Dazi e Iran: i mercati scontano l’incertezza

Dazi e Iran: i mercati scontano l’incertezza

I dazi al 15% e le tensioni geopolitiche spaventano i mercati: i futures USA in rosso, le crypto seguono, il dollaro perde punti e l’oro sale.

La sentenza della Corte Suprema provoca la reazione di Trump, che introduce dazi su scala globale al 15%. Intanto, gli Stati Uniti continuano ad ammassare la flotta militare nel Mediterraneo: attacco in Iran sempre più vicino? Gli investitori, per sicurezza, entrano in modalità risk-off: fuga dagli asset più volatili alla ricerca di stabilità. Il punto.

Dazi e Iran: il contesto macro

La scintilla che ha fatto saltare i nervi ai mercati ha un nome: Donald Trump. Se, infatti, la potenziale escalation militare in Iran, e l’incertezza che ne consegue, occupano da settimane le prime pagine dei giornali, la mossa che ha innescato le vendite arriva dalla Casa Bianca. Cos’è successo?

Trump non ha gradito la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti  

La notizia è arrivata venerdì 20 febbraio come un fulmine a ciel sereno: per la Corte Suprema USA, la maggior parte dei dazi imposti da Trump sono illegali. Il Presidente degli Stati Uniti, ovviamente, non ha gradito la sentenza e ha dichiarato di aver già pronto un “piano di riserva”: altri dazi. 

L’inquilino della Casa Bianca, nel weekend immediatamente successivo, ha introdotto altre tariffe doganali globali al 10%, per poi rilanciare alzando la soglia al 15%. Sul suo social Truth, Trump ha scritto testualmente: “Io, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America, innalzerò con effetto immediato i dazi globali del 10% applicati sui Paesi – molti dei quali hanno ‘derubato’ gli Stati Uniti per decenni, senza subire conseguenze (finché non sono arrivato io!) – portandoli al livello del 15%, una soglia pienamente consentita e confermata in sede legale“.

Investitori in modalità risk-off

Questa combo ha provocato un cambio netto del sentiment: siamo entrati in una fase di forte risk-off, in cui i capitali escono molto velocemente dagli asset considerati volatili o rischiosi per cercare sicurezza in lidi tradizionalmente più stabili.

Per fare un esempio, il Fear & Greed Index – l’indice che misura la paura degli investitori crypto – attualmente si trova a quota 5, “Extreme Fear”. Al contrario, e come da manuale durante le crisi geopolitiche, l’oro ha messo a segno un +3% a partire da venerdì 20, tornando sopra i 5.000 dollari/oncia.

Il punto sui mercati: i numeri di azionario e crypto

A Wall Street, il quadro sembra chiaro già al momento in cui scriviamo, prima dell’apertura delle borse: i futures sul Dow Jones cedono lo 0,3%, mentre quelli sull’S&P 500 e sul Nasdaq 100 stanno perdendo rispettivamente lo 0,3% e lo 0,4%. 

Anche il prezzo del petrolio ne risente: i futures sul Brent calano dello 0,5% fino a 71,2 dollari al barile, mentre quelli sul WTI – il greggio statunitense – si attestano a 66,11 dollari al barile, giù dello 0,6%.

Il mercato crypto, segue: nelle ultime ore, la market cap totale del settore è arrivata a cedere oltre 100 miliardi di dollari in due giorni, salvo poi recuperarne la metà nella giornata di lunedì. Bitcoin ha registrato un calo pesante di circa il 5,5%, fino a toccare i 64.300$ ma rimbalzando e attestandosi, per ora, sui 66.300$.

Molto interessante la situazione lato liquidazioni: circa 468 milioni di dollari in posizioni long liquidati tra domenica e lunedì. Ma non è tutto: un singolo trader ha visto andare in fumo ben 61,5 milioni di dollari in una sola operazione.

Altre due info di contorno, tra Ethereum e Nvidia

Chiudiamo con due notizie che potrebbero provocare ulteriori ripercussioni sul mercato, data la loro rilevanza. 

In primo luogo, i dati on-chain rilevati da Lookonchain segnalano un movimento che, tendenzialmente, non piace moltissimo alla community, per usare un eufemismo: Vitalik Buterin, il founder di Ethereum, è tornato a vendere ETH. Nel weekend del 21-22 febbraio, Buterin ha ceduto 1.869 ETH, incassando più di 3 milioni di dollari. Ethereum, in quelle stesse ore, ha ceduto fino al 6,4%, spingendosi anche sotto i 1.850$. 


Infine, mercoledì 25 febbraio, Nvidia pubblicherà i tanto attesi utili trimestrali. Il motivo alla base dell’importanza di questi numeri dovrebbe essere chiara a tutto il mondo: Nvidia non è solo un’azienda tecnologica, è il motore dell’intera narrativa legata all’Intelligenza Artificiale e, per estensione, del mercato azionario statunitense degli ultimi due anni. 

Se i dati dovessero deludere e non battere le altissime previsioni degli analisti, l‘evento potrebbe innescare un’ulteriore ondata di volatilità, trascinando giù con sé anche il comparto tech in generale, crypto incluse.

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Dazi, per la Corte Suprema USA sono illegali

Dazi, per la Corte Suprema USA sono illegali

I dazi reciproci imposti da Donald Trump, secondo la Corte Suprema degli Stati Uniti, sono illegali: l’ordinanza è arrivata venerdì 20 febbraio

I dazi reciproci introdotti dal Presidente Donald Trump in occasione del “Liberation Day” del 2 aprile 2025, sono stati giudicati illegali dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. Il motivo ruota intorno alle modalità attraverso cui sono stati applicati. Vediamo rapidamente cos’è successo.

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Corte Suprema USA: “è necessaria l’autorizzazione del Congresso”

Nel pomeriggio italiano del 20 febbraio, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha decretato in merito alla legittimità dei dazi reciproci imposti da Donald Trump

Il Presidente della Corte John Roberts ha redatto la motivazione della maggioranza, nella quale si legge: “Il presidente Trump rivendica il potere straordinario di imporre unilateralmente dazi di entità, durata e portata illimitate. Considerata l’ampiezza, la storia e il quadro costituzionale di tali poteri rivendicati, è necessario che dimostri una chiara autorizzazione del Congresso per poterli esercitare“.

In due parole, la SCOTUSSupreme Court of the United States – ci sta comunicando che i poteri di emergenza a cui Trump ha tentato di appellarsi “non sono sufficienti” .

I dazi, infatti, sono stati introdotti scavalcando il classico iter che prevede l’approvazione del Congresso degli Stati Uniti: Donald Trump, per poter fare ciò, si è appellato all’IEEPA, cioè l’International Emergency Economic Powers Act.

L’IEEPA, per dare contesto, è una legge federale degli Stati Uniti che permette al Presidente di dichiarare l’esistenza di “una minaccia per la sicurezza nazionale, la politica estera o l’economia degli Stati Uniti” che abbia origine “interamente o in misura sostanziale al di fuori degli Stati Uniti” – come si legge nell’articolo 50 dello United States Code.

In questo caso, secondo Trump, il deficit commerciale tra Stati Uniti, forti importatori, e il resto del mondo, che esporta moltissimo negli USA, costituiva una minaccia per l’economia nazionale. E i dazi rappresentavano lo strumento per ridurre questa disparità.

È una sconfitta bruciante per l’amministrazione Trump

Per capire la portata dell’evento, dobbiamo contestualizzarlo politicamente: questa ordinanza è, secondo molti analisti, la più importante sconfitta legale che la seconda amministrazione Trump abbia subìto da parte di una Corte Suprema a maggioranza conservatrice.

C’è, tuttavia, un punto rimasto irrisolto: se i dazi sono incostituzionali, che fine fanno i soldi già incassati? 

La Corte Suprema, infatti, pur dichiarando illegale la manovra, non ha specificato cosa debba accadere agli oltre 130 miliardi di dollari in tariffe già riscossi dal governo federale. Un nodo che, molto probabilmente, si tradurrà in una valanga di ricorsi da parte delle aziende importatrici danneggiate.

What’s next?

Secondo alcune fonti, il Presidente Trump avrebbe dichiarato che questa decisione “è una vergogna” e che “ho un piano di riserva”. Il punto fondamentale, però, e uno: la strategia commerciale di Trump, fondata sull’utilizzo dei dazi come leva negoziale contro chiunque, è appena stata neutralizzata dalla magistratura del suo stesso paese

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FOMC Minutes: le prospettive future della Fed

FOMC Minutes

Sono usciti i FOMC Minutes, dei verbali che interessano molto i mercati perché danno indizi sulle prospettive future della Fed. Qui gli highlight

Il 18 febbraio, alle 20 italiane, sono stati pubblicati i FOMC Minutes, ovvero i verbali della Federal Reserve che mostrano nel dettaglio le motivazioni alla base della decisione del  FOMC (Federal Open Market Committee), la riunione di politica monetaria in cui vengono stabiliti i tassi di interesse. I mercati sono molto attenti a questo tipo di comunicazioni, anche perché, spesso, danno delle anticipazioni sul futuro. Ma prima, vediamo rapidamente qual è il quadro di riferimento – relativo all’ultimo FOMC del 27-28 gennaio.

Il contesto macroeconomico: tra inflazione e mercato del lavoro

Per capire le discussioni interne alla Fed e la loro rilevanza, è però necessario fare un passo indietro e guardare ai numeri che Jerome Powell e colleghi avevano sul tavolo.

L’inflazione: i dati di febbraio

Il 13 febbraio 2026, il BLS (Bureau of Labor Statistics) ha pubblicato il report relativo al CPI (Consumer Price Index), cioè ai cambiamenti dei prezzi per i consumatori statunitensi: mese su mese, il CPI è aumentato dello 0,2%, mentre anno su anno ha registrato una crescita del 2,4%. Si tratta di un dato abbastanza positivo: l’inflazione su base annua è in diminuzione e resta vicina al target imposto dalla Fed, cioè il 2%.

Tassi di interesse (FOMC): la decisione del 28 gennaio

Al termine della riunione di fine gennaio, il FOMC ha lasciato i tassi di interesse invariati, nel range tra il 3,5% e il 3,75%, come ampiamente previsto. Durante la conferenza stampa, il presidente della Fed Jerome Powell ha sintetizzato in due frasi le ragioni principali dietro questa pausa: “L’economia statunitense è cresciuta a un ritmo sostenuto lo scorso anno ed entra nel 2026 su basi solide. Sebbene la creazione dei posti di lavoro sia rimasta contenuta, il tasso di disoccupazione ha mostrato alcuni segnali di stabilizzazione, mentre l’inflazione rimane piuttosto elevata”. 

Dunque, per riassumere, gli Stati Uniti si trovano in una situazione in cui l’inflazione accenna finalmente a diminuire, dopo aver trascorso molto tempo sopra la soglia del 3%, così come il tasso di disoccupazione, che riprende a scendere dopo un paio di mesi di risalita. Dall’altra parte, tuttavia, il mercato del lavoro fatica a offrire nuove posizioni. Passiamo ora ai Minutes. 

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FOMC Minutes: Fed divisa sul futuro

Arriviamo al nucleo centrale: cosa si sono detti i membri della banca centrale USA a porte chiuse? I verbali di ieri mostrano una Fed molto più divisa sulle scelte future di quanto il mercato si aspettasse.

Leggendo i Minutes, emerge che i funzionari concordano su uno stop ai tagli per il momento, pronti a riprenderli nel corso dell’anno, ma solo se l’inflazione lo permetterà. Allo stesso tempo, nel documento c’è scritto chiaramente che non è da escludere una politica monetaria hawkish – favorevole ai tassi alti – qualora l’inflazione dovesse rimanere a lungo sopra il target imposto (2%). 

In due righe, il punto centrale è che non si parla più solamente di mantenere i tassi invariati o tagliarli: alcuni membri hanno esplicitamente messo sul tavolo la possibilità di nuovi rialzi dei tassi.

Sul fronte della gestione del rischio, la stragrande maggioranza del comitato ritiene che i pericoli di un crollo dell’occupazione si siano attenuati, mentre – come abbiamo appena visto – il pericolo di un’inflazione persistente rimane vivo. Il timore principale, in questo senso, è uno: passare a una politica economica più restrittiva, alzando i tassi di interesse troppo in fretta, potrebbe avere effetti pesanti sul mercato del lavoro

Per questo motivo, “i partecipanti – alla riunione – hanno ritenuto necessario un attento bilanciamento dei rischi per centrare gli obiettivi del duplice mandato del Comitato”. Dunque, come ama dire il Presidente Powell, “la politica monetaria non segue un percorso prestabilito: prenderemo le nostre decisioni riunione per riunione

Prossimo FOMC: quali sono le previsioni?

Come ha recepito il mercato questi FOMC Minutes? Basta dare un’occhiata alle principali piattaforme di previsione per capire che l’ipotesi di un taglio dei tassi è stata praticamente scartata.

Al momento della scrittura, il FedWatch Tool – lo strumento di riferimento per le stime sulle mosse della Fed – vede la probabilità di No Change (tassi invariati) al 94,1%, lasciando appena un 5,9% di chance a un taglio di 25 punti base (pbs).

Se ci spostiamo dai mercati tradizionali ai prediction markets, il discorso non cambia: su Polymarket l’ipotesi No Change domina al 93%, contro il 6% di probabilità che si verifichi un abbassamento di 25 pbs. Infine, su Kalshi i tassi fermi sono dati al 91%, concedendo solo un 7% all’eventualità di un taglio da 25 bps.

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Il modello economico di YNG: il buyback è stato effettuato

Il modello economico di Young (YNG): buyback a febbraio

Il primo buyback di YNG previsto per febbraio è stato effettuato il 16 febbraio. In che modo ancoriamo il valore del token alla crescita dell’ecosistema?

A febbraio 2026 abbiamo attivato ufficialmente il modello economico di YNG, eseguendo il primo buyback e la prima aggiunta di liquidità che questo prevede. Questa tipologia di operazioni è progettata per legare direttamente la crescita commerciale della piattaforma alla salute del token. Un traguardo che segna l’evoluzione di Young Platform verso la sua missione attuale: costruire un’infrastruttura solida che unisca la finanza tradizionale e quella decentralizzata.

Tuttavia, per comprendere la portata di questo cambiamento, è necessario smontare uno dei miti più persistenti del settore: l’idea che il modo più efficace per far crescere un asset sia il “burning” e la scarsità digitale ad esso connessa. Scopri tutto sul buyback di YNG e sul suo modello economico e approfondisci nel dettaglio le motivazioni che ci hanno portato a prediligere questo assetto.

Oltre il mito del burn: YNG come asset di capitale

Per progettare una tokenomics realmente sostenibile, dobbiamo innanzitutto smettere di guardare agli asset digitali solo attraverso la lente delle “valute”. Nel settore crypto, la tendenza quasi ossessiva verso il burning deriva dal fatto che i token vengono trattati erroneamente come se fossero monete (come il dollaro o l’euro). In quel caso, l’unico modo per contrastare l’inflazione e la svalutazione causate dall’emissione incontrollata di moneta da parte delle banche centrali è, teoricamente, ridurne forzatamente l’offerta, anche se ciò non accade mai.

Ma YNG non è una moneta o un coin, ma è un utility token. Concettualmente, YNG appartiene alla categoria del capitale: è molto più simile a un’azione che a una valuta. Il suo valore fondamentale non deriva da una scarsità imposta burocraticamente, bensì dalla capacità di reintrodurre la ricchezza generata dai servizi reali di Young Platform, come lo staking, la carta di debito e le attività bancarie, all’interno del sistema.

In quest’ottica, distruggere i token sarebbe un controsenso tecnico: sarebbe come se una startup decidesse di bruciare le proprie azioni anziché utilizzarle per attirare liquidità, finanziare la crescita o premiare chi sostiene il progetto. Mentre il modello del burn si limita a ridurre l’offerta nel vuoto, il nostro sistema utilizza i riacquisti per alimentare attivamente il mercato.

I flussi di valore che alimentano il sistema

Il budget mensile destinato a questa operazione non nasce da presupposti speculativi, bensì da flussi di ricavo reali e misurabili generati dall’intero ecosistema. Le fonti di revenue che alimentano questo motore sono:

  • Commissioni di Staking: le fee pagate per la funzionalità che permette agli utenti di ricevere ricompense sulle crypto che detengono sulla nostra piattaforma.
  • DEX pool fees: le commissioni generate dalle nostre pool di liquidità (come YNG/WETH e YNG/USDC su Uniswap).
  • Commissioni di transazione sulla carta: lo 0,15% generato da ogni singola spesa effettuata con la carta di debito di Young Platform.
  • Contributo Step: il 50% del valore degli YNG emessi dall’app Step (fino a un massimo di 5.000€ mensili).

Il funzionamento del modello: buyback e liquidità

Grazie agli Young (YNG) accumulati all’interno delle pool decentralizzarte in seguito alla raccolta delle commissioni di scambio, questo mese abbiamo potuto effettuare sia l’aggiunta di liquidità che il buyback. Abbiamo acquistato il nostro utility token direttamente su Young Platform, aggiunto liquidità alla pool YNG/USDC su Uniswap e conservato la parte rimanente di YNG acquistati come riserva per i prossimi mesi.

Attraverso l’acquisto simultaneo di token e l’aggiunta di liquidità, abbiamo combinato la pressione d’acquisto del buyback con una maggiore profondità di mercato, garantendo al sistema sostegno e stabilità immediati. Questa operazione ha permesso di bilanciare le riserve in tempo reale, assicurando che la crescita della piattaforma si traducesse istantaneamente in una maggiore solidità e facilità di scambio per il token YNG. 

Conclusioni: costruire invece di bruciare

In Young Platform abbiamo scelto una via diversa da molti progetti crypto, più orientata alla capitalizzazione reale. Mentre il burning riduce semplicemente l’offerta (spesso senza un reale impatto), il nostro modello utilizza i riacquisti per garantire che l’ecosistema sia sempre liquido e solido.

Siamo entusiasti di aver avviato questo motore a febbraio. Tuttavia, manterremo un approccio dinamico: ci riserviamo il diritto di calibrare questo meccanismo in base all’evoluzione reale del mercato e della profondità delle pool. Agiremo sempre con la prudenza necessaria per garantire la sostenibilità a lungo termine. Il futuro di YNG non viene “bruciato”, ma costruito giorno dopo giorno, transazione dopo transazione.

Le informazioni relative al Token YNG hanno finalità informativa. Il Token non rappresenta uno strumento finanziario. L’acquisto e l’utilizzo del Token YNG comportano rischi e devono essere valutati con attenzione. Non è una sollecitazione all’investimento, né un’offerta pubblica ai sensi del D.Lgs. 58/1998.

Bitcoin e interesse istituzionale: un update

Bitcoin e interesse istituzionale

Harvard ruota su Ethereum, mentre i fondi pensione USA comprano Strategy (MSTR), che domina gennaio con acquisti record di Bitcoin.

Gli istituzionali non si fermano. I documenti depositati alla SEC – i Form 13F trimestrali – parlano chiaro: l’Università di Harvard ribilancia il proprio portafoglio cedendo IBIT e comprando ETHA, mentre i grandi fondi pensione statunitensi consolidano la loro esposizione indiretta a Bitcoin acquistando Strategy. Vediamo i numeri nel dettaglio.

Harvard verso il cambio di passo?

Partiamo da una delle università più famose al mondo. Harvard ha deciso di modificare l’assetto del suo portafoglio a tema crypto, come emerge dall’ultimo report trimestrale: il celebre ateneo ha ridotto l’esposizione a IBIT, l’ETF Spot su Bitcoin di BlackRock, vendendo circa 1,48 milioni di quote, dopo il forte accumulo registrato quest’estate – +257% nel terzo trimestre (Q3) rispetto al secondo semestre (Q2) del 2025.  

A giudicare dai dati, sembra una rotazione di capitali: alla vendita di una parte di IBIT, infatti,  è seguita l’apertura di una posizione importante su ETHA, l’ETF Spot su Ethereum, emesso sempre da BlackRock, con un investimento di ben 86,8 milioni di dollari.

La strategia sembra chiara: diversificare l’esposizione sugli asset digitali, puntando anche sulla regina delle altcoin, nonché seconda crypto per market cap, Ethereum.

Le mosse dei fondi pensione USA

Mentre Harvard riduce le quote di IBIT, i fondi pensione pubblici statunitensi scelgono l’esposizione indiretta a Bitcoin acquistando Strategy (MSTR), la Bitcoin Treasury Company per eccellenza guidata da Michael Saylor. Diamo alcuni esempi – dati al 31.12.2025.

California Public Employees’ Retirement System 

Il California Public Employees’ Retirement System, il più grande fondo pensione pubblico degli Stati Uniti, ha aggiunto al portafoglio altre 22.475 azioni MSTR, portando il totale detenuto a 470.632 azioni: uno stake dal controvalore pari a circa 60 milioni di dollari (ai prezzi correnti).

Ohio State Teachers Retirement System 

Anche lo State Teachers Retirement System dell’Ohio si muove con decisione, incrementando le proprie quote in MSTR del 16,6%. Il totale sale così a 87.689 azioni, per un controvalore di 11 milioni di dollari (ai prezzi correnti).

North Carolina State Treasury

Infine, il North Carolina State Treasury aggiunge 9.117 azioni MSTR e porta la sua posizione complessiva a 168.688 azioni, valutate circa 22,6 milioni di dollari (ai prezzi correnti).

Strategy (MSTR): overview di gennaio

Come abbiamo appena visto, i fondi pensione stanno comprando Strategy (MSTR) per ottenere un’esposizione a Bitcoin senza detenerlo fisicamente. Ma come si è mossa l’azienda fondata da Michael Saylor nel primo mese dell’anno? 

Gennaio 2026, come riportato dal Corporate Adoption Report di BitcoinTreasuries.net, ha segnato una svolta decisiva: l’intensa “campagna acquisti” di Strategy starebbe ridefinendo il ritmo del mercato. Strategy, infatti, ha comprato 40.150 BTC in poco più di trenta giorni

Ma, in realtà, non si tratta di una tendenza del 2026: negli ultimi cinque anni, Strategy ha mantenuto una media di acquisto di 357 BTC al giorno. Per dare un termine di paragone, dal report emerge che, tra le società quotate – public companies – che detengono Bitcoin, solo venti riescono ad acquisire una media di almeno 10 BTC al giorno, mentre il resto aggiunge in media circa 1 BTC al giorno.

E proprio durante la stesura di questo articolo, abbiamo aperto X (ex Twitter) e abbiamo letto il solito tweet: “Strategy ha acquisito 2.486 BTC per circa 168,4 milioni di dollari, a un prezzo medio di ~67.710$ per Bitcoin. Al 16 febbraio 2026, deteniamo un totale di 717.131 BTC“. Reazione trascurabile di Bitcoin a un’ora dalla notizia: +0.3% – come volevasi dimostrare.

La grande domanda

Riflettiamo un secondo su questo dato. Ora, il mercato dà praticamente per scontato il fatto che Strategy compri centinaia di Bitcoin al giorno: i tweet settimanali della società in cui viene comunicato l’acquisto di migliaia di BTC non sortiscono alcun effetto a livello di prezzo, nonostante si tratti di cifre impressionanti – milioni di dollari ogni volta. 

La grande domanda è: quando Strategy deciderà di vendere Bitcoin, come verrà interpretata la notizia? Il bias della negatività, cioè “la tendenza cognitiva a dare maggiore importanza, peso e memoria alle esperienze, a notizie ed emozioni negative rispetto a quelle positive”, può aiutarci nella risposta: quasi sicuramente, si griderà all’apocalisse perché “anche Saylor sta vedendo!” e scatterà il panic selling, soprattutto tra gli investitori retail.
Sarà così o no? Nel dubbio, entra nel nostro canale Telegram e iscriviti a Young Platform per restare aggiornato sulle mosse degli istituzionali!

The Reveal: cosa si vince in questo Torneo?

The Reveal, la terza tappa verso la liberazione dalla Box che condiziona il modo in cui concepiamo la realtà. Cosa si vince in questo Torneo?

Il 9 dicembre è partito ufficialmente The Reveal, il terzo step del tuo personale viaggio alla scoperta di una realtà pura e autentica, libera dai limiti che, per anni, la Box ti ha imposto, influenzando e modellando le scelte più importanti. Il nostro compito sarà supportarti in questo speciale cammino, guidandoti verso la rivelazione della realtà oltre le apparenze che da sempre plasmano l’idea di finanza personale. L’obiettivo finale? La tua libertà finanziaria. Diamo un’occhiata ai premi, che c’è un bel po’ di roba da vedere!

Un concorso doppio: Campionato e Tornei

Lo ripetiamo un’altra volta, nel caso in cui ti fossi perso questo dettaglio fondamentale: The Reveal si articola su due binari paralleli, ovvero il Campionato e i Tornei. Se ancora non ne conosci il funzionamento, qui trovi tutte le informazioni necessarie: 

Questo spazio, invece, sarà dedicato ai singoli Tornei: oggi parliamo del sesto, iniziato il 17 febbraio, che si concluderà 10 marzo. Spoiler: è l’ultimo Torneo del concorso – sotto troverai i Tornei precedenti: cosa ti sei perso!

Torneo Become a Younger: 17 febbraio – 10 marzo

Ci siamo: come diceva il saggio, “nulla è eterno, neanche – purtroppo – The Reveal”. Eccoci qui, alla fine della terza tappa di un lungo viaggio iniziato quasi un anno fa con The Box

Dato che si tratta, appunto, dell’ultimo torneo, abbiamo deciso di aumentare sia i giorni sia le ricompense: avrai a disposizione non le solite due, ma ben tre settimane per provare a raccogliere i Ticket necessari e partecipare all’estrazione finale. Cosa si vince?

Il motivo che ci ha guidato alla scelta dei premi è semplice: vogliamo ringraziare la nostra Community per il supporto e per aver preso parte con tanta energia ai nostri concorsi. 

Durante queste tre settimane, potrai competere e provare a vincere: 

  • 100 pack col merch di Young, composti da felpa, t-shirt, cappellino e adesivi

Parliamo di merch esclusivo, disponibile solo per noi dipendenti: non lo trovi in vendita da nessuna parte. L’unico modo per averlo è completare le missioni, riscattare le gemme e guadagnare i Ticket. 

Lo ricordiamo: per poter partecipare all’estrazione finale, ti basta raccogliere anche un solo Ticket. Tuttavia, per ragioni puramente matematiche, più Ticket accumuli, più possibilità avrai di essere estratto. Ciascun Ticket, infatti, possiede un codice univoco con cui verranno individuati i vincitori. Partecipa al Torneo! Ne vale la pena. 

Ancora qui? Corri sull’app di Young Platform, completa le Missioni, guadagna Gemme e colleziona quanti più Ticket possibili: altri concorrenti stanno già raccogliendo le gemme con la pala!In bocca al lupo!

Torneo Travel Vibes: 3 febbraio – 17 febbraio

Il 17 febbraio si è concluso il quinto torneo o meglio, il penultimo: come hai potuto leggere sopra, The Reveal è quasi giunto alla fine e, con esso, la possibilità di vincere una valanga di premi ogni due settimane.  

Ma, a breve, terminerà anche l’inverno, quel periodo fatto di mattine freddissime, giornate con poca luce, nebbia o pioggia incessante – c’è a chi piace. Ci avviciniamo piano piano alla primavera e all’estate, il periodo in cui la gente ama viaggiare: i weekend toccata e fuga nelle capitali europee sono un grande classico. 

Per questo, il quinto Torneo ha preso il nome di Travel Vibes e metteva in palio dei premi pensati per chi ama esperienze simili. Partecipando al Torneo, avresti potuto sbloccare l’opportunità di vincere: 

  • 25 SmartBox per vivere tre giorni di sogno in Europa.

Torneo Game On: 20 gennaio – 3 febbraio

Con questo torneo abbiamo ufficialmente oltrepassato la metà di The Reveal: ci siamo lasciati alle spalle le prime sei settimane. Da questo momento in poi si fa sul serio, si entra nel vivo della sfida: Game On! come direbbero dalle parti di Londra e New York. 

Non a caso, Game On era il nome della quarta competizione: le parole per noi hanno un senso, infatti i premi si riferivano al mondo del gaming e – siamo sicuri – hanno conquistato i nostri gamer.  O meglio: anche i nostri gamer. 

Dunque, cosa si vinceva in Game On? Vediamolo subito: 

  • 3 PlayStation 5
  • 3 Meta Quest 3

Come vedi, non era obbligatorio essere un fan dei videogames: sia la PS5 che i Meta Quest 3 possono essere utilizzati per un sacco di attività quotidiane – guardare film, ascoltare musica, allenarsi e altro ancora.

Torneo Discount Party: 6 gennaio – 20 gennaio

Erano appena finite le vacanze di Natale, quelle in cui tra cenoni, pranzi, regali e spumante, si finisce sempre per spendere tanto. Il Torneo è partito il 6 gennaio, il giorno che decreta ufficialmente il termine del periodo natalizio, quelle in cui tra cenoni, pranzi, regali e spumante, si spende sempre tanto: i premi sono stati pensati proprio per risparmiare

Dall’intro, si poteva capire già qualcosa sulla natura delle ricompense. L’obiettivo era ammortizzare i costi e quindi:

  • 30 GiftCard Amazon da 50€
  • 15 GiftCard Volagratis da 100€
  • 30 Buoni Carburante Q8 da 50€

Torneo Tech Mania: 23 dicembre – 6 gennaio

Il secondo Torneo ha messo al centro un elemento che noi di Young Platform adoriamo – no, stavolta non si parlava di Bitcoin. Come avrai potuto intuire, il tema di fondo che legava i premi in palio era la tecnologia

In un mondo che corre così veloce è necessario avere gli strumenti adeguati per stare al passo coi tempi: immagina di correre nei 100 metri con delle infradito ai piedi. Molto complicato, per usare un eufemismo. Dunque, tornando a noi, cosa si vinceva in questo Torneo? 

Per Tech Mania, abbiamo messo in palio ben cinque premi: 

  • 3 iPhone 17
  • 2 MacBook Air 13

Torneo Taste of Luxury: 9 dicembre – 23 dicembre

Il primo Torneo è stato pensato con l’obiettivo di farti entrare in gara sin da subito, così da poter accumulare vantaggio nei confronti dei concorrenti: ci sei riuscito? I premi, naturalmente, avevano a che fare col lusso.  
Le ricompense del primo Torneo, infatti, erano super preziose: due Bracciali Tennis Extensible in Diamanti neri. Oro bianco, diamanti scuri e un design senza tempo: ogni dettaglio parla il linguaggio dell’eleganza

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Inflazione USA: il dato del CPI oggi

Inflazione USA: il dato del CPI di oggi

È uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America.

È uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America. Il destino dei mercati passa dall’inflazione USA e, quindi, dal dato del Consumer Price Index (CPI) pubblicato il 13 febbraio. In questo articolo, scopriremo cos’è il CPI, perché è importante e analizzeremo gli ultimi dati disponibili. 

CPI significato

Tecnicamente, il CPI (Consumer Price Index), o Indice dei Prezzi al Consumo, è un indicatore economico fondamentale che misura quanto sono cambiati i prezzi di beni e servizi che compriamo quotidianamente. In altre parole, il CPI ci dice quanto costa oggi vivere rispetto al passato.  

Il CPI si calcola raccogliendo i dati sui prezzi di un “paniere” rappresentativo di beni e servizi che i consumatori solitamente acquistano. Questo paniere include una varietà di prodotti, come cibo, abbigliamento, alloggio, trasporti, istruzione, assistenza sanitaria e altri beni e servizi comuni. Il Bureau of Labor Statistics (BLS) degli Stati Uniti raccoglie ogni mese i prezzi in 75 aree urbane e li confronta con quelli del periodo precedente.

Perché è importante?

Il CPI è utilizzato per misurare l’inflazione, cioè quanto aumenta il costo della vita. Se il CPI sale, significa che i prezzi stanno aumentando e che, in media, si deve spendere di più per vivere come si faceva prima.

Bitcoin e CPI: come sono legati?

Il Consumer Price Index è uno dei principali indicatori che i membri della Federal Reserve prendono in considerazione quando devono effettuare delle scelte in materia di politica monetaria: generalmente, quando l’inflazione scende, il FOMC (Federal Open Market Committee) è più sereno nel tagliare i tassi e viceversa.

Attualmente, tuttavia, gli analisti credono che il Presidente della Fed e il gruppo di Governatori – Board of Governors – che presiede il FOMC, siano inclini a mantenere stabili i tassi anche per le prossime riunioni, al fine di valutare l’impatto dei tagli effettuati durante il 2025. 

In ogni caso, il CPI resta uno strumento fondamentale per comprendere l’andamento dell’inflazione e cercare di prevedere il comportamento della banca centrale americana: se ti interessa il tema, trovi tutte le date per il 2026 nel nostro articolo sul calendario delle riunioni della Fed

L’ultima volta che è successo

L’ultimo CPI di gennaio è risultato inferiore rispetto alle previsioni e al CPI del mese precedente: il dato, coerentemente con quanto scritto sopra, non ha influenzato le scelte della Fed la quale, come abbiamo anticipato, ha lasciato i tassi ai livelli di dicembre

Quindi, com’è andato il CPI di oggi?

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CPI di febbraio 2026: l’analisi dei dati

Il 13 febbraio 2026, il BLS ha pubblicato il report relativo ai cambiamenti dei prezzi per i consumatori statunitensi. Secondo il rapporto, il CPI mensile (MoM) è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente, così come il CPI anno su anno (YoY), in crescita del 2,4%. Questo dato è abbastanza positivo, poiché l’inflazione anno su anno è stabile e resta vicina al target imposto dalla FED, cioè il 2%.

Cosa significano questi numeri?

Il fatto che il CPI sia salito dello 0,2% mese su mese e del 2,4% anno su anno, significa che l’inflazione sembra essere entrata in una fase di stabilizzazione: le rilevazioni sono di poco inferiori rispetto a quelle del mese precedente. A gennaio, infatti, il report del BLS segnava un aumento dello 0,3% MoM e del 2,6% YoY. 

Cosa deciderà la Fed riguardo ai tassi di interesse nel FOMC del 17-18 marzo 2026? Sul FedWatch Tool, lo strumento principe per questo tipo di previsioni, le probabilità del taglio di 25 punti base ancora molto basse, al 9,8%.  

Il CPI anno su anno nel 2026

Febbraio 2026: 2,4% (previsto 2,5%)
Gennaio 2026: 2,6% (previsto 2,7%)

Dati del 2025: 

Dicembre 2025: 2,7% (previsto 3,1%)
Ottobre 2025: 3% (previsto 3,1%)
Settembre 2025: 2,9% (previsto 2,9%)
Agosto 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Luglio 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Giugno 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Maggio 2025: 2,3% (previsto 2,4%)
Aprile 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Marzo 2025: 2,8% (previsto 2,9%)
Febbraio 2025: 3% (previsto 2,9%)
Gennaio 2025: 2,9% (previsto 2,9%)

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Disoccupazione e Non Farm Payroll: i dati USA

Occupazione USA: i dati e le reazioni dei mercati

Sono usciti i dati sull’occupazione negli Stati Uniti: Non Farm Payrolls e disoccupazione. Come hanno reagito i mercati?

Nella giornata di mercoledì 11 gennaio, il BLS (Bureau of Labor Statistics) americano ha comunicato i dati relativi al mercato del lavoro. Nello specifico, sono uscite le rilevazioni sui Non Farm Payrolls (NFP), cioè i nuovi posti di lavoro creati al netto del settore agricolo, e sul tasso di disoccupazione. Qual è la situazione? Come si sono comportati i mercati e perchè? 

I dati: Non Farm Payrolls e tasso di disoccupazione 

La rilevazione dell’11 febbraio è la seconda dell’anno nuovo appena iniziato, ma andiamo subito al sodo: i NFP sono cresciuti di 130.000 unità, un dato di gran lunga superiore rispetto alle aspettative che stimavano 70.000 nuovi posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione scende al 4,3%, un valore più basso dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,1% rispetto previsioni.

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Le implicazioni 

Come è noto, il mondo della finanza dà molta importanza a queste rilevazioni dal momento che il mercato del lavoro è un indicatore preso in forte considerazione, soprattutto da quando il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell, nel suo discorso a Jackson Hole, ha confermato il cambio di priorità: nel valutare le mosse di politica monetaria, la banca centrale statunitense ora dà più rilievo al contenimento della disoccupazione piuttosto che alla stabilità dei prezzi. 

Sulla base di queste dichiarazioni, la catena logica che guida gli investitori da almeno quattro mesi è la seguente: se i NFP sono inferiori alle previsioni e il tasso di disoccupazione sale, allora è molto probabile che il prossimo meeting del FOMC vedrà un taglio dei tassi. 

Tuttavia, come avvenuto in occasione dell’ultimo FOMC, gli analisti ritengono che i membri del Board of Governors, prima di tornare a un approccio più dovish, vogliano attendere per valutare l’impatto dei tagli effettuati durante il 2025 – se ti interessano le riunioni di politica monetaria, qui trovi il calendario completo con tutti i meeting del 2026

Le previsioni sul FOMC di marzo

Il FedWatch del CME Group, uno strumento che calcola le probabilità del taglio dei tassi da parte del FOMC sulla base dei prezzi dei futures sui Fed Funds, attualmente dà il No Change al 94,1%, mentre il taglio di 25 punti base – cioè dello 0,25% – è probabile al 5,9%. Ma si tratta di percentuali totalmente provvisorie che cambiano di giorno in giorno: saranno sicuramente meno mobili a ridosso della riunione. 

Come hanno reagito i mercati?

Il mercato crypto, per ora, mostra una reazione negativa: rispetto al giorno precedente alla pubblicazione dei dati sul lavoro, Bitcoin sta perdendo il 3,7% e viaggia in zona 66.300$; anche Ethereum va in territorio negativo e cede il 4,8%: attualmente si trova sui 1.920$. Solana segue e fa come ETH scendendo del 4,3% a quota 79,4$. Chiudiamo questa sezione con la Total Market Cap, che si attesta a 2,24 trillion di dollari. 

Il DXY, che misura l’andamento del dollaro contro le principali sei valute mondiali, sale dello 0,14% mentre l’oro cresce dello 0,5%, continuando sui 5.050$.

What’s next?

Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, assisteremo a un mercato molto volatile, in particolare lato crypto: il momento attuale, infatti, è condizionato da una forte emotività che può spostare miliardi di capitale in poche ore. 
In ogni caso, noi saremo qui ad aggiornarti sulle notizie e sui fatti che muovono i mercati. Iscriviti al nostro canale Telegram – se già sei dentro condividi il link con amici e amiche interessati – e a Young Platform per non perderti ciò che conta!

Riunione BCE febbraio 2026: i risultati

Riunione BCE dicembre 2025: i risultati

La BCE si è riunita il 5 febbraio per decidere la politica monetaria dell’Eurozona: cosa è successo ai tassi di interesse? Qui i risultati

La riunione della Banca Centrale Europea di giovedì 5 febbraio 2026 ha visto i membri del Consiglio Direttivo riunirsi per discutere, tra le altre cose, in merito alle politiche monetarie dell’Eurozona. Sul tavolo, le decisioni relative ai tassi di interesse. Cosa è successo?

Riunione della BCE: qual è il contesto economico?

La prima riunione della BCE nel 2026 è avvenuta in uno scenario economico complesso, in cui l’incertezza sul futuro domina incontrastata, tra l’imprevedibilità di Donald Trump e le guerre che sembrano destinate a durare ancora un po’. I temi principali hanno riguardato soprattutto la crescita economica, fortemente condizionata dall’instabilità del contesto geopolitico, e l’inflazione, all’1,7% secondo l’ultima rilevazione – in linea con le previsioni. Vediamo nel dettaglio cosa si è deciso.

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La BCE lascia i tassi di interesse invariati

Giovedì 5 febbraio, Francoforte. Il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea ha comunicato la sua decisione in materia di politica monetaria per l’Eurozona. Come atteso dalla maggioranza degli analisti, la BCE ha deciso mantenere invariati i suoi tre tassi di interesse chiave. Di conseguenza, il tasso sui depositi presso la banca centrale resta stabile al 2%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15%, così come il tasso sulla marginal lending facility al 2,40%.

Le motivazioni dietro la scelta

La BCE ha spiegato che la decisione è stata guidata dal fatto che il processo di disinflazione è in linea con le aspettative e dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine. Come abbiamo anticipato, l’ultima rilevazione ha mostrato un’inflazione nell’Unione Europea attestarsi all’1,7%, una soglia decisamente più bassa rispetto agli obiettivi fissati dal Consiglio direttivo. 

L’economia dell’Eurozona ha mostrato resilienza nei confronti dei recenti shock che hanno colpito il mercato globale: secondo quanto si legge nel comunicato ufficiale, “l’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale. Il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, l’esecuzione graduale della spesa pubblica per difesa e infrastrutture, insieme agli effetti favorevoli derivanti dalle passate riduzioni dei tassi di interesse, stanno sostenendo la crescita”. 

Con questa riunione, la BCE conferma la traiettoria

La riunione della BCE di febbraio 2026 ha decretato il mantenimento dei tassi di interesse ai livelli di dicembre: è la quinta riunione di fila che vede questo esito. Nonostante il contesto globale fortemente confuso, l’inflazione continua a reggere botta e la Banca Centrale segnala un cauto ottimismo: con questa decisione conferma la sua traiettoria futura. Le settimane che verranno saranno fondamentali per capire se i dati confermeranno lo scenario attuale e quale sarà la prossima mossa dell’Eurotower

La prossima riunione è prevista per il 18-10 Marzo 2026: cosa decideranno i membri del Consiglio direttivo? Per non perderti i prossimi meeting, dai un’occhiata al nostro calendario della BCE del 2026 – in ogni caso, noi saremo qui a commentarli.

Prospettive Future

Mantenere i tassi di interesse a un livello basso è una misura di politica economica espansiva che ha l’obiettivo di sostenere la crescita riducendo il costo del denaro: le imprese possono chiedere prestiti più facilmente, producono più ricchezza e l’economia ne beneficia. Quando il denaro costa meno anche i mercati azionari ne traggono vantaggio, dal momento che i tassi bassi stimolano la circolazione del capitale: da un lato le imprese chiedono più facilmente i soldi in prestito, hanno più margine per operazioni finanziarie, acquisizioni ed espansioni. Così incrementano i potenziali guadagni e con essi la probabilità che il prezzo delle azioni salga.

Dall’altro gli investitori si spostano da titoli più stabili ma meno profittevoli, come le obbligazioni, ad asset finanziari più rischiosi con ritorni potenziali più alti. In questa seconda seconda categoria rientrano le azioni e i relativi indici, ma anche le criptovalute.

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Token YNG: Report 4° Trimestre 2025

Token Young (YNG): aggiornamenti e novità Q4 2025

Il Report del quarto trimestre del 2025 token YNG. Cos’è successo in un 2025 ricco di novità? Quali sono i prossimi passi da compiere?

Cos’è successo nell’ultimo trimestre? Quali sono stati tutti gli obiettivi raggiunti nel 2025? Cosa ci aspetta per il 2026, un anno decisivo per il nostro futuro? Quanti token YNG sono stati emessi, acquistati e venduti, e quali sono i prossimi passi da compiere?

Il 2026 di Young Platform

Il 2025 non è stato solo l’anno della svolta che avevamo promesso: è stato l’anno in cui abbiamo ridefinito il nostro orizzonte. Dodici mesi fa, la nostra roadmap era una traccia ambiziosa; oggi, quella traccia si è trasformata nella spina dorsale di un ecosistema senza eguali in Italia. Non ci siamo limitati a seguire un percorso prestabilito, ma abbiamo scelto di evolvere alla velocità che il mercato richiede.

Come insegna Peter Thiel nel celebre Zero to One, il vero progresso non sta nel copiare ciò che esiste, ma nel passare da zero a uno, creando qualcosa di del tutto nuovo. Puntare in alto ci ha permesso, pur mancando qualche target intermedio, di atterrare in un punto inimmaginabile rispetto alla partenza.

L’evoluzione più radicale riguarda il conto di pagamento e la carta di debito. Rilasciati ufficialmente a novembre per il Club Platinum e per i vincitori dei concorsi, saranno in fase di rollout per gli altri Club dalla seconda settimana di febbraio.

Cosa troverete in questo Report? Ovviamente il protagonista, come da titolo, è il token Young (YNG). Dopo anni di costruzione, il 2025 è stato l’anno della sua consacrazione. Il listing su Uniswap è stato la scintilla che ha innescato la fase di espansione più esplosiva della sua storia. 

E poi? Molto altro: dai concorsi che ci hanno accompagnato al lancio della carta, alla nascita di un nuovo Club, oggi porta d’accesso privilegiata al nostro ecosistema. Infine, una pietra miliare istituzionale: il deposito ufficiale del filing per la licenza MiCA. Troverete i dettagli di questo viaggio e i prossimi passi strategici nel Report trimestrale Q4 2025. Come sempre, i contenuti più esclusivi sono riservati ai membri dei Club.

Conto e carta: ci siamo!

Il primo capitolo di questo report non poteva che essere dedicato alla funzionalità che ha assorbito la quasi totalità delle nostre energie nel 2025. Se ci seguite su Discord, sapete che il percorso è stato tutto fuorché in discesa: tra ritardi dei fornitori, complessità legali e bug tecnici decisamente frustranti — come interi lotti di carte con contactless non funzionante — la strada è stata in salita. 

Attualmente stiamo aprendo l’accesso gradualmente agli altri Club e prevediamo di rendere la funzionalità pubblica per tutti tra metà e fine febbraio. Perché non subito? Un rilascio progressivo ci permette di individuare i bug in modo controllato e di non sovraccaricare l’infrastruttura, garantendo la stabilità di tutte le altre sezioni dell’app.

Sappiamo già cosa vi state chiedendo: “Apple e Google Pay quando arrivano?” o “Come ci distingueremo dai competitor?” Al momento il prodotto è in quello che definiamo Layer 0 (la versione base), ma abbiamo già una roadmap definita per le integrazioni future. Alcune di queste risposte e anteprime tecniche sono riservate alla versione per i Club di questo report. Se non ne fai ancora parte, il punto di partenza ideale è il nuovo Club Essential.

Entra nel Club Essential ora!

MiCA: filing formale depositato

Il 2025 si chiude con il raggiungimento di un obiettivo normativo fondamentale che conferma la nostra posizione di leader nel mercato regolamentato. Siamo orgogliosi di comunicare che, dopo un intenso lavoro preparatorio che ha coinvolto ogni area dell’azienda, abbiamo depositato formalmente il filing per l’ottenimento dell’autorizzazione MiCA ad operare come CASP il 5 dicembre 2025 e siamo attualmente in attesa del responso delle Autorità di Vigilanza competenti, con l’obiettivo di ottenere l’approvazione definitiva entro giugno 2026, il termine previsto dalla normativa. Questo passaggio rappresenta la chiusura naturale di un percorso iniziato mesi fa e ribadisce la nostra volontà di operare all’interno del quadro normativo più avanzato d’Europa, mettendo la trasparenza e la tutela degli investitori al primo posto.

È importante sottolineare che, grazie al regime transitorio previsto dalla normativa italiana, la nostra operatività prosegue senza alcuna interruzione e in piena conformità. Per voi questo significa poter continuare a utilizzare ogni servizio della piattaforma con la massima tranquillità, senza dover compiere alcuna azione e con la garanzia che i vostri asset siano gestiti secondo i più alti standard di sicurezza. Vi terremo costantemente aggiornati sull’esito della procedura, fieri di aver rispettato gli impegni presi con la nostra community e pronti a inaugurare il 2026 sotto il segno della piena conformità europea.

In parallelo al percorso MiCA, prosegue il lavoro sulla funzionalità dedicata ai Futures a cui è strettamente collegata. Lo sviluppo tecnico è stato completato con successo e il servizio, insieme alle altre features della piattaforma, è stato interamente esposto e dettagliato all’interno del dossier MiCA presentato alle autorità. Attualmente siamo quindi in attesa del relativo responso per definire la cornice operativa finale. Fedeli al nostro principio di massima tutela dell’utente, stiamo gestendo questo passaggio con la necessaria cautela, con l’obiettivo di lanciare il servizio non appena ogni aspetto di conformità sarà perfettamente allineato agli standard richiesti.

Club Essential: la porta d’ingresso all’ecosistema

Il lancio di questo nuovo livello nel Q3 2025 nasce da una constatazione oggettiva: il successo del token YNG. L’apprezzamento del prezzo nel corso dell’anno è un segnale positivo per la salute dell’ecosistema, ma ha reso l’ingresso ai Club storici molto più oneroso. Nonostante il nostro meccanismo di ribilanciamento dinamico, la soglia per il Club Bronze ha toccato in alcuni momenti il controvalore di 1.000€, diventando un ostacolo per i nuovi utenti.

Il Club Essential è la nostra risposta: una soglia d’ingresso attualmente di 130 YNG che permette a chiunque di iniziare a fare sul serio senza dover attendere il raggiungimento dei livelli superiori.

I vantaggi “Essential” in sintesi:

  • Trading: 5% di sconto sulle commissioni.
  • Staking: +1% di APY aggiuntivo.
  • Cashback: 0,10% sugli acquisti con carta (al lancio del conto).
  • Operatività: 2 Smart Trade attivabili.
  • Informazione: accesso ai report di mercato mensili e alla versione completa del report trimestrale YNG.

Considerate l’Essential come un punto di partenza, non di arrivo. È il modo perfetto per testare i vantaggi del mondo Young Platform con un impegno contenuto. Una volta provati i benefici sulla propria operatività quotidiana, il passaggio ai Club “OG” (Bronze, Silver, Gold e Platinum) diventerà il passo naturale per chi cerca bonus, sconti e cashback esponenzialmente più elevati.

Come per tutti gli altri livelli, i 130 YNG richiesti non sono un costo, ma vengono semplicemente bloccati sulla piattaforma, restando di tua proprietà.

Gli eventi strategici e il futuro di Young Group

Se dovessimo scegliere una parola chiave per descrivere una parte della visione di Young Platform per il 2026, questa sarebbe senza dubbio la presenza nel mondo reale. In passato abbiamo organizzato iniziative dal vivo in modo sporadico, ma da quest’anno abbiamo deciso di cambiare radicalmente approccio passando a un piano strutturato e ricorrente. Siamo profondamente consapevoli del fatto che tutto ciò che abbiamo costruito lo dobbiamo alla nostra community e sentiamo l’esigenza di dare indietro qualcosa di tangibile, cementando un rapporto che troppo spesso nel mondo crypto resta confinato dietro uno schermo.

La nostra strategia si articola in due direttrici principali che puntano alla massima inclusività e, al contempo, alla valorizzazione dei nostri sostenitori più fedeli. Da un lato stiamo organizzando meet-up informali aperti a tutti, pensati per incontrarci, discutere del mercato e conoscerci senza filtri. Dall’altro, stiamo ideando una serie di eventi esclusivi dedicati ai membri dei Club e agli investitori selezionati. Vogliamo che l’appartenenza a un Club diventi un vantaggio concreto che permetta di abbattere la quarta parete, portandovi direttamente all’interno del nostro lavoro quotidiano.

Metterci la faccia non è solo un modo di dire, ma un atto di responsabilità: ognuno di noi, dal management al team tecnico, desidera confrontarsi con voi per mostrarvi l’impegno e la passione che mettiamo nel costruire l’ecosistema Young. Inoltre, rendere i Club sempre più appetibili attraverso il contatto umano è la nostra priorità, perché crediamo che la fiducia si costruisca guardandosi negli occhi e condividendo la visione di un futuro finanziario più accessibile e trasparente.

I concorsi: “The Reveal”

La saga dei concorsi di Young Platform ha rappresentato uno dei motori principali del nostro 2025, trasformandosi in un vero e proprio viaggio narrativo capace di coinvolgere la community ben oltre il semplice aspetto premiante. Tutto è iniziato con The Box, il capitolo dedicato a scardinare i pregiudizi finanziari, a cui è seguita The Unbox, la tappa cruciale che ha agito da ponte strategico per l’arrivo del conto e della carta. Il successo di quest’ultima è stato straordinario: grazie al meccanismo Boost Holder, che premiava la detenzione di YNG con gemme bonus, l’attività sulla piattaforma ha registrato picchi di partecipazione paragonabili ai momenti di massima euforia del mercato. Questo impegno si è tradotto in una performance economica di rilievo, con un volume di scambi complessivo che ha superato i 19,7 milioni di euro, segnando un incremento incredibile dell’8.000% rispetto al Q3 2024.

Il 9 dicembre 2025 abbiamo inaugurato l’ultimo e più ambizioso episodio di questa trilogia: The Reveal. Se i capitoli precedenti servivano a preparare il terreno, questa nuova fase rappresenta la “Rivelazione” della realtà oltre le apparenze, con il montepremi più ricco della nostra storia. Per questo concorso, che terminerà il 10 marzo 2026, abbiamo deciso di evolvere le meccaniche di gioco basandoci sull’esperienza passata. La struttura si divide in due competizioni parallele: il Campionato, basato su una classifica generale che premierà la costanza con premi iconici come un Rolex Submariner o una moto KTM 125 Duke, e i Tornei, sei mini-sfide quindicinali che permettono a un numero molto più ampio di partecipanti di aggiudicarsi ricompense tramite estrazioni casuali.

La vera innovazione di The Reveal risiede nella democratizzazione del sistema. Analizzando i dati di The Unbox, abbiamo notato come chi possedeva maggiore disponibilità economica tendesse a concentrare una quantità sproporzionata di ticket. Per risolvere questo squilibrio abbiamo introdotto un sistema a Tier per lo sblocco dei biglietti fortunati: ora, più gemme si accumulano, più diventa “costoso” ottenerne di nuove. Questo meccanismo a fasce permette anche a chi ha meno gemme di essere competitivo, rendendo sufficiente anche una singola missione per partecipare all’estrazione dei premi. In questo modo, The Reveal non è solo un concorso, ma il culmine di un percorso di trasparenza che mantiene altissimo l’interesse verso l’ecosistema e verso il token YNG, che continua a beneficiare della domanda generata dalle missioni e dai vantaggi riservati agli holder.

Young Platform Pro

Parallelamente all’espansione dei nostri servizi bancari, non abbiamo smesso di perfezionare il cuore operativo per i professionisti del mercato. Young Platform Pro ha subito una trasformazione profonda. Abbiamo adottato l’analogia della strumentazione chirurgica: così come un chirurgo necessita di strumenti di massima precisione per operare in sicurezza, un trader esperto richiede una piattaforma che garantisca reattività istantanea, controllo granulare e continuità operativa assoluta.

L’interfaccia è stata ottimizzata seguendo gli standard internazionali di accessibilità e comfort visivo, riducendo l’affaticamento durante le sessioni notturne e massimizzando la densità informativa sui monitor moderni. La vera rivoluzione, però, risiede nella personalizzazione totale dell’ambiente di lavoro: grazie a un sistema a tab modulari, ogni utente può ora costruire il proprio setup ideale, sincronizzando automaticamente in cloud ogni layout e ogni analisi grafica di TradingView. Questa flessibilità è ora completa grazie all’integrazione della nuova versione mobile responsive, che rende l’intera potenza di Young Platform Pro accessibile direttamente dal browser dello smartphone. Questo significa poter passare dal desktop al mobile senza alcuna discontinuità, portando con sé indicatori, trendline e studi grafici salvati sui nostri server.

Abbiamo inoltre potenziato radicalmente il pannello degli ordini per assicurare una velocità d’esecuzione senza precedenti, introducendo selettori percentuali per l’allocazione rapida del capitale e una flessibilità totale nel calcolo degli importi, ora impostabili anche nella valuta di base del pair. Sotto la scocca, l’integrazione delle nuove API v4 ha abbattuto la latenza e aumentato la stabilità e oggi è in grado di rispondere alle esigenze di chi automatizza le proprie strategie o richiede flussi di dati in tempo reale. In sintesi, Young Platform Pro è ora un ambiente di trading maturo e altamente performante, progettato per chi vive il mercato con serietà e professionalità.

Come sempre abbiamo scelto di riservare le analisi più strategiche e i dati più sensibili unicamente ai membri dei nostri Club. Sono loro i veri protagonisti del nostro ecosistema e meritano un livello di trasparenza senza precedenti sulle decisioni che ne guidano il futuro.

Per questo, nella versione del report riservata ai membri dei Club, troverai:

  • Novità sul Conto di pagamento e la carta di debito di Young Platform:
  • Dati esclusivi sui Club: numeri aggiornati sui membri e l’analisi dell’impatto dei loro acquisti sulla performance del token.
  • Uno sguardo alla roadmap futura: le nostre strategie e i piani per i prossimi listing su altri exchange centralizzati.

Questi approfondimenti strategici sono un’esclusiva per chi vive l’ecosistema Young Platform da protagonista e vuole comprendere a fondo le leve che ne guideranno la crescita futura. Il tuo supporto come membro dei Club è e rimane la nostra più grande risorsa. Ti ringraziamo per la fiducia e ti invitiamo a continuare a seguirci in questo entusiasmante capitolo del nostro viaggio.

Le informazioni relative al Token YNG hanno finalità informativa. Il Token non rappresenta uno strumento finanziario. L’acquisto e l’utilizzo del Token YNG comportano rischi e devono essere valutati con attenzione. Non è una sollecitazione all’investimento, né un’offerta pubblica ai sensi del D.Lgs. 58/1998.