7 punti di forza di Bitcoin per affrontare il bear market

Bitcoin: 7 punti di forza per affrontare il bear market

I prezzi delle crypto stanno calando ma BTC è la più solida di tutte e la community la sostiene, scopri perché!

L’andamento del prezzo di Bitcoin, dati storici alla mano, segue un ciclo di 4 anni scandito dall’halving di BTC, che si verifica per l’appunto ogni 4 anni. Con halving si intende il dimezzamento progressivo delle ricompense in BTC che ricevono i miner per il loro lavoro. L’halving sembra coincidere con la fine di un ciclo del prezzo di Bitcoin e con l’inizio del successivo. Dalla nascita di BTC infatti, il suo prezzo ha seguito questa scansione dove l’having è preceduto da 18-24 mesi di bull market e seguito da due anni di bear market. Seguendo le tempistiche di questa teoria, ci troviamo nel mezzo di un bear market. Il prossimo halving è previsto per il 2024, l’offerta di BTC allora cambierà e di conseguenza anche i comportamenti del mercato. Un bear market può essere suddiviso in più fasi, capirle ci può aiutare a guardare in prospettiva il momento attuale del mercato di Bitcoin. Scopri i 7 punti di forza di Bitcoin per affrontare il bear market!

Le fasi del bear market 

Se consideriamo il precedente bear market che abbiamo affrontato, possiamo distinguere 7 fasi:

  1. Il crollo: fase in cui il mercato crolla molto rapidamente, coinvolge sia Bitcoin che le altcoin; 
  2. Rifiuto/negazione: fase in cui si tende a pensare che i prezzi siano soggetti solo a uno dei tanti e consueti cali; 
  3. Realizzazione: fase in cui ci si rende conto che non si è di fronte solo a un calo fisiologico del mercato. Spesso questa consapevolezza arriva anche dall’osservazione più ampia del contesto macroeconomico;
  4. Panico: dopo la consapevolezza di quello che sta succedendo, le persone si fanno prendere dal panico, questa prospettiva cambia la mentalità di mercato. Ogni tentativo di rimbalzo è eliminato da coloro che cercano di limitare le perdite vendendo. In questa fase, i rimbalzi sono ad opera dei bitcoiners che comprano BTC attirati dai prezzi ridotti;
  5. Accumulo/stabilizzazione: anche se la maggioranza degli utenti si lascia trasportare dal panico, chi ha una visione a lungo termine accumula principalmente coin “solide” come BTC rispetto alle altcoin;
  6. Anticipazione: in questa fase cominciano a tornare i fondi, Bitcoin è di nuovo in crescita. Le persone riprendono ad acquistare anche altcoin a media capitalizzazione di mercato;
  7. Crescita costante: il mercato riprende a crescere in maniera costante. Si passa da un’estrema paura a sentimenti neutrali. 

Ora ci troviamo nella fase del panico, la numero 4, in cui il Fear and Greed Index ha i valori più bassi (extreme fear). Il mercato sta cercando piano piano di passare alla numero 5, ovvero alla stabilizzazione. Chi è immerso completamente nella modalità panico fa fatica a percepire l’accumulo. Non è possibile prevedere con precisione quando il bear market si evolverà nelle fasi successive. Se paragoniamo BTC alle altre crypto possiamo però notare che per quanto siano tutte in calo, Bitcoin è quella che sta perdendo meno. Se la maggior parte delle altcoin sta scendendo di oltre il 90% dal suo ATH, il calo di Bitcoin è poco meno del 70% rispetto al suo ATH di 69.045 dollari. 

L’unica certezza è che il prossimo halving sarà all’inizio del 2024 (è stabilito dall’algoritmo), momento in cui l’equilibrio del mercato sarà nuovamente sconvolto. Chi ha un’ottica a lungo termine ed è convinto del valore di Bitcoin al di là del suo semplice prezzo, continua a comprare e holdare. La lungimiranza dei bitcoiner fa sorgere una domanda: perché Bitcoin continua ad essere supportato? Ecco i 7 punti di forza di Bitcoin per affrontare il bear market!

I punti di forza di Bitcoin: ecco perché i bitcoiner non mollano

I bitcoiner non si fanno prendere dalla paura, il bear market può seminare tutto il panico che vuole ma c’è chi non abbandona Bitcoin. Questo perché i punti di forza e le potenzialità dell’intero sistema di Bitcoin vanno oltre il prezzo. Bitcoin infatti è:

  1. Open source: tutti possono avere accesso alle informazioni processate dalla blockchain, verificare ma soprattutto contribuire allo sviluppo e al miglioramento di tutto il network;
  2. Trasparente: non c’è bisogno di avere una fiducia cieca nel suo funzionamento. Uno degli slogan a cui è affezionata la community di BTC è: “don’t trust, verify”, proprio perché è tutto sotto ai tuoi occhi, disponibile e verificabile;
  3. Neutrale: non conosce politica e non dipende dalle legislazioni degli stati (almeno per quanto riguarda il funzionamento della sua blockchain, il mining ad esempio può essere soggetto a limitazioni);
  4. Decentralizzato: il network di BTC è composto da nodi sparsi in tutto il mondo e nessuna azienda o singola persona ha in mano l’intero potere decisionale;
  5. Resistente a censura: l’unico modo per bloccare il suo operato, è bloccare internet (e possiamo solo immaginare quali sarebbero le conseguenze di disconnettere tutto il mondo);
  6. Sicuro: la sicurezza di Bitcoin è garantita dal suo meccanismo di consenso Proof-of-Work. Il lavoro dei miner rende le transazioni sicure e la decentralizzazione dei nodi permette che non ci siano interferenze;
  7. Caratterizzato da una politica monetaria vincente. La sua scarsità e la natura digitale, rendono il sistema di Bitcoin un’alternativa ai sistemi economici come li conosciamo.

Il prossimo halving ci salverà?

Come sempre, il mercato è lo specchio di numerosi fattori, la maggior parte dei quali è imprevedibile. L’halving ci fa sperare in un miglioramento dell’andamento di Bitcoin perché in passato ha sempre inciso in maniera positiva. Tuttavia le conseguenze dell’ultimo halving di Maggio 2020 sono state influenzate anche da elementi esterni come la politica restrittiva della FED. In tutto questo lo stock-to-flow può essere utile come indicatore di trend ma il futuro di BTC è tutto da scrivere!

Ember Sword: l’MMORPG dei giochi play-to-earn

Ember Sword MMORPG crypto game play to earn

Ember Sword è il videogioco play-to-earn più atteso del 2022. Scopri tutto sul crypto game MMORPG e scrivi la tua storia su Thanabus!

Esploratori della blockchain, adunata! Ember Sword è un gioco MMORPG play-to-earn dove non esistono limiti. Il videogioco, che si appoggia alla blockchain di Immutable X (Layer 2 di Ethereum), è un vero sandbox dove potrai fare quello che vuoi. Andare a caccia di mostri? Gestire uno snodo economico importante? Diventare un artigiano leggendario? Nessuna strada ti è preclusa in Ember Sword. Puoi essere chi vuoi e allo stesso tempo mettere le mani sui preziosi NFT che questo mondo fantasy medievale offre. Per adesso il gioco ha mostrato parte del gameplay finale a chi si è aggiudicato le LAND durante la Community Sale, il crypto game dovrebbe entrare nella fase di alpha a fine 2022. Sella il cavallo, avventuriero, è il momento di scoprire tutto su Ember Sword, il crypto game per chi ama gli MMORPG!

Ember Sword: una grafica sgargiante per una storia cupa

Ember Sword è un gioco play-to-earn molto diverso da quelli che l’hanno preceduto. Con una visuale isometrica dall’alto, ricorda i videogiochi RPG classici come RuneScape o Diablo. La sua filosofia è quella del “gameplay al primo posto”. La grafica colorata e cartoon è chiara e senza fronzoli, proprio per assicurare che il gioco scorra fluido anche sui computer meno potenti. Eppure, la storia d’origine e l’ambientazione di Ember Sword non sono così allegre come si potrebbe pensare…

Thanabus, una luna spaccata in quattro 

La storia di Ember Sword si sviluppa su Thanabus, una luna fertile e rigogliosa nell’orbita di Giove. In un passato lontano, Thanabus ospitava una popolazione avanzata capace di terraformare (ovvero rendere abitabile) l’ecosistema lunare. Poi un’entità quasi divina, chiamata Starzhen, ha decimato gli abitanti di questa luna e distrutto il dispositivo terraformatore. Secoli dopo, l’unica forma di governo sopravvissuta al cataclisma, chiamato semplicemente la Repubblica, è insidiata da forze misteriose e da regni rivali. Il suo dominio sulle quattro Nazioni è sempre più debole, e tocca agli avventurieri come te riportarlo alla gloria oppure affossarlo definitivamente.

Thanabus ospita 4 Nazioni ben distinte, ciascuna con un suo ecosistema. La prima Nazione, nonché la prima zona del gioco che sarà disponibile durante la fase Alpha del gioco play-to-earn, è Solarwood. Solarwood, situata nella zona nordest di Thanabus, ospita un territorio boschivo e florido. La Nazione è costellata di villaggi di contadini e cittadine accademiche, tra cui Burkhalter’s Academy, la città più famosa della luna di Giove.

La seconda Nazione di Thanabus è Duskeron, situata a sud-est. Duskeron è un territorio inospitale e desertico, reso arido dalla furia di Starzhen che ha distrutto Thanabus. Nonostante questo, gli abitanti di Duskeron hanno imparato a cavarsela riciclando il possibile e commerciando minerali e metalli rari, di cui il territorio è ricco. La Repubblica qui non ha molta influenza, ma le cose potrebbero presto cambiare, che gli abitanti della Nazione desertica lo vogliano o meno.

La terza Nazione di Thanabus è Ediseau, situata a nord-ovest. Ediseau, prima del cataclisma, ospitava la capitale della Repubblica: adesso è un territorio gelido e selvaggio, ma ricco di materie prime fondamentali per l’artigianato dell’intera luna. Gli abitanti di Ediseau si riconoscono per le loro pesanti pellicce, il loro orgoglio e le loro birre molto alcoliche.

L’ultima Nazione si trova a sud-ovest, ed è stata l’epicentro del cataclisma: Sevrend. La giungla di Sevrend ha sempre avuto un habitat inospitale e una fauna pericolosa e letale. La catastrofe ha esacerbato la situazione, ora Sevrend è principalmente abitata da alieni provenienti da Giove e da animali brutali e selvaggi. Proprio per questo, Sevrend è stata utilizzata dalla Repubblica come “prigione”, esiliando lì chi si macchiava di gravi reati. Col tempo, gli esiliati hanno creato una civiltà semi-anarchica, e poi si sono ufficialmente riuniti sotto un unico vessillo. Sevrend adesso è casa di un’organizzazione ritenuta terroristica dalla Repubblica: i Dannati

Come funziona il gameplay di Ember Sword?

La storia della luna Thanabus è già ricca di suo, ma il fulcro di Ember Sword è plasmarne una nuova storia con il tuo avatar! In questo MMORPG play-to-earn, potrai creare gratuitamente un personaggio ed esplorare il mondo di Ember Sword come in un normale gioco free-to-play. 

Essendo di base un videogioco RPG, Ember Sword ti permette di personalizzare completamente il tuo avatar, compresa la sua zona di provenienza. Potrai scegliere infatti di partire da una qualsiasi delle 4 Nazioni, e cominciare da lì la tua avventura in questo crypto game fatto per chi ama gli MMORPG.

Il tuo personaggio sarà anche in grado di imparare delle abilità, che vanno dal crafting alla capacità di costruire armi e armature, fino alle abilità di combattimento che ti renderanno pian piano una minaccia sia nel PvP (giocatori contro giocatori) che nel PvE (giocatori contro i mostri gestiti dal computer). Come funzionano i livelli in Ember Sword? Le abilità vanno dal livello minimo, 0, fino al livello massimo: 100. Ciascuna task ti farà migliorare in determinati ambiti, quindi ricordati che la costanza paga! Oppure, puoi anche creare un personaggio capace di fare tutto discretamente, ed essere il jolly del tuo gruppo di amici: la scelta è tua!

Grazie al sistema di combattimento che ricorda i MOBA, gli scontri (sia contro altri giocatori che contro i mostri) saranno veloci e si baseranno molto sui riflessi e sulla tua capacità di adattarti alle varie situazioni. Se hai mai giocato a RuneScape oppure a MOBA come League of Legends e DotA, allora sai già cosa aspettarti! Chiaramente l’aspetto RPG è fondamentale:commerciare con gli artigiani e con gli armaioli è indispensabile per potenziare il tuo personaggio e diventare sempre più forte e pronto ad affrontare i pericoli che si nascondono su Thanabus. 

Tre aree di gioco per tutti i tipi di giocatore

Dopo aver scelto la tua Nazione e aver creato il tuo personaggio, sarai pronto ad esplorare Thanabus nella sua interezza. Ogni Nazione è divisa in tre zone, ognuna con un particolare focus su un aspetto diverso del gameplay. 

Il territorio iniziale si chiamerà Kingship (Territori Reali). Questa zona è sotto il controllo dei giocatori. Ogni parte di queste zone è costituita da una LAND, cioè un NFT che permette al giocatore che lo possiede di gestire il suo terreno. I Territori Reali sono luoghi civilizzati, costellati di città, villaggi, taverne e mercanti. Alcuni luoghi sono più pericolosi, e si possono ingaggiare combattimenti PvE contro dei mostri, generalmente però queste zone sono tendenzialmente sicure. Qui potrai costruire la tua casa o il tuo negozio, e diventare un artigiano provetto in tranquillità.

Oltre i Territori Reali c’è la Wilderness (Territori Selvaggi). Questi territori non hanno terreni acquistabili, e il dominio della propria Nazione è meno solido. I Territori Selvaggi sono casa di mostri molto potenti e molti dungeon pericolosissimi. Qui potrai persino incontrare dei nemici di tipo boss, ovvero antagonisti con un ruolo di punta nella storia di Ember Sword. Sconfiggerli ti permetterà di acquisire oggetti rari e preziosi, oppure armi e armature particolarmente potenti. Ovviamente, dal momento che Ember Sword è un videogioco play-to-earn, questi item saranno degli NFT che potrai commerciare liberamente. Nei Territori Selvaggi puoi anche affrontare i giocatori di altre Nazioni, sconfiggerli e rubare il loro equipaggiamento.

Infine, a separare una Nazione dall’altra, ci sarà la zona Outlaw (Territori Fuorilegge). Queste zone sono in assoluto le più pericolose: non troverai solo i mostri più potenti di Thanabus, ma anche briganti e tagliagole. Qui, il PvP è di casa: infatti potrai essere attaccato e derubato anche da altri giocatori della tua stessa Nazione. Nonostante la pericolosità, i Territori Fuorilegge nascondono grandi tesori, materie prime in gran quantità e metalli rarissimi. Inoltre sono l’unica via per arrivare nelle altre Nazioni: se vuoi fare il mercante, le tue carovane dovranno per forza passarci in mezzo, quindi dovrai difenderle per evitare che vengano assaltate e distrutte!

Come funziona l’economia di Ember Sword

La compravendita di oggetti nei MMORPG tradizionali non è una novità. Anche se teoricamente acquistare e vendere oggetti in gioco per denaro reale va quasi sempre contro i Termini di Servizio dei videogiochi, questo mercato è comunque molto diffuso. In alcuni videogiochi, come ad esempio CS:GO, alcuni oggetti puramente cosmetici vengono venduti a migliaia di dollari!

Ember Sword elimina questo “mercato grigio” dando a tutti i giocatori il possesso reale dei loro oggetti, grazie alla tecnologia degli NFT. Il token dell’MMORPG play-to-earn si chiama Embers (MBRS) e rappresenta la parte “fungibile” del commercio su Thanabus. MBRS è sia un token ERC-20 sia un token costruito su ImmutableX, la chain principale su cui si appoggia Ember Sword. Il token affiancherà la valuta di gioco (off-chain), l’oro. Gli oggetti cosmetici come gioielli, mantelli o statue da mettere nei propri terreni, invece, sono unici e direttamente legati al giocatore sotto forma di NFT.

Gli NFT di Ember Sword: cosmetici e terreni

Gli sviluppatori di Bright Star Studios hanno messo subito in chiaro che Ember Sword sarà un gioco free-to-play e non pay-to-win. Che vuol dire? Che tutti gli acquisti fatti con le crypto saranno puramente cosmetici. Potrai quindi acquistare oggetti unici e rarissimi sotto forma di NFT, ma questi oggetti non impatteranno sulle abilità del tuo personaggio. Serviranno però a dargli un aspetto unico e curato! Saranno la tua bravura e la tua determinazione a decretare quanta strada farai su Thanabus, non la tua disponibilità finanziaria. 

Anche se gli oggetti acquistabili con MBRS saranno solo cosmetici e non daranno vantaggi in-game, non vuol dire che avranno poco valore. Questo modello è stato testato con successo da vari videogiochi tradizionali come League of Legends e Fortnite, e il play-to-earn è la naturale evoluzione del free-to-play. La trasparenza della blockchain consente ai giocatori di possedere per davvero gli oggetti di gioco, e il fatto che siano NFT vuol dire che sono unici e inimitabili. Ad esempio, potresti comprare un mantello in edizione limitata per il tuo personaggio, di cui esistono solo 10 copie: quel mantello è davvero tuo, e puoi venderlo sui marketplace di NFT quando vuoi e al prezzo che ritieni più giusto senza rompere nessun termine di servizio. 

L’altro tipo di NFT presente in Ember Sword è rappresentato dai terreni, o LAND. I terreni, presenti nei Territori Reali, saranno degli hub che i giocatori potranno personalizzare a loro piacimento. Esistono vari tipi di LAND: i terreni più grandi saranno adatti a creare delle città gestite da gruppi di giocatori o da gilde (ovvero alleanze in-game, molto comuni nei videogiochi MMORPG). Esisteranno però anche terreni di media o piccola grandezza, meno costosi, adatti a piccole gilde o a singoli giocatori. I terreni saranno di tua proprietà e potrai affittarli, venderli o costruirci sopra la tua casa dei sogni in cambio di MBRS. In totale esisteranno 160mila LAND, per ora sono state messe in vendita solo quelle della prima Nazione, ovvero Solarwood. 

L’economia di gioco: un mix tra tradizione e innovazione

Se da una parte il token MBRS è la valuta per acquistare LAND e oggetti cosmetici unici, dall’altra la valuta in game, l’oro, ti servirà per acquistare armi e armature e per goderti al massimo il crypto game Ember Sword. Al contrario di Star Atlas o Axie Infinity, Bright Star Studio ha optato per un’economia mista, tutto per rendere questo MMORPG free-to-play ma non pay-to-win. Per acquistare il migliore equipaggiamento per affrontare i pericoli di Thanabus non ti serviranno le crypto, ma il sudore della fronte e un po’ di sano grind (per i profani: spendere tempo in gioco per far diventare il proprio personaggio più forte). 

Per portare le skill a livello 100, infatti, l’unica strada sarà giocare, giocare e giocare. Affrontare mostri per migliorare la propria abilità con la spada o costruire coltelli per arrivare a creare spadoni a due mani affilatissimi è una meccanica tipica degli MMORPG, non ci sono scorciatoie per dare un vantaggio ingiusto ai giocatori più ricchi. Anche l’oro non sarà acquistabile con gli Embers, e l’unico modo per ottenerlo sarà completare le missioni di gioco, andare a caccia di mostri, saccheggiare carovane o sconfiggere giocatori avversari.

Questo vuol dire che il play-to-earn sarà limitato solo agli oggetti cosmetici e alle LAND? No! Una volta che il gioco sarà completo e accessibile a tutti, starà solo a te decidere come gestire la tua esperienza economica all’interno di Ember Sword. Per esempio, potresti diventare un famoso armaiolo e vendere le tue armi nuove di zecca in cambio di token MBRS o di ETH. Se sei più avventuroso, potresti offrire i tuoi servigi da mercenario alle carovane che hanno bisogno di protezione. E se non sei soggetto a particolari dubbi morali, nulla ti vieta di assassinare i giocatori nelle Terre Fuorilegge per derubarli e offrirti di restituire i loro averi in cambio di un riscatto.

L’economia di Ember Sword è originale, e il fatto che sia “ibrida” è una novità nel mondo dei crypto game play-to-earn. Ma, come hanno detto gli sviluppatori, Ember Sword è un crypto game che mette il gameplay al primo posto: se hai mai giocato a un MMORPG free-to-play, sai quanto sia frustrante affrontare giocatori più deboli di te ma che hanno vantaggi ingiusti perché hanno speso più soldi di te per comprare armi o armature potentissime. Grazie a questo mix tra tradizione e innovazione, Ember Sword promette di essere prima di tutto un gioco equilibrato ed entusiasmante. La blockchain è un’aggiunta che rende la tua esperienza su Thanabus ancora più divertente e, perché no, potrebbe anche diventare redditizia! 

Qual è la data di uscita di Ember Sword? Il crypto game per chi ama gli MMORPG è già a buon punto

La data d’uscita di Ember Sword è ancora incerta, ma lo sviluppo sembra procedere velocemente! Oltre agli aggiornamenti settimanali da parte del team, ad aprile è stata aperta la prima fase di pre-alpha di Ember Sword, accessibile a tutti coloro che sono riusciti ad aggiudicarsi una LAND durante la public sale. Durante questa fase, il team ha effettuato uno stress test, ovvero un test per vedere se il loro server riusciva a gestire la mole di giocatori senza crashare. In più, i tester hanno potuto provare le meccaniche di base di Ember Sword, come il crafting e la raccolta di materie prime.

Secondo Bright Star Studios, la prima Nazione, Solarwood, dovrebbe uscire a fine 2022. Quindi è plausibile aspettarsi che l’uscita della beta di Ember Sword arrivi a novembre/dicembre. Probabilmente le altre Nazioni saranno complete tra dicembre 2023 e gennaio 2024. Fortunatamente il team di Ember Sword è molto attivo sui social, e comunica con la community almeno una volta a settimana per aggiornare gli appassionati sullo stato del gioco. Nel frattempo, se vuoi partecipare alle prove tecniche, puoi acquistare una LAND su OpenSea e registrarti sul loro sito ufficiale. 

Ember Sword è un MMORPG play-to-earn innovativo ed è senza dubbio uno dei crypto game più attesi del 2022. Rimani aggiornato sugli sviluppi e sull’uscita di questo primo crypto game per chi ama gli MMORPG! Ora che sai come funziona Ember Sword, sarai il famoso sindaco di una città importante, il fabbro più famoso di tutta Thanabus o l’ombra letale che tutti i mercanti temono?

Questo è il secondo articolo di una serie dedicata al mondo del crypto gaming e dei videogiochi su blockchain. Seguici per rimanere aggiornato sugli altri giochi crypto più entusiasmanti del 2022! Prossima tappa: il pianeta alieno di Illuvium!

Difendiamo Bitcoin dalle accuse del bear market

La fine di Bitcoin è già scritta?

In questo nuovo episodio di Young Pills: difendiamo Bitcoin dalle 5 principali accuse rispolverate in occasione del bear market di questi giorni! 

Dopo aver parlato del crollo dell’ecosistema di Terra (LUNA), oggi con Young Pills abbiamo scelto di tornare sulla crypto delle crypto: Bitcoin! Come sempre, nei periodi di bear market, c’è chi predice la fine della prima criptovaluta per capitalizzazione di mercato e rispolvera alcune delle accuse più famose avanzate alla coin di Nakamoto. In questo episodio si parlerà non soltanto di bolle finanziarie, ma anche di Lightning Network, della fornitura di Bitcoin e di molto altro ancora. Il momento dunque è arrivato: difendiamo Bitcoin dalle 5 accuse più famose!

Stranger Things porta gli NFT negli anni ‘80

Gli NFT di Stranger Things gratis con un gioco di Netflix

Con un mini-videogioco, Netflix distribuisce gratis gli NFT di Stranger Things! I token non fungibili sono sviluppati su Palm, una sidechain di Ethereum

Per la promozione della quarta stagione di Stranger Things, Netflix ha realizzato un gioco a premi con la piattaforma Candy Digital. Partecipando si può ricevere gratis uno degli 11.111 NFT che raffigurano i protagonisti della serie. Dopo l’esperimento della caccia al tesoro “non-fungible” con il lancio dei nuovi episodi di Love, Death + Robots, la piattaforma di streaming sceglie un nuovo format di gioco per gli appassionati! 

Gli NFT di Stranger Things in palio con il videogioco di Netflix

L’enorme successo di Stranger Things ha riportato a galla vibes anni ‘80. “Running Up That Hill”, il pezzo del 1985 di Kate Bush è tornato in vetta alle classifiche dopo trent’anni proprio grazie a una puntata della serie. Un revival vintage generale dalla musica di quegli anni, alla moda ma speriamo non nei tagli di capelli. Negli anni ‘80 di sicuro la tecnologia blockchain non era nemmeno contemplata, ecco che Stranger Things collega i due mondi e propone degli NFT che in qualche modo raccontano quell’epoca. La collezione NFT di Stranger Things è composta da 11.111 pezzi che rappresentano in maniera digitale i poster di 5 personaggi: Undici, Mike, Will, Jonathan e Argyle. Il gioco per ottenerli è ambientato in un laboratorio (stile Hawkins) ed è abbastanza semplice, si tratta di risolvere puzzle, indovinelli e alcune sfide legate alla serie. Grazie al gioco di Netflix si possono ricevere gratis questi NFT! Ogni round di gioco ha un differente personaggio in palio. La scorsa settimana 4.700 giocatori hanno ricevuto il poster tokenizzato di Undici. 

Il gioco non è piaciuto proprio a tutti i fan, alcuni hanno criticato Netflix perché il videogioco è solo in versione desktop. Una versione mobile sarebbe stata troppo futuristica per una serie ambientata negli anni ‘80?

Candy Digital e la Palm Blockchain

Netflix si è appoggiata a Candy Digital per la realizzazione degli NFT di Stranger Things. Candy Digital è una società leader nel settore dei token non fungibili, dedicata allo sviluppo di digital collectible legati al mondo dello sport, della cultura e dell’intrattenimento. Al momento è la piattaforma ufficiale della Major League Baseball statunitense e uno dei partner scelti da Mastercard per sperimentare la sua espansione nel Web3 facilitando gli acquisti NFT, insieme a Immutable X, The Sandbox e Nifty Gateway. Candy Digital lavora su Palm, una sidechain di Ethereum. Palm sta costruendo un ecosistema NFT creato appositamente per la “cultura e la creatività”. Il suo token si chiama $PALM e in quanto sidechain, Palm, è completamente compatibile con Ethereum. Una delle collezioni NFT più famose rilasciate su Palm è “The Currency Project” dell’artista Damien Hirst. Gli NFT di Damien Hirst sono la rappresentazione digitale di 10.000 opere fisiche associate. 

Jack Dorsey apre una scuola di Bitcoin con JayZ e sogna il Web5

Jack Dorsey parla

Le criptovalute non hanno barriere fisiche e sono accessibili ovunque e da chiunque, ma c’è bisogno di educare le persone a questa nuova moneta. Jack Dorsey e JayZ finanziano una scuola crypto per imparare tutto su  Bitcoin

Per chi non è esperto, la finanza può sembrare un mondo rischioso e pieno di pericoli. La stessa cosa succede con le criptovalute e con Bitcoin: chi non conosce il funzionamento della blockchain viene intimidito facilmente da questo mondo innovativo e altamente tecnologico. Per combattere l’ignoranza e i luoghi comuni che circondano Bitcoin, Jack Dorsey e JayZ hanno finanziato una scuola di criptovalute dove tutti potranno imparare le basi della blockchain. Le lezioni saranno sia di persona a Marcy Houses, New York (il vecchio quartiere popolare di JayZ), sia online. La parte migliore? Saranno lezioni completamente gratuite! Scopri la nuova scuola di Bitcoin voluta da JayZ e Jack Dorsey, e come l’ex CEO di Twitter vuole trasformare BTC nella “moneta di Internet”.

A scuola di Bitcoin per l’adozione di massa

Bitcoin e le criptovalute vengono dipinte come “le nuove frontiere della finanza”. Nonostante i vantaggi delle criptovalute, spesso c’è diffidenza nei confronti di questi strumenti aperti a tutti e decentralizzati. Il mondo crypto fa paura a molti perché sembra complesso e insidioso, e questa è una grande barriera che lo separa dall’adozione di massa.

Noi di Young Platform lo sappiamo bene, la soluzione per avvicinare Bitcoin alle persone? La formazione! Educare le persone all’utilizzo delle crypto e alla finanza del futuro è il modo ideale per sfatare i falsi miti intorno a Bitcoin e alle criptovalute in generale. Per questo Jack Dorsey, grande sostenitore di Bitcoin, insieme al rapper JayZ, ha finanziato una scuola di criptovalute nel quartiere popolare di Marcy Houses, a New York. Il quartiere è stato scelto perché è il luogo dove JayZ ha passato l’infanzia. 

La “Bitcoin Academy” sarà tenuta da Lamar Wilson, di Black Bitcoin Billionaire, e da Naja J. Roberts, di Crypto Blockchain Plug. “L’educazione è potere”, si legge sul sito ufficiale della Bitcoin Academy. Le lezioni si terranno due sere a settimana e tratteranno di Bitcoin, di come funzioni la blockchain, del futuro della finanza e del perché bisogna interessarsi a questa innovazione tecnologica. Per permettere a tutti di frequentare, Jack Dorsey e JayZ distribuiranno anche gli strumenti per partecipare come cellulari, computer e una connessione a Internet. Educazione e strumenti tecnologici per chi non può permetterseli: l’inizio di una rivoluzione Bitcoin che parte dalle persone comuni! Le lezioni avranno inizio il 22 giugno e finiranno a inizio settembre.

Jack Dorsey: Bitcoin è il futuro non solo della finanza ma anche di Internet

Che Jack Dorsey, ex CEO di Twitter e attualmente presidente di Block, Inc. sia un appassionato di Bitcoin è risaputo. Addirittura Dorsey si è dimesso da Twitter a novembre 2021 per dedicarsi completamente alla sua nuova azienda focalizzata sulle crypto. Il suo obiettivo è creare una finanza sempre più innovativa e integrata con Internet. E per questo ha in mente un nuovo progetto: il Web5, attualmente in sviluppo da parte della succursale di Block, TBD.

Esatto, senza neanche passare dal Web4, Jack Dorsey è già proiettato nel futuro! Nonostante la sua passione per le crypto, l’ex CEO di Twitter è sempre stato molto critico nei confronti del Web3. Secondo lui la decentralizzazione del “nuovo” Internet è fittizia. “Non siete voi a possedere il Web3, ma i grandi investitori” ha scritto su Twitter. Dorsey non si è limitato solo alle critiche sterili, perché ha proposto la sua nuova idea e soluzione: quella di un Internet completamente basato su Bitcoin. 

Invece di basarsi su varie blockchain, il Web5 ideato da Dorsey farà affidamento solamente alla rete della crypto inventata da Satoshi Nakamoto nel lontano 2008. Piuttosto che creare un sistema di tokenizzazione, come fanno le altre blockchain impegnate nella costruzione del Web3, il Web5 si baserà su una layer-2 di Bitcoin chiamata ION. La rete decentralizzata di BTC servirà solamente a conservare i dati sensibili e l’identità degli utenti in modo sicuro, mentre le DApp verranno sviluppate su ION. E, essendo basato su Bitcoin, il Web5 sfrutterà appieno le potenzialità di BTC: lo scopo sarà scambiare denaro in modo semplice, intuitivo e soprattutto decentralizzato.

Dopo aver finanziato la scuola di Bitcoin gratuita voluta da JayZ, Jack Dorsey ha voluto anche puntare verso l’innovativo Web5. Da vero massimalista della crypto di Satoshi Nakamoto, l’ex CEO di Twitter ha preso molto sul serio la sua missione per favorire l’adozione di massa di Bitcoin! Riuscirà a far diventare la prima criptovaluta del mercato di uso comune? 

Nel frattempo, se anche tu vuoi imparare tutto sulle crypto gratuitamente, ricorda che la nostra Academy è sempre aperta!

Stablecoin algoritmiche sì o no? La parola a Buterin

Terra Luna Buterin sulle stablecoin algoritmiche (by TechCrunch)

Il disastro Terra (LUNA) ha attirato le attenzioni del mondo crypto sulle stablecoin. Vitalik Buterin, il fondatore di Ethereum, dice la sua sul crollo delle stablecoin algoritmiche

L’ecosistema Terra (LUNA) è passato da hub di riferimento per la DeFi a esempio di come più sono grandi, più rumore fanno quando cadono. Il crollo di Terra e di UST ha fatto così tanto scalpore che se ne è parlato anche fuori dal mondo crypto, spesso in termini estremi. Fatto sta che questo crollo ha fatto emergere un dibattito importante per il futuro della DeFi e delle stablecoin: gli algoritmi sono davvero in grado  di mantenere l’ancoraggio a una moneta fiat o a un indice, oppure l’unica strada per le stablecoin è una collateralizzazione come per USDC e USDT? Vitalik Buterin ha detto la sua sul crollo delle stablecoin algoritmiche come UST, quella di Terra, affermando che la sua disfatta non corrisponde alla fine delle stablecoin decentralizzate. Piuttosto, secondo il fondatore di Ethereum,c’è bisogno di rivedere il modo di pensare le crypto per creare delle stablecoin migliori.

Come si determina se una stablecoin algoritmica è sostenibile (secondo Buterin) 

Subito dopo il crollo di Terra (LUNA), Buterin si era già interessato alla questione, consigliando a Do Kwon di pensare prima ai piccoli detentori crypto di USD e LUNA e solo dopo pensare alle whale. La motivazione di Buterin era morale ma anche pratica: un ecosistema DeFi vive grazie ai suoi sviluppatori e ai suoi utenti più piccoli, non grazie a chi tiene grandi quantità di crypto bloccate in attesa di vendere o di accumulare ricompense.

In seguito, nel suo blog, Vitalik Buterin ha analizzato direttamente la situazione del mercato DeFi e delle stablecoin, osservando che il crollo di Terra Luna ha portato a un riassetto della finanza decentralizzata. Questo riassetto non è necessariamente negativo, anzi, “questo maggior livello di scrutinio su questi asset DeFi… è qualcosa di positivo”, ha scritto il fondatore di Ethereum. Tuttavia, nonostante il crollo della stablecoin algoritmica UST, Buterin non crede che sia la fine per tutte le stablecoin decentralizzate: “anche se ci sono progetti destinati a fallire, o altri che teoricamente sono sicuri ma comunque molto rischiosi, ci sono anche stablecoin molto robuste e che sono sopravvissute a condizioni di mercato tragiche”. Qual è la soluzione per Buterin? Allontanarsi dagli estremi e tornare “a un modo di pensare basato sui princìpi”.

Per fare degli esempi, il fondatore di Ethereum ha stabilito due parametri che possono contribuire a rendere una stablecoin algoritmica “stabile” e a prova di crollo. Vediamo quali sono questi criteri per creare delle stablecoin migliori rispetto a Terra Luna e UST.

La stablecoin può arrivare ad avere zero utenti senza crollare?

La domanda più immediata che ci si può porre quando si parla di stablecoin migliori è: “può resistere a un evento disastroso senza crollare lasciando i suoi utenti nei guai?” Uno degli esempi più catastrofici? La base utenti che si azzera. 

Immediatamente, Vitalik Buterin lancia una critica a UST. Senza mezzi termini, afferma che la sostenibilità di una stablecoin decentralizzata non può basarsi sulla presunzione che ci saranno sempre nuovi utenti all’interno del suo ecosistema. Secondo lui, il problema di Terra era proprio questo: fintanto che l’ecosistema era utilizzato, allora era possibile promettere interessi altissimi sullo staking con Anchor (fino al 20%). Questo perché il valore di LUNA (chiamata da Buterin la volatile coin del sistema, o volcoin) avrebbe continuato ad aumentare, assicurando dei tassi di signoraggio convenienti. Ma che succede se gli utenti vedono un calo di transazioni, oppure credono che questo calo avverrà nel futuro? Il collasso del sistema. Se la volcoin perde valore, l’ecosistema diventa fragile e l’algoritmo comincia letteralmente a mintare nuove volcoin. Questo crea un effetto a catena che porta al collasso totale, come si è visto con Terra.

Se la perdita di valore di LUNA fosse stata più lenta, il crollo di Terra sarebbe stato molto più prevedibile e avrebbe dato tempo agli utenti di vendere i loro asset e non perdere tutto. La discesa lenta però è impossibile in un sistema come quello di Terra Luna, che si basava su una aspettativa di crescita continua. In un sistema collateralizzato da crypto o asset esterne (come ad esempio DAI) questo evento è possibile, visto che il valore della stablecoin è separato dal valore del suo collaterale.

La stablecoin ha bisogno di un sistema di interessi negativi

Per evitare che troppe persone conservino stablecoin senza spendere, aspettando passivamente degli interessi, Buterin sostiene che i sistemi dovrebbero adottare degli interessi negativi. In questo modo, sarebbe sostenibile continuare a offrire un APY elevato visto che sarebbe bilanciato da questi interessi negativi. 

In alternativa, l’unica soluzione per continuare a offrire un APY molto alto è sperare che sempre più utenti entrino nel sistema. Quando questo non succede più, un crash è inevitabile, secondo Buterin. 

Resistenza ai crolli improvvisi e interessi negativi sono i due criteri indispensabili da rispettare per creare delle stablecoin algoritmiche, almeno secondo Buterin. Bisogna mettere in conto anche possibili bug o governance attack ma la cosa più importante è che la sicurezza di una stablecoin non dipenda esclusivamente da una sua (impossibile) crescita infinita.

DAI, la stablecoin decentralizzata che ce l’ha fatta

A volte, durante le fasi più tragiche del mercato, è necessario fare un po’ di “zoom out” e guardare al passato. In questo momento in cui le stablecoin decentralizzate sembrano aver subito un durissimo colpo, dobbiamo ricordare il caso di  DAI che ha resistito al crollo generale del mercato del 2020, in piena pandemia. 

DAI è una stablecoin decentralizzata e collateralizzata da vari asset come ETH, BTC ma anche da USDC e asset non crypto. Gestita dalla MakerDAO, è una stablecoin “ibrida” e deve la sua stabilità al fatto che sia sovra-collateralizzata. Questo vuol dire che la capitalizzazione di mercato degli asset bloccati nei Vault (ovvero gli smart contract che “prestano” i DAI) è sempre maggiore rispetto a quella di DAI. 

Nel 2020, con l’inizio del Covid, tutto il mercato – tradizionale e crypto – è crollato. La crisi ha intaccato anche l’ecosistema di DAI, ma non ha portato a un crollo come quello di Terra Luna! La governance decentralizzata ha reagito alla crisi rapidamente e, nonostante l’ancoraggio di DAI al dollaro sia stato altalenante per un paio di mesi (arrivando persino a toccare 1,50$), non abbiamo assistito agli eventi che hanno portato al collasso di UST. Il mix di sovra-collateralizzazione e la possibilità di poter introdurre degli interessi negativi ha contribuito alla stabilità della stablecoin, evitando una tragedia. 

TRON: una stablecoin algoritmica migliore o finirà come UST?

Il 5 maggio 2022, proprio qualche giorno prima del crollo di Terra Luna, un progetto crypto aveva lanciato sul mercato una nuova stablecoin algoritmica: USDD. Il funzionamento inizialmente era simile a quello di UST: la stablecoin avrebbe dovuto mantenere l’ancoraggio grazie al signoraggio tra USDD e TRX, la volcoin dell’ecosistema TRON.

Justin Sun, il fondatore di TRON, è corso ai ripari subito dopo il tracollo della stablecoin algoritmica che voleva imitare: adesso anche USDD sfrutta un sistema ibrido, e l’ancoraggio sarà garantito sia dall’algoritmo e dal signoraggio con TRX sia da un sistema di sovracollateralizzazione simile a quello di DAI. 

Il sistema ibrido può essere la soluzione contro un crollo, e dare stabilità a questa nuova stablecoin algoritmica? Purtroppo è ancora presto per dirlo al 100%. USDD è stata lanciata il 5 maggio, e ha avuto un rodaggio molto breve, anche se ha già una capitalizzazione di mercato non indifferente: lentamente ma in maniera costante si sta avvicinando al miliardo di dollari. DAI, d’altra parte, ha una capitalizzazione di più di 6 miliardi di dollari, nonostante abbiano un funzionamento simile. L’ultima volta che una stablecoin algoritmica ha provato a insidiare il primato di DAI, sappiamo tutti com’è finita. USDD riuscirà a dimostrarsi la stablecoin algoritmica di cui la DeFi ha bisogno?

Le stablecoin sono una colonna portante nella DeFi. Il crollo di Terra Luna, ha mostrato che non è così facile creare una stablecoin algoritmica effettivamente “stabile”, neanche Buterin è così sicuro di quale sia la maniera migliore per creare una crypto ancorata al dollaro o a un altro indice. I progressi della finanza decentralizzata, però, vanno di pari passo con lo sviluppo di stablecoin sempre migliori: i criteri di Vitalik Buterin sono un buon inizio per discutere delle linee guida per un sistema DeFi che non dipenda da enti centralizzati. DAI o la nuova arrivata USDD riusciranno a rivelarsi all’altezza di questo compito?

Polygon e Algorand: le blockchain “sciacalle” dopo il crollo di Terra

Crollo Terra (LUNA): le nuove blockchain scelte dagli sviluppatori

Le blockchain concorrenti di Terra si contendono i suoi ex sviluppatori e progetti. Su quale nuovo network migreranno?

È passato quasi un mese dal crollo di Terra (LUNA). Dopo la sua morte e rinascita con il fork di LUNA 2.0, non tutte le dapp e i protocolli nativi del network di Do Kwon, hanno scelto di rimanere sulla nuova versione della chain. I progetti che sfruttavano l’infrastruttura di Terra ora stanno cercando una nuova casa. Subito dopo il disastro, Polygon e Algorand si sono fatte avanti estendendo agli ex sviluppatori di Terra, l’invito a migrare sulla loro rete progetti e community

Le blockchain concorrenti di Terra non hanno perso tempo e hanno predisposto all’istante incentivi (anche economici) alle realtà che decideranno di spostarsi. Dall’altro lato, gli stessi sviluppatori hanno cominciato a prendere i contatti per trovare una nuova blockchain per i loro progetti. Si sono proposte anche blockchain minori come Injective, Kadena e il protocollo VeChain. Vediamo le nuove blockchain scelte dagli sviluppatori dopo il crollo Terra (LUNA) e i loro programmi di migrazione. 

Il fondo multimilionario di Polygon per gli ex sviluppatori di Terra

Ryan Wyatt, CEO di Polygon Studios, il 25 Maggio ha comunicato via Twitter che Polygon sta lanciando un “fondo multimilionario” chiamato Terra Developer Fund per favorire la migrazione dei progetti Terra su Polygon.

Il primo progetto ad effettuare il passaggio di blockchain sarà OnePlanet, uno dei marketplace NFT più importanti di Terra. La migrazione sarà completata nei prossimi mesi. Secondo Polygon Studios sono oltre 50 i progetti di Terra che hanno già fatto richiesta per ottenere una parte del fondo da 450 milioni di dollari. Wyatt ha spiegato che il capitale: “è stato messo da parte per aiutare tutti gli sviluppatori che vogliono venire qui a lavorare”.

VeChain, la piattaforma che accoglie tutti

VeChain è una piattaforma di smart contract Layer-1. È stata una delle prime a contattare pubblicamente gli sviluppatori di Terra. La proposta di VeChain prevede la possibilità di ottenere finanziamenti fino a 30.000$ per cominciare a sviluppare appoggiandosi ai suoi servizi.  

Algorand: in palio 1 milione di ALGO  

Un comunicato stampa del 1 Giugno 2022 ha rivelato che l’Algorand Foundation ha predisposto un fondo e una piattaforma automatizzata per permettere agli ex sviluppatori di Terra di trasferirsi sulla blockchain green. Il fondo è composto da 1 milione di ALGO che verranno distribuiti ai vari progetti sulla base dell’ordine di arrivo delle richieste e sulle dimensioni delle community. Algorand coprirà tutte le spese di migrazione e metterà a disposizione un servizio di supporto personalizzato. Uno dei progetti che ha già sfruttato il Terra Migration Service è la collezione NFT Poppin Puffins: “da disperati a entusiasti in meno di una settimana. La comunità di Algorand ci ha lasciato senza fiato e siamo entusiasti di iniziare il nostro nuovo viaggio su Algorand!”.

Polygon e Algorand: sciacallaggio tra blockchain?

Tutti gli incentivi per gli ex sviluppatori di Terra potrebbero essere interpretati come un banchetto di sciacalli sulla carcassa della povera blockchain crollata. O ancora un rubarsi gli sviluppatori più competenti e i progetti più innovativi tra blockchain concorrenti. Da Polygon, Wyatt spiega che dal suo punto di vista questi programmi di migrazione rivelano qualcosa di più profondo: “Penso che quello che è successo con il crollo di Terra sia davvero spiacevole a tanti livelli diversi. Ha anche effetti significativi di secondo ordine su grandi progetti, sviluppatori, fondatori e innovatori. Quindi, a prescindere da dove ci si trovi… si vuole capire come aiutare queste persone“. Staci Warden, CEO dell’Algorand Foundation, ha invece commentato: “quando vedi persone che inseguono un sogno essere colpite duramente nel modo in cui lo sono state, non puoi stare con le mani in mano. Quando le persone della comunità di Terra (LUNA) hanno iniziato a contattarci, ci siamo subito dati da fare… per rendere operativo questo sostegno“. Il crollo di Terra (LUNA) ha avuto molte conseguenze, molte delle quali riguardano proprio la progettazione del Web3. Quali saranno le nuove blockchain scelte dagli sviluppatori?

La guida completa a Star Atlas, il videogioco crypto su Solana

Star Atlas è un videogioco play-to-earn basato sulla blockchain di Solana. Scopri come puoi viaggiare nello spazio ed essere ricompensato in criptovalute!

Star Atlas è un videogioco play-to-earn di nuova generazione, attesissimo dai fan del crypto gaming e che dovrebbe essere rilasciato a fine 2022. Attualmente è in fase di pre-alpha, con tutte le carte in regola per diventare il primo crypto game tripla-A. Grazie alle nuove tecnologie, lo studio dietro Star Atlas sta sviluppando un videogioco che promette di diventare un caposaldo del crypto gaming. Con il motore Unreal Engine 5, studiato per regalare una qualità grafica da urlo, e con un sistema senza server basato sulla blockchain di Solana, le stelle non sono mai state così vicine. Scopri cos’è e come funziona il videogioco crypto Star Atlas, ed esplora la storia del metaverso play-to-earn più atteso dagli appassionati di fantascienza!

Cos’è Star Atlas? Storia, fazioni e funzionamento

Star Atlas è ambientato in un universo futuristico dove astronavi e viaggi stellari sono all’ordine del giorno. In questa guida su Star Atlas imparerai tutto sulla storia della galassia e delle fazioni che la abitano, oltre a scoprire com’è il gameplay di questo videogioco tripla-A sulla blockchain di Solana!

3 fazioni in lotta, un’unica galassia da spartirsi

Anno 2620. In un universo futuristico e multiplanetario, tre fazioni si contendono la galassia e le sue risorse. Ufficialmente regna la pace, ma nella pratica nessuno si stupisce quando un’astronave da carico scompare negli spazi profondi delle galassie, o quando un membro di una fazione nemica sceglie di ignorare un contratto di approvvigionamento all’ultimo secondo. In questo universo dove non si fanno sconti, un equilibrio precario è mantenuto solo in alcuni settori, mentre in tutti gli altri nessuno è davvero al sicuro da mercenari di fazioni avversarie o pirati galattici. Il primo passo in Star Atlas è scegliere a quale fazione appartenere: sarai un membro dell’alleanza degli umani, un cyborg o una creatura aliena?

Territorio MUD

La fazione del territorio MUD, acronimo di Manus Ultimus Divinum (Ultima Mano Divina) è un’alleanza di varie nazioni umane provenienti dalla Terra. Dopo aver esaurito le risorse terrestri, gli esploratori umani hanno deciso di puntare alle stelle! 

I MUD sono una potenza industriale con una particolare abilità nella costruzione di armamenti estremamente potenti e precisi. Sono inoltre specializzati in astronavi capaci di fare viaggi interstellari anche molto lunghi, ideali per trasportare merci da un angolo all’altro della galassia. 

Settore Ustur

Gli Ustur sono una fazione di cyborg con un passato misterioso. Si dice che in origine una potentissima intelligenza artificiale si sia “divisa” creando dei corpi robotici con una coscienza propria. Gli Ustur sono diventati una potenza galattica, ma nessuno di loro ricorda come siano nati. Oltre a essere commercianti provetti sono costantemente alla ricerca di indizi che svelino le loro origini.

Le navi degli Ustur sono delle vere e proprie fortezze impenetrabili: la resistenza dei loro scudi e dell’acciaio con cui costruiscono le navi non è seconda a nessuno. Nonostante questo, le loro astronavi sono anche estremamente manovrabili. Questo significa che ingaggiare una nave Ustur in combattimento è difficile, se non impossibile. Perciò, se un Ustur ti affronta, stai attento: vuol dire che è sicuro di batterti!

Regione ONI

Reduci da una guerra che li ha quasi fatti estinguere, la regione ONI è composta da un’alleanza di razze aliene dalla forma antropomorfa. Questi alieni hanno imparato a convivere tra culture diverse e sono dei diplomatici nati.

Gli alieni ONI possiedono le migliori tecnologie radar della galassia, e sono alla costante ricerca di nuove forme di vita da studiare. Le loro astronavi sono perfette per missioni di ricognizione che richiedono furtività, grazie alla tecnologia stealth all’avanguardia di cui dispongono. Non dimenticare di investire in radar sulla tua astronave: un pirata ONI potrebbe essere dietro di te e attaccarti quando meno te l’aspetti…

Tre zone della galassia per tutti i tipi di avventuriero

L’ampiezza e la complessità di questo gioco di strategia ti spaventano? Non preoccuparti: non tutte le zone della galassia sono pericolose. I creatori di Star Atlas hanno deciso di creare una zona “tutorial” per permettere anche ai giocatori novizi di allenarsi e prendere confidenza con il sistema di gioco prima di fare sul serio! Dopo aver scelto la tua fazione, infatti, il tuo personaggio si ritroverà in un settore controllato saldamente dai tuoi compatrioti. Il settore iniziale è sicuro e non rischi di perdere nessuno dei tuoi possedimenti. Tuttavia, è anche ricco di NPC (non-player character) , quindi troverai poche risorse e pochi pianeti liberi dove stabilire le tue operazioni commerciali o di ricerca. Puoi fare le tue prime esperienze di crypto gaming direttamente in questa zona!

Dopo aver preso confidenza con la galassia di Star Atlas, potrai avventurarti nel secondo settore. Questa zona di galassia viene pattugliata regolarmente da mercenari, ma non è sicura come la zona iniziale: ti capiterà di trovare astronavi di pirati o di mercenari avversari che non ci penseranno due volte ad attaccarti! Quindi assicurati di avere una ciurma ben addestrata e di aver controllato il funzionamento dei tuoi laser, perché potrebbero servirti! Fortunatamente, le tue astronavi non possono essere distrutte completamente. I tuoi asset sono al sicuro, anche se potresti dover pagare le riparazioni.

Infine c’è la zona per i giocatori più esperti: una terra di nessuno, dove puoi trovare grandi ricompense ma anche grandi pericoli! Questa zona è ricca di materiali intonsi che aspettano solo di essere raccolti, ma non c’è nessun meccanismo di protezione. Se un giocatore decide di attaccarti e ti sconfigge, la tua astronave sarà completamente distrutta e potrai persino perdere i membri della tua ciurma! Il tuo scopo in questa zona è assicurarti i pianeti ricchi di materiali e proteggerli adeguatamente. Non dimenticare che in questo gioco quasi tutti i tuoi asset sono token non fungibili ma non sono permanenti: se una base viene distrutta, allora il tuo NFT viene bruciato e perso per sempre! 

La galassia di Star Atlas è come la chain di Solana

In questa galassia dove le tre fazioni cercano di imporsi l’una sull’altra, la blockchain non è solo un mezzo per eseguire transazioni: è, invece, parte integrante del gioco! Durante le nostre esplorazioni, ci troveremo a passare attraverso città, nodi minerari e mercati. Ciascuno di questi luoghi è direttamente collegato a un elemento fondante della blockchain, in un modo o nell’altro. Si può dire che Star Atlas sia una “rappresentazione” in grafica 3D della blockchain di Solana!

Facciamo qualche esempio. Nella galassia, a parte le città iniziali controllate dagli NPC, troverai altre città gestite da alleanze di giocatori. Queste città sono gestite come delle DAO, organizzazioni decentralizzate autonome, dove le regole e le leggi vengono fatte dai membri dell’alleanza. Se vuoi far parte della DAO, dovrai acquistare i token di governance di quella città. Altrimenti sarai un semplice passante, e probabilmente dovrai pagare tasse di passaggio o versare una quota alla Tesoreria cittadina per vendere le tue merci. Tutto sarà deciso dai giocatori! Una città potrebbe imporre tasse elevate e perciò perdere popolarità tra i commercianti galattici, scegliendo invece di portare avanti i loro interessi in una città con tasse più basse e regole meno stringenti.

E per quanto riguarda i nodi minerari? Estrarre risorse da un pianeta altro non è che fare mining per rendere sicura la blockchain in cambio di ricompense. Puoi anche mettere in staking un determinato numero di token, e ricevere come ricompensa dei materiali di gioco quotidianamente! Star Atlas è un videogioco che ti farà vivere il mondo crypto come non l’avevi mai vissuto prima, cioè in prima persona.

Anche i mercati hanno un corrispettivo nella blockchain! Star Atlas è integrato con il DEX Serum, un exchange decentralizzato costruito su Solana. Tramite l’interfaccia del videogioco, potrai scambiare crypto, acquistare e vendere NFT di gioco, e anche arruolare astronauti professionisti. Il tutto senza uscire dal gioco! Un’esperienza crypto a tutto tondo tra le stelle della blockchain.

Come funziona l’economia crypto di Star Atlas

Token, NFT e alleanze decentralizzate sono i pilastri di ogni videogioco play-to-earn. Star Atlas in particolare sfrutta appieno tutte le potenzialità della blockchain di Solana: scopri come!

ATLAS e POLIS, i token di Star Atlas

L’economia di Star Atlas gira intorno ai due token costruiti sulla blockchain di Solana: ATLAS, utilizzato per tutte le transazioni fatte in gioco, e POLIS, il token di governance. Entrambi questi token sono fondamentali per il funzionamento del gioco, il cui obiettivo è diventare completamente decentralizzato.

ATLAS è un token basato su Solana ed è di natura inflazionaria. Questo token rappresenta la moneta vigente e accettata in tutta la galassia. A seconda della tua inclinazione, puoi diventare un cacciatore di taglie o un pirata, e ricevere ATLAS razziando o andando a caccia di banditi. Altrimenti puoi diventare un commerciante e ottenere ATLAS costruendo un impero mercantile. In alternativa, puoi anche investire tutto in radar e astronavi veloci, e diventare un esploratore che vende mappe e coordinate per i pianeti più ricchi di minerali. Insomma, gli ATLAS si comporteranno come una valuta reale. L’inflazione verrà inizialmente controllata dal team di sviluppo di Star Atlas; in seguito, il controllo dell’economia passerà alla DAO e alla governance decentralizzata. L’obiettivo è arrivare allo sviluppo di un algoritmo che regoli l’inflazione di ATLAS automaticamente.

POLIS, invece, è un token di governance con una supply limitata a 360 milioni. Questo token verrà fornito direttamente dal team di sviluppo agli individui di spicco della community di Star Atlas, per esempio ai capi delle alleanze o a chi si interessa di più allo sviluppo del videogioco play-to-earn o alla community crypto. Altrimenti, il token può essere acquistato sui CEX e DEX. Chi detiene POLIS avrà la possibilità di determinare il futuro di Star Atlas, e le strategie migliori per espandersi nel mondo crypto. È quindi un token che non viene utilizzato per le transazioni in-game, ma ugualmente importante.

NFT per tutti grazie a Solana

L’altro pilastro dell’economia di Star Atlas sono gli NFT, disponibili in vari livelli di rarità. ATLAS è un token inflazionario, mentre i materiali, le astronavi e i membri dell’equipaggio sono token non fungibili. Questo vuol dire che possono essere liberamente scambiati, venduti e comprati, ma possono anche essere distrutti e bruciati.

Cosa significa questo per l’economia di Star Atlas? Che una volta che un NFT viene perduto, si genera altra domanda per quel tipo di token non fungibile. Questo scongiura uno degli effetti che tutti gli MMORPG temono: ovvero un’economia stagnante dove tutti i giocatori non sanno più come spendere il loro denaro. In Star Atlas, ogni giocatore avrà sempre qualcosa da fare. Riparare astronavi, arruolare nuovi membri, sostituire i membri caduti in battaglia, aggiornare le proprie basi minerarie sono tutte azioni che richiedono una spesa di ATLAS. Perciò è totalmente impossibile che l’economia ristagni, e questo assicura longevità e valore a questo videogioco crypto.

Perché Star Atlas ha deciso di rendere non fungibili gli oggetti di gioco? Semplice: per creare un’economia deflazionaria, aspetto fondamentale del crypto gaming. Facciamo un esempio: sei un cacciatore di taglie MUD, e hai appena acquistato un’astronave avanzatissima a 50mila ATLAS. Sicuro della tua abilità, ti avventuri nello spazio profondo in cerca di banditi da consegnare alla giustizia. Purtroppo, un’imboscata ONI ti prende alla sprovvista e sei costretto a battere in ritirata su un pianeta vicino in una capsula di salvataggio. Mentre i tuoi avversari recuperano i resti della tua astronave, tu non puoi fare altro che osservare i tuoi 50mila ATLAS andare in fumo. In quel caso, l’NFT che rappresentava la tua astronave è stato bruciato, eliminando dal gioco quel tipo di velivolo. Per riottenerlo dovrai aspettare che qualcuno ne costruisca un’altra, e acquistarla di nuovo per mettere in atto la tua vendetta.

Le alleanze in Star Atlas

In Star Atlas, è possibile creare delle gilde gestite come delle DAO. Queste gilde, chiamate DAC (Decentralized Autonomous Corporation) saranno fondamentali nell’economia play-to-earn del videogioco. Infatti, grazie alle gilde sarà possibile introdurre sempre più giocatori in Star Atlas grazie a un sistema di “pooling” di risorse. Il problema di Star Atlas e di molti videogiochi play-to-earn, infatti, è la barriera d’entrata: molti giocatori si scoraggiano quando vedono che per giocare c’è bisogno di pagare fee e di acquistare asset non fungibili che potrebbero anche perdere per sempre. 

Il sistema di gilde offre ai giocatori un modo per condividere tutte le risorse, compresi gli NFT, affidando a ciascun membro della gilda benefici ma anche responsabilità. Un capogilda importante, infatti, potrebbe reclutare nuovi membri offrendo loro delle astronavi “in prestito”, addestrandoli e facendoli crescere nel mondo di gioco. In cambio, i giocatori offrono una parte delle loro ricompense alla gilda che li ha cresciuti, fin quando non possono permettersi un’astronave nuova di zecca. 

Se sei interessato a cercare una gilda e cominciare a esplorare il sistema di gioco di Star Atas, puoi partecipare all’evento che si terrà il 6 giugno. Il Consiglio della Pace (che, nel mondo di gioco di Star Atlas, è un’assemblea a cui partecipano gli ambasciatori delle 3 fazioni) ha organizzato un’assemblea generale dove i capigilda possono illustrare il funzionamento delle loro DAC. Se sei curioso, segui questo link. Potresti ritrovarti ispirato da qualche leader particolarmente carismatico, ed entrare a far parte di questo videogioco play-to-earn ambientato tra le stelle crypto!

Quando esce Star Atlas? Le possibili date per l’uscita del crypto game

Star Atlas è un progetto nuovo e che si avventura in uno spazio ancora inesplorato da altri giochi. L’obiettivo del team di sviluppo, infatti, è offrire un videogioco tripla A play-to-earn, perfettamente integrato con la blockchain e con le crypto: un’impresa mai raggiunta prima. Per questo, la roadmap non è estremamente specifica, ma è divisa in 5 fasi. La prima fase, quella della GAO (Galactic Asset Offering) si è tenuta a settembre, e ha offerto ai fan più accaniti i primi NFT di astronavi (non ancora utilizzabili). La seconda fase, attualmente in corso, prevede che gli NFT vengano utilizzati in un mini-game accessibile via browser. Se possiedi già un NFT di Star Atlas, allora puoi accedere a Star Atlas: SCORE. Il mini-gioco è un semplice gestionale, in cui devi gestire le riparazioni e gli approvvigionamenti della tua nave mentre esplora la galassia per conto della tua fazione. 

Nella terza fase, Star Atlas comincerà a entrare nel vivo dello sviluppo: i giocatori potranno cominciare a costruire navi, a conoscere gli NPC più importanti della galassia e potranno anche intraprendere delle missioni per consolidare la propria posizione nell’universo di Star Atlas. La quarta fase, invece, prevede un’esperienza 3D accessibile dal proprio browser. La quinta e ultima fase trasporterà quell’esperienza in Unreal Engine 5, il motore grafico scelto da Star Atlas per assicurare il massimo dell’immersione ai giocatori.

Purtroppo, la data di uscita ufficiale non è specificata dal team di sviluppo di Star Atlas, ma ad Ottobre 2022 la versione demo sarà scaricabile e giocabile su Epic Games. Per sapere il futuro di questo videogioco crypto, non ci resta che aspettare ulteriori news da parte del team! Rimani aggiornato sullo sviluppo di Star Atlas e sul mondo dei videogiochi play-to-earn, e prepara la tua astronave per questo viaggio nelle stelle crypto!

Questo è il primo articolo di una serie dedicata al mondo del crypto gaming e dei videogiochi su blockchain. Seguici per rimanere aggiornato sugli altri giochi crypto più entusiasmanti del 2022! Prossima tappa: il mondo fantasy di Ember Sword!

ENS esplode a maggio 2022: Boom di domini

ENS andamento crypto web3

Ethereum Name Service a Maggio ha raggiunto un record di registrazioni. Segui il prezzo di ENS e il suo impegno per rendere il Web3 user-friendly

Tutte le principali blockchain stanno concentrando i loro sforzi nello sviluppo del Web3,  Polygon, Polkadot e ovviamente Ethereum stanno costruendo reti sempre più interoperabili, rapide e decentralizzate. Ma cosa manca al Web3 per entrare davvero nel mainstream? La facilità di utilizzo! Ecco che entra in gioco Ethereum Name Service (ENS). La sua missione di rendere il Web3 e la blockchain sempre più user-friendly ha catturato l’attenzione di moltissimi utenti. Segui il prezzo di ENS e le ultime novità sulla crypto del Web3!

Ripasso: come funziona ENS?

Ethereum Name Service, o ENS, è un servizio decentralizzato che fornisce domini a cui collegare gli indirizzi dei wallet di Ethereum. Governato da una DAO, questo sistema è indispensabile nella struttura del Web3 perché semplifica sensibilmente le transazioni e riduce il rischio di errori durante le stesse. 

In pratica, ENS è un “registro” di indirizzi alfanumerici (le chiavi pubbliche dei wallet) associati a nomi leggibili e facilmente memorizzabili, come se fossero domini di Internet. Hai mai notato che su Twitter alcuni utenti hanno uno username composto da lettere, parole o numeri seguiti da .eth? Ecco, quello è il loro “dominio” decentralizzato! Se vuoi controllare se un nome è stato preso o se sei ancora in tempo per registrarlo su ENS, ti basta cliccare su questo link.

Perché ENS ti facilita la vita? Semplice: invece di ricordare (o, più probabilmente, di cercare) l’indirizzo del wallet di un amico, oppure di copiare e incollare l’indirizzo di qualcuno a cui dobbiamo mandare degli ETH, ci basta utilizzare il loro dominio registrato ENS. Il registro invierà allo smart contract l’indirizzo alfanumerico associato a quel dominio e la transazione andrà a buon fine, senza fastidiosi copia-incolla. Insomma, ENS rende il Web3 user-friendly e simile ai servizi che siamo abituati ad utilizzare, come ad esempio i social network. Proprio per questo il protocollo ha riscosso molto successo nella community crypto.

ENS piace a tutti: è record di rinnovi per i domini di Ethereum

ENS, lanciato nel 2017, ha vissuto una serie di alti e bassi. Ma ora che Ethereum si sta avvicinando al suo storico aggiornamento, ci sono sempre più utenti sulla sua blockchain in attesa di provare il proof-of-stake. Utenti che, oltre alla tecnologia, cercano anche comodità e usabilità!

Un tweet di nick.eth, Lead Developer di Ethereum Name Service, ci mostra che il servizio di domini su Ethereum ha raggiunto ben quattro tipologie di record: registrazioni, rinnovi, incassi e guadagno. Registrare un dominio ENS ha un prezzo variabile, che cambia in base al numero di lettere dell’indirizzo (meno lettere ci sono, più è costoso). Gli indirizzi più preziosi, quelli con tre lettere (che è anche il numero minimo), costano 640 dollari! I pagamenti sono ovviamente eseguiti in ETH. Il periodo minimo di registrazione è di un anno, ma si può anche scegliere di rinnovare automaticamente il dominio per evitare di pagare il gas di Ethereum. Se invece vuoi acquistare un dominio già registrato, devi affidarti a marketplace di NFT come OpenSea, e lì il prezzo è deciso da chi possiede il dominio.

Dati alla mano, notiamo una crescita strepitosa: al 23 maggio, quando il mese non era ancora finito, le registrazioni di nuovi domini erano più di 300mila, e i rinnovi a un più 55% rispetto ad aprile. È molto probabile che oggi i numeri siano molto più alti adesso, ma lo scopriremo per certo quando il team di sviluppo di ENS pubblicherà i nuovi dati sulla sua crescita. In totale, nel mese di maggio il protocollo ha registrato un guadagno di più di due milioni di dollari. 

Nonostante il successo del protocollo, la crypto ENS non sta registrando una crescita che rispecchia la crescita del servizio. Questo perché il token ancora non ha molte funzionalità, oltre a quelle di governance, ma la situazione potrebbe invertirsi quando Ethereum Name Service diventerà sempre più integrato con le dapp e gli altri protocolli di Ethereum. Un primo passo in questo senso è stato fatto con l’integrazione con i DNS, ovvero i domini “standard” del Web2. L’entrata nel mainstream del Web3 e l’arrivo di The Merge potrebbero far salire il prezzo di ENS? 

Uniswap to the moon? Il volume del DEX supera mille miliardi di dollari

Uniswap to the moon dex volume cresce

Uniswap, il primo exchange decentralizzato, infrange un record importante: superati i mille miliardi di dollari di volume totale!

Uniswap, uno dei più famosi exchange decentralizzati della blockchain, ha raggiunto un traguardo importantissimo. Il 24 maggio il volume di transazioni sull’exchange decentralizzato ha superato i mille miliardi di dollari, con all’attivo quasi 4 milioni di wallet differenti. L’AMM più famoso della DeFi spicca il volo e fa mangiare la polvere sia a  PancakeSwap che a Curve, rispettivamente il secondo e il terzo DEX con più volume della finanza decentralizzata. Scopri tutto sull’ultimo record di Uniswap!

Uniswap, dal 2018 al record da mille miliardi di dollari

Quanta strada ha fatto Uniswap! Rilasciato nel 2018, dopo aver affrontato ben due aggiornamenti importanti (diventando Uniswap V2 e poi V3), l’exchange decentralizzato più famoso del mondo crypto ha superato tutte le migliori previsioni raggiungendo i mille miliardi di dollari in volume sulla propria piattaforma. Uniswap è attivo su Ethereum e su varie layer-2 come Polygon, Optimism e Arbitrum, ed è il DEX più utilizzato quotidianamente dai crypto trader. 

Vediamo un po’ di dati e occhio ai numeri: sono da capogiro! Nonostante il prezzo del token UNI sia molto lontano dal suo ATH, l’ecosistema del DEX non è mai stato così florido. Solo ieri, 30 Maggio 2022, il volume record degli scambi dell’exchange più famoso della DeFi è arrivato a 1 miliardo e 300 milioni di dollari. PancakeSwap, il secondo DEX più utilizzato del mercato, ha totalizzato 291 milioni di dollari: meno della metà! E questo nonostante UNI supporti 420 coin, contro le 4442 supportate da PancakeSwap. Non c’è che dire, un classico esempio di qualità che batte quantità.

Qual è lo scambio più attivo sul DEX? La coppia USDC/wETH (wrapped Ethereum, cioè un token Ether scambiabile con gli altri token ERC-20) è la più scambiata, tanto che ieri ha totalizzato più di metà di tutti gli scambi dell’exchange: un volume di 621 milioni di dollari! D’altronde, Ethereum ha gli occhi di tutto il mondo crypto addosso visto l’imminente aggiornamento che lo trasformerà in una chain proof-of-stake. Che sia questo il motivo dietro a tutte queste transazioni?

Uniswap rompe il record, una previsione anche per UNI?

Il record di volume di Uniswap è davvero notevole, ma c’è un dato interessante che lascia aperte prospettive per una ulteriore crescita. Il numero di wallet attivi sul DEX, infatti, ammonta a 3,9 milioni. Il numero non è altissimo per il volume raggiunto: questo vuol dire che c’è ancora una buona fetta di utenti che potrebbe unirsi a Uniswap, seguendo questo grande successo.

Uniswap Labs non ha intenzione di adagiarsi sugli allori dopo questo record, anzi! Il team di sviluppo di UNI ha annunciato che il protocollo si sarebbe espanso verso due nuove chain su Gnosis, e anche su Moonbeam, una parachain di Polkadot. Questa espansione ha il potenziale per imbarcare tantissimi nuovi trader sull’exchange.

Nonostante questo, il token di governance UNI non riesce a decollare come il resto del protocollo. L’ATH di maggio 2021, quando sfiorò i 45 dollari, è ben lontano dal prezzo attuale di UNI che si aggira intorno ai 5 dollari. Secondo alcuni utenti, per far tornare il prezzo alle vette del 2021 Uniswap Labs dovrebbe concentrarsi sul rendere il token più utile per la governance, oppure aumentare le ricompense dello staking. Forse il team di Uniswap punta a far aumentare il valore del token migliorando sempre di più la piattaforma principale. Questo è potenzialmente un’ottima strategia per garantire che il token guadagni un valore duraturo nel tempo. Il record di Uniswap è un buon segnale per il mondo crypto e per la DeFi, sarà anche l’inizio della ripresa di UNI?