ll crollo di Deutsche Bank spiegato: cosa è successo?

Crollo Deutsche Bank: cosa è successo davvero? Le ultime news

Cos’è successo a Deutsche Bank? Perché le azioni sono crollate? 

Il crollo delle azioni Deutsche Bank ha nuovamente puntato i riflettori sulla crisi che pare stiano attraversando attualmente gli istituti bancari. Il titolo dell’istituto tedesco venerdì 24 ha toccato un minimo che non si vedeva dal periodo della pandemia, perdendo il 14%, per poi chiudere a -8,5%. Cos’è successo? Vediamo le news sul crollo di Deutsche Bank e delle sue azioni.

Azioni Deutsche Bank: perché il crollo?

Per capire perché le azioni Deutsche Bank sono crollate, bisogna essere familiari con il concetto di Credit Default Swap (CDS)

Si tratta di strumenti finanziari derivati usati dagli investitori per proteggersi da eventuali fallimenti di banche o aziende. In poche parole un CDS viene acquistato come un’assicurazione contro l’insolvenza di un ente, ma viene anche usato per “scommettere” sul suo fallimento. 

Venerdì il valore dei CDS di Deutsche Bank è cresciuto vertiginosamente fino a raggiungere il massimo da inizio 2019 (500 punti base), in altre parole sono aumentate le persone che scommettono sul fallimento della banca. Questo segnale ha portato al crollo delle azioni Deutsche Bank.  

Le cause della crisi di fiducia

L’aumento del valore del CDS e il conseguente crollo delle azioni Deutsche Bank, sono associati a una perdita di sfiducia nell’istituto. Dopo la notizia che Credit Suisse ha deciso di cancellare le sue obbligazioni AT1 per 17 miliardi di dollari, il panico è arrivato nel mercato e in molti si sono chiesti quale potesse essere la prossima banca nell’occhio del ciclone. A quanto pare la scelta è caduta su Deutsche Bank, ma non a caso. 

La settimana scorsa, due piccole banche tedesche, Deutsche Pfandbriefbank e Aareal Bank, hanno annunciato che non avrebbero rimborsato le loro obbligazioni. Alcuni hedge fund statunitensi hanno intuito che questa mossa avrebbe spaventato il mercato e intaccato l’istituto di Christian Sewing, così hanno sia venduto allo scoperto le loro azioni Deutsche Bank, sia acquistato i suoi CDS, il cui prezzo è aumentato. 

Il crollo di Deutsche Bank commentato dalla BCE

Dopo il crollo delle azioni Deutsche Bank, per calmare le acque l’istituto ha annunciato il rimborso anticipato di un bond Tier 2 da 1,5 miliardi che era in scadenza nel 2028. Una scelta portata avanti per dimostrare il proprio stato di salute finanziaria e la capacità di fornire liquidità. 

Il Cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha assicurato: “il sistema bancario dell’Ue è robusto e sicuro, possiede le strutture di controllo necessarie, e grazie al lavoro degli anni passati, le banche sono in una posizione più robusta e resiliente. Inoltre Deutsche Bank è una banca molto redditizia, non c’è motivo di preoccuparsi.” 

Anche la presidente della BCE ha commentato il crollo delle azioni Deutsche Bank: “il settore bancario della zona euro è resiliente perché ha posizioni solide in termini di capitale e liquidità”. Christine Lagarde aveva già rassicurato di questo durante la conferenza stampa post riunione di politica monetaria del 16 Marzo. Nel mezzo delle prime avvisaglie di crisi di Credit Suisse e del fallimento delle banche statunitensi SVB e Signature

Deutsche Bank non ha ancora commentato la faccenda, nel frattempo il rendimento dei suoi bond convertibili At1 (gli stessi che sono stati annullati da Credit Suisse), è incrementato del 24%. Un ulteriore segno della sfiducia nei confronti dell’istituto tedesco. Il crollo delle azioni Deutsche Bank potrebbe essere solo sintomo di una paura collettiva, piuttosto che giustificato da qualche motivo sostanziale?  

Riunione Fed Marzo 2023: cosa è successo oltre al rialzo dei tassi?

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Powell sceglie la stabilità dei prezzi, la riunione Fed di Marzo ha portato un nuovo aumento dei tassi di interesse. Cosa è successo?

Durante la riunione Fed di Marzo in calendario martedì e mercoledì sono state prese delle scelte difficili. Nonostante il sistema bancario e finanziario statunitense si trovi in una situazione delicata dopo la crisi di SVB, Signature e Silvergate, la Banca Centrale ha deciso comunque di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base, ovvero di un quarto di punto percentuale. 

Riunione Fed Marzo 2023: nuovo aumento dei tassi di interesse 

Durante la riunione Fed del 21 e 22 Marzo è arrivato l’atteso rialzo di 25 punti base dei tassi di interesse. Il tasso di riferimento federale ora si trova tra il 4,75% e il 5%. Questo incremento è stato il nono consecutivo, ed è il più alto dal 2006. La Federal Reserve continua quindi la sua politica monetaria hawkish, che a molti ricorda quella attuata negli anni ‘80 per combattere l’inflazione

Powell ha riconosciuto che nonostante i recenti avvenimenti nel sistema bancario porteranno a un inasprimento delle condizioni di credito, il taglio dei tassi di interesse non rientra nella politica del FOMC per il 2023. Insomma non sono previste pause per i rialzi. 

In altre parole, in sede di riunione la Fed ha scelto di rimanere focalizzata sulla stabilità dei prezzi, continuando a far salire i tassi di interesse e tenendo conto del rischio di ulteriori difficoltà per gli istituiti bancari. La Federal Reserve comunque ha istituito un fondo per la liquidità garantendo di risarcire i depositanti delle banche fallite in questo periodo. Powell si è dimostrato fiducioso sulla solidità delle banche degli Stati Uniti

Questa decisione è stata giustificata così: “i recenti sviluppi potrebbero determinare un inasprimento delle condizioni di credito per le famiglie e le imprese e pesare sull’attività economica, sulle assunzioni e sull’inflazione. L’entità di questi effetti è incerta. Il Comitato rimane molto attento ai rischi di inflazione”. 

Nonostante tutto, infatti, la principale sfida della Federal Reserve rimane la lotta all’inflazione per mantenerla al 2%

Durante la riunione Fed di Marzo è stato anche reso noto il grafico Dot Plot, che mostra le posizioni dei singoli membri del FOMC sul futuro dei tassi di interesse sul breve, medio e lungo termine. 

Le proiezioni indicano un picco del 5,1%, lo stesso indicato lo scorso Dicembre. Questo ci dice che la maggior parte dei funzionari (7 su 18) si aspetta per il futuro ulteriori aumenti dei tassi di interesse. 

Riunione Fed Marzo 2023: focus su crescita, inflazione e disoccupazione

Oltre alla decisione sui tassi di interesse, i funzionari della Fed nella riunione di marzo hanno aggiornato anche le loro proiezioni sull’economia statunitense. Sono state aumentate leggermente le aspettative sull’inflazione, che per quest’anno ci si aspetta essere al 3,3%. A Dicembre questa previsione era del 3,1%. 

La view sul tasso di disoccupazione è stata abbassata al 4,5%, mentre le prospettive per il PIL sono scese allo 0,4%.

L’indice dei prezzi delle spese per i consumi personali, uno degli indicatori di inflazione preferiti dalla Fed, è aumentato dello 0,6% rispetto a Gennaio ed è cresciuto del 5,4% rispetto a un anno fa se si escludono gli alimenti e l’energia.

A una settimana di distanza dal rialzo dei tassi di interessi della BCE, è arrivato anche quello della Banca Centrale degli Stati Uniti. La riunione della Fed di Marzo 2023 porterà caos nei mercati finanziari? Di sicuro l’aumento dei tassi di interesse ha delle conseguenze non solo per le banche ma anche per i consumatori. 

Gautam Adani: lo scandalo finanziario del terzo uomo più ricco al mondo

Gautam Adani e il crollo di Adani Group: cos’è successo?

In pochi giorni il miliardario Gautam Adani ha perso una buona parte del suo patrimonio. Cos’è successo ad Adani Group? 

Il crollo di Adani Group è stato un duro colpo per l’economia indiana. In pochi giorni l’impero del miliardario Gautam Adani ha perso quote importanti, stimate intorno ai 100 miliardi di dollari. 

Adani Group: il crollo e lo scandalo finanziario

A scatenare il crollo di Adani Group sono state le gravi accuse avanzate dalla società statunitense Hindenburg Research. Il 24 Gennaio 2023 il colosso indiano è stato accusato di uso di paradisi fiscali, frode fiscale, manipolazione del valore delle azioni e di debito insostenibile. Hindenburg ha posto l’accento soprattutto  sull’elevato debito. 

Il direttore finanziario di Adani Group, Jugeshinder Singh, ha definito il report di Hindenburg una “maliziosa combinazione di disinformazione selettiva e di accuse stantie, infondate e screditate”. Singh ha affermato che l’azienda ha sempre rispettato tutte le leggi e ha avanzato l’ipotesi che le accuse avessero uno scopo subdolo. 

Singh faceva riferimento all’imminente IPO (Initial Public Offering) di Adani Enterprise, il ramo di punta del gruppo, che il 27 Gennaio sarebbe stata quotata in borsa con l’obiettivo di raccogliere 2,5 miliardi di dollari. Secondo il direttore finanziario, Hindenburg si sarebbe esposta in un momento cruciale, giusto in tempo per bloccare l’IPO. Cosa che è effettivamente successa, l’entrata in borsa di Enterprise è stata annullata segnando l’apice del crollo di Adani Group. 

Le accuse di Hindenburg hanno avuto effetti immediati. Le sette società del gruppo già quotate in borsa in un giorno hanno  perso un totale di 10,73 miliardi di dollari in capitalizzazione di mercato. Così come il patrimonio personale di Gautam Adani è passato da 126,4 a 120 miliardi di dollari. Inoltre moltissimi investitori hanno abbandonato Adani Group.

Infine l’autorità di regolamentazione del mercato indiano, la Securities and Exchange Board of India (SEBI) ha iniziato un’indagine (ancora in corso) per confermare o smentire la validità delle accuse mosse. 

Adani Group vs Hindenburg Research

Nelle fasi iniziali di questa faccenda, Adani Group ha fatto intendere che avrebbe intrapreso un’azione legale contro Hindenburg. Che a sua volta ha commentato su Twitter che “per quanto riguarda le minacce di azioni legali da parte della società, per essere chiari, le accoglieremo con piacere. Sosteniamo pienamente il nostro report e crediamo che qualsiasi azione legale intrapresa contro di noi sarebbe priva di merito”.

Chi c’è dietro a Hindenburg?

Hindenburg Research è una società di ricerca finanziaria forense che analizza azioni, credito e derivati, fondata nel 2017 da Nathan Anderson. Sul suo sito web, Hindenburg afferma di cercare “disastri provocati dall’uomo”, come irregolarità contabili, cattiva gestione e transazioni sospette. E su Twitter specifica “scoppiamo bolle dove le vediamo”. 

Il suo nome deriva dal disastro del dirigibile Hindenburg che nel 1937 prese fuoco mentre volava verso il New Jersey. 

Dopo aver individuato potenziali illeciti, Hindenburg pubblica un report che spiega il caso e scommette contro la società presa di mira, sperando di ottenere un profitto. Secondo il suo sito web, dal 2017 Hindenburg ha segnalato almeno 16 aziende

Gautam Adani, chi è il miliardario indiano

Prima del crollo di Adani Group, Gautam era la terza persona più ricca del mondo. Secondo Forbes, ora è alla posizione 32° di questa classifica. 

L’imprenditore, originario del Gujarat nell’India occidentale, ha costruito il suo impero da zero dopo aver iniziato la sua carriera come commerciante di materie prime. Nasce il 24 Giugno 1962 in una famiglia numerosa, composta dal padre rivenditore di tessuti, la madre e sette fratelli.

Dopo la scuola dell’obbligo, Adani si iscrive alla facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Gujarat che però abbandona dopo due anni. A quel punto si trasferisce a Mumbai con poco più di cento dollari in tasca, dove inizia a lavorare come selezionatore di diamanti per Mahendra Brothers. Dopo tre anni di gavetta, apre la sua azienda nel settore dei diamanti ma la vera svolta arriva quando il fratello maggiore chiede il suo aiuto per gestire un importante carico di plastica che aveva acquistato. Da lì inizia la sua carriera nel campo delle materie prime che lo porterà a fondare Adani Group nel 1988. 

Non è la prima volta che Gautam finisce al centro di uno scandalo. È un personaggio al centro dell’attenzione soprattutto per la sua relazione di amicizia con Narendra Modi, il primo ministro indiano. Quest’ultimo, in quanto sostenitore di Adani, si è trovato in difficoltà di fronte alle accuse di Hindenburg. Per questo la questione ha preso anche una piega politica.  

La più recente controversia che ha travolto Adani riguarda la protesta di alcuni pescatori contro la costruzione di un porto da 900 milioni di dollari nel Kerala, nel sud dell’India. 

Inoltre in Australia, gli attivisti ambientalisti hanno protestato per anni contro il progetto della miniera di carbone Carmichael di Adani nel Queensland, per le emissioni di carbonio e i danni alla Grande barriera corallina.

Adani Group: cosa fa? 

Adani Group è un conglomerato, ovvero una società che opera in diversi settori tramite distinte filiali. L’azienda è stata fondata nel 1988 e ha sede a Ahmedabad, nello stato indiano del Gujarat. L’azienda opera in diversi settori, tra cui l’energia, i trasporti, l’agricoltura, la logistica e i servizi pubblici. Alcuni rami del gruppo sono il già citato, Adani Enterprise, Green Energy, Power, Ports & SEZ.

Il gruppo è uno dei principali produttori privati di energia elettrica in India, con una capacità di generazione di energia rinnovabile di oltre 18.000 MW. 

La sua crescita è stata grande e notevole nel tempo grazie a una strategia di diversificazione e acquisizioni. Ha una presenza globale e opera anche in Australia. Emirati Arabi Uniti, Bangladesh e Myanmar. 

A Novembre 2022 era il secondo conglomerato per dimensioni in India. 

Ma l’azienda non ha solo interessi industriali, la società possiede anche diverse squadre sportive come i Gujarat Giants della Pro Kabaddi League e i Gulf Giants della Lega di Cricket.  

Delle semplici accuse, che non sono state ancora confermate, hanno portato all’improvviso crollo di Adani Group. Non si tratta tuttavia di un’uscita di scena definitiva o di un fallimento. Finché le indagini non sono concluse per il miliardario indiano Gautam Adani, la partita è ancora aperta. 

Metaverse Fashion Week 2023: tutti i brand e le cose da sapere

Metaverse Fashion Week 2023: tutte le cose da sapere

La Metaverse Fashion Week del 2023 è in arrivo. Quali brand di alta moda sfileranno a Decentraland? 

La Metaverse Fashion Week 2023 di Decentraland è alle porte! Secondo uno studio di Gartner del 7 Febbraio del 2022, nel 2026 il 25% della popolazione globale passerà almeno un’ora al giorno nel Metaverso “per lavoro, per lo shopping, l’educazione, le interazioni sociali e l’intrattenimento”. Considerato che al 2026 mancano solo 3 anni, si può dire che questo mondo virtuale presto farà parte della nostra quotidianità. Il settore della moda sembra quello più avanzato per quanto riguarda questa nuova tecnologia e dal 28 al 31 Marzo 2023 si svolgerà la seconda Metaverse Fashion Week della storia. 

Il Metaverso scelto per l’occasione è nuovamente Decentraland (MANA) che ha già ospitato l’edizione del 2022. Il tema di quest’anno mescola tradizione ed innovazione, grazie alle collaborazioni tra stilisti di nuova generazione e marchi di moda storicamente affermati. Scopri tutte le informazioni sull’evento e i brand che saranno ospiti alla Metaverse Fashion Week 2023!

Metaverse Fashion Week 2023: come accedere

La Metaverse Fashion Week è nata per far sperimentare al pubblico la moda sotto diversi punti di vista e per renderla accessibile a tutti, non solo agli addetti ai lavori. Per entrare nel metaverso di Decentraland e quindi partecipare agli eventi di questa settimana della moda è sufficiente collegare il proprio crypto wallet oppure visitare il mondo virtuale in modalità “ospite”. Decentraland ha già fornito le coordinate di tutte le zone in cui si svolgeranno gli eventi e con un semplice click (“jump in”) sarà possibile raggiungere afterparty, negozi digitali, sfilate e conferenze organizzate da tantissimi brand. 

Il calendario della Metaverse Fashion Week 2023

Qui di seguito puoi trovare una selezione degli eventi dell’attesa settimana della moda virtuale di Decentraland 

28 Marzo 

  • 00:00 UTC, Fashion District: evento di apertura della Metaverse Fashion Week 2023 – DJ Set di “KDS” e discussione sul futuro della moda nel metaverso;
  • 14:14 UTC, Genesis Plaza: “CRISTÓBAL BALENCIAGA: NEW CODE” – Gli abiti da sera di alta moda ispirati dai disegni di Cristòbal Balenciaga;
  • 14:14 UTC, Decentraland Sud, Neo Plaza: “ META FASHION HOUSE IN THE NEO PLAZA FEATURING 3DMETADRESS” – La presentazione in realtà aumentata dell’abbigliamento digitale che verrà prodotto fisicamente per la NFT Week di New York 2023;
  • 18:18 UTC, Genesis Plaza: “HAUS OF FUEGO FASHION SHOW!” – La sfilata degli avatar di Nikki Fuego, ispirati dalla cultura cyberpunk e high tech.

29 Marzo

  • 00:00 UTC, Distretto di Adjacent: “THE TRAVELER PARKA” CO-CREATION @SAKOASKO AND @KAFTANCREADOR” – Il secondo giorno della Metaverse Fashion Week 2023 si aprirà con un evento dedicato agli artisti latinoamericani del metaverso;
  • 21:21 UTC, Binary Code Building: “FASHION SPACES: MERCURY DASHA X RENOVI STUDIOS” – La sfilata della collezione “urban-luxe” nata dalla collaborazione tra i due brand (Mercury Dasha e Renovi Studio);
  • 22:22 UTC, Valhalla: “METAVERSE FASHION WEEK BY DECENTRALAND (MVFW) AFTER PARTY” – Un concerto in cui si esibiranno vari musicisti della community di Decentraland.

30 Marzo

  • UTC, Uniquely.io Land: “METAVERSE FASHION WEEK MEETING BY UNIQLY.IO & PUNKSCLUB” – Dibattito sulla relazione tra moda e NFT seguito da un DJ Set;
  • 16:16 UTC, The Crypto Valley “NTR1-META” – Una festa nel metaverso organizzata dall’omonimo brand di sneakers digitali;

31 Marzo

  • 21:21 UTC, Dlan Holding 004: “DKNY.3 X MVFW23 CLOSING NIGHT PARTY” – Il party di chiusura della Metaverse Fashion Week 2023

Questo calendario è generico e non presenta gli eventi organizzati dai brand più famosi, questi hanno le loro LAND personalizzate in cui andranno in scena i rispettivi programmi. Ma chi fra questi grandi marchi ha deciso di partecipare?

Dolce e Gabbana

Tra i brand che hanno già sfilato a Decentraland durante la Metaverse Fashion Week 2022 c’è anche Dolce e Gabbana. Il viaggio nel Metaverso di D&G è cominciato nel 2021 e dopo varie collezioni di NFT che hanno ampliato le potenzialità artistiche e artigianali del brand, ha organizzato la sua sfilata a Decentraland. Durante l’edizione del 2023 lo storico brand italiano presenterà una selezione delle opere vincitrici del concorso Future Reward. I design sono stati scelti da Domenico Dolce e Stefano Gabbana in persona e sono tutti digital wearables (capi di abbigliamento digitale).

Tommy Hilfiger

Tommy Hilfiger ha aperto il suo negozio digitale nel Boson Portal District durante il 2022 ed è alla seconda apparizione alla Metaverse Fashion Week. L’anno scorso gli utenti hanno potuto comprare alcuni prodotti in edizione limitata della collezione Spring 2022 in formato NFT e farli indossare dai propri avatar. Per l’evento del 2023 verranno rilasciati ogni giorno nuovi capi di abbigliamento digitali disegnati dall’intelligenza artificiale e una sfida tra la community di aspiranti designer che parteciperanno all’evento. Il vincitore verrà selezionato da Tommy Hilfiger in persona!

Adidas

Alla Metaverse Fashion Week 2023 Adidas presenterà la collezione “adidas virtual gear“, una raccolta di indumenti ispirati allo stile cyberpunk e high tech che verranno prodotti sia in versione fisica che digitale. Tra questi c’è anche un personal flotation device, un giubbotto di salvataggio costruito per lo spazio.

Clarks

Il marchio britannico di calzature sarà presente alla Metaverse Fashion Week 2023 con la sua area dedicata chiamata “Clarks Arcade” – in parte un luna park e in parte una discoteca. All’interno di questo spazio si potranno provare dei videogiochi a tema Clarks e competere con altri utenti a delle gare di ballo. Non è la prima esperienza nel Metaverso per il brand di scarpe, che era già approdato su Roblox a Maggio del 2022 per presentare la sua sneaker per ragazzi, “Cica”.

La Decentraland Fashion Week del 2022

La Metaverse Fashion Week 2023 che si terrà dal 28 al 31 marzo è la seconda edizione di sempre; la prima è stata l’anno scorso ed è stata molto apprezzata dalla community e dai brand. Tra gli eventi principali dell’anno passato, oltre a quelli già citati di Dolce e Gabbana e Tommy Hilfiger, c’è stato quello di Philipp Plein. Il brand tedesco ha presentato il suo spazio su Decentraland, la Plein Plaza, nella quale ha esposto le opere del Museo delle Arti NFT (M.O.N.A).

Anche l’evento di Etro è stato un successo. Il motivo “liquid paisley” reinterpretato dal marchio in maniera contemporanea e presentato alla Metaverse Fashion Week 2022 è tornato di moda anche nel mondo reale (IRL). Mentre l’evento di Hogan ha avuto come ospite Bob Sinclar che ha suonato all’after party.

Perché una Fashion Week nel Metaverso?

I brand che hanno partecipato lo scorso anno e parteciperanno alla Metaverse Fashion Week 2023, presentando le loro collezioni online, hanno fatto una scelta significativa che ricade in primo luogo sulla percezione di innovazione della casa di moda stessa. Il potenziale degli eventi nel mondo virtuale sta nel contatto con i consumatori più giovani, la Gen Z o l’ancora più in erba Gen Alpha, sempre più interessati ad acquistare beni digitali

In secondo luogo, partecipare a eventi nel Metaverso per i brand è un modo per sperimentare, testare le tendenze e dare valore ai propri prodotti che grazie alla blockchain sono tutelati dal punto di vista dei diritti d’autore. 

D’altro canto, come ha ribadito Sam Hamilton, direttore creativo della Decentraland Foundation e co-organizzatore della Metaverse Fashion Week 2023: “la moda e l’alta moda non sono nuove al Metaverso. Decentraland è stata all’avanguardia nella moda digitale, richiesta fin dal lancio degli indossabili (token) nel 2020. Da quel momento, i creatori hanno lavorato sui limiti tecnici e stilistici di questi digital wearables ed hanno creato un’economia in piena espansione”.

Polygon zkEVM: arriva la mainnet beta. La novità tech più attesa dell’anno

Polygon zkEVM: arriva la mainnet beta. Cosa serve sapere?

Tutto quello che devi sapere su Polygon zkEVM, il Layer 2 di Ethereum che sfrutta la tecnologia zero-knowledge

Abbiamo una data: il 27 Marzo arriva la mainnet beta di Polygon zkEVM. Il team della blockchain di MATIC il 20 Luglio 2022 aveva annunciato lo sviluppo di un’innovativa soluzione di scalabilità per Ethereum (Layer 2), capace di migliorare le performance dell’intero settore. È nata così la Polygon zkEVM che unisce la tecnologia zero-knowledge (ZK) e la compatibilità con l’Ethereum Virtual Machine

Il progetto è diventato la novità tech più attesa negli ultimi mesi, tanto che il 2023 è stato ribattezzato l’anno del “zero-knowledge”.  

Ora che la data della mainnet beta si avvicina, ecco tutto quello che devi sapere su Polygon zkEVM, l’ultima novità per la scalabilità di Ethereum!

Polygon zkEVM: la blockchain punta tutto sul zero-knowledge

Per Ethereum non c’è sfida più urgente della scalabilità. La crescente quantità di dapp e servizi DeFi che utilizzano il suo network ne stanno mettendo alla prova l’efficienza. Le transazioni da elaborare aumentano giorno dopo giorno e secondo Polygon, la soluzione più promettente per affrontare questa sfida sono i Layer 2 basati sulla tecnologia zero-knowledge. Che permette di processare tantissime transazioni insieme e a costi ridotti. 

Una tipologia di Layer 2 derivati da questa tecnologia sono i rollup. Questi aggregano off chain una serie di transazioni in un “rollup” (come un pacchetto) che viene trasferito sulla blockchain Layer 1 di riferimento con una sola e unica prova di validità per tutte le transazioni (zero-knowledge proof). In altre parole, le transazioni non vengono verificate una per una, trasferendo su Ethereum una grande mole di dati. Viene tutto ridotto a un singolo passaggio.

Cosa che rende più leggera la finalizzazione delle transazioni e la mole di dati che finiscono su blockchain. I rollup di Polygon zkEVM permettono delle transazioni istantanee a differenza di altre tipologie come gli optimistic rollup, scelti come soluzione di scalabilità da protocolli come Arbitrum e Optimistic

Rollup zero-knowledge: pro e contro

Per quanto promettente, quella degli zk rollup è una tecnologia poco utilizzata come soluzione di scalabilità per Ethereum. In generale questi richiedono molto tempo per essere sviluppati e sono costosi da integrare. Ma soprattutto, nella maggior parte dei casi, non sono compatibili con l’Ethereum Virtual Machine e quindi non sono interoperabili con Ethereum

La compatibilità è fondamentale perché permette ai diversi progetti di essere uniformati e intercambiabili tra di loro, facilitando lo scambio di informazioni e di valore

Polygon ha deciso di lavorare proprio su questo punto debole dei zk rollup: “sapevamo che Ethereum ha bisogno di scalare. Sapevamo che le zero-knowledge proof sono il modo migliore per farlo. Sappiamo che la compatibilità con l’EVM è l’ingrediente segreto che avrebbe favorito sia sviluppatori che utenti. Così abbiamo costruito Polygon zkEVM”. 

La mainnet beta di Polygon zkEVM che andrà online il 27 Marzo è dunque una soluzione Layer 2 zero-knowledge per la scalabilità di Ethereum, completamente compatibile con l’EVM. 

Polygon zkEVM: perché è davvero una novità

Zk rollup sì, ma compatibili con Ethereum. Questo è il progetto di Polygon che finalmente è realtà! In sostanza non essere compatibili con l’EVM è un grande svantaggio, significa non poter usare lo stesso linguaggio di programmazione di Ethereum (Solidity), il suo codice o gli strumenti di sviluppo. Il problema degli zk rollup è quindi di usabilità. 

Polygon zkEVM tuttavia è un Layer 2 che può essere utilizzato esattamente come se fosse Ethereum. Sviluppatori e utenti possono trovare la stessa sicurezza e decentralizzazione del network di ETH ma più velocità e più convenienza. 

Polygon zkEVM: cosa cambia ora per la blockchain

Per riassumere, i vantaggi di Polygon zkEVM sono: 

  • Più scalabilità e sicurezza per il network;
  • Costi più bassi per l’elaborazione delle transazioni;
  • Tempi di finalizzazione delle transazioni più rapide;
  • Compatibilità con Ethereum, la piattaforma di smart contract più utilizzata.

Cosa cambia quindi con l’arrivo della mainnet beta di Polygon zkEVM? La prima conseguenza immediata secondo il team del progetto è che il costo delle fee delle transazioni su Layer 1 (quindi su Polygon stessa) diminuirà del 90%

Inoltre grazie alla piena compatibilità con l’EVM, gli sviluppatori del Web3 che vogliono migliorare la performance delle proprie dapp costruite su Ethereum possono semplicemente trasferire l’esecuzione degli smart contract già esistenti sul Layer 2

Polygon zkEVM: le prime applicazioni

Il team di Polygon ha spiegato che le principali applicazioni di Polygon zkEVM saranno nel campo delle dapp della finanza decentralizzata, degli NFT, del gaming su blockchain e dei pagamenti. 

Uno dei primi progetti ad aver scelto proprio la Polygon zkEVM per scalare le sue attività è ImmutableX, la blockchain dedicata al crypto gaming che fin dalla sua fondazione ha sempre usato gli zk rollup.  

All’inizio del mese Polygon ha presentato un nuovo prodotto costruito sulla sua zkEVM: Polygon ID. Si tratta di una servizio per verificare la propria identità digitale, in cui gli utenti possono registrare tramite smart contract delle credenziali in un wallet. Il titolare di un bar ad esempio potrebbe verificare la maggiore età di un cliente anche senza documenti. O gli sviluppatori potrebbero costruire soluzioni decentralizzate per il KYC

Dopo il lancio della mainnet beta di Polygon zkEVM il 27 Marzo, vedremo ulteriori applicazioni della nuova soluzione di scalabilità. Che ha tutte le carte in regola per stabilire nuovi standard tech per la blockchain e il suo sviluppo. 

10 artisti NFT italiani che forse non conosci

NFT italiani: 10 artisti da conoscere assolutamente

Il Belpaese è da sempre patria d’arte, ma come si posiziona nel settore delle opere digitali? Scopri 10 artisti NFT italiani e le loro creazioni più famose

Conosci i 10 artisti NFT italiani più famosi, che hanno esposto e venduto le loro opere in tutto il mondo? Si sa, l’Italia è la patria dell’arte ed è arrivato il momento di creare vicino al Colosseo e agli Uffizi, uno spazio per gli NFT. Alla nostra professoressa di Arte delle medie probabilmente starà venendo un infartino, eppure la digital art si sta diffondendo nel nostro paese. E del resto all’inizio nemmeno su Van Gogh scommetteva nessuno. 

1. Giuseppe Lo Schiavo

L’opera più famosa di Giuseppe Lo Schiavo è Tecnogenica, venduta su SuperRare per 15,9 Ethereum (ETH). Si tratta di  un cortometraggio che raffigura uno spettacolo teatrale interpretato da umanoidi (robot), un albero e un mammut. Quest’opera racconta l’importanza del dialogo tra natura e tecnologia, tra passato e futuro. La colonna sonora è stata prodotta da un’intelligenza artificiale che si è ispirata alla voce di una cantante lirica. Un’altra opera di Lo Schiavo che ha avuto successo è Robotica, che rappresenta le diverse interazioni tra esseri umani. Prima fra tutti la sinergia: gli uomini sono come un unico organismo che si muove, agisce e sopravvive. Questo video di 58 secondi ha richiesto più di due mesi di produzione, più di 200 computer e più di 2000 frame in 4K. 

2. Catelloo

Nella lista degli artisti NFT italiani più famosi come non citare Catelloo. Le sue opere più note sono: Regards.asimov venduta per 28.000 dollari in ETH e Complecance per 9.9 ETH. Dopo una laurea all’accademia delle belle arti, questo artista ha lavorato per dare forma al suo stile. Oggi il suo tocco si riconosce dal desiderio di nascondere i volti e le espressioni facciali per esprimere emozioni solo attraverso forme, colori e luci.  

3. Giovanni Motta

Tra gli artisti italiani di NFT più famosi troviamo anche Giovanni Motta. Il personaggio chiave del suo lavoro è Jonny Boy, un ragazzino che rappresenta il bambino interiore che c’è in ognuno di noi. Il fanciullino, per dirla alla Pascoli! Motta usa Photoshop e Cinema 4D ma il suo punto di partenza è sempre il disegno. Le opere di Giovanni Motta hanno avuto un notevole successo su Super Rare, un NFT marketplace dedicato agli artisti. L’NFT Metaborg – Fight to survive è stato venduto per 24 ETH (circa 70.000$) mentre Divine Chakra per 13 ETH (circa 60.000$).

4. Hackatao

Hackatao è un progetto artistico di due artisti italiani, un uomo e una donna. Nel loro movimento artistico il focus è sulla collaborazione e le relazioni, lo descrivono come trasparente e partecipativo. Ma soprattutto decentralizzato grazie alla blockchain. L’arte pop del secolo? Per loro è la crypto art.  

Il duo di artisti NFT italiani ha avuto molto successo; la loro opera più famosa BEYOND THE VOID, che si ispira all’arte di Lucio Fontana è stata venduta per 100 ETH (circa 360.000$).   Quest’opera è stata acquistata da Poseidon DAO, un’organizzazione autonoma decentralizzata che investe nel settore e supporta gli artisti emergenti dal 2015. Una curiosità? L’avatar di Poseidon DAO su SuperRare è una Bored Ape.

5. Annibale Siconolfi

Annibale Siconolfi è un giovane artista e architetto che realizza complesse opere in 3D di città distopiche e paesaggi futuristici. Un mix tra fantascienza e architettura contemporanea. Invece di affidarsi a SuperRare come la maggior parte degli artisti NFT italiani più famosi, Siconolfi vende le sue opere su Nifty Giveaways. Ad oggi l’architetto digitale ha rilasciato quattro diverse collezioni NFT, il cui floor price (il prezzo minimo a cui è possibile acquistarle) è di circa 1 ETH.

6. Giusy Amoroso

Giusy Amoroso è un’artista digitale a tutto tondo. Utilizza infatti tutte le tecnologie esistenti per la scultura digitale e si dedica a rappresentare la natura e i suoi dettagli, in rapporto agli ambienti e alle comunità umane. Un esempio? Exoskeleton – The origin: un NFT che mette in scena la trasformazione del corpo umano in una realtà tecnologica. L’artista digitale, durante il 2022, ha lanciato una collezione NFT su OpenSea: PolyPixos, che raffigura la specie aliena che abita il Polyverse, un universo di fantasia.

7. Skygolpe

Skygolpe da street a digital artist! Si reputa un grande fan dalle criptovalute perché arricchiscono il mondo dell’arte di possibilità completamente nuove. Ha realizzato il suo primo NFT nel 2020 che è andato subito sold out. Skygolpe è uno degli artisti NFT italiani più attivi, ha prodotto nel corso della sua carriera più di 1.000 NFT. Il valore totale di queste opere, secondo il sito cryptoart.io, si aggira attorno ai 5 milioni di dollari. 

8. Fabio Catapano

Fabio Catapano è un artista italiano, originario di Napoli, che vive a Londra. I suoi NFT rappresentano il punto di incontro tra società, tecnologia e natura. Fin da piccolo sperimenta con il digitale, ora per creare i suoi lavori usa sistemi computazionali. 

9. Paola Pinna 

Tra i 10 artisti NFT italiani più famosi c’è anche Paola Pinna, che ha di recente collaborato con Adidas alla produzione di oggetti di digital fashion. L’artista è anche co-fondatrice di Metaeden, una collezione NFT di cortometraggi che raccontano un Metaverso ancora in costruzione. Paola Pinna utilizza un software di modellazione 3D perché è l’unico strumento che, a suo parere, le permette di creare qualsiasi cosa. Senza limiti. Il risultato? Un mix di arte e innovazione, soggetti femminili e atmosfere manga. 

10. Undeadlu 

Undeadlu è il nome d’arte di Lucrezia, classe 1995. Oltre che essere un artista NFT è anche una vera appassionata di criptovalute. Ciò si evince dal soggetto di una delle sue opere più famose Gavin Wood, The King of Cross-Chain. L’NFT raffigura  Gavin Wood, il co-fondatore di Ethereum e di Polkadot, incoronato su un trono.    

Il settore della digital art è ancora nella fase iniziale del suo sviluppo. Tuttavia l’Italia, come spesso accade quando si parla di arte, sta sfornando una serie di talenti che potrebbero diventare i pionieri di questo settore. Ci sono molti artisti NFT italiani da tenere d’occhio, ben di più di quelli citati in questo articolo. Tra di essi spiccano, ad esempio, Anyma e Nino Perrone, due artisti digitali e produttori musicali che creano opere d’arte innovative attraverso l’unione di queste due discipline.

I 10 NFT più costosi di sempre

The most expensive NFT ever sold: all the digital artworks

Quali sono gli NFT più costosi di sempre? Ecco la lista delle opere d’arte crypto da milioni di dollari! 

Ti sei mai chiesto: “quali sono i 10 NFT più costosi di sempre?” Opere d’arte digitali vendute a prezzi da capogiro. Insieme al cubismo di Picasso, lo stile rinascimentale di Botticelli e quello barocco di Rembrandt; i collezionisti e le gallerie del futuro (e del presente) esporranno anche i CryptoPunks e l’arte digitale di Beeple. 

10. CryptoPunk #7804 – 7.56 milioni 

Al decimo posto tra gli NFT più costosi di sempre troviamo un CryptoPunks, il numero 7804, acquistato a Marzo 2021 per 7,5 milioni di dollari (4.200 ETH). Questo Punk è un “Alien”, una categoria decisamente rara, ne esistono solo  9 su 10 mila! Segni distintivi? Occhiali da sole e pipa! 

9. CryptoPunk #3100 – 7.67 milioni

Sono 406 i CryptoPunk che hanno la fascetta stile tennista ma solo uno di loro è un alieno. È proprio il 3100. Immaginate quanto può valere? 

8. CryptoPunk #5577 – 7.7 milioni

Come hai potuto notare i CryptoPunk sono protagonisti della classifica degli NFT più costosi di sempre. Il #5577 è stato acquistato Febbraio 2022 da Robert Leshner, il CEO di Compound, una delle più famose piattaforme di lending (prestiti decentralizzati) della DeFi. L’amministratore delegato del protocollo ha sborsato ben 2.500 ETH per aggiudicarselo.

7. CryptoPunk #4156 – 10.2 milioni

Tutti i CryptoPunk sono unici, ma il numero 4156 spicca per l’interessante storia che riguarda il suo ex-possessore. L’utente, il cui handle Twitter riprende questa successione numerica, è un influencer crypto molto famoso sul social network che fa anche parte del team di sviluppo della nouns DAO. Quando @punk4156 ha venduto l’NFT perché in disaccordo con le politiche sulla copyright di Larva Labs, l’intera community è rimasta di stucco.

6. Tpunk #3442 – 10.5 milioni

Sempre un Punk, anche alla sesta posizione della classifica degli NFT più costosi di sempre. Questa volta però non uno della collezione creata da Larva Labs, bensì un TPunk, un esemplare della raccolta ispirata ai CryptoPunks ma costruita sulla blockchain di Tron. Ad acquistare questo pezzo raro della collezione “derivata” è stato Justin Sun, il fondatore ed ex CEO di TRON, che ha tirato fuori dal suo crypto wallet 120 milioni di TRX.

5. CryptoPunk #7523 – 11.7 milioni

Il Crypto Punk #7523 è stato venduto nel 2021 per 4.700 ETH durante un’asta dedicata alle opere d’arte digitale di Sotheby’s. Un altro “Alien” dotato di orecchini, cappellino e mascherina chirurgica. Forse l’NFT era così ambito per la presenza di questo accessorio molto “al passo coi tempi” nel periodo in cui è stato acquistato.

4. CryptoPunk #5822 – 23.2 milioni 

Medaglia di legno per il CryptoPunk “alieno” che sfoggia la bandana blu. Questo NFT è stato acquistato dal CEO di Chain, Deepak Thapliyal, per la cifra astronomica di 8.000 ETH.

A queste cifre forse i CryptoPunks non sono alla portata di tutti. Ma se ti interessa il settore, ci sono buone notizie: esistono NFT per tutte le tasche. La cosa fondamentale è avere a disposizione Ether (ETH) per gli acquisti, la maggior parte delle collezioni NFT infatti viene scambiata per questa criptovaluta.

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3. Human One di Beeple – 28.9 milioni

Al terzo posto nella classifica degli NFT più costosi di sempre troviamo Human One, una scultura digitale in 3D scolpita dal famoso artista Beeple, che raffigura un astronauta che cammina in una teca di vetro. Gli sfondi sono digitali e le scenografie cambiano a rotazione.

2. Clock di Pak e Julian Assange – 52,7 milioni

La medaglia d’argento va a Pak per la sua opera Clock. Questo NFT è un timer che conta i giorni trascorsi da quando Julian Assange, il co-fondatore di Wikileaks, si trova detenuto nella prigione di Belmarsh (Regno Unito). L’opera d’arte digitale è stata acquistata dalla AssangeDAO, un’organizzazione autonoma e decentralizzata nata con l’obiettivo di combattere per la libertà del fondatore il Wikileaks. 

1. Everydays: the first 5000 Days di Beeple – 69.3 milioni

Quest’opera di Beeple è un collage di 5 mila fotografie del progetto Everyday: una fotografia al giorno da Maggio 2017. Non solo detiene il primato tra gli NFT più costosi di sempre ma è anche un evento “storico” che ha portato per la prima volta i token non fungibili sui media tradizionali. Se n’è parlato ovunque, persino al Saturday Night Live.

Tra gli NFT più costosi di sempre c’è anche il tuo preferito? Il panorama dell’arte digitale è vastissimo e non serve spendere cifre astronomiche per diventare proprietari di un NFT. Ce ne sono per tutte le tasche, oppure puoi sperare che quelli di questa lista diventino più economici. Del resto i prezzi che vedi qui non sono definitivi, è il mercato a stabilirne il valore

Sei sul blog di Young Platform, la piattaforma italiana per comprare criptovalute. Qui puoi trovare le ultime novità su blockchain, Bitcoin e Web3. Raccontiamo da vicino questa economia emergente con un occhio alla finanza tradizionale, così hai tutto quello che ti serve per entrare nella nuova era del denaro. 

Riunione BCE: aumentano i tassi di interesse a Marzo 2023

Riunione BCE marzo: aumento tassi di interesse confermato. Che succede ora

La riunione BCE di Marzo ha portato un nuovo aumento dei tassi di interesse. Le cose da sapere ora 

Nella riunione BCE del 16 Marzo il tanto atteso aumento dei tassi di interesse, si è finalmente verificato. 

Dopo l’incremento di 50 punti base messo in atto nel meeting dello scorso Febbraio (qui il link al calendario completo delle prossime riunioni della BCE), le previsioni sono state confermate. E ci troviamo di nuovo a porci la domanda “perché la Banca Centrale Europea ha preso questa decisione”? 

Riunione BCE Marzo: un nuovo aumento dei tassi d’interesse

La decisione della riunione BCE di Marzo non è stata un fulmine a ciel sereno. Già dopo il meeting del mese scorso, la presidente Christine Lagarde aveva spiegato che per Marzo 2023 ci sarebbe stato un nuovo aumento dei tassi di interesse. Presumibilmente di altri 50 punti base, per un totale di +100 punti base nel primo trimestre dell’anno. E così è stato. 

Durante la conferenza stampa che ha seguito la riunione, Lagarde ha esordito con queste parole: “si prevede che l’inflazione rimarrà troppo alta per troppo tempo”. Lo scopo di questo incremento quindi è quello di assicurare un ritorno dell’inflazione nell’Eurozona al suo obiettivo del 2% nel medio termine e quindi di mantenere stabili i prezzi, obiettivo principale dell’Istituto centrale. 

Le previsioni della Banca Centrale Europea per l’inflazione sono del 5,3% per il 2023, il 2,9% per il 2024 e il 2,1% per il 2025. 

Con l’aumento, i tassi di interesse BCE a partire dal 22 Marzo diventano: per le operazioni di rifinanziamento principale al 3,5%, per le operazioni di rifinanziamento marginale al 3,75% e sui depositi presso la banca centrale al 3%. 

Molti esperti erano sicuri che nella riunione BCE di Marzo i tassi sarebbero saliti oltre le previsioni, ma Lagarde ha spiegato che l’approccio rimane sempre data driven ovvero che le reazioni dell’istituto non possono prescindere dai dati. Non è stato comunque fissato un tetto limite, secondo Lagarde l’unico obiettivo guida da perseguire a ogni costo è l’inflazione al 2%.

La presidente ha spiegato che l’aumento dei tassi d’interesse è stata l’unica opzione discussa e veramente possibile per lavorare sulla stabilità dei prezzi. La decisione è stata presa dalla grande maggioranza del Consiglio Direttivo, con solo una certa riluttanza di “3 o 4” membri che volevano prendere più tempo e raccogliere ulteriori dati in occasione della riunione di Marzo. 

Lagarde ha assicurato che alzare i tassi di interesse non sarà uno stress per la stabilità finanziaria. Per gli investitori e i risparmiatori le conseguenze saranno però notevoli. 

Previsioni su crescita e inflazione 

Nella riunione BCE di Marzo l’istituto centrale non si è occupato soltanto dell’atteso aumento dei tassi di interesse. È stata anche l’occasione per presentare le nuove previsioni su crescita e inflazione dell’Eurozona. Nello specifico, gli esperti della Banca Centrale Europea si aspettano un aumento della crescita dell’1,6% sia nel 2024 che nel 2025 grazie alla forza del mercato del lavoro, un miglioramento del clima di fiducia e una ripresa dei redditi. Le proiezioni rimangono inferiori rispetto a quelle comunicate a Dicembre. 

Altri temi della riunione BCE

Non soltanto aumento dei tassi di interesse nel meeting di Marzo. La riunione BCE non ha visto un aggiornamento sulle politiche di quantitative tightning. Ovvero di quello strumento di politica monetaria restrittiva (hawkish) che prevede una riduzione dei portafogli obbligazionari della Banca Centrale Europea, con lo scopo di abbassare la liquidità e l’offerta di moneta. E di conseguenza, diminuire i prezzi. 

Nel caso della BCE, il quantitative tightning si applica al Programma di Acquisto attività (APP) attivo dal 2015. Lagarde ha confermato le linee guida prese già all’inizio di Marzo: la Banca Centrale Europea ha cominciato la riduzione dei suoi titoli, non riacquistando quelli in scadenza. Secondo le previsioni, il quantitative tightning diminuirà il portafoglio dell’Istituto di 15 miliardi al mese, fino alla fine di Giugno. 

Lagarde, sollecitata dai giornalisti, ha anche commentato brevemente la crisi delle banche in California come SVB e Signature. La BCE ritiene che il sistema bancario europeo sia forte dal punto di vista della liquidità e resiliente, e che la supervisione rispetto al 2008 sia migliorata e aumentata. 

Ecco dunque cosa è successo nel corso della riunione BCE del 16 Marzo. L’aumento dei tassi di interesse non è stato l’unico protagonista del meeting, Lagarde ha discusso le previsioni di crescita e rimarcato la stabilità del sistema bancario dell’Eurozona. 

Cos’è e come funziona il metaverso di Roblox

Cos’è e come funziona il metaverso di Roblox?

Scopri cos’è Roblox, il metaverso con più utenti attivi al mondo, e come funziona davvero!

Sai che cos’è Roblox e come funziona? È un Metaverso centralizzato che, a differenza di The Sandbox o Decentraland, non si basa sulla blockchain. Roblox è una piattaforma che contiene oltre 40 milioni di giochi gratuiti ma anche un mondo virtuale in cui interagire con gli altri videogiocatori. Su Roblox infatti gli utenti hanno molto spazio espressivo e possono creare giochi ed esperienze personalizzate. Ma vediamo che cos’è Roblox e come funziona.

Cos’è Roblox? Nascita del metaverso e legame con il mondo dei videogiochi

Per chiarire al meglio cos’è Roblox e come funziona questo metaverso dobbiamo partire dall’inizio della sua storia. Questo mondo virtuale è stato creato da David Baszucki e Eric Cassel, due ragazzi californiani appassionati di informatica. I due maghi dei computer hanno iniziato la loro carriera imprenditoriale creando una piccola azienda chiamata Knowledge Revolution. Il prodotto embrionale di Knowledge Revolution si chiamava Interactive Physics, una piattaforma che utilizzava modelli bidimensionali per lo studio della fisica virtuale. Nel 2004, dopo la vendita di Knowledge Revolution a MSC Software Corporation per 20 milioni di dollari, nasce Roblox. 

Con il tempo l’azienda si è espansa e si è evoluta, fino a diventare un’istituzione del mondo del gaming, soprattutto per i più giovani, dato che non c’è un’età minima per iscriversi alla piattaforma. Nel 2020 il metaverso di Roblox ha raggiunto un’incredibile popolarità che gli ha permesso di quotarsi in borsa. Ad oggi la sua capitalizzazione di mercato si aggira attorno ai 25 milioni di dollari. Ma quante persone ci sono in questo mondo virtuale? Gli utenti attivi durante il 2022 sono stati più di 50 milioni, e, all’inizio di quest’anno, il metaverso di Roblox è riuscito a infrangere il record del numero di videogiocatori collegati simultaneamente su una piattaforma, 9,3 milioni il 4 Febbraio 2023.

Ora che abbiamo iniziato a capire cos’è Roblox dobbiamo però sottolineare che il suo metaverso è diverso dai metaversi decentralizzati, come The Sandbox o Decentraland. È infatti una piattaforma completamente centralizzata e gestita da un’azienda, simile ad un classico videogioco. Roblox inoltre non utilizzando la tecnologia blockchain, non garantisce la proprietà digitale dei mondi e degli oggetti virtuali tramite NFT o token. Nonostante questa piattaforma non sia riconducibile all’universo Web3, è comunque una delle realtà che sta contribuendo allo sviluppo e alla diffusione del Metaverso nella cultura popolare. 

Entra nel metaverso di Roblox e crea il tuo mondo virtuale!

Nel metaverso di Roblox puoi giocare davvero a qualsiasi cosa! Tra i 40 milioni di giochi disponibili c’è davvero di tutto. Puoi diventare un allevatore di cuccioli professionista giocando al celebre gioco Adopt Me! Puoi combattere contro i tuoi amici in un picchiaduro ispirato al cartone DragonBall chiamato DBZ Final Stand e puoi scolpire il fisico del tuo avatar nelle palestre del mondo virtuale di Training Simulator. Il primo gioco di Roblox è stato Rocket Arena, rilasciato sulla piattaforma a Gennaio 2006 che è ancora disponibile nella sua prima versione, che oggi si chiama “Classic Rocket Arena”. 

Come anticipato, questa non è solo una piattaforma sulla quale giocare gratuitamente a diversi videogiochi, ma anche un ecosistema che permette agli utenti di creare i propri mondi 3D. Grazie a Roblox Studio, un programma che sfrutta il motore grafico proprietario dell’azienda e il linguaggio di programmazione Lua Script, gli utenti possono esprimere la loro creatività e condividere le loro creazioni con gli altri abitanti del Metaverso.

Avendo capito cos’è Roblox non resta che chiedersi:  come funziona davvero? Utilizzare la piattaforma e giocare ai giochi presenti su di essa è totalmente gratuito. Gli unici item a pagamento all’interno del metaverso di Roblox sono le skin e gli infiniti oggetti virtuali con cui personalizzare avatar e ambienti. Questi “beni digitali” possono essere creati e venduti da chiunque, lo scambio avviene grazie alla moneta del gioco chiamata Robux. La moneta del gioco funziona come le più classiche monete dei videogiochi tradizionali, non ha quindi un valore reale all’esterno del gioco ed è acquistabile dallo store tramite pagamenti in moneta fiat.

I concerti più entusiasmanti su Roblox

Roblox è uno dei mondi virtuali in cui vengono organizzati più concerti, tanto che è stato scelto da MTV come location per la cerimonia del suo premio dedicato al Metaverso. Il canale televisivo ha inserito, ad Agosto 2022, il premio “Best Metaverse Performance” all’interno dei “Video Music Awards 2022” (VMA). I VMA sono stati trasmessi, Lunedì 29 Agosto 2022, anche nel mondo MTV di Roblox “The VMA Experience”. 

Tra gli eventi più entusiasmanti in questo Metaverso non si possono non citare quelli di Justin Bieber, dei Twenty One Pilots e di Charli XCX del 2021, tutti e tre nominati per il premio MTV “Best Metaverse Performance”. Il concerto più importante del 2023 è stato, per ora, quello organizzato per celebrare il Super Bowl, la finale del campionato di football americano più importante al mondo, la NFL. Invece di Rihanna, che si è esibita nell’intervallo della partita che si è giocata, mondo reale, a Glendale in Arizona; a calcare il palcoscenico virtuale di Roblox è stata Saweetie una rapper molto famosa negli states. L’evento è andato in onda dal 10 al 12 Febbraio, all’interno della “Warner Music Group’s Rhythm City”, il mondo virtuale di proprietà dall’etichetta discografica, ed è stata anche l’occasione per promuovere il gioco ufficiale della NFL (National Football League), Super NFL Tycoon disponibile per gli utenti del metaverso dal 4 Febbraio. 

Alcuni famosi brand che hanno scelto Roblox

I brand attenti che tendono a cavalcare i nuovi trend stanno diventando sempre più propensi ad utilizzare nuove tecnologie al fine di promuovere i propri prodotti alle nuove generazioni. Gucci e Nike, ad esempio, sanno cos’è Roblox e come funziona il suo metaverso! Gucci vi ha debuttato nell’Ottobre del 2021 con il suo mondo dedicato di nome Gucci Town. Si tratta di villa lussureggiante e colorata che offre a chi la visita, l’opportunità di guadagnare gemme GG, di creare vestiti e accessori da collezione, e di acquistare oggetti virtuali in edizione limitata. Una borsa di Gucci virtuale è stata venduta per circa 4 mila dollari proprio nel metaverso di Roblox. 

Un altro esempio di brand che hanno scelto questo mondo virtuale? Nike, con la città virtuale Nikeland! L’obiettivo di Nike è testare nuovi prototipi di scarpe e abbigliamento, carpire i gusti e le preferenze dei giovani utenti al fine di sviluppare prodotti sempre più apprezzati. Su Roblox hanno trovato casa anche Kellog’s, Tommy Hilfiger, Givenchy e tantissimi altri iconici brand puntano ad entrarci!
Ora che sai cos’è Roblox e come funziona il suo metaverso scopri come entrarci! Potrai giocare a più di 40 milioni di giochi, interagire con tantissimi utenti e brand famosi ed assistere ai concerti come non lo hai mai fatto prima!

Dopo il fallimento di SVB arriva la chiusura di Signature Bank: che succede alle banche?

Dopo SVB chiude anche Signature Bank. Che succede e quali conseguenze?

SVB, Signature Bank e Silvergate Capital. Una dopo l’altra crollano le banche statunitensi 

Silicon Valley Bank (SVB), Signature Bank e Silvergate Capital, una dopo l’altra chiudono le banche legate alle startup e al mondo crypto. Cosa è successo? Quali sono le conseguenze di questi fallimenti?

SVB e Signature Bank in fallimento: cos’è successo

Lo scorso weekend un escalation di eventi e corse agli sportelli ha portato il fallimento di tre banche statunitensi. Cos’è successo? Ecco gli eventi principali di questo effetto domino improvviso: 

9 Marzo: tutto inizia con la bancarotta di Silvergate Capital, una delle prime banche ad aver offerto servizi legati al mondo crypto. L’istituto ha intrapreso una liquidazione volontaria e ha assicurato che ripagherà i suoi clienti. La banca ha dichiarato di essere in difficoltà da quando, dopo il fallimento dell’exchange crypto FTX, ha dovuto gestire più di 8 miliardi di prelievi. Silvergate era in perdita di 1 miliardo di dollari

Alla fine di settembre, la banca aveva 13,3 miliardi di dollari di depositi, con circa 1,9 miliardi di dollari di attività in contanti e 11,4 miliardi di dollari in titoli di investimento. Nei tre mesi successivi, i depositi si sono ridotti a circa 6,3 miliardi di dollari, costringendo l’istituto a vendere il suo portafoglio titoli, fino a circa 5,7 miliardi di dollari alla fine del 2022.

10 Marzo: la Silicon Valley Bank (SVB) viene chiusa dal Dipartimento per la Protezione e l’Innovazione Finanziaria della California per “liquidità inadeguata e insolvenza”. 

La banca è una dei principali finanziatori delle startup tech degli USA e la 16° banca per capitalizzazione e asset negli Stati Uniti, con attività totali di circa 209 miliardi di dollari e depositi totali di circa 175,4 miliardi di dollari al 31 dicembre 2022. 

Anche SVB è arrivata al fallimento a causa di una corsa agli sportelli e alla mancanza di liquidità, negli ultimi mesi infatti aveva registrato un calo di depositi e un aumento dei prelievi. SVB ha perso in questi mesi 1,8 miliardi di dollari, soprattutto dai bond del Tesoro americano. Il cui valore era già diminuito a causa dell’aumento dei tassi d’interesse attuato dalla FED. 

11 Marzo: la FDIC, ovvero l’ente federale statunitense che protegge i depositi, ha lanciato un’asta per vendere la SVB. Il primo termine, scaduto domenica, non ha portato risultati e per questo è stato esteso. Ma gli unici due istituti interessati, Pnc e Royal Bank of Canada, si sono ritirati per la complessità dell’operazione. Nel frattempo anche Elon Musk ha fatto un’offerta via Twitter. 

La FDIC, che garantirà i depositi di SVB, sostiene che non si è trattato di un bailout, ovvero un tentativo di salvataggio pubblico, ma di una strategia per la protezione dei risparmi dei contribuenti

12 Marzo: Signature Bank viene chiusa dalle autorità di regolamentazione statali con la promessa che tutti i depositanti saranno risarciti. Si tratta di una banca commerciale con sede nello Stato di New York con attività totali di circa 110,36 miliardi di dollari e depositi totali di circa 88,59 miliardi di dollari al 31 dicembre 2022. Anche la Signature Bank ha un rapporto diretto con le startup del mondo crypto. Nell’ultima settimana le sue azioni hanno perso 38%

Silicon Valley Bank (SVB) e Signature Bank: le conseguenze del fallimento 

La prima conseguenza immediata del fallimento di SVB e Signature Bank è stata la costituzione di un nuovo programma da 25 miliardi di dollari, il Bank Term Funding Program, voluto dalla FED e dalla FDIC. Si tratta di uno scudo per garantire liquidità alle banche in difficoltà che non dovranno essere costrette a vendere i propri asset. 

Silvergate e Signature erano le due banche principali per le società di criptovalute negli USA, mentre Silicon Valley Bank aveva come clienti molte startup e Venture Capital crypto. Insomma quasi la metà di tutte le startup statunitensi sostenute da venture teneva i contanti presso la SVB.

Dopo questi fallimenti, pare che il settore criptovalute negli Stati Uniti non abbia più delle banche di riferimento. Silvergate o Signature consentivano alle aziende crypto di spostare denaro nel mercato, erano gli intermediari più importanti tra la finanza centralizzata e la DeFi. Tra le aziende che si servono degli istituti ci sono Kraken, Coinbase e Gemini. È probabile che i mercati delle criptovalute abbiano difficoltà con la liquidità

Crac SVB e Signature Bank: conseguenze sul mercato crypto

Le conseguenze del fallimento della Silicon Valley Bank si sono abbattute soprattutto sulla stablecoin USDC, emessa da Circle. Quest’ultima è una delle più grandi aziende americane del mondo crypto e deteneva una parte del suo capitale, circa 3,3 miliardi di dollari, nelle casseforti della Silicon Valley Bank. Il fallimento della SVB ha causato il depeg (scostamento del prezzo della stablecoin dal valore di 1$) temporaneo di USDC. 

Inizialmente la confusione generale ha causato un movimento ribassista sul grafico del prezzo di Bitcoin. Questa notte però, in seguito al recupero di USDC e alla decisione della FED di garantire tutti i depositi della SVB, il panico è rientrato. La ripresa del peg di USDC e il “disastro sfiorato” hanno restituito linfa vitale al prezzo di Bitcoin che ha registrato un incremento del 6% nelle ultime ore.