Quale generazione preferisce Bitcoin? 

Quale generazione preferisce Bitcoin?

Millennial e Generazione Z o Baby Boomer? Chi compra più Bitcoin? Nel nuovo episodio di Young Pills generazioni a confronto!

Bitcoin non lascia nessuno indifferente. Tutti hanno sentito parlare della creazione di Satoshi Nakamoto almeno una volta nella loro vita e, nel bene o nel male, ognuno ha un’opinione su Bitcoin. La reputazione del denaro digitale sembra essere condizionata anche dalla generazione di appartenenza. Quale generazione preferisce Bitcoin? Millennial e Generazione Z oppure i Baby Boomer? E come cambia la percezione di Bitcoin nelle diverse generazioni? Vediamolo insieme in questo nuovo episodio di Young Pills! 

Come si dividono le generazioni?

I media e la cultura popolare occidentale dividono le generazioni in questo modo:

  • Baby Boomer, i nati dal 1946 al 1964;
  • Generazione X, i nati dal 1965 al 1980;
  • Generazione Y o Millennial, i nati dal 1981 al 1996;
  • Generazione Z, i nati dal 1997 al 2012.

Secondo i Baby Boomer Bitcoin è pericoloso!

I Baby Boomer sono cresciuti in un mondo modellato dall’accordo di Bretton Woods nel 1944. Il sistema monetario e finanziario in cui sono vissuti i Baby Boomer ha permesso al dollaro di crescere e all’oro di mantenere un ruolo chiave. Ecco perché per un Baby Boomer l’oro rappresenta un bene essenziale. Al contrario secondo loro Bitcoin è pericoloso, non sono infatti la generazione che preferisce Bitcoin. 

Vuoi sapere perché? Guarda il nuovo episodio di Young Pills!

La generazione X ha sentimenti contrastanti su Bitcoin

La Generazione X è nata e cresciuta in un momento di grande transizione sociale, a cavallo tra il declino dell’imperialismo coloniale e la fine della Guerra Fredda. I membri di questa generazione hanno avuto grande difficoltà a trovare lavori stabili e ben pagati. Tendenzialmente per loro la stabilità è un valore fondamentale, per questo le novità possono generare un po’ di scompiglio!

Tuttavia all’interno di questa generazione ci sono anche persone che hanno una buona opinione di Bitcoin. Un esempio? Peter Thiel, creatore di PayPal. Per lui Bitcoin è prezioso tanto quanto l’oro. 

Per i Millennial Bitcoin è “liberatore”

I Millennial, nati tra gli anni ‘80 e ‘90, sono i cosiddetti “nativi digitali” perché cresciuti in un mondo in cui il personal computer e internet sono diventati piano piano la normalità. Spesso i Millennial si sentono prigionieri di un sistema monetario e finanziario che mostra i suoi limiti, e per loro autorità non è sinonimo di competenza. I Millennial sono alla ricerca di un modo smart di usare il denaro. Ecco perché per loro Bitcoin è un “liberatore”, porta una ventata d’aria fresca sui sistemi finanziari obsoleti che non soddisfano più i bisogni contemporanei. 

La maggior parte delle startup coinvolte nel mondo Bitcoin e crypto sono state create da membri di questa generazione! 

Per la Generazione Z Bitcoin sarà la normalità

La Generazione Z è la generazione dei social network. Sempre connessa e sempre aggiornata! Tutti i membri di questa generazione hanno una perfetta padronanza nell’uso degli strumenti informatici. Per questo sono destinati a utilizzare Bitcoin in maniera naturale, senza nemmeno chiedersi se il denaro digitale sia “reale”. Bitcoin e le criptovalute non sembreranno poi così tanto rivoluzionarie. 

Per la Generazione Z un sistema di pagamento decentralizzato completamente democratico sarà un dato di fatto. 

Quale generazione preferisce Bitcoin? Millennial o Generazione Z se la contendono a chi compra più Bitcoin!

Blockchain: una filiera etica tra Coca-Cola, cacao e cobalto

Blockchain e supply chain etica Coca Cola

La blockchain è etica: grazie alla decentralizzazione, è possibile già ora tracciare le supply chain e garantire che i lavoratori abbiano un salario dignitoso.

La blockchain potrebbe risolvere uno dei problemi maggiori della filiera alimentare? È quello che pensano in molti, da Carrefour in Francia alla Coca-Cola. Il problema della sostenibilità e dell’etica all’interno della filiera alimentare è da sempre molto sentito. Non sempre i marchi di certificazione come Fairtrade o Rainforest Alliance riescono a tracciare con efficacia la supply chain di prodotti a rischio come cacao e caffè. Grazie alla blockchain, sarà possibile garantire che tutti i lavoratori della filiera ricevano un salario dignitoso ed equo.

Coca-Cola e Diginex contro lo sfruttamento minorile

Diginex, una startup attiva nel mondo della blockchain, ha stretto una partnership con Coca-Cola per tracciare la sua supply chain globale. Secondo uno studio condotto dal Dipartimento del Lavoro statunitense e dalla stessa Diginex, sono più di 160 milioni i bambini lavoratori nel mondo. In più, ci sono 25 milioni tra adulti e bambini in condizioni di lavoro forzato.

Questo ha spinto molte aziende, tra cui Cola-Cola, a cercare dei metodi efficaci per controllare la propria filiera ed evitare queste situazioni. Diginex è nata proprio come start-up per risolvere i problemi di sostenibilità ambientale e sociale, e ha studiato uno strumento, DiginexLUMEN, che permette alle aziende di raccogliere dati in maniera costante. Grazie alla blockchain, sarà possibile individuare in poco tempo le criticità della supply chain e di risolverle tempestivamente.

“Le informazioni fornite da diginexLUMEN permettono alle aziende di trasformare le vite di milioni di persone, attualmente private del loro diritto a un lavoro equo e sicuro” ha affermato il CEO di Diginex, Mark Blick. Questo sistema, che rimane centralizzato perché si affida alla buona volontà delle aziende, sfrutta comunque la blockchain e promette di migliorare la qualità di vita dei lavoratori in tutto il mondo. Un’altra azienda, Koa, ha studiato un modo per tracciare la filiera del cacao in Ghana in maniera del tutto decentralizzata.

Koa e la blockchain etica per i contadini del Ghana

Il Ghana è la seconda nazione esportatrice di cacao al mondo, dopo la Costa d’Avorio. La produzione di cacao passa sopratutto dai piccoli contadini, e rappresenta il 18% del PIL del paese africano. Nonostante questo, molte grandi aziende come Nestlé non tracciano accuratamente la supply chain, e il lavoro minorile o sottopagato è all’ordine del giorno.

Koa, insieme all’azienda tedesca Seedtrace, ha sviluppato un programma utilizzando la blockchain che permette una trasparenza completa dell’intera filiera. Il programma sfrutta Topl per registrare i dati su provenienza, pagamento e distribuzione del cacao. Questi dati, disponibili sulla piattaforma di Seedtrace, possono essere esaminati dai consumatori per assicurarsi che i loro prodotti siano davvero sostenibili, e anche dai produttori per osservare dove va a finire il loro cacao.

“Vogliamo eliminare le catene d’approvvigionamento lunghe e poco limpide” scrive Anian Schreiber, co-fondatore di Koa. “Invece di dire che siamo attenti all’etica, mettiamo sul tavolo tutto ciò di cui hanno bisogno i consumatori per essere testimoni diretti di ogni transazione con i contadini”.

Il futuro della supply chain è a blocchi?

La blockchain può davvero trasformare la supply chain alimentare in una catena etica e trasparente? Difficile a dirsi, eppure moltissime aziende del settore hanno deciso di puntare su di essa per il tracciamento delle proprie supply chain. Il cibo, essendo un bene di prima necessità, può essere l’esempio migliore per mostrare al mondo l’efficienza della blockchain nel gestire le lunghe e contorte catene d’approvvigionamento.

Ma si va anche oltre il cibo: Polestar, azienda di auto elettriche della Volvo, ha messo in atto un sistema simile per tracciare il cobalto necessario alle batterie delle sue auto. Anche la filiera dei materiali preziosi è poco trasparente e i lavoratori sono spesso soggetti a condizioni di lavoro precarie e sottopagate. Milioni di persone sperano nella blockchain per ottenere una vita dignitosa: il futuro delle supply chain sarà decentralizzato?

Comprare terreni nel Metaverso conviene? Una riflessione sulla scarsità

Comprare terreni nel Metaverso conviene

La scarsità delle virtual land ostacola o aiuta il mercato e la diffusione del Metaverso? Vediamo i pro e contro!

Nel settore crypto, ma non solo, la scarsità di un bene ne determina il prezzo. La quantità di un bene e il suo prezzo sono inversamente proporzionali: quando la disponibilità di un bene diminuisce, il suo prezzo aumenta. Anche i terreni nel Metaverso sono scarsi, a The Sandbox ci sono 166.464 LAND, a Decentraland sono circa 90 mila. Decentraland alla domanda “perché le LAND sono scarse” risponde: “come i CryptoKitties e i CryptoPunks, le LAND sono un digital asset non fungibili. Per garantire che il loro valore rimanga stabile, la quantità di LAND a Decentraland corrisponde alla quantità totale fissa di MANA. Senza la scarsità delle LAND, molti appezzamenti verrebbero probabilmente abbandonati, con un impatto negativo sulla quantità dei contenuti di Decentraland e sull’esperienza degli utenti”. Nel Metaverso dunque la scarsità delle “terre” ha due funzioni: assicurare il loro valore nel tempo e mantenere i terreni attivi e prolifici dal punto di vista delle esperienze digitali. 

Per alcuni tuttavia, la scarsità delle LAND è un fattore che ostacola la loro popolarità. Se pochi possono comprare terreni nel Metaverso, pochi hanno accesso diretto al Web3 e a tutto quello che si propone essere l’internet del futuro. Vediamo queste due tesi a confronto!

A favore della scarsità: tutti a vivere nel Metaverso

Nelle virtual land sembra concentrarsi tutto il potenziale del Metaverso, il suo futuro potrebbe essere deciso proprio dalla scarsità. Chi sostiene che i terreni digitali debbano essere scarsi lo fa nell’ottica di ottenere più profitti possibili dall’acquisto di un terreno nel Metaverso. Le LAND sono paragonabili a dei cartelloni pubblicitari per i brand o le aziende e in questo senso servono ad attirare l’attenzione degli utenti tramite giochi, esperienze sociali e attività varie coinvolgendo centinaia, migliaia e più utenti al giorno. Pensa alla LAND di Adidas su The Sandbox

La capacità di crescita dei terreni digitali oggi sta nel catturare l’attenzione e misurarla con il traffico, quindi le LAND diventano preziose in base a quanto riescono a coinvolgere gli utenti. Gli spazi pubblicitari nel mondo fisico non sono infiniti e alcuni hanno posizioni migliori di altri, spetta ai brand scegliere ed accaparrarsi i migliori. Lo stesso meccanismo vale per il Metaverso. Secondo questa tesi, comprare terreni nel Metaverso conviene anche perché in futuro, quando ogni individuo avrà almeno un NFT, lo metterà in mostra proprio nel Metaverso. Bisogna sempre considerare che le generazioni presenti e future stanno crescendo con i concetti di beni e denaro digitale ben consolidati, perciò è probabile che il Metaverso si diffonda a ritmi sempre più serrati.

Contro la scarsità: ostacola la diffusione mainstream

Nel dibattito sul futuro delle virtual land, c’è chi vede nella scarsità dei beni digitali il limite della diffusione del Metaverso e della sua tecnologia. Per questa seconda scuola di pensiero, comprare terreni nel Metaverso dovrebbe dare gli stessi vantaggi economici di possedere un terreno reale. Quando si compra una casa o una proprietà si considerano vari fattori come la posizione, la possibilità di costruirci edifici o di affittare, il valore che può fruttare nel tempo. I criteri per acquistare una LAND di certo non sono gli stessi che valgono per il mercato immobiliare classico. Il valore della posizione, ad esempio, va a cadere. Nel Metaverso la posizione di una LAND vale l’altra perché non esistono barriere fisiche per gli spostamenti e tutti i servizi o i luoghi sono raggiungibili con un click, le persone inoltre si possono connettere da qualsiasi parte del mondo. Al contrario, nel mondo reale una persona è disposta a pagare di più un terreno se è inserito in un contesto con tanti servizi, una comunità forte, diverse infrastrutture. Quindi i fattori che nel mondo reale danno valore a una proprietà non valgono nel Metaverso

A queste condizioni, l’acquisto di virtual land non sembrerebbe vantaggioso. Da cosa deriva il valore di una LAND se non dalla posizione? Dall’accessibilità. Quindi se le LAND rimangono scarse e nelle mani di poche persone, chi non può comprare terreni nel Metaverso perché sono limitati e costosi, può gradualmente perdere interesse. 

Un altro limite delle virtual land è dettato dal fatto che attualmente i network non sono sufficientemente scalabili. Un Metaverso non ha solo bisogno di transazioni istantanee, ma di una grafica realistica e di un’elaborazione istantanea di un numero elevato di dati. Molto più alto dei dati che deve gestire qualsiasi altra dApp. Sono infatti ancora “scarse” dal punto di vista tecnico, e rendono accessibili le esperienze solo per un numero limitato di persone connesse nello stesso momento, come nei concerti virtuali. 

Per rendere il Metaverso mainstream e diffonderlo il più possibile sarebbe auspicabile rendere tutte le sue esperienze aperte a tutti. O alla maggior parte degli utenti. Sia per quanto riguarda la partecipazione passiva che attiva, come la possibilità di comprare terreni nel Metaverso ad un prezzo accessibile. 

Che siano beni scarsi o meno, i terreni virtuali sono il campo di gioco del Metaverso. Senza dubbio per i brand le LAND sono preziose e hanno la possibilità di diventarlo sempre di più sfruttando tutto il loro potere “pubblicitario”. Ma anche per i singoli e i piccoli business possono essere un’opportunità di crescita, sia economica che dal punto di vista della visibilità. Le virtual land possono diventare vetrine di arte digitale per gli artisti NFT, luoghi in cui gli sviluppatori possono far testare nuovi giochi, modi per farsi conoscere e intessere relazioni sociali al di là dei confini spaziali.

Il futuro del Metaverso è tutto da scrivere, nel presente è scelto dai curiosi e dagli innovatori. Le LAND sono solo il punto di partenza.

5 motivi per diventare fan di Tezos (XTZ)

5 motivi per diventare fan di Tezos (XTZ)

Hai ancora dei dubbi sul valore e la potenzialità di XTZ? Ti diamo 5 motivi per diventare un fan di Tezos!

Il progetto di Tezos dopo l’entusiasmante ICO, è rimasto un po’ in sordina. La causa di questo probabilmente è un mix di eventi spiacevoli come le azioni legali intraprese contro Johann Gevers (un membro del comitato direttivo che ha impiegato fondi di Tezos per interessi personali). Ma anche perché Michelson, il linguaggio di programmazione scelto dalla blockchain non è tra quelli più conosciuti e usati. Così inizialmente gli sviluppatori hanno avuto qualche difficoltà ad approcciarsi agli strumenti di Tezos. Ora Tezos sta preparando il suo grande ritorno sotto la guida di Kathleen Breitman e la sua passione per gli NFT, secondo lei il “cuore della decentralizzazione”. 

Ripassone: cos’è Tezos?

Tezos è una delle prime blockchain nate per diventare un’alternativa a Ethereum. Il suo meccanismo di consenso è il Liquid Proof-of-Stake, una variante del classico PoS che seleziona i validatori dei blocchi tramite meccanismo del baking. Nel network di Tezos, baking è il termine utilizzato per indicare un tipo di staking in cui gli utenti forniscono al network i loro XTZ che restano liquidi, non bloccati come nello staking classico. Tezos viene utilizzata per lo sviluppo di smart contract, servizi DeFi e il “minting” di token non fungibili. Questa blockchain è stata sviluppata in maniera modulare, per scongiurare hard fork e, come vedremo, questo è proprio uno dei 5 motivi per diventare fan di Tezos. 

1. Tezos è una blockchain self-amending

Tezos si definisce come blockchain self-amending, ovvero “auto-modificante”. Infatti gli aggiornamenti e la governance sono gestiti tramite un meccanismo on chain, quindi gestito interamente sulla blockchain. L’obiettivo dei creatori era quello di dare la priorità assoluta all’espansione del protocollo e alla partecipazione della rete. Le decisioni sugli aggiornamenti o il futuro del progettovengono prese in modo decentralizzato tramite un processo di governance diviso in 5 fasi: proposal, exploration, testing, promotion e adoption. Il flusso decisionale si svolge interamente su blockchain (tramite votazioni con XTZ), è quindi automatizzato e rapido, il che permette di approvare e realizzare più aggiornamenti e modifiche nell’ottica di adottare e adattare quotidianamente nuove funzionalità con una partecipazione degli utenti molto alta.

Il processo decisionale e lo stato degli aggiornamenti è visualizzabile sui forum di governance come Tezos Agora. Solo pochi progetti crypto sopravvivono al tempo e purtroppo si eclissano senza svilupparsi, Tezos al contrario è stata costruita proprio per mantenere una costanza nella sua evoluzione. 

2. Tezos è in costante aggiornamento 

Come visto, Tezos è in continuo aggiornamento, la sua vision è quella di una tecnologia sempre orientata al miglioramento. Ora sul sito si può leggere “è stata presentata una nuova proposta, ora valutata e presa in considerazione dalla community”. Si tratta di un ulteriore aggiornamento che arriva solo dopo 3 mesi dall’ultimo. A Dicembre 2021 è stato approvato Hangzhou che ha contribuito ad aumentare la velocità nello sviluppo di smart contract più complessi e allo stesso tempo ridotto i costi di gas. Il nuovo upgrade, al vaglio della community, si chiama Ithaca II e promette di rendere le transazioni confermabili in maniera semi-istantanea. In soli 2 anni, Tezos ha potuto perfezionare il proprio protocollo con ben 8 aggiornamenti di rilievo.

3. Tutti possono partecipare alla governance di Tezos

Il terzo motivo per diventare fan di Tezos è la partecipazione universale. Basta avere 1 XTZ per votare gli emendamenti proposti. La scelta di aprire la governance a tutti rende Tezos un network altamente decentralizzato perché le decisioni sono in mano alla community. Ogni utente, avendo messo i suoi token come garanzia, sarà coinvolto attivamente e incentivato a contribuire per portare Tezos ad essere sempre più efficiente.

Inoltre la community di Tezos, chiamata a partecipare attivamente all’evoluzione del network, è molto forte e unita. A Novembre 2021 il più importante marketplace NFT su Tezos, Hic et Nunc, è stato abbandonato dal suo fondatore e le opere non fungibili rischiavano di andare perse. Il progetto è stato preso in mano dalla community che ha fondato una DAO per riportarlo in vita e decentralizzarlo. 

4. Per Tezos un futuro fatto di gaming e NFT

Fin da subito Tezos si è distinta per la propensione per il mondo dei collectible, ha realizzato gli NFT per la RedBull, la squadra di Formula 1 e per Ubisoft. L’azienda di videogiochi è anche una dei validatori (baker) dei blocchi di Tezos. Nel 2022 ha collaborato con Pantone per lanciare gli NFT del colore dell’anno il Very Pery. Su Tezos puoi trovare tutti i principali servizi della DeFi, ma sembra che in questo periodo il network stia cavalcando l’onda del gaming su blockchain e degli NFT

Su Tezos sono presenti due dei marketplace green, dove comprare NFT a basso impatto ambientale, Objtk e Kalamint.

5. Tezos: il goleador della blockchain!

Tezos ha attuato un piano per farsi conoscere in tutto il mondo, soprattutto quello calcistico molto vicino al settore crypto. A Febbraio 2022 la blockchain ha firmato con il Manchester United un contratto pluriennale per essere sponsor ufficiale della squadra. Il logo di Tezos è stato stampato su tutti i completi d’allenamento, sia della squadra maschile che femminile. Sul profilo Twitter del Manchester United la firma crypto è sparsa qua e là, soprattutto sulla maglia di Cristiano Ronaldo. La collaborazione con il Manchester United non si ferma solo a questo, a quanto pare la blockchain verrà sfruttata dal club anche per introdurre tecnologie capaci di avvicinare i fan alla squadra. I casi d’uso di Tezos sono tra i più disparati e questo arricchisce il valore e la popolarità del network.

Questi sono 5 motivi per diventare fan di Tezos, ne aggiungeresti altri alla lista? Ti aspettiamo su Academy per scoprire i dettagli tecnici della blockchain self-amending!

Cardano: il prezzo di ADA scende ma i progetti e le dApp abbondano

Cardano prezzo scende dApp aumentano

Il token di Cardano, ADA, sta scendendo di prezzo da qualche mese. Eppure dApp e progetti continuano a crescere

Nonostante il prezzo di ADA sia in fase di discesa da qualche mese, con segnali di ripresa nell’ultima settimana, numerosi sviluppatori credono in Cardano. Il suo ecosistema conta più di 600 dApp, e nell’ultima settimana sono state registrate ben 546163 transazioni, un numero davvero alto, dopo che a fine febbraio aveva addirittura superato le transazioni giornaliere di Ethereum. Non male per aver implementato gli smart contract meno di un anno fa. Infatti, dopo l’aggiornamento Alonzo avvenuto a settembre 2021, le dApp e i DEX hanno cominciato a fiorire. Adesso Project Catalyst, il progetto che elargisce fondi agli sviluppatori più promettenti, potrebbe dare nuova linfa vitale all’ecosistema Cardano con 16 milioni di dollari in palio. 

Arriva il Fund 8 di Project Catalyst

Project Catalyst nasce come incubatrice di idee e progetti promettenti, che possono essere votati dalla community di Cardano. Il progetto dà spazio sia a team di sviluppo che propongono dApp e migliorie alla blockchain, sia agli utenti che richiedono nuove funzionalità. In quest’ultimo caso, le idee più votate e discusse possono attirare l’attenzione di sviluppatori che, se interessati, si propongono di metterle in pratica.

Attualmente il Fund8, che mette in palio 16 milioni di dollari in ADA, è arrivato nella fase di Finalizzazione. In questa fase, i creatori dei progetti più votati si confrontano con la community per consolidare le loro idee prima della fase più importante, quella di Valutazione. Durante la Valutazione, degli esperti di IOHK (l’azienda che gestisce Cardano) valuteranno i progetti in base all’impatto che avrebbero sulla blockchain, alla loro semplicità di auditing e alla loro attuabilità. 

Il procedimento non è immediato, ma è in linea con i valori di Cardano: per costruire un progetto solido, c’è bisogno di una discussione continua, come insegna il metodo scientifico su cui si basa la blockchain di Hoskinson. Ma a differenza dei laboratori scientifici, Project Catalyst accoglie sia pareri tecnici che non tecnici, per garantire che tutti gli interessati possano dire la loro e contribuire a Cardano.

Oltre Catalyst: nuove dapp su Cardano

Cardano ispira anche un gran numero di team di sviluppo indipendenti, che decidono di affidarsi alla blockchain di Hoskinson per sviluppare dApp. Attualmente, ci sono più di 600 applicazioni decentralizzate rilasciate o in sviluppo su Cardano, e alcune sono molto interessanti. Riusciranno a far risalire il prezzo di ADA? Vediamone tre!

FlickTo

FlickTo è un launchpad ideato per il finanziamento di film e serie TV. Attualmente, si sa, emergere nel settore dell’intrattenimento e dell’arte, è molto complesso. Il blocco maggiore per i registi indipendenti, tuttavia, è il finanziamento. Sfruttando il suo token FLICK e lo staking di ADA su Cardano, FlickTo vuole rimuovere questa barriera e fare in modo che i creator abbiano la possibilità di lanciare i loro progetti senza aver bisogno di grandi aziende mediatiche.

Il funzionamento del launchpad è semplice: i creator che vogliono ricevere dei fondi propongono su FlickTo la loro idea, e la community sceglie se supportarla con dei token. Se il progetto ha successo, gli utenti che hanno contribuito a realizzarlo riceveranno delle ricompense. Vi ricorda qualcosa? In questo modo, la community non solo sceglie cosa vedere in TV, ma può anche ottenere un ritorno monetario invece di darlo a Hollywood o simili. In più, FlickTo prevede anche una piattaforma per permettere agli utenti di condividere le loro idee con i creator, e viceversa. FlickTo vuole creare un vero e proprio cinema decentralizzato!

Meloot

Meloot è una piattaforma di “social commerce”. Può sembrare una strana associazione di parole ma è proprio così: la dapp vuole unire i social agli e-commerce, facendo lavorare queste due realtà in un unico ecosistema che si sostiene autonomamente. “Potete pensarci come una combinazione tra Tik Tok e Amazon, con l’interfaccia grafica di Tik Tok e le capacità da e-commerce di Amazon – connettiamo gli utenti con i prodotti che amano attraverso video e streaming”.

Il token di Meloot, LADA, è il cardine della piattaforma. Il token può essere utilizzato in vari modi, ad esempio per acquistare prodotti sull’e-commerce, senza le commissioni tipiche delle carte di credito. Meloot distingue tra due categorie di utenti business: i merchant, e i creator. La piattaforma dei creator permette a chiunque di diventare un influencer, e di sponsorizzare i propri prodotti preferiti attraverso video o streaming live. L’interfaccia dedicata ai merchant, invece, consente di mettere in vendita i propri prodotti e pubblicizzarli.

I creator ricevono una percentuale in LADA per ogni prodotto che vendono, e in tutto questo il venditore non sborsa un centesimo! Tutta la piattaforma si sostiene autonomamente, supportata unicamente dai token LADA. Considerando il successo degli e-commerce e dei social, Meloot ha il potenziale di diventare una piattaforma innovativa sviluppata al 100% su Cardano.

Clarity

Clarity è un protocollo che permette di creare DAO anche a chi non è uno sviluppatore. “Crediamo che la prosperità del genere umano sarà decisa da una combinazione di tecnologia innovativa, trasparenza, e collaborazione”. Enfasi sul termine Collaborazione

Non è raro sentire qualcuno che vorrebbe prendere parte attiva alla blockchain e alle crypto. Le barriere per entrare in questo mondo, però, sono molto alte, soprattutto se si vuole contribuire a progetti già avviati. Clarity vuole abbassare questa barriera e rendere ancora più democratica la blockchain.

In particolare, il protocollo di Clarity è una library di smart contract pre-compilati, liberamente utilizzabili per creare sistemi di governance decentralizzati impostando dei parametri. Clarity è user friendly e non richiede grandi conoscenze tecniche, così da permettere anche a chi non è esperto di blockchain di contribuire ai sistemi di governance decentralizzati. Questo protocollo va di pari passo con la vision di Cardano, cioè di dare a tutti l’opportunità di portare le proprie idee e competenze alla blockchain.

L’ecosistema di Cardano, quindi, continua a espandersi nonostante il prezzo di ADA sia in una fase di stallo. I nuovi progetti di Catalyst e le dApp innovative che sono in sviluppo potrebbero aumentare la domanda e riportare ADA vicino al suo ATH di 3 dollari? Hoskinson, comunque, non ha mai posto attenzione al prezzo. Per l’ex-fondatore di Ethereum, ciò che conta non sono le fluttuazioni di mercato, ma le capacità di una blockchain di risolvere i problemi delle persone. La community crypto condividerà il suo sentimento?

Criptovalute legali in Ucraina: Zelenskyy firma la legge

Criptovalute legali in Ucraina Zelenskyy firma la legge

In Ucraina arriva la legge per rendere le criptovalute legali, il mercato crypto sarà agevolato dal governo

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy il 16 Marzo 2022 ha firmato una legge sugli asset virtuali, rendendo le criptovalute legali nel paese. Il provvedimento arriva dopo l’ondata di donazioni in crypto destinate all’Ucraina per sostenere la sua difesa contro l’invasione russa. Ecco cosa prevede la legge appena firmata! 

Le donazioni in crypto in Ucraina sono arrivate a quota 100 milioni

Da quando il 24 Febbraio 2022 sono iniziati i primi bombardamenti della Russia, l’Ucraina ha ricevuto quasi 100 milioni di dollari di donazioni in criptovalute. In uno scenario in cui le banche e le istituzioni sono in difficoltà, in molti hanno pensato di usare la blockchain come sistema di pagamento. Il 26 Febbraio su Twitter, il profilo ufficiale dell’Ucraina ha dato il via alla raccolta fondi e le criptovalute si sono rivelate la maniera più efficace di far arrivare aiuti economici dall’estero. Mentre la resistenza all’occupazione continua, il governo ucraino ha deciso di avanzare una legge per rendere le criptovalute legali a beneficio del popolo in estrema difficoltà. 

Quindi fino ad oggi Bitcoin era proibito in Ucraina?

No, la firma del decreto legge di Zelenskyy non determina una separazione tra proibito e concesso. Le criptovalute non sono mai state illegali, semplicemente non sono mai state regolamentate. Il governo Ucraino sta decidendo come gestire il mercato crypto nel proprio paese, proprio come stanno facendo gli Stati Uniti. D’altro canto, la legge in questione non prevede che Bitcoin o altre criptovalute diventino monete di stato come è successo a El Salvador. Una versione della legge sulle criptovalute era stata già presentata in Parlamento nel Settembre 2021, ma Zelenskyy l’aveva respinta. Secondo il report di Chainalysis, nel 2021 l’Ucraina era il quarto paese al mondo per utilizzo e diffusione delle criptovalute.  

La legge di Zelenskyy: cosa succede alle criptovalute?

Cosa prevede la legge firmata da Zelenskyy? Stabilire che in un paese le criptovalute sono legali significa determinare il loro status giuridico e chi si dovrà occupare di regolare i beni virtuali. La legge di Zelenskyy inoltre stabilisce i requisiti che devono soddisfare tutte le aziende che offrono servizi crypto. Questo mercato sarà regolato dalla Commissione Nazionale Ucraina sui Titoli e il Mercato Azionario, l’organismo statale è incaricato di gestire la regolamentazione delle valute virtuali, determinare la loro circolazione, rilasciare permessi ai fornitori di servizi crypto e supervisionare il settore. Il Ministero delle Finanze sta già lavorando sugli emendamenti ai codici fiscali e civili del paese per lanciare pienamente il mercato dei beni virtuali.

Il tweet del Ministero della Trasformazione digitale dell’Ucraina spiega: “L’Ucraina ha legalizzato il settore delle criptovalute – Zelenskyy ha firmato una legge. D’ora in poi gli exchange di criptovalute sia stranieri che ucraini opereranno legalmente e le banche apriranno conti per le società di criptovalute. È un passo importante verso lo sviluppo del mercato dei virtual asset in Ucraina”.

Alex Bornyakov, vice ministro della trasformazione digitale, ha aggiunto che la nuova legge sulle criptovalute avrà un “ruolo vitale nel processo di difesa dell’Ucraina”.

Bitcoin: l’Europa non bandirà Bitcoin e il PoW

Europa non bandisce Bitcoin

Lunedì 14 marzo la Commissione Economica del Parlamento Europeo ha votato contro la proposta di bandire il proof-of-work 

Una buona notizia per Bitcoin e le criptovalute proof-of-work in Europa. Lunedì 14 marzo la Commissione per gli Affari Economici del Parlamento Europeo ha ufficialmente votato contro l’esclusione delle criptovalute che utilizzato un protocollo PoW. La bozza che è passata ha una visione molto più moderata della questione, e non esclude a priori questa tipologia di crypto di cui fa parte anche Bitcoin.

L’Unione Europea verso la regolamentazione delle crypto

La votazione di lunedì ha messo un punto fermo sulla questione ambientale del protocollo proof-of-work, ma la decisione rientra in un quadro più complesso già studiato dall’Unione Europea nel 2020. Il MiCA (Markets in Crypto Assets) è un framework di 126 articoli che fa parte di un pacchetto più ampio che si occupa della Finanza Digitale. Il documento delinea un piano di regolamentazione delle criptovalute, che va dagli aspetti fiscali a quelli energetici, mettendo in primo piano anche l’istituzione di un Euro digitale. 

La votazione che si è tenuta lunedì è servita a scegliere tra due versioni della bozza proposta dal Parlamento. Una versione, quella presentata dai Verdi, prevedeva l’aggiunta di una frase che avrebbe potuto abbattere il mercato delle crypto PoW e di Bitcoin. Secondo questa proposta, chi emetteva una moneta digitale avrebbe dovuto presentare un piano dettagliato dei costi energetici del network. Ovviamente, Bitcoin e la maggior parte delle altre criptovalute non hanno un ente centralizzato che le controlla. Questo vuol dire che sarebbero state effettivamente non riconosciute e bandite. Evento che in ogni caso non avrebbe sancito la fine delle criptovalute, di per sé incensurabili.

Fortunatamente, questa versione è stata bocciata in favore di una bozza moderata. Stefan Berger, politico europeo molto attivo sul tema, ha suggerito di lasciare che il MiCA si occupi solamente dell’applicazione fiscale e istituzionale delle crypto in Europa. I problemi ambientali dovuti al mining saranno invece discussi da un’altra commissione.

Bitcoin e le PoW hanno un futuro in Europa?

Il mining di Bitcoin, e di tutte le altre criptovalute che utilizzano il protocollo proof-of-work, verrà inserito in un documento chiamato “Tassonomia Europea sulle Attività Sostenibili” (EU taxonomy for sustainable activities). Il documento è una classifica di attività più o meno sostenibili a livello energetico e sociale. L’obiettivo di questa classifica è quello di facilitare gli investimenti in alcuni settori da parte di Stati e aziende, rendendo meno proficui gli investimenti in settori ritenuti poco sostenibili.

Se il mining di crypto dovesse rientrare tra queste attività, finirebbe probabilmente in basso alla classifica. Anche se il proof-of-work consuma meno energia di molte altre attività, la Tassonomia premia i settori che hanno un consumo di energia estremamente ridotto e con emissioni zero. Questo è comunque un risultato migliore rispetto a una messa al bando completa, visto che permetterebbe comunque di ricevere un minimo di fondi e sussidi. Gli exchange e le piattaforme proof-of-stake, d’altra parte, non saranno toccate da questo documento.

Adesso che la votazione è andata a buon fine, Bitcoin è fuori da ogni pericolo? I Verdi teoricamente possono ancora chiedere che la bozza venga discussa in una seduta plenaria del Parlamento Europeo, ma probabilmente questa mossa non porterebbe a risultati concreti e si limiterebbe a rallentare l’iter burocratico. Il prossimo step da cui il MiCA deve passare, quindi, è il cosiddetto “trialogo” tra Parlamento Europeo, Commissione Europea e il Consiglio dell’Unione Europea. Il futuro di Bitcoin in Europa sembra comunque sulla buona strada!

Il Bored Ape Yacht Club acquisisce i CryptoPunks

Il Bored Ape Yacht Club compra i Cryptopunks

Yuga Labs unisce i due progetti NFT più importanti del mondo crypto. Perché i creatori dei CryptoPunks hanno venduto la loro proprietà intellettuale?

Immagina un cross-over tipo “Harry Potter che acquisisce Il Trono di Spade”, “Hermione Granger Regina dei Draghi” o “Jon Snow che vince il Torneo Tremaghi sulla sua Nimbus 2000”. Questo è più o meno quello che è successo il 12 Marzo 2022 quando Yuga Labs, i creatori del Bored Ape Yacht Club, ha annunciato di aver acquisito i diritti di CryptoPunks e Meebits. Ebbene sì, il Bored Ape compra i CryptoPunks! Che cosa si nasconde dietro a questa mossa? Cosa succederà ora alla storica collezione di NFT?

Il Bored Ape Yacht Club compra i Cryptopunks

Il Bored Ape Yacht Club e i CryptoPunks sono i progetti NFT numero 1 e numero 2 di tutti i tempi, il loro valore combinato si aggira tra i 5 e i 10 miliardi di dollari. Nessuno sa con esattezza la cifra per cui Yuga Labs si è aggiudicata i diritti intellettuali e commerciali delle creazioni del Larva Labs, voci di corridoio dicono circa 200 milioni. Yuga Labs ha comprato il brand, i diritti IP, 423 CryptoPunks e 1.711 Meebits, un’altra collezione di NFT di Larva Labs. I Meebits sono 20.000 avatar in stile voxel. È stata una buona acquisizione per Yuga Labs? Chi ci guadagnerà maggiormente, i Punks o le Ape?

Non succede tutti i giorni di vedere la fusione di due top player in una specifica area di mercato. La community, dei proprietari di Punk e di Ape, pare aver risposto positivamente all’acquisizione, Yuga Labs infatti ha la reputazione di essere un brand più attivo, dinamico e attento alle novità.

Il comunicato di Larva Labs

In occasione dell’acquisizione, i creatori dei CryptoPunks hanno riflettuto sul ruolo della loro collezione nel Web3. I Punks sono diventati presto l’immagine delle identità online delle persone, in maniera così forte da lasciare spiazzati i ragazzi di Larva Labs. I Profile Picture Projects (PFP) stanno crescendo come un’industria a sé, “ci siamo trovati sempre meno adatti alla gestione di questi progetti. Le nostre personalità e abilità non sono adatte alla gestione di una community, alle relazioni pubbliche e allpo sforzo quotidiano che questo tipo di progetti richiede e merita”. 

Cercando una soluzione per colmare questa mancanza, Larva Labs ha incontrato i fondatori di Yuga Labs. Così è entrato in scena il Bored Ape Yacht Club, con le competenze adatte per onorare le origini dei CryptoPunks e il settore NFT. Larva Labs, lascia i suoi CryptoPunks in buone mani! Larva Labs non chiuderà i battenti ma aprirà la strada a nuovi progetti. 

Cosa succederà ora ai Crypto Punks?

“Per noi, gli NFT sono sempre stati una questione di cultura”, è questo il punto cruciale del post di Yuga Labs che annuncia l’acquisizione. I creatori del BAYC scrivono di essere onorati di ricevere in consegna l’eredità di questa collezione NFT che ha dato un fondamentale contributo alla consapevolezza intorno allo spazio crypto e allo sviluppo di Ethereum

Ma cosa hanno in mente di fare con i CryptoPunks? “Presto garantiremo ai titolari di CryptoPunks e Meebits gli stessi diritti commerciali di cui godono i proprietari di BAYC e MAYC”, le proprietà IP dei CryptoPunks e dei Meebits, che sono sempre state sotto il controllo di Larva Labs, ora saranno trasferite ai proprietari degli NFT.  Lo scopo di Yuga Labs è allineare i Punks ai valori del Web3. 

L’identità dei Punks non verrà compromessa, non saranno inglobati nel meccanismo del “club” che resisterà il cuore pulsante dell’universo Yuga. I CryptoPunks saranno trattati come una collezione storica. 

La crescita del prezzo delle Bored Ape

L’annuncio dell’acquisizione ha avuto il suo impatto anche sul mercato. I prezzi dei CryptoPunks sui mercati secondari sono aumentati del 11%, il prezzo minimo si aggira intorno ai 195.000 dollari (75 ETH). Come riferito da Cryptoslam, il 13 Marzo 2022 le Bored Ape hanno registrato vendite per 7,3 milioni di dollari ovvero il 307% in più rispetto alle 24 ore precedenti

Altre novità dal Bored Ape Yacht Club

Con un Tweet dell’11 Marzo 2022, il BAYC ha condiviso il suo nuovo progetto lasciando un link al dominio somethingisbrewing.xyz. Aprendolo ci si ritrova in una pagina che chiede di installare Metamask e niente di più.

Il progetto in questione è stato costruito in 7 mesi in collaborazione con Animoca Brands (l’azienda dietro The Sandbox) e richiede il completamento di un KYC. La community si è subito chiesta il motivo di questo passaggio, inusuale per i progetti decentralizzati. Quello che viene criticato non è tanto il KYC in sé ma l’assenza di spiegazioni sulla sua utilità. Dal BAYC non è trapelata nessuna informazione sul progetto e per il momento è tutto un mistero. 

Le 5 crypto preferite dai Fondi e dai Venture Capital

Quali sono le 5 crypto preferite dai fondi e dai venture capital? Scopri la lista dei progetti su blockchain più promettenti del momento!

A maggio 2022 si è verificato un tracollo dell’ecosistema Terra che ha avuto effetti negativi sia su TerraUSD che su LUNA. Questo articolo è stato scritto prima dell’evento, quindi prima di leggerlo ti invitiamo ad approfondire la situazione e a restare aggiornat*.
In generale, gli articoli di Young Platform sono da considerarsi puramente informativi e non costituiscono un consiglio finanziario.

Sempre più fondi speculativi e di venture capital (VC) scelgono il mondo crypto per i loro affari. Tra DeFi, NFT, servizi per il Web3, gaming e smart contract quali sono per loro i progetti più interessanti su blockchain? Un report del centro di ricerca Messari ha analizzato in che direzione si orientano i portfolio di 57 tra i più importanti Fondi Speculativi e Venture Capital nel Q4 del 2021

La classifica generale vede trionfare le piattaforme per gli smart contract ma tra i progetti ci sono anche network e blockchain Layer 1, tra queste abbiamo selezionato le prime 5. Nel report non sono state incluse Bitcoin ed Ethereum, dal momento che la maggior parte dei fondi le possiedono. 

5. Avalanche (AVAX)

In quinta posizione troviamo Avalanche, su 57 fondi, 12 hanno tra i loro asset AVAX. L’8 Marzo 2022 L’Avalanche Foundation ha annunciato un programma di 290 milioni di dollari (circa 4 milioni di AVAX) chiamato Avalanche Multiverse. Lo scopo del programma  è incoraggiare la crescita dei subnet del network. I subnet sono blockchain collegate ad Avalanche che ne condividono strumenti e caratteristiche ma possono essere personalizzate per esigenze e dapp specifiche. Possono avere il loro token ma mantengono tutta la potenza di Avalanche. I subnet ricordano le parachain di Polkadot, cambia il nome ma non la sostanza! Del resto tra le blockchain il trend è espandere il proprio ecosistema. Per diventare subnet, bisogna mettere in staking 2000 AVAX. Il programma Multiverse arriva dopo quello da 180 milioni di dollari nell’Agosto del 2021, chiamato Avalanche Rush, che mirava ad attirare gli sviluppatori DeFi alla blockchain.

Il primo subnet a ricevere incentivi attraverso il programma Multiverse è il gioco basato sugli NFT, DeFi Kingdoms, per il quale sono stati messi da parte 15 milioni di dollari in incentivi. 

In una dichiarazione, il direttore esecutivo di DeFi Kingdoms (sotto pseudonimo), Frisky Fox, ha detto che stavano cercando una tecnologia in grado di aiutare il progetto “a scalare e introdurre nuove funzionalità come l’utilizzo dei nostri token nativi per pagare il gas, senza sacrificare la sicurezza o la decentralizzazione”.

4. Maker (MKR)

Prima di Avalanche, con solo un punto di differenza, c’è Maker, scelto da 13 fondi. MKR è il token di governance di MakerDAO e del Maker Protocol utilizzato per emettere e gestire la stablecoin DAI. Fondi e venture capital hanno a cuore anche la finanza decentralizzata! Maker è uno dei primi progetti DeFi per nascita, attivo dal 2017, probabilmente ispira fiducia grazie al suo lungo e costante percorso nel campo.

3. Solana (SOL)

La classifica delle 5 crypto preferite dai fondi istituzionali prosegue con Solana! A pari merito con Maker, è nel portfolio di 13 fondi su 57. Ultimamente la blockchain che vanta di essere la più ecosostenibile in circolazione, è sotto i riflettori grazie al protocollo per i pagamenti Solana Pay. Da molti è considerato la Visa o il Paypal del Web3. Solana Pay offre transazioni immediate, circa 65 mila al secondo, senza commissioni e con un impatto zero sull’ambiente.

2. Terra (LUNA)

LUNA sembra essere la crypto del momento! Il 9 Marzo 2022 ha coronato il suo momento di gloria con un nuovo ATH a 104,58$. Quali sono le cause dell’interesse degli investitori istituzionali? Di sicuro lo sviluppo del suo ecosistema non è passato inosservato, così come l’emergere di Anchor Protocol che ha spinto la crescita di Terra per tutto il 2021.

L’aumento del prezzo di LUNA potrebbe essere correlato anche al fatto che è la prima criptovaluta in termini di staking, il totale di LUNA in staking è di 31,6 miliardi di dollari e le ricompense per gli utenti sembrano essere tra le più vantaggiose. Il 40% di tutti i token in circolazione infatti sono delegati ai validatori e avere così tanti token bloccati riduce la volatilità. Il meccanismo di consenso di Terra prevede inoltre che per riscattare i token in staking, bisogna aspettare 21 giorni e in questo modo gli utenti sono disincentivati a fare holding. 

1. Polkadot (DOT)

Al primo posto nella classifica delle 5 crypto preferite dai fondi istituzionali c’è Polkadot! Nel 2021 ben 24 fondi su 57 hanno scelto il network multichain, quasi il 42% degli investitori istituzionali. Polkadot ha mantenuto questo primato per tutto l’anno, ci aspettiamo grandi cose anche per il 2022! Nello specifico, di tutto l’ecosistema di Polkadot, sono state premiate dai fondi e dai VC le piattaforme smart contract, parachain e parathread. Con il procedere inarrestabile delle aste, gli investitori guadagnano interesse per DOT e il suo ecosistema che, combinato anche con Kusama, offre mille risorse e opportunità. 

A inizio anno ci siamo chiesti quali fossero le crypto da tenere d’occhio per il 2022, Avalanche, Solana e Terra sembrano proprio mantenere le promesse. 

I crowdloan su Kusama e Polkadot sono le ICO del 2022?

Kusama Polkadot Crowdloan

Kusama e Polkadot hanno introdotto un nuovo sistema che permette alla community di sostenere i progetti più interessanti: i crowdloan. Sostituiranno le ICO?

Kusama e Polkadot, le blockchain cugine, hanno particolarmente a cuore la decentralizzazione e l’importanza della community. Questo si riflette anche sul funzionamento delle aste: per raccogliere i fondi necessari, i team delle Dapp possono organizzare delle raccolte di fondi decentralizzate chiamate crowdloan. Il crowdfunding decentralizzato sostituirà le ICO?

Come funzionano le aste su Polkadot e Kusama

Come sai, Polkadot e Kusama sono blockchain che ospitano sul loro network le cosiddette parachain, ovvero reti parallele programmabili in base ai bisogni dei proprietari. Per avere accesso alle parachain, però, c’è bisogno che il team di sviluppo di una Dapp vinca un’asta. Le aste sono decentralizzate, questo vuol dire che è un software a decretare la fine dell’asta.

Il modello delle aste su Kusama e Polkadot è strutturato come una versione leggermente modificata di un’asta con candela. Questo tipo di asta prevede che all’inizio venga accesa una candela; quando la candela si spegne, allora l’asta si conclude e il maggior offerente vince. Lo stratagemma della candela serve a evitare il cosiddetto “auction sniping”, ovvero le offerte all’ultimo secondo prima dello scadere del tempo. Secondo vari studi, il fatto che la fine dell’asta sia imprevedibile spinge i partecipanti a fare puntate serie fin dall’inizio.

Per replicare la candela, le aste decentralizzate lasciano che sia un algoritmo a scegliere casualmente la fine dell’asta. La durata è di approssimativamente una settimana; scaduto il tempo, l’algoritmo determina il momento esatto di fine dell’asta, e lo rende noto ai partecipanti. Chi aveva offerto il valore di KSM e DOT maggiore si guadagna l’opportunità di poter fare il deploy della propria parachain. I token vengono bloccati fino alla fine del periodo di lease (affitto dello slot sulla parachain), per poi venire restituiti. I progetti che perdono l’asta, invece, ricevono immediatamente i token bloccati.

Il crowdloan e il potere della community

Dopo che l’algoritmo ha determinato casualmente la fine dell’asta, il maggior offerente vince. Ma come si raccolgono i fondi per portare avanti le offerte? Ci sono più modi per farlo. Il metodo principale è quello diretto: i team di sviluppo puntano un determinato numero di KSM o DOT per aggiudicarsi lo slot della parachain. Su Polkadot il lease di uno slot dura due anni, mentre su Kusama il tempo va da 6 a 48 settimane, a seconda di ciò che sceglie il team di sviluppatori. Le crypto puntate vengono bloccate in un wallet creato appositamente per l’occasione.

Esiste però anche un altro modo per raccogliere fondi e battere gli avversari: il crowdloan. Ogni team può organizzare una campagna di raccolta fondi decentralizzata direttamente su blockchain. Gli utenti possono utilizzare i loro token liberi, quindi non impegnati nello staking o su piattaforme di lending, e supportare i progetti che più preferiscono. Il funzionamento delle campagne di crowdloan è molto semplice. Prima di tutto il proprietario deve selezionare i parametri della campagna: durata, contributo massimo e ricompense.

– La durata della campagna non è direttamente legata alla durata dell’asta, e viene decisa dal team di sviluppo. I fondi rimangono bloccati nel crowdloan fino alla fine della campagna o fin quando il progetto non vince un’asta. In questo modo, gli sviluppatori non devono programmare una raccolta fondi aggiuntiva nel caso in cui dovessero perdere un’asta.

– Il contributo massimo rappresenta il numero massimo di KSM o DOT che possono essere raccolti. Fintanto che la campagna è attiva e che il massimo non viene raggiunto, gli utenti possono bloccare i loro token nel crowdloan. Mettere un tetto massimo ai contributi serve ai team a gestire meglio le ricompense da distribuire in caso di vittoria.

– Le ricompense vengono decise dal team di sviluppo, e servono a ripagare gli utenti per il tempo in cui manterranno bloccati i loro fondi. In genere, i team offrono ricompense sotto forma di token proprietari della loro blockchain, proporzionate al numero di KSM o DOT bloccati.

La campagna può concludersi in due modi: quando scade il tempo, oppure quando il team che ha lanciato la campagna vince uno slot all’asta.

Nel primo caso, la campagna fallisce e i token bloccati dagli utenti vengono sbloccati e restituiti ai legittimi proprietari. Nel secondo caso, invece, la campagna ha successo. In questo caso, i fondi raccolti vengono bloccati per il tempo di lease, e la parachain viene attivata. Le ricompense vengono elargite a chi ha supportato il progetto, e la blockchain diventa pienamente funzionante. Alla fine del periodo, i DOT o KSM bloccati vengono restituiti a chi li ha prestati.

La differenza con le ICO

Forse ti starai chiedendo quale vantaggio abbia questo sistema rispetto al tradizionale metodo delle ICO (Initial Coin Offering). Ce ne sono molti, ma il più importante è sicuramente il vantaggio della sicurezza.

Quando si supporta un progetto attraverso una ICO, si versano dei token con un valore già consolidato (come ETH o BTC) in cambio di token nuovi e non testati. Bisogna affidarsi solo al white-paper del progetto, senza alcuna sicurezza o garanzia. Non è raro che una ICO finisca per rivelarsi un fallimento perché il progetto viene abbandonato in itinere, oppure che fosse tutto un tentativo di ingannare gli utenti con un rug pull.

Con il crowdloan, questo non può accadere. Gli utenti non acquistano delle nuove criptovalute; stanno solo prestando le loro crypto. In più, i DOT e i KSM puntati non finiscono nel wallet degli sviluppatori, ma vengono bloccati in uno smart contract apposito. Il team, quindi, non ha nessun interesse a raccogliere fondi se non è sicuro di creare un progetto che offra un ritorno economico. Allo stesso modo, è impossibile assistere al rug pull, visto che i malintenzionati non possono prelevare i fondi: sono al sicuro nella blockchain, e vengono sbloccati solo alla fine del periodo di lease.

Questo layer di sicurezza in più non può che portare vantaggi a tutto il mondo crypto. La paura degli scam e degli hacker è una delle argomentazioni preferite dai detrattori della blockchain e della finanza decentralizzata. Con il crowdloan, il massimo che gli utenti possono perdere nel caso in cui il progetto non vada in porto sono le ricompense di due anni di staking.

Il crowdloan: passaggio obbligato per il mainstream?

Kusama e Polkadot potrebbero davvero essere pionieri di un nuovo modo di supportare i progetti ambiziosi attraverso le raccolte fondi decentralizzate? La grandissima partecipazione della community sembra dare un messaggio affermativo. Gli utenti hanno contribuito con entusiasmo ai progetti lanciati sulle due blockchain di Gavin Wood, bloccando un gran numero di KSM e DOT e rinunciando ai vantaggi dello staking per permettere alle dapp di partecipare a questi nuovi ecosistemi.

Per esempio, Moonbeam ha visto più di 200.000 wallet partecipare alla raccolta fondi. Non solo: per aggiudicarsi quello slot, anche gli altri team avevano istituito un crowdloan. In tutto sono stati raccolti più di 95 milioni di DOT, pari a quasi 4 miliardi di dollari. Un segnale estremamente positivo per l’ecosistema di Polkadot.

Il crowdloan, poi, ricorda le piattaforme centralizzate di crowdfunding già esistenti come Kickstarter e IndieGoGo. Questo  modello ha per esempio consentito a Kickstarter di raccogliere quasi 3 miliardi di dollari a partire dal 2009, raccolti tra 12 milioni di backer. Il crowdloan riprende questo concetto e lo trasporta nella finanza decentralizzata, garantendo la sicurezza dei prestatori e l’imparzialità del processo. Abbassare i rischi e offrire certezze serve a tutelare sia gli utenti esperti, sia i principianti, sia chi non si è mai avvicinato alle crypto perché le trova troppo ostiche.  

Possiamo stare certi che un successo tale non è passeggero: questo è solo l’inizio per le nuove ICO!