Bitcoin scende, ma agli istituzionali non interessa

Bitcoin scende ma agli istituzionali non interessa

La Groenlandia spinge BTC sotto i 90.000$, ma ai grandi player non interessa: l’adozione istituzionale procede con assoluta determinazione

La Groenlandia e il caos intorno al tema si fa sentire: nei mercati si vede un po’ di panico, con Bitcoin che scivola sotto la soglia dei 90.000$. Ma allargando l’orizzonte, oltre il grafico a breve termine, la situazione cambia: mentre il prezzo scende, gli istituzionali continuano a scegliere Bitcoin per le loro tesorerie. Vediamo i dati.

Caos Groenlandia: lo scontro tra USA e UE tinge i mercati di rosso

Il caos geopolitico scoppiato in Groenlandia ha generato un’ondata di panico che ha colpito i mercati finanziari, tradizionali e non: i principali indici americani ed europei sono in rosso, Bitcoin è sceso sotto i 90.000$ ed Ethereum ha salutato i 3.000$ ed è tornato in zona 2.960$ – al momento della scrittura. 

La più classica delle reazioni emotive: di fronte all’incertezza globale improvvisa, gli investitori entrano in modalità risk-off e si spostano verso asset più sicuri – l’oro ha nuovamente aggiornato i massimi, rompendo con decisione il tetto dei 4.880$.

Ma questo, per i grandi player istituzionali, è solamente rumore di fondo.  

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Le compagnie assicurative mettono le mani su Bitcoin

La notizia del giorno arriva dal Delaware Life Insurance Company, una compagnia assicurativa da 60 miliardi di AUM (Asset Under Management): con un comunicato del 20 gennaio, hanno annunciato l’inserimento del BlackRock U.S. Equity Bitcoin Balanced Risk 12% Index nel proprio portafoglio di Fixed Index Annuity (FIA) – Rendita Fissa Indicizzata. Cosa vuol dire?

Innanzitutto, lo U.S. Equity Bitcoin Balanced Risk 12% di BlackRock è un indice con cui è possibile esporsi sull’azionario, tramite l’iShares Core S&P 500 ETF, e su Bitcoin, con liShares Bitcoin Trust ETF, noto al grande pubblico come IBIT, l’ETF Spot su BTC

Questo prodotto finanziario, come abbiamo anticipato, è stato inserito all’interno della FIA, una categoria di strumenti di risparmio a lungo termine, molto popolare negli Stati Uniti per la pianificazione pensionistica

Con questa mossa, il management della Delaware Life ha stabilito un importante precedente nel settore: è la prima volta che una compagnia assicurativa offre un indice che include le criptovalute.

Strategy non si ferma: altro acquisto record

Intanto, Michael Saylor non guarda in faccia nessuno: Strategy, la Bitcoin Treasury Company per eccellenza, di cui è presidente, ha appena annunciato l’acquisto di altri 22.305 Bitcoin per 2,13 miliardi di dollari. 

Si tratta del quarto acquisto più grande di sempre per l’azienda, che ora detiene un totale di 709.715 Bitcoin: parliamo del 3,4% dell’intera offerta totale di BTC esistente. In merito, secondo bitcointreasuries.net, le Top 100 Public Bitcoin Treasury Companies – cioè le prime compagnie quotate in borsa per Bitcoin detenuti – possiedono 1,127,656 BTC

I dati on-chain confermano l’accumulo

Non è solo Saylor a muoversi. I dati di Glassnode ci dicono che negli ultimi sei mesi le tesorerie aziendali hanno assorbito ben 260.000 BTC, a un ritmo di circa 43.000 BTC al mese. 

A conferma del trend, CryptoQuant segnala un aumento esponenziale dei wallet di fascia media – quelli con un saldo compreso tra 100 e 1.000 BTC. 

In una frase: mentre il prezzo scende, le Whales – le balene –  stanno facendo scorta di Bitcoin. Anche abbastanza velocemente. 

I Big Money lavorano sotto traccia 

Da una parte i retail si lasciano distrarre dalle dinamiche di prezzo e vendono nel panico,dall’altra i Big Money si disinteressano della volatilità giornaliera e si concentrano sul medio-lungo periodo

Volendo riassumere, il punto centrale è uno: chi ha decine di miliardi di dollari da gestire, guarda a Bitcoin, alle crypto e alla blockchain – tokenizzazione ti dice qualcosa? – con interesse sempre maggiore. Avranno ragione? 

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Mercosur-UE: firmato l’Accordo

Mercosur: dall'UE via libera all'Accordo

Mercosur e Unione Europea hanno ufficialmente firmato l’intesa strategica dopo 26 anni di trattative. Cosa significa tutto ciò?

Mercosur e Unione Europea, il 17 gennaio, hanno ufficialmente firmato un accordo commerciale definito dalla stessa Commissione europea come “la maggiore intesa di libero commercio mai siglata”. L’accordo UE-Mercosur, infatti, coinvolge paesi che rappresentano circa il 20% del PIL mondiale e 700 milioni di consumatori. Di cosa si tratta? 

Mercosur: cos’é? 

Il MercosurMercado Común del Sur – è un’organizzazione istituita nel 1991 col Trattato di Asunción, che ha lo scopo di “promuovere uno spazio comune che generi opportunità di business e investimento attraverso l’integrazione competitiva delle economie nazionali nel mercato internazionale”.

I membri a pieno titolo sono il Brasile, l’Argentina, il Paraguay, l’Uruguay e il Venezuela – quest’ultimo sospeso nel 2016 per pratiche antidemocratiche – mentre la Bolivia è in fase di adesione come quinto membro a pieno titolo. Ci sono poi i membri associati, privilegiati ma esterni al blocco, come il Cile, la Colombia, l’Ecuador e il Perù. 

Il Mercosur è quindi un mercato comune che ha l’obiettivo di aumentare gli scambi commerciali di beni e servizi e il libero movimento delle persone sia a livello regionale, cioè fra i vari paesi del Sud America, sia a livello internazionale, attraverso accordi con altri blocchi – come quello con l’Unione Europea. Affinché ciò si realizzi, col Mercosur i paesi membri lavorano per ridurre reciprocamente le barriere doganali favorendo, in questo modo, l’integrazione economica. 

Per dare un paio di dati, il blocco del Mercosur, nel 2023, ha generato un volume di 447 miliardi di dollari per l’export e di 357 miliardi per l’import, equivalente al 10,9% del commercio internazionale – con questi numeri si fa riferimento sia agli scambi interni, quindi tra membri del blocco, sia esteri. 

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Mercosur-UE: cosa prevede l’accordo?

I negoziati tra UE e Mercosur sono andati avanti per circa 26 anni, con un susseguirsi di momenti di tensione e distensione. Finalmente, il 17 gennaio 2026 in Paraguay, i vertici dell’Unione Europea sono riusciti a trovare un’intesa coi paesi del blocco sudamericano. 

La Presidente dell’Unione Europea Ursula von der Leyen, al momento della firma, ha ribadito un concetto fondamentale: “Stiamo dando vita alla più grande zona di libero scambio al mondo, un mercato che vale quasi il 20% del PIL globale, in grado di offrire opportunità incalcolabili ai nostri 700 milioni di cittadini”. Ha poi sottolineato che, con questo accordo commerciale, “Scegliamo il commercio equo rispetto ai dazi, scegliamo una partnership produttiva e di lungo termine e, soprattutto, intendiamo garantire benefici reali e tangibili ai nostri popoli e alle nostre imprese”.

L’accordo, infatti, è frutto della volontà di abbattere gli ostacoli commerciali, assicurare un accesso responsabile ed eco-compatibile a materie prime – con un occhio di riguardo alla deforestazione dell’Amazzonia – e lanciare un chiaro messaggio a favore del commercio internazionale regolamentato e contro ogni forma di protezionismo, in un momento in cui Donald Trump utilizza i dazi doganali come leva contrattuale. 

I dettagli

L’intesa si basa su un principio di reciprocità: l’industria europea con auto, macchinari, alcolici e tessile in primis, guadagnerà un maggiore accesso al mercato del Mercosur, che a sua volta potrà esportare più facilmente in Europa i suoi prodotti agroalimentari, tra cui carne bovina, zucchero, pollame, caffè e soia. Per facilitare il commercio transatlantico, le due parti hanno azzerato i dazi sul 91% delle merci scambiate. 

Secondo i calcoli dell’Unione Europea, con la rimozione delle barriere doganali, dovremmo assistere all’esplosione dell’export di tre categorie di prodotti europei verso il Sudamerica, in particolare: autovetture (+200%), prodotti chimici (+50%) e macchinari industriali (+35%).

Discorso molto simile se si parla della filiera agroalimentare. Abbattendo i costi all’ingresso, i paesi UE dovrebbero vedere un incremento del 49% – cioè di 1,2 miliardi di euro – nell’export di questo tipo di merci. In particolare: latte e derivati (+102%), bevande (+53%), frutta e verdura (+36%) e oli vegetali (+21%).

Non è tutto rose e fiori

L’accordo, tuttavia, ha causato anche qualche malumore tra le imprese della filiera agroalimentare: il timore principale, infatti, è relativo alla concorrenza sleale. Francia, Austria, Ungheria, Irlanda e Polonia, anche per questo motivo, hanno votato contro la firma del trattato.

I paesi sudamericani, infatti, dispongono di normative ambientali e alimentari più permissive rispetto a quelle previste dall’UE, che permettono l’uso di antibiotici, pesticidi e ormoni vietati nel Vecchio Continente.  

In ogni caso, nei termini del contratto, sono specificate anche le Salvaguardie, ovvero delle misure speciali finalizzate alla protezione di alcune classi merceologiche ritenute “sensibili”. Tra queste: carne bovina, pollame, miele, zucchero, uova, riso e più di trecento prodotti alimentari tradizionali – per capirci, quelli sotto le sigle IGP (Indicazione Geografica Protetta) e DOP (Denominazione di Origine Protetta).  

Come funzionano le Salvaguardie? Molto semplicemente, la Commissione europea dovrebbe sospendere le agevolazioni all’ingresso nel caso in cui si verificassero dei cali di prezzo pari al 5% o più.  

Che i flussi commerciali abbiano inizio!

Sarà una collaborazione fruttuosa? Oppure questo accordo si tradurrà in un fallimento? Noi, naturalmente, seguiremo l’evoluzione della situazione. Tu, nel mentre, iscriviti al nostro canale Telegram per non perdere gli aggiornamenti o a Young Platform cliccando qui sotto!

Iran: Bitcoin come strumento di resistenza

Iran: Bitcoin come strumento di resistenza

In Iran la resistenza passa anche attraverso le crypto: dove la valuta nazionale vale zero, Bitcoin è uno strumento per sopravvivere 

L’Iran sta vivendo un momento di rivoluzione interna: a fine dicembre sono scoppiate delle imponenti manifestazioni contro il regime che governa il paese. La ragione delle proteste: una crisi economica senza precedenti. Qui, Bitcoin è uno strumento di resistenza.

Cosa succede in Iran? Il contesto tra inflazione e repressione

L’Iran sta affrontando una fase estremamente complessa a livello interno, con proteste di massa e sussulti di guerra civile, spesso repressi nel sangue. Tutto comincia intorno al 28 dicembre, quando un gruppo di manifestanti, composti per lo più dai commercianti dei bazaar della capitale Teheran, scende in piazza per protestare contro il regime islamico. 

Il motivo delle proteste ruota prevalentemente intorno alla situazione economica: con un’inflazione annua al 40% e il prezzo dei beni di prima necessità alle stelle, la Repubblica Islamica iraniana si trova nel mezzo di una crisi economica senza precedenti. Dal 7 gennaio il rial, la valuta nazionale, vale ufficialmente 0 (zero) euro. 

Passano pochi giorni e quello che sembrava un movimento di piazza localizzato, assume una dimensione nazionale, intercettando il malessere in modo trasversale. Contestualmente, la repressione si fa sempre più intensa: sale il numero di decessi, di cui non conosciamo il numero esatto, e il regime blocca l’accesso a internet a livello nazionale. 

Al momento della scrittura, il governo guidato dall’Ayatollah Ali Khamenei è in forte difficoltà: molti analisti ritengono che questo sia uno dei momenti di maggiore debolezza dal 1979, quando venne spodestato il precedente regnante, lo Scià di Persia. Dall’altro lato, la violenza delle forze di sicurezza iraniane nei confronti dei manifestanti testimonia la volontà di soffocare il dissenso e mantenere il controllo.  

Iran e Bitcoin: cosa dicono i dati onchain?

In Iran, Bitcoin è uno strumento di sopravvivenza e, per estensione, di resistenza. È quanto si legge nel report di Chainalysis, nella sezione che prende il titolo di “Inside Iran’s Growing $7.8 Billion Crypto Ecosystem” – “Dentro l’ecosistema crypto iraniano: un mercato da 7,8 miliardi in crescita”. Qual è il quadro onchain? Cosa si può dedurre?

Utilizzando le parole del report, “i dati più recenti a nostra disposizione rivelano un cambiamento significativo di comportamento onchain durante l’attuale movimento di proteste di massa“. 

Metodologia  

Per arrivare a questa conclusione, il team di analisti di Chainalysis ha esaminato sia l’importo medio transato – cioè ritirato dagli exchange – in dollari, sia il numero di transazioni da exchange a wallet, entrambi su base quotidiana. Inoltre, per poter attribuire eventuali cambiamenti a determinati eventi, ha scomposto l’analisi in due periodi: “prima della protesta (1 novembre – 27 dicembre)” e “durante la protesta (28 dicembre – 8 gennaio, giorno del blackout di internet)”. Infine, le transazioni sono state divise per fasce: prelievi piccoli (sotto i 100$), medi (sotto i 1000$), grandi (sotto i 10.000$) e molto grandi (sotto i 100.000$).  

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Risultati

Mettendo a confronto il periodo “prima della protesta” con quello “durante la protesta”, emerge una differenza sostanziale nel comportamento onchain, per riprendere la tesi di Chainalysis. 

Durante la protesta, infatti, la fascia compresa tra 1$ e 100$ ha visto un incremento dei prelievi da exchange del 111% e del numero delle transazioni pari al 78%, rispetto al periodo pre-protesta. Discorso diverso per le fasce comprese tra i 101$ e i 1000$ e tra i 1001$ e i 10.000$, dove la crescita è stata ancora più netta: a livello di prelievi, la prima ha registrato un aumento del 228%, la seconda del 236%; se parliamo del numero di transazioni, invece, la fascia 101$-1000$ “si ferma” al +128%, mentre quella 1001$-10.000$ ha segnato un’espansione del 262%. 

Cosa significa tutto ciò?

Questo comportamento, spiega Chainalysis, rappresenta una reazione logica e razionale al collasso del rial iraniano che, lo ricordiamo, attualmente non vale assolutamente nulla. Bitcoin, in questo caos totale, ha assunto il ruolo della “scialuppa di salvataggio” in una nave che affonda. Bitcoin è la risorsa alternativa che ha permesso agli iraniani di preservare i propri risparmi dalle politiche scellerate di un regime sanguinario. Ma c’è dell’altro. 

Il ruolo di Bitcoin in questa crisi”, concludono gli analisti, “va oltre la semplice protezione del capitale: per molti iraniani è diventato un elemento di resistenza, in grado di fornire liquidità e libertà di scelta operativa in un contesto economico sempre più restrittivo”.

BItcoin, grazie alla sua natura decentralizzata, anti-censura e self-custodial – a custodia personale – is freedom money, per citare un report di Human Rights Foundation.

Banche USA in rosso, crypto in verde: il punto

Banche USA in rosso, crypto in verde: il punto

Le trimestrali penalizzano le banche USA, mentre il mercato crypto tiene: migliora il sentiment e gli ETF prendono forza. Divergenza o trappola?

Martedì si sono aperti i giochi per la stagione delle trimestrali USA: i colossi bancari della finanza tradizionale deludono. Mentre i grafici di Wall Street si tingono di rosso, il mercato crypto mostra una forza inaspettata, riaccendendo il dibattito su una possibile decorrelazione tra i due mondi. Vediamo i dati nel dettaglio.

Trimestrali amare per le banche USA 

Il comparto bancario statunitense ha inaugurato la stagione degli utili trimestrali con risultati dal retrogusto abbastanza amaro: se JPMorgan e Bank of America hanno battuto le aspettative, Wells Fargo e Citigroup hanno fatto peggio delle attese. Il mercato si fa delle domande e punisce severamente l’intero settore, preoccupato da prospettive di crescita incerte e margini sotto pressione. 

Se andiamo a dare un’occhiata alle performance, dalla pubblicazione dei conti al momento in cui scriviamo: 

  • JPMorgan (JPM): -5%
  • Bank of America (BAC): -3,8%
  • Wells Fargo (WFC): -4,6% 
  • Citigroup (C): -3,4%

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Ma nel mercato crypto la situazione è totalmente diversa

Mentre le banche tradizionali soffrono, l’ecosistema crypto sta dimostrando una notevole tenuta: nelle ultime 24 ore, Bitcoin segna un +1,8%, Ethereum sale dell’1,6% e, in generale, la Total Crypto Market Cap – la capitalizzazione totale del mercato – cresce dell’1,6%.

Interessante anche il comportamento degli investitori istituzionali: per il secondo giorno consecutivo, il net flow (il saldo tra entrate e uscite) degli ETF a tema crypto ha superato il miliardo di dollari: solo gli ETF Spot su Bitcoin hanno visto ingressi per 840 milioni di dollari

Infine, due parole sul sentiment di mercato: il Crypto Fear and Greed Index è balzato a 61 in zona Greed. Si tratta di un cambiamento notevole, se pensiamo che una settimana fa l’indice segnava 28, ovvero Fear.

Divergenza o trappola momentanea?

È la grande domanda a cui nessuno può rispondere: il trend è destinato a proseguire o si tratta di un momento di forza temporaneo? Intanto, è bene osservare le trimestrali in uscita oggi 15 gennaio. Tra gli attenzionati principali: Morgan Stanley, Goldman Sachs e BlackRock.

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Oro e argento rompono i massimi: il Presidente della Fed Powell indagato

Oro e argento rompono i massimi: Powell indagato

Il prezzo di oro e argento supera i massimi, il dollaro perde valore. La causa? Le accuse nei confronti del Presidente della Fed. Cosa succede?

Le quotazioni dell’oro e dell’argento aggiornano nuovamente i record, mentre il dollaro si indebolisce: questa la reazione dei mercati al videomessaggio in cui il Presidente della Fed Jerome Powell riferisce di essere sotto indagine da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Cosa sta succedendo?   

Oro e argento: è di nuovo corsa ai metalli preziosi dopo la notizia di questa notte

Oro e argento proseguono il rally che li ha portati a guadagnare, solo negli ultimi tre mesi e mezzo, il 34% e il 112%. Dopo un breve periodo di riassestamento, cominciato verso la fine di ottobre col peggior crash dell’oro dal 2013, i due metalli hanno ripreso a viaggiare a ritmi spediti, aggiornando nuovamente i massimi nella notte italiana fra l’11 e il 12 gennaio: l’oro ha rotto il tetto dei 4.600$ l’oncia, mentre l’argento ha superato la resistenza degli 84$. Con questo sprint, il metallo bianco per eccellenza è diventato il secondo asset per capitalizzazione a livello globale, scavalcando NVIDIA.

In modo complementare, il dollaro statunitense perde terreno: il DXY, che definisce la forza dello USD in relazione a sei valute straniere – euro, sterlina, yen, franco svizzero, dollaro canadese e corona svedese – ha messo a segno una candela rossa abbastanza importante, cedendo lo 0,4% (al momento della scrittura).

Cos’è successo? Quali sono le motivazioni alla base di questi movimenti? 

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Jerome Powell: “Le accuse sono solo pretesti”

Il protagonista – o vittima – della vicenda è il Presidente della Federal Reserve Jerome Powell: colui che siede al vertice della banca centrale degli Stati Uniti, verso l’una di notte italiana del 12 gennaio, ha riferito con un videomessaggio su X (ex Twitter) che “il Dipartimento di Giustizia ha notificato alla Federal Reserve dei mandati di comparizione del gran giurì, minacciando un’incriminazione penale relativa alla mia testimonianza dinanzi alla Commissione Bancaria del Senato dello scorso giugno”. 

In poche parole, Powell è sotto indagine perché accusato di aver dichiarato il falso davanti alla legge, in occasione della sua testimonianza di giugno in merito alla ristrutturazione di due sedi della Fed – “Eccles” e “1951 Constitution Avenue”, entrambe a Washington.  

La mossa di Jerome Powell è stata quasi un fulmine a ciel sereno per almeno due motivi. In primo luogo, il Presidente della Fed non è solito sbilanciarsi in apparizioni pubbliche di questo tipo, all’infuori del contesto prettamente istituzionale. A ciò, si aggiunge il secondo grande elemento di stupore: il tono delle dichiarazioni

Powell, infatti, ha utilizzato espressioni che non lasciano spazio all’interpretazione: “Nutro un profondo rispetto per lo stato di diritto e per il principio di responsabilità nella nostra democrazia. Nessuno – e certamente non il Presidente della Federal Reserve – è al di sopra della legge. Tuttavia, questa azione senza precedenti deve essere letta nel contesto più ampio delle minacce e delle continue pressioni da parte dell’Amministrazione”. 

E ancora: “Questi sono pretesti. La minaccia di accuse penali è la conseguenza del fatto che la Federal Reserve stabilisce i tassi di interesse basandosi sulla nostra migliore valutazione di ciò che serve all’interesse pubblico, anziché seguire le preferenze del Presidente”.

Da parte sua, Donald Trump ha rilasciato un’intervista a NBC affermando di non sapere nulla dell’indagine, aggiungendo poi che Powell “di certo non è molto bravo alla Fed, e non è molto bravo nemmeno a costruire edifici“. Ma questa ostilità non è certo una novità – ne abbiamo parlato a fondo nell’articolo sul prossimo Presidente della Fed.

Le quotazioni di oro e argento e l’accusa contro Powell: qual è il collegamento?

La risposta potremmo condensarla in tre parole: indipendenza della Fed. Questo perché l’autorevolezza finanziaria degli Stati Uniti si fonda sul loro status di ‘porto sicuro’ e, appunto, sull’indipendenza delle istituzioni, che garantiscono il sistema di checks and balances – pesi e contrappesi – oltre la politica. 

Ora, non sappiamo se Jay Powell sia effettivamente innocente o colpevole, ma non è questo il punto. Il tema centrale riguarda la postura dell’amministrazione Trump nei confronti dell’autonomia della banca centrale degli Stati Uniti: a dodici mesi dall’inizio della presidenza, The Donald ha attaccato più volte il vertice della Federal Reserve a causa della riluttanza a tagliare i tassi di interesse – con tanto di soprannome ad hoc, Jerome “Too Late” Powell. 

E non è neanche la prima volta che un membro del Board of Governors, cioè di coloro che prendono parte al FOMC, viene messo sotto accusa: il 20 agosto scorso Trump ha invocato le dimissioni della governatrice Lisa Cook, per poi annunciarne il licenziamento il 25 agosto. Il motivo? Una presunta frode ipotecaria commessa dalla governatrice stessa che, naturalmente, ha fatto ricorso. Il processo è ancora in fase di svolgimento.  

Insomma, se la politica dovesse prevalere sull’indipendenza della Federal Reserve, la reputazione che gli States sono riusciti a costruire in più di due secoli di storia sarebbe definitivamente compromessa. L’effetto domino sarebbe devastante: il dollaro perderebbe il suo ruolo di riserva globale, i rendimenti dei titoli di stato schizzerebbero rendendo il debito insostenibile e si innescherebbe una fuga di capitali capace di affossare le borse mondiali. 

What’s next? 

Il Presidente Powell, nel suo videomessaggio, ha confermato l’intenzione di continuare a “svolgere l’incarico per il quale il Senato mi ha confermato, agendo con integrità e con l’impegno di servire il popolo americano”. Intanto, salgono leggermente le probabilità di un taglio dei tassi in occasione del primo FOMC dell’anno: alcuni analisti ritengono che, in ogni caso, questa pressione potrebbe avere i suoi effetti sui policy makers
Il consiglio è di monitorare la situazione. Noi lo facciamo già, dunque risparmiati la fatica e resta sul pezzo con Young Platform: registrati col bottone qui sotto, non ci vuole nulla.

Tassi BCE: a quando la prossima riunione? Il calendario completo del 2026 da monitorare!

La prossima riunione BCE? Il calendario completo 2025

Il calendario 2026 delle riunioni da non perdere assolutamente

Quando si terrà la prossima riunione BCE? Il calendario dell’istituto centrale viene costantemente monitorato non soltanto da investitori o esperti di mercato. Anche i semplici cittadini dell’Eurozona seguono con interesse e apprensione i meeting della Banca Centrale, poiché le sue decisioni possono avere ripercussioni sui portafogli delle famiglie.

Ogni riunione BCE è dunque attesa con ansia e preceduta da innumerevoli previsioni circa le mosse di Christine Lagarde e del Consiglio Direttivo, le cui parole vengono costantemente passate al setaccio. Ecco allora il calendario 2026 (e non solo) delle riunioni da monitorare per non perdere neanche un appuntamento con l’istituto di Francoforte.

Prossima riunione BCE di politica monetaria: calendario 2026

L’annuale calendario della BCE ha in programma diversi appuntamenti: generalmente si riunisce due volte al mese, ma le decisioni di politica monetaria vengono discusse solo 8 volte in un anno. Questi sono i meeting più attesi perché capaci di influenzare i mercati finanziari e non solo. 

Il calendario della Banca Centrale Europea viene quindi diviso in due parti: le prossime riunioni di politica monetaria e quelle non di politica monetaria. 

La prima categoria di appuntamenti, che cade sempre di giovedì, è seguita dalla conferenza stampa della presidente dell’istituto, Christine Lagarde, che presenta in diretta televisiva al pubblico e ai giornalisti quanto deciso

Ma quindi cosa viene discusso durante ogni riunione BCE di politica monetaria? I principali temi affrontati sono generalmente la crescita e il PIL dell’Eurozona, il quantitative tightening, l’andamento dell’inflazione e i tassi di interesse. 

Proprio le decisioni sui tassi d’interesse sono particolarmente importanti perché hanno delle ripercussioni dirette sui risparmi e sul potere d’acquisto dei cittadini. Tra le varie conseguenze del rialzo dei tassi c’è l’aumento dei costi dei mutui, ad esempio. D’altro canto per la BCE, il rialzo o il ribasso dei tassi d’interesse è uno strumento essenziale per assolvere al suo principale compito ovvero mantenere stabili i prezzi

Ciò detto, la domanda iniziale sorge spontanea: quando ci sarà la prossima riunione BCE

Il calendario 2026 dei meeting di politica monetaria

  • 4-5 Febbraio 2026
  • 18-19 Marzo 2026
  • 29-30 Aprile 2026
  • 10-11 Giugno 2026
  • 22-23 Luglio 2026
  • 9-10 Settembre 2026
  • 28-29 Ottobre 2026
  • 16-17 Dicembre 2026

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Ad eccezione dell’appuntamento di settembre che si svolgerà presso la Deutsche Bundesbank – la banca centrale tedesca – ogni riunione BCE del 2026 si terrà all’interno dell’Eurotower di Francoforte, cioè la sua sede, e sarà presieduta dal Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea, il principale organo decisionale dell’istituzione.

Questo è composto dalla presidente Christine Lagarde, dal vicepresidente Luis de Guindos, da quattro membri nominati tra i paesi leader dell’Eurozona che tengono la carica per 8 anni, e i governatori delle banche centrali nazionali. Nel caso dell’Italia è Fabio Panetta. 

Dopo ogni meeting gli investitori tengono sotto controllo i mercati per monitorare le reazioni alle decisioni della Banca Centrale Europea. Alcune di queste incidono anche sul mercato delle criptovalute. Per questo, le prossime riunioni della BCE, come quelle della Federal Reserve (qui il calendario dei meeting della Fed per il 2026), andrebbero tenute d’occhio. 

Su Young Platform, l’exchange di criptovalute leader in Italia, puoi controllare i prezzi delle criptovalute contestualmente alle relazioni su ogni riunione della BCE. 

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Prossima riunione BCE non di politica monetaria: calendario 2026

Il calendario delle riunioni BCE prevede anche dei meeting che non trattano temi di politica monetaria. In queste occasioni vengono assolti gli altri compiti e responsabilità della Banca Centrale Europea, come la vigilanza bancaria per l’Eurozona. Ecco tutte le date delle prossime riunioni: 

  • 25 Febbraio 2026
  • 8 Aprile 2026
  • 20 maggio 2026 
  • 30 Settembre 2026
  • 18 Novembre 2026

BCE: calendario riunioni 2025

  • 29-30 Gennaio 2025
  • 5-6 Marzo 2025
  • 16-17 Aprile 2025
  • 4-5 Giugno 2025
  • 23-24 Luglio 2025
  • 10-11 Settembre 2025
  • 29-30 Ottobre 2025 (presso la Banca d’Italia a Firenze)
  • 17-18 Dicembre 2025

BCE: calendario riunioni 2024

  • 25 Gennaio 2024 
  • 7 Marzo 2024
  • 11 Aprile 2024
  • 6 Giugno 2024
  • 18 Luglio 2024
  • 12 Settembre 2024
  • 17 Ottobre 2024 (presso la Banca di Slovenia)
  • 12 Dicembre 2024

BCE: calendario riunioni 2023

  • 2 Febbraio 2023
  • 16 Marzo 2023
  • 4 Maggio 2023
  • 15 Giugno 2023
  • 27 Luglio 2023
  • 14 Settembre 2023
  • 26 Ottobre 2023 
  • 14 Dicembre 2023

Tra non molto si terrà dunque la prossima riunione BCE del 2026, ma il calendario degli incontri di quest’anno è ricco e non mancheranno le occasioni per discutere dell’economia dell’Eurozona. 
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Fed, il calendario 2026: a quando la prossima riunione del FOMC?

Calendario riunioni Fed 2026: quando la prossima?

Fed: il programma completo dei FOMC 2026 con tutte le prossime date in calendario

Il calendario delle riunioni Fed (Federal Reserve System) ovvero la banca centrale degli Stati Uniti, prevede otto appuntamenti annuali. Questi meeting sono l’equivalente delle riunioni della nostra BCE in cui vengono prese decisioni di politica monetaria. Sono eventi molto seguiti perché capaci di influenzare l’andamento dei mercati finanziari e negli ultimi tempi sono diventati dei veri e propri giri di boa per il futuro dell’economia globale.

Riunioni Fed: cosa viene deciso e da chi 

Prima di scoprire il calendario delle riunioni Fed 2026, vediamo come funzionano questi appuntamenti. 

Gli incontri sono presieduti dal FOMC, Federal Open Market Committee, ovvero l’organo operativo e portavoce della Fed. Questo è composto da 12 membri tra cui banchieri centrali degli Stati Uniti e il presidente della Fed. 

Il FOMC valuta le condizioni finanziarie e le azioni di politica monetaria da intraprendere per raggiungere gli obiettivi economici degli USA. Tra queste la più decisiva, è la decisione sui tassi di interesse per regolare l’inflazione

In occasione di ciascuna delle riunioni Fed in calendario vengono presentati: un riepilogo delle proiezioni economiche – Summary of Economic Projection – e il Dot Plot, un grafico che mostra le previsioni anonime di ogni membro della Fed sulla posizione dei Fed funds rate dell’anno passato, sul futuro e sul lungo periodo. Questi appuntamenti sono evidenziati nel calendario con un asterisco. 

Il FOMC meeting announcement

Il riepilogo delle proiezioni economiche viene pubblicato nel FOMC meeting announcement, un comunicato di politica monetaria dove vengono riportati gli indici economici più importanti, come i dati sul mercato del lavoro. In questa occasione, la Fed comunica il “federal funds rate“, cioè il tasso di interesse che influenza tutti gli altri tassi (mutui, prestiti, obbligazioni). Questo tasso è dato come intervallo (esempio: 1,75%-2%). Raggiungere una media di questo intervallo è l’obiettivo implicito. Più alto è questo obiettivo, più restrittiva diventa la politica monetaria, più basso è questo obiettivo, più accomodante diventa la politica.

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Riunioni Fed: calendario 2026 

Questi meeting del FOMC si svolgono otto volte all’anno, durano due giorni e sono seguiti da una conferenza stampa del presidente Jerome Powell. Ecco il calendario Fed di tutte le riunioni per il 2026.

  • 27-28 Gennaio 2026  
  • 17-18 Marzo 2026*
  • 28-29 Aprile 2026
  • 16-17 Giugno 2026*
  • 28-29 Luglio 2026
  • 15-16 Settembre 2026*
  • 27-28 Ottobre 2026
  • 8-9 Dicembre 2026*

(*) Riunione associata a una sintesi delle proiezioni economiche.

L’ultimo FOMC, per esempio, lo trovi a questo link in cui parliamo della decisione sui tassi, delle motivazioni e delle reazioni dei mercati.

Inoltre, mentre ci avviciniamo a maggio, si profila all’orizzonte un cambio significativo: il Presidente Jerome Powell concluderà il suo secondo mandato alla guida della Federal Reserve. Alla luce di questo sviluppo, il Presidente Donald Trump dovrà scegliere il suo successore – abbiamo scritto un articolo dedicato all’argomento: chi emergerà come candidato favorito per questo ruolo chiave?

Riunioni Fed: calendario 2025

La Fed nel 2025 si è riunita in queste date: 

  • 28-29 Gennaio 2025  
  • 18-19  Marzo 2025 *
  • 6-7 Maggio 2025
  • 17-18 Giugno 2025 *
  • 29-30 Luglio 2025
  • 16-17 Settembre 2025 *
  • 28-29 Ottobre 2025
  • 9-10 Dicembre 2025 *

Riunioni Fed: calendario 2024

La Fed nel 2024 si è riunita in queste date: 

  • 30-31 Gennaio 2024
  • 19-20 Marzo 2024*
  • 30 Aprile – 1 Maggio 2024
  • 11-12 Giugno 2024*
  • 30-31 Luglio 2024
  • 17-18 Settembre 2024*
  • 6-7 Novembre 2024
  • 17-18 Dicembre 2024*

Riunioni Fed: calendario 2023

La Fed nel 2023 si è riunita in queste date: 

  • 31 Gennaio – 1 Febbraio 2023
  • 21-22 Marzo 2023*
  • 2-3 Maggio 2023
  • 13-14 Giugno 2023*
  • 25-26 Luglio 2023
  • 19-20 Settembre 2023*
  • 31 Ottobre – 1 Novembre 2023
  • 12-13 Dicembre 2023*

Riunioni Fed: calendario 2022

La Fed nel 2022 si è riunita in queste date: 

  • 25-26 Gennaio 2022
  • 15-16 Marzo 2022*
  • 3-4 Maggio 2022
  • 14-15 Giugno 2022*
  • 26-27 Luglio 2022
  • 20-21 Settembre 2022*
  • 1-2 Novembre 2022
  • 13-14 Dicembre 2022*

Le riunioni della Fed sono un evento atteso con grande interesse dagli operatori finanziari e dagli analisti. Le decisioni dell’Istituto hanno un ruolo di primaria importanza per la politica monetaria degli Stati Uniti ma non solo. 

In più occasioni abbiamo assistito a un impatto anche su altri mercati come quello delle criptovalute. Ecco perché teniamo d’occhio il calendario Fed: entra nel nostro canale Telegram e iscriviti a Young Platform per non perderti gli aggiornamenti!

Bitcoin può essere hackerato? I computer quantistici possono distruggerlo?

Bitcoin può essere hackerato?

È possibile che Bitcoin venga hackerato? I computer quantistici riusciranno a distruggere la blockchain? Scopri di più

La blockchain di Bitcoin è estremamente sicura a livello informatico, prevalentemente grazie ai modelli crittografici che utilizza. Nonostante questo, all’orizzonte c’è una minaccia che preoccupa alcuni crypto enthusiast: i computer quantistici. 

Queste macchine, incredibilmente potenti, sono in grado di svolgere calcoli ad una velocità esponenzialmente più elevata rispetto a quelle tradizionali e, per questo motivo, potrebbero mettere a rischio la blockchain di Bitcoin. La sicurezza dell’intera rete si basa, infatti, proprio sulla potenza di calcolo, messa a disposizione dai miner e costantemente in equilibrio.

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Visto che lo sviluppo di queste macchine sta avanzando velocemente negli ultimi anni, è necessario preoccuparsi? Bitcoin potrà, davvero, essere hackerato per colpa dei computer quantistici?

Bitcoin può essere hackerato? Cosa sono i computer quantistici

L’intuizione che sta alla base di questa tecnologia risale al 1981, quando Richard Feynman propose la sua teoria della computazione quantistica. L’idea era quella di creare elaboratori che simulassero la realtà proprio nel modo in cui si manifesta, e quindi attraverso artefatti quantistici, e non attraverso variabili binarie.

La differenza principale tra i computer quantistici e quelli tradizionali sta, dunque, nell’architettura delle più piccole unità che compongono il linguaggio macchina

Il linguaggio macchina di un elaboratore tradizionale è, infatti, basato su un’architettura binaria; l’unità di informazione che sta alla base di questa si chiama Bit e codifica uno stato che può essere o 0 o 1.

Al contrario, l’unità di informazione dei computer quantistici, il Qubit, o bit quantistico, si ispira alle particelle. Senza entrare troppo nel tecnico si può dire che i Qubit possono oltre ad assumere lo stato 0 o 1, possono restituirne uno qualsiasi di quelli compresi tra i due valori.

Il funzionamento di queste macchine è estremamente complesso, perciò non entreremo nel dettaglio. Anche perché il focus di questo articolo è comprendere se Bitcoin può essere o meno hackerato da queste macchine all’avanguardia.

Come funziona la crittografia di Bitcoin?

Per capire se i computer quantistici saranno in grado di hackerare Bitcoin dobbiamo comprendere come lavora la sua blockchain a livello crittografico. Il network di BTC utilizza, in questo senso, tre funzioni principali:

  1. La funzione di hash Secure Hash Algorithm (SHA) 256: è un algoritmo che viene utilizzato da Bitcoin per garantire l’integrità delle informazioni memorizzate in un blocco. La SHA-256 è unidirezionale, ovvero è possibile generare un hash (o impronta digitale) da qualsiasi contenuto ma, al contrario, non è possibile svolgere il procedimento inverso, ovvero non si può risalire al contenuto partendo dall’hash. Il risultato di questa funzione crittografica, che viene utilizzata principalmente nel processo di mining, in particolare per creare l’hash del blocco e garantire il funzionamento del meccanismo di consenso Proof-of-Work, è sempre un codice alfanumerico di 64 caratteri, codificato in 256 bit o 32 byte ed essa;
  1. RIPEMD-160: questa è un’altra funzione hash crittografica usata in Bitcoin, principalmente per ridurre la lunghezza degli hash SHA-256 da 256 bit a 160 bit. Questo ridimensionamento viene utilizzato nella creazione dell’indirizzo Bitcoin, che inizia con un hash SHA-256 della chiave pubblica seguito da un hash RIPEMD-160;
  1. Le Curve Ellittiche: Bitcoin usa l’Elliptic Curve Digital Signature Algorithm (ECDSA) per garantire che le monete possano essere spese solo dal legittimo proprietario. La curva specifica usata in Bitcoin è la secp256k1, che aiuta a generare la chiave pubblica dalla chiave privata e a firmare le transazioni.

Bisogna anche specificare che Bitcoin utilizza funzioni crittografiche che siano battle tested. Ciò significa che esse non sono funzionanti soltanto a livello matematico ma sono state già testate “sul campo” per diversi anni, o addirittura, decenni. 

Guarda il prezzo di BTC

Perché i computer quantistici sono una minaccia?

È arrivato il momento di rispondere alla domanda centrale di questo articolo: Bitcoin può essere hackerato?

Per farlo ci concentreremo sulla modalità teoricamente più possibile, ottenere il controllo di più del 50% della potenza computazionale della rete, e quindi effettuare un 51% attack. Se un hacker riuscisse in questa impresa potrebbe, potenzialmente, spendere due volte i Bitcoin, il che porterebbe al fallimento dell’intera blockchain

Scongiurare la minaccia della doppia spesa (double spending) è stato uno degli obiettivi principali del creatore di Bitcoin Satoshi Nakamoto. D’altronde, BTC non sarebbe andato lontano se qualcuno avesse potuto impiegare la stessa somma in più scambi economici. 

In questo senso i computer quantistici sono sempre stati considerarti una minaccia per Bitcoin e, più in generale, per la crittografia, dato che sono, teoricamente, in grado di effettuare complicatissimi calcoli ad una velocità esponenzialmente più alta rispetto a quelli tradizionali. Queste operazioni matematiche complesse, stanno alla base della sicurezza di Bitcoin, dato che vengono svolte dai miner per validare i blocchi e quindi rendere sicuro l’intero network.

Perché Bitcoin dovrebbe essere al sicuro?

Bitcoin può, davvero, essere hackerato? I quantum computer sono, all’atto pratico, una minaccia o, nel caso in cui la loro adozione dovrebbe crescere, non avranno comunque nessun impatto sul network di BTC? È impossibile dare una risposta certa a questa domanda. Tuttavia, possiamo analizzare alcuni dati e toerie per fare chiarezza sulla questione. 

Una delle più popolari sostiene che, una volta che questa tecnologia verrà adottata e i computer quantistici diventeranno davvero acquistabili, i miner di Bitcoin saranno tra i primi soggetti ad utilizzarli. In passato essi si sono aggiudicati le componentistiche hardware più avanzate, proprio perché la validazione dei blocchi della rete di BTC è un’attività fortemente competitiva e chi la svolge è fortemente incentivato ad aggiornare costantemente il proprio setup. Attualmente l’80% di questi soggetti possiede macchine estremamente costose, dotate dei chip più potenti in circolazione.

Secondo alcune stime, per replicare la potenza di calcolo in possesso dal 51% dei partecipanti alla rete, bisognerebbe spendere circa 3,7 miliardi di dollari in componenti hardware. Questa cifrà non tiene conto dell’aumento di prezzo che subirebbero i componenti, dato un tale incremento della domanda. Senza considerare poi che l’autore di un attacco di questo tipo non produrrebbe nessun beneficio economico per se stesso, dato che, nel caso in cui andasse a buon fine, ogni Bitcoin perderebbe, istantaneamente, il suo valore.

Insomma, non si trarrebbe alcun vantaggio tendando hackerare Bitcoin, nonostante sia teoricamente possibile, mentre il costo, approssimato per difetto a 3,7 miliardi di dollari, è incredibilmente elevato. Sarebbe più facile, e remunerativo, provare ad hackerare una banca centrale.

The Reveal: vinci Rolex, Duke 125 e altro ancora!

The Reveal: vinci Rolex, Duke 125 e altro ancora!

The Reveal, ci siamo: il 9 dicembre è partito il concorso a premi più ricco della storia di Young Platform. Non ci credi? Vedere (le ricompense) per credere

È ufficialmente cominciato The Reveal, il terzo episodio della saga iniziata mesi fa con The Box. Una saga lunga, in cui nel primo capitolo abbiamo dimostrato l’esistenza della Box, la scatola virtuale fatta di pregiudizi e stereotipi invisibili, che influenzano concretamente la nostra vita finanziaria. 

Quindi con The Unbox, la seconda tappa di questo viaggio cominciato a marzo 2025, abbiamo rimosso la scatola e siamo riusciti a rompere quelle catene intangibili. E adesso siamo qua, di nuovo, con la terza fase, la più soddisfacente: The Reveal, la Rivelazione della realtà oltre le apparenze: un concorso pensato per la nostra Community, che terminerà il 10 marzo. 

Preparati a completare le missioni, guadagnare le gemme e raccogliere i ticket. Fidati, ne vale la pena: i premi sono davvero incredibili. Ma basta con le parole, passiamo ai fatti!

Come funziona The Reveal?

Che tu sia un veterano o un nuovo arrivato, il consiglio è sempre quello di non saltare mai il regolamento: immagina perdere la possibilità di vincere un Rolex perché non sapevi che le gemme andassero riscattate – si, è successo.  

The Reveal è un concorso composto da due gare contemporanee e indipendenti: il Campionato e i Tornei.

  • Campionato: inizia il 9 dicembre alle 14 e termina il 10 marzo. Si basa sulla classifica generale, attiva e valida dall’inizio alla fine del concorso, necessaria per determinare le posizioni finali dei partecipanti e, di conseguenza, le ricompense (in base al posizionamento). 
  • Tornei: sono dei “mini-campionati” all’interno del concorso che consentono a un maggior numero di partecipanti di aggiudicarsi un premio. Un Torneo, infatti, dura due settimane e prevede premi differenti da quelli del Campionato. Dal 9 dicembre al 10 marzo sono previsti sei Tornei. Attenzione, qui non esiste una classifica: al termine di The Reveal i vincitori verranno estratti a sorte – a breve ti diremo come. 

Adesso che abbiamo capito la struttura di The Reveal, è il momento di rispondere alle domande che sicuramente ti sarai posto: come si scala la classifica del Campionato? Come posso vincere i Tornei? La risposta è semplice: riscattando e collezionando le Gemme.

Le Gemme sono la chiave fondamentale del concorso: più ne accumuli, più possibilità hai di vincere. 

Come si accumulano le Gemme? Completando le Missioni

Le Missioni sono delle attività in-app che, appunto, generano le Gemme. Possono essere giornaliere, settimanali o permanenti: le prime durano 24 ore, le seconde sette giorni e le terze, invece, non scadono mai e restano attive per tutta la durata del concorso. Inoltre, alcune sono cicliche, nel senso che ritornano periodicamente in app, mentre altre sono uniche

Attenzione! Dato che le missioni a tempo – giornaliere e settimanali – scadono, ricordati di riscattare manualmente le Gemme al momento in cui completi la Missione, altrimenti rischi di perderle per sempre: quando la Missione sparisce, porta con sé anche le Gemme non riscattate!

Devi essere sul pezzo: controlla l’app, completa le Missioni e tocca subito su Riscatta

Le Gemme ti servono sia per scalare la classifica generale del Campionato, sia per guadagnare i ticket, cioè i biglietti con cui potrai partecipare all’estrazione e provare a vincere i premi previsti dai sei Tornei.

I ticket: alla ricerca dei biglietti fortunati

Al termine del concorso, come abbiamo detto, ci sarà l’estrazione dei vincitori dei sei Tornei: inutile specificarlo, sarà un sorteggio totalmente casuale, effettuato alla presenza di un notaio. Ogni ticket, infatti, possiede un codice univoco, grazie a cui individueremo i fortunati vincitori. 

Il dato è chiaro: più ticket collezioni, più aumenti le possibilità di essere estratto

In merito a questo punto, proprio per evitare la centralizzazione – dato che a noi piace molto la decentralizzazione – abbiamo democratizzato il processo di ottenimento dei ticket: più Gemme possiedi, più “costoso” sarà ottenere i ticket. In che senso?

Il nuovo meccanismo per raccogliere i Ticket

Con The Unbox, ad esempio, ogni 100 Gemme raccolte avresti potuto sbloccare un ticket: il rapporto Ticker-Gemme (1 a 100) restava invariato dall’inizio alla fine del concorso. 

Anche in The Unbox le Gemme si ottenevano completando le Missioni e le Missioni, spesso, erano attività legate a una spesa in denaro – trading, depositi, ecc. 

Logicamente, chi aveva più disponibilità economica portava a termine più missioni: sul lungo periodo, un numero fortemente sbilanciato di Ticket tendeva a concentrarsi nelle mani di pochi user.  

Per risolvere questo problema, abbiamo creato un sistema a Tier, cioè a fasce, così strutturato:

  • Tier 1 – da 0 a 500 Gemme accumulate: 1 Ticket ogni 30 Gemme 
  • Tier 2 – da 501 a 1500 Gemme accumulate: 1 Ticket ogni 100 Gemme
  • Tier 3 – da 1501 a 3000 Gemme accumulate: 1 Ticket ogni 200 Gemme
  • Tier 4 – da 3001 Gemme accumulate in poi: 1 Ticket ogni 300 Gemme

Insomma, col nuovo meccanismo ti basta una missione da 30 gemme per entrare nel Tier 1, ottenere un Ticket ed essere in ballo per l’estrazione dei premi di quel Torneo. 

Ma non è finita qui: alla fine di ogni Torneo, quindi ogni due settimane, il contatore e le Gemme si resettano.

Esempio: se al termine del primo Torneo eri al Tier 2 con 80 Gemme accumulate su 100 necessarie per lo sblocco di un Ticket, con l’inizio del secondo Torneo ripartirai dal Tier 1 con zero Gemme.

Possiamo finalmente passare ai premi. 

The Reveal: la Rivelazione merita ricompense incredibili

Come abbiamo specificato prima, The Reveal si divide in due competizioni diverse, che si svolgono in simultanea, ma che prevedono premi differenti: il Campionato e i Tornei

Vediamo i premi del Campionato, assegnati secondo la classifica generale:

  • 1° Posto: Rolex Submariner No Date
  • 2° Posto: Moto KTM 125 Duke 2025
  • 3° Posto: MacBook Pro 14″
  • 4° Posto: 2 Biglietti F1 Monza 2026 (Tribuna 5 Piscina)
  • 5° Posto: iPhone 17 Pro
  • 6° Posto: MacBook Air 13″
  • 7° Posto: iPhone 17
  • 8° Posto: Apple Watch Ultra 3
  • 9° Posto: Google Pixel 10
  • 10° Posto: 1 Biglietto F1 Monza 2026 (Tribuna 5 Piscina)
  • 11° Posto: Garmin Venu 4 (41 mm)
  • 12° Posto: Buono Amazon €500
  • 13° Posto: Buono Volagratis €500
  • 14° Posto: Samsung Smart TV 50″ Crystal UHD 4K
  • 15° Posto: Cuffie Sony WH-1000XM5 (Noise Cancelling)
  • 16° Posto: Buono Volagratis €300
  • 17° Posto: Buono Amazon €250
  • 18° Posto: Buono Volagratis €200
  • 19° Posto: Buono Amazon €150
  • 20° Posto: Buono Volagratis €100

Mica male eh? Per quanto riguarda i Tornei, ricordiamo che sono sei e che cambiano ogni due settimane: scopri quale Torneo è attivo dagli articoli correlati qui sotto!

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The Reveal: come funzionano il Campionato e le Missioni?

Guida completa su come funzionano missioni, gemme, Campionato e premi

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Dal 9 dicembre al 10 marzo: questo è il periodo in cui si svolge il Campionato di The Reveal. Ogni attività completata in queste settimane può farti guadagnare Gemme e salire in classifica, ma solo se ti ricordi di riscattarle. In caso contrario andranno perse quando all’aggiornamento delle Missioni.

Differenze tra Campionato e Tornei in breve

Il concorso The Reveal si muove su due binari paralleli: il Campionato e i Tornei.

Il Campionato è la classifica generale, basata sul numero totale di Gemme accumulate durante l’intero concorso: qui vince chi riesce a mantenere costanza e strategia. 

Infatti, I premi più importanti – come il Rolex Submariner, la KTM Duke 125 e i biglietti per il Gran Premio F1 di Monza – si assegnano qui, ai primi 20 classificati.

Il Torneo, invece, è una serie di mini-concorsi che si rinnovano ogni due settimane – Non sai le regole dei Tornei? Trovi tutte le info a questo link: The Reveal: come funzionano i Tornei e i Ticket? – in fondo comunque puoi gli articoli correlati con le guide semplici e complete al funzionamento di The Reveal.

Questa guida si concentra sul funzionamento del Campionato. Ti spieghiamo come ottenere Gemme, scalare la classifica e massimizzare ogni occasione per avvicinarti al podio – o anche ai primi 20. 

Se vuoi vincere sul serio, è da qui che si parte.

Che cosa sono le Missioni?

Le missioni sono attività che puoi svolgere direttamente sull’app di Young Platform. Ogni Missione completata ti permette di guadagnare Gemme, l’unità fondamentale per salire in classifica o ottenere Ticket validi per la lotteria.

Le categorie di missioni del Campionato: occhio alla loro durata

Nel Campionato, le missioni non sono tutte uguali: possono essere uniche, nel senso che quella Missione in particolare non comparirà altre volte, o ripetibili, cioè cicliche. 

Oltre a variare per frequenza di apparizione, le Missioni sono suddivise in altre tre categorie principali, pensate per premiare chi affronta The Reveal con determinazione. 

Esse possono essere:

  • Giornaliere: sono disponibili in App per 24 ore e ti permettono di accumulare Gemme rapidamente. 
  • Settimanali: restano attive per 7 giorni perché sono più complesse di quelle giornaliere. Per questo, una volta portate a termine, ti spetterà una ricompensa in Gemme più alta. 
  • Permanenti: durano per tutto il concorso e sono legate al Campionato.  

Attenzione! La maggior parte delle Missioni richiede il Claim manuale! Quindi ricordati di riscattare le Gemme una volta completata la Missione: quando questa scade, “scadono” anche le Gemme ad essa associate – e spariscono con la Missione.

A cosa servono le Gemme?

Le Gemme hanno due funzioni fondamentali. In primo luogo, fanno salire il tuo punteggio nella classifica generale, chiamata appunto Campionato. Più gemme accumuli, più sali di posizione.

In secondo luogo, sbloccano Ticket. Su questo punto, è necessaria un po’ di attenzione perché cambia il meccanismo di emissione dei Ticket: se con The Unbox, si guadagnava un Ticket ogni 100 Gemme accumulate, per The Reveal abbiamo costruito un sistema a soglie, come segue: 

  • Tier 1 – da 0 a 500 Gemme accumulate: 1 Ticket ogni 30 Gemme 
  • Tier 2 – da 501 a 1500 Gemme accumulate: 1 Ticket ogni 100 Gemme fi
  • Tier 3 – da 1501 a 3000 Gemme accumulate: 1 Ticket ogni 200 Gemme
  • Tier 4 – da 3001 Gemme accumulate in poi: 1 Ticket ogni 300 Gemme

Per riassumere, più Gemme possiedi, più sarà “costoso” ottenere i Ticket. Perchè questo cambiamento? Per democratizzare il gioco e consentire a più persone di partecipare all’estrazione dei premi. 

Chiaramente, le gemme non sono trasferibili e non sono convertibili in denaro: valgono solo all’interno del concorso.

Come si partecipa al Campionato?

Per partecipare al campionato (cioè alla classifica generale delle gemme), devi:

  1. Scaricare o aggiornare l’app di Young Platform
  2. Accedere o registrarti al tuo account personale
  3. Iscriverti a The Reveal dall’app, accettando il regolamento
  4. Completare le missioni per raccogliere gemme

La classifica è unica e si aggiorna in tempo reale. Al termine del concorso, i primi 20 classificati riceveranno i premi principali. In caso di parità, vince chi ha raggiunto per primo il punteggio.

Come si vincono i premi del campionato?

I premi del Campionato sono assegnati ai primi 20 utenti in classifica alla fine del concorso. Premi in palio:

  • 1° Posto: Rolex Submariner No Date
  • 2° Posto: Moto KTM 125 Duke 2025
  • 3° Posto: MacBook Pro 14″
  • 4° Posto: 2 Biglietti F1 Monza 2026 (Tribuna 5 Piscina)
  • 5° Posto: iPhone 17 Pro
  • 6° Posto: MacBook Air 13″
  • 7° Posto: iPhone 17
  • 8° Posto: Apple Watch Ultra 3
  • 9° Posto: Google Pixel 10
  • 10° Posto: 1 Biglietto F1 Monza 2026 (Tribuna 5 Piscina)
  • 11° Posto: Garmin Venu 4 (41 mm)
  • 12° Posto: Buono Amazon €500
  • 13° Posto: Buono Volagratis €500
  • 14° Posto: Samsung Smart TV 50″ Crystal UHD 4K
  • 15° Posto: Cuffie Sony WH-1000XM5 (Noise Cancelling)
  • 16° Posto: Buono Volagratis €300
  • 17° Posto: Buono Amazon €250
  • 18° Posto: Buono Volagratis €200
  • 19° Posto: Buono Amazon €150
  • 20° Posto: Buono Volagratis €100

Come si guadagnano Gemme extra con YNG?

Durante tutta la durata del Campionato, chi detiene YNG nel proprio Portafoglio principale su Young Platform riceve un bonus settimanale di gemme. È un riconoscimento automatico per chi sostiene il progetto e sceglie di mantenere il token YNG.

Attenzione: sono esclusi dal calcolo i token YNG bloccati per l’iscrizione ai Club. Solo quelli detenuti liberamente nel Portafoglio principale vengono conteggiati.

Il funzionamento è semplice e meritocratico: ogni settimana viene rilevata la quantità di YNG che possiedi, e in base a quella ti viene assegnato un numero di gemme extra. Non servono azioni manuali o missioni da completare: le gemme arrivano direttamente nel tuo saldo.

Esistono 7 livelli di bonus, ciascuno legato a una fascia di possesso. Se acquisti nuovi YNG e sali di livello, il numero di gemme settimanali aumenterà. Al contrario, se vendi o trasferisci YNG, potresti scendere di livello e ricevere meno gemme nella settimana successiva.

Il sistema è dinamico: ogni settimana puoi salire o scendere, in base ai movimenti del tuo portafoglio.

Come puoi guadagnare Gemme anche fuori dall’app?

Con Zealy, puoi completare micro-attività social (mettere like, seguire i profili ufficiali di Young Platform, commentare, partecipare su Discord) e convertire le azioni in punti, che si trasformano poi in gemme da usare nel concorso. 

Una scorciatoia utile anche per chi è nuovo nel mondo crypto e vuole iniziare in modo semplice – se vuoi approfondire, in fondo all’articolo trovi la guida dedicata.

Come ricevere i premi

Per ricevere i premi, è necessario completare la verifica dell’identità (KYC) per abilitare il tuo account Young Platform come conto corrente.

Senza questo passaggio, anche se risulti vincitore, non potrai riscattare i premi.

Pronti?

The Reveal è molto più di un concorso: è un ecosistema gamificato pensato per coinvolgerti, premiare la tua costanza e farti divertire mentre scopri l’universo di Young Platform.

Che tu sia competitivo o curioso, ogni missione può diventare un’opportunità. E ogni gemma può avvicinarti a un premio concreto.

Non ti resta che iscriverti, iniziare a completare missioni e tenere d’occhio la classifica.

Hai tutto il necessario per giocartela fino in fondo. E se hai un po’ di YNG da parte… potresti partire già in vantaggio.

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Le informazioni relative al Token YNG hanno finalità informativa. Il Token non rappresenta uno strumento finanziario. L’acquisto e l’utilizzo del Token YNG comportano rischi e devono essere valutati con attenzione. Non è una sollecitazione all’investimento, né un’offerta pubblica ai sensi del D.Lgs. 58/1998.