LG e Hedera presentano un marketplace NFT compatibile con le smart TV

Acquista NFT con la Smart TV di LG e HBAR

LG in collaborazione con la blockchain Hedera, lancia LG Art Lab. Esponi le tue opere d’arte digitale e acquista NFT con HBAR sulla tua smart TV!

Vorresti esporre i tuoi NFT preferiti e mostrarli ai tuoi amici nel salotto di casa? Grazie alla nuova iniziativa dell’azienda tech LG in collaborazione con la blockchain Hedera potrai esporre le tue opere d’arte digitale ed acquistarne di nuove attraverso la tua smart TV LG, comodamente seduto sul divano! LG Art Lab, questo il nome del progetto in collaborazione con Hedera, è un vero e proprio NFT marketplace, dove potrai comprare NFT con il token HBAR e sarà accessibile direttamente dalla tua televisione. Scopri come acquistare NFT con la crypto HBAR e come trasformare casa tua in una galleria d’arte digitale! 

Esporre NFT? LG e le galleria d’arte digitale!

LG Art Lab è una piattaforma NFT annunciata il 5 Settembre 2022, che verrà lanciata entro fine 2022 sulla blockchain Hedera. Non è la prima volta che le due compagnie entrano in contatto, LG infatti fa parte del consiglio direttivo di Hedera già dal 2020. Il marketplace e la sua applicazione, che dovrebbero essere disponibili entro fine anno negli Stati Uniti, permetteranno agli utenti di acquistare, vendere e visualizzare opere d’arte digitale. La particolarità di questo marketplace è che sarà facilmente accessibile e compatibile con le smart TV di LG, il mezzo perfetto per esporre la propria collezione di NFT grazie all’eccezionale qualità di risoluzione delle immagini. LG Art Lab funzionerà come un classico NFT marketplace, come ad esempio OpenSea, con la differenza che gli acquisti saranno effettuati con il token HBAR. La sezione dedicata all’acquisto degli NFT si chiamerà Drops, dove saranno presenti i profili degli artisti e le anteprime delle nuove opere in arrivo con un conto alla rovescia per non perdersi nessuna novità. 

Per consentire agli utenti di acquistare NFT con il token HBAR direttamente dalla smart tv, LG lancerà anche il crypto wallet Wallypto. Il wallet, collegandosi alla piattaforma LG Art Lab, permetterà di visualizzare tutti gli NFT che l’utente possiede, oltre ovviamente al saldo di token HBAR disponibili. La piattaforma sarà disponibile inizialmente solo per il mercato USA. Come si può facilmente intuire dal nome della piattaforma, sarà l’arte ad essere protagonista all’interno dell’applicazione. La prima partnership è già stata svelata, l’artista protagonista sarà Barry X Ball!

La prima collezione su LG Art Lab a cura di Barry X Ball

Barry X Ball è uno scultore e artista contemporaneo famoso per le sue interpretazioni della scultura classica e dell’arte modernista realizzate con tecniche all’avanguardia come la stampa e la scansione 3D

Barry X Ball debutterà nel mondo dell’arte digitale con i suoi primi  NFT in una collezione intitolata “Metal” proprio sulla piattaforma LG Art Lab. Gli utenti, grazie alla risoluzione delle smart TV LG, riusciranno a visualizzare tutte le texture, i dettagli e i materiali – compresi i metalli preziosi e le pietre preziose – utilizzati nelle sculture dell’artista.

LG sceglie la blockchain green Hedera

Perché LG ha scelto proprio Hedera per il suo marketplace NFT? La blockchain Hedera, che è un prodotto della HBAR Foundation, si definisce una blockchain per le imprese, in grado di processare transazioni in maniera molto economica e veloce. Ma come fanno Hedera e il suo token HBAR ad essere così efficienti ed economici? La risposta a questa domanda sta nel modo in cui le transazioni vengono registrate sulla rete. Grazie ad una nuova struttura chiamata Directed Acyclic Graph (DAG) architettata dall’ingegnere informatico Leamon Baird, che ha fondato il progetto nel 2015, Hedera riesce a processare fino a 10mila transazioni per secondo.


La blockchain di Hedera funziona tramite un algoritmo di consenso di tipo Proof-of-Stake, chiamato hashgraph e oltre a garantire velocità e scalabilità al network, è orientata alla sostenibilità ambientale. La sostenibilità ambientale è un valore che la HBAR Foundation, e la sua blockchain Hedera hanno adottato fin dalla loro nascita nel 2017. Il team di sviluppo si è impegnato e si impegna a garantire alla rete lo stato di carbon neutral (zero emissioni di carbonio), acquistando trimestralmente crediti di carbonio (carbon offsets), il cui importo è stato determinato da TerraPass, azienda indipendente che si occupa di valutare le emissioni.

FIFA e Algorand, gli NFT dei mondiali di calcio

Algorand e FIFA: NFT dei Mondiali di calcio

FIFA lancia una collezione NFT su Algorand dedicata ai mondiali di calcio con la piattaforma FIFA+ Collect!

Il mondo del calcio è uno degli ambienti in cui le tecnologie Web3 si stanno affermando maggiormente, sia per quanto riguarda gli investimenti, sia dal punto di vista del riscontro da parte del pubblico. Partendo dai fan token di Socios, passando per il fantacalcio NFT di Sorare arriviamo alla piattaforma che nascerà dalla collaborazione tra FIFA e Algorand: FIFA+. La collaborazione tra Algorand e FIFA era stata già annunciata a Maggio 2022, la blockchain di Silvio Micali è diventata a tutti gli effetti un partner tecnico della Fédération Internationale de Football Association. Algorand insomma non comparirà solamente con il suo logo ma contribuirà attivamente all’espansione nel Web3 della più grande federazione calcistica a livello globale. Vediamo come funzionerà la piattaforma FIFA+ e come saranno gli NFT dei mondiali di calcio?

FIFA+ Collect, i momenti più iconici dei mondiali di calcio in NFT

I momenti memorabili dei mondiali di calcio diventeranno presto NFT. L’ultimo rigore calciato da Fabio Grosso ai mondiali del 2006? Lo splendido gol di Kylian Mbappe da fuori area che ha sancito la vittoria della Francia del 2018? Uno spezzone della partita Brasile – Germania del 2014? FIFA sta progettando di registrare filmati iconici della storia dei mondiali di calcio per sempre su blockchain tramite una piattaforma NFT dedicata al mondo del calcio in collaborazione con Algorand. La piattaforma NFT si chiama FIFA+ Collect e rientra nel più ampio progetto FIFA+. Tifosi di tutto il mondo potranno acquistare il loro goal, assist o esultanza preferita dei campionati mondiali di calcio maschili e femminili del passato! E perché no, del prossimo futuro: a Novembre 2022 saranno disputati i campionati mondiali FIFA Qatar 2022. La proprietà e l’unicità degli NFT dei mondiali sarà garantita dalla blockchain di Algorand. L’iniziativa di FIFA+ Collect somiglia molto a quella intrapresa dalla NBA, la lega americana di basket, con il progetto NBA Top Shot, sulla blockchain di Ethereum 

I dettagli sugli NFT dei mondiali di FIFA e Algorand non sono stati ancora resi noti. I teaser delle collezioni dovrebbero essere rilasciati durante il campionato del Mondo 2022, in Qatar. FIFA+ tuttavia non sarà solo una piattaforma NFT ma uno spazio in cui visualizzare una grandissima quantità di contenuti diversi, dalle partite di calcio in diretta, alle notizie, fino ad arrivare ai giochi e appunto agli NFT. Algorand continua a sviluppare progetti molto interessanti, soprattutto per quanto riguarda il mondo dei contenuti. La blockchain di Silvio Micali ha anche acquisito ad inizio anno il servizio di condivisione di musica digitale Napster, ed ha stretto una partnership con LimeWire, lanciando un NFT marketplace incentrato sulla musica.

Cambia il modo di vivere lo sport

Il lancio della piattaforma FIFA+ apre un discorso più ampio sul ruolo dei fan all’interno del mondo dell’intrattenimento del futuro. Le dichiarazioni di chi ha pensato la collezione degli NFT ufficiali dei mondiali di calcio sono relative proprio a questo tema: “Il fandom sta cambiando e gli appassionati di calcio di tutto il mondo si avvicinano al gioco in modi nuovi ed entusiasmanti”, ha dichiarato Romy Gai, Chief Business Officer della FIFA. “Gli oggetti da collezione FIFA saranno disponibili per tutti gli appassionati di calcio, tutti potranno possedere una parte della Coppa del Mondo FIFA”, ha sottolineato Gai.  Lo slogan di Socios, la piattaforma sulla blockchain Chiliz per comprare i fan token di squadre o club sportivi che è anche sponsor della UEFA, “Be more than a fan”, sintetizza bene l’idea che le piattaforme Web3 stanno elaborando per la fruizione degli eventi sportivi. Il fan non svolgerà più il ruolo del semplice tifoso o spettatore passivo, ma sarà protagonista nelle scelte dei team e in minima parte anche proprietario del club. Grazie al concetto di proprietà digitale, non solo il fandom, ma anche il mondo collezionismo sportivo sta cambiando, soprattutto grazie ai token e agli NFT. In futuro potrai essere il legittimo proprietario del gol di Maradona ai quarti di finale dei mondiali del 1986, da cui è nato il soprannome “La mano de dios” o grazie ai fan token, potrai definire il destino della tua squadra del cuore partecipando attivamente alle scelte di calciomercato!

Sai riconoscere gli scam più comuni del mondo crypto?

Come riconoscere una truffa crypto: dal social engineering al phishing

Come riconoscere una truffa crypto? Quello che devi sapere per smascherare scam e tenere al sicuro le tue criptovalute

Secondo un report della società di raccolta dati Chainalysis pubblicato il 6 Gennaio 2022, nel 2021 sono stati rubati 14 miliardi di dollari in criptovalute attraverso scam, soprattutto a causa di rug pull. Questa cifra è aumentata quasi il doppio rispetto all’anno precedente, la crescita delle truffe è coincisa con lo sviluppo del settore e del boom per l’interesse nelle criptovalute. I truffatori, o scammer, sfruttano infatti i periodi di bull market per agire facendo leva sull’ottimismo delle persone nei confronti dei mercati. Quando ci sono in ballo interessi economici, le truffe spuntano come funghi e così accade anche nel caso delle criptovalute. I crypto scam purtroppo sono molto diffusi ma con piccoli accorgimenti è possibile imparare come riconoscere una truffa crypto, dal social engineering al phishing. 

Red flag: l’identikit della truffa

Prima di passare in rassegna le principali truffe che attaccano il mondo crypto, tieni presente alcune “red flag” ovvero delle caratteristiche sospette che potrebbero segnalare uno scam

  • Qualcuno ti chiede di condividere le tue chiavi private o password;
  • Qualcuno ti manda un messaggio privato proponendo airdrop o giveaway;
  • Qualcuno ti contatta spacciandosi per un trader o un dipendente di un progetto crypto come un exchange;
  • I messaggi che ricevi, o i siti web su cui navighi, contengono errori tipografici o di ortografia;
  • Qualcuno ti promette di moltiplicare il tuo denaro o di ricevere dei guadagni gratis;

Nessuno, nemmeno i dipendenti dei progetti crypto, è autorizzato a chiederti di condividere i tuoi dati personali, e spesso quando qualcosa è troppo bello per essere vero nella maggior parte dei casi non lo è. 

1. Phishing 

Quella del phishing è una truffa tipica di tutto l’universo internet, non solo delle criptovalute. Il phishing consiste nell’invio da parte di malintenzionati di messaggi o email che si spacciano per servizi o siti che hai utilizzato in precedenza (banche, e-commerce, social network…) che ti invitano ad aprire qualche link o a comunicare dati personali. Per quanto riguarda le crypto, attraverso il phishing i truffatori potrebbero sottrarre password o seed phrase dei tuoi wallet e di conseguenza rubare le tue crypto. Solitamente i messaggi di phishing si riconoscono perché i profili che li mandano mostrano incongruenze rispetto ai servizi che cercano di imitare. Anche se gli scammer sono capaci di creare comunicazioni e dei siti molto simili a quelli originali e dunque ad essere convincenti, alcuni dettagli come la presenza di errori di sintassi o grammatica sono segnali di una possibile truffa. È sempre una buona pratica controllare che gli URL dei siti o gli indirizzi mail corrispondano a quelli dei siti ufficiali, anche solo un carattere in più o in meno può fare la differenza. 

2. Finti addetti al Servizio Clienti o Trader

In questo tipo di scam c’è qualcuno che si finge un rappresentante di un’organizzazione o società crypto e chiede informazioni sensibili come la seed phrase, con il pretesto di risolvere fantomatici problemi tecnici. Una volta ottenuta la chiave privata, gli scammer prosciugano i tuoi wallet. In questo caso i truffatori possono chiedere anche l’invio di denaro in cambio di un valore maggiore. Solitamente queste richieste vengono avanzate con un senso di urgenza, mettendo in allerta le persone preoccupate per la sicurezza dei propri beni. Ricorda che tutte le comunicazioni ufficiali sono fatte sempre e solo nei canali ufficiali, non fidarti troppo di voci o speculazioni. Se hai dei dubbi, contatta il Servizio Clienti dal sito ufficiale. 

Un’altra categoria di persone per cui i malintenzionati potrebbero spacciarsi, è quella degli addetti di operatori telefonici che propongono nuovi contratti o di cambiare SIM. In possesso del tuo numero di telefono possono aggirare tutte le autenticazioni a due fattori che si basano su quest’ultimo. Alcune persone si presentano anche per trader esperti pronti ad aiutarti, in questo caso i truffatori prendono i contatti specialmente sui social network o community online, su Youtube o Telegram. Come riconoscere questa truffa crypto? Per le loro promesse irrealistiche, i finti trader sono facilmente smascherabili. Diffida di chi vuole farti diventare incredibilmente ricc* in poco tempo, nel mondo crypto non esistono scorciatoie o “metodi infallibili”.

3. App di exchange false 

Tra gli scam più comuni ci sono una serie di app false che si fingono la versione mobile di servizi web legati alle criptovalute, come exchange o marketplace. Se in un’app store ti imbatti in una di queste app, ricorda che quelle ufficiali sono sempre scaricabili dal sito internet di riferimento e quindi puoi verificare facilmente se le due versioni coincidono. Anche in questo caso un indizio di truffa possono essere errori di ortografia, il nome dell’exchange potrebbe essere scritto sbagliato, oppure le icone che non corrispondono esattamente a quelle originarie. Puoi anche controllare il numero di download dell’app: se pretende di essere quella di un servizio affidabile, i download non possono essere pochi. Inoltre le app contraffatte di solito richiedono più autorizzazioni del necessario, perché questo modo si assicurano di raccogliere quanti più dati possibili dai dispositivi delle vittime di scam. 

Un’altra tipologia di app scam sono quelle che promettono di svolgere un’attività di mining per conto tuo assicurandoti ricompense che però non arrivano mai. Per evitare questa truffa crypto, è bene sapere che per la maggior parte delle criptovalute il mining richiede hardware altamente specializzati che non sono compatibili con i dispositivi mobile.

4. Rug pull

In un rug pull i truffatori propongono un nuovo progetto, ottengono dei finanziamenti e poi spariscono con i fondi raccolti. Un esempio recente di rug pull è stata la truffa di Squid Coin, il token che ha preso il nome dalla serie Netflix. Chi ha acquistato il token, in preda all’hype della sua crescita di prezzo che da 1 centesimo è passato rapidamente a 90 dollari, ha perso tutto quando i fondatori del progetto hanno interrotto l’attività facendo scomparire del tutto il denaro, circa 3 milioni di dollari. Per difendersi dai rug pull bisogna considerare il progetto che si intende appoggiare da diversi punti di vista come la sua solidità, il contenuto del white paper, la presenza (e la fattibilità) di una roadmap e di un business model, l’identità e i curricula dei fondatori. Se qualcuno di questi aspetti risulta confuso o sospetto, probabilmente si è di fronte a una truffa.

5. Scam sui social network

I social network sono un canale usato spesso per mettere in atto scam di natura crypto. Come già detto, su Youtube pullulano commenti di falsi trader che promettono guadagni facili o live “fake” che chiedono di inviare denaro per riceverne una somma più grande. Durante questo genere di live è probabile che i truffatori fingano di essere personaggi di spicco del settore disposti a condividere la loro ricchezza con gli utenti. In questo caso assicurati che il canale da cui è trasmessa la live sia ufficiale. Su Instagram e Telegram sono diffusi i messaggi privati che dispensano presunti consigli finanziari e ti propongono affari irripetibili. Su Twitter e Instagram possiamo trovare anche post che promettono finti omaggi o giveaway inesistenti o ancora profili falsi di progetti o personalità del mondo crypto che cercano di ingannare le persone. Quelli più famosi e diffusi nell’ultimo periodo sono quelli che promettono airdrop di NFT ma che finiscono solo con il furto dei tuoi dati personali. 

Social engineering: la base degli scam crypto

Per riconoscere una truffa crypto può essere utile studiare la base di tutti questi scam ovvero i meccanismi del social engineering. Con questo termine ci si riferisce agli schemi di persuasione che i truffatori utilizzano per adescare e truffare le persone facendo leva sulle loro debolezze e sulla loro buona fede. Il social engineering spiega le strategie per adescare le vittime, per stringere amicizia con loro tramite i social network o app di incontri e per indurre a scaricare app truffaldine o a gestire le proprie crypto condividendo informazioni sensibili. Gli scammer indagano sui punti deboli delle persone sfruttando le debolezze, le emozioni e alcuni bias cognitivi delle persone per manipolarle. 


Le tecniche e i tipi di scam che mettono in pericolo i nostri beni digitali e informazioni sono diversi, imparare come riconoscere le truffe crypto è il primo passo per difendersi.

The Sandbox: Alpha Season 3 in corso

Come giocare a The Sandbox durante l’Alpha Season 3

Come giocare a The Sandbox durante l’Alpha Season 3? Ottieni ricompense in SAND utilizzando una Bored Ape o un Cool Cat come avatar nel Metaverso play-to-earn! 

Il metaverso play-to-earn The Sandbox è il protagonista indiscusso del mese di Agosto 2022. Dopo le collaborazioni con Paris Hilton e Gordon Ramsay, presenta l’Alpha Season 3. Le Alpha Season sono periodi dell’anno in cui il metaverso di The Sandbox si arricchisce  di eventi e missioni esclusive rilasciate giornalmente. I primi due capitoli della saga erano stati lanciati rispettivamente a Novembre 2021 e a Marzo 2022. La nuova stagione che è iniziata Mercoledì 24 Agosto 2022 sta entrando nel vivo e durerà per 10 settimane! Tantissime novità, tra cui nuove dinamiche play-to-earn per ottenere ricompense in SAND, eventi con partner del calibro di Snoop Dogg, e The Walking Dead e la possibilità di importare gli NFT più famosi come le Bored Apes o i Cool Cats e utilizzarli all’interno del metaverso. Scopri come giocare alla Season 3 di The Sandbox nell’articolo!

The Sandbox diventa play-to-earn per tutti gli utenti!

Come giocare a The Sandbox durante l’Alpha Season 3? Le novità sono tante e tutte volte a migliorare l’esperienza di gioco dell’utente. Il cambiamento principale è relativo alla possibilità di guadagnare ricompense in SAND, attraverso dinamiche play-to-earn anche per gli utenti che non possiedono l’Alpha Pass. L’Alpha Pass è un biglietto NFT in diecimila pezzi, uscito a Novembre 2021. Il pass ha consentito ad un numero limitato di utenti di accedere alla prima stagione del gioco in esclusiva e di ottenere ricompense durante la seconda fase. Ad oggi non è più acquistabile e l’unico modo per ottenerlo è vincerlo nel Metaverso play-to-earn di The Sandbox.

Dalla Season 3 però cambia tutto. Il gioco resterà free to play come durante la stagione 2 ma diventerà finalmente play-to-earn per tutti gli utenti! Fino alla Season 2 infatti, solo chi deteneva l’Alpha Pass poteva ricevere le ricompense in SAND grazie alle missioni e ai piazzamenti nelle classifiche dei vari giochi. Questa modifica è stata resa possibile anche grazie all’implementazione del processo di Know Your Customer (KYC). Grazie a questa funzione verranno eliminati i bot e il fenomeno di multiaccounting perché ogni persona potrà possedere soltanto un account The Sandbox. Oltre alle ricompense sarà possibile anche vincere dei ticket. I ticket sono biglietti della lotteria, tramite i quali sarà possibile vincere i tanto desiderati Alpha Pass. Cosa aspetti a scaricare The Sandbox e a scalare le classifiche?

Quali eventi e celebrità faranno parte di The Sandbox 3?

Le novità su come giocare a The Sandbox durante l’Alpha Season 3 non finiscono qua! Tra le modifiche che più sono state apprezzate dagli utenti ci sono sicuramente le experience. Le experience sono veri e propri eventi, in totale 90, che verranno aperti man mano durante le dieci settimane della Season 3. In questi eventi play-to-earn gli utenti dovranno completare varie missioni a tema per ottenere ricompense. Una parte  di queste esperienze, nello specifico 27, saranno in collaborazione con diverse celebrità o brand appartenenti a vari settori tra cui Snoop Dogg, The Walking Dead, Deadmau5, Warner Music Group, Ubisoft Rabbids, BAYC, Steve Aoki e Atari. L’utente entrerà nei mondi personalizzati, come la villa di Snoop Dogg, o il mondo delle Bored Ape costruito su The Sandbox e potrà partecipare all’estrazione degli Alpha Pass interagendo con gli ambienti virtuali a disposizione e completando delle quest. Per esempio, durante l’evento di apertura del 24 Agosto 2022, avvenuto all’interno della discoteca virtuale di Steve Aoki, il Club XYZ, gli obiettivi erano due: trovare 25 gemme di voxelite e visitare tre punti iconici del locale. The Sandbox sta sicuramente ridefinendo il concetto di real estate virtuale, riuscendo non solo a creare un mercato di immobili nel metaverso, ma addirittura costruendoci sopra esperienze e eventi esclusivi ed entusiasmanti

Utilizzare una Bored Ape o un Cool Cat su The Sandbox? Da oggi si può!

Il tema dell’interoperabilità tra blockchain è centrale anche quando si parla di NFT, Metaversi e di videogiochi play-to-earn. Per interoperabilità si intende la possibilità per due o più blockchain di scambiarsi informazioni e valore. Per quanto riguarda il settore DeFi solitamente ci si riferisce all’utilizzo di token e piattaforme su più blockchain diverse. 

Per il settore Metaversi e NFT invece l’interoperabilità è strettamente connessa al concetto di proprietà digitale. Quando un Metaverso è interoperabile significa che un utente può muoversi da quello a un altro mondo virtuale conservando e utilizzando tutti i suoi digital asset. Questo significa ad esempio che non è indispensabile avere un avatar NFT diverso per ogni Metaverso, ma che può essere utilizzato lo stesso. Su The Sandbox a partire dall’Alpha Season 3, è possibile utilizzare come avatar e oggetti di gioco NFT appartenenti a famose collezioni non originariamente sviluppate da The Sandbox. Questa iniziativa non sorprende, il Metaverso insieme a Animoca Brands brand infatti fanno parte della Open Metaverse Alliance (OMA3), un’organizzazione che mira a rendere tutti i Metaversi interoperabili. 

Il team di The Sandbox è riuscito a ridisegnare con successo gli avatar di 13 amate collezioni NFT, in stile voxel che potranno essere utilizzati all’interno della Stagione 3 del Metaverso play-to-earn. Tra le collezioni NFT utilizzabili ci sono le celeberrime Bored Ape, i Cool Cats, i Moonbirds, CloneX e altri personaggi iconici del Web3. Gli utenti possono utilizzare i propri NFT preferiti per esplorare il Metaverso di The Sandbox e guadagnare esperienza e ricompense rappresentando se stessi nel modo che preferiscono.

Ora che sai come giocare alla Season 3 di The Sandbox per guadagnare ricompense, non ti resta che iniziare!

Cosa è successo alla Decentraland Art Week 2022 

Cosa è successo alla Decentraland Metaverse Art Week 2022

Dal 24 al 28 Agosto i più rilevanti artisti e progetti di digital art si sono riuniti a Decentraland. Scopri cosa è successo alla Metaverse Art Week 2022!

Decentraland, il mondo virtuale su Ethereum, dal 24 al 28 Agosto ha ospitato la terza edizione della Metaverse Art Week. Dopo la prima Fashion Week nel Metaverso dello scorso Marzo, Decentraland dedica 5 giorni all’arte contemporanea su blockchain. Nei quartieri artistici del Metaverso come Soho Plaza o il Voltaire Art District, si sono svolti eventi, mostre e tavole rotonde dedicate alla digital art su blockchain.

Il tema e titolo della Metaverse Art Week a Decentraland è stato “The World is Made of Code”, la realtà infatti può essere considerata un insieme di codici, schemi e formule che danno forma sia al mondo naturale ma soprattutto a quello virtuale. L’iniziativa ha quindi accolto opere d’arte ed esperienze immersive ispirate ai disegni e agli schemi matematici presenti in natura. Alla Metaverse Art Week hanno partecipato gli artisti più importanti del panorama NFT e non solo, scopri i progetti artistici a Decentraland e cosa è successo alla Metaverse Art Week 2022!

Il rapporto tra uomo e tecnologia, il tema della Metaverse Art Week

Le installazioni artistiche immersive, le performance e le esposizioni di arte concettuale della Metaverse Art Week hanno aperto il dibattito sul tema del rapporto tra individui e tecnologie e sul modo in cui quest’ultime plasmino la realtà. Questo tema è ispirato alle domande guida della Biennale d’Arte a Venezia inaugurata ad Aprile 2022. Gli artisti attualmente esposti a Venezia si sono interrogati sul cambiamento della definizione di uomo in rapporto alla tecnologia e alla sua presenza pervasiva e trasformante. La Metaverse Art Week di Decentraland ha esplorato il “codice” come elemento che dà vita a mondi virtuali e il come “lo spirito umano è predisposto ad elaborare una risposta emotiva quando viene presentata un’arte ispirata ai disegni matematici presenti in natura”. L’iniziativa di Decentraland è stato un momento di allineamento tra le riflessioni del mondo dell’arte contemporanea e la nuova frontiera del Web3.

Un tour con audioguida e i dibattiti di Artnet

Una delle novità per la Metaverse Art Week, è stata la passeggiata artistica con audioguida realizzata da Audio Art Tour. Una volta atterrati con il proprio avatar nell’area di benvenuto, si è potuto richiedere un paio di cuffie per il proprio avatar con cui ascoltare la guida lungo tutto il percorso delle mostre a Decentraland. Proprio come in un museo, la voce di una guida, ha spiegato nel dettaglio le opere e presentato i progetti. Durante i 5 giorni della manifestazione, Artnet, una delle più grandi comunità artistiche online, ha organizzato performance artistiche, sessioni di live-poetry e di creazione di opere con l’intelligenza artificiale sempre in relazione al tema dell’Art Week. 

L’eredità artistica di Frida Kahlo in mostra a Decentraland

La famiglia di Frida Kahlo, in collaborazione con Ezel, una piattaforma che offre servizi per realizzare esperienze Web3, ha inaugurato a Decentraland un’installazione permanente chiamata Frida Kahlo Family Red House, che racconta la prima metà della vita dell’artista e alcune opere mai viste prima. Per l’occasione sono state digitalizzate opere d’arte, manufatti e storie familiari inedite della pittrice messicana. I fondatori di Ezel hanno dichiarato di aver raccolto quasi 800 pezzi unici appartenuti all’artista, tra cui schizzi, opere d’arte originali e altri oggetti utilizzati nella vita quotidiana di Kahlo. 

Ogni contenuto è stato scansionato utilizzando strumenti di acquisizione di immagini ad alta risoluzione, che necessitano di almeno 30 immagini e video diversi. Gli utenti di Decentraland potranno visitare le opere all’interno dell’installazione che replica la Casa Rossa di proprietà della famiglia in Messico. Pedro Quinzaños Cancino, fondatore di Ezel e amico della famiglia Kahlo, ha raccontato in un’intervista che quando ha proposto il progetto agli eredi di Frida ha incontrato una certa resistenza e scetticismo. In un secondo momento la famiglia Kahlo ha scelto di affidarsi alle tecnologie emergenti come il Metaverso per raccontare storie che altrimenti sarebbero scomparse. 

L’esposizione di Sotheby’s e di UXart Lab 

UXart Lab ha esposto a Decentraland le opere di alcuni artisti latino-americani degli anni ‘60 come Marta Minujín, Gyula Kosice e Eduardo MacEntyre che rappresentano al meglio l’arte cinetica e la pop art ma anche artisti contemporanei e digitali come Alberto Echegaray Guevara. Questi artisti tra l’altro sono attualmente esposti dal vivo alla Biennale di Venezia. Un’altra realtà artistica che ha non è nuova alle gallerie virtuali a Decentraland è la casa d’aste Sotheby’s. Il suo vice-presidente Michael Bouhanna ha spiegato che la loro esperienza a Decentraland ha permesso di sperimentare esposizioni all’avanguardia per opere digitali e per le trasposizioni di opere fisiche. In occasione della Metaverse Art Week, Sotheby’s ribadisce il suo interesse per gli NFT e l’arte su blockchain presentando nuove opere in mostra come le sculture di gioielli in collaborazione con Metagolden. Alla Metaverse Art Week di Decentraland hanno partecipato anche numerosi marketplace NFT come Rarible, OpenSea, SuperRare e Know Origin che ha presentato un’installazione dal titolo “Crypto Winter”, che ironizza sulla volatilità delle criptovalute. 

Il Museo ucraino della Storia della Guerra

Alla Metaverse Art Week è stato riservato uno spazio d’esposizione anche alle opere del Meta History Museum of War, il progetto NFT che racconta la guerra in Ucraina passo dopo passo dall’inizio del conflitto. Lo scopo del museo digitale, fondato il 25 Marzo 2022, è documentare cosa sta succedendo sul fronte attraverso l’espressione artistica e raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione del patrimonio artistico del paese. Dalla vendita di questi token non fungibili, sono stati raccolti oltre 1 milione di dollari

La galleria di Cash Labs con Damien hirst e i POAP di Estée Lauder

Cash Labs, una piattaforma che si occupa della creazione di contenuti per il Web3, ha lanciato la sua prima galleria d’arte a Decentraland. Tra gli artisti che presenta ci sono Damien Hirst, Laurel Charleston e Justin Aversano. La mostra di Cash Labs è stata organizzata su quattro piani, il primo raggruppa opere secondo il tema “Dal fisico al digitale”, ed è il piano in cui è esposto Hirst, il secondo piano si intitola “Arte per il Metaverso. Il terzo livello della mostra di Cash Labs è stato dedicato alla prima collezione NFT di Nick Knight, il fotografo di moda britannico fondatore di SHOWstudio.com. Al quarto e ultimo piano gli utenti che hanno visitato tutta la mostra hanno ottenuto in omaggio un POAP di Estée Lauder, come attestato di partecipazione. 

Questi sono stati i punti salienti di quanto successo alla Metaverse Art Week 2022 a Decentraland, l’accoglienza del pubblico è stata buona ma non sono mancate le critiche. Alcuni partecipanti hanno fatto notare che la veste grafica del metaverso di Decentraland è ancora primitiva e poco adatta a restituire la complessità dell’arte contemporanea. Per Decentraland tuttavia non può che trattarsi di una critica costruttiva. 

Stablecoin decentralizzate: le novità di Curve, Acala e Tron

Le nuove stablecoin in arrivo nel 2022 e quelle in crisi: Curve, Acala e Tron

Le stablecoin in arrivo nel 2022 e quelle in crisi. Cosa è successo a FEI e ad aUSD? Quali i piani di Curve e Aave?

Il desiderio delle piattaforme DeFi di creare le relative stablecoin è sicuramente uno dei trend del momento. Le stablecoin sono crypto che rimangono ancorate al prezzo delle valute fiat, solitamente al valore del dollaro, e si suddividono in due categorie: quelle algoritmiche e quelle che basano il loro valore su riserve di denaro che fungono da sottostante. Le prime mantengono l’ancoraggio al prezzo del dollaro grazie a sistemi di compravendita gestiti da algoritmi, come ad esempio il signoraggio. Le seconde invece riescono a mantenere un prezzo stabile grazie al possedimento di riserve di valute in rapporto 1:1 con i token emessi. 

Le stablecoin sostenute da collaterale si dividono a loro volta in due sottocategorie, le stablecoin collateralizzate centralizzate e decentralizzate. La differenza principale tra due tipologie è relativa alla tipologia di valuta che fa da collaterale. In quelle centralizzate le riserve sono composte da moneta fiat o beni di equivalente natura, solitamente dollari o titoli di stato, mentre in quelle decentralizzate il collaterale è completamente composto da crypto. Le più famose stable centralizzate sono USDT e USDC. In questo ultimo periodo però sono le stable decentralizzate a rubare la scena all’interno del settore DeFi, vediamo le nuove stablecoin in arrivo nel 2022 e quelle che stanno attraversando un periodo di crisi.

Le nuove stablecoin decentralizzate in arrivo: Curve, Aave e Shiba

Qualche settimana fa Aave, un ecosistema DeFi specializzato in prestiti decentralizzati aveva pubblicato una proposta per creare la propria stablecoin. Non si è fatta attendere la risposta di uno dei più famosi competitor Curve finance. Curve è uno dei più famosi e utilizzati DEX del settore. L’annuncio è avvenuto in sordina a differenza di quello di Aave e non è stato postato sui social network della piattaforma. A proferire l’annuncio è stato proprio il CEO e fondatore del protocollo DeFi tra i più utilizzati al mondo, ovvero Michael Egorov durante un summit a tema crypto. Oltre ad annunciare il lancio, Michael Egorov ha dichiarato che la stablecoin di Curve funzionerà secondo il meccanismo della sovra-collateralizzazione e sarà completamente decentralizzata.

Le informazioni per ora non sono dettagliate, ma si vocifera che il meccanismo della sovracollateralizzazione sarà simile a quello che Maker DAO utilizza con la sua stablecoin DAI e che Aave ha intenzione di implementare su GHO. Un altro ecosistema, completamente diverso da Curve, ha annunciato di star lavorando alla sua stablecoin. Shiba Inu ha infatti intenzione di creare un ecosistema Defi completo di tutto ciò che un utente potrebbe mai desiderare. Dopo l’exchange decentralizzato di Shiba Inu, Shibaswap, dovrebbero presto arrivare un Metaverso e la stablecoin SHI che sarà anch’essa sovra-collateralizzata.

Le stablecoin in crisi: aUSD e FEI

L’idea di base dietro alle stablecoin è semplice ma la sua realizzazione è complessa, e il fallimento quando si dipende da ingenti collaterali è dietro l’angolo soprattutto in fasi di bear market come questa. L’ecosistema Terra (LUNA) ne è un esempio abbastanza lampante. Altre due stablecoin sono cadute ultimamente sotto l’attacco di attori malevoli. Il protocollo di nome FEI per esempio sta chiudendo i battenti. Ad inizio 2021 Fei Labs aveva raccolto 1.3 miliardi di dollari in Ethereum per costruire una stablecoin decentralizzata. Gli Ethereum raccolti sono stati usati come collaterale per la stablecoin FEI. A dicembre il protocollo DeFi ha deciso di iniziare a collaborare con un altro progetto chiamato Rari Capital, creando insieme una piattaforma di lending chiamata Fuse. La piattaforma di lending consentiva agli utenti di prendere in prestito la stablecoin FEI depositando del collaterale in crypto. Questo collaterale veniva poi utilizzato per mantenere il prezzo di FEI stabile. Sfortunatamente però ad Aprile 2022 il protocollo di lending Fuse è stato hackerato. Gli hacker sottraendo 80 milioni di dollari,hanno fatto fallire il meccanismo di ancoraggio al dollaro della stablecoin decretando il fallimento della piattaforma Fuse e di conseguenza la fine del progetto di Fei Labs.

Anche la stablecoin della parachain di Polkadot Acala, chiamata aUSD ha subito un crollo recentemente. Domenica 14 Agosto 2022 un bug causato da un’errata configurazione della pool di liquidità iBTC/aUSD ha reso possibile un attacco hacker. Gli hacker in questione sono riusciti a inserirsi nella pool di liquidità e hanno rubato circa 1,27 miliardi di aUSD. Dopo aver notato l’exploit, il team di Acala ha disabilitato la funzionalità di trasferimento degli aUSD erroneamente emessi e rimasti sulla parachain di Acala. Ciò ha permesso di limitare di molto i danni, infatti il 99% degli aUSD rubati è rimasto sulla blockchain di Acala, il danno dovrebbe essere di circa 1.6 milioni di dollari. Il team sta comunque lavorando duramente per recuperare i fondi persi, tracciando e controllando transazioni e portafogli, nel frattempo a stablecoin sembra star recuperando lentamente il prezzo di un dollaro. 

Il cambio di rotta di USDD, la stablecoin di Tron

Parlando invece di stablecoin algoritmiche, la protagonista del momento è sicuramente la stablecoin decentralizzata USDD di Tron, che viene spesso paragonata a UST, la stablecoin dell’ecosistema Terra. 

Effettivamente le due stablecoin hanno un funzionamento molto simile o almeno lo avevano fino a poco tempo fa. USDD è stata lanciata pochi giorni prima del collasso dell’ecosistema Terra(LUNA) con l’obiettivo di offrire rendimenti ancora più vantaggiosi, fino al 30% rispetto al 20% un tempo offerto da Anchor Protocol. L’obiettivo della Tron DAO Reserve era fare breccia nel mercato intercettando gli utenti attratti da alte percentuali di APY sulle stablecoin. Ricordiamo che la stablecoin UST possedeva una capitalizzazione di mercato di circa 19 miliardi di dollari. In seguito al collasso di UST e LUNA però, anche USDD e altre stablecoin algoritmiche come USN, sviluppata da Near, hanno dovuto modificare il meccanismo di ancoraggio al dollaro. USN si è trasformata totalmente ed è diventata una stablecoin sovra-collateralizzata, USDD invece ha deciso di rimanere nel limbo, adottando un sistema ibrido che condivide caratteristiche con tutti e due i tipi di meccanismo. 

L’iniziativa della Tron DAO Reserve è stata quella di mantenere gli aspetti algoritmici del progetto, quindi il sistema fondato sulla coesistenza di due token: TRX e USDD che utilizza procedimenti come l’arbitraggio e il signoraggio per mantenere USDD ancorata al prezzo del dollaro. In aggiunta a questo sistema, è stata implementata una riserva decentralizzata superiore al valore totale di tutti gli USDD in circolazione, al fine di mantenere sicuro il protocollo in particolare nei momenti di crisi ed evitare bank run come quella successa a UST. Al momento, la capitalizzazione di mercato di USDD è di poco superiore a 700 milioni di dollari, mentre detiene più di 2,3 miliardi di dollari in riserve collaterali. Secondo il sito web di Tron DAO Reserve, la stablecoin detiene attualmente 990 milioni di USDC, 140 milioni di USDT, 10,9 miliardi di TRX e 14.000 Bitcoin

Lo sviluppo di stablecoin decentralizzate da parte di protocolli che non nascono inizialmente con quello scopo è una strada intrapresa da molte realtà crypto. Gli obiettivi che i progetti puntano a raggiungere attraverso queste iniziative sono svariati. In primis gli ecosistemi intendono dare la possibilità ai propri utenti di ripararsi dalla volatilità senza uscire dall’ecosistema, e quindi a detenere valore stabile in modo decentralizzato. Un altro obiettivo è il raggiungimento di nuovi clienti grazie a ricompense vantaggiose applicate ad un capitale che dovrebbe rimanere stabile. Vedremo se arriveranno altre nuove stablecoin nel 2022, magari completamente algoritmiche o se il mercato resterà dominato da quelle collateralizzate, ad oggi sicuramente più popolari!

DOGE: anche le meme coin hanno una roadmap

Doge: la roadmap della meme coin preferita di Elon Musk

Cosa sta combinando la meme coin più famosa al mondo? Scopri i prossimi passi nella roadmap di Dogecoin!

Dogecoin è una criptovaluta creata dagli ingegneri informatici Jackson Palmer e Billy Markus. La blockchain di Dogecoin funziona tramite il meccanismo di consenso proof-of-work. Ad oggi è la terza crypto per capitalizzazione a funzionare grazie a questo meccanismo, e dopo The Merge di Ethereum diventerà la seconda. Oltre alla capitalizzazione di mercato, DOGE si distingue anche per la sua longevità. Il progetto infatti è di prima generazione: ha visto la luce a Dicembre 2013. La crypto preferita di Elon Musk è nata inizialmente per gioco, ma con il tempo ha guadagnato sostenitori illustri come appunto il tycoon sudafricano e il fondatore di Ethereum Vitalik Buterin. Questa crescente popolarità ha convinto il team a sviluppare una vera e propria roadmap, chiamata in questo caso trailmap, per definire le mosse future del protocollo. L’obiettivo principale? Trasformare Dogecoin in un metodo di pagamento universalmente accettato e raggiungere l’adozione di massa!

Acquistare con Dogecoin, sarà presto possibile?

La storia della crypto prediletta di Elon Musk è stata abbastanza travagliata. Il team di sviluppo principale, dopo aver lavorato alla prima fase di vita della coin, ha abbandonato il progetto per qualche tempo, per riprenderlo poi durante la fase fortemente rialzista di inizio 2021. Questa fase ha visto una vera e propria esplosione di Dogecoin che è passata da una capitalizzazione di mercato di circa 1 miliardo fino a più di 75 miliardi di dollari. L’esplosione di Dogecoin è avvenuta in seguito alla decisione da parte di alcuni grandi brand di accettare la crypto. Tra questi brand ci sono AMC, Twitch e ovviamente Tesla e SpaceX di proprietà del fan numero uno della crypto: Elon Musk. Proprio l’espansione di Dogecoin come metodo di pagamento sembra essere il punto fondamentale della roadmap del progetto. Lo slogan che viene più volte ripetuto sul sito ufficiale è infatti: utility -> adoption! Ma come sta lavorando il team di Doge affinché l’adozione avvenga davvero?

L’adozione passa da GigaWallet e Libdogecoin

Uno dei modi con il quale il team di Doge sta lavorando per raggiungere l’adozione di massa è il servizio Gigawallet. Il progetto Gigawallet è un’iniziativa open-source che ha l’obiettivo di semplificare al massimo l’iter necessario per accettare la crypto come metodo di pagamento. Grazie a questo servizio, che potrà essere configurato in pochi secondi da uno sviluppatore, i venditori potranno ricevere transazioni di Doge con la stessa facilità con la quale ricevono pagamenti in altre valute. Se pensi di poter acquistare un nuovo paio di cuffie, o una cover per il tuo smartphone in Doge, forse a breve potrai farlo! L’altro progetto a cui il team di Doge sta lavorando è Libdogecoin. Libdogecoin sarà una libreria di best practices per l’implementazione completa dei protocolli Dogecoin. La Libreria sarà scritta in linguaggio C e permetterà a chiunque di costruire un prodotto conforme a Dogecoin, senza doversi preoccupare delle specifiche più profonde o delle funzioni di crittografia.

La roadmap della crypto preferita di Elon Musk è in gran parte incentrata sull’ampliamento dell’infrastruttura per aiutare DOGE a diventare una soluzione di pagamento più solida. Il team non sembra avere intenzione di lavorare ad altre funzionalità come suggerivano alcune voci. Nel frattempo, negli ultimi giorni è nata una nuova blockchain che prende il nome di Dogechain. Questo network è stato costruito su Polygon Edit, un framework che può essere utilizzato per costruire blockchain in modo rapido. Il team di sviluppo di Doge ha già dichiarato di non avere nulla a che fare con il progetto.


Il numero delle transazioni, degli utenti e dei portafogli attivi è cresciuto incredibilmente nei primi giorni di vita del network. Gli utenti sono stati attratti dalla grande quantità di token lanciati sulla rete, quasi tutti a tema Doge. Attenzione però, in progetti come questo, che godono di un hype immediato e apparentemente immotivato, il rischio è sempre dietro l’angolo!

Da Defi Kingdoms a Ragnarock: come le subnet di Avalanche potenziano il crypto gaming

Avalanche rivoluziona il crypto gaming con le subnet

DeFi Kingdoms e Crabada sono già sulle rispettive subnet. Scopri come il crypto gaming su Avalanche tenta di risolvere il problema della scalabilità

Avalanche, Polygon e Solana stanno combattendo per l’egemonia nel settore del crypto gaming. Vediamo a che punto è la blockchain di Emin Gün Sirer. Avalanche è una blockchain Proof-of-Stake open source che consente lo sviluppo di applicazioni decentralizzate. L’obiettivo che Avalanche si è posta fin dalla sua nascita è quello di risolvere il trilemma delle blockchain. Ultimamente gran parte del lavoro del team di Ava Labs, la company Web3 che ha dato vita alla rete, è volto a migliorare soprattutto uno dei tre lati del triangolo del trilemma: la scalabilità. Questo incremento sarà fondamentale per sviluppare le infrastrutture necessarie ad uno dei settori sui quali Avalanche punta di più, quello del crypto gaming! DeFi Kingdoms e Crabada si sono già spostati sulle rispettive subnet DFK Chain e Swimmer Network e altri grandi nomi come Ascenders e Ragnarock sono in procinto di farlo. Scopri come le subnets intendono rivoluzionare il crypto gaming!

Cosa sono le subnet e come contribuiscono alla scalabilità del network?

Ma cosa sono esattamente le Avalanche subnet? Sono delle blockchain Layer 2 come Polygon o dei Rollup come Arbitrum o Optimism? In realtà le subnet sono un modo per utilizzare diversi set di validatori al fine di creare nuove sottoversioni della blockchain principale. Ogni subnet si trova all’interno della rete principale di Avalanche, ma oltre al proprio set di validatori possiede la propria valuta e il proprio sistema di sicurezza.

Le subnet permettono ai videogiochi ed alle altre applicazioni decentralizzate di sfruttare l’infrastruttura esistente di Avalanche creando facilmente il proprio ambiente su blockchain, su misura per le esigenze degli utenti che le utilizzano. Ma perché tutto ciò è importante per il settore del crypto gaming? Per ottenere un successo duraturo nel tempo, i giochi Web3 devono raggiungere l’esperienza utente fluida che vediamo oggi nei giochi tradizionali. Questa fluidità può diventare raggiungibile attraverso due elementi che non sono negoziabili:

  • Elevata scalabilità
  • Basse gas fee

La scalabilità è la capacità di una blockchain di gestire un elevato utilizzo della rete senza compromettere la user experience, requisito fondamentale per un videogioco che si vuole affermare su larga scala. Le gas fee invece sono le “tasse” che un utente deve pagare per far sì che le transazioni vengano processate. Basse gas fee permettono di svolgere le frequenti interazioni che un videogioco Web3 richiede in modo pressoché gratuito. Per esempio una transazione media su DeFi Kingdom costa circa 0,005 JEWEL, ed un JEWEL vale circa 0,2 dollari. Quindi di solito per interagire con la DFK Chain si paga un millesimo di dollaro.

Quali crypto game stanno migrando sulle subnet?

Attualmente ci sono due giochi già attivi su subnet di Avalanche: DeFi Kingdoms sulla DFK chain e Crabada su Swimmer Network. Insieme, DFK e Swimmer processano circa la metà delle transazioni che avvengono sulla rete Avalanche. Defi Kingdoms è un videogioco RPG play-to-earn rilasciato originariamente su Harmony, Crabada invece è uno dei primi giochi nati su Avalanche ed è stato il primo a spostarsi sulla sua subnet Swimmer Network. Crabada presenta due modalità di gioco principali: la modalità di battaglia attiva e la modalità inattiva (battaglia mineraria e saccheggio). Come suggerisce il nome, la battaglia attiva permette ai giocatori di mettere i loro Crabs – dei simpatici paguri, l’uno contro l’altro o contro i nemici controllati dall’intelligenza artificiale per guadagnare ricompense di gioco. Altri due giochi però sono pronti ad utilizzare le rispettive subnet. Tutti e due fanno parte della lista dei migliori giochi play-to-earn su Avalanche e sono Ascenders e Ragnarock. 

Ascenders è un RPG sci-fi che verrà lanciato direttamente sulla propria subnet, di cui è già disponibile una versione di prova. Ragnarok invece è un gioco di ruolo su browser, nel quale i giocatori interagiscono con un ambiente open-world. Anche se inizialmente è stato lanciato su Ethereum, il gioco mira a espandersi in futuro anche sulle subnet di Avalanche. In questa forsennata lotta alla conquista del settore del crypto gaming, ogni protocollo pensa a diverse soluzioni, tutte però hanno lo stesso fine: incrementare la scalabilità dei network per essere competitivi coi giochi off-chain. Riusciranno le subnet ad avere la meglio o verranno sconfitte dai Layer 2 o persino dalla potente Solana?

Tutte le opere d’arte NFT di Damien Hirst

Damien Hirst NFT: tutte le opere e collezioni

Gli NFT di Damien Hirst combinano la sua arte sovversiva alla tecnologia blockchain, scopri tutte le opere e le collezioni dell’artista britannico!

Damien Hirst è uno degli artisti contemporanei più influenti della nostra epoca, le sue opere controverse e provocatorie sono state il simbolo dell’arte britannica a partire dagli anni ‘90. Hirst nella sua carriera si è distinto per la tendenza a staccarsi dai canali tradizionali del mondo dell’arte come le gallerie, scegliendo di rivolgersi direttamente al pubblico per un confronto diretto. Forse proprio per questo ha deciso di sperimentare con gli NFT che promettono di rivoluzionare la trasmissione, la fruizione e il mercato dell’arte. In un recente tweet, Hirst ha spiegato che crede nell’arte in tutte le sue forme e che il mondo NFT è molto eccitante. Per l’artista, la community del Web3 sta facendo grandi cose e ha idee stimolanti. Una tecnologia che stravolge i canoni dell’arte come gli NFT non può che intrigare un artista così sovversivo! Questo articolo passa in rassegna tutte le opere e le collezioni NFT di Damien Hirst!

The Currency: i primi NFT di Damien Hirst 

La prima collezione NFT di Damien Hirst si intitola The Currency. Cosa sono gli NFT? La sigla NFT sta per “non fungible token” e indica una particolare tipologia di token, ovvero un asset registrato su blockchain. Gli NFT si distinguono dalle criptovalute perché non sono fungibili, ovvero non possono essere scambiati per altri NFT equivalenti. Ogni NFT è unico e per questo vengono utilizzati per creare prodotti digitali unici come opere d’arte. The Currency è un progetto artistico in due forme, la collezione infatti è composta da 10.000 NFT associati ad altrettante opere fisiche che sono state dipinte da Hirst nel 2016. Le opere fisiche sono fogli A4 che raffigurano delle composizioni di pois, grazie all’intelligenza artificiale i diecimila dipinti sono stati catalogati secondo 4 variabili: quanto sono sovrapposti i pois, la quantità degli schizzi, la texture e la densità delle figure. L’AI ha assegnato anche i titoli alle opere basandosi sui testi delle canzoni preferite di Hirst. La collezione NFT è stata venduta nel 2021, al prezzo di 2.000 dollari per pezzo.

The Currency non è solo espressione artistica in due mezzi, ma un esperimento sulla percezione del pubblico dell’arte digitale. Hirst si è posto la domanda: per le persone ha più valore l’arte digitale o quella fisica? Agli acquirenti di The Currency è stato chiesto di scegliere entro il 27 Luglio 2022 se tenere l’opera di Hirst solo in formato NFT e distruggere la corrispondente fisica o viceversa, in modo da avere solo una versione dell’opera. L’esperimento ha dato come vincente l’arte fisica con un leggero vantaggio, 5.149 collezionisti hanno optato per tenere la versione fisica dell’opera mentre 4.851 hanno scelto gli NFT. Hirst ha dunque cominciato a “bruciare” gli NFT e le opere cartacee che non sono state scelte, distruggendole per sempre. Nel mondo crypto la pratica del “burning” è diffusa e consiste nell’eliminare token o criptovalute per aumentarne la scarsità e dunque il valore. 

Il fatto che gli NFT abbiano un valore economico per alcuni è difficile da digerire, così come è ancora radicata l’idea che la proprietà digitale sia equivalente a quella fisica. A questo proposito, qualche mese fa un progetto chiamato Injective Protocol ha comprato per 95.000$, Morons, un’opera del 2006 di Banksy, l’ha trasformata in NFT per poi bruciare la copia fisica. L’obiettivo era mettere in luce l’indistruttibilità, l’immutabilità e unicità degli NFT e incoraggiare l’esplorazione di un nuovo medium artistico. L’NFT dell’opera di Banksy è stato poi venduto su Opensea per 228,69 ETH

A un mese dal lancio, The Currency, che raccoglie i primi NFT di Damien Hirst, ha generato vendite per 25 milioni di dollari. È stato lo stesso artista a comunciare il traguardo su Twitter con un grafico a forma di squalo, che richiama la sua opera manifesto The Physical Impossibility of Death In the Mind Of Someone Living che rappresenta uno squalo tigre conservato in una teca in formaldeide. Ad oggi le vendite degli NFT di The Currency sono arrivate quasi 67 milioni di dollari, con un picco del 50% dopo il burning di fine Luglio 2022 (dati da CryptoSlam). 

Great Expectations, un inno alle possibilità della vita

Great Expectations è la seconda collezione NFT di Damien Hirst, a Novembre 2021 le opere sono state distribuite gratuitamente nei wallet di chi era già in possesso di almeno uno dei token non fungibili di The Currency. Dal punto di vista estetico, le opere digitali di Great Expectations riprendono la copertina dell’album Certified Lover Boy che Hirst ha realizzato per il rapper americano Drake. Gli NFT in questione sono fatti da emoji che raffigurano ciascuno 12 donne incinte, realizzate sempre con la tecnica degli schizzi e delle macchie. Ogni NFT si caratterizza per gli attributi delle emoji, ci sono vari accessori, sfondi e caratteristiche fisiche come il colore dei capelli o della pelle. L’immagine che ne risulta per Hirst comunica “a chi non è ancora nato cosa significa per noi vivere nel complicato mondo di oggi. Immaginate che tutti amino la propria madre (beh, quasi tutti), tutti amino i bambini e il futuro, tutti amino i colori, tutti amino l’arte, tutti amino la libertà e tutti amino gli emoji. Che cos’è la vita? Se non è la speranza della maternità?”. L’artista ha immaginato le 12 pance come 12 doni che rappresentano infinite possibilità, come dei vasi di Pandora in cui poter esplorare tantissime strade diverse. 

The Empresses: NFT per raccontare donne di potere

La più recente collezione NFT di Damien Hirst è The Empresses ed è stata rilasciata a Febbraio 2022. The Empresses è composta da 5 stampe che ritraggono immagini di farfalle composte sotto le sembianze di mandala. Le stampe portano il nome di cinque sovrane, le imperatrici appunto, che hanno esercitato una particolare influenza: Wu Zetian, Nūr Jahān, Teodora, Suiko e Taytu Betul. La loro storia è restituita dai toni del rosso e dai temi come “la vita, la guerra, il potere, la rabbia, l’amore, la gioia e la fortuna”, che Hirst ha scelto di rappresentare nella collezione. La farfalla è sempre stata uno dei soggetti più ricorrenti nell’opera di Hirst, nella collezione The Empress l’ha utilizzata per esprimere la vitalità e il potere femminile grazie a “celebrazioni visive abbaglianti”. 

Su che blockchain sono realizzati gli NFT di Damien Hirst?

Damien Hirst per realizzare i suoi NFT ha fatto affidamento a Heni, una piattaforma che si basa sulla blockchain Palm. Si tratta di una sidechain di Ethereum specializzata nel minting di NFT economico e a basso impatto ambientale. 

Damien Hirst ha coinvolto nella sua passione per gli NFT anche il figlio, Cassius Hirst infatti sta collaborando con Prada per la realizzazione di capi d’abbigliamento digitali in edizione limitata.

Gli NFT sono tutti uguali? Le principali tipologie

Tutte le tipologie di NFT: PFP, Blue Chip e dinamici

Per differenze tecniche, soggetti e scopi, i token non fungibili non sono tutti uguali. Scopri tutte le tipologie di NFT!

Si fa presto a dire NFT, ma con questo termine si possono indicare molte cose diverse. I token non fungibili infatti hanno differenti sfumature e peculiarità. In generale ogni NFT rappresenta un bene digitale specifico che ha un valore e certifica, grazie all’iscrizione sulla blockchain, la proprietà, l’unicità e l’autenticità di quello stesso bene. Detto questo, ciascun NFT può differire da un altro per criteri come il soggetto che rappresenta, le caratteristiche tecniche, le applicazioni e infine il prezzo. 

In questo articolo puoi esplorare tutte le principali tipologie di NFT dai PFP, al Blue Chip, passando per gli NFT dinamici. 

1. Soggetti: NFT per tutti i gusti 

Gli NFT sono diventati popolari come oggetti d’arte digitale da collezione, ma possono rappresentare molte altre cose:  

  • la proprietà di un file musicale,
  • una fotografia, 
  • un documento come un diploma o l’atto di proprietà di una casa, 
  • un biglietto aereo o di un concerto, 
  • un oggetto di un videogioco, 
  • un meme,
  • l’accesso a esperienze esclusive,

La lista non si ferma qui e, come si dice in questi casi, il limite per la creazione di un NFT è solo la creatività. Le applicazioni dei token non fungibili sono potenzialmente infinite.

2. Caratteristiche tecniche

Gli NFT possono distinguersi anche per le loro caratteristiche tecniche, che a loro volta determinano le loro proprietà e li rendono adatti a diversi scopi. 

  • Standard ERC-721 vs ERC-1155

La maggioranza degli NFT segue lo standard di Ethereum ERC-721, che a differenza degli ERC-20 non permette al token di essere intercambiabile. Questo significa che ogni token che segue lo standard ERC-721 è unico e non ne esisterà mai uno identico. Da quando sono stati ideati, gli NFT hanno sempre fatto riferimento a questo standard, tuttavia il settore sta sperimentando nuove strade. Una di queste è l’utilizzo dello standard ERC-1155 che permette di creare token semi-fungibili, utili ad esempio quando si crea un’opera d’arte digitale in diverse copie che saranno equivalenti tra loro ma comunque limitate nel numero. 

Gli NFT esistono su numerose blockchain, non solo su Ethereum! Tutte le principali blockchain che supportano gli smart contract possono ospitare il minting di NFT, ovvero il processo con cui si conia un token non fungibile su blockchain. Tra queste blockchain ci sono Polygon, Avalanche, Polkadot. 

  • Soulbound: la proprietà di un NFT è per sempre?

Il primo a parlare di NFT Soulbound è stato Vitalik Buterin, co-fondatore di Ethereum. Secondo la visione di Buterin, gli NFT possono essere davvero utili solo se non possono essere trasferiti in alcun modo. Il termine “soulbound” è stato ripreso dal videogioco World of Warcraft per indicare degli oggetti che sono “legati all’anima”. Gli NFT soulbound sono token non fungibili che non sono commerciabili e in quanto tale garantiscono la proprietà effettiva, perpetua e non trasferibile di quello che l’NFT rappresenta. Buterin li ritiene particolarmente utili quando si tratta di registrare su blockchain traguardi personali come lauree o diplomi e per la certificazione dell’identità digitale. 

  • Che cosa sono gli NFT dinamici?

Tra tutte le tipologie di NFT, un’altra peculiare dal punto di vista tecnico sono gli NFT dinamici, ovvero dei token che mutano nel tempo sulla base di caratteristiche programmabili dai loro sviluppatori. In che senso mutano nel tempo? Gli NFT dinamici possono interagire con alcuni dati e condizioni esterne che ne alterano la configurazione. Ad esempio il cappello indossato dal personaggio di un’immagine NFT può cambiare colore a seconda della temperatura media giornaliera di Madrid, o l’espressione di un calciatore in una figurina NFT può variare sulla base dei risultati della sua ultima partita. In poche parole i metadati degli NFT dinamici, integrati negli smart contract, si adattano a informazioni ricavate da fonti che monitorano il mondo esterno come le previsioni del tempo o i risultati sportivi. Per programmare NFT dinamici si usano molto spesso gli oracoli

Uno degli esempi più famosi di NFT dinamici è Crossroad di Beeple, l’artista ha fatto dipendere l’aspetto finale della sua opera all’esito delle elezioni presidenziali americane del 2020. Gli NFT dinamici danno la possibilità di avere una collezione che si evolve nel tempo!

3. A cosa servono gli NFT? Utilizzi e scopi

Gli NFT sono nati come collectible, ovvero pezzi da collezionare come francobolli, figurine o fumetti. Successivamente, quando i token non fungibili hanno incontrato il mondo dell’arte, il loro utilizzo è diventato anche estetico. Oggi gli NFT non hanno a che fare solo con il mondo dell’arte, possono essere usati per tanti scopi diversi, anche quelli più pratici come comprare un biglietto o conservare un diploma. 

  • NFT Blue chip

Alcuni considerano gli NFT un modo alternativo per affrontare il bear market, in effetti anche quando i mercati non sono dei più favorevoli, alcune collezioni blue chip mantengono il loro valore inalterato. “Blue chip” sono quegli NFT che nel tempo hanno dimostrato di poter contare su una certa stabilità di prezzo e solidità del progetto a cui fanno capo. Tra queste collezioni ci sono di sicuro quelle di Yuga Labs come i CryptoPunks e le Bored Ape. All’interno delle stesse collezioni poi ci sono NFT più “blue chip” di altri, spesso sono quelli con gli attributi più rari. I blue chip sono considerati da alcuni gli unici NFT davvero preziosi sul lungo termine! 

  • PFP: le immagini profilo del Web3

Il termine PFP (profile picture) indica gli NFT che vengono utilizzati come immagini profilo nei social network. PFP possono essere singoli NFT oppure intere collezioni progettate con questo scopo, tipicamente queste collezioni si basano su un personaggio o un tema in comune da replicare in tutte le opere. Tra le PFP più famose c’è il Bored Ape Yacht Club ma anche Doodles, World of Women o Meebits. La popolarità degli NFT come foto profilo ha portato Twitter a introdurre la possibilità di certificare gli NFT utilizzati sulla sua piattaforma. 

  • POAP, gli NFT degli eventi 

Non sarebbe una lista di tutte le tipologie di NFT senza citare i POAP! La sigla sta per Proof of Attendance Protocol e indica degli NFT unici che vengono distribuiti agli eventi per certificare la partecipazione delle persone. Gli organizzatori di corsi, conferenze, concerti, fiere possono realizzare dei POAP da distribuire ai partecipanti, i POAP sono considerati i “segnalibri della tua vita” perché costruiscono sul tuo wallet la mappa delle esperienze e dei traguardi che hai raggiunto. I POAP appaiono come delle medagliette e dei distintivi. La loro principale utilità è assicurare il coinvolgimento delle persone in qualche progetto o attività.

4. Perché gli NFT costano così tanto?

Un ultimo criterio per distinguere tutte le tipologie di NFT può essere la differenza di prezzo. Sebbene i media puntino i riflettori sulle vendite da cifre astronomiche, esistono NFT per tutte le tasche. La crypto arte vale milioni ma non tutti i token non fungibili sono necessariamente costosi. La differenza di prezzo dipende da fattori come l’utilità del token, la qualità del progetto di riferimento, la dimensione dei metadati, le commissioni del gas. Al di là di questi ora come ora il prezzo degli NFT è determinato dalla loro rarità e dal loro prestigio.