Crollo criptovalute: cosa fare quando succede?

Crollo criptovalute: cosa fare?

Crollo delle criptovalute: perché succede e come mettersi al riparo. Scopri tutti i consigli utili e le contromisure da adottare. 

Se hai mai affrontato un crollo delle criptovalute sai cosa significa provare paura e sconforto. Quando tutti i prezzi scendono rapidamente, scenario che si verifica più frequentemente nel nostro settore rispetto ad altri mercati più longevi e solidi, è difficile non farsi prendere dall’emozione. Quando le crypto crollano, se non sei preparato, ci si sente un po’ Wendy in Shining: ogni movimento di mercato diventa un colpo d’ascia che ti rincorre lungo i corridoi dell’Overlook Hotel, con Jack Torrance (Jack Nicholson) alle calcagna, pronto a terrorizzarti ad ogni angolo.

Tuttavia, se si lasciano da parte le emozioni e affronti la situazione in modo razionale, il crollo delle criptovalute può trasformarsi in  un’opportunità. Non serve avere la “luccicanza”, quella capacità quasi magica di prevedere il futuro come nel film di Kubrick. Quello che ti serve davvero è un piano solido e una strategia ben strutturata, che ti permettano di navigare con sicurezza anche nei momenti più turbolenti.

Perché le crypto sono volatili?

La prima volta che si assiste ad un crollo delle criptovalute (e forse anche la seconda e la terza) è normale farsi prendere dal panico. Al contrario, dopo che si acquisisce un po’ di esperienza nel settore, ci si abitua ai saliscendi del mercato o addirittura si attende con fermento e impazienza la volatilità, perché rende il mercato crypto più avvincente rispetto ad altri periodi spesso statici

Ma come mai i crolli sono più frequenti nel mondo crypto? Principalmente perché le criptovalute sono “giovani” e meno capitalizzate dei rivali della finanza tradizionale. Basti pensare che Wall Street, cuore pulsante del mercato azionario americano (sicuramente il più famoso e frequentato dagli investitori) è nato l’8 marzo del 1817. Il New York Stock Exchange è stato fondato più di duecento anni fa, mentre il mercato crypto circa dieci, se si considera come punto d’origine la nascita dei primi exchange.

Se il paragone sulla longevità dei due settori è efficace, quello che riguarda la capitalizzazione dei rispettivi mercati non lascia scampo ad equivoci. La capitalizzazione totale del mercato crypto, ovvero il valore monetario complessivo degli asset che lo compongono, è di 2,13 trilioni di dollari, 2.130 miliardi. Quello di Apple, invece, che è l’azienda più capitalizzata al mondo è, al momento della scrittura, di 3,2 trilioni, il 66% in più. Una sola azienda, anche se è la più grande in questo momento, vale di più (in termini monetari) dell’intero mercato delle criptovalute.

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Focus sulla capitalizzazione di mercato

Per spiegare in termini semplici qual è la relazione tra la capitalizzazione di mercato e la volatilità di un asset possiamo paragonare la prima ad una folla di persone. Quando questa è contenuta e succede qualcosa di insolito l’intero gruppo reagisce spesso in modo drastico. Immaginate cosa succederebbe se urlaste a squarciagola in un bar poco affollato. Al contrario, non susciterebbe nessuna reazione lo stesso comportamento durante una manifestazione con migliaia di persone.

Allo stesso modo, in un mercato altamente capitalizzato, partecipato da molti investitori e caratterizzato da scambi che muovono enormi quantità di denaro, influenzare il prezzo degli asset è molto difficile e dispendioso in termini di volumi. Mentre sono sufficienti somme più contenute per influenzare la capitalizzazione di un mercato più piccolo, dove le news o i grossi speculatori possono definirne il l’andamento di breve termine.

Crollo delle criptovalute correlato a una notizia economica

Alcune notizie economiche hanno la capacità di influenzare l’andamento del mercato azionario e quindi possono anche causare indirettamente il crollo delle criptovalute. Per esempio, eventi come la decisione della Federal Reserve in merito ai tassi di interessi, o la pubblicazione dei dati sull’inflazione e di quelli del mercato del lavoro, condizionano fortemente gli investitori, sia istituzionali che retail. Questi fattori influenzano le azioni sui mercati e, di conseguenza, i prezzi degli asset. 

Se hai assistito a un sell the news collegato ad uno degli eventi sopracitati, o ad un crollo preventivo derivante dalla preoccupazione di dati poco favorevoli per l’economia, non è il caso di preoccuparsi. Solitamente si tratta di movimento di prezzo passeggeri, che si concludono in un breve lasso di tempo.

Eventi di mercato gravi

Il discorso cambia quando si analizza il crollo delle criptovalute derivante da un evento grave e interno a questo specifico settore, come il fallimento di un player molto importante. In passato abbiamo assistito a crollo dell’ecosistema Terra-Luna, che ha causato un buco di 60 miliardi di dollari, ma anche alla bancarotta di FTX, che ha sollevato dubbi sulla legittimità delle aziende centralizzate che operano nel settore.

Quando eventi del genere colpiscono il mercato anche gli investitori più esperti provano paura e sgomento. Tuttavia, con il passare del tempo e con la crescita della capitalizzazione delle principali crypto, l’impatto sull’intero mercato di eventuali eventi di questo tipo dovrebbe gradualmente decrescere. In ogni caso, farsi prendere dal panico e agire d’impulso, come sempre quando si parla di investimenti, potrebbe peggiorare ulteriormente la nostra posizione. Al contrario, se si sta agendo seguendo un piano strutturato, è fondamentale continuare sulla propria strada e non applicare ad esso modifiche che derivano dal disagio emotivo che si sta provando. Questo, se consideriamo il “caso studio” crollo dell’ecosistema Terra Luna, avrebbe potuto voler dire allocare al progetto una percentuale del portafoglio crypto molto limitata accompagnata da un ribilanciamento costante in modo da ridurre progressivamente l’esposizione.

Come ci si può proteggere dal crollo delle crypto?

La prima risposta a questa domanda può essere estrapolata dal paragrafo precedente. Perché la realtà è, almeno in questo caso, molto semplice: chi non ha una strategia si troverà sempre a fare i conti con la paura o la rabbia durante un crollo delle criptovalute. Tuttavia, ci sono alcuni passaggi preliminari che possono aiutare chi è alle prime armi a prescindere dalla tipologia di piano che sta seguendo:

  • Svolgere un’analisi dei fondamentali: con questo termine ci si riferisce alla tecnologia che sostiene il token o la crypto in cui si vorrebbe investire. Prima di aggiungere un nuovo asset al nostro portafoglio è importante conoscerlo, comprendere se ha un’utilità, quali benefici garantisce a chi lo detiene e gli obiettivi di medio e lungo termine di chi lo emette. Conoscere tutto delle criptovalute che possediamo ci può aiutare ad affrontare con tranquillità e ottimismo i crolli di mercato. Insomma, nel lungo termine sono i fondamentali a fare la differenza e l’approccio cambia a seconda della solidità del progetto che si prende in considerazione. La strategia che seguirà l’acquisto di Polygon (POL), un progetto con tantissimi sviluppatori nel mondo che ha raccolto quasi 500 milioni di dollari, sarà diversa da quella da adottare nel caso in cui si compra una meme coin.

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  • Conoscere le basi dell’analisi tecnica: non per prevedere o anticipare i movimenti di mercato, ma per comprendere il contesto di un crollo dei prezzi. Se, ad esempio, la crypto in esame proviene da un periodo estremamente positivo, il ribasso dei prezzi potrebbe essere fisiologico. Oppure, se tale movimento è stato repentino e, almeno in parte, riassorbito, potrebbe trattarsi di un flash crash che la crypto non farà fatica a recuperare.
  • Possedere un portafoglio bilanciato: la differenza tra la capitalizzazione di mercato delle crypto e quella del mercato azionario è, ad oggi, ancora abissale. Ma lo stesso discorso vale anche per il divario tra BTC e la maggior parte delle altcoin. Come si evince dal grafico della dominance, il 58% del “peso” del mercato delle criptovalute è attribuibile a Bitcoin, che è la crypto su cui puntare se si vuole massimizzare la stabilità del proprio portafoglio. Al contrario, andrebbe al più possibile limitata l’esposizione alle meme coin o le “gemme” semisconosciute, che possono perdere gran parte del loro valore in pochissimo tempo. Inoltre può essere utile possedere un “piano b” strutturato, che implichi decisioni ben definite al verificarsi di alcune condizioni. I più esperti potrebbero servirsi dell’analisi tecnica, per pianificare una strategia d’uscita nel caso in cui una crypto scenda al di sotto di un determinato livello di prezzo (stop loss).

Questi sono solo tre metodi per proteggersi, almeno in parte, dal possibile crollo delle criptovalute. Tuttavia, non è possibile identificare strategie evergreen che funzionino a prescindere, ma vanno sempre adattate alla propensione al rischio di ogni individuo. In ogni caso, se intendi conoscere le cinque più popolari del 2024, puoi leggere questo articolo!

“Buy the dip”: il canto delle sirene o l’oracolo di Delfi?

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“Buy the dip” è una frase molto comune nel mondo degli investimenti e del trading, ed è particolarmente popolare tra chi si muove nel mercato crypto. Pensiamo a ieri, lunedì 5 luglio: un vero e proprio “lunedì nero”. Chi non si è fatto venire il mal di stomaco vedendo un crollo di BTC di oltre il 18% ha sicuramente sentito il richiamo delle sirene. Cari Ulisse, vogliamo ammetterlo? Buy the dip, Buy the dip, Buy the dip. Questa melodia ha risuonato nelle orecchie di chi è già abituato agli schiaffi di questo mercato o di chi ha nervi d’acciaio.

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Non si vedeva una caduta così da due anni. E in ogni crollo si nascondono due volti: uno di catastrofe e uno di grande opportunità. Ma, ovviamente, non tutte le dinamiche possono essere sotto il nostro controllo. Serve anche una solida gestione del rischio, costruendo nel tempo strategie diversificate per evitare di essere troppo esposti al mercato. Nessuno vuole trovarsi in una tempesta di neve in mutande, anche se ci sentiamo dei supereroi (e no, non fatelo, è un errore).

Dopo tutto questo preambolo, la domanda è: cos’è esattamente il “Buy the dip”? Vale sempre la pena seguire questo “mantra” o è meglio, a volte, essere più cauti? In questo articolo proveremo a rispondere a queste domande, nella speranza di darvi una spada e uno scudo in più per il prossimo scontro. Il nostro augurio è che possiate uscirne vittoriosi. 

Che cosa vuol dire Buy the Dip?

La traduzione letterale di “Buy the dip” è “comprare il calo”. Questa pratica di trading consiste nell’acquistare un asset dopo che il suo prezzo è diminuito, nella speranza che questa diminuzione sia temporanea e che il prezzo risalga presto. L’idea è che il ribasso rappresenti un’opportunità di acquisto a un prezzo scontato, aspettando che il mercato rimbalzi.

Vantaggi

  • Opportunità di profitto: comprare durante un ribasso può risultare molto profittevole se il mercato rimbalza e i prezzi tornano a salire.
  • Riduzione del costo medio: aggiungendo posizioni durante i cali, un investitore può ridurre il costo medio di acquisto di un asset, migliorando il potenziale di rendimento.
  • Accesso a prezzi scontati: acquistare asset durante un ribasso offre l’opportunità di entrarne in possesso a prezzi che potrebbero essere considerati scontati rispetto al loro valore a lungo termine.

Limiti e rischi

Nonostante i potenziali vantaggi, il Buy the Dip presenta anche significativi rischi:

  • Nessuna garanzia di risalita: un asset potrebbe continuare a scendere per vari motivi, come cambiamenti nei fondamentali economici o nella gestione aziendale. Ad esempio, una crypto che scende da $100 a $60 potrebbe essere un affare, ma se le prospettive di crescita del progetto sono negative, potrebbe scendere ancora di più.
  • Difficoltà nel valutare il valore intrinseco: spesso, è difficile capire se un calo sia temporaneo o un segnale di ulteriori ribassi. Comprare solo perché il prezzo è sceso non è sempre una buona idea se non si capiscono i motivi del ribasso. Bisogna chiedersi: il calo è dovuto a problemi interni o a fattori esterni? È una situazione temporanea? Il progetto è resiliente? Quanto durerà la correzione del prezzo?
  • Averaging down: se un investitore è già in possesso dell’asset e continua a comprare durante i ribassi, sta adottando una strategia di “averaging down“, che può essere rischiosa se l’asset continua a perdere valore. Questa strategia, se non gestita correttamente, può portare a perdite non proprio simpatiche.

Gestione del rischio

Quando si adotta il Buy the dip, potremmo aver bisogno di un piano B. Una via di fuga. Qualcosa per evitare un’emoraggia mortale. Di che si tratta? Di avere un piano per la gestione del rischio. Ad esempio, stabilire un limite di perdita per evitare di rimanere intrappolati in una posizione in perdita prolungata. Alcuni trader stabiliscono un prezzo di uscita per controllare le perdite. Poniamo il caso in cui una crypto scenda da $100 a $60, e il trader decida di vendere se il prezzo raggiunge $75 per limitare le perdite.

Contesto del “Buy the Dip”

Il “Buy the dip” è spesso utilizzato in diversi contesti e può avere probabilità di successo variabili a seconda della situazione. 

  • Durante una tendenza rialzista: alcuni trader usano questa strategia quando il mercato è generalmente in crescita. Immagina che una crypto stia aumentando di valore, ma a un certo punto subisce un piccolo calo. I trader che credono nella forza di questa tendenza rialzista vedono questo calo come un’opportunità per acquistare a un prezzo più basso, aspettandosi che il prezzo torni a salire presto. È un po’ come approfittare dei saldi durante un periodo di forte domanda.
  • Senza una chiara tendenza: altri trader usano il “Buy the dip” anche quando non c’è una tendenza rialzista evidente. Qui, la scommessa è che il prezzo dell’asset, attualmente in calo, aumenterà in futuro. Questo può avvenire perché credono nei fondamentali dell’asset o nelle potenzialità del progetto dietro la crypto. È come comprare un prodotto al mercato delle pulci sperando che il suo valore aumenti con il tempo, magari grazie a un miglioramento, una novità in arrivo, o perché in quel momento l’asset è sottovalutato.

“Buy the Dip” nei mercati crypto

Nel mercato crypto, il “Buy the dip” è un mantra molto popolare, spesso promosso da trader e investitori influenti. Tuttavia, è importante ricordare che il mercato delle criptovalute è altamente volatile e i ribassi possono essere significativi e duraturi. In ogni caso, questa strategia si è, fino ad oggi, dimostrata vincente se utilizzata per acquistare gli asset più solidi del mercato crypto, in particolare Bitcoin e Ethereum. Per questo motivo ogni volta che il prezzo di queste criptovalute scende il mantra “buy the f****** dip” (BTFD) echeggia sui social network utilizzati dagli appassionati del settore.

Non è un caso che già dal 4 luglio, mentre BTC scendeva sotto i $60.000 per la seconda volta in quattro mesi, i post, i tweet e le citazioni sul “Buy the dip” siano spuntate come i funghi su Reddit, X, 4chan e Bitcoin Talk. 

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Esempi di “Buy the Dip”

Un esempio noto è la crisi finanziaria del 2007-08, dove molti investitori hanno acquistato azioni di aziende come Bear Stearns e New Century Mortgage, aspettandosi un recupero che non è mai avvenuto. Entrambe le società hanno cessato l’attività dopo aver perso una quota significativa del loro valore. In contrasto, chi ha acquistato azioni Apple dopo il crollo del 2020 ha visto un notevole aumento del valore, rendendo la strategia molto profittevole.

L’Opposto del “Buy the Dip”: “Sell the Rally”

L’approccio opposto al “Buy the dip” è il “Sell the rally”, che consiste nel vendere un asset il cui prezzo è aumentato, prevedendo un imminente ribasso. Anche in questo caso, l’obiettivo è massimizzare i profitti, ma comporta rischi simili, come la possibilità di vendere troppo presto o troppo tardi.

Per chiudere

Il “Buy the dip” può essere una strategia vincente in mercati volatili e durante tendenze rialziste a lungo termine. Tuttavia, richiede una buona conoscenza del mercato e una gestione del rischio ben ponderata. Non è una tecnica infallibile e non dovrebbe essere adottata senza una valutazione critica delle circostanze e del proprio profilo di rischio.

Esercizio per casa: per evitare di farsi prendere dalla FOMO, è utile ricordare il mantra opposto. Prova a ripetere: “Il tempo nel mercato batte il tempismo del mercato”. Questo può aiutarti a non perdere la testa e a prendere decisioni più razionali.

Per continuare a seguire queste notizie con sottomano il mercato crypto (e la possibilità di piazzare ordini), siamo qui sotto!

Ottenere prestiti senza busta paga e senza garante: la guida e i requisiti

Coppia al PC

È possibile ottenere prestiti senza una busta paga e senza un garante? Ecco tutte le cose da sapere e i requisiti

Ottenere prestiti senza busta paga e senza garante è, davvero, possibile. Ovviamente ci sono dei requisiti da soddisfare per ricevere accedervi, ma ottenere un muto o un finanziamento senza garanzie non è così difficile come si potrebbe pensare.

Anche conosciuti come prestiti senza reddito o prestiti senza garanzie, queste sono forme di finanziamento in cui il richiedente non è tenuto a, o comunque non può, fornire una busta paga o altre prove di reddito per ottenere quanto richiesto. I prestiti senza busta paga (e anche senza garante) infatti, sono utilizzati spesso da chi non ha una stabilità lavorativa o in generale non è in grado di fornire la documentazione finanziaria tradizionalmente richiesta in questi frangenti

Prestiti senza busta paga: come ottenerli? Requisiti 

Nel processo di richiesta di un prestito solitamente sono domandati vari documenti, tra cui la busta paga, che attesta la posizione lavorativa del richiedente e garantisce la capacità di restituire l’importo. Tuttavia, nel caso in cui il richiedente non la possieda le banche possono richiedere la presenza di un garante, ossia una figura che si impegna al rimborso nel caso in cui il richiedente non sia in grado di farlo. 

Come? Una delle modalità ammesse è ad esempio quella della fideiussione con beneficio di escussione. Si tratta di una garanzia personale con cui il fideiussore si impegna a rimborsare,attraverso il suo patrimonio, la cifra ottenuta dal terzo per il quale svolge il ruolo di garante in caso di inadempienza.  

In linea generale, un garante deve percepire un reddito dimostrabile e soprattutto giudicato sufficiente per coprire eventuali insolvenze e non deve inoltre essere iscritto al Crif come cattivo pagatore. La banca prende in esame anche il patrimonio del soggetto, in particolar modo i suoi beni immobiliari, sebbene non vengano considerati fra i requisiti come garanzia accessoria.

Anche la presenza di un canone di locazione (un semplice affitto) per immobile di proprietà di chi richiede la cifra può essere uno dei requisiti per ottenere prestiti senza busta paga. 

Per richiedere somme elevate, invece, possono essere necessarie delle garanzie ulteriori, come ad esempio la presenza di un cointestatario assieme al quale avanzare richiesta. Valutata, sempre soprattutto in questi casi, anche la possibilità di ipotecare un immobile (di proprietà). In entrambi i casi, le tempistiche per richiedere e ottenere prestiti senza busta paga sono, di norma, più lunghe rispetto a quelle delle domande tradizionali. Inoltre, vale la pena di notare che le garanzie ipotecarie o pignoratizie sono gravate da spese burocratiche elevate, che spesso arrivano anche a superare o comunque ad eguagliare l’importo richiesto.

Se ti interessa il mondo crypto, sappi che esistono anche prestiti collegati al settore e li affronteremo nel prossimo nel prossimo paragrafo.

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Prestiti senza busta paga e senza garante: requisiti

Anche chi non ha né una prova finanziaria di reddito né un garante può tentare di richiedere somme di denaro agli istituti di credito. Esistono diversi tipi di prestiti senza busta paga e senza garante, tra cui:

  • Prestito d’onore: si rivolge solo ed esclusivamente a studenti di scuole medie secondarie oppure a universitari e ha l’obiettivo di garantire il completamento del ciclo di studi. Fra i requisiti per ottenerlo c’è sicuramente quello della media scolastica elevata oltre che la presenza di una convenzione fra la scuola/università e l’istituto di credito propenso ad erogare questa tipologia di prestito.
  • Prestiti garantiti dagli enti pubblici: spesso prendono vita da fondi nazionali o europei e possono essere anche a fondo perduto. Hanno l’obiettivo di sostenere le fasce più deboli della popolazione permettendogli di avviare progetti imprenditoriali in grado di generare entrate.

Prestiti decentralizzati: lending and borrowing crypto

Negli ultimi anni si è affermata una nuova tipologia di prestiti che funzionano, di fatto, anche se non si fornisce una busta paga o non si indica un garante. La piattaforma di riferimento è, in questo senso, Aave, un’applicazione decentralizzata costruita sulla blockchain di Ethereum, leader nel settore del lending and borrowing decentralizzato. 

Su Aave tutto è regolato dagli smart contract, contratti intelligenti che svolgono le mansioni che, nel sistema finanziario tradizionale, sono affidate alle banche o ad altri istituti di credito. Come già anticipato, per richiedere un prestito su Aave, non serve né una busta paga né, tantomeno, un garante, ma il funzionamento dell’intero sistema è garantito dal collaterale in crypto depositato dagli utenti stessi. Puoi approfondire il funzionamento di questa innovativa piattaforma di finanza decentralizzata (DeFi) nel nostro articolo dedicato ad Aave.

Se, invece, ti consideri una persona più pragmatica e vuoi passare subito all’azione, puoi acquistare il token AAVE direttamente su Young Platform.

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Ecco dunque le maggiori opzioni disponibili sul tavolo e i requisiti necessari. Quando si sceglie di richiedere prestiti senza busta paga e senza garante, però, la cautela è d’obbligo. Le truffe sono sempre dietro l’angolo e affidarsi a istituti riconosciuti è sempre la soluzione più sicura.

BTP Italia e Valore: le linee guida per il 2024

BTP Italia e Valore: le linee guida per il 2024

Dopo il grande successo del 2023, il MEF ha già effettuato due emissioni di BTP nel 2024. Ecco le linee guida per i prossimi sei mesi.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze continuerà a proporre strumenti dedicati agli investitori retail, soprattutto grazie al successo riscontrato nel corso degli ultimi anni. I BTP Italia e i BTP Valore verranno ugualmente apprezzati anche se potremmo continuare ad assistere a una riduzione dei tassi di interesse nei prossimi mesi del 2024 e quindi del loro rendimento?

Se i tassi di interesse torneranno alla normalità potremmo assistere ad una ripartire ad una migrazione di capitali dalle obbligazioni a vantaggio di asset più volatili: azioni e criptovalute. Puoi prepararti a questa evenienza acquistando Bitcoin o altre criptovalute sul nostro exchange.

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BTP: un recap dei primi mesi del 2024

Il 2023 e la prima parte del 2024, almeno dal punto di vista delle obbligazioni governative, è stato un successo. Durante l’anno scorso sono stati messi BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) per un totale di circa 360 miliardi di euro e BOT (Buoni ordinari del Tesoro) per 156 miliardi. Questi dati se sommati ci restituiscono il controvalore totale dei titoli emessi nel 2023 dal nostro paese, che supera i 500 miliardi di euro. Un grande successo è stato riscosso anche dalla nuova tipologia di obbligazioni, i BTP Valore, bond dedicati esclusivamente a risparmiatori individuali e affini.

Durante le due emissioni del 2024 (di marzo e di maggio) sono stati “piazzati” rispettivamente 18,3 e 11,2 miliardi di euro su queste obbligazioni. Per i cittadini che hanno comprato il titolo in fase di emissione e lo terranno fino alla scadenza nel 2030, è previsto un premio fedeltà dello 0,80%.

Inoltre, bisogna specificare che la tassazione rimane quella classica per le obbligazioni governative del 12,5%, a differenza di quella del 26% applicata per il mercato azionario e quello delle criptovalute, e che i BTP Valore vengono esclusi dal calcolo dell’ISEE fino a 50.000 euro.

Le linee guida per il 2024

Insomma, il MEF ha, almeno fino ad oggi, rispettato le linee guida per le emissioni delle obbligazioni governative italiane nel 2024 annunciate alla fine dell’anno scorso.

Ha, infatti, effettuato due emissioni nel corso dell’anno in modo da soddisfare un numero più alto possibile di investitori, sia quelli retail che quelli istituzionali. Inoltre,i titoli hanno mantenuto l’indicizzazione legata al tasso di inflazione nazionale e il premio fedeltà per gli investitori retail che porteranno a scadenza l’obbligazione.

Cosa ci aspetta per il secondo trimestre di quest’anno? Arriveranno dei nuovi BTP a tre e a sette anni?

Sei sul blog di Young Platform, la piattaforma italiana per comprare criptovalute. Qui puoi trovare le ultime novità su blockchain, Bitcoin e Web3. Raccontiamo da vicino questa economia emergente con un occhio alla finanza tradizionale, così hai tutto quello che ti serve per entrare nella nuova era del denaro. 

Guida alle elezioni USA 2024: tutte le cose da sapere, dalla data ai candidati

Dibattito elezioni americane: tutte le cose da sapere

Le elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America sono sempre più vicine. A cosa prestare attenzione? 

Elezioni USA 2024: dai candidati, alla data esatta della chiamata alle urne, fino alle ipotesi sui risultati, il mondo intero ha già iniziato ad interrogarsi sulle prossime presidenziali degli Stati Uniti d’America. 

In questa semplice guida l’evento verrà passato al setaccio in modo da arrivare preparati ad una delle consultazioni elettorali più attese al mondo, la sessantesima per il Paese. Inoltre, tra pochi giorni inizieranno le primarie che definiranno i candidati che concorreranno per il ruolo di presidente degli Stati Uniti d’America: chi vincerà le elezioni USA del 2024?

Quando ci saranno le prossime elezioni USA: la data

Le presidenziali negli Stati Uniti si tengono ogni quattro anni, il primo martedì di novembre. Pertanto, le prossime elezioni USA si svolgeranno esattamente in data 5 novembre 2024. Gli elettori andranno alle urne per eleggere il nuovo presidente che assumerà ufficialmente l’incarico il 20 gennaio 2025.

Queste consultazioni sono un momento chiave nella democrazia americana e attirano l’attenzione a livello nazionale e internazionale, poiché influenzano una vasta gamma di questioni globali. Per questo l’attenzione su di esse è sempre ai massimi livelli. 

Candidati

Prima di scendere nei dettagli delle elezioni USA 2024 alcune precisazioni sono d’obbligo. Il sistema partitico a stelle e strisce è dominato da due principali partiti politici: il Democratico e il Repubblicano. Entrambi svolgono un ruolo centrale nella politica statunitense ed esercitano una notevole influenza sul processo politico e sulle elezioni a tutti i livelli di governo.

A novembre del 2022 è arrivata la prima conferma di partecipazione, con Donald Trump che ha annunciato la sua ricandidatura per un secondo mandato (non consecutivo) a capo dei repubblicani. Qualche mese dopo, nella primavera del 2023, è stato invece l’attuale presidente Biden a ufficializzare Ia ricandidatura per un secondo mandato con i democratici. A questi due nomi influenti se ne sono aggiunti altri, più e meno noti. La schiera dei dem è risultata sin da subito meno folta rispetto a quella repubblicana. 

Volendo dunque riassumere, i candidati alle elezioni USA 2024 per i democratici sono i seguenti: 

  • Joe Biden
  • Robert Francis Kennedy Jr
  • Marianne Williamson
  • Dean Phillips

I candidati repubblicani invece sono: 

  • Donald Trump
  • Ron DeSantis
  • Doug Burgum
  • Larry Elder
  • Nikki Haley
  • Tim Scott
  • Asa Hutchinson
  • Chris Christie
  • Mike Pence
  • Vivek Ramaswamy
  • Perry Johnson
  • Ryan Binkley
  • Will Hurd

Ma chi, fra questi, sarà scelto a capo di ciascun partito politico? Saranno le primarie di inizio 2024 a deciderlo. Le elezioni primarie sono normali consultazioni in cui gli elettori scelgono i candidati presidenziali che rappresenteranno il loro partito nelle elezioni generali. 

Vale la pena di ricordare che tutti i candidati alle elezioni USA devono rispettare quanto sancito dall’articolo 2 della Costituzione: la persona che si voglia proporre deve essere cittadino dalla nascita, deve avere almeno 35 anni e ancora deve risiedere su territorio statunitense da almeno 14 anni.

Le primarie USA 2024: chi sono i favoriti?

Le elezioni primarie degli Stati Uniti sono alle porte, le votazioni, per i repubblicani, inizieranno il 15 gennaio in Iowa e proseguiranno poi negli altri stati nelle settimane e nei mesi successivi. Come spesso accade nella storia sono da seguire soprattutto quelle all’opposizione (in questo caso quelle repubblicane), visto che è molto raro che il presidente uscente, attualmente Joe Biden, perda quelle del suo schieramento. In questo momento i sondaggi stimano che l’attuale presidente sia “la scelta” di quasi 70% degli elettori dem, anche se, data la sua non più giovane età, anche le primarie del partito democratico potrebbero riservare sorprese. 

Sul fronte repubblicano il favorito ad oggi è ancora Donald Trump. Il tycoon, secondo quanto emerso dai recenti sondaggi sulle Elezioni USA 2024, ha rispettivamente il 47%, 45,7% e 53% dei consensi nei tre seggi chiave di Iowa, New Hampshire e South Carolina. Al secondo posto troviamo Nikki Haley, l’ex governatrice del South Carolina, che “controlla” rispettivamente il 14,3%, 18,7%, 22% dell’elettorato. Ron DeSantis, l’attuale governatore della Florida che sembrava poter essere il principale antagonista dell’ex presidente, ha perso terreno in diversi caucus (incontri dove gli elettori discutono e votano i candidati) a parte quello dell’Iowa, dove possiede ancora il 17,3% dei consensi.

Elezioni USA 2024 e criptovalute

Anche chi opera nel settore crypto guarderà con attenzione alle elezioni USA 2024. Le politiche del governo statunitense, infatti, sono perfettamente in grado di influenzare la regolamentazione delle valute virtuali. Ad esempio, scelte riguardanti normative, regolamenti finanziari o leggi antiriciclaggio possono avere un impatto diretto sul modo in cui le crypto sono utilizzate e scambiate negli Stati Uniti.

Alcuni candidati o amministrazioni potrebbero essere più o meno inclini a sostenere l’innovazione tecnologica, inclusa la tecnologia blockchain e le criptovalute in generale. Per cui politiche mirate alla promozione di nuove tecnologie potrebbero avere un impatto positivo sull’ecosistema.

Le conseguenze potrebbero essere anche di natura fiscale e riguardare dunque la tassazione delle criptovalute (qui tutte le cose da sapere sulla normativa italiana). Più in generale, notizie positive per il comparto potrebbero determinare un aumento dei prezzi degli asset con ripercussioni positive per il mercato globale delle crypto. I candidati alle elezioni USA 2024 saranno in grado di stimolare il settore? 

Sei sul blog di Young Platform, la piattaforma italiana per comprare criptovalute. Qui puoi trovare le ultime novità su blockchain, Bitcoin e non solo. Seguici e resta aggiornato sulle elezioni USA 2024 e su molto altro ancora.

Airdrop Base: la guida completa

Base airdrop: la guida completa

Come provare a ricevere l’airdrop di Base, il Layer 2 di Ethereum sviluppato da Coinbase, nel caso in cui dovesse arrivare. La guida

Al contrario di quanto annunciato dal team in occasione del lancio della blockchain, l’airdrop di Base potrebbe arrivare nei prossimi mesi. Il Layer 2 sviluppato da Coinbase, il più grande exchange di criptovalute al mondo, potrebbe premiare gli utenti della sua rete.

Pochi mesi fa era stato lo stesso team a dichiarare che non avrebbe lanciato un token, ma vista la svolta del rapporto tra l’exchange e gli enti regolamentativi statunitensi, la situazione sembra ora capovolta. Scopri tutto sul possibile airdrop di Base, il Layer 2 di Ethereum sviluppato da Coinbase.

Che cos’è Base, la blockchain di Coinbase?

Base è un Layer 2 di Ethereum sviluppato dalla più grande azienda del mondo crypto, Coinbase. L’exchange, oggi disponibile in più di 100 paesi, da diversi anni offre un grande numero di prodotti ad un altrettanto ampia base clienti (circa 7,3 milioni) e gestisce circa 130 miliardi di dollari di asset sulla sua piattaforma.

Questo network è stato costruito utilizzando lo stack di sviluppo di Optimism, ed è quindi molto simile alla seconda soluzione di scalabilità per Ethereum più famosa del momento. Utilizza la tecnologia degli optimistic rollup per consentire ai suoi utenti di processare transazioni in modo veloce ed economico ed è compatibile con la Ethereum Virtual Machine (EVM).

Se prima di leggere questa guida sull’airdrop di Base vuoi sapere tutto sulla blockchain sviluppata da Coinbase, puoi leggere il nostro articolo dedicato.

Come qualificarsi per l’airdrop di Base?

Né il team di Base e né Coinbase hanno dato conferma dell’arrivo del token del Layer 2, perciò non si può essere sicuri dell’esistenza di un futuro airdrop di Base. Al contrario, hanno specificato l’opposto nei mesi precedenti al lancio della mainnet. Ultimamente però, dopo le parole di Paul Grewal, Chief Legal Officer (CLO) di Coinbase, che non ha escluso questa opzione, il mondo crypto è in generale più fiducioso riguardo alla distribuzione gratuita di token. 

È necessario specificare poi che quando un protocollo annuncia un airdrop è solitamente troppo tardi per qualificarsi, quindi è quasi sempre obbligatorio partire prima, anche se non si è certi del suo arrivo.

Dato che non possiamo sapere se l’airdrop di Base arriverà non conosciamo neanche i requisiti da soddisfare per riceverlo, visto che rimarranno segreti fino all’eventuale annuncio. Per provare ad identificarli possiamo però prendere spunto dagli airdrop passati, che hanno quasi sempre premiato la frequenza delle interazioni con un determinato protocollo e il volume di crypto scambiato.

Guida pratica all’airdrop di Base

Diamo per assodato che l’airdrop di Base arriverà e quindi vediamo quali sono i più probabili step da compiere per qualificarsi.

1. Avere accesso ad un wallet crypto decentralizzato e importare la rete

Per ricevere l’airdrop di Base bisogna agire on-chain, quindi direttamente sul Layer 2 di Ethereum. Per prima cosa bisogna possedere un portafoglio decentralizzato e aggiungere la blockchain di Coinbase ad esso. Ci sono diversi portafogli che la supportano, su tutti Metamask e il wallet decentralizzato sviluppato dall’exchange stesso, Coinbase Wallet.

Per aggiungere la blockchain Base al tuo Metamask puoi consultare la documentazione ufficiale del Layer 2 e inserire i dati. Per comodità te li riportiamo qui sotto, attenzione che l’indirizzo della RPC potrebbe cambiare nel tempo quindi controlla sempre il sito ufficiale di Base.

  • Nome: Base Mainnet
  • Descrizione: The public mainnet for Base
  • RPC Endpoint
  • Chain ID: 8453
  • Currency Symbol: ETH
  • Block Explorer

2. Acquista Ethereum su Young Platform ed effettua un prelievo

Base, come già anticipato, è una soluzione di scalabilità di Ethereum e quindi, se vuoi provare a qualificarti per l’airdrop, devi possedere qualche Ether. In questo modo potrai utilizzare le dapp e processare le transazioni necessarie per provare a qualificarti alla distribuzione. Se non ne possiedi nessuno puoi utilizzare Young Platform cliccando su questo bottone. 

Compra ETH!

Per trasferire i tuoi ETH dal conto Young Platform al tuo wallet decentralizzato puoi seguire questa guida. Attenzione, è necessario effettuare il prelievo degli ETH che vuoi utilizzare attraverso la rete Ethereum.

3. Raggiungi Base attraverso un bridge

Il modo migliore per raggiungere Base è attraverso il bridge ufficiale. Questo perché utilizzarlo potrebbe essere uno dei requisiti fondamentali per qualificarsi per la distribuzione gratuita di token. Per trasferire i tuoi Ethereum (ETH) su Base basta connettere il tuo wallet, selezionare la quantità che vuoi inviare, confermare e approvare la transazione.

4. Utilizza alcune dapp disponibili sulla blockchain

Una volta che gli ETH sono arrivati a destinazione, per qualificarsi all’eventuale airdrop di Base devi iniziare ad interagire con le applicazioni decentralizzate che popolano il Layer 2. Puoi decidere come procedere in base alla quantità di ETH che intendi utilizzare (necessaria per coprire il costo delle gas fees, piuttosto basse vista l’elevata scalabilità di questo network).

La strategia più popolare per andare a “caccia di airdrop” impone di effettuare alcuni scambi (swap) tra i token disponibili sulla blockchain, utilizzando, se è possibile, gli exchange decentralizzati (DEX) nativi – e quindi creati appositamente per quella rete. I più famosi su Base sono Aerodrome e BaseSwap, ma puoi consultare la pagina di Defillama dedicata per conoscere tutte le dapp più utilizzate sul network.

Se te la senti puoi anche esplorare protocolli più “da pro” come quelli per lo yield farming. Infine, puoi anche utilizzare una delle piattaforme presente esclusivamente su Base più popolari di questo network, friend tech, il più famoso esempio di socialFi del momento.

5. Utilizza la blockchain regolarmente

Potrebbe essere anche importante, al fine di ricevere l’airdrop di Base nel caso in cui venga distribuito, la frequenza con cui utilizzi questa rete. Le distribuzioni gratuite di token nel passato hanno premiato gli utenti che hanno interagito regolarmente con la rete.

Perciò è raccomandabile ripetere le azioni descritte nei passi precedenti più volte nel tempo. Un altro criterio che il team di Coinbase potrebbe prendere in considerazione ha a che fare con la varietà di dapp utilizzate. Per soddisfare tale requisito, collega il tuo portafoglio ed effettua operazioni su diverse piattaforme del Layer 2.

Hai appena letto i probabili requisiti fondamentali per ricevere l’airdrop di Base nel caso in cui venga confermato.

Cos’è Young Platform Step e come funziona? La guida completa

come funziona step

Young Platform Step: cos’è e come funziona l’app che ti permette di imparare tutto sul mondo crypto giocando!

Con Young Platform Step scopri cos’è e come funziona il mondo crypto nel modo più facile e divertente: colleziona punti esperienza e sali di livello per ottenere il token YNG! 

Ma che cos’è quest’ultimo? È il token dell’ecosistema Young Platform, con un reale valore nel mercato. Su Step puoi mettere da parte i tuoi primi token YNG e avere a disposizione tantissime risorse gratuite per imparare le basi del mondo crypto, step by step!

Come funziona una blockchain? A cosa serve Bitcoin? Che cosa sono gli NFT? Su Step andiamo al sodo e rispondiamo a tutte le tue domande, in maniera semplice e chiara. Ma non finisce qui! Dopo aver conquistato i tuoi primi YNG, puoi trasferirli sull’exchange di Young Platform dove potrai usufruire dei principali servizi del settore crypto con una marcia in più. Scopri allora cos’è e come funziona Young Platform Step e tutti i giochi disponibili!

Home

La Home è il cuore del gioco: nel menu in alto trovi il tuo Livello, il saldo YNG, le vite e il Profilo. Ma soprattutto, puoi iniziare la tua Avventura! Ecco cos’è e come funziona.

L’Avventura

L’Avventura è una sequenza di sfide di diverso tipo, in cui obbiettivi legati ai passi e alle previsioni si alternano a lezioni sulle criptovalute, la blockchain e l’economia. 

In ogni capitolo dell’avventura imparerai nuove nozioni fondamentali, che potrai testare con quiz semplici ma efficaci, inoltre alla fine di ogni capitolo trovi una sfida di ripasso per consolidare quanto imparato. 

Si tratta di un percorso studiato ad hoc per essere molto semplice all’inizio e via via sempre più difficile e ingaggiante, permettendoti di consolidare abitudini sane e acquisire nuove conoscenze in pillole, secondo i principi del micro-learning.

L’Avventura infatti si divide in tre fasi: Newbie, Analyst e Master. Nella prima imparerai la teoria e le basi delle crypto, nella seconda acquisirai competenze pratiche di utilizzo e analisi di questi strumenti, mentre nell’ultima approfondirai applicazioni e nuovi trend.

Il profilo

I tuoi progressi sono facilmente visibili nella barra superiore dell’app, ma se entri nel tuo Profilo è tutta un’altra storia. Il tuo Livello, Vite disponibili, YNG ottenuti e XP accumulati sono facilmente consultabili e col tempo la tua sezione personale sarà sempre più ricca di dettagli e vittorie. Scegli tra gli Avatar disponibili per personalizzare il tuo profilo!

I boost

Ci sono diversi tipi di boost su Young Platform Step. Attualmente il boost vite è quello più importante.

Il boost vite ti permette di non perdere nessuna vita per 1 ora. Puoi utilizzarlo quindi per fare più di 5 Quiz o più di 5 previsioni di seguito. 

Per ottenerlo basta andare nella barra in alto, dove c’è l’icona delle vite, cliccarvi sopra e selezionare “Ottieni vite illimitate” per comprarlo al prezzo di 1YNG.

In alternativa lo puoi ottenere al raggiungimento di alcuni Livelli: controlla quando riceverai un boost vite selezionando l’icona del Livello nella barra in alto e cliccando su “Mostra Livelli”.

Una volta ottenuto il boost vite, devi riscattarlo per attivarlo e poterlo quindi utilizzare.

Altri tipi di boost invece ti compariranno come opzioni automatiche durante l’uso di funzionalità come Step o Up&Down per massimizzare i risultati di questi giochi.

Hub

1. Obbiettivi

Qui troverai le Missioni, che ti permettono di guadagnare punti esperienza ogni giorno: controlla la scadenza, e utilizza le funzionalità per completarle e riscattare XP.

Puoi anche partecipare alle Missioni Speciali per guadagnare YNG completando il numero di Missioni richieste. Le Speciali durano alcune settimane e hanno durata variabile.

2. Step

Young Platform Step conteggia tutti i tuoi passi (se collegata a Google Fit o Salute). Nella sezione “Step”, con il bottone “Claim”, puoi riscattarli e accumularli per completare le Missioni dei passi in Obbiettivi. Ricordati di riscattare i passi ogni volta che ne accumuli 4.000, in caso contrario il conteggio si fermerà.

Qui trovi anche le classifiche! La sfida è battere gli altri utenti della community a chi accumula più passi in un intervallo di tempo. Puoi iscriverti a una classifica esistente o crearne una: ognuna di queste ha una durata e un numero di posti limitato. Per partecipare devi versare una piccola quota dei tuoi YNG e la somma delle quote di tutti i partecipanti verrà distribuita ai vincitori. Inoltre più classifiche vinci, più progredisci nelle Missioni Classifiche.

4. Academy

Qui puoi imparare tutto sul mondo crypto, dalle basi agli aspetti più avanzati grazie agli articoli di Young Platform Academy specifici divisi in 6 categorie:

  • Blockchain per imparare che cos’è e come funziona la tecnologia di base delle criptovalute;
  • Criptoeconomia per scoprire le funzionalità e le caratteristiche specifiche dell’economia delle crypto;
  • Criptovalute per approfondire quali sono le principali sul mercato, dalla loro tokenomics ai loro utilizzi; 
  • Crypto Heroes per conoscere da vicino i protagonisti del mondo crypto, da Vitalik Buterin al misterioso Satoshi Nakamoto;
  • Economia Facile per esplorare i concetti economici di base;
  • Trading per informarti sulla teoria e la pratica di quest’attività.

Ma come funziona e cos’è Academy su Young Platform Step? Semplice: ad ogni articolo è associato un quiz che ti permette di ottenere XP se indovini le risposte corrette. NB: Per partecipare al quiz devi spendere una vita e ti vengono assegnate di default 5 vite. 

Quando finisci le vite puoi recuperarle aspettando il tempo indicato, oppure vedere uno dei video pubblicitari, o ancora con il Boost vite (lo spieghiamo sotto).

5. Up&Down

Nella sezione Up&Down puoi provare a indovinare se il prezzo di una crypto scenderà (down) o salirà (up) scegliendo un intervallo di tempo tra 3, 6 o 12 ore. 

Ogni volta che imposti una previsione consumi una vita, come per i Quiz.

Per ogni previsione giusta guadagni XP, più ampio è l’intervallo di tempo che scegli, maggiore sarà il numero di XP. 

Step conteggia tutte le tue previsioni corrette che ti fanno progredire nelle Missioni corrispondenti. Metti alla prova la tua conoscenza del mercato!

6. Cashback

In questa sezione puoi ricevere un cashback in YNG fino al 20% su acquisti da negozi online selezionati come Nike, Guess o Decathlon. 

Come si trasferiscono YNG su Young Platform?

Ecco cos’è e come funziona Step: giocando e salendo di livello ottieni i tuoi primi YNG, che ti accompagneranno nel mercato crypto vero e proprio.Dunque, una volta ottenuti 5 YNG, puoi trasferirli sull’app di Young Platform e partecipare alle promozioni riservate iscrivendoti ai Club oppure usarli per la compravendita. Young Platform infatti è un exchange dove comprare e vendere le principali criptovalute. Per trasferirvi YNG da Step all’exchange devi collegare i due account, completare un deposito minimo di 20 Euro e una compravendita di crypto dall’importo minimo di 20 Euro. Il giorno dopo puoi creare una gift card da Step e inviarli a Young Platform. Qui puoi trovare il procedimento spiegato nel dettaglio. La quantità minima di YNG che si possono trasferire è 5 YNG.

Bonus benzina 2023: a chi spetta e come richiederlo? La guida

Prezzo benzina in calo: conseguenze petrolio

Che cos’è il bonus benzina e come richiederlo? Una guida per scoprire come ricevere fino a 200 euro per le spese sul carburante

Il bonus benzina 2023 è un’agevolazione per i lavoratori dipendenti introdotta nel 2022 ed estesa dall’attuale governo anche per quest’anno, in risposta alla crescita del prezzo del carburante. I prezzi di gasolio e benzina stanno, infatti, aumentando costantemente da diversi mesi e, dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente, potrebbero salire ancora. Scopri tutto sul bonus benzina 2023 di 200€, in particolare come richiederlo e a chi spetta.

Cos’è

Il bonus benzina è un’agevolazione introdotta dal Decreto sul caro-energia proposto dal governo Draghi in risposta all’aumento del prezzo del carburante. L’obiettivo principale della misura, contenuta all’interno del decreto legge 21/2022, è ridurre l’impatto sui cittadini del costo di queste materie prime. I buoni della misura “bonus carburante” del valore massimo di 200€ sono distribuiti ai dipendenti dai datori di lavoro. Nonostante si chiami bonus benzina, può essere utilizzato anche per ricaricare veicoli elettrici oltre che per fare rifornimento in modo “tradizionale”.

Ci sono alcune cose importanti da sapere sull’argomento. Per esempio, questa agevolazione non concorre alla formazione di reddito, perciò è completamente detassata. Inoltre, può essere distribuita fino al 31 dicembre 2023 e l’erogazione è a discrezione del datore di lavoro, che non è obbligato a riconoscerlo ai dipendenti.

Bonus benzina 2023: a chi spetta e come richiederlo?

Il bonus spetta a tutte le tipologie di lavoratori dipendenti di aziende private e non ci sono particolari requisiti di reddito o distinzioni contrattuali rilevanti. Lo possono richiedere i lavoratori a tempo pieno che part-time. Attenzione però, questo sussidio non è previsto per i dipendenti pubblici e, dato che è distribuito dal datore di lavoro, neanche per i lavoratori autonomi.

Richiedere questa agevolazione è molto semplice: non bisogna presentare una domanda formale o qualche tipo di documentazione. Se sei un lavoratore dipendente di un’azienda privata, l’unica cosa che devi fare è: informarti presso la tua impresa chiedendo direttamente al tuo datore di lavoro se ha intenzione di erogarla.

Insomma, il bonus benzina 2023 è un’agevolazione introdotta per diminuire l’impatto del crescente costo del carburante sui dipendenti del settore privato. L’ammontare massimo del sussidio è di 200€ ed è il datore di lavoro a scegliere se distribuirlo o meno.


Sei sul blog di Young Platform, la piattaforma italiana per comprare criptovalute. Qui puoi trovare le ultime novità su blockchain, Bitcoin e Web3. Raccontiamo da vicino questa economia emergente con un occhio alla finanza tradizionale, così hai tutto quello che ti serve per entrare nella nuova era del denaro. 


Bonifico istantaneo: come fare e quali sono i costi? Una guida

ragazza con carta di credito e cellulare in mano

Come fare un bonifico istantaneo, quali i costi e in che modo effettuare l’operazione senza sbagliare? Nonostante il procedimento sia ormai disponibile da diverso tempo, queste domande tornano spesso a galla, soprattutto fra coloro che non hanno mai avuto modo di inviare o ricevere denaro tramite la suddetta operazione. 

Ecco dunque una guida semplice per chiarire i costi, le modalità di esecuzione e tutte le caratteristiche da conoscere. 

Bonifico istantaneo: cos’è

Prima di entrare nel dettaglio della questione, di parlare di costi e di spiegare come fare un bonifico istantaneo vale la pena di chiarire cos’è. Con questi termini si definisce quel trasferimento di denaro da un conto corrente all’altro con disponibilità immediata dei fondi da parte del beneficiario. 

In altre parole, come emerge anche dal nome dell’operazione, i soldi vengono trasferiti immediatamente, anche nel giro di pochissimi secondi, dal conto del mittente a quello del destinatario. 

Il nome ufficiale e tecnico dell’operazione è SEPA Instant Credit Transfer (SCT Inst), ossia un trasferimento di credito istantaneo nell’area SEPA, Single Euro Payments Area, in cui le transazioni devono rispettare standard uniformi.

Come fare un bonifico istantaneo

Come molti avranno già intuito, le modalità di esecuzione dell’operazione variano a seconda del proprio fornitore di servizi di pagamento (o in generale della propria banca). In linea di massima, però, ci sono degli step da seguire per poter portare a termine il procedimento che, ricordiamo, può essere effettuato sia presso uno sportello fisico della propria filiale sia tramite home banking (ove supportato).

Innanzitutto bisogna assicurarsi che proprio il fornitore supporti e aderisca a questo servizio. Poi bisogna ovviamente sincerarsi di possedere sul proprio conto (dunque quello del mittente) tutta la somma che si è intenzionati ad inviare per evitare il blocco dell’operazione. 

Poi bisogna essere in possesso dell’IBAN del destinatario, che dovrà essere comunicato all’operatore di sportello o inserito direttamente sul sito o sull’app che si utilizza. Vale la pena di ricordare che molto spesso i servizi di home banking possono chiedere una nuova conferma della volontà di effettuare un bonifico istantaneo e non ordinario per cui in quel caso occorre sempre accettare nuovamente.

Una volta inserito l’IBAN, l’importo e la causale (dunque nulla di nuovo rispetto alle operazioni standard), basterà procedere al trasferimento dei fondi che nel giro di pochi secondi o minuti saranno disponibili sul conto del beneficiario. Ecco dunque come fare un bonifico istantaneo in pochi, semplici passi. 

Costi 

I costi del bonifico istantaneo variano a seconda del provider di servizi bancari/finanziari da noi scelto. Tramite l’app di Poste Italiane, ad esempio, l’operazione viene a costare 1€, oltre all’ulteriore euro richiesto per l’operazione di base per un totale di 2€. 

Su UniCredit invece si segnalano costi di 2,5€, mentre csu Banca Sella 2,3€. Intesa San Paolo, ancora, ha una commissione equivalente al costo del bonifico ordinario più lo 0,04% dell’importo trasferito. 

Ogni banca, insomma, ha i propri costi di gestione del bonifico istantaneo per cui, se si vuole essere sicuri di quanto verrà addebitato, chiamare direttamente il proprio provider e chiedere l’informazione è la scelta migliore. Nella maggior parte dei casi, però, non ci sono sorprese e tutti i costi sono esplicitati nella pagina di conclusione dell’operazione. 

Vantaggi del bonifico ordinario

Quel che è emerso in questa piccola guida è che il bonifico istantaneo ha le stesse modalità di esecuzione di quello ordinario. Le differenze però sono notevoli. 

Non soltanto infatti il trasferimento istantaneo si verifica effettivamente nel giro di pochi secondi, ma l’operazione è altresì disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Nel caso del bonifico ordinario, invece, essa viene elaborata e gestita soltanto nei giorni feriali.

La velocità di esecuzione, dunque, è senza dubbio il punto di forza di queste operazioni, in un mondo in costante movimento e perenne corsa, in cui le persone si aspettano che le transazioni avvengano istantaneamente. 

La flessibilità e la sicurezza, poi, sono altri due aspetti fondamentali che portano a prediligere i bonifici istantanei, che possono essere effettuati in qualsiasi momento e ovunque, grazie all’uso diffuso di dispositivi mobili e connessioni internet, il tutto tramite tecniche avanzate di crittografia e sicurezza per proteggere le transazioni, riducendo il rischio di frodi e accessi non autorizzati.

Questo tipo di operazioni, dunque, pare condividere molto con il mondo delle criptovalute, le quali consentono ai titolari di effettuare transazioni dirette senza la necessità di intermediari come banche o istituzioni finanziarie tradizionali. Le operazioni crypto sono solitamente veloci e possono essere considerate equivalenti a un bonifico istantaneo, ma con una struttura decentralizzata e senza confini geografici. Scopri di più su questo mondo e su come sfruttare tutte le sue potenzialità!

Bitcoin Halving 2028, tutto quello che devi assolutamente sapere

Prossimo halving Bitcoin nel 2024: tutte le cose da sapere

Quando è previsto il prossimo halving di Bitcoin? Le cose da sapere per prepararsi all’evento!

Il prossimo halving di Bitcoin è previsto per il 2028, quando sarà minato il blocco numero 840.000. Perché è un evento tanto atteso? Cosa succederà dopo? Cerchiamo di fare chiarezza e di esaminare tutte le cose da sapere in merito.

Prossimo Halving Bitcoin 2028: a cosa serve questa operazione?

L’halving è il meccanismo interno al sistema di Bitcoin che regola la progressiva diminuzione delle ricompense elargite ai miner che validano i blocchi. Serve a ridurre le crypto in circolazione, per mantenere la scarsità. I miner infatti ogni volta che validano un blocco, ricevono una quota di BTC. L’halving è un elemento della tokenomics di BTC fin dalla sua creazione ed è gestito da un algoritmo. 

Quando avvengono gli halving e come si calcola la data esatta

Il prossimo halving di Bitcoin dovrebbe arrivare tra Marzo e Maggio 2028, in corrispondenza del blocco n° 210.000 rispetto all’halving precedente quindi al n° 1.500.000. È un evento che gli utenti potrebbero non notare dato che non altera in alcun modo lo stato della blockchain, solamente i miner se ne accorgono; ma nonostante questo tutti i crypto enthusiast aspettano questo momento con trepidazione. Nel momento in cui viene validato l’ultimo dei 210.000 blocchi, l’emissione di BTC si dimezza

Per calcolare quando avverrà il prossimo halving di Bitcoin è necessario moltiplicare il numero dei blocchi che devono essere validati da un halving all’altro (210.000) per il tempo necessario a farlo, che è in media di 10 minuti. Dopodiché bisogna dividere il numero che si ottiene per 60, ovvero il numero di minuti da cui è composta un ora. Facendo questo rapido calcolo si scopre che passano circa 35.000 ore da un halving all’altro, più o meno 1458 giorni ovvero un po’ di più di quattro anni. Per conoscere la data esatta del prossimo halving del 2028, bisogna osservare a che numero di blocco siamo giorno per giorno. 

Questi “dimezzamenti” non saranno infiniti, cesseranno quando verrà emessa la max supply (la fornitura massima) di Bitcoin, che ammonta a 21 di milioni BTC, presumibilmente intorno all’anno 2140. Ciò significa che la criptovaluta deve ancora affrontare circa 39 halving in 117 anni.

Quante saranno le ricompense dopo l’halving del 2028?

Un’altra informazione fondamentale sull’halving ha a che fare con le emissioni di Bitcoin nel tempo. I miner, nel momento in cui Bitcoin è stato creato (Gennaio 2009), ricevevano 50 BTC per ogni blocco validato. Il primo halving è avvenuto nel 2012 ed ha dimezzato le ricompense che sono diventate di 25 BTC. Il processo si è poi ripetuto nel 2016, nel 2020 e nel 2024, quando le ricompense per blocco sono diventate di 3,15 Bitcoin. In occasione del prossimo halving del 2028 queste diventeranno di 1.575 BTC.

Sull’exchange italiano Young Platform puoi seguire in tempo reale il prezzo di Bitcoin e monitorare l’impatto del prossimo halving.

Controlla il prezzo ora

Gli halving e il prezzo di Bitcoin 

Nel momento in cui si dimezzano le emissioni di questa crypto, Bitcoin diventa sempre più scarso e ciò indirettamente ha un impatto sul prezzo. Nei mesi successivi all’halving del 2012 il prezzo è aumentato quasi del 12.000%, mentre dopo quello del 2020 circa del 300%. Ovviamente l’halving non è l’unica causa di questi incredibili rally rialzisti del passato, ma in genere il prezzo di Bitcoin ha sempre risposto positivamente a questo evento ricorrente.

L’halving agisce anche sul tasso di inflazione di Bitcoin. Nel 2011, per esempio, BTC era soggetto ad una inflazione annua del 50%. Nel 2012 questa è diventata del 12%, mentre ad oggi si attesta attorno all’1,77%. Ci si chiede a questo punto, dove arriverà dopo il prossimo halving del 2028.

Nonostante quest’ultimo sia un evento automatico, non passa inosservato ma influenza fortemente l’ecosistema di Bitcoin e anche tutto il mondo crypto. Ad un anno dall’attesa operazione, ci troviamo ancora intrappolati nelle grinfie di questo bear market che sembra infinito. L’euforia che crescerà con l’avvicinarsi del prossimo halving di Bitcoin del 2028 aiuterà il mercato crypto a risollevare la testa?

Sei sul blog di Young Platform, la piattaforma italiana per comprare criptovalute. Qui puoi trovare le ultime novità su blockchain, Bitcoin e Web3. Raccontiamo da vicino questa economia emergente con un occhio alla finanza tradizionale, così hai tutto quello che ti serve per entrare nella nuova era del denaro. Rimani aggiornato con noi sul prossimo halving di Bitcoin!