Vision Pro Apple: cos’è e come funziona il nuovo visore per il metaverso

Vision Pro Apple: cos’è e come funziona il nuovo visore per il metaverso

Apple ha annunciato Vision Pro, il suo nuovo visore per il metaverso. Ecco cos’è, come funziona e quanto costa 

Cos’è Vision Pro di Apple e come funziona il nuovo visore per il metaverso? La novità è stata svelata il 5 giugno alla Worldwide Developers Conference, l’evento annuale degli sviluppatori dell’azienda di Cupertino, tra la presentazione del nuovo sistema operativo per iPhone iOS17 e l’aggiornamento del MacBook Air. 

Si tratta di un innovativo visore per la realtà aumentata pensato per essere usato nella quotidianità, le sue funzionalità e caratteristiche tecniche che lo rendono unico nel suo genere. Secondo i primi che lo hanno provato, nessuno finora è riuscito a produrre delle cuffie immersive di questo livello. Ecco dunque cos’è Vision Pro di Apple, come funziona e tutte le sue potenzialità per il metaverso

Cos’è Vision Pro di Apple?

Alla domanda “cos’è Vision Pro”, la sua azienda produttrice, ha risposto “uno strumento di spatial computing”. Con questa espressione tecnica ci si riferisce a quell’area dell’informatica che permette tramite azioni fisiche come movimenti o il linguaggio, di interagire con sistemi multimediali circostanti. In poche parole, quello di Apple è un dispositivo che elimina i display fisici e fa “vivere” app e schermate direttamente nello spazio circostante. 

Vision Pro, la cui forma ricorda quella di una maschera da sci, consentirà agli utenti di vedere le app in un modo nuovo, come se fossero “oggetti” nell’ambiente. Per usarle si usano i movimenti delle mani (catturati dalle telecamere esterne), degli occhi e il suono della voce. Il visore può essere usato per guardare film, scattare foto in 3D, lavorare in team, giocare. Per spiegare cos’è Vision Pro, Apple, a differenza dei suoi competitor di visori e cuffie, non ha insistito tanto sulle applicazioni nel gaming quanto sulle opportunità della realtà aumentata per la vita quotidiana e l’intrattenimento

Proprio per questo il visore si può considerare utile per entrare anche nel metaverso, ovvero l’ambiente virtuale e immersivo in cui vivere diverse esperienze. Dai concerti, ai matrimoni, passando per le partite di calcio. 

Dal punto di vista tecnico Vision Pro di Apple ha 24 milioni di pixel su due schermi, che corrispondono a più di una televisione 4K per occhio. Ha due chip M2 e R1, quest’ultimo dedicato a potenziare le performance di velocità in modo che qualsiasi schermata si muova davanti ai tuoi occhi come se fosse in tempo reale. Le cuffie si adattano a diverse forme e dimensioni del viso grazie a parti regolabili e intercambiabili. I primi tester sostengono di aver sofferto un po’ la pesantezza del visore in periodi di tempo prolungati. 

Cos’è quindi Vision Pro di Apple? A pochi giorni dall’annuncio del nuovo prodotto, questo viene definito “il dispositivo elettronico personale più avanzato di sempre”. Il prezzo, che ha già fatto discutere, è di 3.500 dollari e sarà in commercio non prima del 2024

Vision Pro Apple: come funziona 

Dopo una prima panoramica su cos’è, vediamo nel dettaglio come funziona Vision Pro di Apple. 

Quando si indossa il visore, non si viene isolati completamente dallo spazio circostante. Si può selezionare il “grado” di oscuramento ed eventualmente scegliere una visione del tutto immersiva su paesaggi come cieli stellati o montagne innevate. Si possono quindi vedere le altre persone, e ovviamente gli oggetti, nella stanza. La sensazione è quella di guardare attraverso un vetro piuttosto che uno schermo.  

All’esterno il dispositivo può diventare trasparente o opaco per segnalare alle altre persone se si è immersi in un’esperienza o se si è disponibili a interagire.

Il secondo aspetto da tenere presente per comprendere come funziona Vision Pro, è che per selezionare le app si deve guardare quella desiderata e fare un gesto come un pizzico con il pollice e l’indice. Mentre le telecamere all’interno del visore rilevano gli occhi e riconoscono ciò che si sta guardando, quelle esterne rilevano i movimenti della mano. 

Ma come funziona quando viene usato per fare delle videochiamate? Tramite tramite un’avanzata tecnologia di machine learning, il dispositivo ricostruisce una scansione del viso e dei movimenti della persona che lo indossa. Apple chiama questo avatar super realistico “Persona”, e appare al tuo posto quando appari in video con qualcuno. 

L’audio di Vision Pro dà una sensazione avvolgente grazie a due altoparlanti posizionati vicino alle tempie per un effetto surround. Molto simile alla funzione audio spaziale degli AirPods. 

Le prime reazioni del pubblico

Tutti quelli che hanno scoperto durante l’evento cos’è Vision Pro e come funziona, sono rimasti estasiati dall’esperienza. Le uniche perplessità sul nuovo visore di Apple riguardano il prezzo e il mercato di riferimento. Finora infatti dai visori per la realtà aumentata sono stati attratti soprattutto gli amanti dei videogiochi e gli appassionati delle ultime tecnologie, come quella del metaverso. I più critici sostengono che le “masse” non sono ancora pronte per un prodotto del genere, considerato anche il costo non indifferente. 

D’altro canto Apple con il suo forte brand è sempre stata capace di diffondere e far sentire il bisogno di prodotti all’avanguardia al grande pubblico. L’abilità consolidata dell’azienda porta i sostenitori delle criptovalute del metaverso ad aspettarsi un rinnovato interesse nel mercato anche da parte dei newbies. 

La divisione Apple Technology Development Group ha lavorato agli hardware e ai software di Vision Pro fin dal 2016, l’annuncio di Vision Pro è il culmine di anni di sviluppo. Tim Cook, CEO dell’azienda, ha sempre sostenuto che il potenziale della realtà aumentata che unisce la grafica computerizzata al mondo reale, possa avere lo stesso impatto che ha avuto internet sulla vita delle persone

Alla fine di questo approfondimento su cos’è Vision Pro e come funziona, citiamo le prossime sfide per il progetto ovvero portare gli sviluppatori a programmare app per il nuovo visore per il metaverso. Disney+ ha già annunciato che i suoi contenuti saranno disponibili già dal primo giorno in commercio. 

Tassa di successione: come si calcola e come evitare il pagamento?

Tassa di successione: come evitarla, quando si paga e un esempio di calcolo

Quando si paga la tassa di successione? È possibile evitarla? Tutte le informazioni e un esempio pratico di calcolo

Quando si paga la tassa di successione e come evitarla? In che modo si calcola? Scopri tutto sul contributo che si applica al patrimonio che una persona deceduta lascia in eredità.  

Tassa di successione: quando si paga?

Il pagamento della tassa di successione deve essere effettuato entro 60 giorni dalla data in cui viene notificato attraverso l’avviso di liquidazione. Questo documento viene emesso dall’Agenzia delle Entrate e notifica ai beneficiari l’importo dell’imposta in relazione all’eredità lasciata dal defunto. Se non si riceve l’avviso di liquidazione entro 3 anni dalla data del decesso si può evitare di pagare la tassa di successione.

Dall’altro lato, se un erede viene notificato ma non paga l’imposta in tempo, ovvero entro 60 giorni, è soggetto agli interessi di mora. Infine, per gli importi superiori ai 1.000 €, è anche possibile pagare a rate:

  • Almeno il 20% dell’importo deve essere versato entro la scadenza di 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione;
  • La parte restante deve essere versata in 8 o 12 rate trimestrali (a seconda dell’importo). Su queste rate gli interessi si calcolano dal primo giorno successivo al pagamento della somma iniziale.

Come evitare l’imposta di successione?

È possibile evitare di pagare la tassa di successione o è meglio concentrarsi sul ridurre il carico fiscale? 

Si può non pagare questo contributo se tra i beni ereditati non compaiono immobili e il loro valore è inferiore a 100.000€. Mentre nel caso in cui si ereditino anche beni immobili esistono delle franchigie che consentono di evitare di pagare l’imposta. 

In altre parole, se il valore dei beni ereditati è inferiore ad una certa soglia si è esentati dal pagamento del contributo. Queste franchigie, come l’aliquota applicata all’importo che si eredita, dipendono dal grado di parentela che intercorre tra erede e defunto:

  • Per i coniugi e per i parenti in linea retta la franchigia è di un milione di euro per ogni beneficiario mentre l’aliquota è del 4%;
  • Per i fratelli o le sorelle la franchigia è di 100.000€ mentre l’aliquota è del 6%;
  • Per i parenti affini fino al 4° grado e quelli in linea collaterale fino al 3° non c’è nessuna franchigia, perciò non è possibile in alcun modo evitare di pagare la tassa di successione mentre l’aliquota è sempre del 6%;
  • Per gli altri soggetti invece l’imposta di successione è sempre obbligatoria ma la sua aliquota è dell’8%.

Calcolo tassa di successione: esempio pratico

Vediamo ora il calcolo della tassa di successione attraverso un esempio pratico. Supponiamo di aver ereditato da un genitore, quindi un parente in linea diretta, un patrimonio che comprenda anche beni immobili il cui valore corrente è di 2,3 milioni di euro.

Nel caso in cui si possegga un fratello o una sorella, visto che viene applicata la franchigia di un milione di euro per ogni beneficiario, il reddito imponibile che verrà tassato sarà di 300.000€ con un’aliquota del 4%. Perciò l’imposta che si dovrà pagare è:

2,3 milioni – 2 milioni (franchigia di 1 milione per ogni beneficiario) = 300.000€

4% di 300.000€ = 12.000€.

In conclusione, è possibile evitare di pagare la tassa di successione se si eredita un patrimonio composto solamente da beni mobili (denaro o investimenti) inferiore ai 100.000€. Oppure, nel caso in cui il valore dei beni immobili che si ereditano sia inferiore alle franchigie: di 1 milione di euro per coniugi e parenti stretti e di 100.000€ per fratelli e le sorelle.

WWDC 2023: novità per le crypto del Metaverso da Apple?

WWDC 2023: novità per le crypto del metaverso da Apple?

Alla WWDC 2023 del 5 giugno Apple dovrebbe presentare una novità tech a tema “metaverso”, il mercato crypto si prepara

La WWDC 2023 di Apple porterà novità anche per le crypto? È partito il conto alla rovescia per la conferenza annuale degli sviluppatori dell’azienda di Cupertino! Dalle 19:00 (ora italiana) sarà possibile seguire in streaming l’evento di apertura e scoprire l’attesissimo nuovo prodotto di punta, l’ultimo dopo l’Apple Watch lanciato nel 2014. 

Secondo rumor, ricerche degli analisti e riferimenti dell’azienda, si tratterebbe di un visore per la realtà virtuale/aumentata. Se dovesse essere così, il settore dei mondi virtuali potrebbe trovare una nuova spinta. Gli addetti ai lavori e gli appassionati aspettano quindi la WWDC 2023 e le possibili novità per le crypto del metaverso

WWDC 2023: in arrivo novità per le crypto del metaverso?

Se le ipotesi sulla natura del nuovo prodotto saranno confermate, la Worldwide Developers Conference (WWDC) 2023 sarà un punto di svolta per le crypto del metaverso

Durante la conferenza ci si aspetta la presentazione della nuova linea di prodotti del brand, e il fatto che possa essere collegata ai mondi virtuali, ha fatto esplodere le crypto del metaverso. In una settimana SAND, il token di The Sandbox, ha registrato un +10,5% in un momento di mercato non particolarmente movimentato per le altre criptovalute. Per MANA di Decentraland invece l’aumento è stato del 4,80%! Per il token di ImmutableX si è visto un +3,64% e per MultiverseX (ex Elrond) un +0,78%.

WWDC 2023, novità: cosa sappiamo sul visore per il metaverso di Apple 

Del visore, la novità Apple che potrebbe scuotere le crypto del settore, al momento non si sa molto. Gli esperti ritengono che dovrebbe essere dotato di display ad alta definizione 4K per ciascun occhio, della possibilità di interagire con l’ambiente circostante attraverso telecamere ad alta potenza e di una funzione “copresenza” per condividere la visuale con altre persone. Si ipotizza che il prezzo sia di 3.000 dollari circa 6 volte più alto del visore di Meta e 3 volte quello di Sony (compresa la PS5 per utilizzarlo).

Le prime reazioni sul lancio del visore del metaverso alla WWDC 2023 sono state soprattutto critiche, c’è infatti chi sostiene che non sia il momento migliore per i mondi virtuali e che Apple sia arrivata troppo tardi rispetto all’hype, che ora sembra rivolto ad un’altro trend, quello dell’intelligenza artificiale

Tuttavia in molti hanno notato che Apple è conosciuta soprattutto per sconvolgere i mercati e crearne di nuovi, grazie al suo potente brand e alla fiducia dei consumatori. In altre parole, nessuna azienda potrebbe portare alla diffusione del metaverso in un pubblico così ampio come la creatura di Steve Jobs. 

Il business del metaverso è tornato sotto i riflettori già da qualche settimana, quando Meta ha previsto che entro il 2035 il metaverso porterà fino a 489 miliardi di euro nell’Eurozona, ovvero circa l’1,3%-2,4% del PIL.

Su Young Platform puoi trovare un Salvadanaio dedicato proprio alle crypto del Metaverso, in cui comprare SAND, MANA e AXS in maniera regolare e automatica. 

Teniamo gli occhi puntati sulle crypto del metaverso: il lancio del visore di Apple alla WWDC 2023 potrebbe portare importanti novità. 

Prezzo petrolio oggi: cosa sta succedendo dopo la riunione OPEC+

Prezzo petrolio oggi: cosa sta succedendo dopo la riunione OPEC+

Prezzo petrolio oggi: l’Arabia Saudita si “stacca” dall’OPEC+ e annuncia nuovi tagli alla produzione

Il prezzo del petrolio oggi è in salita dopo la decisione dell’Arabia Saudita di tagliare nuovamente la produzione. Domenica 4 giugno, l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e i suoi alleati, conosciuta come OPEC+, si è riunita a Vienna. Durante l’incontro è stata confermata la decisione intrapresa lo scorso aprile di tagliare 1 milione di barili al giorno da maggio fino alla fine del 2023. Tuttavia l’Arabia Saudita è stata una voce fuori dal coro e ha optato per una diversa strategia. Ecco cosa ha portato agli aumenti del prezzo del petrolio oggi. 

Prezzo petrolio oggi: la decisione dell’Arabia Saudita spiegata

Come era ovvio che fosse, il prezzo del petrolio oggi è stato nuovamente influenzato dalle ultime novità sulla produzione annunciate dall’Arabia Saudita, il principale esportatore al mondo

Durante l’incontro del 4 giugno, il rappresentante del paese ha dichiarato che attuerà un ulteriore taglio di 1 milione di barili al giorno per un mese a partire da luglio 2023, con possibilità di estenderlo nei mesi successivi. Questo porterà il totale dei tagli dello Stato a 1,5 milioni di barili al giorno, riducendo la produzione a 9 milioni di barili. Lo scopo di questa riduzione è sempre quello di mantenere stabile il mercato di petrolio. 

L’OPEC+ produce circa il 40% del greggio mondiale e le sue decisioni sulla produzione possono avere un impatto significativo sui costi. Il prezzo del petrolio oggi è aumentato sia sul fronte Brent che su quello WTI. Quello del Mare del Nord è salito di quasi 2 punti percentuali sopra i 77,3 dollari al barile, mentre il texano è balzato sopra i 73$. Nelle prime ore di oggi, lunedì 5 giugno, ci sono stati aumenti fino al 2%. 

Con gli aumenti del prezzo del petrolio oggi bisogna rivedere le previsioni?

L’inaspettata svolta dell’Arabia Saudita ha portato gli esperti a riformulare le previsioni sul prezzo del petrolio per il 2023? Bob McNally di Rapidan Energy ha dichiarato alla CNBC che “il mercato non si aspettava proprio la decisione saudita di tagliare unilateralmente la produzione di 1 milione di barili al giorno” e che questo porterà dei “grandi deficit globali” di petrolio nella seconda metà del 2023 e che quindi i prezzi del greggio supereranno i 100$ a barile l’anno prossimo. 

Anche Kang Wu di Asia Analytics di S&P Global Commodity Insights prevede che ci saranno ulteriori aumenti come conseguenza della riduzione delle scorte. 

In generale le stime sul prezzo dell’oro nero rimangono al rialzo nei prossimi mesi. Quello che preoccupa gli analisti è il peso dell’Arabia Saudita nell’OPEC+ e la sua propensione a agire in autonomia rispetto alle decisioni collettive. Del resto gli effetti del suo enorme potere si possono notare nell’aumento del prezzo del petrolio di oggi.

Cosa prevede la riforma pensioni del governo Meloni? Le news

Riforma pensioni governo Meloni: le ultime news

Da più di un anno si parla di una possibile riforma delle pensioni del governo Meloni? Arriverà il prossimo anno?

Che fine ha fatto la riforma pensioni del governo Meloni e quali le ultime news in merito? Uno dei temi centrali della campagna elettorale del centrodestra ha avuto un ruolo marginale all’interno dell’ultimo documento Documento di matrice finanziaria (DEF), firmato ad aprile dal ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti. Gli ultimi cambiamenti in merito alle pensioni sono stati attuati della Legge di Bilancio 2023 (approvata a dicembre 2022). Cosa ci aspetta per i prossimi mesi? La riforma pensioni del governo Meloni si farà? Le news in tal senso saranno monitorate costantemente. 

Riforma pensioni governo Meloni e Legge di Bilancio: news

La riforma pensioni del governo Meloni, ad oggi, non è ancora arrivata, al contrario di quanto si pensava a dicembre 2022, quando è stata firmata la legge di bilancio per quest’anno.

In quell’occasione erano stati approvati tre interventi in materia pensionistica:

  • L’introduzione di un bonus temporaneo destinato alle pensioni minime dell’1,5% per i pensionati con età inferiore ai 75 anni e un +6,40% di quelli con età superiore (solo per il 2023 e il 2024).
  • La revisione del meccanismo di indicizzazione delle pensioni, quel sistema che si occupa di proporzionare queste ultime all’aumento dei prezzi e quindi all’inflazione. A causa di questo intervento le pensioni più alte verranno aumentate in misura minore rispetto al passato.
  • Quota 103, una manovra che consentirà l’accesso alla pensione ai lavoratori con un’età superiore a 62 anni e che hanno versato contributi per almeno 41 anni.

Le promesse del governo in campagna elettorale

Perché tutti si aspettano una riforma pensioni dal governo Meloni, e cosa avrebbe dovuto prevedere? Per capirlo dobbiamo abbandorare le news, fare un passo indietro e tornare a prima che l’attuale esecutivo si insediasse a Palazzo Chigi.

Durante la campagna elettorale il centrodestra, in particolare la Lega Nord, aveva puntato molto sulle pensioni. Le principali proposte? L’abolizione della Legge Fornero e una misura chiamata Quota 41. Un norma che, se attuata, avrebbe consentito, ai lavoratori con almeno 41 anni di contributi di andare in pensione. Questa proposta di legge è stata poi rimpiazzata da quota 103, che ha aggiunto un requisito: il raggiungimento del 62esimo anno di età.

Fratelli d’Italia invece, per la riforma pensioni, aveva più cautamente spinto sul rinnovo di Opzione Donna, una forma di pensionamento anticipato che permette alle donne lavoratrici dipendenti e autonome che hanno versato almeno 35 anni di contributi di andare in pensione a 60 anni (in alcuni casi eccezionali anche 58 o 59).

Le ultime news sulla riforma pensioni: cosa dicono il DEF e il documento del lavoro?

Cosa cambierà nel 2024 per le pensioni? Presumibilmente niente visto che stando alle ultime news la riforma pensioni del governo Meloni sembra essere stata messa in stand by. Il 13 aprile è stato pubblicato il Documento di economia finanza (DEF), uno degli atti più importanti nell’attività economica di un governo. All’interno del documento, di più di 400 pagine, l’argomento è stato a malapena citato. L’ipotetica riforma pensioni del governo Meloni è presente in una sola pagina dell’atto, alla quale si legge “Interventi in materia di disciplina pensionistica saranno proposti da qui al 2025”.

Il ministro del Lavoro Marina Calderone ha commentato: “abbiamo sempre detto che gli interventi sulle pensioni dovranno essere contemplati con le disponibilità di bilancio”, e “gli interventi devono essere progressivi”, ma “confido che subito dopo l’estate ci sia la possibilità di aprire invece un primo approccio di una riforma che vedrà la luce in tempi più lunghi”.

A riguardo invece della pensione di cittadinanza, l’ultima decisione del Consiglio dei Ministri è stata inserita all’interno del decreto lavoro. Inizialmente, attraverso l’approvazione della legge di bilancio, il governo aveva deciso di abrogare sia la pensione che il reddito di cittadinanza. Negli ultimi mesi però ha fatto marcia indietro.
Dunque, almeno per ora, non si intravede nessuna riforma pensioni del governo Meloni all’orizzonte. Se la situazione rimarrà quella odierna e le news non comunicheranno nulla di nuovo, gli ultimi cambiamenti disposti dell’esecutivo dalla Legge di Bilancio resteranno in vigore anche per il 2024.

Calcolo IMU seconda casa: come si fa?

Calcolo IMU seconda casa: come si fa?

Informazioni e simulazione del Calcolo IMU sulla seconda casa per il 2023

Come si fa il calcolo dell’IMU sulla seconda casa? Dal 2013 l’”Imposta Municipale Propria” è diventata obbligatoria solo sulle seconde case, quindi non sull’abitazione principale. I proprietari degli immobili (con le dovute eccezioni) devono pagare la tassa in due rate la cui scadenza è prevista ogni anno per il 16 giugno e il 16 dicembre. Per il calcolo IMU sulla seconda casa bastano solamente tre dati, ecco come si fa. 

Calcolo IMU seconda casa: chi deve pagare la tassa

Il calcolo IMU parte dalla definizione di “seconda casa”, in questa categoria rientrano abitazioni per le vacanze o immobili acquistati per investimento, ma anche fabbricati, negozi, uffici o aree fabbricabili. Il calcolo IMU sulla seconda casa riguarda quindi i proprietari di questa tipologia di immobili. Questa tassa tuttavia viene versata anche per le prime case, ovvero le abitazioni principali, qualora rientrino nelle categorie A1, A8 e A9, in altre parole quando vengono considerate di lusso

Se stai per fare il calcolo IMU sulla seconda casa per il 2023, considera che con le ulteriori eccezioni introdotte dalla Legge di Bilancio, la tassa non deve essere pagata da: 

  1. I proprietari di immobili occupati illegalmente e che hanno presentato denuncia regolare;
  2. I proprietari di immobili occupati da un ex coniuge (in caso di separazione o divorzio), in questo caso è l’inquilino a dover versare l’IMU;
  3. I proprietari che concedono usufrutto a un soggetto terzo. Attenzione che l’usufrutto non equivale all’affitto, infatti chi possiede immobili affittati deve occuparsi di versare l’imposta;
  4. I proprietari di seconde case in zone colpite dagli eventi sismici del 2016 (in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto). 

Ci sono anche dei casi particolari e delle riduzioni, ad esempio la base imponibile dell’IMU è ridotta della metà per le abitazioni concesse in comodato d’uso a parenti in linea retta. Se un immobile è intestato a più persone, il calcolo IMU sulla seconda casa verrà distribuito in maniera proporzionale. Per i nuovi acquisti, il proprietario pagherà l’IMU sull’abitazione solo per i mesi di effettiva proprietà

Calcolo IMU seconda casa: come si fa nel 2023? 

Gli elementi che devono essere presi in considerazione per il calcolo dell’IMU sulla seconda casa 2023 sono tre: 

  1. Rendita catastale dell’immobile, ovvero il valore fiscale (che si può recuperare al catasto);
  2. Coefficiente fisso di riferimento:
  • 160 per le seconde case, magazzini, stalle e scuderie 
  • 80 per uffici e studi privati
  • 55 per negozi
  • 140 per laboratori artigianali, stabilimenti balneari
  • 65 per alberghi, teatri e cinema
  1. Aliquota del comune: che può essere aumentata fino a un massimo del 10,6%. E varia per le categorie di immobili. 

Il primo passo è quello di aumentare del 5% il valore della rendita catastale e moltiplicare quello che si ottiene per il coefficiente fisso. In questo modo si trova la “base imponibile”, a cui va aggiunta l’aliquota del comune in cui è presente l’immobile. 

Il risultato di questo calcolo IMU sulla seconda casa rappresenta l’importo della tassa annuale che va versata in due rate. 

Vediamo allora una simulazione di calcolo 2023 nel comune di Milano. Consideriamo una seconda casa con rendita catastale di 1.000 euro e un’aliquota comunale al 7,6%, che è stata di proprietà per 5 mesi. 

Questo è il procedimento: 

1.000 + 5% = 1.050

1.050 * 160 = 168.000 (base imponibile)

168.000 / 1000 * 7,6 = 12.775 tassa per un anno (1.065 mensile)

1.065 * 5 mesi di proprietà = 5.328 euro di IMU

Dopo aver visto come si fa il calcolo IMU sulla seconda casa, potresti chiederti dove pagarla. Per regolarizzare le tue tasse puoi utilizzare il modello F24 o rivolgerti a un commercialista. 

BTP Valore 2027: cedola, premio, novità e cose da sapere

BTP Valore 2027: cedola, premio e novità

Novità sui BTP Valore 2027: dopo l’annuncio della nuova emissione ecco tutte le cose da sapere dalla cedola al premio

Le ultime novità sul BTP Valore 2027, dalla cedola al premio, arrivano dal Dipartimento del Tesoro che sta svelando gradualmente tutte le caratteristiche del titolo. Secondo il Sole 24 Ore la quota di titoli di Stato nelle tasche degli italiani è aumentata di 50 miliardi tra settembre e gennaio. I risparmiatori sembrerebbero interessati a questi strumenti finanziari grazie all’innalzamento dei tassi di interesse che porta un aumento dei rendimenti. Dopo l’annuncio di questo nuovo bond dedicato ai piccoli risparmiatori, finalmente possiamo vederci più chiaro su cedola, premio e tassi del BTP Valore 2027. 

BTP Valore 2027: le novità su cedola e premio

Per ripassare, il BTP Valore è un titolo di stato riservato agli investitori retail (quindi non sono ammessi quelli istituzionali), che sarà emesso tra il 5 e il 9 giugno 2023 con delle modalità semplificate e una durata di 4 anni. Pensate per attrarre i piccoli risparmiatori. 

Come già anticipato, il BTP Valore 2027 avrà un premio di fedeltà per chi acquista il titolo nei primi giorni di collocazione e lo deterrà fino alla scadenza. La novità è che è stato comunicato il valore di questo premio, pari al 5 per mille dell’importo investito (0,5%)

Per quanto riguarda le cedole del BTP Valore 2027, il Tesoro ha optato per dividere i quattro anni di durata in due livelli di rendimento che saranno pagate ogni sei mesi con tassi crescenti. Secondo il meccanismo step-up.

BTP Valore 2027: novità su rendimento e tassi da giugno

I tassi minimi garantiti del BTP Valore 2027 saranno:

  • 3,25% per il 1° e 2° anno;
  • 4,00% per il 3° e 4° anno.

Il codice ISIN del titolo durante il periodo di collocamento è IT0005547390.

Altre caratteristiche da sapere sul BTP Valore 2027 sono l’importo minimo fissato a 1.000 euro, la tassazione agevolata al 12,5% e l’esenzione delle imposte di successione tipiche anche dei BTP Italia

Il titolo sul mercato MOT avrà un prezzo di 100 e potrà essere acquistato senza commissioni direttamente in banca. La chiusura potrà essere anticipata al massimo il 7 giugno alle 17:30. 

Dalle ore 9 del 5 giugno alle 13:30 del 9 giugno il titolo sarà venduto agli investitori retail.

Cosa sono i BTP Valore? Rendimento, caratteristiche e informazioni utili sui nuovi Titoli di Stato

BTP Valore: cosa sono? Caratteristiche, rendimento e come funzionano

Cosa sono i nuovi BTP Valore annunciati dal Dipartimento del Tesoro e quali le loro caratteristiche, dal rendimento al premio fedeltà? Si tratta di obbligazioni di Stato con scadenza nel 2027. Sono bond davvero particolari, pensati per i piccoli risparmiatori che potranno investire con agevolazioni e in maniera semplificata. Ecco tutte le informazioni utili sulle caratteristiche dei BTP Valore, dal rendimento alle modalità di sottoscrizione. 

BTP Valore, cosa sono

Prima di spacchettare tutte le caratteristiche dei BTP Valore, dal rendimento alla scadenza, vale la pena di definire questi nuovi strumenti pensati dal MEF. I BTP Valore sono una nuova tipologia di Buoni del Tesoro Poliennali, ovvero dei titoli di Stato italiani a medio-lungo termine emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Si distinguono dagli altri bond perché dedicati esclusivamente ai risparmiatori al dettaglio (quello che viene chiamato “mercato retail”), quindi non potranno partecipare all’emissione banche, fondi di investimento e investitori istituzionali. La prima emissione dei BTP Valore è prevista tra il 5 e il 9 giugno 2023 (fino alle ore 13, salvo chiusura anticipata). 

I BTP Valore sono l’ultima novità dei bond italiani. Sull’app di Young Platform nella sezione “News” puoi trovare le ultime notizie sulla finanza tradizionale e sull’economia emergente delle criptovalute.

Scopri Young Platform

BTP Valore: caratteristiche e rendimento

Per comprendere al meglio cosa sono occorre studiare a fondo le caratteristiche dei BTP Valore, che rispecchiano il target per cui sono pensati, ovvero quello dei piccoli risparmiatori. Le modalità di partecipazione all’emissione di questi bond infatti è stata semplificata al massimo rispetto alle consuete aste, e adattata per favorire gli investitori individuali. 

I nuovi BTP Valore avranno durata di 4 anni e un premio di fedeltà del 5 per mille e quindi un rendimento extra, per chi li deterrà fino alla scadenza. Potranno essere sottoscritti senza commissioni direttamente in banca, all’ufficio postale o anche tramite home banking (se supporta funzioni di trading). 

Tra le più interessanti caratteristiche dei BTP Valore sicuramente la cedola iniziale, questi sono i tassi minimi garantiti e quindi il rendimento:  

  • 3,25% per il 1° e 2° anno;
  • 4,00% per il 3° e 4° anno.

Il codice ISIN del titolo durante il periodo di collocamento è IT0005547390.

In linea con gli altri bond italiani, l’importo minimo di acquisto del BTP Valore è di 1.000 euro. Non esiste però un tetto massimo. Questo significa che tutti potranno aggiudicarsi i titoli richiesti. Il bond potrà essere ceduto interamente anche prima della scadenza. 

Per quanto riguarda il rendimento dei BTP Valore, si applica la tassazione agevolata al 12,5% e l’esenzione dalle imposte di successione su cedole e premio fedeltà. 
Visto cosa sono i nuovi BTP Valore e le loro caratteristiche, aspettiamo  aspettiamo l’inizio dell’emissione che si protrarrà dal 5 al 9 giugno.  

Sei sul blog di Young Platform, la piattaforma italiana per comprare criptovalute. Qui puoi trovare le ultime novità su blockchain, Bitcoin e Web3. Raccontiamo da vicino questa economia emergente con un occhio alla finanza tradizionale, così hai tutto quello che ti serve per entrare nella nuova era del denaro. 

Crypto news: migliori e peggiori di maggio 2023

Crypto news, maggio 2023: migliori e peggiori del mese

Quali sono state le crypto migliori e peggiori del mese? Ecco le news di maggio 2023

Tra tutte le crypto news di maggio 2023 ti sei pers* le monete migliori e peggiori? Anche se nell’ultimo mese il mercato non ha visto grandi sconvolgimenti, alcuni progetti si sono contraddistinti per movimenti di prezzo e aggiornamenti interessanti (tipo: la DeFi su Bitcoin?!). 

Crypto news: le migliori di maggio 2023 

Chiunque si interessi alle crypto news e segua con attenzione il mercato avrà già intuito. Le migliori di maggio 2023 per quanto riguarda il movimento di prezzo sono state Ripple (XRP) e Litecoin (LTC) che si sono portate a casa rispettivamente un +8.54% e un +5.27% su base mensile. 

Ripple ha dato il meglio la settimana scorsa, quando, a differenza della maggior parte delle monete che nelle ultime settimane hanno percorso movimenti laterali, si è mossa al rialzo. Oggi il prezzo si aggira intorno ai 48 centesimi di dollaro. Il movimento positivo potrebbe essere stato sostenuto dalla fiducia degli holder e dalle buone notizie sulla causa SEC. 

Litecoin invece è stata la crypto migliore nella terza settimana di maggio in cui in pochi giorni è passata da un valore di 78$ a 94$ registrando un +20%! Una piccola bull run in un momento non particolarmente attivo per il resto del mercato. La performance positiva di LTC sembra essere legata alla narrativa sull’halving previsto per i primi giorni di agosto

Tra le migliori di maggio anche Bitcoin 

Gli entusiasti di crypto news sapranno forse anche questo: nel mese appena passato, anche Bitcoin si è guadagnata un posto tra le migliori. Anche se non abbiamo assistito a particolari movimenti di prezzo, il network è stato sotto i riflettori per l’enorme successo degli Ordinals, ovvero degli NFT su Bitcoin. Nel mese di maggio la quota delle “inscription” ha toccato quota 10 milioni, e questa nuova tecnologia ha aperto la strada a nuove applicazioni di Bitcoin. Grazie allo standard BRC-20 ora è possibile creare token direttamente sulla blockchain di BTC, tanto che si comincia a parlare di “BitFi” ovvero la finanza decentralizzata su Bitcoin. Di questo trend hanno beneficiato soprattutto i miner che hanno incassato circa 35 milioni di dollari per le commissioni legate agli Ordinals. 

Tether

Tra le crypto migliori di maggio 2023, una menzione va a Tether (USDT), la famosa stablecoin ancorata al dollaro statunitense. Stando alle ultime news comunicate dall’azienda che dietro al progetto,nel primo trimestre del 2023 i profitti sono stati di 1,48 miliardi di dollari edè stato toccato il picco del valore delle loro riserve (2,44 miliardi di dollari). Di questi profitti, il 15% verrà destinato all’acquisto di Bitcoin

Inoltre da gennaio, la supply dominance di USDT, ovvero la percentuale che occupa nel mercato delle stablecoin, è aumentata del 13% (Glassnode). 

Crypto news: le peggiori di maggio 2023

Le crypto news sul mercato hanno portato anche qualche flop (che può essere comunque un’opportunità per comprare a “prezzi scontati”). A livello di prezzo, le peggiori di maggio 2023 sono state Avalanche (AVAX), Decentraland (MANA) e Polkadot (DOT). Finito l’hype per la sua conferenza annuale Avalanche ha registrato -15.88% su base mensile, MANA invece, il token di Decentraland, è sceso del -13.90%. Il metaverso su Ethereum però si prepara ad ospitare il Metaverse Pride dal 27 al 29 giugno, gli eventi in programma attireranno nuova volatilità? 

Anche Polkadot è in aria di eventi, questa volta IRL (in real life). Dal 28 al 29 giugno a Copenhagen si svolgerà “Polkadot Decoded” la conferenza dedicata alla community e agli sviluppatori del network multi-chan (qui puoi leggere il riassunto dell’edizione 2022). Il prezzo di DOT a maggio è sceso del -10.54%. 

È tutto per questo recap delle crypto news di maggio 2023! L’ultimo mese ha visto il trionfo di Ripple, Litecoin e Bitcoin, ma in questo mercato anche i più esperti possono avere difficoltà nel prevedere gli andamenti. Se ti interessa comprare criptovalute ma i grafici e le previsioni non fanno per te, puoi valutare di impostare un Salvadanaio con cui acquistare regolarmente le crypto migliori di maggio 2023 e tante altre!

Tassazione criptovalute: tutto sulla normativa in vigore in Italia nel 2023 

tassazione criptovalute

Cosa dice la prima legge in Italia sulla tassazione delle criptovalute? Tutte le novità e come funziona la dichiarazione

La tassazione sulle criptovalute in vigore in Italia dal 2023 è tra le novità più importanti nel settore. La regolamentazione è iniziata in parallelo con il MiCA europeo e con la Legge di Bilancio nazionale, facendo sempre maggiore chiarezza sulla definizione delle crypto e le relative tasse. Un notevole passo avanti a favore dell’adozione.

Prima del 2023, non era mai stata fornita alcuna definizione a livello legislativo dal governo, tanto meno delle direttive. Il campo era in mano all’Agenzia delle Entrate e alle libere interpretazioni dei vari professionisti. L’unica opzione temporanea fornita dall’AdE con una risoluzione ad hoc era quella di considerare le criptovalute come valute estere, all’interno della dichiarazione dei redditi. Tuttavia, se si conosce la tecnologia blockchain, è chiaro che le crypto non hanno confini o sedi, dunque non possono essere definite “estere”. Da quest’anno finalmente questo paradosso cessa di esistere. Dunque, come vengono considerate dal fisco? In questa guida faremo luce su tutte le informazioni utili riguardanti la tassazione delle criptovalute in vigore in Italia nel 2023. 

Tassazione criptovalute: la definizione fiscale

La principale novità sulla tassazione delle criptovalute è la definizione di queste ultime. La parola chiave della legge di Bilancio infatti è cripto-attività. Con questo termine ombrello si è scelto di includere nella definizione e regolamentazione non solo le criptovalute, ma anche tutti i token e le altre attività basate su blockchain, compresi gli NFT. Al momento si parla di currency token (stablecoin e CBDC), utility token, NFT e security token, tuttavia sono concetti ancora da chiarire con le normative attuative.

Citando la Legge, per cripto-attività si intende: “rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga”.

Vediamo nei prossimi paragrafi tutte le implicazioni di questa definizione.

Tassazione criptovalute: l’imposta sulle plusvalenze e altri proventi

Andiamo subito alle questioni di maggiore impatto nella vita di tutti i giorni: il pagamento delle imposte. Quando avviene, e a quanto ammonta?

L’imposta si applica alle plusvalenze e altri proventi realizzati durante l’anno fiscale oltre i 2000€, con un’aliquota del 26%.

Qui il passaggio della legge: “le plusvalenze e gli altri proventi realizzati mediante rimborso o cessione a titolo oneroso, permuta o detenzione di cripto-attivita’, comunque denominate, non inferiori complessivamente a 2.000 euro nel periodo d’imposta.”

Chiariamo i concetti di base per i meno esperti sulla tassazione delle criptovalute, facendo alcune doverose precisazioni.

Le plusvalenze e minusvalenze sono rispettivamente i profitti e le perdite realizzati tramite la permuta di criptovalute, ossia la conversione da cripto-attività a valuta fiat o diverso tipo di cripto-attività. 

Non rientrano tra le attività fiscalmente rilevanti:

  • Conversioni da cripto-attività a cripto-attività dello stesso tipo, ad esempio da BTC a ETH. Infatti: “Non costituisce una fattispecie fiscalmente rilevante  la  permuta  tra  cripto-attivita’ aventi eguali caratteristiche e funzioni

Rientrano tra le attività fiscalmente rilevanti:

  • Conversioni da cripto-attività a fiat anche senza prelevare queste ultime
  • Conversioni da cripto-attività a fiat su qualunque exchange o wallet sia italiano che estero
  • Conversioni da cripto-attività di un tipo a cripto-attività di un altro, ad esempio acquisti o vendite di NFT con criptovaluta.
  • Acquisti di beni o servizi con cripto-attività. 

Riguardo le minusvalenze, in particolare, queste vanno algebricamente sommate alle plusvalenze, ma possono anche essere scorporate sui periodi successivi, ma solo se di importi superiori ai 2000€ e non oltre il quarto periodo. 

Inoltre è ancora da definirsi se considerare minusvalenze le perdite non dovute all’andamento di mercato, quali: smarrimento di chiavi private, frodi, attacchi informatici o fallimenti di exchange o altri servizi in cui i fondi non sono stati restituiti agli utenti.

La legge inerente la tassazione delle criptovalute parla delle plusvalenze, ma anche di “altri proventi” o “redditi diversi di natura finanziaria”. Con queste parole si indicano operazioni come staking, yield farming, lending, airdrop, cashback, che rientrano nel calcolo delle plusvalenze imponibili con gli stessi criteri. Secondo una possibile interpretazione anche il mining costituirebbe “reddito diverso”. Tuttavia questa attività potrebbe anche essere considerata cessione a titolo oneroso: si attendono chiarimenti.

Tornando alla normativa sulla tassazione delle criptovalute, l’aliquota è rimasta invariata al 26% e viene applicata al totale delle plusvalenze e degli altri proventi annuali.

Prima della tassazione: come funziona la dichiarazione

Mettiamo le cose in chiaro: rimane l’obbligo di dichiarare le proprie cripto-attività, in modo da consentire il monitoraggio fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ma come funziona?

Si compila sempre il quadro RW, dove si specifica il valore iniziale delle cripto-attività e quello finale al 31/12. Nel caso di plusvalenze, si compila anche il quadro RT con il metodo LIFO, ossia assumendo che le ultime unità acquistate siano le prime ad essere state vendute.

Sulle fonti da consultare per determinare il valore delle cripto-attività o sulle modalità di calcolo, non c’è menzione nel testo della legge, che raccomanda solamente di utilizzare dati certi e precisi. Attenzione: in caso il contribuente non specifichi il costo iniziale delle cripto-attività, questo sarà considerato pari a zero, aumentando quindi significativamente il calcolo delle plusvalenze.

Per dichiarare crypto di anni precedenti a quello interessato, il valore da considerare è quello al 1 gennaio dell’anno in corso. 

Per quanto riguarda invece acquisti di cripto-attività per successione (eredità) o donazione, si assume come valore iniziale quello dichiarato o trasmesso.

Riguardo il valore delle cripto-attività, mancano specifiche su come considerare quello degli NFT.

Un punto molto interessante è quello sul regime di risparmio amministrato: la normativa include la possibilità agli exchange e servizi simili residenti in Italia di diventare sostituti d’imposta, il che solleverebbe i loro utenti dal compito della dichiarazione. Anche su questo tema sono necessari diversi chiarimenti da parte delle istituzioni.

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Come fare la dichiarazione nel 2023?

Arriviamo alle questioni urgenti: che fare quest’anno? 

Innanzitutto, la legge è entrata in vigore dal 1° gennaio 2023, tuttavia specifica che la dichiarazione dei redditi del 2022 va compilata quest’anno secondo le regole precedenti, ossia considerando le criptovalute come valute estere, e che questa dichiarazione è obbligatoria. Le nuove norme si applicheranno invece durante le pratiche del 2024 sui redditi del 2023.

Come mettersi in regola per gli anni precedenti

Se quest’anno ti trovi per la prima volta a dichiarare le tue cripto-attività, o hai saltato qualche anno, hai l’occasione di dichiarare anche quelle detenute durante gli anni precedenti al 2022 presentando un’“istanza di emersione” tramite l’apposito modello. Naturalmente per mettersi in regola è richiesto il versamento di una mora, ma questa è ridotta grazie alla sanatoria e dipende da alcune condizioni.

  • Non avevi compilato la dichiarazione e non avevi realizzato plusvalenze – la  sanzione ammonta al 0,5% annuo calcolato sul valore delle cripto-attività non dichiarate, per ogni anno non dichiarato. 
  • Non avevi compilato la dichiarazione e avevi realizzato plusvalenze – in questo caso si paga sia la sanzione per la mancata dichiarazione che quella sul mancato pagamento delle imposte: 0,5% + 3,5% annuo sul valore delle cripto-attività detenute al termine di ciascun anno oppure al momento della cessione.

Attenzione però: queste sono le misure imposte dal fisco, che non escludono eventuali procedure penali.

La sanatoria in ogni caso è al vaglio di costituzionalità poiché di fatto se la legge è in vigore dal 2023, non potrebbe essere retroattiva per il 2022.

Novità: l’imposta di bollo

La novità più criticata sulla tassazione delle criptovalute è sicuramente il versamento del bollo del 2 per mille sul totale detenuto in cripto-attività, in quanto trova scarsa giustificazione. Al momento sappiamo solamente che la prima scadenza è per il 30 giugno 2024.

La rivalutazione e imposta sostitutiva del 14% 

La nuova norma sulla tassazione delle criptovalute prevede anche l’affrancamento (o rivalutazione) delle cripto-attività, da richiedere entro il 30 Settembre 2023

Questo significa che è possibile dichiarare il valore di ogni cripto-attività al 1° gennaio 2023 invece che alla data effettiva di acquisto e versare un’imposta sostitutiva del 14% in 3 rate annuali invece che il 26%. In questo caso però le minusvalenze non si potranno dedurre, ma verranno considerate solo le plusvalenze per calcolare l’imponibile.

Questa opzione può essere conveniente per gli early adopters, ossia coloro che hanno acquistato criptovalute diversi anni fa, le hanno conservate e hanno realizzato un elevato guadagno durante il 2023. In questo caso la rivalutazione ridurrebbe le plusvalenze e di conseguenza anche le imposte dovute.

L’onere di prova

Queste sono le principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio. A questo punto potrebbero sorgere diverse domande.

Ad esempio: come fa l’Agenzia delle Entrate, allo stato dell’arte, a verificare che le attività dichiarate corrispondono al vero?

Attualmente, non ha risorse sufficienti per farlo, tuttavia è necessario prepararsi a questa eventualità. L’”onere di prova”, ossia a carico di chi sia il dovere di dimostrare l’autenticità di quanto dichiarato, non è ancora specificato dalla legge. 

Al momento, inoltre, gli exchange sono obbligati a richiedere la verifica dell’identità (KYC) e a fornire alle autorità dati sugli utenti a fini di antiriciclaggio e prevenzione di attività criminali, perdipiù con la nuova direttiva europea gli exchange saranno obbligati a fornire dati sulle transazioni degli utenti anche alle autorità fiscali.

Queste informazioni potrebbero comunque essere incomplete per quanto riguarda operazioni che esulano dagli exchange e altri servizi centralizzati. Di conseguenza, può essere conveniente preparare delle dimostrazioni in anticipo. Screenshot, ricevute e reportistica possono aiutare in caso di richieste di approfondimento o multe.

Cosa cambia, cosa resta uguale e i punti da definire

La regolamentazione è appena nata e si sta formando: facciamo dunque un riepilogo delle novità per il 2023 e a che punto siamo sulla tassazione delle criptovalute.

Cosa resta uguale

Ci sono alcuni punti fermi che ci portiamo dagli anni scorsi: 

  • l’aliquota del 26% (eccetto in caso di rivalutazione)
  • l’obbligo di dichiarazione

Cosa cambia

I cambiamenti sono numerosi:

  • Viene meno l’assimilazione alle valute estere
  • La definizione di cripto-attività
  • La definizione di “altri proventi”
  • La definizione approfondita di plusvalenze
  • La plusvalenza minima fiscalmente rilevante di 2000€
  • La sanatoria per gli anni precedenti
  • Il pagamento dell’imposta di bollo
  • La possibilità di rivalutazione

Cosa resta da definire

Nel corso dei mesi alcuni punti sono stati interpretati da diversi professionisti, ma ci sono ancora numerose questioni da approfondire da parte della legge.

  • Se la sanatoria sia obbligatoria, in quanto la legge non può essere costituzionalmente retroattiva.
  • L’inquadramento del mining
  • Se le cripto-attività sono da includere nell’ISEE
  • Quali valori dichiarare per gli NFT
  • Di chi sia a carico l’onere di prova
  • Come gli exchange possano diventare sostituti d’imposta
  • Se considerare minusvalenze i fondi perduti per fallimenti di servizi, frodi o smarrimento di chiavi private
  • Le definizione delle categorie di cripto-attività e di conseguenza quali sono le permute imponibili

Tassazione criptovalute Italia 2023: come prepararsi

Di seguito, alcune cose che puoi fare per gestire al meglio il monitoraggio delle tue cripto-attività:

  • Pianifica le tue vendite: se prevedi di vendere criptovalute o realizzare altro tipo di plusvalenze, puoi farlo in modo strategico per evitare che l’impatto fiscale azzeri i tuoi profitti.
  • Scarica ricevute ed estratti conto: dalla tua banca o servizio di pagamento in fiat puoi richiedere le ricevute di bonifici o pagamenti verso exchange ed altri servizi crypto.
  • Scarica i report e cronologia delle transazioni: ottieni i report da ogni piattaforma crypto che utilizzi, quindi exchange, wallet e servizi CeFi. Young Platform fornisce un Report Fiscale che considera la tua attività sia sull’exchange che su Metamask. 
    NB: Archivia tutto con cura in modo da ritrovare questi documenti e prove in futuro.
  • Consulta un professionista: se non sei sicur* di come gestire la tassazione delle criptovalute, rivolgiti a un commercialista o a un consulente fiscale esperto in materia. Loro sapranno guidarti attraverso il processo e assicurarsi che tu rispetti tutte le norme fiscali.

Seguiremo i prossimi sviluppi e terremo questo articolo aggiornato. Intanto, questo è tutto quello che devi sapere sulla legge in Italia per la tassazione delle criptovalute nel 2023.