Oro e argento rompono i massimi: il Presidente della Fed Powell indagato

Oro e argento rompono i massimi: Powell indagato

Il prezzo di oro e argento supera i massimi, il dollaro perde valore. La causa? Le accuse nei confronti del Presidente della Fed. Cosa succede?

Le quotazioni dell’oro e dell’argento aggiornano nuovamente i record, mentre il dollaro si indebolisce: questa la reazione dei mercati al videomessaggio in cui il Presidente della Fed Jerome Powell riferisce di essere sotto indagine da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Cosa sta succedendo?   

Oro e argento: è di nuovo corsa ai metalli preziosi dopo la notizia di questa notte

Oro e argento proseguono il rally che li ha portati a guadagnare, solo negli ultimi tre mesi e mezzo, il 34% e il 112%. Dopo un breve periodo di riassestamento, cominciato verso la fine di ottobre col peggior crash dell’oro dal 2013, i due metalli hanno ripreso a viaggiare a ritmi spediti, aggiornando nuovamente i massimi nella notte italiana fra l’11 e il 12 gennaio: l’oro ha rotto il tetto dei 4.600$ l’oncia, mentre l’argento ha superato la resistenza degli 84$. Con questo sprint, il metallo bianco per eccellenza è diventato il secondo asset per capitalizzazione a livello globale, scavalcando NVIDIA.

In modo complementare, il dollaro statunitense perde terreno: il DXY, che definisce la forza dello USD in relazione a sei valute straniere – euro, sterlina, yen, franco svizzero, dollaro canadese e corona svedese – ha messo a segno una candela rossa abbastanza importante, cedendo lo 0,4% (al momento della scrittura).

Cos’è successo? Quali sono le motivazioni alla base di questi movimenti? 

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Jerome Powell: “Le accuse sono solo pretesti”

Il protagonista – o vittima – della vicenda è il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell: colui che siede al vertice della banca centrale degli Stati Uniti, verso l’una di notte italiana del 12 gennaio, ha riferito con un videomessaggio su X (ex Twitter) che “il Dipartimento di Giustizia ha notificato alla Federal Reserve dei mandati di comparizione del gran giurì, minacciando un’incriminazione penale relativa alla mia testimonianza dinanzi alla Commissione Bancaria del Senato dello scorso giugno”. 

In poche parole, Powell è sotto indagine perché accusato di aver dichiarato il falso davanti alla legge, in occasione della sua testimonianza di giugno in merito alla ristrutturazione di due sedi della Fed – “Eccles” e “1951 Constitution Avenue”, entrambe a Washington.  

La mossa di Jerome Powell è stata quasi un fulmine a ciel sereno per almeno due motivi. In primo luogo, il Presidente della Fed non è solito sbilanciarsi in apparizioni pubbliche di questo tipo, all’infuori del contesto prettamente istituzionale. A ciò, si aggiunge il secondo grande elemento di stupore: il tono delle dichiarazioni

Powell, infatti, ha utilizzato espressioni che non lasciano spazio all’interpretazione: “Nutro un profondo rispetto per lo stato di diritto e per il principio di responsabilità nella nostra democrazia. Nessuno – e certamente non il Presidente della Federal Reserve – è al di sopra della legge. Tuttavia, questa azione senza precedenti deve essere letta nel contesto più ampio delle minacce e delle continue pressioni da parte dell’Amministrazione”. 

E ancora: “Questi sono pretesti. La minaccia di accuse penali è la conseguenza del fatto che la Federal Reserve stabilisce i tassi di interesse basandosi sulla nostra migliore valutazione di ciò che serve all’interesse pubblico, anziché seguire le preferenze del Presidente”.

Da parte sua, Donald Trump ha rilasciato un’intervista a NBC affermando di non sapere nulla dell’indagine, aggiungendo poi che Powell “di certo non è molto bravo alla Fed, e non è molto bravo nemmeno a costruire edifici“. Ma questa ostilità non è certo una novità – ne abbiamo parlato a fondo nell’articolo sul prossimo Presidente della Fed.

Le quotazioni di oro e argento e l’accusa contro Powell: qual è il collegamento?

La risposta potremmo condensarla in tre parole: indipendenza della Fed. Questo perché l’autorevolezza finanziaria degli Stati Uniti si fonda sul loro status di ‘porto sicuro’ e, appunto, sull’indipendenza delle istituzioni, che garantiscono il sistema di checks and balances – pesi e contrappesi – oltre la politica. 

Ora, non sappiamo se Jay Powell sia effettivamente innocente o colpevole, ma non è questo il punto. Il tema centrale riguarda la postura dell’amministrazione Trump nei confronti dell’autonomia della banca centrale degli Stati Uniti: a dodici mesi dall’inizio della presidenza, The Donald ha attaccato più volte il vertice della Federal Reserve a causa della riluttanza a tagliare i tassi di interesse – con tanto di soprannome ad hoc, Jerome “Too Late” Powell. 

E non è neanche la prima volta che un membro del Board of Governors, cioè di coloro che prendono parte al FOMC, viene messo sotto accusa: il 20 agosto scorso Trump ha invocato le dimissioni della governatrice Lisa Cook, per poi annunciarne il licenziamento il 25 agosto. Il motivo? Una presunta frode ipotecaria commessa dalla governatrice stessa che, naturalmente, ha fatto ricorso. Il processo è ancora in fase di svolgimento.  

Insomma, se la politica dovesse prevalere sull’indipendenza della Federal Reserve, la reputazione che gli States sono riusciti a costruire in più di due secoli di storia sarebbe definitivamente compromessa. L’effetto domino sarebbe devastante: il dollaro perderebbe il suo ruolo di riserva globale, i rendimenti dei titoli di stato schizzerebbero rendendo il debito insostenibile e si innescherebbe una fuga di capitali capace di affossare le borse mondiali. 

What’s next? 

Il Presidente Powell, nel suo videomessaggio, ha confermato l’intenzione di continuare a “svolgere l’incarico per il quale il Senato mi ha confermato, agendo con integrità e con l’impegno di servire il popolo americano”. Intanto, salgono leggermente le probabilità di un taglio dei tassi in occasione del primo FOMC dell’anno: alcuni analisti ritengono che, in ogni caso, questa pressione potrebbe avere i suoi effetti sui policy makers
Il consiglio è di monitorare la situazione. Noi lo facciamo già, dunque risparmiati la fatica e resta sul pezzo con Young Platform: registrati col bottone qui sotto, non ci vuole nulla.

Disoccupazione e Non Farm Payroll: i dati USA

Occupazione USA: i dati e le reazioni dei mercati

Occupazione negli Stati Uniti, sono usciti i dati: Non Farm Payroll e disoccupazione. Come hanno reagito i mercati?

Nella giornata di venerdì 9 gennaio, il BLS (Bureau of Labor Statistics) americano ha comunicato i dati relativi al mercato del lavoro. Nello specifico, sono uscite le rilevazioni sui Non Farm Payrolls (NFP), cioè i nuovi posti di lavoro creati al netto del settore agricolo, e sul tasso di disoccupazione. Qual è la situazione? Come si sono comportati i mercati e perchè?

I dati: Non Farm Payrolls e tasso di disoccupazione 

La rilevazione del 9 gennaio è la prima dell’anno nuovo appena iniziato, ma andiamo subito al sodo: i NFP sono cresciuti di 50.000 unità, un dato inferiore rispetto alle aspettative che stimavano 60.000 nuovi posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione scende al 4,4%, un valore più basso dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,1% rispetto previsioni. 

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Le implicazioni 

Come è noto, il mondo della finanza dà molta importanza a queste rilevazioni dal momento che il mercato del lavoro è un indicatore preso in forte considerazione, soprattutto da quando il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell, nel suo discorso a Jackson Hole, ha confermato il cambio di priorità: nel valutare le mosse di politica monetaria, la banca centrale statunitense ora dà più rilievo al contenimento della disoccupazione piuttosto che alla stabilità dei prezzi. 

Sulla base di queste dichiarazioni, la catena logica che guida gli investitori da almeno quattro mesi è la seguente: se i NFP sono inferiori alle previsioni e il tasso di disoccupazione sale, allora è molto probabile che il prossimo meeting del FOMC vedrà un taglio dei tassi. Effettivamente, è stato così fino all’ultima riunione di politica monetaria.

In ogni caso, quanto comunicato oggi dal BLS in merito alla situazione lavorativa negli USA ha dipinto un quadro non positivo, ma comunque stabile se paragonato al mese di novembre: il tasso di disoccupazione resta alto, ai livelli del 2021.

Le previsioni sul FOMC di dicembre

Il FedWatch del CME Group, uno strumento che calcola le probabilità del taglio dei tassi da parte del FOMC sulla base dei prezzi dei futures sui Fed Funds, attualmente dà il No Change al 97,2%, mentre il taglio di 25 punti base – cioè dello 0,25% – è probabile al 2,8%. Ma si tratta di percentuali totalmente provvisorie che cambiano di giorno in giorno: saranno sicuramente meno mobili a ridosso della riunione. 

Come hanno reagito i mercati?

Al momento della scrittura, ovvero a borse appene aperte, i principali indici di Wall Street si stanno muovendo poco: il Dow Jones è stabile, mentre l’S&P500 e il Nasdaq 100 stanno guadagnando lo 0,2% circa.

Il mercato crypto, per ora, mostra una reazione debole: a un’ora dalla pubblicazione dei dati, Bitcoin sta perdendo lo 0,7% e viaggia in zona 90.000$; anche Ethereum va in territorio negativo e cede lo 0,9%: attualmente si trova sui 3.070$. Solana segue e fa peggio di ETH scendendo dell’1,2% a quota 137$. Chiudiamo questa sezione con la Total Market Cap, che resta sopra la soglia dei 3 trillion, precisamente a 3,04T
Il DXY, che misura l’andamento del dollaro contro le principali sei valute mondiali, sale dello 0,1% mentre l’oro cresce dello 0,4%, continuando sui 4.500$.

What’s next?

Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, assisteremo a un mercato molto volatile, in particolare lato crypto: il momento attuale, infatti, è condizionato da una forte emotività che può spostare miliardi di capitale in poche ore. 
In ogni caso, noi saremo qui ad aggiornarti sulle notizie e sui fatti che muovono i mercati. Iscriviti al nostro canale Telegram – se già sei dentro condividi il link con amici e amiche interessati – e a Young Platform per non perderti ciò che conta!

The Reveal: cosa si vince in questo Torneo?

The Reveal, la terza tappa verso la liberazione dalla Box che condiziona il modo in cui concepiamo la realtà. Cosa si vince in questo Torneo?

Il 9 dicembre è partito ufficialmente The Reveal, il terzo step del tuo personale viaggio alla scoperta di una realtà pura e autentica, libera dai limiti che, per anni, la Box ti ha imposto, influenzando e modellando le scelte più importanti. Il nostro compito sarà supportarti in questo speciale cammino, guidandoti verso la rivelazione della realtà oltre le apparenze che da sempre plasmano l’idea di finanza personale. L’obiettivo finale? La tua libertà finanziaria. Diamo un’occhiata ai premi, che c’è un bel po’ di roba da vedere!

Un concorso doppio: Campionato e Tornei

Lo ripetiamo un’altra volta, nel caso in cui ti fossi perso questo dettaglio fondamentale: The Reveal si articola su due binari paralleli, ovvero il Campionato e i Tornei. Se ancora non ne conosci il funzionamento, qui trovi tutte le informazioni necessarie: 

Questo spazio, invece, sarà dedicato ai singoli Tornei: oggi parliamo del terzo, iniziato il 6 gennaio, che si concluderà il 20 gennaio. Quando scadrà, aggiorneremo l’articolo con i dettagli del Torneo successivo, per cui tienilo sempre a portata di mano – sotto troverai i Tornei precedenti: cosa ti sei perso!

Torneo Discount Party: 6 gennaio – 20 gennaio

Sono appena finite le vacanze di Natale, quelle in cui tra cenoni, pranzi, regali e spumante, si finisce sempre per spendere tanto. Dato che il Torneo è partito il 6 gennaio, il giorno che decreta ufficialmente il termine del periodo natalizio, i premi sono pensati proprio per farti risparmiare

Quindi, cosa si vince in questo Torneo? Dal titolo si capisce già che si tratta di sconti, in particolare:

  • 30 GiftCard Amazon da 50€
  • 15 GiftCard Volagratis da 100€
  • 30 Buoni Carburante Q8 da 50€

Lo ricordiamo: per poter partecipare all’estrazione finale, ti basta raccogliere un solo Ticket. Tuttavia, per ragioni puramente matematiche, più Ticket accumuli, più possibilità avrai di essere estratto. Ciascun Ticket, infatti, possiede un codice univoco con cui verranno individuati i vincitori. 

Ancora qui? Corri sull’app di Young Platform, completa le Missioni, guadagna Gemme e colleziona quanti più Ticket possibili: altri concorrenti stanno già raccogliendo le gemme con la pala!

Ci vediamo su questa pagina tra due settimane: sveleremo i premi del terzo Torneo. In bocca al lupo!

Torneo Tech Mania: 23 dicembre – 6 gennaio

Il secondo Torneo ha messo al centro un elemento che noi di Young Platform adoriamo – no, stavolta non si parlava di Bitcoin. Come avrai potuto intuire, il tema di fondo che legava i premi in palio era la tecnologia

In un mondo che corre così veloce è necessario avere gli strumenti adeguati per stare al passo coi tempi: immagina di correre nei 100 metri con delle infradito ai piedi. Molto complicato, per usare un eufemismo. Dunque, tornando a noi, cosa si vinceva in questo Torneo? 

Per Tech Mania, abbiamo messo in palio ben cinque premi: 

  • 3 iPhone 17
  • 2 MacBook Air 13

Torneo Taste of Luxury: 9 dicembre – 23 dicembre

Il primo Torneo è stato pensato con l’obiettivo di farti entrare in gara sin da subito, così da poter accumulare vantaggio nei confronti dei concorrenti: ci sei riuscito? I premi, naturalmente, avevano a che fare col lusso.  
Le ricompense del primo Torneo, infatti, erano super preziose: due Bracciali Tennis Extensible in Diamanti neri. Oro bianco, diamanti scuri e un design senza tempo: ogni dettaglio parla il linguaggio dell’eleganza.

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Tassi BCE: a quando la prossima riunione? Il calendario completo del 2026 da monitorare!

La prossima riunione BCE? Il calendario completo 2025

Il calendario 2026 delle riunioni da non perdere assolutamente

Quando si terrà la prossima riunione BCE? Il calendario dell’istituto centrale viene costantemente monitorato non soltanto da investitori o esperti di mercato. Anche i semplici cittadini dell’Eurozona seguono con interesse e apprensione i meeting della Banca Centrale, poiché le sue decisioni possono avere ripercussioni sui portafogli delle famiglie.

Ogni riunione BCE è dunque attesa con ansia e preceduta da innumerevoli previsioni circa le mosse di Christine Lagarde e del Consiglio Direttivo, le cui parole vengono costantemente passate al setaccio. Ecco allora il calendario 2026 (e non solo) delle riunioni da monitorare per non perdere neanche un appuntamento con l’istituto di Francoforte.

Prossima riunione BCE di politica monetaria: calendario 2026

L’annuale calendario della BCE ha in programma diversi appuntamenti: generalmente si riunisce due volte al mese, ma le decisioni di politica monetaria vengono discusse solo 8 volte in un anno. Questi sono i meeting più attesi perché capaci di influenzare i mercati finanziari e non solo. 

Il calendario della Banca Centrale Europea viene quindi diviso in due parti: le prossime riunioni di politica monetaria e quelle non di politica monetaria. 

La prima categoria di appuntamenti, che cade sempre di giovedì, è seguita dalla conferenza stampa della presidente dell’istituto, Christine Lagarde, che presenta in diretta televisiva al pubblico e ai giornalisti quanto deciso

Ma quindi cosa viene discusso durante ogni riunione BCE di politica monetaria? I principali temi affrontati sono generalmente la crescita e il PIL dell’Eurozona, il quantitative tightening, l’andamento dell’inflazione e i tassi di interesse. 

Proprio le decisioni sui tassi d’interesse sono particolarmente importanti perché hanno delle ripercussioni dirette sui risparmi e sul potere d’acquisto dei cittadini. Tra le varie conseguenze del rialzo dei tassi c’è l’aumento dei costi dei mutui, ad esempio. D’altro canto per la BCE, il rialzo o il ribasso dei tassi d’interesse è uno strumento essenziale per assolvere al suo principale compito ovvero mantenere stabili i prezzi

Ciò detto, la domanda iniziale sorge spontanea: quando ci sarà la prossima riunione BCE

Il calendario 2026 dei meeting di politica monetaria

  • 4-5 Febbraio 2026
  • 18-10 Marzo 2026
  • 29-30 Aprile 2026
  • 10-11 Giugno 2026
  • 22-23 Luglio 2026
  • 9-10 Settembre 2026
  • 28-29 Ottobre 2026
  • 16-17 Dicembre 2026

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Ad eccezione dell’appuntamento di settembre che si svolgerà presso la Deutsche Bundesbank – la banca centrale tedesca – ogni riunione BCE del 2026 si terrà all’interno dell’Eurotower di Francoforte, cioè la sua sede, e sarà presieduta dal Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea, il principale organo decisionale dell’istituzione.

Questo è composto dalla presidente Christine Lagarde, dal vicepresidente Luis de Guindos, da quattro membri nominati tra i paesi leader dell’Eurozona che tengono la carica per 8 anni, e i governatori delle banche centrali nazionali. Nel caso dell’Italia è Fabio Panetta. 

Dopo ogni meeting gli investitori tengono sotto controllo i mercati per monitorare le reazioni alle decisioni della Banca Centrale Europea. Alcune di queste incidono anche sul mercato delle criptovalute. Per questo, le prossime riunioni della BCE, come quelle della Federal Reserve (qui il calendario dei meeting della Fed per il 2026), andrebbero tenute d’occhio. 

Su Young Platform, l’exchange di criptovalute leader in Italia, puoi controllare i prezzi delle criptovalute contestualmente alle relazioni su ogni riunione della BCE. 

Scopri Young Platform

Prossima riunione BCE non di politica monetaria: calendario 2026

Il calendario delle riunioni BCE prevede anche dei meeting che non trattano temi di politica monetaria. In queste occasioni vengono assolti gli altri compiti e responsabilità della Banca Centrale Europea, come la vigilanza bancaria per l’Eurozona. Ecco tutte le date delle prossime riunioni: 

  • 25 Febbraio 2026
  • 8 Aprile 2026
  • 20 maggio 2026 
  • 30 Settembre 2026
  • 18 Novembre 2026

BCE: calendario riunioni 2025

  • 29-30 Gennaio 2025
  • 5-6 Marzo 2025
  • 16-17 Aprile 2025
  • 4-5 Giugno 2025
  • 23-24 Luglio 2025
  • 10-11 Settembre 2025
  • 29-30 Ottobre 2025 (presso la Banca d’Italia a Firenze)
  • 17-18 Dicembre 2025

BCE: calendario riunioni 2024

  • 25 Gennaio 2024 
  • 7 Marzo 2024
  • 11 Aprile 2024
  • 6 Giugno 2024
  • 18 Luglio 2024
  • 12 Settembre 2024
  • 17 Ottobre 2024 (presso la Banca di Slovenia)
  • 12 Dicembre 2024

BCE: calendario riunioni 2023

  • 2 Febbraio 2023
  • 16 Marzo 2023
  • 4 Maggio 2023
  • 15 Giugno 2023
  • 27 Luglio 2023
  • 14 Settembre 2023
  • 26 Ottobre 2023 
  • 14 Dicembre 2023

Tra non molto si terrà dunque la prossima riunione BCE del 2026, ma il calendario degli incontri di quest’anno è ricco e non mancheranno le occasioni per discutere dell’economia dell’Eurozona. 
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Inflazione USA: il dato del CPI oggi

Inflazione USA: il dato del CPI di oggi

È appena uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America.

È appena uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America. Il destino dei mercati passa dall’inflazione USA e, quindi, dal dato del Consumer Price Index (CPI) pubblicato il 18 dicembre. In questo articolo, scopriremo cos’è il CPI, perché è importante e analizzeremo gli ultimi dati disponibili. 

CPI significato

Tecnicamente, il CPI (Consumer Price Index), o Indice dei Prezzi al Consumo, è un indicatore economico fondamentale che misura quanto sono cambiati i prezzi di beni e servizi che compriamo quotidianamente. In altre parole, il CPI ci dice quanto costa oggi vivere rispetto al passato.  

Il CPI si calcola raccogliendo i dati sui prezzi di un “paniere” rappresentativo di beni e servizi che i consumatori solitamente acquistano. Questo paniere include una varietà di prodotti, come cibo, abbigliamento, alloggio, trasporti, istruzione, assistenza sanitaria e altri beni e servizi comuni. Il Bureau of Labor Statistics (BLS) degli Stati Uniti raccoglie ogni mese i prezzi in 75 aree urbane e li confronta con quelli del periodo precedente.

Perché è importante?

Il CPI è utilizzato per misurare l’inflazione, cioè quanto aumenta il costo della vita. Se il CPI sale, significa che i prezzi stanno aumentando e che, in media, si deve spendere di più per vivere come si faceva prima.

Bitcoin e CPI: come sono legati?

Quando, in occasione dell’ultimo FOMC, la Fed ha comunicato il taglio dei tassi di 25 punti base, il prezzo di Bitcoin non ha reagito in modo così netto, perché la decisione era ampiamente prevista: il Presidente Jerome Powell, già nel suo discorso a Jackson Hole, aveva già lasciato intendere che la Federal Reserve, nelle valutazioni relative alla politica monetaria, avrebbe dato priorità al contenimento del tasso di disoccupazione piuttosto che al mantenimento della stabilità dei prezzi. 

In questo contesto, l’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) perde leggermente di rilevanza rispetto ad altri indicatori, Non Farm Payroll e tasso di disoccupazione in primis. In ogni caso, resta uno strumento fondamentale per comprendere l’andamento dell’inflazione e cercare di prevedere il comportamento della banca centrale americana: un CPI stabile o in diminuzione alzerebbe notevolmente le probabilità di un taglio dei tassi al prossimo FOMC – trovi tutte le date per il 2026 nel nostro articolo sul calendario delle riunioni della Fed

L’ultima volta che è successo

L’ultimo CPI di ottobre è risultato inferiore rispetto alle previsioni ma più alto rispetto al CPI di settembre: il dato non ha modificato le scelte della Fed la quale, come abbiamo già spiegato, dalla fine di agosto si sta concentrando maggiormente sull’andamento della disoccupazione.

Una curiosità: questo CPI è “diverso” dal solito, perché avviene in un contesto di post-shutdown. Per chi non lo sapesse, il government shutdown – letteralmente “chiusura del governo” – si verifica quando il Congresso non approva il bilancio federale, ovvero la gestione della spesa pubblica (l’equivalente della nostra legge di bilancio). In questa situazione, vengono automaticamente bloccate tutte le spese non essenziali fino al raggiungimento di un accordo sul bilancio che soddisfi Repubblicani e Democratici.

Anche il Bureau of Labor Statistics, l’ente responsabile della pubblicazione dei dati sul lavoro e sull’inflazione, rientra fra i “non essenziali”. Per questa ragione, a novembre, non sono usciti gli aggiornamenti sullo stato dell’inflazione negli Stati Uniti: le rilevazioni di dicembre, pertanto, prendono a termine di paragone ottobre – che esprime la situazione di settembre – e non il mese appena trascorso. 

Quindi, com’è andato il CPI di oggi?

CPI di dicembre 2025: l’analisi dei dati

Il 18 dicembre 2025, il BLS ha pubblicato il report relativo ai cambiamenti dei prezzi per i consumatori statunitensi. Secondo il rapporto, il CPI mensile (MoM) è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente, così come il CPI anno su anno (YoY), in crescita del 2,7%. Questo dato è abbastanza positivo, poiché l’inflazione anno su anno cala e si avvicina sempre di più al target imposto dalla FED, cioè il 2%.

Cosa significano questi numeri?

Il fatto che il CPI sia salito dello 0,2% mese su mese e del 2,7% anno su anno, significa che l’inflazione si è rivelata meno aggressiva di quanto ci si aspettasse: entrambe le rilevazioni sono inferiori alle attese. Gli analisti, infatti, pronosticavano un incremento dello 0,3% mese-su-mese e del 3,1% anno-su-anno. 

Cosa deciderà la Fed riguardo ai tassi di interesse nel FOMC del 27-28 gennaio 2026? Sul FedWatch Tool, lo strumento principe per questo tipo di previsioni, le probabilità del taglio di 25 punti base sono già più alte del giorno precedente all’uscita del CPI. 

Dati storici del CPI YoY nel 2025

Ecco com’è andato il CPI nel 2025:

Dicembre 2025: 2,7% (previsto 3,1%)
Ottobre 2025: 3% (previsto 3,1%)
Settembre 2025: 2,9% (previsto 2,9%)
Agosto 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Luglio 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Giugno 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Maggio 2025: 2,3% (previsto 2,4%)
Aprile 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Marzo 2025: 2,8% (previsto 2,9%)
Febbraio 2025: 3% (previsto 2,9%)
Gennaio 2025: 2,9% (previsto 2,9%)

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Riunione BCE dicembre 2025: i risultati

Riunione BCE dicembre 2025: i risultati

La BCE si è riunita il 18 dicembre per decidere le politiche monetarie dell’Eurozona: cosa è successo ai tassi di interesse? Qui i risultati

La riunione della Banca Centrale Europea di giovedì 18 dicembre 2025 ha visto i membri del Consiglio Direttivo riunirsi per discutere, tra le altre cose, in merito alle politiche monetarie dell’Eurozona. Sul tavolo, le decisioni relative ai tassi di interesse. Cosa è successo?

Riunione della BCE: qual è il contesto economico?

L’ultima riunione della BCE nel 2025 è avvenuta in uno scenario economico complesso, in cui l’incertezza sul futuro domina incontrastata, tra l’imprevedibilità di Donald Trump e le guerre che sembrano destinate a durare ancora un po’. I temi principali hanno riguardato soprattutto la crescita economica, fortemente condizionata dalle tariffe doganali, e l’inflazione, al 2,2% secondo l’ultima rilevazione – più alta dello 0,1% rispetto alle previsioni. Vediamo nel dettaglio cosa si è deciso.

La BCE lascia i tassi di interesse invariati

Giovedì 18 dicembre, Francoforte. Il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea ha comunicato la sua decisione in materia di politica monetaria per l’Eurozona. Come atteso dalla maggioranza degli analisti, la BCE ha deciso mantenere invariati i suoi tre tassi di interesse chiave. Di conseguenza, il tasso sui depositi presso la banca centrale resta stabile al 2%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15%, così come il tasso sulla marginal lending facility al 2,40%.

Le motivazioni dietro la scelta

La BCE ha spiegato che la decisione è stata guidata dal fatto che il processo di disinflazione è in linea con le aspettative e dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine. Come abbiamo anticipato, l’ultima rilevazione ha mostrato un’inflazione nell’Unione Europea attestarsi al 2,2%, leggermente superiore rispetto agli obiettivi fissati dal Consiglio direttivo. 

L’economia dell’Eurozona ha mostrato resilienza nei confronti dei recenti shock che hanno colpito il mercato globale: secondo quanto si legge nel comunicato ufficiale, “la crescita economica dovrebbe essere più sostenuta rispetto alle proiezioni di settembre, trainata in particolare dalla domanda interna. A seguito di una sua revisione al rialzo, si collocherebbe all’1,4% nel 2025, all’1,2% nel 2026 e all’1,4% nel 2027, livello sul quale dovrebbe mantenersi nel 2028”.

Con questa riunione, la BCE conferma la traiettoria

La riunione della BCE di dicembre 2025 ha decretato il mantenimento dei tassi di interesse ai livelli di ottobre: è la quarta riunione di fila che vede questo esito. Nonostante il contesto globale fortemente confuso, l’inflazione continua a reggere botta e la Banca Centrale segnala un cauto ottimismo: con questa decisione conferma la sua traiettoria futura.

Le settimane che verranno saranno fondamentali per capire se i dati confermeranno lo scenario attuale e quale sarà la prossima mossa dell’Eurotower. La prossima riunione è prevista per il 5 febbraio 2026: cosa decideranno i membri del Consiglio direttivo? 

Prospettive Future

Mantenere i tassi di interesse a un livello basso è una misura di politica economica espansiva che ha l’obiettivo di sostenere la crescita riducendo il costo del denaro: le imprese possono chiedere prestiti più facilmente, producono più ricchezza e l’economia ne beneficia. Quando il denaro costa meno anche i mercati azionari ne traggono vantaggio, dal momento che i tassi bassi stimolano la circolazione del capitale: da un lato le imprese chiedono più facilmente i soldi in prestito, hanno più margine per operazioni finanziarie, acquisizioni ed espansioni. Così incrementano i potenziali guadagni e con essi la probabilità che il prezzo delle azioni salga.

Dall’altro gli investitori si spostano da titoli più stabili ma meno profittevoli, come le obbligazioni, ad asset finanziari più rischiosi con ritorni potenziali più alti. In questa seconda seconda categoria rientrano le azioni e i relativi indici, ma anche le criptovalute.

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Fed, il calendario 2026: a quando la prossima riunione del FOMC?

Calendario riunioni Fed 2026: quando la prossima?

Fed: il programma completo dei FOMC 2026 con tutte le prossime date in calendario

Il calendario delle riunioni Fed (Federal Reserve System) ovvero la banca centrale degli Stati Uniti, prevede otto appuntamenti annuali. Questi meeting sono l’equivalente delle riunioni della nostra BCE in cui vengono prese decisioni di politica monetaria. Sono eventi molto seguiti perché capaci di influenzare l’andamento dei mercati finanziari e negli ultimi tempi sono diventati dei veri e propri giri di boa per il futuro dell’economia globale.

Riunioni Fed: cosa viene deciso e da chi 

Prima di scoprire il calendario delle riunioni Fed 2026, vediamo come funzionano questi appuntamenti. 

Gli incontri sono presieduti dal FOMC, Federal Open Market Committee, ovvero l’organo operativo e portavoce della Fed. Questo è composto da 12 membri tra cui banchieri centrali degli Stati Uniti e il presidente della Fed. 

Il FOMC valuta le condizioni finanziarie e le azioni di politica monetaria da intraprendere per raggiungere gli obiettivi economici degli USA. Tra queste la più decisiva, è la decisione sui tassi di interesse per regolare l’inflazione

In occasione di ciascuna delle riunioni Fed in calendario vengono presentati: un riepilogo delle proiezioni economiche – Summary of Economic Projection – e il Dot Plot, un grafico che mostra le previsioni anonime di ogni membro della Fed sulla posizione dei Fed funds rate dell’anno passato, sul futuro e sul lungo periodo. Questi appuntamenti sono evidenziati nel calendario con un asterisco. 

Il FOMC meeting announcement

Il riepilogo delle proiezioni economiche viene pubblicato nel FOMC meeting announcement, un comunicato di politica monetaria dove vengono riportati gli indici economici più importanti, come i dati sul mercato del lavoro. In questa occasione, la Fed comunica il “federal funds rate“, cioè il tasso di interesse che influenza tutti gli altri tassi (mutui, prestiti, obbligazioni). Questo tasso è dato come intervallo (esempio: 1,75%-2%). Raggiungere una media di questo intervallo è l’obiettivo implicito. Più alto è questo obiettivo, più restrittiva diventa la politica monetaria, più basso è questo obiettivo, più accomodante diventa la politica.

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Riunioni Fed: calendario 2026 

Questi meeting del FOMC si svolgono otto volte all’anno, durano due giorni e sono seguiti da una conferenza stampa del presidente Jerome Powell. Ecco il calendario Fed di tutte le riunioni per il 2026.

  • 27-28 Gennaio 2026  
  • 17-18 Marzo 2026*
  • 28-29 Aprile 2026
  • 16-17 Giugno 2026*
  • 28-29 Luglio 2026
  • 15-16 Settembre 2026*
  • 27-28 Ottobre 2026
  • 8-9 Dicembre 2026*

(*) Riunione associata a una sintesi delle proiezioni economiche.

L’ultimo FOMC, per esempio, lo trovi a questo link in cui parliamo della decisione sui tassi, delle motivazioni e delle reazioni dei mercati.

Inoltre, mentre ci avviciniamo a maggio, si profila all’orizzonte un cambio significativo: il Presidente Jerome Powell concluderà il suo secondo mandato alla guida della Federal Reserve. Alla luce di questo sviluppo, il Presidente Donald Trump dovrà scegliere il suo successore – abbiamo scritto un articolo dedicato all’argomento: chi emergerà come candidato favorito per questo ruolo chiave?

Riunioni Fed: calendario 2025

La Fed nel 2025 si è riunita in queste date: 

  • 28-29 Gennaio 2025  
  • 18-19  Marzo 2025 *
  • 6-7 Maggio 2025
  • 17-18 Giugno 2025 *
  • 29-30 Luglio 2025
  • 16-17 Settembre 2025 *
  • 28-29 Ottobre 2025
  • 9-10 Dicembre 2025 *

Riunioni Fed: calendario 2024

La Fed nel 2024 si è riunita in queste date: 

  • 30-31 Gennaio 2024
  • 19-20 Marzo 2024*
  • 30 Aprile – 1 Maggio 2024
  • 11-12 Giugno 2024*
  • 30-31 Luglio 2024
  • 17-18 Settembre 2024*
  • 6-7 Novembre 2024
  • 17-18 Dicembre 2024*

Riunioni Fed: calendario 2023

La Fed nel 2023 si è riunita in queste date: 

  • 31 Gennaio – 1 Febbraio 2023
  • 21-22 Marzo 2023*
  • 2-3 Maggio 2023
  • 13-14 Giugno 2023*
  • 25-26 Luglio 2023
  • 19-20 Settembre 2023*
  • 31 Ottobre – 1 Novembre 2023
  • 12-13 Dicembre 2023*

Riunioni Fed: calendario 2022

La Fed nel 2022 si è riunita in queste date: 

  • 25-26 Gennaio 2022
  • 15-16 Marzo 2022*
  • 3-4 Maggio 2022
  • 14-15 Giugno 2022*
  • 26-27 Luglio 2022
  • 20-21 Settembre 2022*
  • 1-2 Novembre 2022
  • 13-14 Dicembre 2022*

Le riunioni della Fed sono un evento atteso con grande interesse dagli operatori finanziari e dagli analisti. Le decisioni dell’Istituto hanno un ruolo di primaria importanza per la politica monetaria degli Stati Uniti ma non solo. 

In più occasioni abbiamo assistito a un impatto anche su altri mercati come quello delle criptovalute. Ecco perché teniamo d’occhio il calendario Fed: entra nel nostro canale Telegram e iscriviti a Young Platform per non perderti gli aggiornamenti!

Bitcoin può essere hackerato? I computer quantistici possono distruggerlo?

Bitcoin può essere hackerato?

È possibile che Bitcoin venga hackerato? I computer quantistici riusciranno a distruggere la blockchain? Scopri di più

La blockchain di Bitcoin è estremamente sicura a livello informatico, prevalentemente grazie ai modelli crittografici che utilizza. Nonostante questo, all’orizzonte c’è una minaccia che preoccupa alcuni crypto enthusiast: i computer quantistici. 

Queste macchine, incredibilmente potenti, sono in grado di svolgere calcoli ad una velocità esponenzialmente più elevata rispetto a quelle tradizionali e, per questo motivo, potrebbero mettere a rischio la blockchain di Bitcoin. La sicurezza dell’intera rete si basa, infatti, proprio sulla potenza di calcolo, messa a disposizione dai miner e costantemente in equilibrio.

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Visto che lo sviluppo di queste macchine sta avanzando velocemente negli ultimi anni, è necessario preoccuparsi? Bitcoin potrà, davvero, essere hackerato per colpa dei computer quantistici?

Bitcoin può essere hackerato? Cosa sono i computer quantistici

L’intuizione che sta alla base di questa tecnologia risale al 1981, quando Richard Feynman propose la sua teoria della computazione quantistica. L’idea era quella di creare elaboratori che simulassero la realtà proprio nel modo in cui si manifesta, e quindi attraverso artefatti quantistici, e non attraverso variabili binarie.

La differenza principale tra i computer quantistici e quelli tradizionali sta, dunque, nell’architettura delle più piccole unità che compongono il linguaggio macchina

Il linguaggio macchina di un elaboratore tradizionale è, infatti, basato su un’architettura binaria; l’unità di informazione che sta alla base di questa si chiama Bit e codifica uno stato che può essere o 0 o 1.

Al contrario, l’unità di informazione dei computer quantistici, il Qubit, o bit quantistico, si ispira alle particelle. Senza entrare troppo nel tecnico si può dire che i Qubit possono oltre ad assumere lo stato 0 o 1, possono restituirne uno qualsiasi di quelli compresi tra i due valori.

Il funzionamento di queste macchine è estremamente complesso, perciò non entreremo nel dettaglio. Anche perché il focus di questo articolo è comprendere se Bitcoin può essere o meno hackerato da queste macchine all’avanguardia.

Come funziona la crittografia di Bitcoin?

Per capire se i computer quantistici saranno in grado di hackerare Bitcoin dobbiamo comprendere come lavora la sua blockchain a livello crittografico. Il network di BTC utilizza, in questo senso, tre funzioni principali:

  1. La funzione di hash Secure Hash Algorithm (SHA) 256: è un algoritmo che viene utilizzato da Bitcoin per garantire l’integrità delle informazioni memorizzate in un blocco. La SHA-256 è unidirezionale, ovvero è possibile generare un hash (o impronta digitale) da qualsiasi contenuto ma, al contrario, non è possibile svolgere il procedimento inverso, ovvero non si può risalire al contenuto partendo dall’hash. Il risultato di questa funzione crittografica, che viene utilizzata principalmente nel processo di mining, in particolare per creare l’hash del blocco e garantire il funzionamento del meccanismo di consenso Proof-of-Work, è sempre un codice alfanumerico di 64 caratteri, codificato in 256 bit o 32 byte ed essa;
  1. RIPEMD-160: questa è un’altra funzione hash crittografica usata in Bitcoin, principalmente per ridurre la lunghezza degli hash SHA-256 da 256 bit a 160 bit. Questo ridimensionamento viene utilizzato nella creazione dell’indirizzo Bitcoin, che inizia con un hash SHA-256 della chiave pubblica seguito da un hash RIPEMD-160;
  1. Le Curve Ellittiche: Bitcoin usa l’Elliptic Curve Digital Signature Algorithm (ECDSA) per garantire che le monete possano essere spese solo dal legittimo proprietario. La curva specifica usata in Bitcoin è la secp256k1, che aiuta a generare la chiave pubblica dalla chiave privata e a firmare le transazioni.

Bisogna anche specificare che Bitcoin utilizza funzioni crittografiche che siano battle tested. Ciò significa che esse non sono funzionanti soltanto a livello matematico ma sono state già testate “sul campo” per diversi anni, o addirittura, decenni. 

Guarda il prezzo di BTC

Perché i computer quantistici sono una minaccia?

È arrivato il momento di rispondere alla domanda centrale di questo articolo: Bitcoin può essere hackerato?

Per farlo ci concentreremo sulla modalità teoricamente più possibile, ottenere il controllo di più del 50% della potenza computazionale della rete, e quindi effettuare un 51% attack. Se un hacker riuscisse in questa impresa potrebbe, potenzialmente, spendere due volte i Bitcoin, il che porterebbe al fallimento dell’intera blockchain

Scongiurare la minaccia della doppia spesa (double spending) è stato uno degli obiettivi principali del creatore di Bitcoin Satoshi Nakamoto. D’altronde, BTC non sarebbe andato lontano se qualcuno avesse potuto impiegare la stessa somma in più scambi economici. 

In questo senso i computer quantistici sono sempre stati considerarti una minaccia per Bitcoin e, più in generale, per la crittografia, dato che sono, teoricamente, in grado di effettuare complicatissimi calcoli ad una velocità esponenzialmente più alta rispetto a quelli tradizionali. Queste operazioni matematiche complesse, stanno alla base della sicurezza di Bitcoin, dato che vengono svolte dai miner per validare i blocchi e quindi rendere sicuro l’intero network.

Perché Bitcoin dovrebbe essere al sicuro?

Bitcoin può, davvero, essere hackerato? I quantum computer sono, all’atto pratico, una minaccia o, nel caso in cui la loro adozione dovrebbe crescere, non avranno comunque nessun impatto sul network di BTC? È impossibile dare una risposta certa a questa domanda. Tuttavia, possiamo analizzare alcuni dati e toerie per fare chiarezza sulla questione. 

Una delle più popolari sostiene che, una volta che questa tecnologia verrà adottata e i computer quantistici diventeranno davvero acquistabili, i miner di Bitcoin saranno tra i primi soggetti ad utilizzarli. In passato essi si sono aggiudicati le componentistiche hardware più avanzate, proprio perché la validazione dei blocchi della rete di BTC è un’attività fortemente competitiva e chi la svolge è fortemente incentivato ad aggiornare costantemente il proprio setup. Attualmente l’80% di questi soggetti possiede macchine estremamente costose, dotate dei chip più potenti in circolazione.

Secondo alcune stime, per replicare la potenza di calcolo in possesso dal 51% dei partecipanti alla rete, bisognerebbe spendere circa 3,7 miliardi di dollari in componenti hardware. Questa cifrà non tiene conto dell’aumento di prezzo che subirebbero i componenti, dato un tale incremento della domanda. Senza considerare poi che l’autore di un attacco di questo tipo non produrrebbe nessun beneficio economico per se stesso, dato che, nel caso in cui andasse a buon fine, ogni Bitcoin perderebbe, istantaneamente, il suo valore.

Insomma, non si trarrebbe alcun vantaggio tendando hackerare Bitcoin, nonostante sia teoricamente possibile, mentre il costo, approssimato per difetto a 3,7 miliardi di dollari, è incredibilmente elevato. Sarebbe più facile, e remunerativo, provare ad hackerare una banca centrale.

Riunione FED dicembre 2025: cos’è successo?

Riunione FED ottobre 2025: cos’è successo?

Riunione FED dicembre 2025: il FOMC taglia i tassi di interesse di 25 punti base (pbs). Quali sono le motivazioni? Come hanno reagito i mercati? 

Si è appena conclusa la riunione della FED del 10 dicembre 2025 in cui il Presidente Jerome Powell ha comunicato la decisione del FOMC sui tassi di interesse. Come previsto, il Comitato ha scelto di tagliare i tassi di 25 pbs, nel range tra il 3,5% e il 3,75%.

Riunione FED dicembre 2025: come da previsione, il FOMC taglia i tassi

Al termine della sua riunione del 10 dicembre 2025, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha annunciato la sua attesa decisione sulla politica monetaria statunitense. Il comitato guidato da Jerome Powell ha optato per tagliare i tassi di interesse di 25 pbs, nel range tra il 3,5% e il 3,75%, come ampiamente previsto.

Le motivazioni

I motivi alla base della decisione potrebbero essere sintetizzati in due frasi pronunciate in conferenza stampa da Jerome Powell. Leggiamole insieme. 

La prima ci dà l’idea generale della situazione macroeconomica degli Stati Uniti: “Sebbene alcuni importanti dati del governo federale siano stati ritardati a causa dello shutdown, quelli disponibili del settore pubblico e privato suggeriscono che le prospettive per l’occupazione e l’inflazione non sono cambiate molto dalla nostra riunione di ottobre. Le condizioni del mercato del lavoro sembrano raffreddarsi gradualmente e l’inflazione rimane in qualche modo elevata“.

Nulla di nuovo. Il mercato del lavoro fatica a prendere forza, col tasso di disoccupazione ai massimi da ottobre 2021 – ora al 4,4% – mentre l’inflazione, seppur relativamente sotto controllo, non accenna ad arrestarsi. Quindi lo scenario attuale, afferma Powell, non presenta forti differenze rispetto a settembre. 

Dato che la Federal Reserve, come sappiamo dai tempi di Jackson Hole, adesso maggiore rilevanza al controllo della disoccupazione piuttosto che alla stabilità dei prezzi, un contesto sostanzialmente invariato che permette ai Governatori che presiedono il FOMC di proseguire con una politica monetaria espansiva.

Successivamente, il Presidente della Fed si è concentrato sul mercato del lavoro: “sebbene i dati ufficiali sull’occupazione relativi a ottobre e novembre siano in ritardo, le prove disponibili suggeriscono che sia i licenziamenti che le assunzioni rimangono bassi. Il rapporto ufficiale sul mercato del lavoro per settembre, l’ultimo pubblicato, ha mostrato che il tasso di disoccupazione ha continuato a salire leggermente, raggiungendo il 4,4%, e che l’aumento dei posti di lavoro aveva rallentato in modo significativo rispetto all’inizio dell’anno”.

Powell ci sta dicendo che, nel medio termine, i dati dipingono un quadro occupazione in leggero peggioramento. Sulla base di ciò, la Fed ha deciso di tagliare i tassi per stimolare l’economia e, di conseguenza, provare a ravvivare il mercato del lavoro.  

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La Federal Reserve ritorna al Quantitative Easing, ma soft

Verso la fine del suo speech, Jerome Powell si è focalizzato sul tema del bilancio della Federal Reserve. Il primo giorno di dicembre, infatti, la banca centrale degli USA ha ufficialmente terminato il Quantitative Tightening (QT): ha smesso di ridurre il suo balance sheet con l’idea di mantenerlo flat, cioè stabile.

Col FOMC di dicembre, invece, “il Comitato ha deciso di avviare l’acquisto di titoli del Tesoro a più breve termine – principalmente Treasury bills – con l’unico scopo di mantenere un’ampia disponibilità di riserve nel tempo”. Detto in altre parole, questa dichiarazione di Powell segnala che la Fed ricomincerà a immettere liquidità nel sistema affinché le banche abbiano liquidità a sufficienza per supportare la crescita dell’economia. 

Nello specifico, “gli acquisti per la gestione delle riserve ammonteranno a 40 miliardi di dollari nel primo mese e potrebbero rimanere elevati per alcuni mesi”.

La Federal Reserve, pertanto, torna a un regime di Quantitative Easing (QE), ma soft: per dare un termine di paragone, durante il Covid il QE della Fed prevedeva acquisti di Treasuries per 200 miliardi di dollari al mese, un decimo rispetto alla cifra menzionata qualche riga sopra. 

Gli utili di Oracle rovinano la festa ai mercati

Oracle, l’azienda guidata da Larry Ellison che, recentemente, si è tuffata a capofitto nel business dell’IA con collaborazioni miliardarie con OpenAI e NVIDIA, ha dichiarato le trimestrali intorno alle ore 22 italiane del 10 dicembre, a mercati chiusi. 

Prima di ciò, i tre principali indici di Wall Street avevano reagito molto bene alla notizia del taglio dei tassi: S&P500 e Dow Jones su dello 0,7%, col Nasdaq 100 a +0,8%. Se poi ci concentriamo sulle singole aziende, soprattutto del settore AI-Tech, vediamo che Oracle ha chiuso la seduta a +1,9%, NVIDIA a +0,65%, Broadcom a +1,65%, Meta a +0,8%, Tesla e Google a +1,4%. Anche il mercato crypto ha partecipato alla festa, con Bitcoin ed Ethereum su del 2,5% circa.

Poi è scattata l’ora X, Oracle ha pubblicato i guadagni per il trimestre appena concluso: 16,06 miliardi di dollari contro i 16,21 previsti. Se una società non batte le previsioni non è un buon segno; se questa è una delle top del settore AI, la situazione è ancora più grave. Le paure relative all’AI Bubble si impossessano della mente degli investitori. 

Questo è ciò che succede nel pre-market, a borse ancora chiuse: i futures sull’S&P 500 sono scesi dello 0,6%, quelli sul Dow Jones dello 0,2% e quelli sul Nasdaq 100 dello 0,8%.

Quadro ancora più grave sull’azionario, col crash delle azioni di Oracle, giù dell’11%. Con loro, quelle di NVIDIA (-1,73%), Broadcom (-1,6%), Meta (-0,9%), Tesla e Google (-0,8%). Naturalmente, l’evento ha colpito anche Bitcoin (-4,4%) ed Ethereum (-7,3%) – dal picco  post-FOMC. 

Prossime riunioni della FED: taglio dei tassi all’orizzonte?

Difficile prevedere il comportamento dei banchieri centrali statunitensi, anche perché a maggio 2026 ci sarà un cambio al vertice della Fed – abbiamo scritto un articolo dedicato ai potenziali candidati presidenti

In ogni caso, al momento della scrittura, il FedWatch Tool, a 48 giorni dalla prossima riunione, stima un taglio di 25 pbs al 19,9%, mentre il No Change è dato all’80,1%.
L’appuntamento, quindi, è fra un mese e mezzo abbondante, per il FOMC del 30-31 gennaio: entra nel nostro gruppo Telegram o iscriviti a Young Platform e non perderti le notizie rilevanti che muovono i mercati!

The Reveal: vinci Rolex, Duke 125 e altro ancora!

The Reveal: vinci Rolex, Duke 125 e altro ancora!

The Reveal, ci siamo: il 9 dicembre è partito il concorso a premi più ricco della storia di Young Platform. Non ci credi? Vedere (le ricompense) per credere

È ufficialmente cominciato The Reveal, il terzo episodio della saga iniziata mesi fa con The Box. Una saga lunga, in cui nel primo capitolo abbiamo dimostrato l’esistenza della Box, la scatola virtuale fatta di pregiudizi e stereotipi invisibili, che influenzano concretamente la nostra vita finanziaria. 

Quindi con The Unbox, la seconda tappa di questo viaggio cominciato a marzo 2025, abbiamo rimosso la scatola e siamo riusciti a rompere quelle catene intangibili. E adesso siamo qua, di nuovo, con la terza fase, la più soddisfacente: The Reveal, la Rivelazione della realtà oltre le apparenze: un concorso pensato per la nostra Community, che terminerà il 10 marzo. 

Preparati a completare le missioni, guadagnare le gemme e raccogliere i ticket. Fidati, ne vale la pena: i premi sono davvero incredibili. Ma basta con le parole, passiamo ai fatti!

Come funziona The Reveal?

Che tu sia un veterano o un nuovo arrivato, il consiglio è sempre quello di non saltare mai il regolamento: immagina perdere la possibilità di vincere un Rolex perché non sapevi che le gemme andassero riscattate – si, è successo.  

The Reveal è un concorso composto da due gare contemporanee e indipendenti: il Campionato e i Tornei.

  • Campionato: inizia il 9 dicembre alle 14 e termina il 10 marzo. Si basa sulla classifica generale, attiva e valida dall’inizio alla fine del concorso, necessaria per determinare le posizioni finali dei partecipanti e, di conseguenza, le ricompense (in base al posizionamento). 
  • Tornei: sono dei “mini-campionati” all’interno del concorso che consentono a un maggior numero di partecipanti di aggiudicarsi un premio. Un Torneo, infatti, dura due settimane e prevede premi differenti da quelli del Campionato. Dal 9 dicembre al 10 marzo sono previsti sei Tornei. Attenzione, qui non esiste una classifica: al termine di The Reveal i vincitori verranno estratti a sorte – a breve ti diremo come. 

Adesso che abbiamo capito la struttura di The Reveal, è il momento di rispondere alle domande che sicuramente ti sarai posto: come si scala la classifica del Campionato? Come posso vincere i Tornei? La risposta è semplice: riscattando e collezionando le Gemme.

Le Gemme sono la chiave fondamentale del concorso: più ne accumuli, più possibilità hai di vincere. 

Come si accumulano le Gemme? Completando le Missioni

Le Missioni sono delle attività in-app che, appunto, generano le Gemme. Possono essere giornaliere, settimanali o permanenti: le prime durano 24 ore, le seconde sette giorni e le terze, invece, non scadono mai e restano attive per tutta la durata del concorso. Inoltre, alcune sono cicliche, nel senso che ritornano periodicamente in app, mentre altre sono uniche

Attenzione! Dato che le missioni a tempo – giornaliere e settimanali – scadono, ricordati di riscattare manualmente le Gemme al momento in cui completi la Missione, altrimenti rischi di perderle per sempre: quando la Missione sparisce, porta con sé anche le Gemme non riscattate!

Devi essere sul pezzo: controlla l’app, completa le Missioni e tocca subito su Riscatta

Le Gemme ti servono sia per scalare la classifica generale del Campionato, sia per guadagnare i ticket, cioè i biglietti con cui potrai partecipare all’estrazione e provare a vincere i premi previsti dai sei Tornei.

I ticket: alla ricerca dei biglietti fortunati

Al termine del concorso, come abbiamo detto, ci sarà l’estrazione dei vincitori dei sei Tornei: inutile specificarlo, sarà un sorteggio totalmente casuale, effettuato alla presenza di un notaio. Ogni ticket, infatti, possiede un codice univoco, grazie a cui individueremo i fortunati vincitori. 

Il dato è chiaro: più ticket collezioni, più aumenti le possibilità di essere estratto

In merito a questo punto, proprio per evitare la centralizzazione – dato che a noi piace molto la decentralizzazione – abbiamo democratizzato il processo di ottenimento dei ticket: più Gemme possiedi, più “costoso” sarà ottenere i ticket. In che senso?

Il nuovo meccanismo per raccogliere i Ticket

Con The Unbox, ad esempio, ogni 100 Gemme raccolte avresti potuto sbloccare un ticket: il rapporto Ticker-Gemme (1 a 100) restava invariato dall’inizio alla fine del concorso. 

Anche in The Unbox le Gemme si ottenevano completando le Missioni e le Missioni, spesso, erano attività legate a una spesa in denaro – trading, depositi, ecc. 

Logicamente, chi aveva più disponibilità economica portava a termine più missioni: sul lungo periodo, un numero fortemente sbilanciato di Ticket tendeva a concentrarsi nelle mani di pochi user.  

Per risolvere questo problema, abbiamo creato un sistema a Tier, cioè a fasce, così strutturato:

  • Tier 1 – da 0 a 500 Gemme accumulate: 1 Ticket ogni 30 Gemme 
  • Tier 2 – da 501 a 1500 Gemme accumulate: 1 Ticket ogni 100 Gemme
  • Tier 3 – da 1501 a 3000 Gemme accumulate: 1 Ticket ogni 200 Gemme
  • Tier 4 – da 3001 Gemme accumulate in poi: 1 Ticket ogni 300 Gemme

Insomma, col nuovo meccanismo ti basta una missione da 30 gemme per entrare nel Tier 1, ottenere un Ticket ed essere in ballo per l’estrazione dei premi di quel Torneo. 

Ma non è finita qui: alla fine di ogni Torneo, quindi ogni due settimane, il contatore e le Gemme si resettano.

Esempio: se al termine del primo Torneo eri al Tier 2 con 80 Gemme accumulate su 100 necessarie per lo sblocco di un Ticket, con l’inizio del secondo Torneo ripartirai dal Tier 1 con zero Gemme.

Possiamo finalmente passare ai premi. 

The Reveal: la Rivelazione merita ricompense incredibili

Come abbiamo specificato prima, The Reveal si divide in due competizioni diverse, che si svolgono in simultanea, ma che prevedono premi differenti: il Campionato e i Tornei

Vediamo i premi del Campionato, assegnati secondo la classifica generale:

  • 1° Posto: Rolex Submariner No Date
  • 2° Posto: Moto KTM 125 Duke 2025
  • 3° Posto: MacBook Pro 14″
  • 4° Posto: 2 Biglietti F1 Monza 2026 (Tribuna 5 Piscina)
  • 5° Posto: iPhone 17 Pro
  • 6° Posto: MacBook Air 13″
  • 7° Posto: iPhone 17
  • 8° Posto: Apple Watch Ultra 3
  • 9° Posto: Google Pixel 10
  • 10° Posto: 1 Biglietto F1 Monza 2026 (Tribuna 5 Piscina)
  • 11° Posto: Garmin Venu 4 (41 mm)
  • 12° Posto: Buono Amazon €500
  • 13° Posto: Buono Volagratis €500
  • 14° Posto: Samsung Smart TV 50″ Crystal UHD 4K
  • 15° Posto: Cuffie Sony WH-1000XM5 (Noise Cancelling)
  • 16° Posto: Buono Volagratis €300
  • 17° Posto: Buono Amazon €250
  • 18° Posto: Buono Volagratis €200
  • 19° Posto: Buono Amazon €150
  • 20° Posto: Buono Volagratis €100

Mica male eh? Per quanto riguarda i Tornei, ricordiamo che sono sei e che cambiano ogni due settimane.

Ogni Torneo offre premi differenti, che vi sveleremo gradualmente. Cominciando col primo di sei, raccogliendo almeno un Ticket dal 9 al 23 dicembre, potresti partecipare all’estrazione per vincere: 

  • due bracciali Tennis di diamanti.

Per adesso è tutto, The Reveal è cominciato: in bocca al lupo e che la sorte sia con te!

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