Bitcoin e interesse istituzionale: un update

Bitcoin e interesse istituzionale

Harvard ruota su Ethereum, mentre i fondi pensione USA comprano Strategy (MSTR), che domina gennaio con acquisti record di Bitcoin.

Gli istituzionali non si fermano. I documenti depositati alla SEC – i Form 13F trimestrali – parlano chiaro: l’Università di Harvard ribilancia il proprio portafoglio cedendo IBIT e comprando ETHA, mentre i grandi fondi pensione statunitensi consolidano la loro esposizione indiretta a Bitcoin acquistando Strategy. Vediamo i numeri nel dettaglio.

Harvard verso il cambio di passo?

Partiamo da una delle università più famose al mondo. Harvard ha deciso di modificare l’assetto del suo portafoglio a tema crypto, come emerge dall’ultimo report trimestrale: il celebre ateneo ha ridotto l’esposizione a IBIT, l’ETF Spot su Bitcoin di BlackRock, vendendo circa 1,48 milioni di quote, dopo il forte accumulo registrato quest’estate – +257% nel terzo trimestre (Q3) rispetto al secondo semestre (Q2) del 2025.  

A giudicare dai dati, sembra una rotazione di capitali: alla vendita di una parte di IBIT, infatti,  è seguita l’apertura di una posizione importante su ETHA, l’ETF Spot su Ethereum, emesso sempre da BlackRock, con un investimento di ben 86,8 milioni di dollari.

La strategia sembra chiara: diversificare l’esposizione sugli asset digitali, puntando anche sulla regina delle altcoin, nonché seconda crypto per market cap, Ethereum.

Le mosse dei fondi pensione USA

Mentre Harvard riduce le quote di IBIT, i fondi pensione pubblici statunitensi scelgono l’esposizione indiretta a Bitcoin acquistando Strategy (MSTR), la Bitcoin Treasury Company per eccellenza guidata da Michael Saylor. Diamo alcuni esempi – dati al 31.12.2025.

California Public Employees’ Retirement System 

Il California Public Employees’ Retirement System, il più grande fondo pensione pubblico degli Stati Uniti, ha aggiunto al portafoglio altre 22.475 azioni MSTR, portando il totale detenuto a 470.632 azioni: uno stake dal controvalore pari a circa 60 milioni di dollari (ai prezzi correnti).

Ohio State Teachers Retirement System 

Anche lo State Teachers Retirement System dell’Ohio si muove con decisione, incrementando le proprie quote in MSTR del 16,6%. Il totale sale così a 87.689 azioni, per un controvalore di 11 milioni di dollari (ai prezzi correnti).

North Carolina State Treasury

Infine, il North Carolina State Treasury aggiunge 9.117 azioni MSTR e porta la sua posizione complessiva a 168.688 azioni, valutate circa 22,6 milioni di dollari (ai prezzi correnti).

Strategy (MSTR): overview di gennaio

Come abbiamo appena visto, i fondi pensione stanno comprando Strategy (MSTR) per ottenere un’esposizione a Bitcoin senza detenerlo fisicamente. Ma come si è mossa l’azienda fondata da Michael Saylor nel primo mese dell’anno? 

Gennaio 2026, come riportato dal Corporate Adoption Report di BitcoinTreasuries.net, ha segnato una svolta decisiva: l’intensa “campagna acquisti” di Strategy starebbe ridefinendo il ritmo del mercato. Strategy, infatti, ha comprato 40.150 BTC in poco più di trenta giorni

Ma, in realtà, non si tratta di una tendenza del 2026: negli ultimi cinque anni, Strategy ha mantenuto una media di acquisto di 357 BTC al giorno. Per dare un termine di paragone, dal report emerge che, tra le società quotate – public companies – che detengono Bitcoin, solo venti riescono ad acquisire una media di almeno 10 BTC al giorno, mentre il resto aggiunge in media circa 1 BTC al giorno.

E proprio durante la stesura di questo articolo, abbiamo aperto X (ex Twitter) e abbiamo letto il solito tweet: “Strategy ha acquisito 2.486 BTC per circa 168,4 milioni di dollari, a un prezzo medio di ~67.710$ per Bitcoin. Al 16 febbraio 2026, deteniamo un totale di 717.131 BTC“. Reazione trascurabile di Bitcoin a un’ora dalla notizia: +0.3% – come volevasi dimostrare.

La grande domanda

Riflettiamo un secondo su questo dato. Ora, il mercato dà praticamente per scontato il fatto che Strategy compri centinaia di Bitcoin al giorno: i tweet settimanali della società in cui viene comunicato l’acquisto di migliaia di BTC non sortiscono alcun effetto a livello di prezzo, nonostante si tratti di cifre impressionanti – milioni di dollari ogni volta. 

La grande domanda è: quando Strategy deciderà di vendere Bitcoin, come verrà interpretata la notizia? Il bias della negatività, cioè “la tendenza cognitiva a dare maggiore importanza, peso e memoria alle esperienze, a notizie ed emozioni negative rispetto a quelle positive”, può aiutarci nella risposta: quasi sicuramente, si griderà all’apocalisse perché “anche Saylor sta vedendo!” e scatterà il panic selling, soprattutto tra gli investitori retail.
Sarà così o no? Nel dubbio, entra nel nostro canale Telegram e iscriviti a Young Platform per restare aggiornato sulle mosse degli istituzionali!

The Reveal: cosa si vince in questo Torneo?

The Reveal, la terza tappa verso la liberazione dalla Box che condiziona il modo in cui concepiamo la realtà. Cosa si vince in questo Torneo?

Il 9 dicembre è partito ufficialmente The Reveal, il terzo step del tuo personale viaggio alla scoperta di una realtà pura e autentica, libera dai limiti che, per anni, la Box ti ha imposto, influenzando e modellando le scelte più importanti. Il nostro compito sarà supportarti in questo speciale cammino, guidandoti verso la rivelazione della realtà oltre le apparenze che da sempre plasmano l’idea di finanza personale. L’obiettivo finale? La tua libertà finanziaria. Diamo un’occhiata ai premi, che c’è un bel po’ di roba da vedere!

Un concorso doppio: Campionato e Tornei

Lo ripetiamo un’altra volta, nel caso in cui ti fossi perso questo dettaglio fondamentale: The Reveal si articola su due binari paralleli, ovvero il Campionato e i Tornei. Se ancora non ne conosci il funzionamento, qui trovi tutte le informazioni necessarie: 

Questo spazio, invece, sarà dedicato ai singoli Tornei: oggi parliamo del sesto, iniziato il 17 febbraio, che si concluderà 10 marzo. Spoiler: è l’ultimo Torneo del concorso – sotto troverai i Tornei precedenti: cosa ti sei perso!

Torneo Become a Younger: 17 febbraio – 10 marzo

Ci siamo: come diceva il saggio, “nulla è eterno, neanche – purtroppo – The Reveal”. Eccoci qui, alla fine della terza tappa di un lungo viaggio iniziato quasi un anno fa con The Box

Dato che si tratta, appunto, dell’ultimo torneo, abbiamo deciso di aumentare sia i giorni sia le ricompense: avrai a disposizione non le solite due, ma ben tre settimane per provare a raccogliere i Ticket necessari e partecipare all’estrazione finale. Cosa si vince?

Il motivo che ci ha guidato alla scelta dei premi è semplice: vogliamo ringraziare la nostra Community per il supporto e per aver preso parte con tanta energia ai nostri concorsi. 

Durante queste tre settimane, potrai competere e provare a vincere: 

  • 100 pack col merch di Young, composti da felpa, t-shirt, cappellino e adesivi

Parliamo di merch esclusivo, disponibile solo per noi dipendenti: non lo trovi in vendita da nessuna parte. L’unico modo per averlo è completare le missioni, riscattare le gemme e guadagnare i Ticket. 

Lo ricordiamo: per poter partecipare all’estrazione finale, ti basta raccogliere anche un solo Ticket. Tuttavia, per ragioni puramente matematiche, più Ticket accumuli, più possibilità avrai di essere estratto. Ciascun Ticket, infatti, possiede un codice univoco con cui verranno individuati i vincitori. Partecipa al Torneo! Ne vale la pena. 

Ancora qui? Corri sull’app di Young Platform, completa le Missioni, guadagna Gemme e colleziona quanti più Ticket possibili: altri concorrenti stanno già raccogliendo le gemme con la pala!In bocca al lupo!

Torneo Travel Vibes: 3 febbraio – 17 febbraio

Il 17 febbraio si è concluso il quinto torneo o meglio, il penultimo: come hai potuto leggere sopra, The Reveal è quasi giunto alla fine e, con esso, la possibilità di vincere una valanga di premi ogni due settimane.  

Ma, a breve, terminerà anche l’inverno, quel periodo fatto di mattine freddissime, giornate con poca luce, nebbia o pioggia incessante – c’è a chi piace. Ci avviciniamo piano piano alla primavera e all’estate, il periodo in cui la gente ama viaggiare: i weekend toccata e fuga nelle capitali europee sono un grande classico. 

Per questo, il quinto Torneo ha preso il nome di Travel Vibes e metteva in palio dei premi pensati per chi ama esperienze simili. Partecipando al Torneo, avresti potuto sbloccare l’opportunità di vincere: 

  • 25 SmartBox per vivere tre giorni di sogno in Europa.

Torneo Game On: 20 gennaio – 3 febbraio

Con questo torneo abbiamo ufficialmente oltrepassato la metà di The Reveal: ci siamo lasciati alle spalle le prime sei settimane. Da questo momento in poi si fa sul serio, si entra nel vivo della sfida: Game On! come direbbero dalle parti di Londra e New York. 

Non a caso, Game On era il nome della quarta competizione: le parole per noi hanno un senso, infatti i premi si riferivano al mondo del gaming e – siamo sicuri – hanno conquistato i nostri gamer.  O meglio: anche i nostri gamer. 

Dunque, cosa si vinceva in Game On? Vediamolo subito: 

  • 3 PlayStation 5
  • 3 Meta Quest 3

Come vedi, non era obbligatorio essere un fan dei videogames: sia la PS5 che i Meta Quest 3 possono essere utilizzati per un sacco di attività quotidiane – guardare film, ascoltare musica, allenarsi e altro ancora.

Torneo Discount Party: 6 gennaio – 20 gennaio

Erano appena finite le vacanze di Natale, quelle in cui tra cenoni, pranzi, regali e spumante, si finisce sempre per spendere tanto. Il Torneo è partito il 6 gennaio, il giorno che decreta ufficialmente il termine del periodo natalizio, quelle in cui tra cenoni, pranzi, regali e spumante, si spende sempre tanto: i premi sono stati pensati proprio per risparmiare

Dall’intro, si poteva capire già qualcosa sulla natura delle ricompense. L’obiettivo era ammortizzare i costi e quindi:

  • 30 GiftCard Amazon da 50€
  • 15 GiftCard Volagratis da 100€
  • 30 Buoni Carburante Q8 da 50€

Torneo Tech Mania: 23 dicembre – 6 gennaio

Il secondo Torneo ha messo al centro un elemento che noi di Young Platform adoriamo – no, stavolta non si parlava di Bitcoin. Come avrai potuto intuire, il tema di fondo che legava i premi in palio era la tecnologia

In un mondo che corre così veloce è necessario avere gli strumenti adeguati per stare al passo coi tempi: immagina di correre nei 100 metri con delle infradito ai piedi. Molto complicato, per usare un eufemismo. Dunque, tornando a noi, cosa si vinceva in questo Torneo? 

Per Tech Mania, abbiamo messo in palio ben cinque premi: 

  • 3 iPhone 17
  • 2 MacBook Air 13

Torneo Taste of Luxury: 9 dicembre – 23 dicembre

Il primo Torneo è stato pensato con l’obiettivo di farti entrare in gara sin da subito, così da poter accumulare vantaggio nei confronti dei concorrenti: ci sei riuscito? I premi, naturalmente, avevano a che fare col lusso.  
Le ricompense del primo Torneo, infatti, erano super preziose: due Bracciali Tennis Extensible in Diamanti neri. Oro bianco, diamanti scuri e un design senza tempo: ogni dettaglio parla il linguaggio dell’eleganza

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Inflazione USA: il dato del CPI di oggi

È uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America.

È uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America. Il destino dei mercati passa dall’inflazione USA e, quindi, dal dato del Consumer Price Index (CPI) pubblicato il 13 febbraio. In questo articolo, scopriremo cos’è il CPI, perché è importante e analizzeremo gli ultimi dati disponibili. 

CPI significato

Tecnicamente, il CPI (Consumer Price Index), o Indice dei Prezzi al Consumo, è un indicatore economico fondamentale che misura quanto sono cambiati i prezzi di beni e servizi che compriamo quotidianamente. In altre parole, il CPI ci dice quanto costa oggi vivere rispetto al passato.  

Il CPI si calcola raccogliendo i dati sui prezzi di un “paniere” rappresentativo di beni e servizi che i consumatori solitamente acquistano. Questo paniere include una varietà di prodotti, come cibo, abbigliamento, alloggio, trasporti, istruzione, assistenza sanitaria e altri beni e servizi comuni. Il Bureau of Labor Statistics (BLS) degli Stati Uniti raccoglie ogni mese i prezzi in 75 aree urbane e li confronta con quelli del periodo precedente.

Perché è importante?

Il CPI è utilizzato per misurare l’inflazione, cioè quanto aumenta il costo della vita. Se il CPI sale, significa che i prezzi stanno aumentando e che, in media, si deve spendere di più per vivere come si faceva prima.

Bitcoin e CPI: come sono legati?

Il Consumer Price Index è uno dei principali indicatori che i membri della Federal Reserve prendono in considerazione quando devono effettuare delle scelte in materia di politica monetaria: generalmente, quando l’inflazione scende, il FOMC (Federal Open Market Committee) è più sereno nel tagliare i tassi e viceversa.

Attualmente, tuttavia, gli analisti credono che il Presidente della Fed e il gruppo di Governatori – Board of Governors – che presiede il FOMC, siano inclini a mantenere stabili i tassi anche per le prossime riunioni, al fine di valutare l’impatto dei tagli effettuati durante il 2025. 

In ogni caso, il CPI resta uno strumento fondamentale per comprendere l’andamento dell’inflazione e cercare di prevedere il comportamento della banca centrale americana: se ti interessa il tema, trovi tutte le date per il 2026 nel nostro articolo sul calendario delle riunioni della Fed

L’ultima volta che è successo

L’ultimo CPI di gennaio è risultato inferiore rispetto alle previsioni e al CPI del mese precedente: il dato, coerentemente con quanto scritto sopra, non ha influenzato le scelte della Fed la quale, come abbiamo anticipato, ha lasciato i tassi ai livelli di dicembre

Quindi, com’è andato il CPI di oggi?

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CPI di febbraio 2026: l’analisi dei dati

Il 13 febbraio 2026, il BLS ha pubblicato il report relativo ai cambiamenti dei prezzi per i consumatori statunitensi. Secondo il rapporto, il CPI mensile (MoM) è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente, così come il CPI anno su anno (YoY), in crescita del 2,4%. Questo dato è abbastanza positivo, poiché l’inflazione anno su anno è stabile e resta vicina al target imposto dalla FED, cioè il 2%.

Cosa significano questi numeri?

Il fatto che il CPI sia salito dello 0,2% mese su mese e del 2,4% anno su anno, significa che l’inflazione sembra essere entrata in una fase di stabilizzazione: le rilevazioni sono di poco inferiori rispetto a quelle del mese precedente. A gennaio, infatti, il report del BLS segnava un aumento dello 0,3% MoM e del 2,6% YoY. 

Cosa deciderà la Fed riguardo ai tassi di interesse nel FOMC del 17-18 marzo 2026? Sul FedWatch Tool, lo strumento principe per questo tipo di previsioni, le probabilità del taglio di 25 punti base ancora molto basse, al 9,8%.  

Il CPI anno su anno nel 2026

Febbraio 2026: 2,4% (previsto 2,5%)
Gennaio 2026: 2,6% (previsto 2,7%)

Dati del 2025: 

Dicembre 2025: 2,7% (previsto 3,1%)
Ottobre 2025: 3% (previsto 3,1%)
Settembre 2025: 2,9% (previsto 2,9%)
Agosto 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Luglio 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Giugno 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Maggio 2025: 2,3% (previsto 2,4%)
Aprile 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Marzo 2025: 2,8% (previsto 2,9%)
Febbraio 2025: 3% (previsto 2,9%)
Gennaio 2025: 2,9% (previsto 2,9%)

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Disoccupazione e Non Farm Payroll: i dati USA

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Sono usciti i dati sull’occupazione negli Stati Uniti: Non Farm Payrolls e disoccupazione. Come hanno reagito i mercati?

Nella giornata di mercoledì 11 gennaio, il BLS (Bureau of Labor Statistics) americano ha comunicato i dati relativi al mercato del lavoro. Nello specifico, sono uscite le rilevazioni sui Non Farm Payrolls (NFP), cioè i nuovi posti di lavoro creati al netto del settore agricolo, e sul tasso di disoccupazione. Qual è la situazione? Come si sono comportati i mercati e perchè? 

I dati: Non Farm Payrolls e tasso di disoccupazione 

La rilevazione dell’11 febbraio è la seconda dell’anno nuovo appena iniziato, ma andiamo subito al sodo: i NFP sono cresciuti di 130.000 unità, un dato di gran lunga superiore rispetto alle aspettative che stimavano 70.000 nuovi posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione scende al 4,3%, un valore più basso dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,1% rispetto previsioni.

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Le implicazioni 

Come è noto, il mondo della finanza dà molta importanza a queste rilevazioni dal momento che il mercato del lavoro è un indicatore preso in forte considerazione, soprattutto da quando il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell, nel suo discorso a Jackson Hole, ha confermato il cambio di priorità: nel valutare le mosse di politica monetaria, la banca centrale statunitense ora dà più rilievo al contenimento della disoccupazione piuttosto che alla stabilità dei prezzi. 

Sulla base di queste dichiarazioni, la catena logica che guida gli investitori da almeno quattro mesi è la seguente: se i NFP sono inferiori alle previsioni e il tasso di disoccupazione sale, allora è molto probabile che il prossimo meeting del FOMC vedrà un taglio dei tassi. 

Tuttavia, come avvenuto in occasione dell’ultimo FOMC, gli analisti ritengono che i membri del Board of Governors, prima di tornare a un approccio più dovish, vogliano attendere per valutare l’impatto dei tagli effettuati durante il 2025 – se ti interessano le riunioni di politica monetaria, qui trovi il calendario completo con tutti i meeting del 2026

Le previsioni sul FOMC di marzo

Il FedWatch del CME Group, uno strumento che calcola le probabilità del taglio dei tassi da parte del FOMC sulla base dei prezzi dei futures sui Fed Funds, attualmente dà il No Change al 94,1%, mentre il taglio di 25 punti base – cioè dello 0,25% – è probabile al 5,9%. Ma si tratta di percentuali totalmente provvisorie che cambiano di giorno in giorno: saranno sicuramente meno mobili a ridosso della riunione. 

Come hanno reagito i mercati?

Il mercato crypto, per ora, mostra una reazione negativa: rispetto al giorno precedente alla pubblicazione dei dati sul lavoro, Bitcoin sta perdendo il 3,7% e viaggia in zona 66.300$; anche Ethereum va in territorio negativo e cede il 4,8%: attualmente si trova sui 1.920$. Solana segue e fa come ETH scendendo del 4,3% a quota 79,4$. Chiudiamo questa sezione con la Total Market Cap, che si attesta a 2,24 trillion di dollari. 

Il DXY, che misura l’andamento del dollaro contro le principali sei valute mondiali, sale dello 0,14% mentre l’oro cresce dello 0,5%, continuando sui 5.050$.

What’s next?

Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, assisteremo a un mercato molto volatile, in particolare lato crypto: il momento attuale, infatti, è condizionato da una forte emotività che può spostare miliardi di capitale in poche ore. 
In ogni caso, noi saremo qui ad aggiornarti sulle notizie e sui fatti che muovono i mercati. Iscriviti al nostro canale Telegram – se già sei dentro condividi il link con amici e amiche interessati – e a Young Platform per non perderti ciò che conta!

Riunione BCE febbraio 2026: i risultati

Riunione BCE dicembre 2025: i risultati

La BCE si è riunita il 5 febbraio per decidere la politica monetaria dell’Eurozona: cosa è successo ai tassi di interesse? Qui i risultati

La riunione della Banca Centrale Europea di giovedì 5 febbraio 2026 ha visto i membri del Consiglio Direttivo riunirsi per discutere, tra le altre cose, in merito alle politiche monetarie dell’Eurozona. Sul tavolo, le decisioni relative ai tassi di interesse. Cosa è successo?

Riunione della BCE: qual è il contesto economico?

La prima riunione della BCE nel 2026 è avvenuta in uno scenario economico complesso, in cui l’incertezza sul futuro domina incontrastata, tra l’imprevedibilità di Donald Trump e le guerre che sembrano destinate a durare ancora un po’. I temi principali hanno riguardato soprattutto la crescita economica, fortemente condizionata dall’instabilità del contesto geopolitico, e l’inflazione, all’1,7% secondo l’ultima rilevazione – in linea con le previsioni. Vediamo nel dettaglio cosa si è deciso.

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La BCE lascia i tassi di interesse invariati

Giovedì 5 febbraio, Francoforte. Il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea ha comunicato la sua decisione in materia di politica monetaria per l’Eurozona. Come atteso dalla maggioranza degli analisti, la BCE ha deciso mantenere invariati i suoi tre tassi di interesse chiave. Di conseguenza, il tasso sui depositi presso la banca centrale resta stabile al 2%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15%, così come il tasso sulla marginal lending facility al 2,40%.

Le motivazioni dietro la scelta

La BCE ha spiegato che la decisione è stata guidata dal fatto che il processo di disinflazione è in linea con le aspettative e dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine. Come abbiamo anticipato, l’ultima rilevazione ha mostrato un’inflazione nell’Unione Europea attestarsi all’1,7%, una soglia decisamente più bassa rispetto agli obiettivi fissati dal Consiglio direttivo. 

L’economia dell’Eurozona ha mostrato resilienza nei confronti dei recenti shock che hanno colpito il mercato globale: secondo quanto si legge nel comunicato ufficiale, “l’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale. Il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, l’esecuzione graduale della spesa pubblica per difesa e infrastrutture, insieme agli effetti favorevoli derivanti dalle passate riduzioni dei tassi di interesse, stanno sostenendo la crescita”. 

Con questa riunione, la BCE conferma la traiettoria

La riunione della BCE di febbraio 2026 ha decretato il mantenimento dei tassi di interesse ai livelli di dicembre: è la quinta riunione di fila che vede questo esito. Nonostante il contesto globale fortemente confuso, l’inflazione continua a reggere botta e la Banca Centrale segnala un cauto ottimismo: con questa decisione conferma la sua traiettoria futura. Le settimane che verranno saranno fondamentali per capire se i dati confermeranno lo scenario attuale e quale sarà la prossima mossa dell’Eurotower

La prossima riunione è prevista per il 18-10 Marzo 2026: cosa decideranno i membri del Consiglio direttivo? Per non perderti i prossimi meeting, dai un’occhiata al nostro calendario della BCE del 2026 – in ogni caso, noi saremo qui a commentarli.

Prospettive Future

Mantenere i tassi di interesse a un livello basso è una misura di politica economica espansiva che ha l’obiettivo di sostenere la crescita riducendo il costo del denaro: le imprese possono chiedere prestiti più facilmente, producono più ricchezza e l’economia ne beneficia. Quando il denaro costa meno anche i mercati azionari ne traggono vantaggio, dal momento che i tassi bassi stimolano la circolazione del capitale: da un lato le imprese chiedono più facilmente i soldi in prestito, hanno più margine per operazioni finanziarie, acquisizioni ed espansioni. Così incrementano i potenziali guadagni e con essi la probabilità che il prezzo delle azioni salga.

Dall’altro gli investitori si spostano da titoli più stabili ma meno profittevoli, come le obbligazioni, ad asset finanziari più rischiosi con ritorni potenziali più alti. In questa seconda seconda categoria rientrano le azioni e i relativi indici, ma anche le criptovalute.

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Il modello economico di Young (YNG): buyback a febbraio

Il modello economico di Young (YNG): buyback a febbraio

A febbraio 2026 effettueremo il primo buyback di YNG connesso al nuovo modello economico. Scopri come intendiamo ancorare il valore del token alla crescita dell’ecosistema.

A febbraio 2026 attiviamo ufficialmente il modello economico di YNG. Il passaggio fondamentale di questa fase è l’avvio del primo buyback ufficiale, un’operazione progettata per legare direttamente la crescita commerciale della piattaforma alla salute del token. Questo traguardo segna l’evoluzione di Young Platform verso la sua missione attuale: costruire un’infrastruttura solida che unisca la finanza tradizionale e quella decentralizzata.

Tuttavia, per comprendere la portata di questo cambiamento, è necessario smontare uno dei miti più persistenti del settore: l’idea che il modo più efficace per far crescere un asset sia il “burning” e la scarsità digitale ad esso connessa. Scopri tutto sul buyback di YNG e sul suo modello economico e approfondisci nel dettaglio le motivazioni che ci hanno portato a prediligere questo assetto.

Oltre il mito del burn: YNG come asset di capitale

Per progettare una tokenomics realmente sostenibile, dobbiamo innanzitutto smettere di guardare agli asset digitali solo attraverso la lente delle “valute”. Nel settore crypto, la tendenza quasi ossessiva verso il burning deriva dal fatto che i token vengono trattati erroneamente come se fossero monete (come il dollaro o l’euro). In quel caso, l’unico modo per contrastare l’inflazione e la svalutazione causate dall’emissione incontrollata di moneta da parte delle banche centrali è, teoricamente, ridurne forzatamente l’offerta, anche se ciò non accade mai.

Ma YNG non è una moneta o un coin, ma è un utility token. Concettualmente, YNG appartiene alla categoria del capitale: è molto più simile a un’azione che a una valuta. Il suo valore fondamentale non deriva da una scarsità imposta burocraticamente, bensì dalla capacità di reintrodurre la ricchezza generata dai servizi reali di Young Platform, come lo staking, la carta di debito e le attività bancarie, all’interno del sistema.

In quest’ottica, distruggere i token sarebbe un controsenso tecnico: sarebbe come se una startup decidesse di bruciare le proprie azioni anziché utilizzarle per attirare liquidità, finanziare la crescita o premiare chi sostiene il progetto. Mentre il modello del burn si limita a ridurre l’offerta nel vuoto, il nostro sistema utilizza i riacquisti per alimentare attivamente il mercato.

I flussi di valore che alimentano il sistema

Il budget mensile destinato a questa operazione non nasce da presupposti speculativi, bensì da flussi di ricavo reali e misurabili generati dall’intero ecosistema. Le fonti di revenue che alimentano questo motore sono:

  • Commissioni di Staking: le fee pagate per la funzionalità che permette agli utenti di ricevere ricompense sulle crypto che detengono sulla nostra piattaforma.
  • DEX pool fees: le commissioni generate dalle nostre pool di liquidità (come YNG/WETH e YNG/USDC su Uniswap).
  • Commissioni di transazione sulla carta: lo 0,15% generato da ogni singola spesa effettuata con la carta di debito di Young Platform.
  • Contributo Step: il 50% del valore degli YNG emessi dall’app Step (fino a un massimo di 5.000€ mensili).

Il funzionamento del modello: alternanza tra buyback e liquidità

Il meccanismo mira a mantenere l’equilibrio dell’ecosistema attraverso un’alternanza strategica tra riacquisto e riequilibrio delle pool, seguendo una logica bimestrale. Facciamo un esempio pratico descrivendo come il modello agirà nei prossimi due mesi.

  1. Febbraio – focus buyback: il primo mese è dedicato al riacquisto di YNG direttamente dal mercato utilizzando gli euro derivanti dalle funzionalità sopra elencate. Questa pressione d’acquisto riflette direttamente la crescita commerciale della piattaforma e accumula token in tesoreria.
  2. Marzo – focus sulla liquidità: poiché il buyback potrebbe sbilanciare le riserve, il prossimo mese l’attività principale sarà l’iniezione di nuova liquidità nelle pool decentralizzate. Questo aumenta la profondità del mercato, rendendo YNG scambiabile con maggiore facilità e riducendo la volatilità.
  3. Rollover: gli YNG riacquistati non vengono bruciati, ma tornano in Tesoreria per alimentare i cicli successivi. Se avanza budget in Euro, questo potenzia il buyback; se avanzano token, questi potenziano la liquidità del mese dopo.

Conclusioni: costruire invece di bruciare

In Young Platform abbiamo scelto una via diversa da molti progetti crypto, più orientata alla capitalizzazione reale. Mentre il burning riduce semplicemente l’offerta (spesso senza un reale impatto), il nostro modello utilizza i riacquisti per garantire che l’ecosistema sia sempre liquido e solido.

Siamo entusiasti di avviare questo motore a febbraio. Tuttavia, manterremo un approccio dinamico: ci riserviamo il diritto di calibrare questo meccanismo in base all’evoluzione reale del mercato e della profondità delle pool. Agiremo sempre con la prudenza necessaria per garantire la sostenibilità a lungo termine. Il futuro di YNG non viene “bruciato”, ma costruito giorno dopo giorno, transazione dopo transazione.

Le informazioni relative al Token YNG hanno finalità informativa. Il Token non rappresenta uno strumento finanziario. L’acquisto e l’utilizzo del Token YNG comportano rischi e devono essere valutati con attenzione. Non è una sollecitazione all’investimento, né un’offerta pubblica ai sensi del D.Lgs. 58/1998.

Token YNG: Report 4° Trimestre 2025

Token Young (YNG): aggiornamenti e novità Q4 2025

Il Report del quarto trimestre del 2025 token YNG. Cos’è successo in un 2025 ricco di novità? Quali sono i prossimi passi da compiere?

Cos’è successo nell’ultimo trimestre? Quali sono stati tutti gli obiettivi raggiunti nel 2025? Cosa ci aspetta per il 2026, un anno decisivo per il nostro futuro? Quanti token YNG sono stati emessi, acquistati e venduti, e quali sono i prossimi passi da compiere?

Il 2026 di Young Platform

Il 2025 non è stato solo l’anno della svolta che avevamo promesso: è stato l’anno in cui abbiamo ridefinito il nostro orizzonte. Dodici mesi fa, la nostra roadmap era una traccia ambiziosa; oggi, quella traccia si è trasformata nella spina dorsale di un ecosistema senza eguali in Italia. Non ci siamo limitati a seguire un percorso prestabilito, ma abbiamo scelto di evolvere alla velocità che il mercato richiede.

Come insegna Peter Thiel nel celebre Zero to One, il vero progresso non sta nel copiare ciò che esiste, ma nel passare da zero a uno, creando qualcosa di del tutto nuovo. Puntare in alto ci ha permesso, pur mancando qualche target intermedio, di atterrare in un punto inimmaginabile rispetto alla partenza.

L’evoluzione più radicale riguarda il conto di pagamento e la carta di debito. Rilasciati ufficialmente a novembre per il Club Platinum e per i vincitori dei concorsi, saranno in fase di rollout per gli altri Club dalla seconda settimana di febbraio.

Cosa troverete in questo Report? Ovviamente il protagonista, come da titolo, è il token Young (YNG). Dopo anni di costruzione, il 2025 è stato l’anno della sua consacrazione. Il listing su Uniswap è stato la scintilla che ha innescato la fase di espansione più esplosiva della sua storia. 

E poi? Molto altro: dai concorsi che ci hanno accompagnato al lancio della carta, alla nascita di un nuovo Club, oggi porta d’accesso privilegiata al nostro ecosistema. Infine, una pietra miliare istituzionale: il deposito ufficiale del filing per la licenza MiCA. Troverete i dettagli di questo viaggio e i prossimi passi strategici nel Report trimestrale Q4 2025. Come sempre, i contenuti più esclusivi sono riservati ai membri dei Club.

Conto e carta: ci siamo!

Il primo capitolo di questo report non poteva che essere dedicato alla funzionalità che ha assorbito la quasi totalità delle nostre energie nel 2025. Se ci seguite su Discord, sapete che il percorso è stato tutto fuorché in discesa: tra ritardi dei fornitori, complessità legali e bug tecnici decisamente frustranti — come interi lotti di carte con contactless non funzionante — la strada è stata in salita. 

Attualmente stiamo aprendo l’accesso gradualmente agli altri Club e prevediamo di rendere la funzionalità pubblica per tutti tra metà e fine febbraio. Perché non subito? Un rilascio progressivo ci permette di individuare i bug in modo controllato e di non sovraccaricare l’infrastruttura, garantendo la stabilità di tutte le altre sezioni dell’app.

Sappiamo già cosa vi state chiedendo: “Apple e Google Pay quando arrivano?” o “Come ci distingueremo dai competitor?” Al momento il prodotto è in quello che definiamo Layer 0 (la versione base), ma abbiamo già una roadmap definita per le integrazioni future. Alcune di queste risposte e anteprime tecniche sono riservate alla versione per i Club di questo report. Se non ne fai ancora parte, il punto di partenza ideale è il nuovo Club Essential.

Entra nel Club Essential ora!

MiCA: filing formale depositato

Il 2025 si chiude con il raggiungimento di un obiettivo normativo fondamentale che conferma la nostra posizione di leader nel mercato regolamentato. Siamo orgogliosi di comunicare che, dopo un intenso lavoro preparatorio che ha coinvolto ogni area dell’azienda, abbiamo depositato formalmente il filing per l’ottenimento dell’autorizzazione MiCA ad operare come CASP il 5 dicembre 2025 e siamo attualmente in attesa del responso delle Autorità di Vigilanza competenti, con l’obiettivo di ottenere l’approvazione definitiva entro giugno 2026, il termine previsto dalla normativa. Questo passaggio rappresenta la chiusura naturale di un percorso iniziato mesi fa e ribadisce la nostra volontà di operare all’interno del quadro normativo più avanzato d’Europa, mettendo la trasparenza e la tutela degli investitori al primo posto.

È importante sottolineare che, grazie al regime transitorio previsto dalla normativa italiana, la nostra operatività prosegue senza alcuna interruzione e in piena conformità. Per voi questo significa poter continuare a utilizzare ogni servizio della piattaforma con la massima tranquillità, senza dover compiere alcuna azione e con la garanzia che i vostri asset siano gestiti secondo i più alti standard di sicurezza. Vi terremo costantemente aggiornati sull’esito della procedura, fieri di aver rispettato gli impegni presi con la nostra community e pronti a inaugurare il 2026 sotto il segno della piena conformità europea.

In parallelo al percorso MiCA, prosegue il lavoro sulla funzionalità dedicata ai Futures a cui è strettamente collegata. Lo sviluppo tecnico è stato completato con successo e il servizio, insieme alle altre features della piattaforma, è stato interamente esposto e dettagliato all’interno del dossier MiCA presentato alle autorità. Attualmente siamo quindi in attesa del relativo responso per definire la cornice operativa finale. Fedeli al nostro principio di massima tutela dell’utente, stiamo gestendo questo passaggio con la necessaria cautela, con l’obiettivo di lanciare il servizio non appena ogni aspetto di conformità sarà perfettamente allineato agli standard richiesti.

Club Essential: la porta d’ingresso all’ecosistema

Il lancio di questo nuovo livello nel Q3 2025 nasce da una constatazione oggettiva: il successo del token YNG. L’apprezzamento del prezzo nel corso dell’anno è un segnale positivo per la salute dell’ecosistema, ma ha reso l’ingresso ai Club storici molto più oneroso. Nonostante il nostro meccanismo di ribilanciamento dinamico, la soglia per il Club Bronze ha toccato in alcuni momenti il controvalore di 1.000€, diventando un ostacolo per i nuovi utenti.

Il Club Essential è la nostra risposta: una soglia d’ingresso attualmente di 130 YNG che permette a chiunque di iniziare a fare sul serio senza dover attendere il raggiungimento dei livelli superiori.

I vantaggi “Essential” in sintesi:

  • Trading: 5% di sconto sulle commissioni.
  • Staking: +1% di APY aggiuntivo.
  • Cashback: 0,10% sugli acquisti con carta (al lancio del conto).
  • Operatività: 2 Smart Trade attivabili.
  • Informazione: accesso ai report di mercato mensili e alla versione completa del report trimestrale YNG.

Considerate l’Essential come un punto di partenza, non di arrivo. È il modo perfetto per testare i vantaggi del mondo Young Platform con un impegno contenuto. Una volta provati i benefici sulla propria operatività quotidiana, il passaggio ai Club “OG” (Bronze, Silver, Gold e Platinum) diventerà il passo naturale per chi cerca bonus, sconti e cashback esponenzialmente più elevati.

Come per tutti gli altri livelli, i 130 YNG richiesti non sono un costo, ma vengono semplicemente bloccati sulla piattaforma, restando di tua proprietà.

Gli eventi strategici e il futuro di Young Group

Se dovessimo scegliere una parola chiave per descrivere una parte della visione di Young Platform per il 2026, questa sarebbe senza dubbio la presenza nel mondo reale. In passato abbiamo organizzato iniziative dal vivo in modo sporadico, ma da quest’anno abbiamo deciso di cambiare radicalmente approccio passando a un piano strutturato e ricorrente. Siamo profondamente consapevoli del fatto che tutto ciò che abbiamo costruito lo dobbiamo alla nostra community e sentiamo l’esigenza di dare indietro qualcosa di tangibile, cementando un rapporto che troppo spesso nel mondo crypto resta confinato dietro uno schermo.

La nostra strategia si articola in due direttrici principali che puntano alla massima inclusività e, al contempo, alla valorizzazione dei nostri sostenitori più fedeli. Da un lato stiamo organizzando meet-up informali aperti a tutti, pensati per incontrarci, discutere del mercato e conoscerci senza filtri. Dall’altro, stiamo ideando una serie di eventi esclusivi dedicati ai membri dei Club e agli investitori selezionati. Vogliamo che l’appartenenza a un Club diventi un vantaggio concreto che permetta di abbattere la quarta parete, portandovi direttamente all’interno del nostro lavoro quotidiano.

Metterci la faccia non è solo un modo di dire, ma un atto di responsabilità: ognuno di noi, dal management al team tecnico, desidera confrontarsi con voi per mostrarvi l’impegno e la passione che mettiamo nel costruire l’ecosistema Young. Inoltre, rendere i Club sempre più appetibili attraverso il contatto umano è la nostra priorità, perché crediamo che la fiducia si costruisca guardandosi negli occhi e condividendo la visione di un futuro finanziario più accessibile e trasparente.

I concorsi: “The Reveal”

La saga dei concorsi di Young Platform ha rappresentato uno dei motori principali del nostro 2025, trasformandosi in un vero e proprio viaggio narrativo capace di coinvolgere la community ben oltre il semplice aspetto premiante. Tutto è iniziato con The Box, il capitolo dedicato a scardinare i pregiudizi finanziari, a cui è seguita The Unbox, la tappa cruciale che ha agito da ponte strategico per l’arrivo del conto e della carta. Il successo di quest’ultima è stato straordinario: grazie al meccanismo Boost Holder, che premiava la detenzione di YNG con gemme bonus, l’attività sulla piattaforma ha registrato picchi di partecipazione paragonabili ai momenti di massima euforia del mercato. Questo impegno si è tradotto in una performance economica di rilievo, con un volume di scambi complessivo che ha superato i 19,7 milioni di euro, segnando un incremento incredibile dell’8.000% rispetto al Q3 2024.

Il 9 dicembre 2025 abbiamo inaugurato l’ultimo e più ambizioso episodio di questa trilogia: The Reveal. Se i capitoli precedenti servivano a preparare il terreno, questa nuova fase rappresenta la “Rivelazione” della realtà oltre le apparenze, con il montepremi più ricco della nostra storia. Per questo concorso, che terminerà il 10 marzo 2026, abbiamo deciso di evolvere le meccaniche di gioco basandoci sull’esperienza passata. La struttura si divide in due competizioni parallele: il Campionato, basato su una classifica generale che premierà la costanza con premi iconici come un Rolex Submariner o una moto KTM 125 Duke, e i Tornei, sei mini-sfide quindicinali che permettono a un numero molto più ampio di partecipanti di aggiudicarsi ricompense tramite estrazioni casuali.

La vera innovazione di The Reveal risiede nella democratizzazione del sistema. Analizzando i dati di The Unbox, abbiamo notato come chi possedeva maggiore disponibilità economica tendesse a concentrare una quantità sproporzionata di ticket. Per risolvere questo squilibrio abbiamo introdotto un sistema a Tier per lo sblocco dei biglietti fortunati: ora, più gemme si accumulano, più diventa “costoso” ottenerne di nuove. Questo meccanismo a fasce permette anche a chi ha meno gemme di essere competitivo, rendendo sufficiente anche una singola missione per partecipare all’estrazione dei premi. In questo modo, The Reveal non è solo un concorso, ma il culmine di un percorso di trasparenza che mantiene altissimo l’interesse verso l’ecosistema e verso il token YNG, che continua a beneficiare della domanda generata dalle missioni e dai vantaggi riservati agli holder.

Young Platform Pro

Parallelamente all’espansione dei nostri servizi bancari, non abbiamo smesso di perfezionare il cuore operativo per i professionisti del mercato. Young Platform Pro ha subito una trasformazione profonda. Abbiamo adottato l’analogia della strumentazione chirurgica: così come un chirurgo necessita di strumenti di massima precisione per operare in sicurezza, un trader esperto richiede una piattaforma che garantisca reattività istantanea, controllo granulare e continuità operativa assoluta.

L’interfaccia è stata ottimizzata seguendo gli standard internazionali di accessibilità e comfort visivo, riducendo l’affaticamento durante le sessioni notturne e massimizzando la densità informativa sui monitor moderni. La vera rivoluzione, però, risiede nella personalizzazione totale dell’ambiente di lavoro: grazie a un sistema a tab modulari, ogni utente può ora costruire il proprio setup ideale, sincronizzando automaticamente in cloud ogni layout e ogni analisi grafica di TradingView. Questa flessibilità è ora completa grazie all’integrazione della nuova versione mobile responsive, che rende l’intera potenza di Young Platform Pro accessibile direttamente dal browser dello smartphone. Questo significa poter passare dal desktop al mobile senza alcuna discontinuità, portando con sé indicatori, trendline e studi grafici salvati sui nostri server.

Abbiamo inoltre potenziato radicalmente il pannello degli ordini per assicurare una velocità d’esecuzione senza precedenti, introducendo selettori percentuali per l’allocazione rapida del capitale e una flessibilità totale nel calcolo degli importi, ora impostabili anche nella valuta di base del pair. Sotto la scocca, l’integrazione delle nuove API v4 ha abbattuto la latenza e aumentato la stabilità e oggi è in grado di rispondere alle esigenze di chi automatizza le proprie strategie o richiede flussi di dati in tempo reale. In sintesi, Young Platform Pro è ora un ambiente di trading maturo e altamente performante, progettato per chi vive il mercato con serietà e professionalità.

Come sempre abbiamo scelto di riservare le analisi più strategiche e i dati più sensibili unicamente ai membri dei nostri Club. Sono loro i veri protagonisti del nostro ecosistema e meritano un livello di trasparenza senza precedenti sulle decisioni che ne guidano il futuro.

Per questo, nella versione del report riservata ai membri dei Club, troverai:

  • Novità sul Conto di pagamento e la carta di debito di Young Platform:
  • Dati esclusivi sui Club: numeri aggiornati sui membri e l’analisi dell’impatto dei loro acquisti sulla performance del token.
  • Uno sguardo alla roadmap futura: le nostre strategie e i piani per i prossimi listing su altri exchange centralizzati.

Questi approfondimenti strategici sono un’esclusiva per chi vive l’ecosistema Young Platform da protagonista e vuole comprendere a fondo le leve che ne guideranno la crescita futura. Il tuo supporto come membro dei Club è e rimane la nostra più grande risorsa. Ti ringraziamo per la fiducia e ti invitiamo a continuare a seguirci in questo entusiasmante capitolo del nostro viaggio.

Le informazioni relative al Token YNG hanno finalità informativa. Il Token non rappresenta uno strumento finanziario. L’acquisto e l’utilizzo del Token YNG comportano rischi e devono essere valutati con attenzione. Non è una sollecitazione all’investimento, né un’offerta pubblica ai sensi del D.Lgs. 58/1998.

Riunione FED gennaio 2026: cos’è successo?

Riunione FED ottobre 2025: cos’è successo?

Riunione FED gennaio 2026: il FOMC mantiene i tassi di interesse invariati. Quali sono le motivazioni? Come hanno reagito i mercati? 

Si è appena conclusa la riunione della FED del 28 gennaio 2025 in cui il Presidente Jerome Powell ha comunicato la decisione del FOMC sui tassi di interesse. Come previsto, il Comitato ha scelto di mantenere i tassi di interesse invariati nel range tra il 3,5% e il 3,75%.

Riunione FED gennaio 2026: come da previsione, il FOMC lascia i tassi invariati

Al termine della riunione del 28 gennaio 2026, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha annunciato la sua attesa decisione sulla politica monetaria statunitense. Il comitato guidato da Jerome Powell ha optato per mantenere i tassi di interesse invariati, nel range tra il 3,5% e il 3,75%, come ampiamente previsto.

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Le motivazioni

Le motivazioni principali alla base di questa decisione, sono riassunte in una frase pronunciata dal Presidente della Federal Reserve Jerome Powell, all’inizio della conferenza stampa successiva al comunicato: “L’economia statunitense è cresciuta a un ritmo sostenuto lo scorso anno ed entra nel 2026 su basi solide. Sebbene la creazione di posti di lavoro sia rimasta contenuta, il tasso di disoccupazione ha mostrato alcuni segnali di stabilizzazione, mentre l’inflazione rimane piuttosto elevata”.

Powell, nel suo discorso, ha poi approfondito ognuna di queste tre parti. Sulla crescita economica, il Chair della Fed ha affermato che “la spesa dei consumatori si è dimostrata resiliente e gli investimenti fissi delle imprese hanno continuato a espandersi”, anche se “l’attività nel settore immobiliare è rimasta debole”. 

In merito al mercato del lavoro, “gli indicatori suggeriscono una possibile stabilizzazione delle condizioni dopo un periodo di graduale indebolimento. A dicembre il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,4%, mostrando variazioni minime negli ultimi mesi”. Nello specifico, “la creazione di nuovi posti di lavoro è rimasta contenuta. Il totale degli NFP (Non Farm Payroll) è calato a un ritmo medio di 22.000 unità al mese negli ultimi tre mesi; al netto del settore pubblico, l’occupazione nel settore privato è cresciuta a una media di 29.000 unità mensili”. 

Infine, “l’inflazione si è significativamente attenuata rispetto ai massimi di metà 2022, ma rimane piuttosto elevata rispetto al nostro obiettivo di lungo periodo del 2%”, e “gli indicatori delle aspettative d’inflazione a breve termine sono calati rispetto ai picchi dello scorso anno”. 

Prossime riunioni della FED: taglio dei tassi all’orizzonte?

Difficile prevedere il comportamento dei banchieri centrali statunitensi, anche perché a maggio 2026 ci sarà un cambio al vertice della Fed – abbiamo scritto un articolo dedicato ai potenziali candidati presidenti

In ogni caso, al momento della scrittura, il FedWatch Tool, con la prossima riunione prevista per il 18 marzo, stima un taglio di 25 pbs al 13,5%, mentre il No Change è dato all’86,5%.
L’appuntamento, quindi, è fra un mese e mezzo abbondante, per il FOMC del 30-31 gennaio: entra nel nostro gruppo Telegram o iscriviti a Young Platform e non perderti le notizie rilevanti che muovono i mercati!

Bitcoin scende, ma agli istituzionali non interessa

Bitcoin scende ma agli istituzionali non interessa

La Groenlandia spinge BTC sotto i 90.000$, ma ai grandi player non interessa: l’adozione istituzionale procede con assoluta determinazione

La Groenlandia e il caos intorno al tema si fa sentire: nei mercati si vede un po’ di panico, con Bitcoin che scivola sotto la soglia dei 90.000$. Ma allargando l’orizzonte, oltre il grafico a breve termine, la situazione cambia: mentre il prezzo scende, gli istituzionali continuano a scegliere Bitcoin per le loro tesorerie. Vediamo i dati.

Caos Groenlandia: lo scontro tra USA e UE tinge i mercati di rosso

Il caos geopolitico scoppiato in Groenlandia ha generato un’ondata di panico che ha colpito i mercati finanziari, tradizionali e non: i principali indici americani ed europei sono in rosso, Bitcoin è sceso sotto i 90.000$ ed Ethereum ha salutato i 3.000$ ed è tornato in zona 2.960$ – al momento della scrittura. 

La più classica delle reazioni emotive: di fronte all’incertezza globale improvvisa, gli investitori entrano in modalità risk-off e si spostano verso asset più sicuri – l’oro ha nuovamente aggiornato i massimi, rompendo con decisione il tetto dei 4.880$.

Ma questo, per i grandi player istituzionali, è solamente rumore di fondo.  

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Le compagnie assicurative mettono le mani su Bitcoin

La notizia del giorno arriva dal Delaware Life Insurance Company, una compagnia assicurativa da 60 miliardi di AUM (Asset Under Management): con un comunicato del 20 gennaio, hanno annunciato l’inserimento del BlackRock U.S. Equity Bitcoin Balanced Risk 12% Index nel proprio portafoglio di Fixed Index Annuity (FIA) – Rendita Fissa Indicizzata. Cosa vuol dire?

Innanzitutto, lo U.S. Equity Bitcoin Balanced Risk 12% di BlackRock è un indice con cui è possibile esporsi sull’azionario, tramite l’iShares Core S&P 500 ETF, e su Bitcoin, con liShares Bitcoin Trust ETF, noto al grande pubblico come IBIT, l’ETF Spot su BTC

Questo prodotto finanziario, come abbiamo anticipato, è stato inserito all’interno della FIA, una categoria di strumenti di risparmio a lungo termine, molto popolare negli Stati Uniti per la pianificazione pensionistica

Con questa mossa, il management della Delaware Life ha stabilito un importante precedente nel settore: è la prima volta che una compagnia assicurativa offre un indice che include le criptovalute.

Strategy non si ferma: altro acquisto record

Intanto, Michael Saylor non guarda in faccia nessuno: Strategy, la Bitcoin Treasury Company per eccellenza, di cui è presidente, ha appena annunciato l’acquisto di altri 22.305 Bitcoin per 2,13 miliardi di dollari. 

Si tratta del quarto acquisto più grande di sempre per l’azienda, che ora detiene un totale di 709.715 Bitcoin: parliamo del 3,4% dell’intera offerta totale di BTC esistente. In merito, secondo bitcointreasuries.net, le Top 100 Public Bitcoin Treasury Companies – cioè le prime compagnie quotate in borsa per Bitcoin detenuti – possiedono 1,127,656 BTC

I dati on-chain confermano l’accumulo

Non è solo Saylor a muoversi. I dati di Glassnode ci dicono che negli ultimi sei mesi le tesorerie aziendali hanno assorbito ben 260.000 BTC, a un ritmo di circa 43.000 BTC al mese. 

A conferma del trend, CryptoQuant segnala un aumento esponenziale dei wallet di fascia media – quelli con un saldo compreso tra 100 e 1.000 BTC. 

In una frase: mentre il prezzo scende, le Whales – le balene –  stanno facendo scorta di Bitcoin. Anche abbastanza velocemente. 

I Big Money lavorano sotto traccia 

Da una parte i retail si lasciano distrarre dalle dinamiche di prezzo e vendono nel panico,dall’altra i Big Money si disinteressano della volatilità giornaliera e si concentrano sul medio-lungo periodo

Volendo riassumere, il punto centrale è uno: chi ha decine di miliardi di dollari da gestire, guarda a Bitcoin, alle crypto e alla blockchain – tokenizzazione ti dice qualcosa? – con interesse sempre maggiore. Avranno ragione? 

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Mercosur-UE: firmato l’Accordo

Mercosur: dall'UE via libera all'Accordo

Mercosur e Unione Europea hanno ufficialmente firmato l’intesa strategica dopo 26 anni di trattative. Cosa significa tutto ciò?

Mercosur e Unione Europea, il 17 gennaio, hanno ufficialmente firmato un accordo commerciale definito dalla stessa Commissione europea come “la maggiore intesa di libero commercio mai siglata”. L’accordo UE-Mercosur, infatti, coinvolge paesi che rappresentano circa il 20% del PIL mondiale e 700 milioni di consumatori. Di cosa si tratta? 

Mercosur: cos’é? 

Il MercosurMercado Común del Sur – è un’organizzazione istituita nel 1991 col Trattato di Asunción, che ha lo scopo di “promuovere uno spazio comune che generi opportunità di business e investimento attraverso l’integrazione competitiva delle economie nazionali nel mercato internazionale”.

I membri a pieno titolo sono il Brasile, l’Argentina, il Paraguay, l’Uruguay e il Venezuela – quest’ultimo sospeso nel 2016 per pratiche antidemocratiche – mentre la Bolivia è in fase di adesione come quinto membro a pieno titolo. Ci sono poi i membri associati, privilegiati ma esterni al blocco, come il Cile, la Colombia, l’Ecuador e il Perù. 

Il Mercosur è quindi un mercato comune che ha l’obiettivo di aumentare gli scambi commerciali di beni e servizi e il libero movimento delle persone sia a livello regionale, cioè fra i vari paesi del Sud America, sia a livello internazionale, attraverso accordi con altri blocchi – come quello con l’Unione Europea. Affinché ciò si realizzi, col Mercosur i paesi membri lavorano per ridurre reciprocamente le barriere doganali favorendo, in questo modo, l’integrazione economica. 

Per dare un paio di dati, il blocco del Mercosur, nel 2023, ha generato un volume di 447 miliardi di dollari per l’export e di 357 miliardi per l’import, equivalente al 10,9% del commercio internazionale – con questi numeri si fa riferimento sia agli scambi interni, quindi tra membri del blocco, sia esteri. 

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Mercosur-UE: cosa prevede l’accordo?

I negoziati tra UE e Mercosur sono andati avanti per circa 26 anni, con un susseguirsi di momenti di tensione e distensione. Finalmente, il 17 gennaio 2026 in Paraguay, i vertici dell’Unione Europea sono riusciti a trovare un’intesa coi paesi del blocco sudamericano. 

La Presidente dell’Unione Europea Ursula von der Leyen, al momento della firma, ha ribadito un concetto fondamentale: “Stiamo dando vita alla più grande zona di libero scambio al mondo, un mercato che vale quasi il 20% del PIL globale, in grado di offrire opportunità incalcolabili ai nostri 700 milioni di cittadini”. Ha poi sottolineato che, con questo accordo commerciale, “Scegliamo il commercio equo rispetto ai dazi, scegliamo una partnership produttiva e di lungo termine e, soprattutto, intendiamo garantire benefici reali e tangibili ai nostri popoli e alle nostre imprese”.

L’accordo, infatti, è frutto della volontà di abbattere gli ostacoli commerciali, assicurare un accesso responsabile ed eco-compatibile a materie prime – con un occhio di riguardo alla deforestazione dell’Amazzonia – e lanciare un chiaro messaggio a favore del commercio internazionale regolamentato e contro ogni forma di protezionismo, in un momento in cui Donald Trump utilizza i dazi doganali come leva contrattuale. 

I dettagli

L’intesa si basa su un principio di reciprocità: l’industria europea con auto, macchinari, alcolici e tessile in primis, guadagnerà un maggiore accesso al mercato del Mercosur, che a sua volta potrà esportare più facilmente in Europa i suoi prodotti agroalimentari, tra cui carne bovina, zucchero, pollame, caffè e soia. Per facilitare il commercio transatlantico, le due parti hanno azzerato i dazi sul 91% delle merci scambiate. 

Secondo i calcoli dell’Unione Europea, con la rimozione delle barriere doganali, dovremmo assistere all’esplosione dell’export di tre categorie di prodotti europei verso il Sudamerica, in particolare: autovetture (+200%), prodotti chimici (+50%) e macchinari industriali (+35%).

Discorso molto simile se si parla della filiera agroalimentare. Abbattendo i costi all’ingresso, i paesi UE dovrebbero vedere un incremento del 49% – cioè di 1,2 miliardi di euro – nell’export di questo tipo di merci. In particolare: latte e derivati (+102%), bevande (+53%), frutta e verdura (+36%) e oli vegetali (+21%).

Non è tutto rose e fiori

L’accordo, tuttavia, ha causato anche qualche malumore tra le imprese della filiera agroalimentare: il timore principale, infatti, è relativo alla concorrenza sleale. Francia, Austria, Ungheria, Irlanda e Polonia, anche per questo motivo, hanno votato contro la firma del trattato.

I paesi sudamericani, infatti, dispongono di normative ambientali e alimentari più permissive rispetto a quelle previste dall’UE, che permettono l’uso di antibiotici, pesticidi e ormoni vietati nel Vecchio Continente.  

In ogni caso, nei termini del contratto, sono specificate anche le Salvaguardie, ovvero delle misure speciali finalizzate alla protezione di alcune classi merceologiche ritenute “sensibili”. Tra queste: carne bovina, pollame, miele, zucchero, uova, riso e più di trecento prodotti alimentari tradizionali – per capirci, quelli sotto le sigle IGP (Indicazione Geografica Protetta) e DOP (Denominazione di Origine Protetta).  

Come funzionano le Salvaguardie? Molto semplicemente, la Commissione europea dovrebbe sospendere le agevolazioni all’ingresso nel caso in cui si verificassero dei cali di prezzo pari al 5% o più.  

Che i flussi commerciali abbiano inizio!

Sarà una collaborazione fruttuosa? Oppure questo accordo si tradurrà in un fallimento? Noi, naturalmente, seguiremo l’evoluzione della situazione. Tu, nel mentre, iscriviti al nostro canale Telegram per non perdere gli aggiornamenti o a Young Platform cliccando qui sotto!