Cosa cambia su Young Platform con la MiCAR

Prima di iniziare: cos’è la MiCAR e perché ti riguarda!

La MiCAR (che sta per Markets in Crypto-Assets Regulation) è il regolamento europeo che dal 30 giugno 2026 disciplina in modo uniforme in tutta l’Unione Europea il funzionamento delle piattaforme di crypto come Young Platform. È simile, per fare un paragone, a quello che è stata la normativa sulle banche negli anni Duemila: un insieme di regole che stabilisce come le crypto-piattaforme devono trattare i clienti, custodire i loro asset, dichiarare i rischi, gestire i conflitti di interesse e i reclami.

Young Platform è stata autorizzata come CASP (Crypto-Asset Service Provider, cioè prestatore di servizi crypto) da Consob e Banca d’Italia il 30 giugno 2026. Da quella data ha dovuto adeguare l’intera piattaforma. Questa guida ti spiega — nel concreto — cosa è cambiato dal tuo punto di vista di cliente.

Se hai già letto la guida “Base vs Pro” trovi qui le altre novità. Se non l’hai letta, ti consigliamo di leggerla prima, qui trovi il link: Guida per capire Young Platform Base e Young Platform Pro dopo la MiCAR: alcuni concetti (Bilaterale, Execution Policy, Order Book, Limit Order) ricorrono anche qui.

1. Il Token YNG resta solo su Base, non è più su Pro (temporaneamente)

Cosa è cambiato

Prima del 1° luglio 2026, potevi comprare e vendere il Token YNG (il token di Young Platform) sia su Young Platform Base sia su Young Platform Pro. Dal 1° luglio 2026 è disponibile solo su Base. Su Pro non è più possibile inserire ordini di acquisto o di vendita del YNG. Tutti gli ordini pendenti sul YNG che avevi su Pro sono stati chiusi automaticamente durante la finestra di manutenzione della notte fra il 30 giugno e il 1° luglio, e i tuoi euro/crypto ti sono stati restituiti sul saldo disponibile.

Attenzione: le tue posizioni in YNG che avevi in “cassaforte” (custodia) non sono state toccate. Se avevi 500 YNG nel tuo wallet, ce li trovi ancora. Solo il modo di comprarli e venderli è cambiato: adesso lo fai su Base.

Perché

Su Pro, Young Platform fa da intermediario e cerca la migliore controparte su mercati esterni (altri exchange). Ma il Token YNG non è ancora ammesso alla negoziazione su altri exchange qualificati con cui Young Platform sia collegata. Quindi, di fatto, su Pro non c’era 

Cosa devi fare tu

Se prima usavi Pro per comprare/vendere YNG, da oggi devi usare Base (exchange.youngplatform.com o l’app mobile aggiornata). Il resto del funzionamento è lo stesso: vedi il prezzo, hai 5 secondi per accettarlo, l’operazione si conclude direttamente con Young Platform.

Il servizio potrebbe tornare disponibile su Pro in futuro, se e quando il YNG verrà ammesso su exchange esterni qualificati. Young Platform lo comunicherà con largo anticipo.

2. Prelievi e depositi: le nuove verifiche sui trasferimenti

Questa è probabilmente la novità più visibile per chi trasferisce crypto fra Young Platform e wallet esterni. Le regole cambiano a seconda di dove vanno (o da dove vengono) le crypto, e a seconda dell’importo.

La regola fondamentale, valida sempre: puoi trasferire solo verso wallet tuoi

Prima di tutto, la cosa più importante da sapere e che vale per qualsiasi importo, senza eccezioni: non puoi mandare crypto da Young Platform a un wallet non-custodial (MetaMask, Ledger, Trezor, ecc.) intestato a qualcun altro. Nemmeno se è tuo padre, tua sorella, il tuo migliore amico o un fornitore. Lo stesso vale per i depositi in entrata: se una crypto entra sul tuo account Young Platform da un wallet non-custodial, quel wallet deve essere il tuo, non di terzi.

Questo divieto viene dal Regolamento europeo sulla Travel Rule (Regolamento UE 2023/1113) e vale a prescindere dalla soglia economica: anche un trasferimento da 5 euro è vietato se il wallet non-custodial di destinazione non è dimostrabilmente tuo. Se provi a farlo, la piattaforma blocca il trasferimento e le crypto restano bloccate finché non chiarisci l’operazione.

Per i wallet su altri exchange autorizzati (es. Coinbase, Kraken, ecc.) vengono comunque applicati controlli specifici.

Come Young Platform verifica che un wallet non-custodial sia davvero tuo

Un wallet non-custodial è quello in cui solo tu hai le chiavi private. Esempi: MetaMask, Ledger, Trezor, Trust Wallet, Rabby. Il modo in cui Young Platform accerta la titolarità cambia in base all’importo del trasferimento.

Se l’importo è inferiore a 1.000 euro: ti compare una schermata dedicata in cui devi spuntare un flag dichiarando, sotto la tua responsabilità, di essere l’unico proprietario del wallet e delle chiavi private. È un’autocertificazione vincolante: se dichiari il falso, ne rispondi personalmente. Senza spuntare il flag, il trasferimento non parte.

Se l’importo è pari o superiore a 1.000 euro: l’autocertificazione non basta più. Ti viene chiesta una firma crittografica vera e propria. Serve a dimostrare in modo oggettivo, non solo dichiarativo, che possiedi le chiavi private di quel wallet.

Cosa vuol dire “firma crittografica” in modo semplice

La firma crittografica è una firma matematica. Non è una dichiarazione a parole, è un’operazione tecnica: consiste nell’usare le chiavi private del tuo wallet per firmare un messaggio unico che Young Platform ti manda. Se sei davvero il proprietario del wallet, riesci a produrre quella firma. Se non lo sei, non ci riesci. È come se, per dimostrare di essere il proprietario dell’auto, non ti chiedessero solo il libretto ma anche di far partire il motore con la tua chiave davanti al notaio.

I passaggi in pratica sono guidati sullo schermo:

  1. Young Platform ti mostra un messaggio.
  2. Tu apri il tuo wallet non-custodial.
  3. Il wallet ti chiede di confermare la firma (di solito con Face ID, PIN o toccando il dispositivo Ledger/Trezor).
  4. Il wallet genera la firma e la comunica a Young Platform.

Se la firma è valida, Young Platform sblocca il trasferimento. Se non è valida (o non la fai), il trasferimento viene rifiutato e le tue crypto restano dove sono, sul tuo account Young Platform.

Il fornitore tecnico che Young Platform usa per gestire la verifica della firma si chiama Notabene, una piattaforma specializzata nella conformità alla Travel Rule.

Se il wallet è su un altro exchange 

Qui la logica è diversa. Un wallet su un altro exchange autorizzato non ha “chiavi private” che il cliente può firmare — le detiene l’exchange. Quindi la firma crittografica non si applica.

In questo caso, la Travel Rule prevede uno scambio automatico di dati tra Young Platform e l’altro exchange. Nel dettaglio:

  • Quando disponi il trasferimento, Young Platform ti chiede i dati anagrafici del beneficiario (nome, cognome, se coincide con te o meno).
  • Young Platform e l’altro exchange si scambiano queste informazioni in modo cifrato e automatico, usando uno standard tecnico internazionale chiamato IVMS101 (una specie di “linguaggio comune” fra le piattaforme).
  • Se l’altro exchange conferma i dati, il trasferimento va a buon fine.
  • Se l’altro exchange non risponde, o risponde con dati incompleti, il trasferimento resta temporaneamente bloccato e Young Platform ti chiede di integrare manualmente le informazioni mancanti prima di sbloccarlo.

Anche in questo caso, lo strumento tecnico è Notabene, che orchestra lo scambio dati tra le piattaforme.

Cos’è la Travel Rule (e perché esiste)

La Travel Rule è una regola introdotta dall’Unione Europea con il Regolamento UE 2023/1113. In sostanza dice: certi dati identificativi devono “viaggiare” con la transazione, così come avviene nei bonifici bancari internazionali. Se una banca fa un bonifico da 10.000 euro verso un’altra banca, deve indicare chi manda e chi riceve — nome, indirizzo, codice IBAN. La Travel Rule crypto fa la stessa cosa, con qualche adattamento tecnico (usa gli indirizzi blockchain al posto degli IBAN).

L’obiettivo è la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo: se ogni movimento crypto è tracciabile, diventa molto più difficile spostare denaro sporco attraverso le piattaforme regolate.

Cosa succede se il trasferimento si blocca

Può capitare, per varie ragioni tecniche:

  • l’altro exchange non risponde in tempo utile allo scambio dati;
  • i dati inviati sono incompleti;
  • il tuo wallet non-custodial non riesce a firmare per un errore tecnico;
  • l’indirizzo di destinazione risulta in una lista di indirizzi sospetti (sanzionati, legati a truffe note, ecc.).

In tutti questi casi, il trasferimento entra in stato di blocco temporaneo. Le tue crypto non escono dall’account e non arrivano al destinatario finché la situazione non si sblocca. Riceverai una notifica in-app che ti spiega cosa manca e cosa devi fare (per esempio: fornire di nuovo la firma, integrare i dati del beneficiario, contattare il Servizio Clienti).

Non spaventarti se succede: è un meccanismo di protezione, non una punizione. Se hai dubbi, contatta subito il Servizio Clienti.

Cosa è la Politica di Trasferimento (in senso ampio)

Vale la pena distinguere due documenti che si somigliano ma coprono cose diverse:

  • La Politica di Trasferimento di Cripto-attività (art. 82 MiCAR) è il documento in cui Young Platform descrive come offre il servizio di trasferimento come attività regolamentata: chi può trasferire, come si eseguono i trasferimenti, quali garanzie di sicurezza tecnica sono applicate, e così via.
  • La Procedura Travel Rule (Regolamento UE 2023/1113) è il documento più specifico che descrive come Young Platform raccoglie e scambia i dati che devono accompagnare ogni trasferimento crypto, e come applica la firma crittografica per i wallet non-custodial.

I due documenti si leggono in modo complementare.  

Cosa devi fare tu, in pratica

  • Se prelevi/depositi meno di 1.000 euro verso o da un wallet non-custodial tuo: spunta il flag di autocertificazione quando compare. Nient’altro.
  • Se prelevi/depositi 1.000 euro o più verso o da un wallet non-custodial tuo: preparati a fare la firma crittografica (installa il wallet sullo smartphone o collega il dispositivo hardware in anticipo).
  • Se il wallet è su un altro exchange: fornisci i dati anagrafici richiesti; il resto viene fatto in automatico dietro le quinte.
  • Non provare mai a mandare crypto a un wallet non-custodial di un’altra persona (nemmeno familiare): non è ammesso a nessuna soglia. Se devi far ricevere crypto a qualcuno, chiedigli di aprire un proprio account su Young Platform o su un altro exchange autorizzato.

3. Alcune criptovalute non sono più disponibili (il “delisting”)

Cosa è successo

Con l’entrata in vigore della MiCAR, Young Platform ha dovuto rivedere l’elenco delle crypto disponibili sulla piattaforma. Alcune sono state rimosse. Il termine tecnico è “delisting”, che semplicemente significa “toglierle dall’assortimento”. È un po’ come un supermercato che smette di vendere alcuni prodotti perché non conformi ai nuovi standard.

Perché

Le ragioni possono essere diverse a seconda della crypto:

  • Alcune stablecoin non hanno lo status di EMT (E-Money Token) sotto MiCAR e quindi non possono essere offerte in Europa. USDT (Tether) è l’esempio più noto: non essendo ancora conforme MiCAR, non può essere commercializzata come EMT nell’UE.
  • Alcune crypto sono considerate ad alto rischio (bassa liquidità, rischi tecnici, dubbi sulla governance del progetto).
  • Alcune crypto non hanno un White Paper conforme MiCAR notificato all’autorità competente, requisito ora obbligatorio per essere offerte al pubblico europeo.

L’elenco aggiornato delle crypto disponibili è sempre consultabile su youngplatform.com/exchange/listed/ e sui Termini e Condizioni.

Cosa devi fare tu

Hai ricevuto una comunicazione dedicata da Young Platform con le opzioni disponibili (convertire, prelevare verso un wallet esterno, ecc.) e una scadenza per decidere. Se non ricordi di aver ricevuto la comunicazione, verifica la casella email associata all’account. In caso di dubbi, contatta il Servizio Clienti.

4. Alcuni “pair” cambiano: da USDC a EUR

Cos’è un “pair”

Un pair (o “coppia di scambio”) è la combinazione di due valute che scambi. Se compri Bitcoin pagando in euro, il pair è BTC/EUR. Se compri Bitcoin pagando in USDC (una stablecoin ancorata al dollaro), il pair è BTC/USDC.

Cosa è cambiato

Dopo il 1° luglio 2026, Young Platform ha convertito alcuni pair da USDC a EUR.  

Perché

Due ragioni principali:

  1. Per te è più semplice: quando compri in EUR sai esattamente quanto stai spendendo nella tua valuta. Compri in USDC significa fare due passaggi mentali (converto euro in USDC, converto USDC in BTC) e ogni passaggio ha un piccolo costo. Per l’utente retail europeo, il pair EUR è più intuitivo.
  2. Regolamentazione: con MiCAR, offrire pair contro stablecoin conformi a determinati requisiti (EMT autorizzati) è più oneroso in termini di controlli e disclosure. In alcuni casi, per semplicità operativa, è preferibile per Young Platform gestire il pair direttamente in euro.

Cosa devi fare tu

Se prima operavi abitualmente contro USDC su determinate crypto, controlla se il pair è cambiato in EUR. Se sì, non c’è nulla di preoccupante: continui a fare la stessa operazione, solo che paghi e ricevi euro invece di USDC. Se ti serve comunque USDC, puoi comprarlo separatamente come qualsiasi altra crypto.

5. Salvadanaio (acquisti ricorrenti) e Staking Ricorrente

Cos’ è il Salvadanaio 

La funzionalità Salvadanaio ti consente di programmare acquisti automatici e ricorrenti (su base settimanali, bisettimanale o mensile) su una o più crypto supportate. 

Gli acquisti ricorrenti del Salvadanaio si basano sullo stesso modello di Scambio Bilaterale descritto nella guida “Base vs Pro“. In ogni caso, qui sotto trovi un riassunto – ma ti consigliamo di leggere la guida. 

Cosa è cambiato

Semplicemente, quando premi “Compra”, compri le crypto direttamente da Young Platform. La piattaforma fa da unico negoziante: è Young Platform che ti vende (o riacquista) da te le crypto al prezzo che vedi sullo schermo. 

Al momento della creazione di un piano di acquisto ricorrente tramite Salvadanaio, ti verrà chiesta l’autorizzazione preventiva per eseguire gli ordini: è ovviamente un modo per automatizzare e semplificare il processo di acquisto ricorrente.  

Quando completi un acquisto ricorrente tramite Salvadanaio, Young Platform applica una commissione pari all’1,89% sul controvalore dell’operazione, laddove l’ordine superi i 100€ – per avere una panoramica completa delle commissioni, ti suggeriamo di visitare questa pagina.

Naturalmente, puoi modificare, sospendere o cancellare il Salvadanaio in qualsiasi momento, con effetto sull’ordine successivo precedentemente programmato.

Cos’è lo Staking Ricorrente

Lo Staking Ricorrente ti permette di programmare acquisti automatici di crypto (anche qui su base settimanale, bisettimanale o mensile). Una volta acquistate, le crypto vanno dritte nel tuo Staking Wallet – che descriveremo a brevissimo – per iniziare a generare ricompense in automatico, senza che tu debba fare altro.

Come nel caso precedente, anche gli acquisti effettuati tramite Staking Ricorrente seguono il modello dello Scambio Bilaterale.

Cosa è cambiato

Ogni acquisto programmato tramite Staking Ricorrente funziona esattamente come quelli autorizzati tramite la funzionalità Salvadanaio: compri le crypto direttamente da Young Platform al prezzo di mercato calcolato in tempo reale, con una commissione che segue lo stesso schema linkato poco sopra.

Non appena l’acquisto si conclude, le crypto verranno spostate immediatamente nel tuo Staking Wallet. Ne parliamo in modo approfondito nel prossimo paragrafo ma ricorda che, dal punto di vista legale, il servizio di Staking ha un contratto a sé e non è regolato dalla MiCAR.

Attivando il piano autorizzi in anticipo sia l’acquisto che il posizionamento nello Staking Wallet, con tutti i costi in chiaro fin dall’inizio e, come nel caso del Salvadanaio, puoi modificare, sospendere o cancellare il tuo piano in qualsiasi momento. La modifica sarà valida a partire dall’acquisto successivo.

In caso di sospensione o cancellazione, i fondi che hai già accumulato restano al sicuro nello SIn caso di cancellazione di uno o più stake, i fondi che hai già accumulato vengono spostati automaticamente al tuo Portafoglio Principale.

Lo Staking Wallet non è un servizio MiCAR

Cos’è lo Staking Wallet

Lo Staking Wallet è il servizio di Young Platform che ti permette di mettere in “staking” alcune tue crypto (Ethereum ad esempio) e riceverne un reward periodico. Tecnicamente, quando fai staking la tua crypto viene “immobilizzata” per contribuire al funzionamento della blockchain, e in cambio ricevi una ricompensa periodica.

Perché ci teniamo a precisare che “non è un servizio MiCAR”

Perché la MiCAR non regola direttamente lo staking. Il regolamento europeo copre attività come lo scambio di crypto (art. 77), l’esecuzione di ordini per conto dei clienti (art. 78), la custodia (art. 75), il trasferimento (art. 82), la consulenza, la gestione discrezionale e il collocamento. Ma non lo staking come servizio a sé.

Questo ha due conseguenze pratiche importanti:

  • Le tutele MiCAR (per esempio la segregazione della custodia, la disclosure sui rischi, i requisiti sui provider) si applicano al servizio di custodia sottostante, non allo staking come tale.
  • Lo staking ha rischi specifici che non sono coperti dal quadro MiCAR e che devi conoscere prima di attivarlo: rischio di slashing (una parte della crypto in staking può essere “confiscata” se il validatore commette errori), rischi legati al protocollo (per esempio Lido per Ethereum), possibili periodi di lock-up dove non puoi ritirare, e rischio di de-peg per i token derivati come wstETH (Wrapped Staked Ether).

Cosa devi fare tu

Se usi lo Staking Wallet, leggi con attenzione i Termini e Condizioni specifici dello Staking Wallet e le informative sui rischi dedicate (pubblicate su youngplatform.com/staking-wallet/). Sono documenti separati rispetto ai Termini Generali MiCAR di Young Platform e coprono aspetti specifici come:

  • come si formano i reward;
  • quando li ricevi;
  • quali crypto sono in staking e presso quali protocolli/validatori;
  • come funziona un eventuale “unstaking” (ritiro);
  • che cosa succede se il protocollo subisce uno slashing o un problema tecnico.

In sintesi: lo Staking Wallet non è meno sicuro di prima, ma è un servizio diverso dai servizi MiCAR, con rischi e regole proprie. Trattalo come tale.

Le cose importanti in poche righe

Se dovessi memorizzare solo le cose davvero pratiche di questa guida, sarebbero queste:

  1. Il YNG lo compri e lo vendi solo su Base, non più su Pro.
  2. Trasferimenti verso wallet non-custodial: solo verso il tuo (mai di terzi, a nessuna soglia). Sotto 1.000 EUR ti basta un flag di autocertificazione, da 1.000 EUR in su serve la firma crittografica. Se il wallet è su un altro exchange, i dati anagrafici sono scambiati in automatico via Notabene (Travel Rule).
  3. Alcune crypto sono state tolte dalla piattaforma. Se ne avevi, sei già stato avvisato con le opzioni disponibili.
  4. Alcuni pair sono passati da USDC a EUR. È un vantaggio per la trasparenza dei prezzi.
  5. Lo Staking Wallet e il DeFi Wallet non sono servizi MiCAR. Hanno regole e rischi propri: leggi le loro informative dedicate.

Domande e risposte

1. Devo scaricare qualcosa di nuovo per la firma crittografica? No. Se hai già un wallet non-custodial (MetaMask, Ledger, Trust Wallet ecc.) la firma la fai da lì. Se non hai ancora un wallet non-custodial e vuoi solo trasferire crypto verso account su altri exchange (Coinbase, Kraken), non ti serve un wallet non-custodial: seguirai la procedura di “prova di titolarità dell’account”.

2. La soglia di 1.000 euro si applica al singolo trasferimento o al totale in un certo periodo? Al singolo trasferimento, secondo la Procedura Travel Rule di Young Platform. Un prelievo da 990 euro verso un tuo wallet non-custodial richiede solo il flag di autocertificazione; un prelievo da 1.000 euro (o più) richiede la firma crittografica. Attenzione: se tenti sistematicamente di frazionare gli importi per aggirare la soglia, potresti attivare controlli antiriciclaggio ulteriori sull’account.

3. Se metto tanti soldi in staking sto violando qualche regola MiCAR? No, lo staking non è vietato. È semplicemente non regolato dalla MiCAR come servizio a sé. Puoi continuare a farlo, ma assicurati di conoscere i rischi specifici (slashing, lock-up, rischi del protocollo).

4. Il valore delle mie crypto è garantito da qualcuno adesso che c’è la MiCAR? No. La MiCAR garantisce la trasparenza, la corretta condotta della piattaforma, la segregazione della custodia, il diritto a fare reclamo. Non garantisce il valore delle crypto, che continua a essere soggetto alle oscillazioni di mercato. Le crypto non hanno equivalenti del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

5. Se ho un problema con un prelievo bloccato o con una firma che non passa, cosa faccio? Contatta il Servizio Clienti su support.youngplatform.com. Se non sei soddisfatto della risposta, puoi presentare un reclamo formale attraverso youngplatform.com/legal/complaints/. Come ultima risorsa, puoi rivolgerti a Consob o Banca d’Italia o attivare una procedura di risoluzione alternativa delle controversie (ADR).

6. Ma perché tutti questi controlli? Sembra più macchinoso di prima. È una domanda legittima. La MiCAR è nata per un motivo semplice: portare le crypto in un quadro di regole simile a quello degli altri servizi finanziari, in modo che chi usa una piattaforma crypto europea abbia più o meno le stesse tutele di chi usa una banca. Alcuni controlli (come la firma crittografica sopra soglia) sono equivalenti crypto della verifica dell’IBAN nei bonifici. All’inizio possono sembrare seccanti, con l’uso diventano naturali. E servono a te tanto quanto alla piattaforma.

Questa guida è a scopo puramente informativo. Non è consulenza in materia di investimenti né una raccomandazione personalizzata. Per le condizioni contrattuali vincolanti si rinvia ai Termini e Condizioni Generali di Young Platform, alla Politica di Trasferimento di Cripto-attività, alla Politica di Custodia, alla Best Execution Policy e alle altre informative pubblicate su youngplatform.com/legal.

Guida per capire Young Platform Base e Young Platform Pro dopo la MiCAR 

Quando apri l’app o il sito di Young Platform, anche se usi le stesse credenziali (email e password) per accedere al tuo account, in realtà ti trovi davanti a due modi diversi di comprare e vendere crypto. Si chiamano Young Platform Base e Young Platform Pro. Sembrano due prodotti simili, ma sotto la superficie funzionano in modo molto diverso – e capire la differenza ti aiuta a scegliere quello giusto per te.

La differenza si può riassumere così:

  • Su Base, compri o vendi direttamente da Young Platform, come faresti in un negozio.
  • Su Pro, chiedi a Young Platform di cercare per te la migliore offerta su altri mercati, come faresti con un “assistente della spesa”.

Nel resto della guida spieghiamo cosa cambia davvero, cosa succede quando premi “Compra”, cosa vuol dire “esecuzione bilaterale”, cos’è la famosa “Execution Policy” e – soprattutto – quale delle due modalità scegliere in base alle tue necessità.

Le due modalità, spiegate con un’analogia

Young Platform Base = il negozio di fiducia

Immagina di voler comprare un chilo di mele. Vai dal negoziante sotto casa. Lui prende la merce dal suo scaffale, ti dice “un chilo di mele costa 3 €”, tu accetti, paghi, esci con la busta. La transazione è fra te e lui, direttamente. Non c’è nessun altro in mezzo. Se domani le mele arriveranno più care al mercato all’ingrosso, sono affari del negoziante – a te il prezzo che ti ha fatto è già stato fissato.

Su Young Platform Base funziona così: quando premi “Compra Bitcoin”, Young Platform ti mostra un prezzo. Se accetti, stai comprando Bitcoin da Young Platform. Young Platform è la tua controparte: è lei che ti vende (o compra da te) le crypto. È la modalità più semplice, immediata, adatta a chi vuole fare operazioni veloci senza pensare a niente.

Il linguaggio tecnico chiama questa modalità “scambio bilaterale” perché sono coinvolte solo due parti: te e Young Platform. In gergo giuridico è il “servizio di cui all’articolo 77 MiCAR” (MiCAR è il regolamento europeo sulle cripto-attività).

Young Platform Pro = l’assistente della spesa

Ora immagina invece che tu voglia comprare un chilo di mele al miglior prezzo assoluto della città. Non ti fidi di un solo negoziante: vuoi che qualcuno vada in giro per tutti i mercati, confronti i prezzi, e compri per te dove costa meno. Deleghi la cosa a un assistente. Gli dai le istruzioni (“compra 1 kg di mele Golden, non spendere più di 3 €”), lui va, cerca, compra per tuo conto e ti porta la spesa. Se non trova nessuno che vende a quel prezzo, torna a mani vuote.

Su Young Platform Pro funziona così: quando immetti un ordine, Young Platform non ti vende direttamente le crypto. Va invece a cercare la migliore controparte disponibile su altri mercati (altre piattaforme che vendono crypto) e compra per conto tuo. Young Platform in questa modalità agisce da intermediario, non da venditore.

In linguaggio tecnico questa modalità si chiama “esecuzione di ordini per conto dei clienti” o “servizio di cui all’articolo 78 MiCAR”.

Cosa succede davvero quando premi “Compra” o “Vendi”

Su Young Platform Base

  1. Apri la schermata di scambio, scegli la crypto e la quantità (o l’importo in euro).
  2. Young Platform ti mostra un prezzo garantito per 5 secondi (30 secondi se stai comprando con carta, Apple Pay/Google Pay o se stai usando il canale OTC assistito, cioè via telefono/chat con un operatore). In gergo si chiama “firm quote”: significa “prezzo fermo”, nel senso che se lo accetti in quei 5 secondi Young Platform è obbligata a rispettarlo.
  3. Prima di confermare, vedi il prezzo totale finale (in gergo “Total Consideration”) – cioè quanto ti costerà davvero l’operazione, commissioni comprese.
  4. Se accetti entro i 5 secondi, l’operazione è conclusa. I tuoi euro (o le tue crypto) escono dal tuo conto, e le crypto (o gli euro) entrano subito.
  5. Se non accetti in tempo, il prezzo scade e viene generata una nuova quotazione (aggiornata rispetto al mercato).

Il “prezzo” che vedi non arriva dal nulla: Young Platform ha un sistema interno che si chiama Pricing Engine. È un motore automatico che guarda il prezzo delle crypto sui principali mercati mondiali (le grandi piattaforme crypto internazionali) e ci aggiunge un margine (lo spread) per bloccarti il prezzo e garantirtelo. Il Pricing Engine funziona sempre nello stesso modo, con regole predefinite e scritte nero su bianco: non c’è un umano che decide se farti pagare di più o di meno. Le regole di calcolo sono descritte in un documento pubblico chiamato “Procedura sullo Scambio di Cripto-attività” che è descritto nei Termini e Condizioni. 

Su Young Platform Pro

  1. Apri la schermata Pro, scegli la crypto, la quantità e – a partire dal 1° luglio 2026 – il prezzo massimo (per l’acquisto) o minimo (per la vendita) al quale vuoi che l’ordine venga eseguito.
  2. Il tuo ordine è un Limit Order Fill or Kill (FOK). Vediamo cosa significa in italiano semplice:
    • Limit Order = ordine a prezzo limite, cioè “esegui solo se il prezzo è uguale o migliore di quello che ti sto dicendo”.
    • Fill or Kill (FOK) = “tutto o niente”. Se al mio prezzo c’è abbastanza offerta per riempire l’intero ordine, esegui subito tutto. Se no, cancella tutto: non voglio esecuzioni parziali.
  3. Il tuo ordine entra in un modulo di Young Platform che si chiama Smart Order Router (“SOR”), che tradotto dall’inglese significa “instradatore intelligente di ordini”.
  4. Lo Smart Order Router guarda tutti i mercati esterni (liquidity provider) con cui Young Platform è collegata e decide dove mandare l’ordine per ottenere il miglior risultato per te. Le regole che segue per decidere sono scritte in un documento pubblico che si chiama Execution Policy (vedi sotto).
  5. Se lo Smart Order Router trova subito una controparte al tuo prezzo, l’ordine è eseguito. Se no, l’ordine viene cancellato e i tuoi soldi restano dove sono. In gergo si dice “kill” (cancellazione).

Su Pro il prezzo che paghi non è deciso da Young Platform: è deciso dal mercato esterno dove l’ordine viene eseguito. Young Platform si limita a portare il tuo ordine lì e a riportarti indietro l’esito. Alla cifra pagata al mercato esterno Young Platform aggiunge una commissione di intermediazione (che vedi trasparente nello schema commissioni).

In sintesi, tieni a mente queste regole operative:

  • Acquisto: è necessario impostare un prezzo che sia pari o superiore a quello attuale di mercato, altrimenti l’ordine verrà annullato (KIL).
  • Vendita: bisogna indicare un prezzo uguale o inferiore a quello di mercato per evitare che l’ordine venga annullato (KIL).

Dettaglio sul calcolo delle commissioni

Su Young Platform Base

L’importo inserito rappresenta sempre il valore lordo che intendi spendere o il valore netto che intendi ricevere.

Nello specifico:

  • In caso di acquisto in EUR, la commissione viene detratta dall’importo inserito.
  • Per un acquisto con importo in crypto (ad esempio, BTC), la commissione in EUR si somma al totale necessario.
  • Se la vendita è impostata su un importo in EUR, la commissione viene applicata per garantire che tu riceva esattamente l’importo desiderato.
  • Nella vendita con importo in crypto (ad esempio, BTC), la commissione viene sottratta dal ricavato della vendita.

Su Young Platform Pro

Per quanto riguarda il Pro, il sistema opera basandosi sulla cosiddetta “valuta di sinistra” (la cripto-attività del pair):

  • Operazione di Acquisto: la commissione di intermediazione viene sommata al controvalore dell’operazione. Il costo totale addebitato sarà quindi dato dalla formula (quantità * prezzo di esecuzione) + commissione. Questo assicura che la quantità di crypto richiesta venga acquistata interamente, aggiungendo il costo del servizio al totale in EUR.
  • Operazione di Vendita: la commissione viene detratta dal ricavo lordo ottenuto dallo scambio. L’importo netto che riceverai sul tuo wallet sarà calcolato come (quantità * prezzo di esecuzione) – commissione.

Significato di “Execution Policy”

Sebbene possa apparire complesso, l’Execution Policy è semplicemente il regolamento interno che guida Young Platform nella scelta del mercato più idoneo per eseguire gli ordini sulla piattaforma Pro. Utilizzando l’analogia dell’assistente alla spesa: è l’insieme di istruzioni che dai a chi deve acquistare per tuo conto.

Pertanto, l’Execution Policy è il regolamento che Young Platform si dà per decidere, su Pro, dove far eseguire il tuo ordine. Se torniamo all’analogia dell’assistente della spesa: quando dai a qualcuno l’incarico di comprare per te, vorresti che lui seguisse delle regole precise per non trovarti sorprese. Per esempio:

  • “Vai prima dove costa meno.”
  • “Ma se il negozio più economico è chiuso mezz’ora al giorno, meglio andare in uno affidabile che è sempre aperto.”
  • “Se devi comprare 10 kg, vai in un supermercato che ne ha sicuramente in magazzino, non in un negozietto che potrebbe averne solo 2.”

L’Execution Policy di Young Platform è la versione formale, scritta, di queste regole. Il regolamento europeo MiCAR obbliga chi fa esecuzione per conto dei clienti ad avere un’Execution Policy scritta, e dice anche quali fattori bisogna considerare per decidere dove mandare l’ordine. Sono chiamati “fattori di Best Execution” (letteralmente “migliore esecuzione”) e sono:

  • Prezzo: dove costa meno (o rende di più, se vendi).
  • Costi complessivi: non solo il prezzo, ma anche le commissioni e i costi accessori.
  • Rapidità di esecuzione: quanto velocemente l’ordine viene concluso.
  • Probabilità di esecuzione e di regolamento: quanto è probabile che l’ordine venga effettivamente completato e che le crypto arrivino a destinazione.
  • Dimensione dell’ordine: se compri una briciola o una tonnellata, non è la stessa cosa; il mercato migliore può cambiare.
  • Natura dell’ordine: alcuni ordini particolari richiedono mercati particolari.

Young Platform mette insieme questi fattori secondo un ordine di importanza che ha stabilito e reso pubblico. Il documento completo è pubblicato all’indirizzo
youngplatform.com/legal/best-execution-policy/

Nota importante: l’Execution Policy vale solo su Pro (perché su Pro Young Platform fa da intermediario). Su Base non c’è Execution Policy, perché Young Platform è la tua controparte diretta e il prezzo è quello del Pricing Engine – che segue una metodologia diversa.

Le parole tecniche più usate, tradotte in italiano semplice

Base o Pro: quale scegliere?

Scegli Young Platform Base se…

  • Ti stai avvicinando ora alle crypto e vuoi qualcosa di semplice.
  • Ti importa più la certezza del prezzo che la ricerca del miglior prezzo assoluto.
  • Fai operazioni di piccola/media taglia (dai pochi euro a qualche migliaio) senza soglie ricorrenti.
  • Non vuoi preoccuparti di “dove viene eseguito” il tuo ordine: ti basta sapere quanto paghi e quanto ricevi.
  • Preferisci sapere in anticipo, prima di premere “Conferma”, esattamente quanto ti costerà l’operazione.

Scegli Young Platform Pro se…

  • Hai un po’ di esperienza e vuoi vedere il prezzo che il mercato riesce a offrirti in tempo reale.
  • Vuoi impostare un prezzo massimo (o minimo) e non farti eseguire l’ordine se non è raggiunto.
  • Fai operazioni più consistenti e ti interessa che Young Platform vada a cercare la migliore controparte esterna per te.
  • Sei disposto ad accettare che il tuo ordine possa venire cancellato integralmente se non trova subito una controparte al tuo prezzo (rischio della modalità Fill or Kill).

Un caso speciale: OTC Desk

Se devi fare un’operazione grande (indicativamente sopra i 20.000 €) e vuoi un prezzo fissato prima e concordato con un operatore umano, esiste il canale OTC Desk. Funziona così: chiami (o scrivi in chat autenticata) un operatore di Young Platform, spieghi cosa vuoi fare, l’operatore ti manda una firm quote valida 30 secondi, tu accetti (o rifiuti) e l’operazione è conclusa. Tecnicamente resta scambio bilaterale come Base, ma con assistenza dedicata. 

Cosa succede alle tue crypto: la custodia

Che tu operi su Base o su Pro, le crypto che hai sul tuo account restano sempre nelle stesse casseforti digitali di Young Platform. Questo servizio si chiama custodia ed è disciplinato dall’articolo 75 del regolamento MiCAR.

Le regole principali sono queste:

  • Segregazione: le tue crypto sono tenute separate rispetto a quelle di Young Platform. Se domani Young Platform avesse un problema economico, le tue crypto non finirebbero nel calderone dei creditori: sono tue, punto.
  • Ledger interno: c’è un registro contabile che tiene traccia esatta di quanto è di ciascun cliente. Ogni volta che compri o vendi, il registro si aggiorna.
  • Wallet tecnologici sicuri: le crypto sono conservate con tecnologie specifiche (chiavi frazionate, custodi tecnologici specializzati) per proteggerle dai furti informatici.

Attenzione — importante: la custodia non elimina i rischi di mercato. Il valore delle crypto può salire o scendere anche del 50% in una giornata. Custodia significa che le tue crypto sono al sicuro fisicamente/digitalmente, non che il loro valore è garantito.

Domande frequenti

1. Se compro Bitcoin su Base, chi mi vende Bitcoin? Te li vende Young Platform. È lei la tua controparte contrattuale. I BTC che ricevi vengono presi dal “magazzino” di Young Platform.

2. Se compro Bitcoin su Pro, chi mi vende Bitcoin? Te li vende un mercato esterno (un’altra piattaforma). Young Platform fa solo da tramite: prende il tuo ordine, lo manda al mercato scelto secondo la sua Execution Policy, e ti riporta indietro i BTC.

3. Cosa succede se metto un ordine su Pro e nessuno vuole vendere al mio prezzo? L’ordine viene cancellato integralmente (il “Kill” di Fill or Kill). I tuoi soldi restano intatti sul conto, e puoi provare di nuovo con un prezzo diverso.

4. Cos’è il “grafico” che vedo su Pro se non c’è più l’Order Book interno? Il grafico mostra i prezzi storici delle crypto sui principali mercati esterni (liquidity provider) ai quali Young Platform si connette. Ha finalità puramente informativa: ti aiuta a decidere a che prezzo mettere il tuo Limit Order.

5. Se ho un problema, con chi parlo? Con il Servizio Clienti di Young Platform, che raggiungi da support.youngplatform.com. Se non sei soddisfatto della risposta, puoi presentare un reclamo formale attraverso la procedura descritta all’indirizzo youngplatform.com/legal/complaints/. Come ultima risorsa, puoi rivolgerti all’Autorità di vigilanza italiana (Consob e Banca d’Italia).

6. Le mie crypto sono garantite come i depositi bancari? No. Le crypto non sono coperte dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (che protegge i conti correnti fino a 100.000 €) né dal Fondo Nazionale di Garanzia (che protegge gli investitori in titoli finanziari). Il regolamento europeo MiCAR chiede a tutte le piattaforme autorizzate di dirlo chiaramente. Questo non vuol dire che le tue crypto siano meno protette da furti o falllimenti di Young Platform — la custodia con segregazione ti protegge da quello. Vuol dire che il valore delle crypto non è garantito da nessuno: se scende, scende.

Le tips che dovresti ricordarti prima di operare

  1. Su Base, la tua controparte è Young Platform. Prezzo garantito prima di confermare.
  2. Su Pro, Young Platform fa da intermediario verso mercati esterni (liquidity provider). Prezzo lo indichi tu (Limit), e se non si trova controparte al tuo prezzo, l’ordine si cancella.
  3. L’Execution Policy è il regolamento che Young Platform segue su Pro per scegliere dove mandare i tuoi ordini. È pubblica.
  4. Le tue crypto sono custodite in modo separato dai fondi di Young Platform (segregazione contabile). Sono al sicuro da problemi aziendali di YP, ma non dal rischio di mercato (crolli, volatilità).
  5. Le crypto non sono garantite come i depositi bancari né come gli investimenti finanziari classici.
  6. Se non capisci qualcosa, fermati: leggi la documentazione ufficiale, contatta il Servizio Clienti, non premere “Conferma” senza aver capito cosa firmi.

Questa guida è a scopo puramente informativo. Non è consulenza in materia di investimenti né una raccomandazione personalizzata. Per le condizioni contrattuali complete e vincolanti si rinvia ai Termini e Condizioni Generali di Young Platform pubblicati su youngplatform.com/legal

Come funziona la Borsa spiegato semplice

Come funziona la Borsa spiegato semplice

NYSE, Nasdaq, LSE: cosa significano questi termini? Sono i nomi di alcune fra le principali Borse mondiali. Ma cos’è una Borsa Valori? Come funziona?

La Borsa Valori, chiamata comunemente Borsa, è un mercato finanziario dove si comprano e si vendono azioni, obbligazioni e altri strumenti. Se la Borsa, in passato, era un argomento riservato agli addetti ai lavori, adesso è un elemento che appartiene all’immaginario collettivo, grazie soprattutto a numerosi film cult che hanno riempito le sale dei cinema dagli anni ‘70 in poi. Ma qual è la storia della Borsa? Quali sono le sue componenti fondamentali? Chi sono gli attori che vi operano? Vediamolo insieme. 

Come e quando nasce la Borsa Valori?

Le prime evidenze scritte di operazioni di cambio, prestiti e depositi risalgono al secondo millennio a.C. e sono incise sul codice babilonese di Hammurabi. Attività simili furono comuni anche fra gli antichi greci, gli etruschi e i romani. Queste antiche operazioni finanziarie, tuttavia, non possono ancora essere definite “borsistiche”: la Borsa vera e propria nascerà in Olanda, ad Amsterdam, intorno al ‘600. 

Il Medioevo

In ogni caso, nel tardo Medioevo, il mondo della finanza iniziò ad acquisire una dimensione più strutturata, con la nascita dei primi organismi bancari: l’Italia, soprattutto dalle parti di Genova, Venezia e Siena, fu per anni il principale centro finanziario dell’Europa. 

Intorno al ‘300, sorse una nuova piazza di scambio che attirò commercianti da tutto il continente, contribuendo notevolmente allo sviluppo di un sistema finanziario ancora troppo rudimentale. Ci troviamo a Bruges, in Belgio, precisamente nel Palazzo Ter Buerse, costruito dalla famiglia aristocratica Van der Bourse: è esattamente da questo posto, in cui i commercianti si riunivano per scambiare merci e valute, che deriva il nome “Borsa”. Successivamente, sorsero altre Borse importanti ad Anversa, Lione e Francoforte e si passò gradualmente da una gestione privata a una pubblica, con regolamentazioni via via più nitide ma anche più stringenti.

L’Età Moderna

Nel ‘600 la Borsa di Amsterdam divenne la Borsa più importante del continente europeo – e, probabilmente, del mondo. In questo periodo nascono le prime società per azioni: di conseguenza, le attività di contrattazione e di scambio di titoli (tra cui i titoli di stato) e merci ricevettero un grande impulso.

Il secolo successivo fu quindi segnato da un’espansione dei traffici, ma anche da una lunga serie di bolle speculative. La più famosa fu la South Sea Bubble in Inghilterra, intorno al 1710-1720, in cui il prezzo delle azioni di una compagnia commerciale – la South Sea Company appunto – salì alle stelle per poi crollare, rovinando migliaia di investitori. Questo evento portò all’introduzione del Bubble Act (abolita circa un secolo dopo), una legge che limitò la creazione di società anonime, nel tentativo di controllare la speculazione. Contemporaneamente, a New York, i primi mercanti si incontravano sotto un albero di platano a Wall Street per negoziare titoli. 

La Rivoluzione Industriale e la Borsa moderna

In questa fase storica, la Borsa si avvia a diventare un elemento cruciale non solo per lo sviluppo delle singole imprese, ma anche per la crescita economica delle nazioni. Londra e Parigi diventano i principali mercati europei, in cui si finanzia la costruzione di fabbriche e infrastrutture, ma anche l’attività coloniale e militare. Nel 1817 nasce ufficialmente il NYSE (New York Stock Exchange), che diventerà la principale Borsa al mondo per capitalizzazione di mercato.

Il XX secolo fra successi e pesanti crisi finanziarie 

Nel 1900 la Borsa diventa il cuore pulsante del sistema capitalistico: economia e finanza  sono ormai interconnesse e inscindibili. È un periodo di alti e bassi, in cui si alternano momenti di grandissima espansione economica, tra cui i Ruggenti Anni ‘20 e il boom economico successivo alla Seconda Guerra Mondiale, e crisi finanziarie pesantissime, come la Grande Depressione del 1929 e il Lunedì Nero del 1987

Una situazione del genere rende necessaria una regolamentazione: vengono creati enti e organismi di controllo come la SEC (Security Exchange Commission) negli USA e la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) in Italia, proprio per monitorare le operazioni finanziarie, che ormai muovono quantità di denaro decisamente importanti. Inoltre, nel 1971 nasce il Nasdaq e la Borsa inizia il passaggio da mercato fisico, fatto di urla e gesti, a elettronico, basato su computer e sistemi di calcolo. 

L’era digitale

Siamo arrivati ai giorni nostri. L’avvento di Internet ha rivoluzionato il modo di operare in Borsa: maggiore accessibilità, transazioni istantanee, spostamenti di capitale senza precedenti e nuovi mercati. Ora che conosciamo a grandi linee la storia, vediamo come funziona la Borsa oggi. 

Come funziona la Borsa?

Per capire il funzionamento della Borsa, prima di tutto è fondamentale comprendere che cos’è. La Borsa potrebbe essere definita come il motore finanziario che collega il mondo delle imprese e quello dei risparmiatori. Questo perché le prime cercano capitale per finanziare la propria crescita – costruire nuovi poli industriali, sviluppare nuovi prodotti, assumere personale – mentre i secondi, invece, cercano opportunità per accrescere il proprio capitale. Per questa ragione, si parla di mercato primario e mercato secondario

Il mercato primario è il “luogo” dove si creano le azioni: quando un’azienda si quota in Borsa per la prima volta, vende le sue azioni – di cui parleremo a breve – direttamente agli investitori che, comprandole, permettono all’azienda stessa di raccogliere i fondi per crescere. Il mercato secondario, invece, è quello di “tutti i giorni”, dove gli investitori si scambiano tra loro le azioni già circolanti (che l’azienda ha emesso per il mercato primario), al fine di trarre profitto dalla compravendita. 

Nel mondo della Borsa, però, non esistono solamente le azioni: una parte consistente dei prodotti finanziari circola, infatti, sottoforma di obbligazioni. Cerchiamo di capire bene la differenza, che è fondamentale.

Cosa sono le azioni?

Come abbiamo visto poco fa, le azioni sono “piccoli pezzetti” di azienda che gli investitori comprano nella speranza di venderle in futuro ad un prezzo più alto. Acquistando anche una singola azione, pertanto, l’investitore diventa socio dell’azienda stessa. In questo modo, l’investitore-socio ha una serie di diritti, come la partecipazione agli utili attraverso i dividendi – che non sempre sono garantiti – e alle assemblee societarie

Ma comprare azioni porta con sé anche una serie di contro, primo fra tutti il rischio. Il prezzo dell’azione della società in questione, infatti, è strettamente collegato alla sua performance: se l’azienda va bene, il prezzo sale, se l’azienda va male, il prezzo scende fino anche ad azzerarsi. Questo avviene perché il suo valore è determinato attraverso la legge della domanda e dell’offerta (ma non solo): più l’azione è richiesta, perché l’azienda ha fatto utili record o ha lanciato sul mercato un prodotto disruptive, più costerà e viceversa. La scarsità del bene circolante determina il suo prezzo. Quanto pagheresti una bottiglietta d’acqua in città? Poco, perché in ogni angolo troverai un bar o un supermercato che la vendono. Ma quanto pagheresti la stessa bottiglia in mezzo al deserto?

Cosa sono le obbligazioni?

Le obbligazioni sono sostanzialmente diverse dalle azioni perchè l’investitore che le compra non diventa socio ma creditore. Cosa significa? Detto semplice, l’azienda emette obbligazioni per lo stesso motivo per cui emette le azioni, cioè per raccogliere capitale, ma con modalità diverse. Acquistare un’obbligazione, infatti, è come fare un prestito all’azienda in questione: io, investitore, presto a te, azienda, questa precisa quantità di denaro sapendo che fra X anni mi verrà restituito. Nel mentre, l’azienda paga all’investitore-creditore delle cedole, cioè degli interessi periodici, che rappresentano il profitto alla base di questa operazione.

La cedola pagata dall’azienda, che può essere intesa un po’ come il tasso di interesse, dipende dall’affidabilità dell’azienda stessa. Concretamente, ciò significa che un’azienda strutturata, in profitto, trasparente e coi bilanci in ordine pagherà meno rispetto a un’azienda più “oscura” e in difficoltà. La stessa cosa vale per i titoli di Stato, che sono obbligazioni emesse dal governo o dal Tesoro per finanziare la spesa pubblica di una Nazione: i titoli di Stato italiani, ad esempio, pagheranno tassi di interesse minori rispetto ai titoli di Stato moldavi, proprio perchè l’Italia è considerato un paese più affidabile e, conseguentemente, la componente di rischio si riduce

Rispetto alle azioni, le obbligazioni sono più sicure e garantite e, per questo motivo, presentano margini di guadagno inferiori. La regola è sempre la stessa: ad alto rischio corrisponde alto rendimento e viceversa

Cosa sono gli indici?

Paragrafo bonus, trasversale rispetto alle nozioni di azione e obbligazione. Quindi, che cos’è un indice? Nient’altro che un insieme – un paniere, per utilizzare uno dei termini più abusati nel settore – di società quotate, se parliamo di azioni, o titoli di debito, se invece si tratta di obbligazioni, raggruppate in base a specifici criteri

In che senso “in base a specifici criteri”? Nel senso che l’S&P500, ad esempio, include le 500 società a maggiore capitalizzazione quotate sul mercato americano, il NASDAQ-100 invece rappresenta le 100 maggiori società non finanziarie quotate sulla borsa del NASDAQ, mentre l’S&P Global Clean Energy Transition raggruppa 100 società attive nel settore dell’energia pulita a livello globale. Per le obbligazioni, dall’altra parte, esistono indici che dividono i titoli di Stato secondo la loro durata: tutti quelli con scadenza a 10 anni, a 30 anni eccetera, eccetera, eccetera.

Chi opera sul mercato? Gli attori principali

Una volta chiare le regole e gli strumenti del gioco, è il momento di conoscere chi partecipa. Naturalmente ci sono le società quotate, senza le quali non esisterebbe la Borsa, che, come abbiamo visto, si lanciano sui mercati finanziari al fine di raccogliere fondi. 

Gli investitori: istituzionali e retail

Ci sono poi gli investitori, che comprano azioni e obbligazioni per incrementare il proprio capitale. Gli investitori si dividono in investitori istituzionali e investitori retail. I primi sono considerati i pesi massimi del sistema finanziario, dal momento che spostano enormi quantità di denaro e sono in grado di influenzare l’andamento dei prezzi delle azioni. Tra questi attori troviamo i fondi comuni di investimento, i fondi pensione o i fondi assicurativi, che investono i soldi dei loro clienti, con l’obiettivo di restituirgli un profitto e guadagnare dalle commissioni. I secondi, invece, sono gli investitori individuali, cioè i piccoli risparmiatori, che investono il proprio capitale nella speranza di ottenere un rendimento futuro.

Se sei un investitore retail – e molto probabilmente lo sei o lo sarai –  ti consigliamo di dare un’occhiata al nostro blog, perché troverai molti articoli che ti aiuteranno a non commettere i soliti errori, come quello sull’importanza della diversificazione o quello sui bias cognitivi in finanza

Gli intermediari finanziari

É il momento di parlare di chi rende possibile investire: gli intermediari finanziari. Questi operatori sono il ponte obbligatorio tra chi emette azioni e obbligazioni e chi le compra. Per vari motivi di natura tecnica, legale e di sicurezza, non è possibile operare in Borsa senza passare attraverso queste entità, che vengono appunto chiamate intermediari. Di chi stiamo parlando? Niente meno che di banche e broker online, che offrono la possibilità ai propri clienti di comprare o vendere prodotti finanziari in cambio, ovviamente, di commissioni. 

A questo punto potresti chiederti con una punta di fastidio: “ma per quale motivo sono obbligato a passare per un intermediario finanziario per comprare o vendere le azioni della Coca Cola?” La risposta, in realtà, è abbastanza semplice: per lo stesso motivo per cui hai bisogno di prendere la patente per guidare. Non puoi semplicemente salire in macchina e premere pedali a caso. E allora potresti farci notare che, una volta presa la patente, la macchina te la guidi in autonomia. E avresti anche ragione. Ma sei in grado di costruirla?

Il punto, insomma, è uno solo: costruire quell’auto significa avere i sistemi informatici ultra-sicuri, le autorizzazioni legali, le connessioni dirette con le Borse e via dicendo. È un’attività complessa, costosissima e strettamente regolamentata. Ecco perché le autorità di vigilanza impongono che solo specifici soggetti, gli intermediari finanziari, possano farlo.

Le autorità di vigilanza

A proposito di autorità di vigilanza, parliamo proprio di loro, cioè di chi si occupa che le regole siano giuste e che, soprattutto, vengano rispettate: se investire in Borsa fosse una partita di calcio, le autorità di vigilanza sarebbero precisamente gli arbitri. Questi arbitri finanziari possono avere una dimensione nazionale, come la SEC per gli USA, la CONSOB per l’Italia e la FCA per il Regno Unito, o sovranazionale, come l’ESMA per l’Unione Europea.  Le loro funzioni ruotano principalmente intorno alla

  • protezione degli investitori/consumatori, vigilando sul comportamento degli intermediari finanziari che offrono servizi;
  • trasparenza del mercato, obbligando le aziende quotate a rendere pubbliche tutte le informazioni rilevanti come bilanci, resoconti trimestrali fino anche alle modifiche nel personale di alto livello;
  • correttezza delle negoziazioni, monitorando il mercato per individuare e sanzionare modi scorretti di operare come l’insider trading – comprare o vendere in anticipo perchè si conoscono informazioni private o protette da segreto aziendale. 

Ma non si finisce mai di imparare

In questo articolo abbiamo provato a spiegare lo scheletro della Borsa, elencando i suoi elementi fondamentali. Va detto, però, che quanto scritto sopra è forse la punta della punta dell’iceberg. Se hai letto questa mini guida perché hai appena finito di vedere The Wolf of Wall Street e speri di ritrovarti fra un anno a sorseggiare un Martini, su un lettino in un resort di lusso in mezzo all’Oceano Pacifico come un fuffaguru qualsiasi, il consiglio è di tornare coi piedi per terra e cominciare a studiare seriamente. 
Intanto, però, potresti iscriverti al nostro canale Telegram: pubblichiamo spesso contenuti del genere, guide, consigli e notizie rilevanti per non farsi cogliere di sorpresa. Alla prossima!

Trasferisci le tue criptovalute su Young Platform: guida al deposito crypto

Come trasferire crypto su Young Platform la guida completa

Vuoi trasferire Ethereum e le tue altre criptovalute da wallet esterni su Young Platform? Ecco la guida completa!

Se vuoi trasferire Ethereum o altre criptovalute da wallet esterni o altri exchange su Young Platform, leggi questa guida passo per passo!

1. Seleziona la crypto che intendi depositare

Il primo step per effettuare un deposito di criptovalute su Young Platform è selezionare la criptovaluta che intendi depositare. Per selezionarla ti basta accedere alla sezione “Portafoglio” dell’app o della piattaforma web di Young Platform e cliccare sul bottone “Deposita”.

Per questa guida utilizzeremo, come esempio, la crypto Ethereum. Nel caso dovessi depositare su Young Platform un’altra criptovaluta, non ti preoccupare! Il procedimento rimane identico, con una piccola aggiunta. In alcuni casi, come spiegato nei paragrafi successivi, dovrai aggiungere un codice in più, il memo.

2. Copia il tuo wallet address

Una volta selezionata la crypto che intendi depositare, clicca sul pulsante deposita. Così facendo vedrai una schermata simile. Usiamo come esempio Ethereum.

Il codice alfanumerico che vedi accedendo in prima persona a questa sezione è l’indirizzo del tuo crypto wallet Ethereum sull’exchange di Young Platform

Che cos’è l’indirizzo del wallet? L’indirizzo del wallet (wallet address) è un codice di 26-35 caratteri alfanumerici, necessario a inviare criptovalute a un wallet. L’indirizzo del wallet ha una funzione simile a quella del codice IBAN per un conto corrente bancario. Va quindi comunicato al mittente in modo da ricevere le criptovalute. 

Per trasferire i tuoi Ether da un wallet self-custody o da un altro exchange, è sufficiente inviare a questo indirizzo la quantità di ETH che desideri. Se stai utilizzando la versione mobile del tuo wallet, potrai anche scannerizzare il codice QR che vedi sopra l’indirizzo del wallet. 

Utilizza l’indirizzo che trovi su “Deposita Ethereum” solo per inviare ETH. Ogni criptovaluta ha una o più (per quanto riguarda ETH, USDC e USDT) reti di riferimento e un indirizzo di wallet specifico. Per esempio, puoi depositare Ethereum anche attraverso diversi Layer-2, ad esempio Arbitrum, Optimism, Linea e Base, mentre sono disponibili i depositi per le stablecoin sopracitate sulle seguenti reti.

  • USDT: Polygon, Arbitrum, Optimism, BSC, e Tron
  • USDC: Polygon, Arbitrum e Optimism

In ogni caso è necessario controllare quali network supportino la criptovaluta che intendi depositare prima di effettuare l’operazione. Inviare per esempio degli AVAX, il token nativo della blockchain di Avalanche, al tuo indirizzo Ethereum potrebbe comportare la perdita dell’importo inviato.

3. Deposita le tue crypto da un wallet self-custody

Vediamo come trasferire crypto su Young Platform da wallet self-custody, ossia wallet di cui hai in gestione la chiave privata, come ad esempio Metamask. Se non conosci Metamask, si tratta di un’estensione per browser e un portafoglio crypto open source che permette agli utenti di interagire con le Dapp. Questo wallet, nato inizialmente per effettuare transazioni sulla blockchain di Ethereum, oggi permette di interagire con tutte le più famose blockchain compatibili con quest’ultima. È possibile utilizzare Metamask sia da desktop, attraverso l’estensione per browser, che da smartphone attraverso l’app. 

Spostiamoci quindi sull’estensione browser di Metamask. Per trasferire Ethereum da Metamask seleziona la “Rete Ethereum Principale” dalla tendina in alto a destra. Successivamente clicca sul bottone “Invia”

Come depositare su Young Platform tramite Metamask

Una volta selezionato che si intendono inviare i fondi, basta incollare l’indirizzo copiato in precedenza e continuare. 

Come incollare il tuo wallet address su Metamask

Il prossimo passo per trasferire Ethereum su Young Platform è inserire l’ammontare di Ether che vuoi depositare. Tieni presente che per processare una transazione su blockchain è necessario pagare le gas fee. Le gas fee sono le tasse che vengono pagate da chi intende effettuare una transazione su blockchain ai validatori, coloro che garantiscono che le transazioni avvengano in modo sicuro sul network. Assicurati quindi di possedere, su Metamask, la quantità necessaria di Ether per pagare queste gas fee oppure la transazione non potrà essere processata. Puoi consultare le gas fee in tempo reale, più la blockchain di Ethereum è congestionata e più saranno alte. Inoltre, la quantità di gas fee che pagherai sarà direttamente proporzionale a quanto pretendi che sia veloce la transazione che invii, puoi scegliere la tipologia di transazione cliccando sul bottone “modifica” che trovi all’interno dell’estensione browser di Metamask prima di confermare la transazione. Per questo tipo di transazioni, che non necessitano di un’alta velocità, tuttavia, si tende a risparmiare sulle gas fee.

Come inserire l'importo che vuoi depositare su Young Platform tramite Metamask

Una volta inserito l’importo che intendi depositare su Young Platform non ti resta che cliccare sul bottone “Avanti”. Dopodiché si aprirà questa schermata in cui potrai vedere la quantità di gas fee che andrai a pagare per processare la transazione e la somma totale delle crypto che “spenderai”. Una volta confermato la transazione sarà processata. 

Come confermare la transazione su Metamask

Entro qualche minuto dovresti ricevere la quantità di crypto inviata dal tuo wallet self-custody. Se la rete blockchain è congestionata, potresti riscontrare ritardi per i depositi crypto. In tal caso, potrebbe essere necessario attendere fino alla conferma della transazione. Se le crypto non dovessero essere accreditate sul tuo account Young Platform, richiedi l’apertura di un ticket dall’app o dalla piattaforma web.

4. Deposita le tue crypto da un altro exchange

Per depositare crypto da un altro exchange il procedimento dipende dalla piattaforma di partenza. Nella maggior parte dei casi ti basta accedere alla sezione “preleva” del tuo portafoglio crypto e incollare l’indirizzo copiato in precedenza. Un consiglio che possiamo darti è quello di leggere le guide dell’exchange che intendi utilizzare per prelevare i tuoi fondi. Puoi trovare queste guide facilmente su Google, digitando “prelievo crypto (nome dell’exchange)”. Per quanto riguarda l’exchange Binance, per esempio, basta recarsi all’interno della sezione “Wallet”, selezionare la voce “Preleva criptovaluta” e scegliere la criptovaluta che si intende prelevare.

Prelievo crypto da Binance

Successivamente incolla l’indirizzo del tuo wallet Young Platform e seleziona la rete che intendi utilizzare. Per rete si intende la blockchain sulla quale ogni crypto è supportata. Per esempio, se vuoi depositare sull’exchange di Young Platform la crypto ETH, portrai selezionare Ethereum, Arbitrum, Optimism, Linea e Base. Se hai dei dubbi su quale sia la rete corretta, chiedi aiuto nel nostro canale Discord o contatta il supporto, se invii le tue crypto sulla rete sbagliata corri il rischio di perderle! 

5. Che cos’è il memo?

Per alcune criptovalute, per esempio per XRP, la criptovaluta della blockchain di Ripple, è necessario inserire anche il memo nel momento in cui si invia una transazione. Il memo o tag è un identificativo univoco assegnato a ciascun account per identificare un deposito e accreditarlo correttamente sul relativo wallet. Nel momento in cui selezioni la crypto da depositare e ti viene restituito dall’app o dalla piattaforma web l’indirizzo a cui inviarla, troverai, nel caso in cui sia necessario, il memo.

6. Finalizzazione del deposito

Una volta confermata la transazione, il tuo deposito crypto su Young Platform dovrebbe essere processato in un lasso di tempo che va da pochi secondi a qualche minuto, a seconda della congestione e della velocità del network che stai utilizzando. Per assicurarti che i tuoi fondi siano arrivati sull’exchange di Young Platform, visita la sezione Portafoglio della tua app o della Piattaforma Web e controlla il saldo della crypto che hai depositato. Se non dovessi ricevere la crypto anche a distanza di ore, puoi parlare con il Supporto aprendo un ticket o chiedere aiuto nel nostro server Discord.

Le informazioni relative al Token YNG hanno finalità informativa. Il Token non rappresenta uno strumento finanziario. L’acquisto e l’utilizzo del Token YNG comportano rischi e devono essere valutati con attenzione. Non è una sollecitazione all’investimento, né un’offerta pubblica ai sensi del D.Lgs. 58/1998.

Multinetwork: trasferisci le tue crypto in modo conveniente

Multinetwork

Trasferisci le tue crypto tramite la blockchain che preferisci, da e verso Young Platform con il Multinetwork

Cos’è il Multinetwork

Nel tuo percorso nel mondo crypto, può capitare di utilizzare un wallet o un’applicazione DeFi per gestire e investire le tue criptovalute.

Per aggiungere fondi a questi wallet e applicazioni, spesso devi passare da un exchange, convertendo euro in crypto. Allo stesso modo, potresti voler trasferire i token che hai guadagnato o scambiato su Young Platform, per convertirli o custodirli in un ambiente sicuro.

Per spostare criptovalute tra Young Platform e altre applicazioni, devi utilizzare il network di una blockchain. Ed è qui che entra in gioco la domanda: quale blockchain scegliere?

Cosa sono i network

Ogni criptovaluta è supportata da una o più blockchain (e quindi network) differenti: ad esempio, BTC viene trasferito principalmente sulla rete Bitcoin, mentre ETH sulla rete Ethereum.

Negli ultimi anni, però, sono nate blockchain alternative più veloci e convenienti, soprattutto per le criptovalute native di Ethereum. I Layer-2 come Arbitrum, Optimism e Polygon permettono a ETH e a tutti i token ERC-20 di circolare in modo scalabile ed economico.

Per questo, in molte applicazioni crypto è possibile scegliere su quale rete trasferire i propri fondi. Con Multinetwork, ora puoi farlo anche su Young Platform.

Quali network sono supportati

Young Platform supporta diversi network per il deposito e il prelievo delle principali criptovalute, tra cui ETH, USDC e USDT, con possibilità di trasferimento anche su Layer-2 e altre blockchain.

L’elenco completo e aggiornato dei network disponibili è consultabile nella pagina Commissioni e Prezzi, mentre sul Portale di Supporto trovi le guide passo-passo per depositare e prelevare.

Vantaggi del Multinetwork

  • Flessibilità: scegli la rete più adatta alle tue esigenze.
  • Risparmio: approfitta delle blockchain con costi di transazione più bassi.
  • Velocità: sfrutta le reti più rapide per trasferire i tuoi fondi in pochi minuti.

Attenzione agli errori di rete

Ricorda: un trasferimento effettuato su una rete sbagliata, verso il portafoglio errato o senza memo/tag, può comportare la perdita definitiva dei fondi.
Prima di confermare, verifica sempre:

  • la crypto da trasferire
  • il network selezionato
  • l’indirizzo o eventuale memo/tag richiesto

Scopri subito il Multinetwork su Young Platform e trasferisci le tue crypto nel modo più veloce, sicuro ed economico.

*Attenzione: i trasferimenti di criptovalute inviati su una rete sbagliata, oppure verso il portafoglio sbagliato o senza memo/tag potrebbero non essere recuperabili.

Comprare criptovalute su Young Platform: ecco 6 modi per depositare euro

depositi young platform

Guida a tutti i metodi di deposito su Young Platform

Vuoi comprare criptovalute su Young Platform? Il primo passo è semplice: ricaricare il tuo Portafoglio in euro. Solo dopo aver effettuato il deposito potrai scambiare i tuoi euro con qualsiasi crypto disponibile sull’exchange.

Prima di iniziare, assicurati di aver completato la verifica dell’identità. Su Young Platform hai a disposizione diversi metodi per acquistare criptovalute: puoi depositare con bonifico bancario, carta di credito o debito, Bancomat Pay o addirittura in contanti.

Scegli il metodo che preferisci, ricarica il tuo account e inizia il tuo percorso nel mondo delle crypto!

1. Deposito con bonifico bancario

Il bonifico bancario è uno dei metodi più sicuri e convenienti per depositare euro su Young Platform e iniziare a comprare criptovalute.

Puoi farlo da un conto italiano o da un conto estero nell’area EEA, con alcune differenze nei tempi e nei passaggi.

Tutti i depositi con bonifico bancario sono gratuiti, salvo eventuali commissioni applicate dalla tua banca.

Come depositare via bonifico

  1. Apri l’app di Young Platform e vai su Home o Portafoglio Euro.
  2. Seleziona Deposita e scegli EUR come valuta.
  3. Scegli Bonifico bancario.
  4. Indica se il conto è:
    • Italiano
    • Estero (EEA)
    • Intesa Sanpaolo
  5. Copia le coordinate bancarie di Young Platform che appariranno a schermo.
  6. Apri l’app della tua banca (o l’home banking) e incolla i dati per completare il bonifico.
    • Se hai un conto estero o Intesa Sanpaolo, inserisci l’importo e la causale richiesti prima di confermare.
  7. Invia il bonifico. Al completamento, l’importo apparirà nel tuo Portafoglio Euro su Young Platform.

Tempistiche

  • Bonifico istantaneo (solo Italia): accredito in 15–45 minuti.
  • Bonifico ordinario: accredito in 2–5 giorni lavorativi.

 Limiti di importo

  • Importo minimo: 20 €
  • Importo massimo: dipende dal tuo livello di verifica (KYC).

Ecco i limiti per livello:

  • Livello 1 –  max 4.000 € per operazione / 25.000 € annui
  • Livello 2 –  max 8.000 € per operazione / 50.000 € annui
  • Livello 3 – max 30.000 € per operazione / 200.000 € annui
  • Livello 4 – max 60.000 € per operazione / 200.000 € annui

Per limiti superiori puoi scrivere a [email protected]

Nota importante

  • Il conto deve essere intestato o cointestato a te e il nome deve corrispondere a quello registrato su Young Platform.
  • Per conti esteri e Intesa Sanpaolo la causale è obbligatoria.
  • Per rimanere aggiornato su commissioni e limiti, consulta sempre la pagina ufficiale: exchange.youngplatform.com/fees

2. Deposito con Bancomat Pay

Su Young Platform puoi depositare euro in modo istantaneo e senza commissioni (fino al 9 gennaio 2026) tramite BANCOMAT Pay, senza bisogno di IBAN, bonifici o carte.
Il procedimento è semplice:

  1. Apri l’app di Young Platform e vai su Deposita.
  2. Seleziona BANCOMAT Pay come metodo di pagamento.
  3. Inserisci l’importo da versare.
  4. Riceverai una notifica dall’app BANCOMAT o dalla tua app bancaria che integra il servizio.
  5. Autorizza il pagamento direttamente dal telefono.

I fondi saranno immediatamente disponibili nel tuo wallet grazie alla tecnologia SEPA Instant.

Limiti operativi: 1.500 € giornalieri, 3.000 € settimanali e 30.000 € mensili.
Per usare BANCOMAT Pay è necessario avere un conto presso una banca aderente e un numero di cellulare associato al servizio.

Per i dettagli sempre aggiornati su commissioni e banche aderenti, consulta: youngplatform.com/blog/young-platform/depositi-bancomat-pay/

3. Deposito con carta di debito, credito o prepagata

Su Young Platform puoi depositare euro in modo rapido utilizzando carte di debito, credito o prepagate dei circuiti Visa e Mastercard.

Come depositare:

  1. Dalla Home o dal Portafoglio Euro, seleziona Deposita.
  2. Scegli Euro.
  3. Seleziona Carta di credito, debito o prepagata.
  4. Aggiungi una nuova carta o seleziona una carta già salvata.
  5. Inserisci l’importo (minimo 20 €).
  6. Visualizza il riepilogo della transazione e conferma.

La tua banca potrebbe richiedere un’autenticazione tramite app o SMS (SCA – PSD2).

Nota: al primo utilizzo di una carta, verrà effettuata una microtransazione di pochi centesimi per verificarne la validità. L’importo ti sarà riaccreditato automaticamente al termine della procedura.

Vantaggi: il deposito è immediato.
Commissioni: 2,2% + 0,25 € (commissioni Visa/Mastercard).
Intestatario: la carta deve essere a tuo nome.

Per informazioni sempre aggiornate sulle commissioni: exchange.youngplatform.com/fees

4. Deposito con Google Pay o Apple Pay

Puoi ricaricare il tuo account Young Platform in modo rapido anche con Google Pay o Apple Pay.
Per utilizzare questo metodo, devi avere Google Pay o Apple Pay abilitato sul tuo dispositivo e aver collegato almeno una carta di pagamento.

Come depositare:

  1. Dalla Home o dal Portafoglio Euro, seleziona Deposita.
  2. Scegli Euro.
  3. Seleziona Google Pay o Apple Pay.
  4. Inserisci l’importo (minimo 20 €).
  5. Conferma la transazione.

Accredito: immediato.
Commissioni: 2,2% + 0,25 € (stesse commissioni applicate al deposito con carta).

Per informazioni aggiornate sulle commissioni: exchange.youngplatform.com/fees

5. Deposito con Young Cash (Voucher)

Puoi acquistare criptovalute su Young Platform depositando in contanti grazie a Young Cash, un voucher disponibile presso tabaccherie, bar e negozi aderenti.

Come funziona:

  1. Recati in uno store convenzionato (principalmente bar e tabaccherie) e acquista un voucher dell’importo desiderato.
  2. Nell’app Young Platform, seleziona il metodo di deposito YoungCash e poi Voucher.
  3. Inserisci il codice alfanumerico riportato sullo scontrino.

L’accredito avviene entro 15 minuti sul tuo Portafoglio Euro.
Commissioni: 2% trattenuto sull’importo depositato.

6. Riscatta una Gift Card

Le Gift Card di Young Platform sono buoni regalo digitali, con importi da 20 € a 250 €, che puoi ricevere e utilizzare per acquistare criptovalute.

Per riscattarla:

  1. Accedi alla sezione Profilo o Portafoglio dall’app o dalla piattaforma web.
  2. Seleziona Riscatta Gift Card.
  3. Inserisci il codice ricevuto via e-mail o SMS.

L’importo sarà accreditato sul tuo Portafoglio Euro e pronto per essere utilizzato.

Domande frequenti (FAQ) sui depositi fiat

1. Cosa significa “ricaricare il conto per comprare criptovalute”?
È il passaggio che ti consente di trasferire euro nel tuo wallet su Young Platform. Solo così potrai poi convertire gli euro in criptovalute.

2. Devo pagare un abbonamento per usare il mio account?
No, l’uso dell’account è gratuito. Puoi depositare quanto vuoi, quando vuoi—senza costi fissi.

3. Come faccio a sapere se il mio deposito è arrivato?
Controlla il saldo del Portafoglio Euro: se il denaro è stato accreditato, lo vedrai immediatamente.

4. Cosa posso fare se il deposito ritarda?
Verifica i tempi previsti per il metodo di deposito usato (vedi le tabelle). Se è passato più del previsto, apri un ticket di supporto. support.youngplatform.com/hc/it/requests/new 

5. È sicuro collegare la mia carta su Young Platform?
Sì, è sicuro. Attenzione però alle truffe: assicurati sempre che l’URL sia exchange.youngplatform.com/ o usa l’app ufficiale.

6. Quante carte posso collegare?
Puoi aggiungerne fino a 5 al mese e 40 in totale.

7. Come posso prelevare i fondi?
Il prelievo è possibile solo tramite bonifico bancario o la carta di pagamento che hai utilizzato per depositare. Trovi le istruzioni dettagliate nella sezione supporto: support.youngplatform.com/hc/it/sections/4559848673426-Depositi-e-prelievi 

8. Perché vedo più portafogli nel mio account?
Su Young Platform, ogni valuta (fiat o crypto) ha un wallet dedicato: uno per euro e uno per ciascuna criptovaluta.

9. Posso rimuovere la mia carta quando voglio? 

Sì! Vai nella sezione Profilo → Pagamenti, e clicca su “Rimuovi carta” per eliminare qualsiasi carta salvata.

Referendum 2025: guida completa al voto

Referendum dell'8 e 9 giugno: per cosa si vota?

I referendum dell’8 e 9 giugno si avvicinano e gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su cinque quesiti. Di cosa si tratta? La guida

I referendum abrogativi dell’8 e 9 giugno sono alle porte e circa 47 milioni di italiane e italiani saranno chiamati alle urne per decidere in merito a cinque quesiti referendari: uno sulla cittadinanza e quattro sul tema del lavoro. In questo articolo troverai gli elementi necessari per poter esprimere il tuo voto nel modo più informato possibile.

Referendum abrogativo: che cos’è e come funziona 

Il referendum abrogativo è definito come uno strumento col quale i cittadini hanno la possibilità di richiedere la revoca totale o parziale di una legge. Può essere un’iniziativa che parte dal basso, nel caso in cui venga proposto dalla cittadinanza, o dall’alto, quando invece sono i promotori sono gli organi rappresentativi, come i consigli regionali. Se il referendum ha esito positivo, dunque se la maggioranza voterà “sì” alla domanda “volete voi abrogare…”, la legge oggetto della votazione verrà eliminata. Per essere valido, però, è necessario raggiungere il quorum: ciò significa che il referendum avrà valore legale solo se il 50% più uno degli aventi diritto al voto si recherà effettivamente alle urne – un po’ come il 51% attack. I referendum abrogativi più famosi della storia della Repubblica italiana sono quello sul divorzio del 1974, quello sull’interruzione di gravidanza del 1978 e quello sull’aborto del 1981.  

Vediamo ora nello specifico quali sono i referendum dell’8 e del 9 giugno 2025

Referendum sulla cittadinanza italiana

Il referendum sulla cittadinanza – scheda gialla – propone il dimezzamento degli anni di residenza legale previsti per poter presentare la domanda di cittadinanza italiana. Attualmente, gli anni necessari per questa richiesta sono dieci, mentre il referendum mira a ridurli a cinque. Secondo i promotori, tra cui spicca Riccardo Magi di +Europa, i cittadini di origine straniera interessati dall’approvazione di questo referendum sarebbero circa 2,5 milioni, a cui andrebbe aggiunto un altro mezzo milione di persone rappresentato da figli e figlie minorenni.

Il tema della cittadinanza è tornato di attualità nel periodo successivo alle Olimpiadi di Parigi,  dove un gran numero di atleti e atlete italiani di origine straniera è tornato a casa con una medaglia al collo. Molte di queste personalità sportive hanno colto il momento di popolarità per porre l’attenzione sull’argomento, sottolineando quanto sia lungo e complesso l’iter burocratico per essere ufficialmente riconosciuti come cittadini italiani. 

Referendum sul lavoro

I referendum sul lavoro sono quattro e sono stati promossi dalla CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), il più antico sindacato italiano, guidato da Maurizio Landini. Analizziamo i quesiti referendari uno per uno. 

1. Contratto di lavoro a tutele crescenti e disciplina dei licenziamenti illegittimi

Questo referendum – scheda verde – propone la revoca di un decreto relativo al contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, introdotto nel marzo 2015 dal Governo Renzi col Jobs Act. Questa tipologia di contratto, infatti, impedisce il reintegro del lavoratore in azienda in caso di licenziamento illegittimo, prevedendo invece un risarcimento economico compreso fra le sei e le trentasei mensilità. Va precisato che il quesito riguarda le imprese con più di 15 dipendenti. Se vincesse il Sì, si tornerebbe alla situazione normativa precedente al decreto, che infatti verrebbe abrogato: si ristabilirebbe l’obbligo di reintegro nel caso in cui il datore di lavoro avesse licenziato un lavoratore in modo irregolare o senza valide motivazioni. 

2. Indennità in caso di licenziamento nelle piccole imprese

Il secondo referendum – scheda arancione – riguarda sempre i licenziamenti illegittimi, ma è relativo alle “piccole imprese”, cioè a quelle realtà con meno di 16 dipendenti. Nello specifico, si chiede l’eliminazione dei limiti massimi di risarcimento previsti nel caso in cui la cessazione del rapporto di lavoro avvenisse in modo irregolare, lasciando invece al giudice la facoltà di stabilire l’importo. Attualmente, nelle piccole imprese, se il datore di lavoro licenzia l’impiegato senza una giusta causa, il rimborso non può superare le sei mensilità: se vincesse il Sì, questo tetto verrebbe abrogato e la decisione finale spetterebbe alla magistratura.   

3. Contratti a termine

Il terzo quesito referendario – scheda grigia – riguarda i contratti a termine. In particolare, propone l’eliminazione di alcune norme che stabiliscono quando e perché un’azienda può offrire un contratto a tempo determinato e le condizioni necessarie per il rinnovo o il prolungamento. In Italia, al giorno d’oggi, la normativa vigente permette ai datori di lavoro di assumere risorse mettendo sul tavolo un contratto con durata inferiore ai 12 mesi, senza dover fornire le motivazioni che giustifichino il ricorso a questo strumento: se vincesse il Sì, verrebbe ripristinato l’obbligo di specificare le cause. 

4. Solidarietà giuridica tra committente e appaltatore

L’ultimo referendum abrogativo – scheda rosa – si occupa di salute e sicurezza sul lavoro. In questo caso, si propone la revoca di alcune norme che regolano il campo degli infortuni sul lavoro, nel caso di appalti o subappalti. Per comprendere bene il quesito, è importante conoscere la normativa attuale: quando una società committente appalta un lavoro delega alcune responsabilità all’impresa appaltatrice, tra cui quelle legate agli incidenti derivanti dai rischi connessi all’attività. Un esempio per capire meglio: una società appalta a un’impresa edile la costruzione di un palazzo e un operaio si fa male cadendo dai ponteggi. In questo caso, la colpa ricade esclusivamente su chi esegue il lavoro, quindi sull’azienda appaltatrice (o subappaltatrice). Se vincesse il Sì, anche la società committente dovrebbe rispondere dei danni o, per dirla in un altro modo, la responsabilità per l’incidente verrebbe estesa anche alla società committente. 

Se le urne chiamano, rispondi presente!

Questi referendum abrogativi sono importanti a prescindere dai temi: sono un termometro che misura la partecipazione politica dei cittadini e delle cittadine. I referendum sono anche strumenti di democrazia diretta a disposizione degli elettori e, in quanto tali, è fondamentale rispettarli: sarà possibile votare domenica 8 giugno dalle 7 alle 23 e lunedì 9 giugno dalle 7 alle 15

Se vuoi sapere come e quando si vota in Italia, abbiamo scritto una guida che parla proprio delle prossime elezioni, dagli un’occhiata e poi iscriviti qui sotto per non perderti le ultime notizie!

Tassazione TFR: guida al calcolo delle imposte sulla liquidazione

Tassazione TFR: guida al calcolo delle imposte sulla liquidazione

Guida al calcolo della tassazione del TFR: spiegazione ed esempio

Come funziona la tassazione del TFR e con quale calcolo si può trovare? Se sei alle prime armi con contratti di lavoro e contributi, forse non sai che quando decidi di incassare il TFR ovvero il “Trattamento di Fine Rapporto” devi pagare delle tasse. Se invece lo stai accumulando già da qualche anno, può esserti d’aiuto leggere questa breve guida al calcolo della tassazione TFR!

Cos’è il TFR e come si calcola

Prima di addentrarci nel calcolo della tassazione TFR, chiariamo innanzitutto cosa si intende per “Trattamento di Fine Rapporto”. In pratica è una somma di denaro che viene riconosciuta a tutti i lavoratori dipendenti alla risoluzione di un contratto di lavoro (sia a tempo determinato che indeterminato). 

IL TFR viene chiamato anche “liquidazione”, “buonuscita” o “retribuzione differita” ed è un compenso erogato con l’ultima busta paga solo alla fine del rapporto lavorativo che sia in caso di dimissioni che di licenziamento o pensionamento.

Per il calcolo della tassazione TFR è indispensabile conoscere l’importo della liquidazione. Il primo passo da fare per trovare questo valore è dividere la propria RAL (retribuzione annua lorda) per 13,5 così da trovare la quota annuale del TFR. Ora occorre moltiplicare questa quota per il numero totale degli anni di lavoro effettuati presso l’azienda. Infine bisogna aggiustare il TFR per l’inflazione aggiungendo:

  • il coefficiente di rivalutazione complessivo che corrisponde al 75% dell’indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (Indice FOI) calcolato dall’ISTAT;
  • Un tasso fisso dell’1,5%

Calcolo tassazione TFR: i fattori da considerare 

Il calcolo della tassazione del TFR dipende da diversi fattori come l’ammontare accumulato dal lavoratore ma anche “dove” è stato conservato nel corso del rapporto lavorativo. 

Quando si inizia un nuovo impiego, con la firma del contratto, viene chiesto al lavoratore se intende far maturare il TFR in azienda o destinarlo a un fondo pensione. Questa scelta dipende dalle considerazioni personali di ciascuno dal momento che esistono pro e contro per entrambe le opzioni. In ogni caso questo influenza il calcolo della tassazione TFR come vedremo nell’esempio. 

Un altro aspetto da considerare è un eventuale anticipo del TFR, i lavoratori del settore privato a certe condizioni possono richiedere una quota della loro liquidazione prima della risoluzione del rapporto per far fronte a spese mediche, all’acquisto della prima casa, alla nascita di un figlio. 

Tassazione TFR: il calcolo con un esempio

La tassazione TFR  viene imposta nell’ultima busta paga del dipendente. Tornando ai casi citati in precedenza, se il lavoratore ha mantenuto l’importo in azienda, la tassazione prevista deve tenere conto dell’aliquota media ponderata. L’aliquota media è il livello medio di tassazione che il lavoratore ha pagato sul reddito imponibile – cioè sul reddito al netto di detrazioni e riduzioni previste dalla legge – in un determinato periodo di tempo. Nel caso del TFR, questo intervallo corrisponde agli ultimi cinque anni di lavoro e si calcola sommando tutte le imposte pagate in quell’arco di tempo, divise per il reddito imponibile complessivo dello stesso quinquennio. Questo numero viene poi moltiplicato per 100 per ottenere una percentuale, ovvero l’aliquota media ponderata, che sarà poi applicata al TFR maturato. 

Esempio su TFR di 30.000€: con aliquota media ponderata del 20%, l’imposta dovuta sarà di 6.000€ e il TFR corrisponderà a 24.000€. 

Se invece il TFR è stato maturato in un fondo pensione, la tassazione è più vantaggiosa e va dal 15% al 9%. L’aliquota – cioè la percentuale di tassazione – varia in base agli anni di permanenza nel fondo: a partire dal quindicesimo, si riduce annualmente dello 0,3% fino, appunto, a un minimo del 9%. 

Esempio su TFR di 30.000€: con 18 anni di permanenza, l’aliquota si riduce dello 0,9% (0,3% x 3 anni) e sarà del 14,1%, cioè 4230€. A questo punto il TFR corrisponderà a 25.770€. 

Attenzione! In questo calcolo non è inclusa la tassazione sul rendimento del fondo in cui è stato depositato il TFR: sui Titoli di Stato equivale al 12,5%, mentre su altre forme di investimento tra il 20% e il 26%. 

Infine, per chi ha chiesto un anticipo, il calcolo della tassazione TFR è più complesso e dipende dalle motivazioni della richiesta. Per le spese mediche, l’imposta è ridotta e oscilla tra il 9% e il 15% in base agli anni di contribuzione, scalando dello 0,3% per ogni anno di contribuzione; per la prima casa, l’aliquota è fissa e corrisponde al 23%. L’anticipo massimo accessibile su richiesta è pari al 70% del totale e può essere richiesto solo dopo un minimo di 8 anni di servizio.   

Come abbiamo visto, la tassazione TFR tiene conto di diversi casi particolari non sempre dimostrabili con esempi pratici. Per questo è bene rivolgersi a dei professionisti ed effettuare il calcolo della liquidazione in maniera precisa.  Intanto, iscriviti a Young Platform e non perderti gli aggiornamenti che contano!

Come si calcola la tredicesima? La guida

Come si calcola la tredicesima? La guida

Se ti chiedi come si calcola la tredicesima, in questo breve articolo troverai una guida con tutte le informazioni necessarie. Scopri i dettagli! 

Come calcolare la tredicesima è una domanda che si pongono in tantissimi, dal momento che si tratta di una mensilità aggiuntiva erogata ogni anno ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Dato che è un po’ come uno stipendio ”extra” che viene versato nel mese dicembre, molti la considerano un regalo di Natale. Se vuoi sapere come capire quanto ti spetta, continua a leggere!

Cosa da sapere per capire come calcolare la tredicesima

Come anticipato, la tredicesima è una retribuzione che si aggiunge alle 12 mensilità e viene corrisposta a tutti i lavoratori dipendenti con CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) e ai pensionati. Si matura in modo proporzionale sulla base dei mesi lavorati nel corso dell’anno, anche in caso di assenze retribuite come ferie, malattia, infortunio, cassa integrazione o maternità. 

Se sei un lavoratore part-time, per calcolare la tredicesima devi sapere che questa mensilità extra matura in base alle ore lavorate durante l’anno, sempre in modo proporzionale: se il tuo contratto prevede 20 ore di lavoro settimanali, la tredicesima corrisponde al 50% di quanto previsto dal relativo CCNL, se invece prevede 30 ore settimanali si matura il 75% e via dicendo. Questo significa che se, per esempio, svolgi un part-time a 20 ore come infermiere in un ospedale, la tua tredicesima corrisponde al 50% della tredicesima che spetta a un infermiere che invece lavora a tempo pieno. 

È importante ricordare che nel calcolo proporzionale – sia in caso di full che di part-time – non sono considerate le ore di lavoro straordinario, le ferie non godute e i casi di aspettativa, cioè di sospensione dal lavoro per motivi familiari, di salute, di studio o formazione e simili. 

Come si calcola la tredicesima? La formula

La formula per capire come calcolare la tredicesima è molto semplice, sia per i lavoratori dipendenti sia per i pensionati. Per capire a quanto equivale questa mensilità extra lorda, è necessario moltiplicare lo stipendio lordo mensile per il numero di mesi lavorati e dividere questo numero per 12. Quindi, tornando all’infermiere, se lo stipendio lordo mensile è di 1.900€, sarà necessario moltiplicare questa cifra per il numero di mesi lavorati e dividerla per 12: qualora i mesi lavorati siano 12, il calcolo è semplicissimo e si può anche non fare. Se invece i mesi lavorati sono di meno di 12, per esempio 10, la tredicesima lorda corrisponderà a 1.583€. Nel caso in cui il contratto fosse un part-time a 20 ore settimanali, questa cifra andrebbe ulteriormente divisa per due, poiché equivalente al 50%, e sarebbe di circa 790€. 

Stipendio extra… o forse no?

Sebbene, come abbiamo detto, sia una mensilità aggiuntiva che si riceve a fine anno, nel capire come si calcola la tredicesima devi sapere che l’importo netto che ti spetta è inferiore rispetto allo stipendio che di solito prendi. Questo perchè la tredicesima è più tassata: l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) applicato in questo caso è più alto di quello calcolato sulla busta paga, dato che non sono previste le detrazioni fiscali che solitamente “alleggeriscono” questa tassa sul reddito. 
Capire come si calcola la tredicesima è importante perché è importante essere consapevoli delle tasse che si pagano e di quello che invece deve rientrare in tasca. Restare aggiornati su cosa succede nel mondo è importante, iscriviti a Young Platform e non perderti le notizie fondamentali!

Come votare in Italia: la guida

Come votare in Italia: la guida

Come votare in Italia? Quali sono le prossime elezioni? L’Italia è una democrazia e capire bene come e quando votare è fondamentale. Vediamolo insieme

Sapere come votare in Italia è importante per il funzionamento della democrazia: è un diritto sancito dalla Costituzione e il voto è un modo con cui cittadini possono contribuire attivamente al futuro del Paese. Se hai qualche dubbio, in questo articolo troverai tutte le informazioni necessarie per capire come e quando votare in Italia

Come votare in Italia: elezioni amministrative e referendum

Le elezioni amministrative e i referendum sono i primi due appuntamenti elettorali del 2025. Per quanto riguarda le amministrative, i cittadini dovranno recarsi alle urne il 25 e 26 Maggio per il primo turno, con un eventuale ballottaggio previsto per l’8 e il 9 Giugno. L’election day del referendum avrà invece luogo in un unico turno, l’8 e 9 Giugno, in concomitanza coi ballottaggi delle amministrative. In entrambi i casi, i seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì

Le elezioni amministrative, anche dette elezioni comunali, si tengono ogni cinque anni per eleggere i rappresentanti degli enti locali, come Sindaci e consiglieri comunali. In questa specifica tornata, andranno al voto 124 comuni. Naturalmente queste elezioni non riguardano tutti i cittadini italiani, ma solo quelli maggiorenni residenti nel comune oggetto di votazione. Non sono previsti voto all’estero né voto fuorisede.

I referendum invece sono cinque e, come anticipato, si terranno l’8 e il 9 Giugno. Quattro di questi si riferiscono a tematiche lavorative, mentre uno tratta il tema della cittadinanza. Se non ne conosci i contenuti, qui troverai i punti fondamentali. I primi quattro quesiti referendari sono stati promossi dalla CGIL e riguardano il mondo del lavoro: con questi si chiederà lo stop ai licenziamenti illegittimi o privi di una giusta causa, la riduzione del lavoro precario in favore di contratti a tempo determinato, maggiore tutela per chi lavora nel mondo delle piccole imprese e più sicurezza sul posto di lavoro. Il referendum sulla cittadinanza, promosso da +Europa, propone il dimezzamento dei tempi di residenza legale in Italia da 5 a 10 anni per la richiesta sulla concessione della cittadinanza italiana. Sono tutti referendum abrogativi – cioè si richiede la rimozione di una legge in vigore – e, in questo caso, il voto è aperto a tutti i cittadini italiani aventi diritto, residenti all’estero e fuorisede. 

Come votare  alle elezioni regionali

Le elezioni regionali sono delle elezioni locali in cui i cittadini residenti in una regione votano per eleggere i propri rappresentanti all’interno del governo regionale: alle urne, dichiarano la preferenza per i componenti del Consiglio regionale e, in alcuni casi, per il Presidente della Regione. Le elezioni regionali del 2025 riguardano sei regioni in totale: Valle d’Aosta, Veneto, Tocana, Marche, Campania e Puglia. La data non è ancora nota dal momento che nel 2020, a causa della pandemia, le elezioni hanno avuto luogo in autunno anziché in primavera. 

Come votare? Per esprimere la preferenza, l’elettore può tracciare il segno sul nome del candidato Presidente o sul candidato Presidente e su una lista a lui collegata o solo su una lista a lui collegata – il voto andrà automaticamente al candidato Presidente. È possibile anche avvalersi del voto disgiunto, votando un candidato Presidente e una lista non collegata. Inoltre è possibile esprimere fino a due preferenze nella stessa lista: se si dichiarano entrambe, queste devono indicare due candidati di sesso diverso. 

Votare alle elezioni politiche in Italia

Le elezioni politiche sono quelle che determinano la composizione del Parlamento italiano, vale a dire della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Le ultime elezioni politiche risalgono al 2022 e hanno visto la vittoria del centro-destra, alleanza di governo che ha portato Giorgia Meloni a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio. Le prossime sono previste nel 2027, a meno che non si verifichi lo scioglimento delle Camere prima della fine della legislatura – e dunque cada il Governo. Possono votare tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto 18 anni, tanto per eleggere i deputati (Camera) quanto i senatori (Senato). Si può votare per il candidato o per la lista collegata e non è previsto il voto disgiunto: pena l’annullamento della scheda elettorale. 

Come votare alle elezioni europee in Italia e all’estero

Con le elezioni europee, i cittadini europei votano per determinare la composizione del Parlamento europeo che ha sede a Strasburgo. L’Italia è rappresentata all’interno del Parlamento da 76 membri, che gli italiani eleggono in occasione delle europee. Le ultime hanno avuto luogo l’8 e il 9 Giugno 2024 mentre le prossime si svolgeranno fra cinque anni, nel 2029. 

Quindi come si vota alle elezioni europee? Possono esprimere il voto tutti i cittadini italiani maggiorenni residenti in Italia o all’estero e, anche in questo caso come nei precedenti, in Italia non è possibile votare online, per corrispondenza e per procura. Se sei un cittadino italiano residente all’estero, è necessario essere iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e recarsi presso i seggi allestiti nelle sedi diplomatiche. Si può votare per il partito preferito e – come solo in Danimarca, Belgio e Paesi Bassi – esprimere fino a 3 preferenze, indicando nome e cognome dei candidati, purchè di sesso diverso. Anche qui, non è previsto il voto disgiunto. 

Votare è un diritto, ma anche un dovere

Ora che conosci i prossimi appuntamenti elettorali e sai come votare in Italia, non resta che recarti al seggio elettorale per esprimere il tuo voto. Nota Bene: per votare è necessario presentarsi al seggio con documento di identità e tessera elettorale validi, altrimenti non potrai esercitare il tuo diritto di voto!

Il consiglio finale è di informarti costantemente sulla politica – se non ti occupi della politica, la politica si occuperà di te! – per essere un cittadino attento a quello che succede. Qui vedrai molti contenuti a sfondo politico ed economico, inizia iscrivendoti a Young Platform!