Swift, blockchain e tokenizzazione: via al test

Swift, blockchain e tokenizzazione: via al test

Swift si prepara al grande test: “pronti a implementare la blockchain per il trasferimento cross-border di depositi tokenizzati”

Nel mondo degli investimenti in cripto-attività, si parla spesso di come la finanza tradizionale (TradFi) stia lentamente abbracciando la tecnologia decentralizzata. Oggi, però, uno degli attori centrali del mondo economico e finanziario globale ha fatto un passo da gigante che merita tutta la nostra attenzione. Parliamo di Swift: via al test per il trasferimento dei depositi tokenizzati su blockchain.

Entra nel nostro canale Telegram

Cos’è Swift e perché questa notizia è fondamentale

Per chi non è così esperto di infrastruttura bancaria, Swift rappresenta la spina dorsale invisibile dei pagamenti mondiali: è una cooperativa di respiro globale controllata dai propri membri, nonché principale fornitore al mondo di sistemi per il trasferimento di denaro a livello internazionale. Per capire l’importanza di Swift, basti pensare che la sua infrastruttura connette oltre 11.500 istituzioni finanziarie in più di 200 paesi e territori.

La notizia di cui parleremo in questa sede è la seguente:  il nuovo registro distribuito di Swift, interamente basato su blockchain, è ufficialmente pronto per la fase di test.

Dalla teoria alla pratica: il test globale e l’obiettivo 24/7 

Come recita la nota canzone del celebre ex wrestler John Cena, “The Time is Now”. Swift, il 9 luglio, ha diffuso un comunicato stampa che non lascia spazio a interpretazioni: “Il registro blockchain di Swift è pronto all’uso: 17 banche fanno da apripista per i pagamenti transfrontalieri tokenizzati su un’infrastruttura globale affidabile”. 

È chiaro che non stiamo parlando di una remota dichiarazione di intenti, ma di un aggiornamento pronto per essere implementato: ben 17 grandi banche provenienti da più continenti si stanno preparando per avviare transazioni pilota utilizzando depositi tokenizzati direttamente sui propri registri.

Tra i partecipanti di questa prima fase sperimentale figurano colossi finanziari del calibro di Citibank, Bank of New York, HSBC, UBS e BNP Paribas.

Qual è l’obiettivo finale di questa operazione?

Molto semplicemente, lo scopo è risolvere uno dei problemi più antichi della finanza globale: gli orari di chiusura. Come? Ovviamente – e non siamo per nulla stupiti – sfruttando la blockchain. In questo modo, l’infrastruttura punta a sbloccare movimenti di denaro più veloci e flessibili, supportando pagamenti transfrontalieri operativi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Questo significa permettere lo spostamento di fondi e la liquidazione anche durante la notte e nei fine settimana, esattamente come accade da anni sui mercati crypto.

Ciò che stupisce, però, è la velocità con cui si è passati dalla teoria alla pratica: Swift ha bruciato una tappa dopo l’altra, saltando dall’ideazione concettuale all’attivazione del ledger basato su blockchain in soli nove mesi, grazie ai feedback diretti delle istituzioni internazionali. 

Le grandi banche in piena FOMO?

I top manager delle top banche mondiali non lo nascondono più: la decentralizzazione e i registri distribuiti non sono più visti come esperimenti di nicchia, ma come la soluzione più efficiente per questo tipo di problemi.

Thierry Chilosi, Chief Business Officer di Swift, ha spiegato che la blockchain permette al valore tokenizzato di spostarsi oltre confine con la flessibilità e la velocità richieste dal commercio moderno, portando “la fiducia e la stabilità della finanza consolidata alle frontiere della moneta digitale“. 

Sulla stessa lunghezza d’onda si pongono dirigenti come Lim Soon Chong di DBS (The Development Bank of Singapore) e Lisa Vasic di ANZ (Australia and New Zealand Banking Group), i quali hanno sottolineato come i fondi tokenizzati consentano alle banche di gestire la liquidità in modo radicalmente più flessibile, rapido e trasparente.

Manish Kohli di HSBC (The Hongkong and Shanghai Banking Corporation) ha evidenziato il fatto che l’infrastruttura blockchain sia uno strumento fondamentale per far funzionare i pagamenti “in tempo reale, attraverso i fusi orari, e senza interruzioni artificiali“. 

Allo stesso modo, manager come So Lay Hua di UOB (United Overseas Bank) e Andreas Kubli di UBS (Union Bank of Switzerland) confermano che questo nuovo ecosistema 24/7 sblocca il settlement istantaneo e facilita l’adozione su larga scala degli asset digitali.

Se Swift punta sulla blockchain…

Insomma, quando Swift, infrastruttura alla base del sistema economico e finanziario globale, arriva a considerare seriamente la blockchain per spostare enormi masse di denaro tokenizzato, il dato è chiaro: la tokenizzazione degli asset non è una promessa del futuro, ma è già qui e, probabilmente, è destinata a restare.

Azimut punta su Young Group con un investimento da 22,5 milioni di euro

Young Group ha concluso un importante aumento di capitale da 22,5 milioni di euro guidato dal Gruppo Azimut: un momento storico per Young Platform 

Azimut, gruppo quotato alla Borsa di Milano, leader nella gestione degli investimenti pubblici e privati e nei servizi finanziari per le imprese, ha deciso di puntare con convinzione su Young Group, holding che riunisce Young Platform e Fleap. È un momento fondamentale per la nostra storia e per il futuro dell’innovazione in Italia.  

Young Group: crypto, digital banking e tokenizzazione degli asset reali 

Chi ci segue fin dai primi momenti sa bene che Young Platform e il suo ecosistema nascono da una volontà molto chiara: democratizzare e semplificare l’accesso al mondo delle cripto-attività

Questa missione prende forma dalla visione di un gruppo di studenti del Politecnico di Torino che, animati dalla passione per l’innovazione e la tecnologia, decisero di trasformare questa idea in realtà

Oggi, a quasi dieci anni di distanza, Young Platform rappresenta una via sicura, affidabile e trasparente al mondo delle cripto-attività per centinaia di migliaia di investitori, italiani e non. Il tutto rafforzato dal recente ottenimento dell’autorizzazione MiCA, un sigillo di garanzia emesso dai regolatori italiani ed europei che, in questo modo, certificano ufficialmente la totale compliance della nostra piattaforma con le normative vigenti.

Nel tempo, però, abbiamo voluto allargare il nostro raggio d’azione, concentrandoci anche su un trend, sempre legato alla blockchain, destinato a rivoluzionare il sistema finanziario globale: la tokenizzazione degli asset reali (RWA, Real World Assets). Come? Integrando nel nostro ecosistema Fleap, la prima azienda italiana ad aver ottenuto l’autorizzazione di CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) per la digitalizzazione e tokenizzazione di strumenti finanziari come azioni, obbligazioni e titoli di debito.

È per queste ragioni che nasce Young Group, una holding che ha sede a Torino, creata proprio allo scopo di unire queste due anime sotto lo stesso tetto e, in definitiva, dare vita a un’infrastruttura sempre più completa, trasversale ed efficiente

Azimut supporta Young Group con un investimento di 22,5 milioni di euro

Il Gruppo Azimut crede nel futuro del progetto e l’ha dimostrato guidando un investimento di 22,5 milioni di euro su Young Group in qualità di lead investor, cioè investitore principale. Questo perchè, come sottolineato dal CEO Giorgio Medda, la strategia del Gruppo Azimut “da tempo guarda con attenzione all’evoluzione dei mercati finanziari e al ruolo degli asset digitali e delle tecnologie blockchain” e Young Group, in questo senso, “è un progetto imprenditoriale solido, in rapida crescita, che si distingue per competenze tecnologiche di rilievo e per una forte attenzione ai temi della sicurezza e della conformità normativa”.

Ma, per comprendere a fondo la portata dell’evento, forse è utile capire chi è Azimut: parliamo di un gruppo indipendente e globale, leader nell’asset management nei mercati pubblici e privati, nel wealth management e nell’investment banking. È una società quotata alla Borsa di Milano, presente in ben 20 Paesi nel mondo e forte di una rete di circa 2.000 professionisti tra gestori e consulenti finanziari. 

Cosa significa questo aumento di capitale per Young Platform?

Andrea Ferrero, nostro Co-CEO e cofounder, ha risposto a questa domanda in modo molto chiaro: “L’investimento segna una nuova fase nel percorso di crescita di Young Group e rafforza la nostra capacità di eseguire una visione che perseguiamo fin dalla nascita: costruire un’infrastruttura finanziaria in cui cripto-attività, servizi bancari e asset tokenizzati convivano in un’unica esperienza, semplice, regolamentata e accessibile”.

In questo nuovo capitolo che si sta per aprire, ci teniamo a fare una precisazione: la nostra identità rimane e rimarrà sempre incentrata sulla Community, cioè su chi non ha mai smesso di credere in Young Platform. 

Il cuore pulsante che lega i nostri sostenitori è Young (YNG), l’utility token necessario per sfruttare al massimo le funzionalità della piattaforma, progettato in modo da riflettere intimamente la crescita e le performance dell’intero ecosistema. In altre parole: più Young Group si espande e si rafforza più le fondamenta su cui poggia il token YNG diventano solide.

Allacciate le cinture: comincia una nuova avventura

Per concludere, con questo aumento di capitale da 22,5 milioni di euro, Young Group entra in una nuova era: il supporto continuo di partner istituzionali del calibro di Azimut ci consente di alzare gli standard e accelerare lo sviluppo, potenziando l’ecosistema attraverso i tre pilastri fondamentali:

  • Crypto: con Young Platform sempre più efficiente e il token Young (YNG) al centro del progetto;
  • Digital Banking: attraverso il Conto di pagamento e la Carta Young;
  • Real World Asset: grazie alle infrastrutture di digitalizzazione e tokenizzazione offerte da Fleap.

Abbiamo sognato in grande fin dal primo giorno e oggi abbiamo gli strumenti, i capitali, le licenze e, soprattutto, la community giusta per portare avanti i nostri obiettivi. Noi siamo pronti a cominciare una nuova fase della nostra storia, tu sei con noi?

Parlano di noi

Young Group chiude un aumento di capitale da 22,5 milioni di euro. Azimut guida l’operazione

Le risorse sosterranno il piano di crescita della fintech torinese nei servizi di investimento in criptovalute, digital banking e tokenizzazione di asset reali. L’operazione segue la nascita della holding Young Group e il rafforzamento del presidio regolamentare nel quadro del MiCAR.

Torino, 7 luglio 2026 – Young Group, fintech italiana attiva nei servizi di investimento in criptovalute, digital banking e tokenizzazione di asset reali, ha perfezionato un aumento di capitale da 22,5 milioni di euro guidato dal Gruppo  Azimut in qualità di lead investor

L’investimento di Azimut è stato realizzato tramite un veicolo lussemburghese dedicato che ha permesso ai clienti seguiti dalla rete di consulenti finanziari e wealth manager del Gruppo in Italia di accedere ad un’iniziativa di investimento nel settore degli asset digitali finanziari in forte evoluzione. 

Le risorse raccolte sosterranno il piano di sviluppo del gruppo, con l’obiettivo di accelerare la realizzazione di una piattaforma integrata che riunisca in un unico ecosistema servizi di investimento in criptovalute, pagamenti, conti digitali e tokenizzazione di strumenti finanziari e asset reali.

L’operazione si inserisce in una fase di evoluzione societaria e regolamentare del gruppo. Negli ultimi mesi è stata completata la costituzione della holding Young Group S.p.A., che riunisce sotto un’unica struttura le attività di Young Platform, dedicata agli investimenti in criptovalute, e Fleap, società specializzata nella tokenizzazione di strumenti finanziari come quote, azioni, SFP, fondi aperti e fondi chiusi. Parte delle risorse sarà destinata al rafforzamento della struttura di Fleap e allo sviluppo della relativa offerta per rafforzare il posizionamento sul mercato italiano ed europeo.

Il closing dell’aumento di capitale arriva inoltre a valle del rafforzamento del profilo regolamentare del gruppo nell’ambito del Regolamento europeo MiCAR, con un’autorizzazione di ampia portata che consente a Young Platform di offrire otto servizi su dieci per le cripto-attività – quasi l’intero spettro delle attività disciplinate – posizionando il gruppo come primo in Italia per numero e ampiezza delle autorizzazioni e ottavo in Europa, e abilitando l’operatività tramite passaporto europeo già utilizzato per il mercato francese. 

A seguito dell’operazione, il capitale di Young Group vede la presenza di Azimut e di altri investitori istituzionali accanto ai sei soci fondatori, che mantengono la guida manageriale e strategica della società.

Nell’ambito dell’operazione, Gianni & Origoni ha assistito le parti in qualità di advisor legale.

«Questo investimento segna una nuova fase nel percorso di crescita di Young Group e rafforza la nostra capacità di eseguire una visione che perseguiamo fin dalla nascita: costruire un’infrastruttura finanziaria in cui criptovalute, servizi bancari e asset tokenizzati convivano in un’unica esperienza, semplice, regolamentata e accessibile», dichiara Andrea Ferrero, Co-CEO e cofondatore di Young Group.

Giorgio Medda, CEO del Gruppo Azimut, commenta «Questa operazione si inserisce nella più ampia strategia di venture capital del Gruppo che da tempo guarda con attenzione all’evoluzione dei mercati finanziari e al ruolo degli asset digitali e delle tecnologie blockchain. Young Group è un progetto imprenditoriale solido, in rapida crescita, che si distingue per competenze tecnologiche di rilievo e per una forte attenzione ai temi della sicurezza e della conformità normativa. Siamo quindi lieti di partecipare al suo percorso di sviluppo, con la convinzione che potrà competere con successo a livello nazionale ed europeo contribuendo in modo concreto all’evoluzione dell’ecosistema della finanza digitale

Cosa cambia su Young Platform con la MiCAR

Prima di iniziare: cos’è la MiCAR e perché ti riguarda!

La MiCAR (che sta per Markets in Crypto-Assets Regulation) è il regolamento europeo che dal 30 giugno 2026 disciplina in modo uniforme in tutta l’Unione Europea il funzionamento delle piattaforme di crypto come Young Platform. È simile, per fare un paragone, a quello che è stata la normativa sulle banche negli anni Duemila: un insieme di regole che stabilisce come le crypto-piattaforme devono trattare i clienti, custodire i loro asset, dichiarare i rischi, gestire i conflitti di interesse e i reclami.

Young Platform è stata autorizzata come CASP (Crypto-Asset Service Provider, cioè prestatore di servizi crypto) da Consob e Banca d’Italia il 30 giugno 2026. Da quella data ha dovuto adeguare l’intera piattaforma. Questa guida ti spiega — nel concreto — cosa è cambiato dal tuo punto di vista di cliente.

Se hai già letto la guida “Base vs Pro” trovi qui le altre novità. Se non l’hai letta, ti consigliamo di leggerla prima, qui trovi il link: Guida per capire Young Platform Base e Young Platform Pro dopo la MiCAR: alcuni concetti (Bilaterale, Execution Policy, Order Book, Limit Order) ricorrono anche qui.

1. Il Token YNG resta solo su Base, non è più su Pro (temporaneamente)

Cosa è cambiato

Prima del 1° luglio 2026, potevi comprare e vendere il Token YNG (il token di Young Platform) sia su Young Platform Base sia su Young Platform Pro. Dal 1° luglio 2026 è disponibile solo su Base. Su Pro non è più possibile inserire ordini di acquisto o di vendita del YNG. Tutti gli ordini pendenti sul YNG che avevi su Pro sono stati chiusi automaticamente durante la finestra di manutenzione della notte fra il 30 giugno e il 1° luglio, e i tuoi euro/crypto ti sono stati restituiti sul saldo disponibile.

Attenzione: le tue posizioni in YNG che avevi in “cassaforte” (custodia) non sono state toccate. Se avevi 500 YNG nel tuo wallet, ce li trovi ancora. Solo il modo di comprarli e venderli è cambiato: adesso lo fai su Base.

Perché

Su Pro, Young Platform fa da intermediario e cerca la migliore controparte su mercati esterni (altri exchange). Ma il Token YNG non è ancora ammesso alla negoziazione su altri exchange qualificati con cui Young Platform sia collegata. Quindi, di fatto, su Pro non c’era 

Cosa devi fare tu

Se prima usavi Pro per comprare/vendere YNG, da oggi devi usare Base (exchange.youngplatform.com o l’app mobile aggiornata). Il resto del funzionamento è lo stesso: vedi il prezzo, hai 5 secondi per accettarlo, l’operazione si conclude direttamente con Young Platform.

Il servizio potrebbe tornare disponibile su Pro in futuro, se e quando il YNG verrà ammesso su exchange esterni qualificati. Young Platform lo comunicherà con largo anticipo.

2. Prelievi e depositi: le nuove verifiche sui trasferimenti

Questa è probabilmente la novità più visibile per chi trasferisce crypto fra Young Platform e wallet esterni. Le regole cambiano a seconda di dove vanno (o da dove vengono) le crypto, e a seconda dell’importo.

La regola fondamentale, valida sempre: puoi trasferire solo verso wallet tuoi

Prima di tutto, la cosa più importante da sapere e che vale per qualsiasi importo, senza eccezioni: non puoi mandare crypto da Young Platform a un wallet non-custodial (MetaMask, Ledger, Trezor, ecc.) intestato a qualcun altro. Nemmeno se è tuo padre, tua sorella, il tuo migliore amico o un fornitore. Lo stesso vale per i depositi in entrata: se una crypto entra sul tuo account Young Platform da un wallet non-custodial, quel wallet deve essere il tuo, non di terzi.

Questo divieto viene dal Regolamento europeo sulla Travel Rule (Regolamento UE 2023/1113) e vale a prescindere dalla soglia economica: anche un trasferimento da 5 euro è vietato se il wallet non-custodial di destinazione non è dimostrabilmente tuo. Se provi a farlo, la piattaforma blocca il trasferimento e le crypto restano bloccate finché non chiarisci l’operazione.

Per i wallet su altri exchange autorizzati (es. Coinbase, Kraken, ecc.) vengono comunque applicati controlli specifici.

Come Young Platform verifica che un wallet non-custodial sia davvero tuo

Un wallet non-custodial è quello in cui solo tu hai le chiavi private. Esempi: MetaMask, Ledger, Trezor, Trust Wallet, Rabby. Il modo in cui Young Platform accerta la titolarità cambia in base all’importo del trasferimento.

Se l’importo è inferiore a 1.000 euro: ti compare una schermata dedicata in cui devi spuntare un flag dichiarando, sotto la tua responsabilità, di essere l’unico proprietario del wallet e delle chiavi private. È un’autocertificazione vincolante: se dichiari il falso, ne rispondi personalmente. Senza spuntare il flag, il trasferimento non parte.

Se l’importo è pari o superiore a 1.000 euro: l’autocertificazione non basta più. Ti viene chiesta una firma crittografica vera e propria. Serve a dimostrare in modo oggettivo, non solo dichiarativo, che possiedi le chiavi private di quel wallet.

Cosa vuol dire “firma crittografica” in modo semplice

La firma crittografica è una firma matematica. Non è una dichiarazione a parole, è un’operazione tecnica: consiste nell’usare le chiavi private del tuo wallet per firmare un messaggio unico che Young Platform ti manda. Se sei davvero il proprietario del wallet, riesci a produrre quella firma. Se non lo sei, non ci riesci. È come se, per dimostrare di essere il proprietario dell’auto, non ti chiedessero solo il libretto ma anche di far partire il motore con la tua chiave davanti al notaio.

I passaggi in pratica sono guidati sullo schermo:

  1. Young Platform ti mostra un messaggio.
  2. Tu apri il tuo wallet non-custodial.
  3. Il wallet ti chiede di confermare la firma (di solito con Face ID, PIN o toccando il dispositivo Ledger/Trezor).
  4. Il wallet genera la firma e la comunica a Young Platform.

Se la firma è valida, Young Platform sblocca il trasferimento. Se non è valida (o non la fai), il trasferimento viene rifiutato e le tue crypto restano dove sono, sul tuo account Young Platform.

Il fornitore tecnico che Young Platform usa per gestire la verifica della firma si chiama Notabene, una piattaforma specializzata nella conformità alla Travel Rule.

Se il wallet è su un altro exchange 

Qui la logica è diversa. Un wallet su un altro exchange autorizzato non ha “chiavi private” che il cliente può firmare — le detiene l’exchange. Quindi la firma crittografica non si applica.

In questo caso, la Travel Rule prevede uno scambio automatico di dati tra Young Platform e l’altro exchange. Nel dettaglio:

  • Quando disponi il trasferimento, Young Platform ti chiede i dati anagrafici del beneficiario (nome, cognome, se coincide con te o meno).
  • Young Platform e l’altro exchange si scambiano queste informazioni in modo cifrato e automatico, usando uno standard tecnico internazionale chiamato IVMS101 (una specie di “linguaggio comune” fra le piattaforme).
  • Se l’altro exchange conferma i dati, il trasferimento va a buon fine.
  • Se l’altro exchange non risponde, o risponde con dati incompleti, il trasferimento resta temporaneamente bloccato e Young Platform ti chiede di integrare manualmente le informazioni mancanti prima di sbloccarlo.

Anche in questo caso, lo strumento tecnico è Notabene, che orchestra lo scambio dati tra le piattaforme.

Cos’è la Travel Rule (e perché esiste)

La Travel Rule è una regola introdotta dall’Unione Europea con il Regolamento UE 2023/1113. In sostanza dice: certi dati identificativi devono “viaggiare” con la transazione, così come avviene nei bonifici bancari internazionali. Se una banca fa un bonifico da 10.000 euro verso un’altra banca, deve indicare chi manda e chi riceve — nome, indirizzo, codice IBAN. La Travel Rule crypto fa la stessa cosa, con qualche adattamento tecnico (usa gli indirizzi blockchain al posto degli IBAN).

L’obiettivo è la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo: se ogni movimento crypto è tracciabile, diventa molto più difficile spostare denaro sporco attraverso le piattaforme regolate.

Cosa succede se il trasferimento si blocca

Può capitare, per varie ragioni tecniche:

  • l’altro exchange non risponde in tempo utile allo scambio dati;
  • i dati inviati sono incompleti;
  • il tuo wallet non-custodial non riesce a firmare per un errore tecnico;
  • l’indirizzo di destinazione risulta in una lista di indirizzi sospetti (sanzionati, legati a truffe note, ecc.).

In tutti questi casi, il trasferimento entra in stato di blocco temporaneo. Le tue crypto non escono dall’account e non arrivano al destinatario finché la situazione non si sblocca. Riceverai una notifica in-app che ti spiega cosa manca e cosa devi fare (per esempio: fornire di nuovo la firma, integrare i dati del beneficiario, contattare il Servizio Clienti).

Non spaventarti se succede: è un meccanismo di protezione, non una punizione. Se hai dubbi, contatta subito il Servizio Clienti.

Cosa è la Politica di Trasferimento (in senso ampio)

Vale la pena distinguere due documenti che si somigliano ma coprono cose diverse:

  • La Politica di Trasferimento di Cripto-attività (art. 82 MiCAR) è il documento in cui Young Platform descrive come offre il servizio di trasferimento come attività regolamentata: chi può trasferire, come si eseguono i trasferimenti, quali garanzie di sicurezza tecnica sono applicate, e così via.
  • La Procedura Travel Rule (Regolamento UE 2023/1113) è il documento più specifico che descrive come Young Platform raccoglie e scambia i dati che devono accompagnare ogni trasferimento crypto, e come applica la firma crittografica per i wallet non-custodial.

I due documenti si leggono in modo complementare.  

Cosa devi fare tu, in pratica

  • Se prelevi/depositi meno di 1.000 euro verso o da un wallet non-custodial tuo: spunta il flag di autocertificazione quando compare. Nient’altro.
  • Se prelevi/depositi 1.000 euro o più verso o da un wallet non-custodial tuo: preparati a fare la firma crittografica (installa il wallet sullo smartphone o collega il dispositivo hardware in anticipo).
  • Se il wallet è su un altro exchange: fornisci i dati anagrafici richiesti; il resto viene fatto in automatico dietro le quinte.
  • Non provare mai a mandare crypto a un wallet non-custodial di un’altra persona (nemmeno familiare): non è ammesso a nessuna soglia. Se devi far ricevere crypto a qualcuno, chiedigli di aprire un proprio account su Young Platform o su un altro exchange autorizzato.

3. Alcune criptovalute non sono più disponibili (il “delisting”)

Cosa è successo

Con l’entrata in vigore della MiCAR, Young Platform ha dovuto rivedere l’elenco delle crypto disponibili sulla piattaforma. Alcune sono state rimosse. Il termine tecnico è “delisting”, che semplicemente significa “toglierle dall’assortimento”. È un po’ come un supermercato che smette di vendere alcuni prodotti perché non conformi ai nuovi standard.

Perché

Le ragioni possono essere diverse a seconda della crypto:

  • Alcune stablecoin non hanno lo status di EMT (E-Money Token) sotto MiCAR e quindi non possono essere offerte in Europa. USDT (Tether) è l’esempio più noto: non essendo ancora conforme MiCAR, non può essere commercializzata come EMT nell’UE.
  • Alcune crypto sono considerate ad alto rischio (bassa liquidità, rischi tecnici, dubbi sulla governance del progetto).
  • Alcune crypto non hanno un White Paper conforme MiCAR notificato all’autorità competente, requisito ora obbligatorio per essere offerte al pubblico europeo.

L’elenco aggiornato delle crypto disponibili è sempre consultabile su youngplatform.com/exchange/listed/ e sui Termini e Condizioni.

Cosa devi fare tu

Hai ricevuto una comunicazione dedicata da Young Platform con le opzioni disponibili (convertire, prelevare verso un wallet esterno, ecc.) e una scadenza per decidere. Se non ricordi di aver ricevuto la comunicazione, verifica la casella email associata all’account. In caso di dubbi, contatta il Servizio Clienti.

4. Alcuni “pair” cambiano: da USDC a EUR

Cos’è un “pair”

Un pair (o “coppia di scambio”) è la combinazione di due valute che scambi. Se compri Bitcoin pagando in euro, il pair è BTC/EUR. Se compri Bitcoin pagando in USDC (una stablecoin ancorata al dollaro), il pair è BTC/USDC.

Cosa è cambiato

Dopo il 1° luglio 2026, Young Platform ha convertito alcuni pair da USDC a EUR.  

Perché

Due ragioni principali:

  1. Per te è più semplice: quando compri in EUR sai esattamente quanto stai spendendo nella tua valuta. Compri in USDC significa fare due passaggi mentali (converto euro in USDC, converto USDC in BTC) e ogni passaggio ha un piccolo costo. Per l’utente retail europeo, il pair EUR è più intuitivo.
  2. Regolamentazione: con MiCAR, offrire pair contro stablecoin conformi a determinati requisiti (EMT autorizzati) è più oneroso in termini di controlli e disclosure. In alcuni casi, per semplicità operativa, è preferibile per Young Platform gestire il pair direttamente in euro.

Cosa devi fare tu

Se prima operavi abitualmente contro USDC su determinate crypto, controlla se il pair è cambiato in EUR. Se sì, non c’è nulla di preoccupante: continui a fare la stessa operazione, solo che paghi e ricevi euro invece di USDC. Se ti serve comunque USDC, puoi comprarlo separatamente come qualsiasi altra crypto.

5. Salvadanaio (acquisti ricorrenti) e Staking Ricorrente

Cos’ è il Salvadanaio 

La funzionalità Salvadanaio ti consente di programmare acquisti automatici e ricorrenti (su base settimanali, bisettimanale o mensile) su una o più crypto supportate. 

Gli acquisti ricorrenti del Salvadanaio si basano sullo stesso modello di Scambio Bilaterale descritto nella guida “Base vs Pro“. In ogni caso, qui sotto trovi un riassunto – ma ti consigliamo di leggere la guida. 

Cosa è cambiato

Semplicemente, quando premi “Compra”, compri le crypto direttamente da Young Platform. La piattaforma fa da unico negoziante: è Young Platform che ti vende (o riacquista) da te le crypto al prezzo che vedi sullo schermo. 

Al momento della creazione di un piano di acquisto ricorrente tramite Salvadanaio, ti verrà chiesta l’autorizzazione preventiva per eseguire gli ordini: è ovviamente un modo per automatizzare e semplificare il processo di acquisto ricorrente.  

Quando completi un acquisto ricorrente tramite Salvadanaio, Young Platform applica una commissione pari all’1,89% sul controvalore dell’operazione, laddove l’ordine superi i 100€ – per avere una panoramica completa delle commissioni, ti suggeriamo di visitare questa pagina.

Naturalmente, puoi modificare, sospendere o cancellare il Salvadanaio in qualsiasi momento, con effetto sull’ordine successivo precedentemente programmato.

Cos’è lo Staking Ricorrente

Lo Staking Ricorrente ti permette di programmare acquisti automatici di crypto (anche qui su base settimanale, bisettimanale o mensile). Una volta acquistate, le crypto vanno dritte nel tuo Staking Wallet – che descriveremo a brevissimo – per iniziare a generare ricompense in automatico, senza che tu debba fare altro.

Come nel caso precedente, anche gli acquisti effettuati tramite Staking Ricorrente seguono il modello dello Scambio Bilaterale.

Cosa è cambiato

Ogni acquisto programmato tramite Staking Ricorrente funziona esattamente come quelli autorizzati tramite la funzionalità Salvadanaio: compri le crypto direttamente da Young Platform al prezzo di mercato calcolato in tempo reale, con una commissione che segue lo stesso schema linkato poco sopra.

Non appena l’acquisto si conclude, le crypto verranno spostate immediatamente nel tuo Staking Wallet. Ne parliamo in modo approfondito nel prossimo paragrafo ma ricorda che, dal punto di vista legale, il servizio di Staking ha un contratto a sé e non è regolato dalla MiCAR.

Attivando il piano autorizzi in anticipo sia l’acquisto che il posizionamento nello Staking Wallet, con tutti i costi in chiaro fin dall’inizio e, come nel caso del Salvadanaio, puoi modificare, sospendere o cancellare il tuo piano in qualsiasi momento. La modifica sarà valida a partire dall’acquisto successivo.

In caso di sospensione o cancellazione, i fondi che hai già accumulato restano al sicuro nello SIn caso di cancellazione di uno o più stake, i fondi che hai già accumulato vengono spostati automaticamente al tuo Portafoglio Principale.

Lo Staking Wallet non è un servizio MiCAR

Cos’è lo Staking Wallet

Lo Staking Wallet è il servizio di Young Platform che ti permette di mettere in “staking” alcune tue crypto (Ethereum ad esempio) e riceverne un reward periodico. Tecnicamente, quando fai staking la tua crypto viene “immobilizzata” per contribuire al funzionamento della blockchain, e in cambio ricevi una ricompensa periodica.

Perché ci teniamo a precisare che “non è un servizio MiCAR”

Perché la MiCAR non regola direttamente lo staking. Il regolamento europeo copre attività come lo scambio di crypto (art. 77), l’esecuzione di ordini per conto dei clienti (art. 78), la custodia (art. 75), il trasferimento (art. 82), la consulenza, la gestione discrezionale e il collocamento. Ma non lo staking come servizio a sé.

Questo ha due conseguenze pratiche importanti:

  • Le tutele MiCAR (per esempio la segregazione della custodia, la disclosure sui rischi, i requisiti sui provider) si applicano al servizio di custodia sottostante, non allo staking come tale.
  • Lo staking ha rischi specifici che non sono coperti dal quadro MiCAR e che devi conoscere prima di attivarlo: rischio di slashing (una parte della crypto in staking può essere “confiscata” se il validatore commette errori), rischi legati al protocollo (per esempio Lido per Ethereum), possibili periodi di lock-up dove non puoi ritirare, e rischio di de-peg per i token derivati come wstETH (Wrapped Staked Ether).

Cosa devi fare tu

Se usi lo Staking Wallet, leggi con attenzione i Termini e Condizioni specifici dello Staking Wallet e le informative sui rischi dedicate (pubblicate su youngplatform.com/staking-wallet/). Sono documenti separati rispetto ai Termini Generali MiCAR di Young Platform e coprono aspetti specifici come:

  • come si formano i reward;
  • quando li ricevi;
  • quali crypto sono in staking e presso quali protocolli/validatori;
  • come funziona un eventuale “unstaking” (ritiro);
  • che cosa succede se il protocollo subisce uno slashing o un problema tecnico.

In sintesi: lo Staking Wallet non è meno sicuro di prima, ma è un servizio diverso dai servizi MiCAR, con rischi e regole proprie. Trattalo come tale.

Le cose importanti in poche righe

Se dovessi memorizzare solo le cose davvero pratiche di questa guida, sarebbero queste:

  1. Il YNG lo compri e lo vendi solo su Base, non più su Pro.
  2. Trasferimenti verso wallet non-custodial: solo verso il tuo (mai di terzi, a nessuna soglia). Sotto 1.000 EUR ti basta un flag di autocertificazione, da 1.000 EUR in su serve la firma crittografica. Se il wallet è su un altro exchange, i dati anagrafici sono scambiati in automatico via Notabene (Travel Rule).
  3. Alcune crypto sono state tolte dalla piattaforma. Se ne avevi, sei già stato avvisato con le opzioni disponibili.
  4. Alcuni pair sono passati da USDC a EUR. È un vantaggio per la trasparenza dei prezzi.
  5. Lo Staking Wallet e il DeFi Wallet non sono servizi MiCAR. Hanno regole e rischi propri: leggi le loro informative dedicate.

Domande e risposte

1. Devo scaricare qualcosa di nuovo per la firma crittografica? No. Se hai già un wallet non-custodial (MetaMask, Ledger, Trust Wallet ecc.) la firma la fai da lì. Se non hai ancora un wallet non-custodial e vuoi solo trasferire crypto verso account su altri exchange (Coinbase, Kraken), non ti serve un wallet non-custodial: seguirai la procedura di “prova di titolarità dell’account”.

2. La soglia di 1.000 euro si applica al singolo trasferimento o al totale in un certo periodo? Al singolo trasferimento, secondo la Procedura Travel Rule di Young Platform. Un prelievo da 990 euro verso un tuo wallet non-custodial richiede solo il flag di autocertificazione; un prelievo da 1.000 euro (o più) richiede la firma crittografica. Attenzione: se tenti sistematicamente di frazionare gli importi per aggirare la soglia, potresti attivare controlli antiriciclaggio ulteriori sull’account.

3. Se metto tanti soldi in staking sto violando qualche regola MiCAR? No, lo staking non è vietato. È semplicemente non regolato dalla MiCAR come servizio a sé. Puoi continuare a farlo, ma assicurati di conoscere i rischi specifici (slashing, lock-up, rischi del protocollo).

4. Il valore delle mie crypto è garantito da qualcuno adesso che c’è la MiCAR? No. La MiCAR garantisce la trasparenza, la corretta condotta della piattaforma, la segregazione della custodia, il diritto a fare reclamo. Non garantisce il valore delle crypto, che continua a essere soggetto alle oscillazioni di mercato. Le crypto non hanno equivalenti del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

5. Se ho un problema con un prelievo bloccato o con una firma che non passa, cosa faccio? Contatta il Servizio Clienti su support.youngplatform.com. Se non sei soddisfatto della risposta, puoi presentare un reclamo formale attraverso youngplatform.com/legal/complaints/. Come ultima risorsa, puoi rivolgerti a Consob o Banca d’Italia o attivare una procedura di risoluzione alternativa delle controversie (ADR).

6. Ma perché tutti questi controlli? Sembra più macchinoso di prima. È una domanda legittima. La MiCAR è nata per un motivo semplice: portare le crypto in un quadro di regole simile a quello degli altri servizi finanziari, in modo che chi usa una piattaforma crypto europea abbia più o meno le stesse tutele di chi usa una banca. Alcuni controlli (come la firma crittografica sopra soglia) sono equivalenti crypto della verifica dell’IBAN nei bonifici. All’inizio possono sembrare seccanti, con l’uso diventano naturali. E servono a te tanto quanto alla piattaforma.

Questa guida è a scopo puramente informativo. Non è consulenza in materia di investimenti né una raccomandazione personalizzata. Per le condizioni contrattuali vincolanti si rinvia ai Termini e Condizioni Generali di Young Platform, alla Politica di Trasferimento di Cripto-attività, alla Politica di Custodia, alla Best Execution Policy e alle altre informative pubblicate su youngplatform.com/legal.

Zoom Out: il recap settimanale che si concentra sul Macro

Abbiamo ottenuto la MiCA! Ora è tempo di MYCA

Martedì 30 giugno, abbiamo ottenuto la MiCA: Young Platform è ufficialmente un CASP (Crypto-Asset Service Provider) autorizzato dagli istituti di vigilanza italiani ed europei

Per celebrare questo traguardo e, per esteso, la trasparenza di una piattaforma che opera in Italia, 100% compliant con le normative vigenti, contro l’opacità tipica degli exchange esotici, abbiamo lanciato una promo: MYCA, ovvero Move Your Crypto Assets.

MYCA è un invito a riportare i fondi a casa, su Young Platform, in Europa, all’interno di un perimetro dove le regole hanno anche lo scopo di proteggere i diritti fondamentali dei consumatori, cioè di chi investe.

Fino al 2 agosto, ti basta un deposito da 1.000€ (crypto, fiat o una combinazione) per accedere a:

  • l’1% di quanto hai depositato in Bonus Wallet, per abbattere le commissioni
  • 2% di Cashback in YNG
  • Conto e Carta gratuiti
  • Report Fiscale scontato fino al 70%

Ma attenzione: più depositi, più aumentano i vantaggi. Qui trovi tutto: nuova promo MYCA.

Update BTC DATCOs (Digital Asset Treasury Companies)

Settimana diversa dal solito, con Strategy che annuncia un nuovo programma e inizia a vendere Bitcoin. Cosa succede?

Strategy: arriva un cambio di Strategya?

Il 29 giugno, la Bitcoin Treasury Company più famosa del mondo ha lanciato il Digital Credit Capital Framework. In breve: 

  • Ha alzato il dividendo di STRC al 12%;
  • Ha blindato una USD Reserve pari a 2,55 miliardi di dollari per coprire dividendi e interessi per almeno 12 mesi;
  • Ha avviato due programmi di riacquisto da 1 miliardo per azioni MSTR e titoli di credito digitale. 

La cosa che ha fatto più scalpore è il BTC Monetization Program: il CdA di Strategy ha autorizzato la vendita di Bitcoin fino a 1,25 miliardi di dollari (poco più del 2% di quelli attualmente detenuti) per finanziare dividendi e buyback azionari – solo in determinate condizioni. 

In ogni caso, oggi (lunedì 6 luglio), è arrivata la prima “grande” vendita: “Strategy ha venduto 3.588 BTC per 216 milioni di dollari per finanziare i dividendi dei nostri titoli Digital Credit”. Ora, l’azienda detiene 843.775 BTC.

Update ETH DATCOs

Lato Ethereum, sembra suonare un’altra musica: Bitmine e Sharplink lanciano una no profit per supportare Ethereum e, intanto, continuano ad accumulare ETH. 

Bitmine non si ferma: aggiunti altri ETH

Anche questa settimana, la top Ethereum Treasury Company non è rimasta con le mani in mano: aggiunti altri 27.084 ETH. Il totale detenuto, adesso, ammonta a 5.700.040 ETH (4,7% della supply).

Anche Sharplink aspira ETH dal mercato

Sharplink stupisce: dalla creazione di EthLabs, di cui abbiamo parlato in Zoom Out #29, la seconda DATCO per Ethereum detenuti ha comprato ETH quasi su base giornaliera, dopo ben otto mesi di stop.

Comunque, Sharplink ha acquisito altri 10.000 ETH, portando il totale a 886.725 ETH.

Non solo EthLabs: nasce anche Ethereum Institutional

Ethereum Institutional è “un’organizzazione non profit indipendente dedicata ad accelerare l’adozione istituzionale di Ethereum, dei suoi Layer 2 e del suo intero ecosistema“, lanciata dagli stessi attori dietro EthLabs: Bitmine, Sharplink e Joe Lubin

Insomma, la correlazione non giustifica la causalità, ma la domanda è d’obbligo: cos’hanno in mente questi giganti di Ethereum?

ETF Crypto: giugno il peggior mese di sempre ma si rivede il verde

Il mese di giugno è stato il peggiore di sempre: secondo i dati di Coinglass, gli outflow (differenza tra acquisti e vendite) sono negativi per quasi 4,9 miliardi di dollari.

Tuttavia, giovedì 3 luglio è riapparso un (bel) po’ di verde sui grafici: outflow positivi per 261 milioni di dollari, di cui 223 milioni registrati dagli ETF su Bitcoin e 29 milioni da quelli su Ethereum. 

Nel 2025 Trump ha guadagnato un sacco di soldi dalle crypto

La financial disclosure di Donald Trump parla chiarissimo: il presidente USA ha incassato oltre 1 miliardo di dollari da operazioni in crypto, di cui 500 milioni riconducibili all’ecosistema World Liberty Financial (WLFI) e 635 milioni alla memecoin Trump. 

Trump, inoltre, detiene Bitcoin, Ethereum, Chainlink, Aave, Ethena e altro ancora. Anche il Vice presidente JD Vance possiede Bitcoin per un controvalore di circa 500.000$. 

Crédit Agricole lancia la sua stablecoin EURXT 

Crédit Agricole, una delle più importanti banche francesi (ed europee), ha annunciato il lancio della sua stablecoin. 

Come si legge nel comunicato: “Sviluppato sulla blockchain di Ethereum, EURXT è un token di moneta elettronica ancorato all’euro secondo lo standard ERC-20“. 

OpenAI valuta il rinvio dell’IPO

Come riporta il New York Times, l’azienda AI guidata da Sam Altman starebbe pensando a spostare l’IPO nel 2027.

Il motivo è riconducibile alla volatilità di SpaceX: la quotazione di SPCX è tornata vicina ai livelli del lancio, perdendo il 27% circa dai massimi toccati il 16 giugno.

Ma da domani 7 luglio, SpaceX entrerà nell’indice Nasdaq 100 (NDX) e sarà esposta agli acquisti passivi dei vari ETF che replicano il noto indice tech. Potremmo assistere a qualche cambiamento.

Per questa settimana è tutto, ci sentiamo tra sette giorni. Ricordatevi che il prezzo cambia ma i fondamentali restano: fate Zoom Out!

Riunione FED giugno 2026: cos’è successo? 

Kevin Warsh FOMC giugno

Riunione FED giugno 2026: il FOMC mantiene i tassi di interesse invariati. Quali sono le motivazioni? Come hanno reagito i mercati? 

Si è appena conclusa la riunione della FED del 17 giugno 2026 in cui il neo Presidente Kevin Warsh ha comunicato la decisione del FOMC sui tassi di interesse. Come previsto, il Comitato ha scelto di mantenere i tassi di interesse invariati nel range tra il 3,5% e il 3,75%.

Riunione FED aprile 2026: come da previsione, il FOMC lascia i tassi invariati

Al termine della riunione del 29 aprile 2026, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha annunciato la sua attesa decisione sulla politica monetaria statunitense. Il comitato guidato da Jerome Powell ha optato per mantenere i tassi di interesse invariati,nel range trail 3,5% e il 3,75%, come ampiamente previsto.

Entra nel nostro gruppo Telegram

Riunione FED giugno 2026: come da previsione, il FOMC lascia i tassi invariati

Al termine della riunione del 17 giugno 2026, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha annunciato la sua attesa decisione sulla politica monetaria statunitense. Il comitato guidato da Kevin Warsh ha optato per mantenere i tassi di interesse invariati, nel range tra il 3,5% e il 3,75%, come ampiamente previsto.

Le motivazioni

Le motivazioni principali alla base di questa decisione sono riassunte in un un punto fondamentale toccato dal neo Presidente della Federal Reserve Kevin Warsh durante la conferenza stampa successiva al comunicato: l’attività economica degli Stati Uniti sembra continuare a espandersi a un ritmo solido, sostenuta soprattutto da una forte crescita della produttività e dagli investimenti. Warsh ha poi dichiarato che la priorità assoluta resta il controllo della stabilità dei prezzi.

Warsh ha poi specificato che “l’inflazione sta viaggiando ben al di sopra del nostro obbiettivo del 2% da oltre cinque anni” e che l’azione del Comitato è interamente diretta ad “alleviare questo pesante onere sui cittadini”. Nonostante ciò, continua il neo Presidente, il mercato del lavoro sta tenendo molto bene: “i guadagni occupazionali continuano a tenere il passo con la crescita della forza lavoro, registrando variazioni minime nel tasso di disoccupazione”.

Il numero uno della Fed ha poi affermato che tensioni geopolitiche dovute alla guerra in Iran, pur alimentando un clima di forte incertezza, non sembrano intaccare la salute del sistema: “L’economia sta dimostrando un’ottima resilienza e mantiene la sua solidità nonostante l’instabilità causata dal conflitto in Medio Oriente”.

Il Presidente Warsh ha poi chiuso la seduta con un tono definito hawkish dagli analisti presenti, finalizzato a ribadire l’assoluta fermezza con cui il FOMC intende muoversi nel prossimo futuro: “Sono lieto di riferire che i membri del FOMC sono inequivocabili e unanimi: questo Comitato garantirà la stabilità dei prezzi”.

Kevin Warsh prende le redini di una Fed divisa

I membri del FOMC si sono divisi esattamente a metà, con un testa a testa di 9 a 9 tra chi si aspetta tassi stabili o un taglio e chi, al contrario, prevede almeno un ulteriore aumento. In questo clima estremamente polarizzato, il nuovo Presidente Warsh ha eliminato del tutto la cosiddetta forward guidance dal comunicato ufficiale, ritenendola troppo vincolante per le scelte future. Lo stesso Warsh ha deciso di non presentare alcuna proiezione personale sui tassi futuri.

Se, con Jerome Powell, il wait and see era il mantra di ogni riunione la Fed a guida Warsh sarà ancora meno prevedibile. A sancire l’inizio di questa “nuova era Warsh” è stata anche la decisione di istituire cinque task force straordinarie per ridisegnare la strategia della Fed sui temi più rilevanti: comunicazione, bilancio, analisi dei dati, impatto dell’intelligenza artificiale e approccio all’inflazione

Prossime riunioni della FED: rialzo dei tassi all’orizzonte?

Difficile rispondere a questa domanda anche perché, come abbiamo appena segnalato, col cambio di vertice l’operato futuro dei funzionari della banca centrale più importante del mondo potrebbe essere ancora più difficile da prevedere. In ogni caso, la stragrande maggioranza degli analisti afferma che un rialzo dei tassi è un’ipotesi molto concreta per quest’anno.

I principali listini della Borsa americana sembrerebbero confermare questa lettura: a seguito della suddetta conferenza stampa, il Dow Jones e il Nasdaq hanno chiuso in perdita dell’1%, mentre l’S&P500 ha ceduto l’1,2%. Al contrario l’indice DXY, che rappresenta la forza del dollaro contro le sei principali valute al mondo, ha guadagnato l’1,2%.

Infine, volendo appoggiarci agli strumenti predittivi più accreditati, per la prossima riunione il FedWatch Tool, stima un rialzo di 25 pbs allo 36,3%, mentre il No Change è dato al 63,7%.

L’appuntamento, quindi, è fra un mese abbondante, per il FOMC del 28-29 luglio 2026: entra nel nostro gruppo Telegram o iscriviti a Young Platform e non perderti le notizie rilevanti che muovono i mercati!

Iran: guerra finita? Come stanno reagendo i mercati?

Guerra Israele-USA e Iran: le reazioni dei mercati?

La guerra tra USA e Iran sembra essere arrivata alla fine: le parti dovrebbero firmare un accordo in settimana. Come stanno reagendo i mercati?

La guerra tra Stati Uniti-Israele e Iran è entrata nel terzo mese, che sembra anche essere l’ultimo: lo Stretto di Hormuz, snodo fondamentale dove passa un quinto della produzione mondiale di petrolio e GNL, potrebbe iniziare a sbloccarsi a breve, poiché le delegazioni iraniana e statunitense sembrano intenzionate a trovare un accordo. Le Borse mondiali, ovviamente, sono molto ottimiste. Il mercato crypto sembra seguire: qual è la situazione?

Entra nel nostro canale Telegram

Guerra in Iran: la timeline del conflitto

Nella mattinata italiana del 28 febbraio, Stati Uniti e Israele davano ufficialmente avvio a una serie di bombardamenti coordinati ai danni dell’Iran: in meno di 24 ore, raggiungono uno dei principali obiettivi dei raid, eliminando l’Ayatollah Alì Khamenei, guida suprema della Repubblica islamica iraniana. A poche ore dall’evento, i Guardiani della rivoluzione, uno dei tre corpi armati iraniani, dichiaravano chiuso lo Stretto di Hormuz: “Se qualcuno tenterà di passare, gli eroi delle Guardie Rivoluzionarie e della marina regolare daranno alle fiamme quelle navi”. 

Nei giorni successivi, il traffico nello Stretto si è ridotto drasticamente: i media e gli organi di sicurezza internazionali segnalavano la presenza di mine navali nel canale. Il prezzo delle materie prime energetiche, di conseguenza, è schizzato alle stelle: attraverso lo Stretto di Hormuz passa tra il 25% e il 30% della produzione mondiale di petrolio e di GNL (gas naturale liquefatto). Con l’apertura del fronte, il Brent – benchmark internazionale – è schizzato alle stelle ed è rimasto stabilmente sopra i 100$ al barile. 

I tre mesi successivi è stato un continuo alternarsi tra minacce reciproche e aperture negoziali, ma le parti in conflitto sono riuscite a mettersi d’accordo: ufficialmente, mentre scriviamo, Stati Uniti e Repubblica islamica dell’Iran hanno temporaneamente seppellito l’ascia di guerra. 

In merito, dal weekend del 23-24 maggio, i principali media internazionali hanno iniziato a parlare di passi avanti verso la chiusura definitiva della guerra: CNN, per esempio, titolava “Stati Uniti e Iran mostrano segnali di progresso negli sforzi per porre fine al conflitto, ma i dettagli cruciali di un accordo quadro sono ancora in fase di negoziazione”.

Alla fine, tra venerdì 12 e domenica 14 giugno, il presidente degli Stati Uniti ha iniziato a dare segnali sempre più incoraggianti: da un vago “abbiamo concluso la guerra” a un vero e proprio annuncio di firma imminente. 

Infatti, secondo quanto riferito dai media più importanti del mondo, venerdì 19 giugno le rispettive delegazioni dovrebbero incontrarsi in Svizzera per apporre le firme. 

Il Brent, dai massimi toccato a fine aprile, ha peso più del 30% e, mentre scriviamo, si aggira sugli 82,6$ al barile, un prezzo che non si vedeva dal 4 marzo. 

Le performance dei principali indici azionari

Quando il prezzo dell’energia cresce a dismisura, l’economia reale ne risente: le aziende spendono di più per produrre a causa dell’aumento trasversale dei costi, come quelli per il trasporto e per l’elettricità in generale. Il risultato: i rincari, alla fine, vengono trasferiti sul consumatore, che vede un rialzo dei prezzi generalizzato, anche detto inflazione

E i mercati sanno bene che alla crescita dell’inflazione aumentano le probabilità di un rialzo dei tassi di interesse – il prossimo FOMC avrà luogo tra due giorni esatti. Cosa significa tutto ciò in numeri? 

Partendo dagli Stati Uniti, i tre principali listini sono tornati ampiamente in territorio positivo: dal giorno uno del conflitto, il Dow Jones sta guadagnando il 4,7%, mentre l’S&P500 e il Nasdaq 100 hanno messo a segno nuovi All Time High e stanno guadagnando, rispettivamente, l’8% e il 18,6% – il Dow Jones cresce meno più degli altri due proprio perché maggiormente esposto alle variazioni dei prezzi energetici. 

Queste percentuali, tuttavia, non considerano la giornata di lunedì 15 giugno perché, al momento della scrittura, le Borse americane sono ancora chiuse. I futures ci possono aiutare: il pre-market segnala un’apertura a dir poco allegra, col Dow Jones che guadagna l’1,08%, l’S&P500 l’1,27% e il Nasdaq il 2,1%.

Ma voliamo in Europa, che se la passa un po’ peggio, ma comunque non ha di che lamentarsi: l’Eurostoxx 50 (STOXX), l’indice che include le top 50 aziende europee, continua il suo percorso in territorio positivo, dopo aver ceduto fino al 10%: attualmente, è su del 4,9% rispetto alla chiusura del 2 marzo. Ma la situazione non è rosea per tutti: nel dettaglio, Londra è giù del 2,9%,, mentre Parigi e Francoforte e Milano, al contrario, stanno guadagnando rispettivamente lo 0,8% e l’1,4%. 

Milano sembra giocare un campionato a parte: dal 2 marzo, primo giorno di contrattazione dall’apertura del fronte, l’indice FTSEMIB è cresciuto del 12,4%.

In Asia la situazione è tornata molto più favorevole: il Nikkei, che rappresenta le 225 aziende più importanti del Giappone, ha aggiornato i massimi storici e, dal 2 marzo, sta mettendo a segno un +20,3%, mentre il KOSPI, il principale indice sudcoreano che, con lo scoppio della guerra, era arrivato a cedere anche fino al 18%, ha invertito il trend con una performance senza senso: +47,5% dalla chiusura del 3 marzo. In Cina, l’Hang Seng viaggia in negativo: -4,7% dal Day One. 

Focus metalli preziosi: oro e argento 

In questo caos, sarebbe lecito aspettarsi un buon comportamento da parte dei metalli preziosi, universalmente concepiti come lido sicuro in tempi di forti turbolenze. Non è proprio così

La quotazione dell’oro, dall’inizio dei bombardamenti, è scesa del 18,16%, seguita a stretto giro dall’argento (-20,4%). Contestualmente, nonostante non sia un metallo prezioso, il dollaro torna ad assumere un ruolo di riserva di valore: in queste dieci settimane, il DXY – dollaro vs sei principali valute estere – sta guadagnando l’1,6%

E il mercato crypto?

Il mercato crypto sembrava essere legato all’andamento del settore tech USA: da venerdì 27 febbraio a metà maggio, Bitcoin ha guadagnato il 25,8%, dopo settimane di alta volatilità in cui ha puntato i 70.000$ per ben quattro volte, riuscendo infine a rompere quel tetto e passare all’attacco degli 80.000$; Ethereum ha fatto peggio ma era cresciuto comunque del 23%

Da quel momento, tuttavia, il mercato crypto ha subito una contrazione che potrebbe essere legata a fattori di natura più politica. Coerentemente, la Total Market Cap è cresciuta solo di circa 11,5 miliardi di dollari (+0,5%).

Qualche dato interessante  

Secondo BitcoinTreasuries.net, negli ultimi trenta giorni le Public Companies hanno aumentato i loro stake di Bitcoin del 3,2%. In altre parole, le società quotate – come Strategy (MSTR) – hanno portato il totale detenuto in Bitcoin pari a 1,262 milioni di BTC. Discorso opposto per ETF ed exchange: i recenti deflussi hanno ridotto la quantità di BTC detenuti dello 0,4% (totale: 1,622 milioni di BTC). 

In merito, è interessante confrontare gli stake delle entità più rappresentative di queste due categorie: Strategy (MSTR) per le Public Companies e IBIT per gli ETF. Si tratta di un testa a testa serratissimo: la prima detiene 846.842 BTC, il secondo 764.259 BTC

Cosa ci attende?

È la grande domanda, a cui gli investitori crypto (e non) stanno cercando di rispondere da giorni. Chiaramente, nessuno ha la risposta, perché il futuro non può essere previsto. In questi momenti, la cosa migliore da fare è studiare i fondamentali e capire il funzionamento dei protocolli

Non sai da dove partire? Non preoccuparti: la nostra Academy è ottima per chi vuole iniziare, ma anche per chi è già esperto e vuole ripassare.  

In ultimo: se sei arrivata/o fino alla fine dell’articolo, significa che il tema ti interessa: iscriviti al nostro canale Telegram o a Young Platform cliccando qui sotto per non perdere gli aggiornamenti!

Adozione aziendale crypto: il report di maggio 

SpaceX

Bitcoin, Ethereum e crypto in generale: come si sono comportate le aziende a maggio? Cosa ci dice il report mensile di BitcoinTreasuries.net?

Quando il quadro è super bullish, l’attenzione è massima, l’euforia domina e arriva la solita valanga di post su X (ex Twitter) pieni di razzi, fiamme e caps lock. Dall’altro lato, quando il mercato è in flessione e il sentiment è negativo, il disinteresse regna, anche se è proprio in quei momenti che gli Smart Money accumulano in vista di miglioramenti futuri. In questo articolo analizziamo il May 2026 Corporate Adoption Report pubblicato da BitcoinTreasuries.net: come si sono mosse le aziende a maggio? 

Entra nel nostro canale Telegram

Quanti Bitcoin sono entrati nelle tesorerie a maggio?

Senza ulteriori giri di parole, andiamo subito al dunque: nel corso di maggio, le tesorerie delle società pubbliche, cioè quelle quotate in Borsa, hanno incrementato sensibilmente le loro posizioni in Bitcoin, riportando un’aggiunta lorda di ben 51.045 BTC. Per aggiunta lorda si intende il volume totale degli acquisti effettuati sul mercato al netto delle vendite, cioè prima di sottrarre le eventuali cessioni. 

Se, infatti, andiamo a calcolare il saldo netto mensile, ovvero la differenza tra i Bitcoin entrati e quelli usciti dalle tesorerie aziendali nello stesso arco di tempo, la cifra si attesta a 43.557 BTC, equivalenti a circa 3,2 miliardi di dollari –  al prezzo di 73.467 dollari per BTC. 

Per dare contesto, calcolando il mese di maggio, nei primi cinque mesi del 2026 le società pubbliche hanno aggiunto alle proprie tesorerie circa 166.500 BTC, con una media di 33.300 BTC al mese. 

Il dominio di Strategy e il “tesoro nascosto” di SpaceX

Nel club esclusivo dei grandi accumulatori societari, Strategy ha mantenuto saldamente il suo ruolo di principale acquirente aggiungendo ben 25.404 BTC al proprio bilancio nel solo mese di maggio.

La mossa interessante risiede in un dettaglio operativo di cui abbiamo già parlato quando Bitcoin è sceso sotto i 66.000$, perdendo il 13% in due giorni: la società ha registrato le sue prime piccole vendite, pari a 32 BTC. Premesso che Strategy attualmente detiene 845.256 BTC e che questa cessione equivale allo 0,0038% del totale detenuto, la dirigenza ha subito comunicato che non si è trattato di un cambio di rotta, bensì di una strategia per cui per ogni singolo Bitcoin venduto si prevede di riacquistarne tra i 10 e i 20. L’obiettivo dichiarato è incredibile: raggiungere la quota record di 1 milione di BTC detenuti in tesoreria entro la fine del 2026

Parallelamente, un’altra clamorosa novità ha scosso i mercati tradizionali: SpaceX, in piena fase di preparazione per la propria IPO (Offerta Pubblica Iniziale), il processo attraverso cui una società privata decide di quotarsi in borsa per la prima volta, ha ufficialmente comunicato di possedere 18.712 BTC.  Una volta quotata, l’azienda di Elon Musk diventerà l’ottava tesoreria pubblica al mondo per Bitcoin detenuti. 

Non solo colossi: parliamo anche di medie imprese e di comparto privato

Il report di maggio 2026 non riguarda però soltanto i soliti giganti, ma si concentra anche sull’allargamento e la diversificazione della platea di aziende che scelgono di integrare Bitcoin nei propri bilanci. 

Strive ha riportato l’aggiunta di 1.943 BTC a maggio, seguita a stretto giro da un ulteriore acquisto di 2.500 BTC nei primissimi giorni di giugno, portando il totale detenuto a 19.032 BTC. Anche Coinbase ha rafforzato la propria infrastruttura patrimoniale, inserendo in bilancio altri 1.103 BTC, incrementando le riserve complessive a 16.492 BTC

Ma la lista delle tesorerie si espande anche verso nuove realtà: per esempio, la farmaceutica Apimeds Pharmaceuticals ha dichiarato una riserva di 1.000 BTC, mentre American Bitcoin ha aggiunto 500 BTC posizionandosi stabilmente al quindicesimo posto della classifica globale. 

Infine River, una tesoreria privata, ha dichiarato l’aggiunta di 478 BTC

Ethereum e altcoin: la diversificazione corporate da 20 miliardi

Fermarsi solo a Bitcoin racconterebbe una storia incompleta, perché le aziende più innovative stanno iniziando a guardare con estremo interesse alle altcoin: attualmente, le società globali detengono nei propri bilanci quasi 20 miliardi di dollari di controvalore in altcoin

Questo dato ci dice che le aziende non cercano più solo un rifugio alternativo contro i rischi macroeconomici, ma vogliono esporsi direttamente sui protocolli software che potrebbero avere un ruolo fondamentale nella finanza del futuro. 

Analizzando la classifica generale delle prime 20 tesorerie crypto a livello globale, si nota infatti la presenza di ben cinque realtà aziendali il cui focus è principalmente orientato su questi asset alternativi.

Ethereum comanda con Bitmine top holder

All’interno di questo comparto alternativo, Ethereum rappresenta la fetta indiscutibilmente maggioritaria del mercato, con circa 13 miliardi di dollari detenuti complessivamente all’interno delle tesorerie aziendali. 

In questo specifico segmento, Bitmine di Tom Lee sta portando avanti una strategia di accumulo a dir poco aggressiva: ha dichiarato di possedere più di 5,42 milioni di ETH nel proprio bilancio. Per comprendere la portata di questo dato, basti pensare che attualmente Bitmine da sola detiene il 73% di tutti gli ETH presenti nelle tesorerie pubbliche mondiali e controlla il 4,49% dell’intera supply circolante di Ethereum, ovvero l’ammontare complessivo di ETH emessi e liberamente scambiabili sul mercato. 

Ma l’azienda non ha intenzione fermarsi: ha formalmente dichiarato al mercato di puntare al raggiungimento del 5% – the Alchemy of 5% – dell’intera fornitura totale nel corso del 2026.

Solana, Hyperliquid e XRP: le nuove frontiere?

I dati di maggio 2026 evidenziano infine che l’interesse istituzionale sta colonizzando anche altri progetti blockchain: in breve, i bilanci aziendali registrano attualmente posizioni di rilievo in Solana per circa 1,3 miliardi di dollari, Rain sempre per 1,3 miliardi, Hyperliquid per 1,1 miliardi e XRP per 547 milioni.

In conclusione: oggi la tesoreria aziendale va ben oltre i classici titoli di Stato a basso rendimento, ma sembrerebbe in una fase di evoluzione in una gestione digitale e diversificata, perfettamente integrata con le tecnologie finanziarie più moderne

In ogni caso, a prescindere dall’andamento del mercato, noi monitoreremo mese per mese le strategie aziendali relative al settore crypto: per continuare a seguire questi aggiornamenti, iscriviti al nostro canale Telegram o clicca qui sotto!

Riunione BCE giugno 2026: i risultati

Riunione BCE marzo 2026: i risultati

La BCE si è riunita l’11 giugno per decidere la politica monetaria dell’Eurozona: cosa è successo ai tassi di interesse? Qui i risultati

La riunione della Banca Centrale Europea di giovedì 11 giugno 2026 ha visto i membri del Consiglio Direttivo riunirsi per discutere, tra le altre cose, in merito alle politiche monetarie dell’Eurozona. Sul tavolo, le decisioni relative ai tassi di interesse. Cosa è successo?

Entra nel nostro canale Telegram

Riunione della BCE: qual è il contesto economico?

La riunione della BCE di giugno 2026 è avvenuta in uno scenario economico complesso, in cui l’incertezza sul futuro domina incontrastata, tra l’imprevedibilità di Donald Trump e le guerre che sembrano destinate a durare ancora a lungo. 

I temi principali hanno riguardato soprattutto la crescita economica, fortemente condizionata dall’instabilità del contesto geopolitico, e l’inflazione, al 3,2% secondo l’ultima rilevazione – maggiore rispetto alle previsioni. Vediamo nel dettaglio cosa si è deciso.

La BCE alza i tassi di interesse 

Giovedì 11 giugno. Il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea ha comunicato la sua decisione in materia di politica monetaria per l’Eurozona: per la prima volta dal 2023, la BCE ha deciso alzare i suoi tre tassi di interesse chiave di 25 punti base

Di conseguenza, il tasso sui depositi presso la banca centrale sale al 2,25%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e il tasso sulla marginal lending facility al 2,65%.

Le motivazioni dietro la scelta

La BCE ha spiegato che la decisione è è riassunta in questa frase: “Il conflitto in Medio Oriente sta generando pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi è solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo shock potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area euro”.

In questo contesto, come è logico che sia, “le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto.”.

Naturalmente, le settimane che verranno saranno fondamentali per capire quale sarà la prossima mossa dell’Eurotower

La prossima riunione è prevista per il 22-23 Luglio 2026: cosa decideranno i membri del Consiglio direttivo? Per non perderti i prossimi meeting, dai un’occhiata al nostro calendario della BCE del 2026 – in ogni caso, noi saremo qui a commentarli. 

Iscriviti al nostro canale Telegram e su Young Platform e resta aggiornata/o sulle cose importanti!

Inflazione USA: il dato del CPI oggi

Inflazione USA: il dato del CPI di oggi

È uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America

È uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America. Il destino dei mercati passa dall’inflazione USA e, quindi, dal dato del Consumer Price Index (CPI) pubblicato il 10 giugno. In questo articolo, scopriremo cos’è il CPI, perché è importante e analizzeremo gli ultimi dati disponibili.. 

Entra nel nostro gruppo Telegram

CPI significato

Tecnicamente, il CPI (Consumer Price Index), o Indice dei Prezzi al Consumo, è un indicatore economico fondamentale che misura quanto sono cambiati i prezzi di beni e servizi che compriamo quotidianamente. In altre parole, il CPI ci dice quanto costa oggi vivere rispetto al passato.  

Il CPI si calcola raccogliendo i dati sui prezzi di un “paniere” rappresentativo di beni e servizi che i consumatori solitamente acquistano. Questo paniere include una varietà di prodotti, come cibo, abbigliamento, alloggio, trasporti, istruzione, assistenza sanitaria e altri beni e servizi comuni. Il Bureau of Labor Statistics (BLS) degli Stati Uniti raccoglie ogni mese i prezzi in 75 aree urbane e li confronta con quelli del periodo precedente.

Perché è importante?

Il CPI è utilizzato per misurare l’inflazione, cioè quanto aumenta il costo della vita. Se il CPI sale, significa che i prezzi stanno aumentando e che, in media, si deve spendere di più per vivere come si faceva prima.

Bitcoin e CPI: come sono legati?

Il Consumer Price Index è uno dei principali indicatori che i membri della Federal Reserve prendono in considerazione quando devono effettuare delle scelte in materia di politica monetaria: generalmente, quando l’inflazione scende, il FOMC (Federal Open Market Committee) è più sereno nel tagliare i tassi e viceversa.

Attualmente, tuttavia, gli analisti credono che il Presidente della Fed e il gruppo di Governatori – Board of Governors – che presiede il FOMC, siano inclini a mantenere stabili i tassi anche per le prossime riunioni, al fine di valutare l’impatto dei tagli effettuati durante il 2025.

Bitcoin, generalmente, accoglie positivamente il taglio dei tassi: quando il denaro costa meno, gli investitori sono più inclini a spostare la liquidità verso asset più volatili alla ricerca di maggiori profitti. In questo scenario ipotetico, azionario e crypto rientrano tra le scelte principali.

In ogni caso, il CPI resta uno strumento fondamentale per comprendere l’andamento dell’inflazione e cercare di prevedere il comportamento della banca centrale americana: se ti interessa il tema, trovi tutte le date per il 2026 nel nostro articolo sul calendario delle riunioni della Fed

L’ultima volta che è successo

L’ultimo CPI di maggio è risultato superiore rispetto alle previsioni e al CPI del mese precedente: l’inflazione cresce mese dopo mese spinta dai rincari dei prezzi dell’energia conseguenti allo scoppio della guerra in Iran, che ha portato al blocco dello Stretto di Hormuz, collo di bottiglia attraverso cui transita un quinto del petrolio e del GNL (gas naturale liquefatto) prodotti a livello mondiale.  

In numeri, com’è andato il CPI di oggi?

Inflazione USA di giugno 2026: l’analisi dei dati

Secondo il rapporto pubblicato dal BLS (Bureau of Labor Statistics), il CPI mensile (MoM) è aumentato dello 0,6% rispetto al mese precedente, così come il CPI anno su anno (YoY), in crescita del 3,8%. Questo dato, per usare un eufemismo, è negativo, poiché l’inflazione anno su anno non sembra arrestarsi e si allontana sempre di più dal target imposto dalla Fed, cioè il 2%. 

Il Il CPI di luglio sarà più alto? È probabile, ma non così sicuro: il dato di oggi (4,2% YoY) segnala un’inflazione già molto alta. Dall’altro lato, anche se la guerra che vede coinvolti Stati Uniti, Israele e Repubblica islamica dell’Iran dovesse terminare, gli effetti di un rincaro prolungato del prezzo del Brent e del WTI si faranno sentire a lungo.

Taglio dei tassi all’orizzonte? Scordiamocelo

Cosa deciderà la Fed riguardo ai tassi di interesse nel FOMC del 16-17 giugno 2026? Sul FedWatch Tool, lo strumento principe per questo tipo di previsioni, le probabilità del taglio di 25 punti base sono ormai pari a zero. Il No Change è dato al 96,2%, con un restante 3,8% legato al taglio dei tassi di 25 punti base.

Dati storici del CPI YoY nel 2026 

Ecco come sta andando il CPI nel 2026:

Giugno 2026:  +4,2% (previsto + 4,2%)
Maggio 2026: +3,8% (previsto 3,7%)
Aprile 2026: +3,3% (previsto 3,3%)
Marzo 2026: 2,4% (previsto 2,4%)
Febbraio 2026: 2,4% (previsto 2,5%)
Gennaio 2026: 2,6% (previsto 2,7%)

Dati del 2025: 

Dicembre 2025: 2,7% (previsto 3,1%)
Ottobre 2025: 3% (previsto 3,1%)
Settembre 2025: 2,9% (previsto 2,9%)
Agosto 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Luglio 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Giugno 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Maggio 2025: 2,3% (previsto 2,4%)
Aprile 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Marzo 2025: 2,8% (previsto 2,9%)
Febbraio 2025: 3% (previsto 2,9%)
Gennaio 2025: 2,9% (previsto 2,9%)

Per continuare a seguire questi aggiornamenti sul mercato, iscriviti al nostro canale Telegram o clicca qui sotto!