

Lo sviluppo di Chiliz Chain 2.0 avverrà in 7 fasi, ognuna chiamata con un tipo di peperoncino piccante. La settima (Habanero) è costituita dal vero e proprio lancio del Mainnet previsto per il Q3 o Q4 del 2022. La prima Fase 1 iniziata il 31 Marzo è l’Anaheim che prevede lo sviluppo di smart contract per NFT e fan token e faucet di CHZ, ovvero la distribuzione del token di Chiliz ai suoi utenti tramite diverse tipologie di interazioni. Con Jalapeno arriverà anche il DEX di Chiliz, con Serrano sarà disponibile la documentazione e gli utenti potranno fondare dei nodi validatori. La quarta fase, Cayenne, vedrà il lancio dello staking di CHZ; la quinta e la sesta, Pequin e Malagueta, creeranno bridge cross chain. 

Alessandro Del Piero entra nel mondo crypto proprio quando Chiliz presenta la sua ricca roadmap, le novità porteranno Socios ad essere sempre più utile e appassionante per i fan. Come promesso dal loro primo spot televisivo!