The Reveal: cosa si vince in questo Torneo?

The Reveal, la terza tappa verso la liberazione dalla Box che condiziona il modo in cui concepiamo la realtà. Cosa si vince in questo Torneo?

Il 9 dicembre è partito ufficialmente The Reveal, il terzo step del tuo personale viaggio alla scoperta di una realtà pura e autentica, libera dai limiti che, per anni, la Box ti ha imposto, influenzando e modellando le scelte più importanti. Il nostro compito sarà supportarti in questo speciale cammino, guidandoti verso la rivelazione della realtà oltre le apparenze che da sempre plasmano l’idea di finanza personale. L’obiettivo finale? La tua libertà finanziaria. Diamo un’occhiata ai premi, che c’è un bel po’ di roba da vedere!

Un concorso doppio: Campionato e Tornei

Lo ripetiamo un’altra volta, nel caso in cui ti fossi perso questo dettaglio fondamentale: The Reveal si articola su due binari paralleli, ovvero il Campionato e i Tornei. Se ancora non ne conosci il funzionamento, qui trovi tutte le informazioni necessarie: 

Questo spazio, invece, sarà dedicato ai singoli Tornei: oggi parliamo del terzo, iniziato il 3 febbraio, che si concluderà il 17 dello stesso mese. Quando scadrà, aggiorneremo l’articolo con i dettagli del Torneo successivo, per cui tienilo sempre a portata di mano – sotto troverai i Tornei precedenti: cosa ti sei perso!

Torneo Travel Vibes: 3 febbraio – 17 febbraio

È cominciato il quinto torneo o meglio: il penultimo. Si, perchè tra poco The Reveal arriverà al termine e, con esso, la possibilità di vincere premi diversi ogni due settimane. Ma c’è tempo, hai ancora un mese pieno per scalare la classifica e provare a portare a casa il montepremi più ricco della storia di Young Platform. 

Sai cosa terminerà anche a breve? L’inverno, quel periodo fatto di mattine freddissime, giornate con poca luce, nebbia o pioggia incessante – c’è a chi piace. Ci avviciniamo piano piano alla primavera e all’estate, il periodo in cui la gente ama viaggiare: i weekend toccata e fuga nelle capitali europee sono un grande classico. 

Per questo, il quinto Torneo si chiama Travel Vibes e mette in palio dei premi pensati per chi ama questo tipo di esperienze. Partecipando al Torneo, sbloccherai l’opportunità di vincere: 

  • 25 SmartBox per vivere tre giorni di sogno in Europa, dove vuoi!

Lo ricordiamo: per poter partecipare all’estrazione finale, ti basta raccogliere un solo Ticket. Tuttavia, per ragioni puramente matematiche, più Ticket accumuli, più possibilità avrai di essere estratto. Ciascun Ticket, infatti, possiede un codice univoco con cui verranno individuati i vincitori. Partecipa al Torneo! Ne vale la pena. 

Ancora qui? Corri sull’app di Young Platform, completa le Missioni, guadagna Gemme e colleziona quanti più Ticket possibili: altri concorrenti stanno già raccogliendo le gemme con la pala!

Ci vediamo su questa pagina tra due settimane: sveleremo i premi del terzo Torneo. In bocca al lupo!

Torneo Game On: 20 gennaio – 3 febbraio

Con questo torneo abbiamo ufficialmente oltrepassato la metà di The Reveal: ci siamo lasciati alle spalle le prime sei settimane. Da questo momento in poi si fa sul serio, si entra nel vivo della sfida: Game On! come direbbero dalle parti di Londra e New York. 

Non a caso, Game On era il nome della quarta competizione: le parole per noi hanno un senso, infatti i premi si riferivano al mondo del gaming e – siamo sicuri – hanno conquistato i nostri gamer.  O meglio: anche i nostri gamer. 

Dunque, cosa si vinceva in Game On? Vediamolo subito: 

  • 3 PlayStation 5
  • 3 Meta Quest 3

Come vedi, non era obbligatorio essere un fan dei videogames: sia la PS5 che i Meta Quest 3 possono essere utilizzati per un sacco di attività quotidiane – guardare film, ascoltare musica, allenarsi e altro ancora.

Torneo Discount Party: 6 gennaio – 20 gennaio

Erano appena finite le vacanze di Natale, quelle in cui tra cenoni, pranzi, regali e spumante, si finisce sempre per spendere tanto. Il Torneo è partito il 6 gennaio, il giorno che decreta ufficialmente il termine del periodo natalizio, quelle in cui tra cenoni, pranzi, regali e spumante, si spende sempre tanto: i premi sono stati pensati proprio per risparmiare

Dall’intro, si poteva capire già qualcosa sulla natura delle ricompense. L’obiettivo era ammortizzare i costi e quindi:

  • 30 GiftCard Amazon da 50€
  • 15 GiftCard Volagratis da 100€
  • 30 Buoni Carburante Q8 da 50€

Torneo Tech Mania: 23 dicembre – 6 gennaio

Il secondo Torneo ha messo al centro un elemento che noi di Young Platform adoriamo – no, stavolta non si parlava di Bitcoin. Come avrai potuto intuire, il tema di fondo che legava i premi in palio era la tecnologia

In un mondo che corre così veloce è necessario avere gli strumenti adeguati per stare al passo coi tempi: immagina di correre nei 100 metri con delle infradito ai piedi. Molto complicato, per usare un eufemismo. Dunque, tornando a noi, cosa si vinceva in questo Torneo? 

Per Tech Mania, abbiamo messo in palio ben cinque premi: 

  • 3 iPhone 17
  • 2 MacBook Air 13

Torneo Taste of Luxury: 9 dicembre – 23 dicembre

Il primo Torneo è stato pensato con l’obiettivo di farti entrare in gara sin da subito, così da poter accumulare vantaggio nei confronti dei concorrenti: ci sei riuscito? I premi, naturalmente, avevano a che fare col lusso.  
Le ricompense del primo Torneo, infatti, erano super preziose: due Bracciali Tennis Extensible in Diamanti neri. Oro bianco, diamanti scuri e un design senza tempo: ogni dettaglio parla il linguaggio dell’eleganza.

Articoli correlati

Token YNG: Report 4° Trimestre 2025

Token Young (YNG): aggiornamenti e novità Q4 2025

Il Report del quarto trimestre del 2025 token YNG. Cos’è successo in un 2025 ricco di novità? Quali sono i prossimi passi da compiere?

Cos’è successo nell’ultimo trimestre? Quali sono stati tutti gli obiettivi raggiunti nel 2025? Cosa ci aspetta per il 2026, un anno decisivo per il nostro futuro? Quanti token YNG sono stati emessi, acquistati e venduti, e quali sono i prossimi passi da compiere?

Il 2026 di Young Platform

Il 2025 non è stato solo l’anno della svolta che avevamo promesso: è stato l’anno in cui abbiamo ridefinito il nostro orizzonte. Dodici mesi fa, la nostra roadmap era una traccia ambiziosa; oggi, quella traccia si è trasformata nella spina dorsale di un ecosistema senza eguali in Italia. Non ci siamo limitati a seguire un percorso prestabilito, ma abbiamo scelto di evolvere alla velocità che il mercato richiede.

Come insegna Peter Thiel nel celebre Zero to One, il vero progresso non sta nel copiare ciò che esiste, ma nel passare da zero a uno, creando qualcosa di del tutto nuovo. Puntare in alto ci ha permesso, pur mancando qualche target intermedio, di atterrare in un punto inimmaginabile rispetto alla partenza.

L’evoluzione più radicale riguarda il conto di pagamento e la carta di debito. Rilasciati ufficialmente a novembre per il Club Platinum e per i vincitori dei concorsi, saranno in fase di rollout per gli altri Club dalla seconda settimana di febbraio.

Cosa troverete in questo Report? Ovviamente il protagonista, come da titolo, è il token Young (YNG). Dopo anni di costruzione, il 2025 è stato l’anno della sua consacrazione. Il listing su Uniswap è stato la scintilla che ha innescato la fase di espansione più esplosiva della sua storia. 

E poi? Molto altro: dai concorsi che ci hanno accompagnato al lancio della carta, alla nascita di un nuovo Club, oggi porta d’accesso privilegiata al nostro ecosistema. Infine, una pietra miliare istituzionale: il deposito ufficiale del filing per la licenza MiCA. Troverete i dettagli di questo viaggio e i prossimi passi strategici nel Report trimestrale Q4 2025. Come sempre, i contenuti più esclusivi sono riservati ai membri dei Club.

Conto e carta: ci siamo!

Il primo capitolo di questo report non poteva che essere dedicato alla funzionalità che ha assorbito la quasi totalità delle nostre energie nel 2025. Se ci seguite su Discord, sapete che il percorso è stato tutto fuorché in discesa: tra ritardi dei fornitori, complessità legali e bug tecnici decisamente frustranti — come interi lotti di carte con contactless non funzionante — la strada è stata in salita. 

Attualmente stiamo aprendo l’accesso gradualmente agli altri Club e prevediamo di rendere la funzionalità pubblica per tutti tra metà e fine febbraio. Perché non subito? Un rilascio progressivo ci permette di individuare i bug in modo controllato e di non sovraccaricare l’infrastruttura, garantendo la stabilità di tutte le altre sezioni dell’app.

Sappiamo già cosa vi state chiedendo: “Apple e Google Pay quando arrivano?” o “Come ci distingueremo dai competitor?” Al momento il prodotto è in quello che definiamo Layer 0 (la versione base), ma abbiamo già una roadmap definita per le integrazioni future. Alcune di queste risposte e anteprime tecniche sono riservate alla versione per i Club di questo report. Se non ne fai ancora parte, il punto di partenza ideale è il nuovo Club Essential.

Entra nel Club Essential ora!

MiCA: filing formale depositato

Il 2025 si chiude con il raggiungimento di un obiettivo normativo fondamentale che conferma la nostra posizione di leader nel mercato regolamentato. Siamo orgogliosi di comunicare che, dopo un intenso lavoro preparatorio che ha coinvolto ogni area dell’azienda, abbiamo depositato formalmente il filing per l’ottenimento dell’autorizzazione MiCA ad operare come CASP il 5 dicembre 2025 e siamo attualmente in attesa del responso delle Autorità di Vigilanza competenti, con l’obiettivo di ottenere l’approvazione definitiva entro giugno 2026, il termine previsto dalla normativa. Questo passaggio rappresenta la chiusura naturale di un percorso iniziato mesi fa e ribadisce la nostra volontà di operare all’interno del quadro normativo più avanzato d’Europa, mettendo la trasparenza e la tutela degli investitori al primo posto.

È importante sottolineare che, grazie al regime transitorio previsto dalla normativa italiana, la nostra operatività prosegue senza alcuna interruzione e in piena conformità. Per voi questo significa poter continuare a utilizzare ogni servizio della piattaforma con la massima tranquillità, senza dover compiere alcuna azione e con la garanzia che i vostri asset siano gestiti secondo i più alti standard di sicurezza. Vi terremo costantemente aggiornati sull’esito della procedura, fieri di aver rispettato gli impegni presi con la nostra community e pronti a inaugurare il 2026 sotto il segno della piena conformità europea.

In parallelo al percorso MiCA, prosegue il lavoro sulla funzionalità dedicata ai Futures a cui è strettamente collegata. Lo sviluppo tecnico è stato completato con successo e il servizio, insieme alle altre features della piattaforma, è stato interamente esposto e dettagliato all’interno del dossier MiCA presentato alle autorità. Attualmente siamo quindi in attesa del relativo responso per definire la cornice operativa finale. Fedeli al nostro principio di massima tutela dell’utente, stiamo gestendo questo passaggio con la necessaria cautela, con l’obiettivo di lanciare il servizio non appena ogni aspetto di conformità sarà perfettamente allineato agli standard richiesti.

Club Essential: la porta d’ingresso all’ecosistema

Il lancio di questo nuovo livello nel Q3 2025 nasce da una constatazione oggettiva: il successo del token YNG. L’apprezzamento del prezzo nel corso dell’anno è un segnale positivo per la salute dell’ecosistema, ma ha reso l’ingresso ai Club storici molto più oneroso. Nonostante il nostro meccanismo di ribilanciamento dinamico, la soglia per il Club Bronze ha toccato in alcuni momenti il controvalore di 1.000€, diventando un ostacolo per i nuovi utenti.

Il Club Essential è la nostra risposta: una soglia d’ingresso attualmente di 130 YNG che permette a chiunque di iniziare a fare sul serio senza dover attendere il raggiungimento dei livelli superiori.

I vantaggi “Essential” in sintesi:

  • Trading: 5% di sconto sulle commissioni.
  • Staking: +1% di APY aggiuntivo.
  • Cashback: 0,10% sugli acquisti con carta (al lancio del conto).
  • Operatività: 2 Smart Trade attivabili.
  • Informazione: accesso ai report di mercato mensili e alla versione completa del report trimestrale YNG.

Considerate l’Essential come un punto di partenza, non di arrivo. È il modo perfetto per testare i vantaggi del mondo Young Platform con un impegno contenuto. Una volta provati i benefici sulla propria operatività quotidiana, il passaggio ai Club “OG” (Bronze, Silver, Gold e Platinum) diventerà il passo naturale per chi cerca bonus, sconti e cashback esponenzialmente più elevati.

Come per tutti gli altri livelli, i 130 YNG richiesti non sono un costo, ma vengono semplicemente bloccati sulla piattaforma, restando di tua proprietà.

Gli eventi strategici e il futuro di Young Group

Se dovessimo scegliere una parola chiave per descrivere una parte della visione di Young Platform per il 2026, questa sarebbe senza dubbio la presenza nel mondo reale. In passato abbiamo organizzato iniziative dal vivo in modo sporadico, ma da quest’anno abbiamo deciso di cambiare radicalmente approccio passando a un piano strutturato e ricorrente. Siamo profondamente consapevoli del fatto che tutto ciò che abbiamo costruito lo dobbiamo alla nostra community e sentiamo l’esigenza di dare indietro qualcosa di tangibile, cementando un rapporto che troppo spesso nel mondo crypto resta confinato dietro uno schermo.

La nostra strategia si articola in due direttrici principali che puntano alla massima inclusività e, al contempo, alla valorizzazione dei nostri sostenitori più fedeli. Da un lato stiamo organizzando meet-up informali aperti a tutti, pensati per incontrarci, discutere del mercato e conoscerci senza filtri. Dall’altro, stiamo ideando una serie di eventi esclusivi dedicati ai membri dei Club e agli investitori selezionati. Vogliamo che l’appartenenza a un Club diventi un vantaggio concreto che permetta di abbattere la quarta parete, portandovi direttamente all’interno del nostro lavoro quotidiano.

Metterci la faccia non è solo un modo di dire, ma un atto di responsabilità: ognuno di noi, dal management al team tecnico, desidera confrontarsi con voi per mostrarvi l’impegno e la passione che mettiamo nel costruire l’ecosistema Young. Inoltre, rendere i Club sempre più appetibili attraverso il contatto umano è la nostra priorità, perché crediamo che la fiducia si costruisca guardandosi negli occhi e condividendo la visione di un futuro finanziario più accessibile e trasparente.

I concorsi: “The Reveal”

La saga dei concorsi di Young Platform ha rappresentato uno dei motori principali del nostro 2025, trasformandosi in un vero e proprio viaggio narrativo capace di coinvolgere la community ben oltre il semplice aspetto premiante. Tutto è iniziato con The Box, il capitolo dedicato a scardinare i pregiudizi finanziari, a cui è seguita The Unbox, la tappa cruciale che ha agito da ponte strategico per l’arrivo del conto e della carta. Il successo di quest’ultima è stato straordinario: grazie al meccanismo Boost Holder, che premiava la detenzione di YNG con gemme bonus, l’attività sulla piattaforma ha registrato picchi di partecipazione paragonabili ai momenti di massima euforia del mercato. Questo impegno si è tradotto in una performance economica di rilievo, con un volume di scambi complessivo che ha superato i 19,7 milioni di euro, segnando un incremento incredibile dell’8.000% rispetto al Q3 2024.

Il 9 dicembre 2025 abbiamo inaugurato l’ultimo e più ambizioso episodio di questa trilogia: The Reveal. Se i capitoli precedenti servivano a preparare il terreno, questa nuova fase rappresenta la “Rivelazione” della realtà oltre le apparenze, con il montepremi più ricco della nostra storia. Per questo concorso, che terminerà il 10 marzo 2026, abbiamo deciso di evolvere le meccaniche di gioco basandoci sull’esperienza passata. La struttura si divide in due competizioni parallele: il Campionato, basato su una classifica generale che premierà la costanza con premi iconici come un Rolex Submariner o una moto KTM 125 Duke, e i Tornei, sei mini-sfide quindicinali che permettono a un numero molto più ampio di partecipanti di aggiudicarsi ricompense tramite estrazioni casuali.

La vera innovazione di The Reveal risiede nella democratizzazione del sistema. Analizzando i dati di The Unbox, abbiamo notato come chi possedeva maggiore disponibilità economica tendesse a concentrare una quantità sproporzionata di ticket. Per risolvere questo squilibrio abbiamo introdotto un sistema a Tier per lo sblocco dei biglietti fortunati: ora, più gemme si accumulano, più diventa “costoso” ottenerne di nuove. Questo meccanismo a fasce permette anche a chi ha meno gemme di essere competitivo, rendendo sufficiente anche una singola missione per partecipare all’estrazione dei premi. In questo modo, The Reveal non è solo un concorso, ma il culmine di un percorso di trasparenza che mantiene altissimo l’interesse verso l’ecosistema e verso il token YNG, che continua a beneficiare della domanda generata dalle missioni e dai vantaggi riservati agli holder.

Young Platform Pro

Parallelamente all’espansione dei nostri servizi bancari, non abbiamo smesso di perfezionare il cuore operativo per i professionisti del mercato. Young Platform Pro ha subito una trasformazione profonda. Abbiamo adottato l’analogia della strumentazione chirurgica: così come un chirurgo necessita di strumenti di massima precisione per operare in sicurezza, un trader esperto richiede una piattaforma che garantisca reattività istantanea, controllo granulare e continuità operativa assoluta.

L’interfaccia è stata ottimizzata seguendo gli standard internazionali di accessibilità e comfort visivo, riducendo l’affaticamento durante le sessioni notturne e massimizzando la densità informativa sui monitor moderni. La vera rivoluzione, però, risiede nella personalizzazione totale dell’ambiente di lavoro: grazie a un sistema a tab modulari, ogni utente può ora costruire il proprio setup ideale, sincronizzando automaticamente in cloud ogni layout e ogni analisi grafica di TradingView. Questa flessibilità è ora completa grazie all’integrazione della nuova versione mobile responsive, che rende l’intera potenza di Young Platform Pro accessibile direttamente dal browser dello smartphone. Questo significa poter passare dal desktop al mobile senza alcuna discontinuità, portando con sé indicatori, trendline e studi grafici salvati sui nostri server.

Abbiamo inoltre potenziato radicalmente il pannello degli ordini per assicurare una velocità d’esecuzione senza precedenti, introducendo selettori percentuali per l’allocazione rapida del capitale e una flessibilità totale nel calcolo degli importi, ora impostabili anche nella valuta di base del pair. Sotto la scocca, l’integrazione delle nuove API v4 ha abbattuto la latenza e aumentato la stabilità e oggi è in grado di rispondere alle esigenze di chi automatizza le proprie strategie o richiede flussi di dati in tempo reale. In sintesi, Young Platform Pro è ora un ambiente di trading maturo e altamente performante, progettato per chi vive il mercato con serietà e professionalità.

Come sempre abbiamo scelto di riservare le analisi più strategiche e i dati più sensibili unicamente ai membri dei nostri Club. Sono loro i veri protagonisti del nostro ecosistema e meritano un livello di trasparenza senza precedenti sulle decisioni che ne guidano il futuro.

Per questo, nella versione del report riservata ai membri dei Club, troverai:

  • Novità sul Conto di pagamento e la carta di debito di Young Platform:
  • Dati esclusivi sui Club: numeri aggiornati sui membri e l’analisi dell’impatto dei loro acquisti sulla performance del token.
  • Uno sguardo alla roadmap futura: le nostre strategie e i piani per i prossimi listing su altri exchange centralizzati.

Questi approfondimenti strategici sono un’esclusiva per chi vive l’ecosistema Young Platform da protagonista e vuole comprendere a fondo le leve che ne guideranno la crescita futura. Il tuo supporto come membro dei Club è e rimane la nostra più grande risorsa. Ti ringraziamo per la fiducia e ti invitiamo a continuare a seguirci in questo entusiasmante capitolo del nostro viaggio.

Riunione FED gennaio 2026: cos’è successo?

Riunione FED ottobre 2025: cos’è successo?

Riunione FED gennaio 2026: il FOMC mantiene i tassi di interesse invariati. Quali sono le motivazioni? Come hanno reagito i mercati? 

Si è appena conclusa la riunione della FED del 28 gennaio 2025 in cui il Presidente Jerome Powell ha comunicato la decisione del FOMC sui tassi di interesse. Come previsto, il Comitato ha scelto di mantenere i tassi di interesse invariati nel range tra il 3,5% e il 3,75%.

Riunione FED gennaio 2026: come da previsione, il FOMC lascia i tassi invariati

Al termine della riunione del 28 gennaio 2026, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha annunciato la sua attesa decisione sulla politica monetaria statunitense. Il comitato guidato da Jerome Powell ha optato per mantenere i tassi di interesse invariati, nel range tra il 3,5% e il 3,75%, come ampiamente previsto.

Entra nel nostro gruppo Telegram

Le motivazioni

Le motivazioni principali alla base di questa decisione, sono riassunte in una frase pronunciata dal Presidente della Federal Reserve Jerome Powell, all’inizio della conferenza stampa successiva al comunicato: “L’economia statunitense è cresciuta a un ritmo sostenuto lo scorso anno ed entra nel 2026 su basi solide. Sebbene la creazione di posti di lavoro sia rimasta contenuta, il tasso di disoccupazione ha mostrato alcuni segnali di stabilizzazione, mentre l’inflazione rimane piuttosto elevata”.

Powell, nel suo discorso, ha poi approfondito ognuna di queste tre parti. Sulla crescita economica, il Chair della Fed ha affermato che “la spesa dei consumatori si è dimostrata resiliente e gli investimenti fissi delle imprese hanno continuato a espandersi”, anche se “l’attività nel settore immobiliare è rimasta debole”. 

In merito al mercato del lavoro, “gli indicatori suggeriscono una possibile stabilizzazione delle condizioni dopo un periodo di graduale indebolimento. A dicembre il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,4%, mostrando variazioni minime negli ultimi mesi”. Nello specifico, “la creazione di nuovi posti di lavoro è rimasta contenuta. Il totale degli NFP (Non Farm Payroll) è calato a un ritmo medio di 22.000 unità al mese negli ultimi tre mesi; al netto del settore pubblico, l’occupazione nel settore privato è cresciuta a una media di 29.000 unità mensili”. 

Infine, “l’inflazione si è significativamente attenuata rispetto ai massimi di metà 2022, ma rimane piuttosto elevata rispetto al nostro obiettivo di lungo periodo del 2%”, e “gli indicatori delle aspettative d’inflazione a breve termine sono calati rispetto ai picchi dello scorso anno”. 

Prossime riunioni della FED: taglio dei tassi all’orizzonte?

Difficile prevedere il comportamento dei banchieri centrali statunitensi, anche perché a maggio 2026 ci sarà un cambio al vertice della Fed – abbiamo scritto un articolo dedicato ai potenziali candidati presidenti

In ogni caso, al momento della scrittura, il FedWatch Tool, con la prossima riunione prevista per il 18 marzo, stima un taglio di 25 pbs al 13,5%, mentre il No Change è dato all’86,5%.
L’appuntamento, quindi, è fra un mese e mezzo abbondante, per il FOMC del 30-31 gennaio: entra nel nostro gruppo Telegram o iscriviti a Young Platform e non perderti le notizie rilevanti che muovono i mercati!

Bitcoin scende, ma agli istituzionali non interessa

Bitcoin scende ma agli istituzionali non interessa

La Groenlandia spinge BTC sotto i 90.000$, ma ai grandi player non interessa: l’adozione istituzionale procede con assoluta determinazione

La Groenlandia e il caos intorno al tema si fa sentire: nei mercati si vede un po’ di panico, con Bitcoin che scivola sotto la soglia dei 90.000$. Ma allargando l’orizzonte, oltre il grafico a breve termine, la situazione cambia: mentre il prezzo scende, gli istituzionali continuano a scegliere Bitcoin per le loro tesorerie. Vediamo i dati.

Caos Groenlandia: lo scontro tra USA e UE tinge i mercati di rosso

Il caos geopolitico scoppiato in Groenlandia ha generato un’ondata di panico che ha colpito i mercati finanziari, tradizionali e non: i principali indici americani ed europei sono in rosso, Bitcoin è sceso sotto i 90.000$ ed Ethereum ha salutato i 3.000$ ed è tornato in zona 2.960$ – al momento della scrittura. 

La più classica delle reazioni emotive: di fronte all’incertezza globale improvvisa, gli investitori entrano in modalità risk-off e si spostano verso asset più sicuri – l’oro ha nuovamente aggiornato i massimi, rompendo con decisione il tetto dei 4.880$.

Ma questo, per i grandi player istituzionali, è solamente rumore di fondo.  

Entra nel nostro gruppo Telegram

Le compagnie assicurative mettono le mani su Bitcoin

La notizia del giorno arriva dal Delaware Life Insurance Company, una compagnia assicurativa da 60 miliardi di AUM (Asset Under Management): con un comunicato del 20 gennaio, hanno annunciato l’inserimento del BlackRock U.S. Equity Bitcoin Balanced Risk 12% Index nel proprio portafoglio di Fixed Index Annuity (FIA) – Rendita Fissa Indicizzata. Cosa vuol dire?

Innanzitutto, lo U.S. Equity Bitcoin Balanced Risk 12% di BlackRock è un indice con cui è possibile esporsi sull’azionario, tramite l’iShares Core S&P 500 ETF, e su Bitcoin, con liShares Bitcoin Trust ETF, noto al grande pubblico come IBIT, l’ETF Spot su BTC

Questo prodotto finanziario, come abbiamo anticipato, è stato inserito all’interno della FIA, una categoria di strumenti di risparmio a lungo termine, molto popolare negli Stati Uniti per la pianificazione pensionistica

Con questa mossa, il management della Delaware Life ha stabilito un importante precedente nel settore: è la prima volta che una compagnia assicurativa offre un indice che include le criptovalute.

Strategy non si ferma: altro acquisto record

Intanto, Michael Saylor non guarda in faccia nessuno: Strategy, la Bitcoin Treasury Company per eccellenza, di cui è presidente, ha appena annunciato l’acquisto di altri 22.305 Bitcoin per 2,13 miliardi di dollari. 

Si tratta del quarto acquisto più grande di sempre per l’azienda, che ora detiene un totale di 709.715 Bitcoin: parliamo del 3,4% dell’intera offerta totale di BTC esistente. In merito, secondo bitcointreasuries.net, le Top 100 Public Bitcoin Treasury Companies – cioè le prime compagnie quotate in borsa per Bitcoin detenuti – possiedono 1,127,656 BTC

I dati on-chain confermano l’accumulo

Non è solo Saylor a muoversi. I dati di Glassnode ci dicono che negli ultimi sei mesi le tesorerie aziendali hanno assorbito ben 260.000 BTC, a un ritmo di circa 43.000 BTC al mese. 

A conferma del trend, CryptoQuant segnala un aumento esponenziale dei wallet di fascia media – quelli con un saldo compreso tra 100 e 1.000 BTC. 

In una frase: mentre il prezzo scende, le Whales – le balene –  stanno facendo scorta di Bitcoin. Anche abbastanza velocemente. 

I Big Money lavorano sotto traccia 

Da una parte i retail si lasciano distrarre dalle dinamiche di prezzo e vendono nel panico,dall’altra i Big Money si disinteressano della volatilità giornaliera e si concentrano sul medio-lungo periodo

Volendo riassumere, il punto centrale è uno: chi ha decine di miliardi di dollari da gestire, guarda a Bitcoin, alle crypto e alla blockchain – tokenizzazione ti dice qualcosa? – con interesse sempre maggiore. Avranno ragione? 

Iscriviti al nostro canale Telegram e a Young Platform e non perderti gli eventi che muovono i mercati!

Mercosur-UE: firmato l’Accordo

Mercosur: dall'UE via libera all'Accordo

Mercosur e Unione Europea hanno ufficialmente firmato l’intesa strategica dopo 26 anni di trattative. Cosa significa tutto ciò?

Mercosur e Unione Europea, il 17 gennaio, hanno ufficialmente firmato un accordo commerciale definito dalla stessa Commissione europea come “la maggiore intesa di libero commercio mai siglata”. L’accordo UE-Mercosur, infatti, coinvolge paesi che rappresentano circa il 20% del PIL mondiale e 700 milioni di consumatori. Di cosa si tratta? 

Mercosur: cos’é? 

Il MercosurMercado Común del Sur – è un’organizzazione istituita nel 1991 col Trattato di Asunción, che ha lo scopo di “promuovere uno spazio comune che generi opportunità di business e investimento attraverso l’integrazione competitiva delle economie nazionali nel mercato internazionale”.

I membri a pieno titolo sono il Brasile, l’Argentina, il Paraguay, l’Uruguay e il Venezuela – quest’ultimo sospeso nel 2016 per pratiche antidemocratiche – mentre la Bolivia è in fase di adesione come quinto membro a pieno titolo. Ci sono poi i membri associati, privilegiati ma esterni al blocco, come il Cile, la Colombia, l’Ecuador e il Perù. 

Il Mercosur è quindi un mercato comune che ha l’obiettivo di aumentare gli scambi commerciali di beni e servizi e il libero movimento delle persone sia a livello regionale, cioè fra i vari paesi del Sud America, sia a livello internazionale, attraverso accordi con altri blocchi – come quello con l’Unione Europea. Affinché ciò si realizzi, col Mercosur i paesi membri lavorano per ridurre reciprocamente le barriere doganali favorendo, in questo modo, l’integrazione economica. 

Per dare un paio di dati, il blocco del Mercosur, nel 2023, ha generato un volume di 447 miliardi di dollari per l’export e di 357 miliardi per l’import, equivalente al 10,9% del commercio internazionale – con questi numeri si fa riferimento sia agli scambi interni, quindi tra membri del blocco, sia esteri. 

Entra nel nostro gruppo Telegram

Mercosur-UE: cosa prevede l’accordo?

I negoziati tra UE e Mercosur sono andati avanti per circa 26 anni, con un susseguirsi di momenti di tensione e distensione. Finalmente, il 17 gennaio 2026 in Paraguay, i vertici dell’Unione Europea sono riusciti a trovare un’intesa coi paesi del blocco sudamericano. 

La Presidente dell’Unione Europea Ursula von der Leyen, al momento della firma, ha ribadito un concetto fondamentale: “Stiamo dando vita alla più grande zona di libero scambio al mondo, un mercato che vale quasi il 20% del PIL globale, in grado di offrire opportunità incalcolabili ai nostri 700 milioni di cittadini”. Ha poi sottolineato che, con questo accordo commerciale, “Scegliamo il commercio equo rispetto ai dazi, scegliamo una partnership produttiva e di lungo termine e, soprattutto, intendiamo garantire benefici reali e tangibili ai nostri popoli e alle nostre imprese”.

L’accordo, infatti, è frutto della volontà di abbattere gli ostacoli commerciali, assicurare un accesso responsabile ed eco-compatibile a materie prime – con un occhio di riguardo alla deforestazione dell’Amazzonia – e lanciare un chiaro messaggio a favore del commercio internazionale regolamentato e contro ogni forma di protezionismo, in un momento in cui Donald Trump utilizza i dazi doganali come leva contrattuale. 

I dettagli

L’intesa si basa su un principio di reciprocità: l’industria europea con auto, macchinari, alcolici e tessile in primis, guadagnerà un maggiore accesso al mercato del Mercosur, che a sua volta potrà esportare più facilmente in Europa i suoi prodotti agroalimentari, tra cui carne bovina, zucchero, pollame, caffè e soia. Per facilitare il commercio transatlantico, le due parti hanno azzerato i dazi sul 91% delle merci scambiate. 

Secondo i calcoli dell’Unione Europea, con la rimozione delle barriere doganali, dovremmo assistere all’esplosione dell’export di tre categorie di prodotti europei verso il Sudamerica, in particolare: autovetture (+200%), prodotti chimici (+50%) e macchinari industriali (+35%).

Discorso molto simile se si parla della filiera agroalimentare. Abbattendo i costi all’ingresso, i paesi UE dovrebbero vedere un incremento del 49% – cioè di 1,2 miliardi di euro – nell’export di questo tipo di merci. In particolare: latte e derivati (+102%), bevande (+53%), frutta e verdura (+36%) e oli vegetali (+21%).

Non è tutto rose e fiori

L’accordo, tuttavia, ha causato anche qualche malumore tra le imprese della filiera agroalimentare: il timore principale, infatti, è relativo alla concorrenza sleale. Francia, Austria, Ungheria, Irlanda e Polonia, anche per questo motivo, hanno votato contro la firma del trattato.

I paesi sudamericani, infatti, dispongono di normative ambientali e alimentari più permissive rispetto a quelle previste dall’UE, che permettono l’uso di antibiotici, pesticidi e ormoni vietati nel Vecchio Continente.  

In ogni caso, nei termini del contratto, sono specificate anche le Salvaguardie, ovvero delle misure speciali finalizzate alla protezione di alcune classi merceologiche ritenute “sensibili”. Tra queste: carne bovina, pollame, miele, zucchero, uova, riso e più di trecento prodotti alimentari tradizionali – per capirci, quelli sotto le sigle IGP (Indicazione Geografica Protetta) e DOP (Denominazione di Origine Protetta).  

Come funzionano le Salvaguardie? Molto semplicemente, la Commissione europea dovrebbe sospendere le agevolazioni all’ingresso nel caso in cui si verificassero dei cali di prezzo pari al 5% o più.  

Che i flussi commerciali abbiano inizio!

Sarà una collaborazione fruttuosa? Oppure questo accordo si tradurrà in un fallimento? Noi, naturalmente, seguiremo l’evoluzione della situazione. Tu, nel mentre, iscriviti al nostro canale Telegram per non perdere gli aggiornamenti o a Young Platform cliccando qui sotto!

Iran: Bitcoin come strumento di resistenza

Iran: Bitcoin come strumento di resistenza

In Iran la resistenza passa anche attraverso le crypto: dove la valuta nazionale vale zero, Bitcoin è uno strumento per sopravvivere 

L’Iran sta vivendo un momento di rivoluzione interna: a fine dicembre sono scoppiate delle imponenti manifestazioni contro il regime che governa il paese. La ragione delle proteste: una crisi economica senza precedenti. Qui, Bitcoin è uno strumento di resistenza.

Cosa succede in Iran? Il contesto tra inflazione e repressione

L’Iran sta affrontando una fase estremamente complessa a livello interno, con proteste di massa e sussulti di guerra civile, spesso repressi nel sangue. Tutto comincia intorno al 28 dicembre, quando un gruppo di manifestanti, composti per lo più dai commercianti dei bazaar della capitale Teheran, scende in piazza per protestare contro il regime islamico. 

Il motivo delle proteste ruota prevalentemente intorno alla situazione economica: con un’inflazione annua al 40% e il prezzo dei beni di prima necessità alle stelle, la Repubblica Islamica iraniana si trova nel mezzo di una crisi economica senza precedenti. Dal 7 gennaio il rial, la valuta nazionale, vale ufficialmente 0 (zero) euro. 

Passano pochi giorni e quello che sembrava un movimento di piazza localizzato, assume una dimensione nazionale, intercettando il malessere in modo trasversale. Contestualmente, la repressione si fa sempre più intensa: sale il numero di decessi, di cui non conosciamo il numero esatto, e il regime blocca l’accesso a internet a livello nazionale. 

Al momento della scrittura, il governo guidato dall’Ayatollah Ali Khamenei è in forte difficoltà: molti analisti ritengono che questo sia uno dei momenti di maggiore debolezza dal 1979, quando venne spodestato il precedente regnante, lo Scià di Persia. Dall’altro lato, la violenza delle forze di sicurezza iraniane nei confronti dei manifestanti testimonia la volontà di soffocare il dissenso e mantenere il controllo.  

Iran e Bitcoin: cosa dicono i dati onchain?

In Iran, Bitcoin è uno strumento di sopravvivenza e, per estensione, di resistenza. È quanto si legge nel report di Chainalysis, nella sezione che prende il titolo di “Inside Iran’s Growing $7.8 Billion Crypto Ecosystem” – “Dentro l’ecosistema crypto iraniano: un mercato da 7,8 miliardi in crescita”. Qual è il quadro onchain? Cosa si può dedurre?

Utilizzando le parole del report, “i dati più recenti a nostra disposizione rivelano un cambiamento significativo di comportamento onchain durante l’attuale movimento di proteste di massa“. 

Metodologia  

Per arrivare a questa conclusione, il team di analisti di Chainalysis ha esaminato sia l’importo medio transato – cioè ritirato dagli exchange – in dollari, sia il numero di transazioni da exchange a wallet, entrambi su base quotidiana. Inoltre, per poter attribuire eventuali cambiamenti a determinati eventi, ha scomposto l’analisi in due periodi: “prima della protesta (1 novembre – 27 dicembre)” e “durante la protesta (28 dicembre – 8 gennaio, giorno del blackout di internet)”. Infine, le transazioni sono state divise per fasce: prelievi piccoli (sotto i 100$), medi (sotto i 1000$), grandi (sotto i 10.000$) e molto grandi (sotto i 100.000$).  

Entra nel nostro gruppo Telegram

Risultati

Mettendo a confronto il periodo “prima della protesta” con quello “durante la protesta”, emerge una differenza sostanziale nel comportamento onchain, per riprendere la tesi di Chainalysis. 

Durante la protesta, infatti, la fascia compresa tra 1$ e 100$ ha visto un incremento dei prelievi da exchange del 111% e del numero delle transazioni pari al 78%, rispetto al periodo pre-protesta. Discorso diverso per le fasce comprese tra i 101$ e i 1000$ e tra i 1001$ e i 10.000$, dove la crescita è stata ancora più netta: a livello di prelievi, la prima ha registrato un aumento del 228%, la seconda del 236%; se parliamo del numero di transazioni, invece, la fascia 101$-1000$ “si ferma” al +128%, mentre quella 1001$-10.000$ ha segnato un’espansione del 262%. 

Cosa significa tutto ciò?

Questo comportamento, spiega Chainalysis, rappresenta una reazione logica e razionale al collasso del rial iraniano che, lo ricordiamo, attualmente non vale assolutamente nulla. Bitcoin, in questo caos totale, ha assunto il ruolo della “scialuppa di salvataggio” in una nave che affonda. Bitcoin è la risorsa alternativa che ha permesso agli iraniani di preservare i propri risparmi dalle politiche scellerate di un regime sanguinario. Ma c’è dell’altro. 

Il ruolo di Bitcoin in questa crisi”, concludono gli analisti, “va oltre la semplice protezione del capitale: per molti iraniani è diventato un elemento di resistenza, in grado di fornire liquidità e libertà di scelta operativa in un contesto economico sempre più restrittivo”.

BItcoin, grazie alla sua natura decentralizzata, anti-censura e self-custodial – a custodia personale – is freedom money, per citare un report di Human Rights Foundation.

Banche USA in rosso, crypto in verde: il punto

Banche USA in rosso, crypto in verde: il punto

Le trimestrali penalizzano le banche USA, mentre il mercato crypto tiene: migliora il sentiment e gli ETF prendono forza. Divergenza o trappola?

Martedì si sono aperti i giochi per la stagione delle trimestrali USA: i colossi bancari della finanza tradizionale deludono. Mentre i grafici di Wall Street si tingono di rosso, il mercato crypto mostra una forza inaspettata, riaccendendo il dibattito su una possibile decorrelazione tra i due mondi. Vediamo i dati nel dettaglio.

Trimestrali amare per le banche USA 

Il comparto bancario statunitense ha inaugurato la stagione degli utili trimestrali con risultati dal retrogusto abbastanza amaro: se JPMorgan e Bank of America hanno battuto le aspettative, Wells Fargo e Citigroup hanno fatto peggio delle attese. Il mercato si fa delle domande e punisce severamente l’intero settore, preoccupato da prospettive di crescita incerte e margini sotto pressione. 

Se andiamo a dare un’occhiata alle performance, dalla pubblicazione dei conti al momento in cui scriviamo: 

  • JPMorgan (JPM): -5%
  • Bank of America (BAC): -3,8%
  • Wells Fargo (WFC): -4,6% 
  • Citigroup (C): -3,4%

Entra nel nostro gruppo Telegram

Ma nel mercato crypto la situazione è totalmente diversa

Mentre le banche tradizionali soffrono, l’ecosistema crypto sta dimostrando una notevole tenuta: nelle ultime 24 ore, Bitcoin segna un +1,8%, Ethereum sale dell’1,6% e, in generale, la Total Crypto Market Cap – la capitalizzazione totale del mercato – cresce dell’1,6%.

Interessante anche il comportamento degli investitori istituzionali: per il secondo giorno consecutivo, il net flow (il saldo tra entrate e uscite) degli ETF a tema crypto ha superato il miliardo di dollari: solo gli ETF Spot su Bitcoin hanno visto ingressi per 840 milioni di dollari

Infine, due parole sul sentiment di mercato: il Crypto Fear and Greed Index è balzato a 61 in zona Greed. Si tratta di un cambiamento notevole, se pensiamo che una settimana fa l’indice segnava 28, ovvero Fear.

Divergenza o trappola momentanea?

È la grande domanda a cui nessuno può rispondere: il trend è destinato a proseguire o si tratta di un momento di forza temporaneo? Intanto, è bene osservare le trimestrali in uscita oggi 15 gennaio. Tra gli attenzionati principali: Morgan Stanley, Goldman Sachs e BlackRock.

Iscriviti al nostro canale Telegram e a Young Platform e non perderti gli eventi che muovono i mercati!

Trimestrali: il calendario delle principali aziende quotate in borsa

Trimestrali NVIDIA e azionario: calendario e previsioni

Scopri il calendario dei dati trimestrali di NVIDIA e delle aziende più importanti dell’azionario

Il calendario dei dati trimestrali di NVIDIA e delle aziende più importanti dell’azionario è uno strumento essenziale per seguire al meglio i mercati. Ogni tre mesi, NVIDIA e tutte le aziende quotate sono tenute a pubblicare le trimestrali. Questi report contengono i risultati finanziari dell’azienda per l’ultimo trimestre, tra cui ricavi, profitti, spese, previsioni future e molto altro.

Scopri perché sono importanti, come influenzano le decisioni degli investitori e il calendario completo e aggiornato in questo articolo.

Trimestrali: perché le aziende come NVIDIA devono pubblicarle?

Prima di addentrarci nel calendario delle trimestrali di NVIDIA e delle altre aziende principali del mercato azionario, è utile capire alcune caratteristiche di questi report. Innanzitutto, va specificato che la pubblicazione di questi documenti è un obbligo normativo, volto a garantire un livello di trasparenza accettabile all’interno dei mercati. 

La pubblicazione delle trimestrali consente agli investitori di valutare l’andamento di un’azienda, comprendendo se sta crescendo, se è in grado di registrare profitti e fornendo gli elementi necessari per decidere se comprare o vendere le sue azioni.

Le trimestrali non sono solo un’indicazione della salute finanziaria di un’azienda, ma anche uno strumento per confrontarla con i suoi competitor. Per esempio, i risultati di NVIDIA possono essere utilizzati per confrontare l’azienda con altre nel settore tecnologico. Nel 2025, per esempio, la quotazione delle azioni di NVIDIA, che produce GPU, è cresciuta del 32% circa, portando la capitalizzazione di mercato dell’azienda a 4,38 trillion di dollari. 

Il prezzo delle azioni rappresenta il valore reale di NVIDIA? La market cap è ancora giustificata? Le risposte a queste domande, almeno in parte, possono essere trovate analizzando le trimestrali.

Entra nel nostro gruppo Telegram

Come influenzano i mercati

Le trimestrali di NVIDIA, così come quelle di tante altre aziende quotate, hanno un impatto significativo sui mercati. Tuttavia, l’effetto che queste hanno non è mai scontato e richiede esperienza e una comprensione approfondita per essere interpretato correttamente.

Intuitivamente, si potrebbe pensare che, quando i risultati di un’azienda sono positivi, il prezzo delle sue azioni è destinato a salire. In realtà, la reazione del mercato a questi dati non è così lineare.

La verità è che non esiste una formula precisa per prevedere come reagirà il mercato ai dati trimestrali. Le reazioni possono essere influenzate da molteplici fattori. Le aspettative degli investitori sono cruciali: se i risultati di un’azienda sono in linea con le previsioni degli analisti, o meglio ancora li superano, il titolo tenderà a salire. Tuttavia, se i risultati sono positivi ma non riescono a superare le aspettative, il titolo potrebbe scendere.

Un altro fattore determinante è il contesto macroeconomico. I mercati adesso si trovano in un periodo di incertezza e debolezza a causa dell’atteggiamento imprevedibile di Donald Trump, che impedisce agli investitori di avere una visione chiara del prossimo futuro, e del caos geopolitico causato dalle guerre in corso.

In questa situazione altalenante, anche una trimestrale positiva potrebbe non ricevere l’attenzione che merita. Per esempio, se durante il prossimo Federal Market Open Committee (FOMC) la Federal Reserve dovesse alzare o mantenere invariati i tassi di interesse, anche dei risultati trimestrali ottimi potrebbero non influire positivamente: in due parole, le politiche monetarie restrittive innescano la fuga del capitale dal mercato azionario verso alternative meno rischiose, come le obbligazioni e i titoli di stato. 

Infine non si possono non citare altri aspetti che giocano un ruolo centrale. La dimensione dell’azienda, il settore in cui opera, le quote di mercato e la sua reputazione sono tutti fattori che possono avere un effetto sulle percezioni e sulle reazioni del mercato ai risultati trimestrali. 

Trimestrali NVIDIA: un esempio per spiegare l’importanza di questi dati

Questo paragrafo è dedicato a un esempio concreto che testimonia la rilevanza che rivestono i comunicati sugli utili a livello finanziario: le ultime trimestrali di NVIDIA. Mercoledì 19 novembre, alle 22 circa, il CEO Jensen Huang ha riferito al mondo gli utili del terzo trimestre: 57 miliardi di dollari, una cifra superiore di poco più di 2 miliardi rispetto ai 54,89 previsti.

Le azioni NVIDIA, subito dopo la notizia, sono arrivate a guadagnare fino al 5,25%. Si tratta, infatti, di un risultato da record, dal momento che gli earnings del colosso dei microchip sono superiori del 22% sul Q2 (QoQ, quarter-on-quarter) e del 62% sullo stesso trimestre dell’anno scorso (YoY, year-on-year).

Una performance del genere, inoltre, ha raffreddato i timori relativi all’AI Bubble, che da un paio di settimane stavano inquietando gli animi dei maggiori player finanziari: le paure di una bolla del comparto dell’intelligenza artificiale, “ufficializzata” dalla scommessa di Michael Burry contro Palantir e la stessa Nvidia, avevano portato i titoli principali dell’S&P500 e del Nasdaq 100 a perdere più del 10% dai massimi toccati alla fine di ottobre.

Infatti, un profitto superiore del 22% rispetto a tre mesi fa, tenderebbe a giustificare il valore delle azioni di Nvidia in primis e, per estensione, delle restanti sei del gruppo “Magnificent 7” – Alphabet, Amazon, Apple, Meta Platforms, Microsoft e Tesla.

Huang, durante l’earning call, ha dichiarato che “le vendite di Blackwell sono alle stelle e le GPU cloud sono sold out. La domanda di potenza di calcolo continua a crescere in modo esponenziale“. Ha poi concluso affermando che “l’ecosistema dell’AI sta crescendo rapidamente” e che “l’AI sta arrivando ovunque, facendo di tutto, contemporaneamente”. Parole che, evidentemente, scacciano i fantasmi di un crash del settore – almeno temporaneamente.

Calendario e storico 

Martedì 13 gennaio

  • JPMorgan – Market Cap: 838,25 miliardi di dollari – Utili: 46,77 miliardi di dollari (contro i 46,25 previsti)

Mercoledì 14 gennaio

  • Bank of America – Market Cap: 398,28 miliardi di dollari – Utili: 28,4 miliardi di dollari (contro i 27,55 previsti)
  • Wells Fargo – Market Cap: 293,69 miliardi di dollari – Utili: 21,29 miliardi di dollari (contro i 21,64 previsti)
  • Citigroup – Market Cap: 297,11 miliardi di dollari – Utili: 19,9 miliardi di dollari (contro i 20,55 previsti)

Giovedi 15 gennaio 

  • Goldman Sachs – Market Cap: 294,32 miliardi di dollari – Utili: 13,45 miliardi di dollari (contro i 14,49 previsti)
  • Morgan Stanley – Market Cap: 291,15 miliardi di dollari – Utili: 17,9 miliardi di dollari (contro i 17,72 previsti)
  • BlackRock – Market Cap: 177,75 miliardi di dollari – Utili: 7 miliardi di dollari (contro i 6,75 previsti)

Martedì 20 gennaio

  • Netflix: Market Cap: 390,05 miliardi di dollari – Utili: 12,05 miliardi di dollari (contro gli 11,97 previsti)

Mercoledì 21 gennaio

  • J&J (Johnson&Johnson) – Market Cap: 525,25 miliardi di dollari – Utili: 24,6 miliardi di dollari (contro i 24,15 previsti)
  • Charles Schwab – Market Cap 180,87 miliardi di dollari – Utili: 6,34 miliardi di dollari (contro i 6,24 previsti)

Mercoledì 28 gennaio 

  • Microsoft – Market Cap: 3,58 trillion di dollari – Utili: 81,27 miliardi di dollari (contro gli 80,23 previsti)
  • Meta – Market Cap: 1,69 trillion di dollari – Utili: 59,89 miliardi di dollari (contro i 58,35 previsti)
  • Tesla – Market Cap: 1,43 trillion di dollari – Utili: 24,9 miliardi di dollari (contro i 24,78 previsti)
  • ASML ADR – Market Cap: 570,48 miliardi di dollari – Utili: 9,72 miliardi di dollari (contro i 9,69 previsti)
  • IBM – Market Cap: 300,92 miliardi di dollari – Utili: 19,7 miliardi di dollari (contro 9,69 previsti)

Giovedì 29 gennaio

  • Apple – Market Cap: 3,8 trillion di dollari – Utili: 143,8 miliardi di dollari (contro 137,47 previsti)
  • Visa – Market Cap: 634,48 miliardi di dollari – Utili: 10,9 miliardi di dollari (contro 10,68 previsti)
  • Mastercard – Market Cap: 485,95 miliardi di dollari – Utili: 8,78 miliardi di dollari (contro 8,78 previsti)

Venerdì 30 gennaio

  • ExxonMobil – Market Cap: 533,64 miliardi di dollari
  • Chevron – Market Cap: 330,32 miliardi di dollari
  • American Express – Market Cap: 246,61 miliardi di dollari

Iscriviti al nostro canale Telegram e a Young Platform per restare aggiornata/o su ciò che è davvero importante!

Inflazione USA: il dato del CPI oggi

Inflazione USA: il dato del CPI di oggi

È uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America.

È uscito il Consumer Price Index (CPI), il dato utilizzato per stimare l’inflazione negli Stati Uniti d’America. Il destino dei mercati passa dall’inflazione USA e, quindi, dal dato del Consumer Price Index (CPI) pubblicato il 13 gennaio. In questo articolo, scopriremo cos’è il CPI, perché è importante e analizzeremo gli ultimi dati disponibili. 

CPI significato

Tecnicamente, il CPI (Consumer Price Index), o Indice dei Prezzi al Consumo, è un indicatore economico fondamentale che misura quanto sono cambiati i prezzi di beni e servizi che compriamo quotidianamente. In altre parole, il CPI ci dice quanto costa oggi vivere rispetto al passato.  

Il CPI si calcola raccogliendo i dati sui prezzi di un “paniere” rappresentativo di beni e servizi che i consumatori solitamente acquistano. Questo paniere include una varietà di prodotti, come cibo, abbigliamento, alloggio, trasporti, istruzione, assistenza sanitaria e altri beni e servizi comuni. Il Bureau of Labor Statistics (BLS) degli Stati Uniti raccoglie ogni mese i prezzi in 75 aree urbane e li confronta con quelli del periodo precedente.

Perché è importante?

Il CPI è utilizzato per misurare l’inflazione, cioè quanto aumenta il costo della vita. Se il CPI sale, significa che i prezzi stanno aumentando e che, in media, si deve spendere di più per vivere come si faceva prima.

Bitcoin e CPI: come sono legati?

Quando, in occasione dell’ultimo FOMC, la Fed ha comunicato il taglio dei tassi di 25 punti base, il prezzo di Bitcoin non ha reagito in modo così netto, perché la decisione era ampiamente prevista: il Presidente Jerome Powell, già nel suo discorso a Jackson Hole, aveva già lasciato intendere che la Federal Reserve, nelle valutazioni relative alla politica monetaria, avrebbe dato priorità al contenimento del tasso di disoccupazione piuttosto che al mantenimento della stabilità dei prezzi. 

In questo contesto, l’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) perde leggermente di rilevanza rispetto ad altri indicatori, Non Farm Payroll e tasso di disoccupazione in primis. In ogni caso, resta uno strumento fondamentale per comprendere l’andamento dell’inflazione e cercare di prevedere il comportamento della banca centrale americana: un CPI stabile o in diminuzione potrebbe alzare le probabilità di un taglio dei tassi al prossimo FOMC – trovi tutte le date per il 2026 nel nostro articolo sul calendario delle riunioni della Fed

L’ultima volta che è successo

L’ultimo CPI di dicembre è risultato inferiore rispetto alle previsioni e al CPI del mese precedente: il dato, coerentemente con quanto scritto sopra, ha influenzato le scelte della Fed la quale, lo ripetiamo, dalla fine di agosto si sta concentrando maggiormente sull’andamento della disoccupazione.

Quindi, com’è andato il CPI di oggi?

Entra nel nostro canale Telegram

CPI di gennaio 2026: l’analisi dei dati

Il 13 gennaio 2026, il BLS ha pubblicato il report relativo ai cambiamenti dei prezzi per i consumatori statunitensi. Secondo il rapporto, il CPI mensile (MoM) è aumentato dello 0,3% rispetto al mese precedente, così come il CPI anno su anno (YoY), in crescita del 2,7%. Questo dato è abbastanza positivo, poiché l’inflazione anno su anno è stabile e resta vicina al target imposto dalla FED, cioè il 2%.

Cosa significano questi numeri?

Il fatto che il CPI sia salito dello 0,3% mese su mese e del 2,7% anno su anno, significa che l’inflazione sembra essere entrata in una fase di stabilizzazione: le rilevazioni sono quasi identiche rispetto a quelle del mese precedente, fatta eccezione per la differenza dello 0,1% sul CPI mese su mese. A dicembre, infatti, il report del BLS segnava un aumento dello 0,2% MoM e del 2,7% YoY. 

Cosa deciderà la Fed riguardo ai tassi di interesse nel FOMC del 27-28 gennaio 2026? Sul FedWatch Tool, lo strumento principe per questo tipo di previsioni, le probabilità del taglio di 25 punti base ancora molto basse, al 2,8%.  

Dati storici del CPI YoY nel 2025

Ecco com’è andato il CPI nel 2025:

Gennaio 2026: 2,7% (previsto 2,7%)
Dicembre 2025: 2,7% (previsto 3,1%)
Ottobre 2025: 3% (previsto 3,1%)
Settembre 2025: 2,9% (previsto 2,9%)
Agosto 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Luglio 2025: 2,7% (previsto 2,7%)
Giugno 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Maggio 2025: 2,3% (previsto 2,4%)
Aprile 2025: 2,4% (previsto 2,5%)
Marzo 2025: 2,8% (previsto 2,9%)
Febbraio 2025: 3% (previsto 2,9%)
Gennaio 2025: 2,9% (previsto 2,9%)

Per continuare a seguire questi aggiornamenti sul mercato, iscriviti al nostro canale Telegram o clicca qui sotto!

Oro e argento rompono i massimi: il Presidente della Fed Powell indagato

Oro e argento rompono i massimi: Powell indagato

Il prezzo di oro e argento supera i massimi, il dollaro perde valore. La causa? Le accuse nei confronti del Presidente della Fed. Cosa succede?

Le quotazioni dell’oro e dell’argento aggiornano nuovamente i record, mentre il dollaro si indebolisce: questa la reazione dei mercati al videomessaggio in cui il Presidente della Fed Jerome Powell riferisce di essere sotto indagine da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Cosa sta succedendo?   

Oro e argento: è di nuovo corsa ai metalli preziosi dopo la notizia di questa notte

Oro e argento proseguono il rally che li ha portati a guadagnare, solo negli ultimi tre mesi e mezzo, il 34% e il 112%. Dopo un breve periodo di riassestamento, cominciato verso la fine di ottobre col peggior crash dell’oro dal 2013, i due metalli hanno ripreso a viaggiare a ritmi spediti, aggiornando nuovamente i massimi nella notte italiana fra l’11 e il 12 gennaio: l’oro ha rotto il tetto dei 4.600$ l’oncia, mentre l’argento ha superato la resistenza degli 84$. Con questo sprint, il metallo bianco per eccellenza è diventato il secondo asset per capitalizzazione a livello globale, scavalcando NVIDIA.

In modo complementare, il dollaro statunitense perde terreno: il DXY, che definisce la forza dello USD in relazione a sei valute straniere – euro, sterlina, yen, franco svizzero, dollaro canadese e corona svedese – ha messo a segno una candela rossa abbastanza importante, cedendo lo 0,4% (al momento della scrittura).

Cos’è successo? Quali sono le motivazioni alla base di questi movimenti? 

Entra nel nostro canale Telegram

Jerome Powell: “Le accuse sono solo pretesti”

Il protagonista – o vittima – della vicenda è il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell: colui che siede al vertice della banca centrale degli Stati Uniti, verso l’una di notte italiana del 12 gennaio, ha riferito con un videomessaggio su X (ex Twitter) che “il Dipartimento di Giustizia ha notificato alla Federal Reserve dei mandati di comparizione del gran giurì, minacciando un’incriminazione penale relativa alla mia testimonianza dinanzi alla Commissione Bancaria del Senato dello scorso giugno”. 

In poche parole, Powell è sotto indagine perché accusato di aver dichiarato il falso davanti alla legge, in occasione della sua testimonianza di giugno in merito alla ristrutturazione di due sedi della Fed – “Eccles” e “1951 Constitution Avenue”, entrambe a Washington.  

La mossa di Jerome Powell è stata quasi un fulmine a ciel sereno per almeno due motivi. In primo luogo, il Presidente della Fed non è solito sbilanciarsi in apparizioni pubbliche di questo tipo, all’infuori del contesto prettamente istituzionale. A ciò, si aggiunge il secondo grande elemento di stupore: il tono delle dichiarazioni

Powell, infatti, ha utilizzato espressioni che non lasciano spazio all’interpretazione: “Nutro un profondo rispetto per lo stato di diritto e per il principio di responsabilità nella nostra democrazia. Nessuno – e certamente non il Presidente della Federal Reserve – è al di sopra della legge. Tuttavia, questa azione senza precedenti deve essere letta nel contesto più ampio delle minacce e delle continue pressioni da parte dell’Amministrazione”. 

E ancora: “Questi sono pretesti. La minaccia di accuse penali è la conseguenza del fatto che la Federal Reserve stabilisce i tassi di interesse basandosi sulla nostra migliore valutazione di ciò che serve all’interesse pubblico, anziché seguire le preferenze del Presidente”.

Da parte sua, Donald Trump ha rilasciato un’intervista a NBC affermando di non sapere nulla dell’indagine, aggiungendo poi che Powell “di certo non è molto bravo alla Fed, e non è molto bravo nemmeno a costruire edifici“. Ma questa ostilità non è certo una novità – ne abbiamo parlato a fondo nell’articolo sul prossimo Presidente della Fed.

Le quotazioni di oro e argento e l’accusa contro Powell: qual è il collegamento?

La risposta potremmo condensarla in tre parole: indipendenza della Fed. Questo perché l’autorevolezza finanziaria degli Stati Uniti si fonda sul loro status di ‘porto sicuro’ e, appunto, sull’indipendenza delle istituzioni, che garantiscono il sistema di checks and balances – pesi e contrappesi – oltre la politica. 

Ora, non sappiamo se Jay Powell sia effettivamente innocente o colpevole, ma non è questo il punto. Il tema centrale riguarda la postura dell’amministrazione Trump nei confronti dell’autonomia della banca centrale degli Stati Uniti: a dodici mesi dall’inizio della presidenza, The Donald ha attaccato più volte il vertice della Federal Reserve a causa della riluttanza a tagliare i tassi di interesse – con tanto di soprannome ad hoc, Jerome “Too Late” Powell. 

E non è neanche la prima volta che un membro del Board of Governors, cioè di coloro che prendono parte al FOMC, viene messo sotto accusa: il 20 agosto scorso Trump ha invocato le dimissioni della governatrice Lisa Cook, per poi annunciarne il licenziamento il 25 agosto. Il motivo? Una presunta frode ipotecaria commessa dalla governatrice stessa che, naturalmente, ha fatto ricorso. Il processo è ancora in fase di svolgimento.  

Insomma, se la politica dovesse prevalere sull’indipendenza della Federal Reserve, la reputazione che gli States sono riusciti a costruire in più di due secoli di storia sarebbe definitivamente compromessa. L’effetto domino sarebbe devastante: il dollaro perderebbe il suo ruolo di riserva globale, i rendimenti dei titoli di stato schizzerebbero rendendo il debito insostenibile e si innescherebbe una fuga di capitali capace di affossare le borse mondiali. 

What’s next? 

Il Presidente Powell, nel suo videomessaggio, ha confermato l’intenzione di continuare a “svolgere l’incarico per il quale il Senato mi ha confermato, agendo con integrità e con l’impegno di servire il popolo americano”. Intanto, salgono leggermente le probabilità di un taglio dei tassi in occasione del primo FOMC dell’anno: alcuni analisti ritengono che, in ogni caso, questa pressione potrebbe avere i suoi effetti sui policy makers
Il consiglio è di monitorare la situazione. Noi lo facciamo già, dunque risparmiati la fatica e resta sul pezzo con Young Platform: registrati col bottone qui sotto, non ci vuole nulla.