Dati sensibili: quali sono e come proteggerli? Una guida

Dati sensibili: quali sono e come proteggerli

Quali sono i dati sensibili? Le informazioni personali che rientrano in questa categoria disciplinata dal regolamento dell’Unione Europea

Quali sono i dati sensibili? Una domanda che le persone si pongono molto spesso, soprattutto quando sentono nominare questa particolare categoria di informazioni. La definizione normativa è mutata nell’ultimo periodo. Dopo l’introduzione del GDPR, il regolamento dell’Unione Europea che disciplina il modo in cui le aziende e le altre organizzazioni trattano i dati personali, i dati sensibili hanno infatti cambiato nome e ora vengono definiti particolari e sono un sottoinsieme dei dati personali.

In questo articolo scopriremo non soltanto quali sono i dati sensibili, quali informazioni rientrano in questa categoria, i rischi associati alla divulgazione, ma anche come proteggerli.

Dati sensibili: cosa sono?

I dati sensibili sono informazioni particolarmente personali, delicate e preziose. Vengono definiti sensibili (dopo l’introduzione del GDPR particolari) perché sono in grado di rivelare aspetti intimi della vita di una persona e possono essere utilizzati per danneggiare o discriminare un individuo. Per questo motivo le aziende devono trattarli con grande attenzione, raccoglierli solo se realmente necessari e conservarli in modo sicuro.

Quali sono i dati sensibili?

Definire quali siano esattamente i dati sensibili può essere complesso. In particolare perché le disposizioni normative sono variate nel tempo ed è cambiato anche il nome attribuito a questo tipo di informazioni. Il dati sensibili sono stati nominati per la prima volta del decreto legge 196 del 2003 e riguardavano le seguenti caratteristiche di un individuo:

  • L’origine razziale ed etnica
  • Le opinioni politiche
  • Le convinzione filosofiche e religiose
  • L’orientamento sessuale 
  • Lo stato di salute

Con l’introduzione del GDPR sono stati aggiunti i dati biometrici e genetici e l’appartenenza sindacale alle informazioni che possono essere trattate soltanto se in possesso di un’autorizzazione scritta del diretto interessato.

La differenza tra dati sensibili e personali

Spesso c’è molta confusione intorno al concetto di dati sensibili tanto che questo viene usato come sinonimo di: dati personali. In realtà se è vero che tutti i dati sensibili sono dati personali è invece falso il contrario. Alcuni dati personali (come il codice fiscale o l’indirizzo IP) non vengono definiti sensibili o particolari perché sono meno delicati e estrapolabili attraverso altre informazioni. 

In ogni caso, entrambe le tipologie di dati possono essere utilizzate per realizzare attacchi informatici. Se un attore malevolo dovesse entrare in possesso, ad esempio, di dati che riguardano la nostra salute potrebbe infatti ricattarci.

Dati sensibili: come proteggerli

Proteggersi dai malintenzionati che tentano di rubarci i dati sensibili è compito nostro. Per questo è necessario navigare in internet in modo consapevole prendendo tutte le precauzioni possibili. Ecco una veloce check list che puoi consultare per capire se stai utilizzando internet in modo sicuro:

  • Utilizzare password robuste: di lunghezza superiore agli 8 caratteri e composta da minuscole, maiuscole, simboli e numeri;
  • Rendere privati i profili social: per evitare phishing e social engineering;
  • Utilizzare un VPN: al fine di nascondere il proprio indirizzo IP e i siti che si consultano;
  • Non cliccare su link sospetti;
  • Criptare i file contenenti i dati più preziosi.

La crittografia è una delle tecnologie fondamentali per il mondo crypto e permette a questo settore di perseguire i suoi valori fondamentali: decentralizzazione e totale rispetto della privacy e dell’anonimato. Se ti interessano questo tipo di argomenti e vorresti approfondire puoi valutare di scaricare l’app di Young Platform.

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Ora che sai quali sono i dati sensibili, come si differenziano da quelli personali e come proteggersi dai malintenzionati che cercano di impossessarsene puoi navigare un po’ più serenamente sul web consultando sia i siti tradizionali che le dapp (applicazioni decentralizzate) costruite sulle blockchain.

Sei sul blog di Young Platform, la piattaforma italiana per comprare criptovalute. Qui puoi trovare le ultime novità su blockchain, Bitcoin e Web3. Raccontiamo da vicino questa economia emergente con un occhio alla finanza tradizionale, così hai tutto quello che ti serve per entrare nella nuova era del denaro. 

Come investire in oro? La guida

Investire in oro: come fare? La guida

Come investire in oro? Esistono vari strumenti e diverse modalità per esporsi a questo asset. Scoprili tutti in questa guida!

Come investire in oro? Le risposte a questa domanda sono diverse. Per farlo puoi acquistare monete e lingotti, o esporti a strumenti finanziari come gli ETF e opzioni.

Ognuna di queste modalità di investimento ha i suoi pro e i suoi contro. Per esempio acquistare oro fisico è relativamente semplice ma detenerlo ti espone ai rischi connessi al suo possesso. Mentre comprare un ETF è leggermente più complicato ma non comporta rischi di detenzione.

Investire in oro: come fare?

Viste le diverse modalità in cui ci si può esporre a questo asset vale la pena chiedersi: come investire in oro? Ecco come acquistare tenendo sempre però a mente l’andamento del prezzo del metallo prezioso.

1. Comprare oro fisico

Il primo metodo per  investire in oro è anche il più banale. Ovvero acquistarlo fisicamente. È possibile ottenere il metallo prezioso in principalmente due formati: lingotti e monete. Al contrario di quanto si possa pensare questo tipo di investimento può essere anche economico dato che esistono lingotti e monete di qualsiasi peso e valore.

Investire in oro fisico comporta costi contenuti. È infatti possibile acquistarlo senza pagare l’IVA attraverso banche o società regolarmente registrate all’interno di un apposito albo tenuto dalla Banca d’Italia. Questa pratica però presenta anche rischi e costi connessi alla detenzione dell’asset. Questi ultimi salgono nel caso in cui non si voglia, per ovvie ragioni, detenere il proprio oro fisico all’interno della propria abitazione.

2. Investire in oro con gli ETF

Per ovviare ai costi e agli inconvenienti che si presentano quando si decide di acquistare oro fisico molti investitori decidono di optare per una versione digitale di questo bene. Comprare digitalmente può essere come investire in oro fisico solo che si risparmia sui costi di custodia, assicurazione e trasporto. Uno degli strumenti più utilizzati per investire in oro sono gli exchange traded fund (ETF).

Esistono principalmente due tipi di ETF sull’oro:

  • ETF a replica fisica: esporsi a questi strumenti finanziari è praticamente come investire in oro fisico. Attraverso questi ETF, gli acquirenti acquistano una quantità corrispondente di oro fisico che viene conservata nelle casse dell’emittente;
  • ETF a replica sintetica: non prevedono nessun acquisto di oro fisico. Per garantire l’esistenza di questi prodotti si utilizzano dei contratti derivati (ad esempio futures o opzioni).

3. Investire in oro con i futures e le opzioni

Se le prime due opzioni non fanno per te e ti stai ancora chiedendo come investire in oro sappi che è possibile farlo anche attraverso i futures e le opzioni. Questi sono strumenti derivati che replicano l’andamento del bene che rappresentano. I futures però offrono un’altra possibilità: operare utilizzando la leva finanziaria

Chi sceglie questa strada non diventa proprietario del metallo prezioso, ma di un contratto. Con i futures si può anche vendere allo scoperto, o andare short, che è un po’ come investire contro l’oro. Se decidi di shortare l’oro o un qualsiasi asset guadagnerai nel caso in cui il suo prezzo scenda.

4. Investire in oro con i CFD

È possibile investire in oro anche attraverso i Contratti per Differenza (CFD). Questi sono strumenti derivati come futures e opzioni che permettono di speculare sul prezzo di un determinato asset senza possederlo realmente. Invece di acquistare realmente l’oro si stipula un contratto con un intermediario finanziario. Se il prezzo del metallo sale guadagni la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita stabilito nel contratto.

La differenza tra futures e CFD è molto sottile, i primi sono contratti standardizzati negoziati su mercati regolamentati mentre i secondi sono, ogni volta, stipulati tra un investitore e un intermediario finanziario.

5. Investire in oro con le crypto

Come? Investire in oro con le crypto? Sì, hai letto bene, non si tratta di un typo o di un errore di battitura. Esiste una stablecoin, ovvero una criptovaluta ancorata al valore di un asset fisico, che segue l’andamento del prezzo dell’oro. Stiamo parlando di Pax Gold (PAXG) la crypto emessa da Paxos
Ogni token PAXG è riscattabile per 1 oncia d’oro custodita in un caveau da Paxos e da altri suoi partner. Insomma questa stablecoin funziona in modo simile ad un ETF a replica fisica. Investire in oro attraverso le crypto è molto semplice ed è alla portata di tutti dato che che si possono comprare anche solo 20€ di PAXG, l’oro sotto forma di criptovaluta.

Controlla il prezzo di Pax Gold (PAXG) ora!

6. Investire in oro acquistando azioni di società minerarie

Anche il mercato azionario offre la possibilità di investire in oro attraverso l’acquisto di azioni di società minerarie o coinvolte a vario titolo nell’industria di questo materiale. Si tratta di un investimento indiretto, che è legato solo in parte all’andamento del prezzo del metallo.

Conviene investire in oro? Un asset strategico

Ora che sai come investire in oro può essere utile spendere qualche parola per descrivere questo asset. L’oro, oltre ad essere un metallo prezioso, è stato utilizzato fin dall’antichità sia come mezzo di scambio che come riserva di valore e forma di investimento. Mentre in passato l’acquisto fisico sotto forma di monete o lingotti era l’unico modo per investire, negli ultimi decenni sono emerse nuove opzioni che offrono maggiore flessibilità e accessibilità. 

Ad oggi, l’oro è, a tutti gli effetti, una riserva di valore. Un bene apprezzato sia per via della sua scarsità, utilizzato dalle banche centrali e da aziende che operano in diversi settori produttivi, in particolare quello della gioielleria e quello dei materiali tecnologici.

Negli ultimi anni però è nato un altro asset che, per certi versi, possiede caratteristiche simili: Bitcoin. La prima criptovaluta mai creata, nonostante la sua giovane età è già stata paragonata all’asset più antico della storia, tanto da aver guadagnato il soprannome di oro digitale. Ma cosa mai gli è stato affibbiato questo epiteto? Perché l’offerta circolante di Bitcoin è infatti limitata a 21 milioni e quindi è un bene scarso e dunque prezioso


Insomma, ci sono varie risposte alla domanda: come investire in oro? Lo si può fare “alla vecchia maniera” acquistando lingotti e monete, oppure in modo più moderno: utilizzando strumenti finanziari digitali dal computer o dal proprio cellulare.

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Trasferire YNG da Step a Young Platform

trasferisci yng

Il trasferimento del token YNG è istantaneo e gratuito con le Gift Card!

Per trasferire gli YNG ottenuti con Step su Young Platform basta creare una Gift Card da riscattare sull’exchange.

La creazione e il riscatto della Gift Card sono immediati, così avrai i tuoi token subito disponibili nel saldo del tuo portafoglio, senza tempi di attesa.

Come trasferire YNG?

Prima di tutto, considera gli importi consentiti:

  • L’importo minimo per ogni trasferimento è di 5 YNG
  • L’importo massimo per ogni trasferimento è di 125 YNG ogni 30 giorni.

Se è il tuo primo trasferimento, segui questi passaggi su Young Platform, altrimenti parti direttamente da Step.

Inizia da Young Platform:

  • Crea un account e verifica la tua identità;
  • Vai nel Profilo, sotto “Collegamenti” collega il tuo account Step;
  • Effettua un deposito minimo di 20€ (in Euro);
  • Fai un primo acquisto di criptovaluta, per un importo minimo di 20€;
  • Dopo aver completato questi passaggi obbligatori, sarà possibile richiedere il primo trasferimento degli YNG.

Torna ora su Step:

  • Accedi a Step e premi sul tuo saldo YNG visibile nella barra in alto;
  • Seleziona “Trasferisci”;
  • Continua con la procedura;
  • Scegli l’importo di YNG da trasferire;
  • Conferma l’invio;
  • Seleziona “Apri Young Platform” per riscattare automaticamente la Gift Card;
  • Riceverai immediatamente i token sul Portafoglio dell’exchange

Se non clicchi su “Apri Young Platform” o non riscatti subito la gift card, puoi farlo in un secondo momento manualmente:

  • Accedi a Step e premi sul tuo saldo YNG visibile nella barra in alto;
  • Seleziona “Trasferisci”;
  • Sotto “Le tue Gift Card” clicca sull’ultima creata
  • Premi “Riscatta su Young Platform”.

In ultimo, ricorda che è possibile trasferire YNG da un solo account Step e solo verso un account Young Platform collegato.

Hai altri dubbi su Step? Leggi la guida completa!

Young Platform Step: invita amici e ottieni ricompense

invita gli amici su step

La guida per invitare i tuoi amici su Young Platform Step e ottenere le ricompense

Sapevi che c’è il referral su Young Platform Step? Invita amici e conoscenti all’app e ricevi ricompense per aver contribuito a ingrandire la bellissima community di Step. Ecco tutto quello che c’è da sapere!

Come usare la funzionalità invita amici?

Inizia dalla Home di Step:

  • Dal menu in alto a destra, vai nel tuo Profilo
  • Clicca su “Invita i tuoi amici”:
  • Premi il tasto “Invita”;
  • Si aprirà una pagina di spiegazione, dove in seguito troverai gli inviti in corso e quelli completati;
  • Premi il bottone “Invita i tuoi amici” per procedere;
  • Scegli come inviare il messaggio di invito e a chi;
  • Una volta mandato il link per scaricare Step, puoi controllare lo stato dell’invito nella pagina degli inviti, come indicato precedentemente;
  • L’amico invitato dovrà scaricare Step, registrarsi e completare il Tutorial di Benvenuto;
  • Dopodiché l’Invito sarà completato e riceverai 1YNG.

Invita amici: come ricevere ricompense

Su Young Platform Step, la funzionalità invita amici richiede qualche accorgimento ulteriore in modo da assicurarsi le ricompense. Infatti puoi ricevere YNG solo se l’invitato completa le azioni obbligatorie con successo, ma alcuni dettagli dipendono anche da te.

Ecco 2 accorgimenti importanti:

  1. Prima di iniziare, assicurati di aver aggiornato Step all’ultima versione disponibile sullo Store
  2. Indica al tuo amico di cliccare sul link di invito sia per scaricare Step dallo store, sia dopo averlo installato, prima di registrarsi.

Importante: se l’invitato non clicca di nuovo sul link d’invito dopo l’installazione di Step, l’invito non verrà rilevato e di conseguenza non riceverai la ricompensa!

Come assicurarsi che il link sia stato usato per la registrazione? 

Se l’invitato si è registrato tramite il link, l’invito comparirà in attesa. Se invece non compare nell’elenco all’interno dell’app, significa che non ha usato correttamente il link.

Cosa fare se l’invitato si è registrato, ma l’invito non compare nel tuo storico?

Se ti è possibile, ferma il tuo amico in modo da non fargli accumulare esperienza inutile sull’app. In ogni caso, mandagli di nuovo il link, indicagli di seguirlo e di registrarsi con un’email diversa. 

Quando l’invito compare come in attesa, l’invitato potrà completare il Tutorial di Benvenuto, dopodiché l’Invito sarà segnato come completato e otterrai i tuoi YNG.

Come mai l’invitato si registra correttamente ma l’invito non è tracciato comunque? 

Se queste indicazioni non funzionano, l’unica spiegazione è la seguente: alcuni dispositivi non supportano il tracciamento degli inviti, come ad esempio, Android che non supportano i Play Services o che hanno una ROM customizzata. 

È tutto per questa guida: accedi subito a Young Platform Step e invita gli amici per condividere i tuoi successi!

Le Missioni su Step: come funzionano?

sfide su step

Le Missioni di Step sono una serie di obiettivi per sfidare te stess* e farti guadagnare punti esperienza (XP), così da salire di livello

Puoi trovare le Missioni nell’Hub di Step, alla voce “Obbiettivi”!

In genere hanno tutte lo stesso meccanismo di base: il progresso è tracciato automaticamente in base alle azioni che fai sull’app, e hanno tutte una scadenza dopo la quale i progressi vengono azzerati.

Una volta completata al 100%, premi il bottone che comparirà per riscattare gli XP.

Vediamo ora tutte le tipologie di missioni!

Accumula XP camminando

Le Missioni Claim, Classifiche e Passi ti permettono di guadagnare esperienza camminando. Il bello è che gli stessi claim che ti fanno progredire in queste, ti permettono anche di salire nelle Classifiche. Infatti le azioni sono cumulabili tra una Missione e l’altra: puoi gestire i claim che fai per completare più Missioni possibili in combinazione!

Passi

Per completare questa tipologia di Missioni occorre fare il claim della quantità di passi indicata.

Esempio: per completare la prima da 5000, puoi fare claim di 4000 passi+1000 passi oppure puoi fare 4 claim di 1500 passi circa. Si consiglia di fare sempre claim dopo i 1500 passi, in modo da evitare ricalcoli che potrebbero impedire il riscatto.

20.000 passi in meno di un giorno non sono per tutti. Ma tu ce la farai, vero?

Claim

Per completare questa tipologia di Missioni occorre premere il tasto claim per tutte le volte indicate.

Veramente riuscirai a fare 10 claim in 7 ore? Ti sfidiamo!

Classifiche

Il colore del cielo è associato alle Missioni relative alle Classifiche: più ne vinci più accumuli esperienza.

Che dire, se ne vinci 5 in 4 giorni sarai mitic*!

Accumula XP con Up&Down

Che fatica camminare! Prendiamoci una pausa e controlliamo i mercati.

Con le Missioni Previsione puoi mettere veramente a frutto le tue capacità predittive: se la fortuna ti arride, o sei espert* di analisi tecnica, scalerai i livelli in men che non si dica.

Non importa con che moneta, non importa come azzecchi le previsioni, basta che vinci e Step ti dà altri XP!

Queste sono tutte le Missioni su Step: inizia subito e supera i tuoi limiti!

Up&Down: cos’è e come funziona

Up&Down su Step

Con il gioco “Up&Down” su Young Platform Step puoi fare previsioni sul mercato delle criptovalute senza spendere un soldo

Con Young Platform Step impari molto più che la teoria! Hai anche l’occasione di testare le tue capacità sul mercato senza dover acquistare veramente ogni volta. 

Quindi scegli la criptovaluta ed esamina il suo trend: il prezzo salirà o scenderà? Fai la tua scelta, aspetta la scadenza e se avevi ragione ricevi punti esperienza (XP) per salire di livello. Scopri i 3 passaggi per giocare ad Up&Down su Step!

Scegli la criptovaluta

Hai a disposizione tra le più interessanti monete sul mercato:

  • Bitcoin (BTC)
  • Ethereum (ETH)
  • Cardano (ADA)
  • Polkadot (DOT)
  • Ripple (XRP)
  • Solana (SOL)

Scegli tra UP e DOWN

Una volta scelta la moneta, puoi consultare i suoi dati di mercato in dettaglio: il prezzo attuale e la variazione in percentuale del prezzo su 24h sono in anteprima. 

Poi c’è il grafico lineare oppure a candela, su ben 5 periodi: 6 ore, 1 giorno, 1 settimana, 1 mese e 1 anno.

Scorrendo vedrai le Statistiche, che mostreranno le tue vittorie su quella moneta, e come si sta comportando attualmente il resto della community, ossia la percentuale di previsioni UP o DOWN attualmente in corso.

Puoi utilizzare questa informazione in due modi: puoi seguire alla cieca i tuoi colleghi sperando che le previsioni siano accurate (attenzione all’effetto gregge) oppure considerarla solo una delle varie conferme necessarie a decidere il trend della moneta.

In ogni caso non hai niente da perdere: fai tutti i test che vuoi per affinare i tuoi istinti, e se il gioco si fa duro, inizia a studiare!

Academy è gremita di materiale sull’analisi tecnica adottata dai trader. Anche stare al passo con le notizie non nuoce: il nostro Blog è perfetto per stare sul pezzo ogni giorno riguardo gli eventi che smuovono il mercato delle criptovalute (aka Market Mover).

Crea la previsione

Hai deciso se la crypto andrà UP o DOWN?

Premi uno dei due bottoni, dopodiché scegli la durata. La durata indica tra quanto tempo scadrà la previsione, che è lo stesso momento in cui si vedrà se la moneta è andata UP o DOWN.

Esempio: Sono le 9.00 e BTC è a 20.000€. Scelgo UP e seleziono 3 ore. Se alle 12.00 BTC vale più di 20.000€, ho vinto!

Premendo sul bottone “Prevedi” e confermando, perderai una vita e la previsione inizierà.

Se non hai più vite puoi aspettare che si ricarichino, oppure guardare un video pubblicitario se disponibile, o ancora acquistare il Boost vite. Con vite illimitate puoi giocare liberamente sia ai Quiz che ad Up&Down senza consumare vite per 1 ora.

Tempo scaduto! Una notifica ti dirà l’esito della previsione: in caso di vittoria riceverai un numero di punti esperienza che varia in base alla Durata selezionata. Se il prezzo non è variato invece o se è andato contro le tue aspettative, non riceverai gli XP.

Prima di scappare a giocare ricorda: puoi fare solo 2 previsioni contemporaneamente.

Via libera, è ora di scoprire Up&Down su Step!

Tassazione criptovalute: tutto sulla normativa in vigore in Italia nel 2023 

tassazione criptovalute

Cosa dice la prima legge in Italia sulla tassazione delle criptovalute? Tutte le novità e come funziona la dichiarazione

La tassazione sulle criptovalute in vigore in Italia dal 2023 è tra le novità più importanti nel settore. La regolamentazione è iniziata in parallelo con il MiCA europeo e con la Legge di Bilancio nazionale, facendo sempre maggiore chiarezza sulla definizione delle crypto e le relative tasse. Un notevole passo avanti a favore dell’adozione.

Prima del 2023, non era mai stata fornita alcuna definizione a livello legislativo dal governo, tanto meno delle direttive. Il campo era in mano all’Agenzia delle Entrate e alle libere interpretazioni dei vari professionisti. L’unica opzione temporanea fornita dall’AdE con una risoluzione ad hoc era quella di considerare le criptovalute come valute estere, all’interno della dichiarazione dei redditi. Tuttavia, se si conosce la tecnologia blockchain, è chiaro che le crypto non hanno confini o sedi, dunque non possono essere definite “estere”. Da quest’anno finalmente questo paradosso cessa di esistere. Dunque, come vengono considerate dal fisco? In questa guida faremo luce su tutte le informazioni utili riguardanti la tassazione delle criptovalute in vigore in Italia nel 2023. 

Tassazione criptovalute: la definizione fiscale

La principale novità sulla tassazione delle criptovalute è la definizione di queste ultime. La parola chiave della legge di Bilancio infatti è cripto-attività. Con questo termine ombrello si è scelto di includere nella definizione e regolamentazione non solo le criptovalute, ma anche tutti i token e le altre attività basate su blockchain, compresi gli NFT. Al momento si parla di currency token (stablecoin e CBDC), utility token, NFT e security token, tuttavia sono concetti ancora da chiarire con le normative attuative.

Citando la Legge, per cripto-attività si intende: “rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga”.

Vediamo nei prossimi paragrafi tutte le implicazioni di questa definizione.

Tassazione criptovalute: l’imposta sulle plusvalenze e altri proventi

Andiamo subito alle questioni di maggiore impatto nella vita di tutti i giorni: il pagamento delle imposte. Quando avviene, e a quanto ammonta?

L’imposta si applica alle plusvalenze e altri proventi realizzati durante l’anno fiscale oltre i 2000€, con un’aliquota del 26%.

Qui il passaggio della legge: “le plusvalenze e gli altri proventi realizzati mediante rimborso o cessione a titolo oneroso, permuta o detenzione di cripto-attivita’, comunque denominate, non inferiori complessivamente a 2.000 euro nel periodo d’imposta.”

Chiariamo i concetti di base per i meno esperti sulla tassazione delle criptovalute, facendo alcune doverose precisazioni.

Le plusvalenze e minusvalenze sono rispettivamente i profitti e le perdite realizzati tramite la permuta di criptovalute, ossia la conversione da cripto-attività a valuta fiat o diverso tipo di cripto-attività. 

Non rientrano tra le attività fiscalmente rilevanti:

  • Conversioni da cripto-attività a cripto-attività dello stesso tipo, ad esempio da BTC a ETH. Infatti: “Non costituisce una fattispecie fiscalmente rilevante  la  permuta  tra  cripto-attivita’ aventi eguali caratteristiche e funzioni

Rientrano tra le attività fiscalmente rilevanti:

  • Conversioni da cripto-attività a fiat anche senza prelevare queste ultime
  • Conversioni da cripto-attività a fiat su qualunque exchange o wallet sia italiano che estero
  • Conversioni da cripto-attività di un tipo a cripto-attività di un altro, ad esempio acquisti o vendite di NFT con criptovaluta.
  • Acquisti di beni o servizi con cripto-attività. 

Riguardo le minusvalenze, in particolare, queste vanno algebricamente sommate alle plusvalenze, ma possono anche essere scorporate sui periodi successivi, ma solo se di importi superiori ai 2000€ e non oltre il quarto periodo. 

Inoltre è ancora da definirsi se considerare minusvalenze le perdite non dovute all’andamento di mercato, quali: smarrimento di chiavi private, frodi, attacchi informatici o fallimenti di exchange o altri servizi in cui i fondi non sono stati restituiti agli utenti.

La legge inerente la tassazione delle criptovalute parla delle plusvalenze, ma anche di “altri proventi” o “redditi diversi di natura finanziaria”. Con queste parole si indicano operazioni come staking, yield farming, lending, airdrop, cashback, che rientrano nel calcolo delle plusvalenze imponibili con gli stessi criteri. Secondo una possibile interpretazione anche il mining costituirebbe “reddito diverso”. Tuttavia questa attività potrebbe anche essere considerata cessione a titolo oneroso: si attendono chiarimenti.

Tornando alla normativa sulla tassazione delle criptovalute, l’aliquota è rimasta invariata al 26% e viene applicata al totale delle plusvalenze e degli altri proventi annuali.

Prima della tassazione: come funziona la dichiarazione

Mettiamo le cose in chiaro: rimane l’obbligo di dichiarare le proprie cripto-attività, in modo da consentire il monitoraggio fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ma come funziona?

Si compila sempre il quadro RW, dove si specifica il valore iniziale delle cripto-attività e quello finale al 31/12. Nel caso di plusvalenze, si compila anche il quadro RT con il metodo LIFO, ossia assumendo che le ultime unità acquistate siano le prime ad essere state vendute.

Sulle fonti da consultare per determinare il valore delle cripto-attività o sulle modalità di calcolo, non c’è menzione nel testo della legge, che raccomanda solamente di utilizzare dati certi e precisi. Attenzione: in caso il contribuente non specifichi il costo iniziale delle cripto-attività, questo sarà considerato pari a zero, aumentando quindi significativamente il calcolo delle plusvalenze.

Per dichiarare crypto di anni precedenti a quello interessato, il valore da considerare è quello al 1 gennaio dell’anno in corso. 

Per quanto riguarda invece acquisti di cripto-attività per successione (eredità) o donazione, si assume come valore iniziale quello dichiarato o trasmesso.

Riguardo il valore delle cripto-attività, mancano specifiche su come considerare quello degli NFT.

Un punto molto interessante è quello sul regime di risparmio amministrato: la normativa include la possibilità agli exchange e servizi simili residenti in Italia di diventare sostituti d’imposta, il che solleverebbe i loro utenti dal compito della dichiarazione. Anche su questo tema sono necessari diversi chiarimenti da parte delle istituzioni.

Scopri il Report Fiscale su Young Platform Web!

Come fare la dichiarazione nel 2023?

Arriviamo alle questioni urgenti: che fare quest’anno? 

Innanzitutto, la legge è entrata in vigore dal 1° gennaio 2023, tuttavia specifica che la dichiarazione dei redditi del 2022 va compilata quest’anno secondo le regole precedenti, ossia considerando le criptovalute come valute estere, e che questa dichiarazione è obbligatoria. Le nuove norme si applicheranno invece durante le pratiche del 2024 sui redditi del 2023.

Come mettersi in regola per gli anni precedenti

Se quest’anno ti trovi per la prima volta a dichiarare le tue cripto-attività, o hai saltato qualche anno, hai l’occasione di dichiarare anche quelle detenute durante gli anni precedenti al 2022 presentando un’“istanza di emersione” tramite l’apposito modello. Naturalmente per mettersi in regola è richiesto il versamento di una mora, ma questa è ridotta grazie alla sanatoria e dipende da alcune condizioni.

  • Non avevi compilato la dichiarazione e non avevi realizzato plusvalenze – la  sanzione ammonta al 0,5% annuo calcolato sul valore delle cripto-attività non dichiarate, per ogni anno non dichiarato. 
  • Non avevi compilato la dichiarazione e avevi realizzato plusvalenze – in questo caso si paga sia la sanzione per la mancata dichiarazione che quella sul mancato pagamento delle imposte: 0,5% + 3,5% annuo sul valore delle cripto-attività detenute al termine di ciascun anno oppure al momento della cessione.

Attenzione però: queste sono le misure imposte dal fisco, che non escludono eventuali procedure penali.

La sanatoria in ogni caso è al vaglio di costituzionalità poiché di fatto se la legge è in vigore dal 2023, non potrebbe essere retroattiva per il 2022.

Novità: l’imposta di bollo

La novità più criticata sulla tassazione delle criptovalute è sicuramente il versamento del bollo del 2 per mille sul totale detenuto in cripto-attività, in quanto trova scarsa giustificazione. Al momento sappiamo solamente che la prima scadenza è per il 30 giugno 2024.

La rivalutazione e imposta sostitutiva del 14% 

La nuova norma sulla tassazione delle criptovalute prevede anche l’affrancamento (o rivalutazione) delle cripto-attività, da richiedere entro il 30 Settembre 2023

Questo significa che è possibile dichiarare il valore di ogni cripto-attività al 1° gennaio 2023 invece che alla data effettiva di acquisto e versare un’imposta sostitutiva del 14% in 3 rate annuali invece che il 26%. In questo caso però le minusvalenze non si potranno dedurre, ma verranno considerate solo le plusvalenze per calcolare l’imponibile.

Questa opzione può essere conveniente per gli early adopters, ossia coloro che hanno acquistato criptovalute diversi anni fa, le hanno conservate e hanno realizzato un elevato guadagno durante il 2023. In questo caso la rivalutazione ridurrebbe le plusvalenze e di conseguenza anche le imposte dovute.

L’onere di prova

Queste sono le principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio. A questo punto potrebbero sorgere diverse domande.

Ad esempio: come fa l’Agenzia delle Entrate, allo stato dell’arte, a verificare che le attività dichiarate corrispondono al vero?

Attualmente, non ha risorse sufficienti per farlo, tuttavia è necessario prepararsi a questa eventualità. L’”onere di prova”, ossia a carico di chi sia il dovere di dimostrare l’autenticità di quanto dichiarato, non è ancora specificato dalla legge. 

Al momento, inoltre, gli exchange sono obbligati a richiedere la verifica dell’identità (KYC) e a fornire alle autorità dati sugli utenti a fini di antiriciclaggio e prevenzione di attività criminali, perdipiù con la nuova direttiva europea gli exchange saranno obbligati a fornire dati sulle transazioni degli utenti anche alle autorità fiscali.

Queste informazioni potrebbero comunque essere incomplete per quanto riguarda operazioni che esulano dagli exchange e altri servizi centralizzati. Di conseguenza, può essere conveniente preparare delle dimostrazioni in anticipo. Screenshot, ricevute e reportistica possono aiutare in caso di richieste di approfondimento o multe.

Cosa cambia, cosa resta uguale e i punti da definire

La regolamentazione è appena nata e si sta formando: facciamo dunque un riepilogo delle novità per il 2023 e a che punto siamo sulla tassazione delle criptovalute.

Cosa resta uguale

Ci sono alcuni punti fermi che ci portiamo dagli anni scorsi: 

  • l’aliquota del 26% (eccetto in caso di rivalutazione)
  • l’obbligo di dichiarazione

Cosa cambia

I cambiamenti sono numerosi:

  • Viene meno l’assimilazione alle valute estere
  • La definizione di cripto-attività
  • La definizione di “altri proventi”
  • La definizione approfondita di plusvalenze
  • La plusvalenza minima fiscalmente rilevante di 2000€
  • La sanatoria per gli anni precedenti
  • Il pagamento dell’imposta di bollo
  • La possibilità di rivalutazione

Cosa resta da definire

Nel corso dei mesi alcuni punti sono stati interpretati da diversi professionisti, ma ci sono ancora numerose questioni da approfondire da parte della legge.

  • Se la sanatoria sia obbligatoria, in quanto la legge non può essere costituzionalmente retroattiva.
  • L’inquadramento del mining
  • Se le cripto-attività sono da includere nell’ISEE
  • Quali valori dichiarare per gli NFT
  • Di chi sia a carico l’onere di prova
  • Come gli exchange possano diventare sostituti d’imposta
  • Se considerare minusvalenze i fondi perduti per fallimenti di servizi, frodi o smarrimento di chiavi private
  • Le definizione delle categorie di cripto-attività e di conseguenza quali sono le permute imponibili

Tassazione criptovalute Italia 2023: come prepararsi

Di seguito, alcune cose che puoi fare per gestire al meglio il monitoraggio delle tue cripto-attività:

  • Pianifica le tue vendite: se prevedi di vendere criptovalute o realizzare altro tipo di plusvalenze, puoi farlo in modo strategico per evitare che l’impatto fiscale azzeri i tuoi profitti.
  • Scarica ricevute ed estratti conto: dalla tua banca o servizio di pagamento in fiat puoi richiedere le ricevute di bonifici o pagamenti verso exchange ed altri servizi crypto.
  • Scarica i report e cronologia delle transazioni: ottieni i report da ogni piattaforma crypto che utilizzi, quindi exchange, wallet e servizi CeFi. Young Platform fornisce un Report Fiscale che considera la tua attività sia sull’exchange che su Metamask. 
    NB: Archivia tutto con cura in modo da ritrovare questi documenti e prove in futuro.
  • Consulta un professionista: se non sei sicur* di come gestire la tassazione delle criptovalute, rivolgiti a un commercialista o a un consulente fiscale esperto in materia. Loro sapranno guidarti attraverso il processo e assicurarsi che tu rispetti tutte le norme fiscali.

Seguiremo i prossimi sviluppi e terremo questo articolo aggiornato. Intanto, questo è tutto quello che devi sapere sulla legge in Italia per la tassazione delle criptovalute nel 2023.

Il significato di “Open Source” per le blockchain: decentralizzazione e trasparenza

Open Source: il significato nella blockchain

Chi dice “blockchain” dice “open source”. Ma qual è il significato di questo termine che descrive uno degli ideali più importanti del mondo crypto?

Qual è il significato di “open source” e perché viene associato alla blockchain? Il termine in informatica descrive un metodo di sviluppo dei software, in cui il codice sorgente (che contiene tutte le istruzioni di un programma) è “aperto” ovvero consultabile e riutilizzabile da chiunque. 

Le blockchain e le dapp costruite sopra sono quasi sempre open source. Questa caratteristica rende i prodotti del mondo crypto trasparenti, liberi, decentralizzati e modificabili da tutti e perciò coerenti con i principi di “partecipazione” che il Web3 intende rappresentare. Scopri il significato di open source nella blockchain e la storia del termine in questo articolo.

Che cosa significa open source? Il significato e la storia del termine

Per comprendere a pieno il significato di open source nella tecnologia blockchain è necessario prima dare una definizione generale. Un programma open source non è altro che un codice informatico progettato per essere accessibile pubblicamente.

Non è un concetto o un termine nuovo; già dagli anni ‘50 i primi che hanno  gettato le fondamenta di internet e costruito i primi protocolli per le telecomunicazioni lo hanno fatto con l’idea di aprire le proprie ricerche a chi voleva contribuire. 

L’Advanced Research Projects Agency Network (ARPANET), diventata in seguito la base di internet che tutti conosciamo e utilizziamo, sosteneva un processo di lavoro libero, che promuove  la condivisione di revisioni e feedback tra sviluppatori e utenti. Così “open source” è diventato un termine che indica un vero e proprio metodo di lavoro

Perciò il significato di open source nella tecnologia blockchain (e non solo) è proprio questo: un approccio allo sviluppo di software decentralizzato e collaborativo che si basa sul meccanismo della peer review. Ovvero su revisioni condotte da altri sviluppatori o dagli utenti. Questo metodo di lavoro promuove la trasparenza perché tutti possono vedere con i propri occhi il lavoro svolto, nonché la collaborazione per un obiettivo comune dato che chiunque può accedere e suggerire modifiche al codice sorgente.

Alcuni esempi di programmi open source nella blockchain

Il codice open source è uno dei principi cardine della blockchain, e senza questa caratteristica, l’intera tecnologia perderebbe di significato. Fin dalla sua nascita la blockchain e di conseguenza le criptovalute hanno condiviso l’ideale che questo metodo di lavoro incarna. 

Lo stesso codice di Bitcoin, è open source. Ethereum ha introdotto gli smart contract, e quindi la possibilità di creare applicazioni decentralizzate (dapp), consentendo a tutti gli utenti di accedere al suo codice. Anche le dapp che potresti aver già utilizzato sono spesso copie di altre applicazioni alle quali vengono apportate alcune modifiche, attraverso il codice. L’esempio più lampante in questo senso è Sushiswap, un’exchange decentralizzato costruito modificando il codice sorgente di quello che è oggi il suo principale competitor: Uniswap. E infine i fork, che sono per definizione delle copie di altre blockchain, non esisterebbero se il mondo crypto non si basasse su programmi open source.

Ecco dunque il significato di open source nella tecnologia blockchain. Un aggettivo che descrive progetti, prodotti e applicazioni costruite secondo i principi di scambio aperto, partecipazione collaborativa, trasparenza e sviluppo orientato alla comunità. Questo metodo di sviluppo condivide gran parte dei principi cardine della tecnologia blockchain, in particolare quello della trasparenza e della decentralizzazione.

Come si effettua il calcolo dello stipendio netto? Ecco la guida pratica

Calcolo stipendio netto: ecco come fare

Quanto guadagni davvero? Scopri come fare il calcolo dello stipendio al netto delle detrazioni fiscali e delle imposte sul reddito

Sai come effettuare il calcolo dello stipendio netto? Molto probabilmente conosci la tua retribuzione annua lorda, ovvero la RAL, ma sai realmente quanto guadagni, ovvero quanto denaro riceverai nel corso dell’anno? 

Conoscere il tuo stipendio netto è molto importante dato che parte del tuo salario verrà trattenuto dallo Stato attraverso le imposte sul reddito e le contribuzioni previdenziali. Questo calcolo ti permette di conoscere il denaro che hai a disposizione per affrontare le spese quotidiane e quanti soldi puoi dedicare ai tuoi investimenti. Scopri come si esegue il calcolo dello stipendio netto in questa guida!

Che cos’è lo stipendio netto?

Per scoprire come svolgere l’esatto calcolo dello stipendio netto è innanzitutto necessario capire di cosa stiamo parlando. Si tratta dell’importo effettivo che viene accreditato sul conto bancario di un lavoratore. Spesso il valore netto può discostarsi significativamente da quello lordo, che viene indicato sul contratto di lavoro o sulla lettera di assunzione. Per essere in grado di effettuare il calcolo è quindi indispensabile conoscere i fattori che influiscono sul suo valore finale, come spese e agevolazioni. 

Cosa influisce sul tuo stipendio?

Vediamo ora quali sono i principali fattori che influenzano il valore dello stipendio e impongono il calcolo del netto dal lordo: imposte sul reddito, contribuzioni previdenziali e le detrazioni fiscali.

  • Le detrazioni fiscali sono agevolazioni che riducono le imposte che un lavoratore deve pagare. Esistono diverse detrazioni fiscali comuni, come ad esempio quelle per i figli a carico, le spese mediche, l’acquisto di una casa o le spese per l’istruzione.
  • Le imposte sul reddito rappresentano l’importo che ogni lavoratore deve versare allo Stato in base alle aliquote fiscali stabilite. L’imposta sul reddito che devono pagare le persone fisiche si chiama IRPEF ed è progressiva, ovvero la sua aliquota varia in relazione all’ammontare del reddito imponibile. Ad esempio se il reddito imponibile di un lavoratore è inferiore a 15.000€ esso pagherà un’aliquota del 23% mentre se è compreso tra i 15.000€ e i 28.000 pagherà il 25% e così via.
  • Le contribuzioni previdenziali sono invece gli importi che il lavoratore deve obbligatoriamente versare all’INPS e che verranno, in parte, restituiti al lavoratore attraverso la pensione. Queste contribuzioni vengono solitamente trattenute direttamente dallo stipendio lordo prima del calcolo dello stipendio netto. Le percentuali delle contribuzioni previdenziali possono variare a seconda del paese e del regime previdenziale adottato, in italia, per i lavoratori dipendenti sono del 9,19%.

La procedura per calcolare lo stipendio netto

Ora che sai quali fattori devi considerare per il calcolo del proprio stipendio netto,  vediamo il procedimento “passo dopo passo”:

  1. Calcolare lo stipendio lordo: ovvero l’importo totale dello stipendio prima delle detrazioni fiscali e delle contribuzioni previdenziali. Questa è la RAL (retribuzione annua lorda) che hai concordato con il tuo datore di lavoro quando hai firmato il contratto.
  1. Determinare le contribuzioni previdenziali che devi pagare: ad esempio le assicurazioni sociali e i contributi pensionistici obbligatori e trovare di conseguenza il reddito imponibile.
  1. Calcolare l’imposta sul reddito (IRPEF) moltiplicando il reddito imponibile per l’aliquota: attraverso questa operazione si trovano le imposte lorde, a cui andranno poi sottratte le detrazioni fiscali. Ci sono anche altre imposte sul reddito sempre di questo tipo come l’IRPEF regionale e quello comunale. In questo articolo li tralasceremo per semplificare il procedimento.
  1. Identificare le detrazioni fiscali: è necessario raccogliere tutte le informazioni necessarie per determinare le detrazioni fiscali a cui hai diritto. Queste possono includere detrazioni per i figli a carico, spese mediche, interessi sui mutui o altre più specifiche previste dalla legislazione fiscale in vigore. Sottraendo l’ammontare totale di questi benefici dalle imposte lorde si individuano le imposte nette.
  1. Ricavare la retribuzione netta: sottraendo al reddito imponibile l’imposta netta e sommando eventuali bonus (ad esempio l’ex bonus Renzi di 100€ per i lavoratori che percepiscono un reddito inferiore ai 28.000€ ).

Calcolo stipendio netto: esempio pratico

Se non hai ancora compreso a pieno come effettuare il calcolo dello stipendio netto potrebbe essere utile un esempio pratico. Quanto denaro riceve effettivamente  un lavoratore che percepisce una RAL di 20.000 € e che possiede due figli a carico che gli garantiscono delle detrazioni fiscali per 2.000€ all’anno?

  1. Calcolo del reddito imponibile

Reddito imponibile = retribuzione lorda – contributi INPS a carico del dipendente (9,19%)

20.000€ – (9,19% x 20.000€) = 

20.000€ – 1.838€ = 18.162€

  1. Calcolo dell’imposta lorda (IRPEF)

25% di 18.162€ = 4.540,5€

  1. Calcolo dell’imposta netta = IRPEF – detrazioni fiscali

4.540,5€ – 2.000€ = 2.540,5€

  1. Stipendio netto = reddito imponibile – imposta netta + eventuali bonus

18.162€ – 2.540,5€ = 15.621,5€

Ora che sai quali sono i passaggi principali per effettuare il calcolo dello stipendio netto non ti resta che provare tu stesso in modo da assimilare bene il procedimento da svolgere. In questo modo, nel caso tu debba valutare un’offerta di lavoro, potrai sapere con esattezza quanto denaro riceverai sul tuo conto corrente.

FAQ: Salvadanaio 2.0

faq salvadanaio

Hai qualche dubbio o domanda sui nuovi Salvadanai? Ecco un riepilogo delle novità, dritto al punto!

Nell’annuncio ufficiale sul Salvadanaio trovi tutte le informazioni importanti, ma se hai perso qualche dettaglio o se ne vuoi di più, ecco un elenco di possibili domande e delle relative risposte. 

In cosa consiste la promozione sui Salvadanai?

Fino al 30 giugno gli acquisti tramite i Salvadanai personalizzati e tematici sono gratuiti: questo significa che non pagherai le commissioni di acquisto, sia per gli acquisti ricorrenti che per quelli unici effettuati per nutrire il Salvadanaio. 

Lo sconto non si applica ai Salvadanai singola valuta.

Se hai già uno sconto sugli acquisti, non è cumulabile.

Perché il saldo dei miei vecchi salvadanai è stato azzerato?

Per implementare i nuovi Salvadanai, è stato necessario apportare alcune modifiche ai Salvadanai esistenti.

Se avevi un Salvadanaio con associato un acquisto ricorrente attivo, il saldo messo da parte fino al 4 maggio 2023 è stato trasferito al Portafoglio Principale della rispettiva criptovaluta. Il Salvadanaio rimane attivo, così come l’acquisto ricorrente associato. Gli acquisti ricorrenti ripartiranno alla frequenza impostata.

Se avevi un Salvadanaio senza un acquisto ricorrente associato, il saldo totale del Salvadanaio è stato trasferito al Portafoglio Principale della rispettiva criptovaluta e il Salvadanaio è stato chiuso.

Cosa cambia rispetto ai vecchi Salvadanai?

Il cambiamento principale è la possibilità di costruire un Salvadanaio contenente più di una criptovaluta. La possibilità di includerne solo una, tuttavia, è ancora presente con il “Salvadanaio singola valuta”.

Quali sono le criptovalute compatibili con il Salvadanaio?

  • Bitcoin (BTC)
  • Ethereum (ETH)
  • Young (YNG)
  • Ripple (XRP)
  • Cardano (ADA)
  • Polygon (MATIC)
  • Dogecoin (DOGE)
  • Polkadot (DOT)
  • Uniswap (UNI)
  • Decentraland (MANA)
  • The Sandbox (SAND) 
  • Aave (AAVE)
  • Chainlink (LINK)
  • Litecoin (LTC)
  • Avalanche (AVAX)
  • Axie Infinity (AXS)
  • Basic Attention Token (BAT)
  • Solana (SOL)
  • Pax Gold (PAXG)
  • Fantom (FTM)
  • Arbitrum (ARB)
  • Optimism (OP)

Quali sono i Salvadanai tematici disponibili?

I Salvadanai tematici sono dei mix di criptovalute già pronti, e divisi per struttura e applicazione dei progetti crypto associati.

I Salvadanai tematici disponibili sono i seguenti:

  • Web3 (DOT, LINK, UNI, BAT, MANA)
  • Metaverse (SAND, MANA, AXS)
  • PoW (BTC, LTC, DOGE)
  • Smart Contract (AVAX, ADA, ETH, DOT, MATIC)
  • DeFi (AAVE, UNI, LINK)
  • Popular (BTC, ETH, YNG, XRP)
  • Artificial Intelligence (NEAR, RNDR, GRT)

Quanti Salvadanai posso creare?

  • Salvadanaio singola valuta: 1 per ogni criptovaluta disponibile
  • Salvadanaio tematico: 1 per tipologia
  • Salvadanaio personalizzato: nessun limite

Quante crypto posso mettere in un solo Salvadanaio personalizzato?

Da 2 a 5.

Come decido le percentuali da attribuire a ogni criptovaluta del Salvadanaio personalizzato o tematico?

Non c’è un metodo unico: studia le criptovalute che scegli di inserirvi, il loro rischio e rendimento, e quanto sei disposto a spendere per ognuna. Se hai dubbi, puoi sempre scegliere i Salvadanai singola valuta e limitarti a una crypto per volta.

Come si crea un Salvadanaio tematico?

  • Accedi alla sezione Salvadanai;
  • Premi sul tasto verde “+ Nuovo Salvadanaio”;
  • Seleziona il Salvadanaio tematico;
  • Scegli il Salvadanaio che preferisci;
  • Seleziona la percentuale che ogni criptovaluta occuperà all’interno del nuovo Salvadanaio;
  • Ti comparirà l’indicazione dell’importo minimo da rispettare, ricordala per i prossimi passaggi;
  • Scegli la frequenza dell’acquisto ricorrente;
  • Seleziona il metodo di pagamento per l’acquisto ricorrente;
  • Inserisci l’importo dell’acquisto ricorrente, rispettando l’importo minimo indicato precedentemente. L’importo inserito sarà distribuito sulle diverse criptovalute secondo le percentuali che hai specificato precedentemente;
  • Premi “Anteprima Salvadanaio” e controlla che tutti i dettagli siano corretti;
  • Premi “Crea Salvadanaio” per confermare e procedere col primo acquisto.

Come si crea un Salvadanaio personalizzato?

  • Accedi alla sezione Salvadanai;
  • Premi sul tasto verde “+ Nuovo Salvadanaio”;
  • Seleziona il Salvadanaio personalizzato;
  • Seleziona le criptovalute da includervi
  • Procedi cliccando su “Imposta distribuzione”
  • Seleziona la percentuale che ogni criptovaluta occuperà all’interno del nuovo Salvadanaio;
  • Ti comparirà l’indicazione dell’importo minimo da rispettare, ricordala per i prossimi passaggi;
  • Scegli la frequenza dell’acquisto ricorrente;
  • Seleziona il metodo di pagamento per l’acquisto ricorrente;
  • Inserisci l’importo dell’acquisto ricorrente, rispettando l’importo minimo indicato precedentemente. L’importo inserito sarà distribuito sulle diverse criptovalute secondo le percentuali che hai specificato precedentemente;
  • Premi “Anteprima Salvadanaio” e controlla che tutti i dettagli siano corretti;
  • Premi “Crea Salvadanaio” per confermare e procedere col primo acquisto.

Che metodi di pagamenti posso utilizzare per creare Salvadanai?

Puoi ricaricare il tuo Salvadanaio tramite il Portafoglio EUR di Young Platform oppure con carta di pagamento. 

Qual è l’importo minimo con cui posso creare un Salvadanaio?

  • Salvadanaio singola valuta: 20€
  • Salvadanaio tematico e personalizzato: variabile in base alle criptovalute scelte e al loro importo minimo. Sarà indicato al momento della distribuzione delle criptovalute scelte.

Qual è l’importo massimo che posso mettere in un Salvadanaio?

L’importo massimo selezionabile per l’acquisto singolo o ricorrente è 250€, tuttavia il saldo totale del Salvadanaio non ha limite.

Come si modifica un Salvadanaio?

  • Modificare l’acquisto ricorrente: dalla pagina del Salvadanaio interessato puoi modificare l’acquisto ricorrente disattivandolo e riattivandolo.
  • Aggiungere o togliere criptovalute: dalla pagina del Salvadanaio interessato premi sul bottone “Trasferisci”
  • Modificare le percentuali, le criptovalute o altre modifiche: dalla pagina del Salvadanaio interessato, disattivare l’acquisto ricorrente, poi andare nelle impostazioni del Salvadanaio cliccando sull’icona della rotellina e chiudere il Salvadanaio per riaprirlo con le impostazioni desiderate.

Come si chiude un Salvadanaio?

Dalla pagina del Salvadanaio interessato, disattivare l’acquisto ricorrente, poi andare nelle impostazioni del Salvadanaio cliccando sull’icona della rotellina e confermare l’eliminazione.

Cosa succede se chiudo un Salvadanaio?

Le criptovalute contenute nel Salvadanaio saranno spostate nel Portafoglio principale. Non saranno né vendute né convertite.

Attivare l’acquisto ricorrente è obbligatorio?

L’attivazione è automatica alla creazione del Salvadanaio, ma puoi disattivarlo quando desideri. Basta andare nella pagina del Salvadanaio specifico e cliccare sulla spunta accanto alla voce “Acquisto ricorrente” e confermare per disattivarlo.

Che differenza c’è tra Salvadanaio e acquisto ricorrente?

L’acquisto ricorrente è la possibilità di automatizzare un acquisto di qualsiasi criptovaluta o Salvadanaio, periodicamente. Mentre il Salvadanaio è semplicemente la sezione in cui conservare criptovalute senza scambiarle, l’acquisto ricorrente è la funzionalità che permette di nutrire un Salvadanaio costantemente. Tuttavia, l’acquisto ricorrente può essere impostato anche sul Portafoglio Principale.

Che differenza c’è tra Portafoglio principale e Salvadanaio?

Dal Salvadanaio non puoi vendere criptovalute: è necessario prima spostarle sul Portafoglio Principale.

Inoltre, nel Portafoglio Principale non è possibile creare gruppi di criptovalute e acquistarle insieme automaticamente seguendone le statistiche.

Che differenza c’è tra il Salvadanaio singola valuta e il Salvadanaio vecchio?

Non ci sono differenze sostanziali: entrambi permettono di creare un Salvadanaio contenente una sola criptovaluta. 

I cambiamenti applicati dall’aggiornamento del 4 maggio 2023 consistono nell’aggiunta di ulteriori criptovalute tra quelle disponibili per la funzionalità e il miglioramento dell’esperienza in generale.