Cos’è Chat GPT? Tutto sull’intelligenza artificiale per scrivere testi

Crypto e intelligenza artificiale (AI): il fondo di Grayscale

Che cos’è Chat GPT? Scopri l’intelligenza artificiale del momento usata per scrivere testi, rispondere a domande complesse, elaborare programmi informatici

Che cos’è Chat GPT, l’intelligenza artificiale utilizzata anche per scrivere testi? Si tratta di un’applicazione che si basa sul modello di deep learning GPT-3 sviluppata da Open AI, una società con sede a San Francisco fondata da Elon Musk nel 2015. Parliamo di un chatbot progettato per interagire con gli utenti come avviene in una normale conversazione in chat. Per elaborare da un articolo come questo a una stringa di codice html. Il tutto grazie al pressoché infinito bacino di risorse che consulta in millesimi di secondo e alla sua capacità di comprendere il linguaggio umano. Il chatbox è stata rilasciata alla fine del 2022 mentre a febbraio del 2023 è uscita la versione successiva, Chat GPT-4.

Le opinioni su Chat GPT sono contrastanti. C’è chi è entusiasta perché vede nell’intelligenza artificiale uno strumento che semplificherà il lavoro quotidiano. E chi, probabilmente influenzato dalle innumerevoli pellicole di fantascienza che trattano la questione, teme uno epilogo distopico della situazione. Scopri che cos’è Chat GPT e come usare questa intelligenza artificiale per scrivere testi.

Chat GPT: cos’è davvero

Il primo punto da cui partire è senza dubbio quello delle chiarificazioni concettuali. Capire cos’è Chat GPT è infatti il primo step da compiere prima di addentrarsi nel “come usare” questa intelligenza artificiale. L’applicazione di Open AI utilizza il GPT (Generative Pre-trained Transformer), un modello di elaborazione del linguaggio basato sul deep learning, una forma di apprendimento automatico che si serve della tecnologia del machine learning. In altre parole Chat GPT è stata addestrata per scrivere testi comprensibili dagli esseri umani da OpenAI attraverso una grandissima quantità di informazioni.

È una vera e propria chat, alla vista non dissimile da quelle che utilizziamo quotidianamente. La grande differenza è che a rispondere ai messaggi dall’altra parte dello schermo, invece che una persona reale, c’è un’intelligenza artificiale. Questa AI comprende ciò che scriviamo e risponde in modo coerente e appropriato alle domande che le poniamo. Chat GPT è anche in grado di comprendere il contesto delle conversazioni e utilizzare uno specifico tono di voce coerente con le richieste degli utenti.   

Come funziona Chat GPT?

Una volta capito cos’è Chat GPT vale la pena di addentrarsi nelle sue funzionalità. L’intelligenza artificiale di OpenAI è una delle più avanzate AI per scrivere testi in linguaggio naturale. Questa chatbot è stata progettata per essere “linguisticamente generica”. Ciò significa che è in grado di generare testi simili a quelli che potrebbe elaborare un essere umano attraverso l’utilizzo di una vastissima gamma di contenuti. Basta chiedere e Chat GPT ti risponderà.

In quanto intelligenza artificiale per scrivere testi, Chat GPT sa comporre racconti fantastici, testi per canzoni, post per social media e poesie nello stile dei più grandi poeti. Non importa in che lingua formuli le domande o le richieste, poiché è anche in grado di tradurre istantaneamente. Per darti un’idea di cosa può fare, le abbiamo chiesto di scrivere una poesia dedicata a Bitcoin in stile dantesco. Questo è stato il risultato:

“Lì, il valore non è determinato

Da banchieri o dalle leggi del mercato,

Ma dalla fede e dalla fiducia

Che gli utenti hanno nel loro sistema.

E così giunsi al Bitcoin, moneta nuova

che regna sui mercati del mondo intero

con potenza e forza senza pari.

O Bitcoin, tu che sei il futuro in cerca,

guida i nostri passi verso la luce

e donaci la saggezza che ci serve”.

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Chat GPT è anche capace di scrivere linee di codice utilizzando i più famosi linguaggi di programmazione, ed è quindi uno strumento interessante anche per sviluppatori. È in grado di leggere e scrivere nei linguaggi di programmazione per lo sviluppo di applicazioni blockchain, come ad esempio Solidity, in cui è programmato Ethereum e riesce a scovare eventuali vulnerabilità presenti al loro interno.

Microsoft, che ha investito in questa applicazione 10 miliardi di dollari, ha integrato la chatbox nel suo motore di ricerca, Bing. Il browser e l’intelligenza artificiale intelligenza artificiale per scrivere testi collaborano in modo da restituire risposte sempre più esaustive e complete alle ricerche degli utenti. Anche Google ha deciso di espandersi in questo settore, attraverso il lancio di Bard, la sua intelligenza artificiale attualmente in fase di beta.

Come usare Chat GPT?

Nonostante sia uno strumento che dipende da una tecnologia complessa, utilizzarlo per scrivere testi e non solo è molto semplice. Per usare Chat GPT ti basta accedere al sito ufficiale e registrarti. In un primo momento il servizio di Open AI era stato sospeso dal garante della privacy italiano, che ha sancito lo stop all’applicazione finché non rispetterà le normative vigenti. 

Ora Chat GPT è stato sbloccato, una volta completata la registrazione potrai sbizzarrirti ponendo all’AI domande complicate, come ad esempio: “spiegami come funziona un computer quantistico”. Oppure potrai usare Chat GPT per scrivere il codice Python di un giochino semplice.

Chat GPT-4: le novità

Neanche il tempo di sfruttare a pieno tutte le funzionalità della prima versione che Open AI ha già rilasciato quella nuova. Cos’è Chat GPT-4? L’ultimo modello di chatbox dell’azienda che interpreta anche le immagini. Oltre alla nuova multimodalità (capacità di interpretare sia testi che immagini), la versione 4 è anche più precisa nelle risposte e riesce a gestire testi molto più lunghi. Se nella versione precedente l’intelligenza artificiale riusciva a scrivere testi o documenti di massimo 3.000 vocaboli, la nuova versione riesce a “digerire” fino a di 25.000 parole

Chat GPT-4 si è dimostrata efficace nel fornire risposte convincenti al supporto tecnico, nell’aiutare gli avvocati a preparare le cause e nel fornire ai medici procedure di diagnosi per alcune malattie. I miglioramenti apportati all’ultima versione non si limitano all’elaborazione del linguaggio naturale ma coinvolgono anche la capacità di scrivere codice. Chat GPT-4 è in grado, per esempio, di programmare in autonomia un sito web utilizzando Javascript e HTML. 

La chatbox di Open AI però, nonostante sia incredibilmente smart, non è ancora in grado di elaborare informazioni in tempo reale a differenza di Bard. La quarta versione di Chat GPT, come la terza, attinge ancora le informazioni da un database limitato alla data dell’ultimo aggiornamento. Al momento è possibile utilizzare GPT-4 soltanto abbonandosi a Chat GPT Plus, il servizio premium che era già a disposizione degli utenti per la “vecchia” versione al costo di 20$ al mese. 

Ora che sai cos’è Chat GPT, l’intelligenza artificiale per scrivere testi e come funziona, la introdurrai nella tua quotidianità per migliorare e velocizzare il tuo lavoro, quando ovviamente verrà sbloccata?

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Airdrop crypto: la lista dei più importanti da conoscere

Airdrop crypto: la lista dei più importanti da conoscere

Qual è stato l’airdrop crypto più sostanzioso? E quello a cui hanno partecipato più persone? Ecco la lista dei più importanti

La lista degli airdrop crypto più famosi ci porta dentro la storia di tutto il settore. Oggi non è insolito vedere un protocollo che rilascia il suo token agli utenti più attivi della sua community, ma quand’è che questa pratica ha preso piede? Il primo airdrop crypto risale al 2014 quando venne distribuito Auracoin (AUR), soprannominato il “Bitcoin islandese”. Ma è solo dopo l’iniziativa di Uniswap che gli airdrop si sono evoluti diventando una parte fondamentale dei progetti nati su Ethereum. 

Oggi sono usati come strategia di marketing, per suscitare entusiasmo intorno a un network o per migliorare la decentralizzazione coinvolgendo la community. Conoscere la lista dei più importanti del passato può essere utile per imparare le tecniche più utilizzate e prepararsi alle prossime opportunità!

L’’airdrop crypto che ha fatto la storia: Uniswap 

Quello di Uniswap è stato uno dei più importanti e famosi airdrop crypto. Dopo AUR questa pratica è stata adottata solo in casi isolati fino a quando nel 2020 l’exchange decentralizzato ha deciso di distribuire il suo utility token UNI. 

Questo è stato un punto di svolta e ha gettato le basi per quella che sarebbe diventata la principale modalità di promozione e ingresso nel mercato di una criptovaluta

La distribuzione di UNI si è distinta per l’entità dei token elargiti e per lo scopo, Uniswap infatti non aveva bisogno di pubblicità. Prima dell’airdrop il volume degli scambi del DEX raggiungeva già i 20 miliardi di dollari. Uniswap aveva deciso però di distribuire il suo token per coinvolgere gli utenti nella governance del protocollo, chi possiede UNI infatti può dire la sua sulla direzione del progetto. 

Così il 17 settembre 2020 ben 250.000 indirizzi, che avevano precedentemente usato il protocollo, hanno ricevuto circa 400 UNI ciascuno. Con eccezione degli user storici e dei liquidity provider che hanno ricevuto una cifra più alta. 

La maggior parte degli utenti ha rivenduto i token ricevuti nei primi giorni, quando il prezzo di UNI era di $2-$4. Ma il valore del token è salito vertiginosamente all’inizio del 2021 fino a raggiungere il picco dei 41$. A queste cifre l’airdrop per un utente medio avrebbe avuto un valore di 12.000 dollari. I wallet che non hanno mai toccato l’airdrop ricevuto, da veri hodler, rimangono in attivo. 

Insomma l’ottica a lungo termine ha premiato i proprietari dei token che hanno scelto di non vendere. Anche tu puoi mettere da parte UNI grazie al nuovo Salvadanaio! 

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Uniswap ha fatto la storia del settore, da allora la community ha iniziato ad aspettarsi un airdrop crypto da ogni nuovo progetto. E i protocolli affinano le tecniche per sfruttare al meglio questa possibilità di interazione con i loro utenti. 

Optimism: una strategia su due fasi

Nella lista degli airdrop crypto più importanti  segue quello di Optimism, più recente ma altrettanto famoso. Questo Layer 2 di Ethereum ha deciso di dividere la distribuzione del token OP su due fasi. La prima datata 2022 ha visto il rilascio di più di 200 milioni di token a 250.000 early adopter del protocollo. Si stima che ciascuno abbia ricevuto una controparte dai 3.000 ai 30.000 dollari in un solo giorno. Data la mole delle ricompense, il primo airdrop di OP ha fatto scintille nella community.

Durante la seconda fase a inizio 2023 il numero di token spartiti tra 300.000 indirizzi è stato di 11,7 milioni. Per ricevere quest’ondata di OP, è stato necessario essere attivi anche nella governance del protocollo. In media ogni utente ha ricevuto 39 OP per un valore intorno ai 100 dollari. 

Arbitrum: l’airdrop crypto da record

Un altro enorme successo è stato l’airdrop di ARB, il token del Layer 2 di Ethereum avvenuto il 23 marzo 2023. In questo caso la distribuzione, che ha attirato tantissimi utenti dalle varie community, è coincisa con il lancio vero e proprio nel mercato del token. 

La quantità di ARB ricevuti è stata calcolata sulla base del numero e alla frequenza di transazioni eseguite sul network nei mesi precedenti. Sono stati distribuiti 1.275 miliardi di token a un totale di  625.143 wallet con i requisiti giusti. Il prezzo di ARB al lancio è stato di 1,23$. 

Per il network è stato un vero record di utenti, e le interazioni, secondo le ultimissime analisi di Nansen, sono rimaste elevate anche dopo l’airdrop. Un sintomo di solidità e fiducia nel progetto da parte degli utenti che non sono stati meramente attratti dalla promessa di “soldi gratis”. 

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ENS, l’airdrop più generoso

La lista degli airdrop crypto più importanti da conoscere si conclude con il progetto di domini NFT su Ethereum: ENS. Nel 2021 i primi acquirenti dei domini sono stati ricompensati con 25 milioni di token del valore di 85 dollari al momento della distribuzione. La quantità di token è stata calcolata considerando la data di acquisto del dominio e la durata della registrazione, i “livelli” più bassi hanno ricevuto in media 200 ENS, quelli medi 500, i partecipanti più attivi si sono portati a casa fino a 1.000 ENS. Guadagnano nel migliore dei casi fino a 85.000 dollari!

L’obiettivo principale dell’airdrop crypto di ENS era quello di coinvolgere la community nei processi di governance della DAO. Per questo uno dei membri originari del team, conosciuto come brantly.eth, aveva lanciato lo slogan “non vi è stato consegnato denaro gratuito, ma responsabilità”.

Nel 2022 il 23,9% di chi ha ricevuto l’airdrop era ancora in possesso dei token. 

La lista degli airdrop crypto più importanti ci regala diversi spunti per comprendere uno dei meccanismi intrinseci di questo mondo ovvero la centralità degli utenti, soprattutto quelli che credono in un progetto fin dall’inizio. 

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Riunione BCE: i tassi di interesse salgono ancora. Tutte le novità

tassi BCE

Cosa è successo nella riunione BCE del 15 giugno? Un nuovo aumento dei tassi di interesse, ma non solo. Le novità 

La riunione BCE di giugno ha portato, tra le novità, un altro aumento dei tassi di interesse. Nonostante il rallentamento dell’inflazione e l’entrata in recessione tecnica dell’Eurozona, Christine Lagarde ha annunciato un ulteriore rialzo del costo del denaro. Al contrario delle linee guide della Fed per gli Stati Uniti, le politiche restrittive nel vecchio continente non si fermano, nemmeno per una pausa. Ecco cosa è successo durante la riunione BCE di oggi e le novità elaborate dal Consiglio Direttivo. Dai nuovi tassi di riferimento alle previsioni di crescita e inflazione.

Riunione BCE giugno 2023: novità sui tassi di interesse

Durante la riunione BCE di giugno è stato deciso un nuovo aumento dei tassi di interesse di 25 punti base. Come si può leggere nel comunicato ufficiale, nonostante i dati sull’inflazione siano migliorati questa continua ad essere troppo alta e la Banca Centrale continua a mirare all’obiettivo del 2%. 

Così, con l’ultima novità partorita in sede di riunione BCE i tassi si attestano tra il 3,50% e il 4%

La banca centrale sembra soddisfatta degli sforzi per combattere il carovita: “i costi di finanziamento sono aumentati fortemente e la crescita dei prestiti sta rallentando. L’inasprimento delle condizioni di finanziamento è uno dei motivi principali per cui si prevede un ulteriore calo dell’inflazione verso l’obiettivo, in quanto dovrebbe frenare sempre più la domanda.”

Come dimostrato dai dati sulla recessione tecnica, l’economia dell’Eurozona è in stallo. Questo in parte è dovuto alle politiche monetarie hawkish di questi mesi che hanno scoraggiato gli investimenti portando i cittadini al risparmio

La decisione della BCE nella sua ultima riunione di giugno non ha sorpreso i mercati. Nei giorni scorsi Lagarde non si è mostrata rassicurata rispetto ai dati sull’inflazione. La presidentessa della Banca Centrale ha fatto notare che nonostante il calo, gli indicatori rimangono alti e che non c’è certezza che il picco sia già stato raggiunto. Da queste dichiarazioni alcune previsioni sulla riunione BCE di giugno si sono orientate verso un nuovo rialzo dei tassi di interesse che effettivamente si è verificato. 

Tra gli esperti che preannunciavano un ulteriore rialzo c’era Camille de Courcel, la responsabile della strategia dei tassi europei di BNP Paribas, convinta che la BCE non taglierà i tassi prima del 2024.  

Secondo Vitor Constancio, ex vice-presidente della stessa istituzione (2010-2028), non è il momento di interrompere i rialzi, al limite di fare una pausa per verificare se il livello dell’inflazione continua a scendere. Constancio prevede che l’obiettivo di Lagarde dell’inflazione al 2% verrà raggiunto a metà dell’anno prossimo. 

Tutte le riunioni BCE hanno un impatto sia sul mercato finanziario tradizionale che su quello digitale. Monitora i prezzi delle criptovalute pre e post meeting!

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Previsioni su crescita e inflazione

Durante la riunione BCE sono state discusse anche le previsioni sull’inflazione e la crescita. Quest’ultimo è un aspetto particolarmente “caldo” alla luce della contrazione del PIL dell’Eurozona dello 0,1% che ha portato la recessione tecnica. 

Le proiezioni macroeconomiche di giugno dei funzionari vedono l’inflazione complessiva del 2023 al 5,4%, al 3% nel 2024 e al 2,2% nel 2025. Sono state abbassate anche le previsioni di crescita economica allo 0,9% nel 2023, del 1,5% nel 2024 e dell’1,6% nel 2025. 

Il verdetto della Banca Centrale Europea arriva il giorno dopo quello della Federal Reserve statunitense, chiamata allo stesso modo ad esprimersi sulla politica monetaria dei prossimi mesi. Le novità e le decisioni prese nella riunione BCE di giugno 2023 non sembrano aver subito la preoccupazione per la recessione tecnica. In quest’occasione sono stati confermati anche i tagli agli investimenti (quantitative tightening) per un meno 15 miliardi di euro a fine mese. 

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Riunione Fed Giugno 2023: i tassi rimangono fermi. Cos’è successo?

Riunione Fed, giugno 2023: tassi fermi, ma non è tutto

Le previsioni degli esperti sulla riunione Fed del 13 e 14 giugno 2023 si sono avverate. Ecco quello che è successo durante il meeting

La riunione Fed di giugno ha confermato le previsioni degli esperti, orientate verso una pausa dei rialzi dei tassi di interesse. Dall’anno scorso la Banca Centrale degli Stati Uniti ha alzato il costo del denaro10 volte (un ritmo così serrato non si vedeva dagli anni ‘80) con l’obiettivo di riportare l’inflazione all’obiettivo del 2%. 

Ieri con la decisione del FOMC, il comitato esecutivo della Fed, si è interrotta l’escalation che da 15 mesi ha visto un aumento dopo l’altro. Ecco cos’è successo durante la riunione Fed di giugno, non solo in termini di tassi di interesse, ma anche di previsioni su crescita e inflazione e l’attesissimo grafico Dot Plot

Riunione Fed giugno 2023: pausa sui tassi di interesse confermata

La maggior parte degli esperti che hanno avanzato le loro previsioni sulla riunione Fed di giugno e sui tassi di interesse, era convinta che la Banca Centrale questo mese avrebbe fatto una pausa. Per il CME FedWatch Tool, la Federal Reserve avrebbe sospeso i rialzi con una probabilità del 70% e così è stato. I tassi rimangono quindi nella fascia 5%-5,25%

Con voto unanime, la Banca Centrale ha deciso di non modificare il costo del denaro specificando però che si tratta solo di uno stop temporaneo e preannunciando due nuovi rialzi entro fine anno

Quello che è successo durante la riunione Fed di giugno ha a che fare principalmente con il rallentamento dell’inflazione a maggio. In concomitanza con il meeting sono stati resi noti i dati sul carovita calcolato con l’indice dei prezzi al consumo: l’inflazione negli Stati Uniti a maggio è scesa al 4% (il dato più basso da marzo 2021). 

Alla luce dell’esito della riunione Fed di giugno la previsione più accurata è stata quella di Jim Caron di Morgan Stanley. Secondo l’economista ci vuole tempo affinché l’effetto dei rialzi abbia un impatto sull’economia e il livello del 5% è sufficiente per riportare l’inflazione ai livelli target. Quella della Fed sembra infatti una “pausa di riflessione” per dare più tempo alla politica monetaria attuata negli ultimi mesi di rendersi effettiva. E verificare se la strada intrapresa è quella giusta. 

Nel comunicato del FOMC si può leggere che “gli indicatori recenti suggeriscono che l’attività economica continua a crescere a un ritmo modesto” e che “l’inflazione rimane elevata. Il sistema bancario statunitense è solido e resiliente. È probabile che condizioni di credito più restrittive per famiglie e imprese pesino sull’attività economica, sulle assunzioni e sull’inflazione. La portata di questi effetti rimane incerta. Il Comitato resta molto attento ai rischi di inflazione”

Riunione Fed giugno 2023: l’aggiornamento del grafico Dot Plot

I membri del FOMC hanno indicato le loro aspettative sui tassi futuri aggiornando il grafico Dot Plot. I punti si sono spostati decisamente verso l’alto, la previsione sui tassi di interesse è quella del 5,6% entro la fine del 2023. Questo conferma che la pausa della Fed per giugno 2023 non è definitiva: supponendo che nei prossimi mesi la Banca Centrale si muova con un aumento di un quarto di punto percentuale alla volta, dovrebbero verificarsi due nuovi rialzi. Secondo Bank America questi saranno a luglio e a settembre. La prossima riunione Fed è prevista da calendario per il 25 e 26 luglio.

La pausa della Fed e le reazioni della borsa

Nonostante la pausa e quindi un ammorbidimento della politica monetaria, la reazione iniziale dei mercati è stata negativa, gli investitori si sono concentrati sulle proiezioni della Banca Centrale per il resto dell’anno e quindi sui prossimi rialzi dei tassi di interesse. Lo S&P 500 ha guadagnato poco, salendo dello 0,08% e chiudendo a 4.372,59. Il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,39% chiudendo a 13.626,48, sostenuto dai guadagni di Nvidia e AMD.

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Crescita economica e inflazione

Cosa è successo alla riunione Fed di giugno sul fronte crescita economica e inflazione? Gli economisti della Banca Centrale hanno presentato anche gli ultimi dati su crescita e inflazione degli Stati Uniti.

Per il PIL l’aspettativa per il 2023 è al rialzo con un +1% rispetto alla stima dello 0,4% di marzo. L’ottimismo si è riscontrato anche per il tasso di disoccupazione che dovrebbe attestarsi al 4,1% contro il 4,5% previsto sempre a marzo. 

I funzionari hanno alzato la proiezione collettiva al 3,9% per l’inflazione core (che esclude acqua ed energia), in precedenza la stima era del 3,6%. 

Il meeting si è concluso il giorno prima di un altro attesissimo evento, quello sulla politica monetaria della BCE. Se quello che è successo durante la riunione Fed di giugno si può interpretare come un segnale ottimista, le previsioni per la Banca Centrale Europea ipotizzano nuove misure per combattere l’inflazione. 

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Il prezzo di Arbitrum (ARB) dal lancio alle ultime settimane. L’analisi completa

Il prezzo di Arbitrum (ARB) dal lancio ad oggi: l’analisi completa

Cosa devi sapere sul prezzo di ARB nelle ultime settimane? L’analisi e le informazioni utili

La storia del prezzo di ARB è relativamente recente, il token infatti è stato lanciato tramite un airdrop il 23 marzo 2023. In pochi mesi il progetto si è conquistato l’attenzione del mercato crypto per i suoi movimenti ma soprattutto per il suo ruolo all’interno dell’ecosistema di Ethereum. Arbitrum infatti si è rivelato presto il Layer 2 più utilizzato per scalare la blockchain n° 1 per la finanza decentralizzata e il Web3. Ora che è finalmente disponibile su Young Platform per la compravendita, vediamo l’analisi del prezzo di ARB dal suo lancio alle ultime settimane!

Prezzo Arbitrum (ARB), analisi: cos’è successo nelle ultime settimane?

Il primo step fondamentale da considerare nell’analisi del prezzo di ARB, è il suo ingresso nel mercato. In questa occasione il token è stato supportato da un ottimo valore intorno ai 1,23$ ed è entrato subito nelle prime 30 criptovalute per ordine di capitalizzazione

Dopo un paio di settimane di fase di stallo, gli holder iniziali del token sono stati premiati vedendo una salita in fascia 1,6$. Con un picco a 1,81$, livello che finora è rimasto l’all time high di questa criptovaluta.

Da quel momento, un po’ come è successo per tutto il resto del mercato, il prezzo di ARB ha iniziato una lenta discesa che si può suddividere in due fasi:

  • La prima ha visto il valore del token stabilizzarsi in una fase laterale durata dalla prima settimana di maggio alla prima settimana di giugno, in questa occasione ARB si è attestato tra i 1,6$ e i 1,15$.
  • La seconda fase è iniziata negli ultimi giorni e ha a che fare con le azioni intraprese dalla SEC negli Stati Uniti nei confronti di Binance e Coinbase. Molti token e coin sono stati messi in discussione, tra questi non figura direttamente Arbitrum, tuttavia la FUD generale ha generato selling pressure

Rispetto alle altre altcoin il prezzo di ARB ha tenuto una buona fase, e al momento di questa scrittura si trova a poco meno di 1 dollaro. Potrebbe essere l’occasione giusta per vedere una ripartenza bullish!

Controlla il prezzo di ARB ora!

Oggi con una capitalizzazione di mercato di 1.266.051.838$, Arbitrum è in posizione 36 della classifica per market cap. La sua total supply è di 10,000,000,000, mentre la fornitura circolante è di 1,275,000,000 ARB. Il volume nelle ultime 24 ore è stato di 253.399.348 dollari

Arbitrum: utenti transazioni e volumi

Dopo l’analisi del prezzo di ARB diamo un’occhiata anche ad altre metriche fondamentali per valutare il peso di un progetto. Il network di Arbitrum ad oggi conta 6.967 milioni di account attivi, su un totale di 8.279 milioni di iscritti. Da quando è in attività, il Layer 2 ha processato 269.788 milioni di transazioni con una media di 357.328 al giorno. Tenendo fede alla sua promessa di rendere più veloce le transazioni, Arbitrum ha una media di 40.000 transazioni al secondo. 

Infine il valore totale degli asset dell’ecosistema Ethereum (quindi che corrispondono allo standard ERC-20) su Arbitrum è di quasi 4 miliardi

Non solo l’analisi del prezzo di ARB, ma anche i dati sulla sua popolarità portano a chiedersi cosa ci sia di tanto speciale in questo Layer 2. La risposta è semplice: con la tecnologia degli optimistic rollup, Arbitrum propone una soluzione concreta alla sfida di scalabilità di Ethereum. Proprio ieri nel suo ultimo post Vitalik Buterin ha spiegato che l’integrazione dei rollup è indispensabile per il successo di ETH

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I fan token spiegati: cosa sono e a cosa servono?

Fan token: cosa sono e come funzionano?

Cosa sono i fan token? Criptovalute nate per avvicinare squadre sportive o artisti ai loro sostenitori e per offrire vantaggi esclusivi 

Cosa sono i fan token? Una tecnologia che negli ultimi anni ha catapultato nel mondo crypto tantissimi nuovi utenti, nello specifico tifosi di squadre sportive o fan di gruppi musicali. Al momento infatti questi vengono utilizzati principalmente nel campo dello sport e della musica, ma potenzialmente possono essere sfruttati da qualsiasi realtà che prevede l’interazione tra un brand e una fan base. Spesso ci si riferisce ai token non sportivi anche con il termine “social token”. In questo articolo per spiegare cosa sono i fan token, come funzionano e a che cosa servono, utilizzeremo l’esempio di quelli più popolari, ovvero quelli calcistici su Socios. 

Fan token: cosa sono e come funzionano?

Per capire come funzionano bisogna prima rispondere alla domanda: cosa sono i fan token? Sono una tipologia di criptovalute, quindi in sostanza sono monete digitali crittografate costruite su una blockchain. Questi garantiscono a chi li possiede, l’accesso a una serie di vantaggi o esperienze legate alla squadra sportiva che li emette. Il meccanismo di funzionamento è semplice: un tifoso li acquista e la squadra garantisce premi come merchandise, biglietti per partite, esperienze con i giocatori, la possibilità di votare certe decisioni sulla squadra. Essi sono nati proprio con l’intento di migliorare e vivacizzare il rapporto tra i fan e le loro squadre del cuore

Ma allora cosa sono i fan token, criptovalute come Bitcoin? Dal punto di vista tecnico, questi vengono creati su blockchain già esistenti e utilizzano standard elaborati da terzi. Ad esempio se si basano su Ethereum, lo standard di riferimento è l’ERC20. Bitcoin al contrario funziona su una sua blockchain nativa. Proprio per questo sono “token” e non “coin” come nel caso di Bitcoin. Tuttavia essi condividono con Bitcoin la caratteristica della fungibilità. In altre parole, non sono unici tra loro ma sono interscambiabili (è proprio il caso di dirlo “uno vale l’altro”). La fungibilità a sua volta li differenzia dagli NFT, che sono per acronimo “token non fungibili”. I fan token per questo non vengono utilizzati per il collezionismo

I fan token sono utility token?

Ora che sai che cosa sono i fan token vediamo come si classificano nel mondo crypto. In particolare sono utility o security token? I primi hanno un’utilità ben precisa all’interno dell’ecosistema che li ha emessi. Ad esempio UNI è l’utility token dell’exchange decentralizzato Uniswap, che viene utilizzato per partecipare alla governance del progetto. I security token invece promettono un profitto futuro a chi li detiene. In che categoria si inseriscono i fan token?

Secondo il team di Chiliz, che ha effettivamente lanciato i primi del genere sulla piattaforma Socios, e perciò sa bene cosa sono i fan token, essi non sono né utility token né security token, ma costituiscono una “terza” e nuova categoria con specifiche caratteristiche, emersa dalla necessità di unire i fan e le squadre con gli strumenti del Web3

Come acquistare i fan token?

I fan token si possono acquistare dalle piattaforme che li emettono, come ad esempio Socios sulla blockchain di Chiliz. Per comprarli su Socios è necessario iscriversi e acquistare $CHZ, in cambio di questa crypto poi potrai ottenere i fan token della tua squadra. Essi si comprano come qualsiasi altra criptovaluta. Una volta completato l’acquisto, li troverai direttamente nel tuo wallet. In alcuni casi i fan token sono listati in exchange crypto. 

Cosa puoi fare con i fan token?

I fan token sono nati per aumentare la partecipazione dei fan alle vicende della loro squadra. Con essi i club calcistici possono offrire un coinvolgimento diretto, rendendo il rapporto con i tifosi reciproco. 

Perché questa esigenza di avvicinare i tifosi? Come afferma Alexandre Dreyfus, CEO di Chiliz e Socios, il 99,9% dei tifosi non va nemmeno allo stadio. Le squadre quindi hanno bisogno di canali per interagire con tutta la tifoseria, non solo quella che si può recare fisicamente a vedere le partite.

Nel concreto, sapere cosa sono i fan token non basta, vediamo dunque a cosa servono con qualche esempio. Gli holder possono scegliere come addobbare lo spogliatoio della squadra con frasi motivazionali, o il motto sulla fascia da capitano (come nel caso dell’F.C. Barcellona). Oppure decidere la canzone con cui celebrare ricorrenze o la grafica delle divise (nel caso dell’Inter). I tifosi del Napoli in questi giorni stanno votando il nuovo nome del campo d’allenamento della squadra.

Mentre i proprietari del fan token dell’Udinese, si preparano a riscattare la loro cena di Natale. 

I fan token sono acquistati principalmente dai tifosi, d’altro canto come tutte le altre criptovalute, possono essere utilizzati dai trader per operazioni di compravendita. Il loro mercato si è dimostrato molto legato all’andamento delle partite come è emerso nel caso dei Mondiali di calcio 2022 e dei fan token delle nazionali.


Ora che sappiamo cosa sono i fan token, come funzionano e a cosa servono, ci si potrebbe chiedere quale sia il loro vero valore all’interno del panorama crypto, ma anche in quello sportivo. La loro rilevanza dipende dall’importanza che si dà alla tifoseria. Se una squadra vede i propri tifosi solamente come persone che vanno a vedere le partite, essi non sembrano così interessanti. Quando invece i fan sono la linfa vitale di tutto il club calcistico, i fan token sono uno strumento per costruire relazioni e condividere l’entusiasmo sportivo.

Sei sul blog di Young Platform, la piattaforma italiana per comprare criptovalute. Qui puoi trovare le ultime novità su blockchain, Bitcoin e Web3. Raccontiamo da vicino questa economia emergente con un occhio alla finanza tradizionale, così hai tutto quello che ti serve per entrare nella nuova era del denaro.  

Azioni MFE A e B: perché sono decollate con la morte di Berlusconi?

Azioni MFE A e B: perché sono decollate con la morte di Berlusconi?

In mattinata dopo la morte di Silvio Berlusconi le azioni MFE toccano un picco del 10%. Cos’è successo?

Le azioni MFE (MediaforEurope) A e B sono decollate subito dopo la morte di Silvio Berlusconi. I titoli del gruppo hanno toccato picchi del 10% nel corso della mattinata per poi frenare. Nello specifico le azioni MFE B (con 10 diritti di voto) hanno raggiunto il 10% per poi stabilirsi a 3,1% a 0,71 euro. Mentre le azioni MFE A (quelle che garantiscono un voto) hanno sfiorato il +10%, raggiungendo il 6,4% a 0,50 euro. 

Anche Mondadori ha portato a casa un +1,3% a 1,97 euro, in calo invece Banca Mediolanum di cui Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi, possiede una quota del 30%. Ma come mai le azioni MFE A e B sono decollate? Cosa giustifica questi rialzi? 

Azioni MFE A e B dopo la morte di Berlusconi: motivi del rialzo

Uno dei principali motivi del rialzo delle azioni MFE A e B subito dopo la morte di Berlusconi è la stabilità dell’impero commerciale ed economico dell’imprenditore. Gli analisti hanno visto in questa solidità la ragione dell’andamento positivo dei titoli in borsa. 

Ma il decollo delle azioni potrebbe essere dovuto anche a speculazioni sul testamento di Berlusconi. In altre parole, i mercati stanno reagendo come se fosse in vista un cambiamento di direzione come una vendita, una fusione o cessione. Negli ultimi anni infatti i rumor sulla direzione e i cambi vertici di Mediaset sono stati al centro dell’attenzione.

Parte del mercato, insomma ha già immaginato operazioni straordinarie per il gruppo MediaForEurope. 

Chi sarà il vero erede di Berlusconi?

Le azioni MFE sono in rialzo in attesa che venga svelato il futuro dell’impresa di Berlusconi? L’imprenditore non ha mai indicato pubblicamente chi avrebbe dovuto prendere il suo posto e guidare l’impero commerciale dopo la sua morte. Dal suo testamento dipenderà il futuro dei suoi interessi commerciali, la rivelazione più attesa è sulla distribuzione tra i figli del 61% delle sue quote nella holding di famiglia Fininvest. 

Ci si aspetta che sia la figlia maggiore, Marina Berlusconi, ad avere un ruolo in primo piano. Sia lei che il fratello Pier Silvio sono stati coinvolti nella gestione delle aziende di famiglia già dagli anni ‘90. 

Il rialzo delle azioni MFE A e B dopo la morte di Berlusconi è un classico buy the rumor sell the news? I movimenti così violenti a ridosso della notizia potrebbero essere interpretati come mera speculazione. Molto probabilmente, anche nei prossimi giorni tutti gli occhi continueranno ad essere puntati sulle azioni MFE MediaForEurope, che nel frattempo hanno ridotto i rialzi rispetto ai picchi del mattino. 

Rating Italia, calendario revisioni: le date da monitorare

Rating Italia, calendario revisioni: le date da monitorare

Qual è il calendario delle revisioni del rating dell’Italia del 2023? Ecco le date da monitorare 

Il calendario delle revisioni del rating dell’Italia viene monitorato con attenzione dagli investitori e non solo, per rimanere aggiornati sul punteggio e quindi l’affidabilità del nostro paese dal punto di vista finanziario

Il rating infatti è un voto redatto da agenzie specializzate, che stabilisce la capacità di uno Stato, di una società o di un qualsiasi prodotto finanziario, di ripagare i propri debiti. Questo punteggio determina di conseguenza la solidità finanziaria di un paese, il rischio e il rendimento degli investimenti che propone al pubblico e lo spread ovvero la differenza tra le quotazioni dei suoi titoli con quelli delle altre nazioni. 

Ad esempio se l’Italia è considerata affidabile e quindi il rischio che non ripaghi i suoi debiti è limitato, le obbligazioni che emette sono sicure e con un rendimento limitato. Viceversa, un rating basso porta a rendimenti maggiori perché i rischi sono più alti

Ecco il calendario 2023 delle revisioni del rating d’Italia delle principali agenzie, che generalmente si riuniscono due volte all’anno, in primavera e in autunno. 

Rating Italia: il calendario 2023 di Moody’s

Il calendario delle revisioni del rating italiano di Moody’s prevede due date da monitorare per il 2023: 

  • 19 maggio: l’agenzia non ha aggiornato il rating dell’Italia che è rimasto a Baa3 con outlook negativo. Nell’ambiente viene considerato il livello appena al di sopra di quello “spazzatura”. 
  • 17 novembre

Storicamente Moody’s è sempre stata l’agenzia più dura con il nostro paese. La sua scala di valutazione in ordine decrescente è Aaa, Aa, A, Baa, Ba, B, Caa, Ca, C. Con diversi livelli intermedi. Chi ha il punteggio di Aaa secondo Moody’s? In Europa i paesi più solidi dalla prospettiva finanziaria sono Germania (con cui viene calcolato lo spread dei BTP italiani), Svizzera, Svezia, Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi e Norvegia.

Il rating è un meccanismo decisivo per l’economia tradizionale. Lo è anche per quella digitale? Scopri tutti i segreti della finanza decentralizzata.

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Il calendario di Standard & Poor’s

Il rating d’Italia è sottoposto anche alle revisioni di Standard & Poor’s:

  • 21 aprile: S&P’s durante la prima data del calendario 2023 per l’aggiornamento del rating dell’Italia ha confermato il punteggio di BBB assegnato già nel 2017. L’outlook in questo caso è “stabile”
  • 20 ottobre 

Il rating di S&P’s si misura da un massimo di AAA a un minimo di D. La posizione italiana è dunque intermedia. Secondo l’agenzia i migliori del continente sono Germania, Svizzera, Svezia, Danimarca, Liechtenstein, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia.

Rating Italia: il calendario di Fitch 

Le date sul calendario per il rating di Fitch sono il: 

  • 12 maggio: l’agenzia ha confermato il punteggio di BBB “stabile” per il rischio di default sul lungo termine, che è rimasto stabile da dicembre 2021. 
  • 10 novembre 

I parametri dell’agenzia sono AAA, AA+, AA, AA-, A+, A-, BB+, BBB, BBB-, BB+, BB, BB-, B+, B, B-, CCC, CC, C, D. Il massimo punteggio in Europa è stato raggiunto da Germania, Svizzera, Svezia, Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi e Norvegia. 

Rating Italia 2023: il calendario completo delle revisioni

Per riunire le date da monitorare di tutte le agenzie, ecco la lista completa: 

  • 21 aprile – S&P’s
  • 12 maggio – Fitch Ratings
  • 19 maggio – Moody’s
  • 20 ottobre – S&P’s
  • 10 novembre – Fitch Ratings
  • 17 novembre – Moody’s

Se il governo aspetta con preoccupazione il giudizio delle agenzie, per i cosiddetti investitori retail il rating è indispensabile per valutare le mosse finanziarie future. Infatti in occasione degli appuntamenti del calendario delle revisioni del rating dell’Italia per il 2023 vengono aggiornati anche i rendimenti dei titoli di stato. 

Si può vivere di rendita? Tutte le informazioni utili sulla strategia FIRE

Vivere di rendita: come fare con il FIRE

Vivere di rendita è possibile? Scopri il FIRE (Financial Independence, Retire Early), una strategia di risparmio per non lavorare mai più.

Vivere di rendita è possibile? Secondo il FIRE (Financial Independence, Retire Early) sì. Il termine è comparso per la prima volta negli anni ‘90, all’interno del libro di Vicki Robin “Your Money or Your Life”, una sorta di manuale per ridurre le spese mensili e raggiungere l’indipendenza finanziaria

Negli anni seguenti, questa strategia di risparmio è diventata un vero e proprio movimento che ha preso piede soprattutto negli Stati Uniti. Ma cos’è il FIRE? Quali sono i suoi principi cardine e quanti soldi servono, davvero, per non lavorare mai più?

Come vivere di rendita: il FIRE spiegato

Il FIRE “Financial Independence, Retire Early” è una strategia di risparmio che implica l’accumulo di una notevole quantità di denaro in un breve arco di tempo. L’obiettivo? Raggiungere l’indipendenza finanziaria e ritirarsi anticipatamente, o detta all’italiana: vivere di rendita.

I piani pensionistici tradizionali prevedono, di solito, un risparmio di circa il 10-15% del reddito netto. Per ogni 100€ guadagnati, si spendono circa 85-90€ e si mette da parte, o si investe, la restante parte. Il FIRE invece stravolge questo concetto, ed è infatti una strategia che richiede uno sforzo maggiore. Secondo le analisi di chi segue questo piano di risparmio per raggiungere l’early retirement è necessario mettere da parte, ogni mese, dal 30% al 50% del proprio stipendio

Seguire le linee guida del FIRE implica dunque dei sacrifici, che variano a seconda di quando si inizia, di quanto è aggressivo il proprio tasso di risparmio e di eventuali debiti o mutui da estinguere.

FIRE: I principi cardine

Per capire a fondo che cos’è il FIRE è necessario analizzare quali sono i principi guida condivisi da tutti coloro che seguono questa strategia.

Diminuzione consapevole del consumo

Una cosa è certa: per vivere di rendita è necessario limitare le spese, risparmiare e spendere il proprio denaro in modo consapevole. Condurre uno stile di vita frugale e reindirizzare la maggior parte del proprio capitale dalle spese agli investimenti è molto importante. Ogni euro risparmiato consente di accorciare le tempistiche per il proprio ritiro. 

I motivi principali sono due: 

  • Più si risparmia ogni mese e più velocemente si accumulerà il capitale necessario per andare in pensione prima e iniziare a vivere di rendita;
  • Se ci si abitua a controllarsi con le spese, il patrimonio da possedere per smettere di lavorare sarà inferiore e perciò anche il tempo per risparmiarlo.

Non devi essere, per forza, un investitore esperto

Per andare in pensione prima del tempo non è bisogna per forza essere dei “guru della finanza”. Il FIRE non è una strategia di investimento ma bensì di risparmio e la maggior parte di quelli che hanno già raggiunto questo obiettivo lo hanno fatto attraverso piani di investimento semplici.

Ad esempio l’acquisto, sporadico o ricorrente, dell’S&P 500. Questo strumento segue l’andamento delle cinquecento aziende statunitensi più capitalizzate e dagli anni ‘60 ad oggi ha reso, in media, circa il 10% all’anno. 

Un’altra strategia da seguire può essere quella di acquistare in maniera ricorrente Bitcoin o un’altra criptovaluta. La crypto creata da Satoshi Nakamoto, dal 2019 ad oggi, ha garantito un rendimento annuo del 40%.

La regola del 4%

L’ultimo principio è in realtà una regola che riguarda la quantità di denaro prelevabile per iniziare a vivere di rendita. Secondo tanti sostenitori del FIRE non bisogna prelevare, e di conseguenza spendere, più del 4% del proprio capitale ogni anno.

Quanti soldi servono la “pensione anticipata”? (il calcolo)

Quanti soldi servono per non lavorare mai più? È possibile fare una stima del denaro necessario per vivere di rendita? In realtà sì, ovviamente non si può essere precisi al centesimo ma ci si può fare un’idea cercando di prevedere l’inflazione e il rendimento dei propri investimenti.

Supponiamo, per esempio, che l’inflazione nei prossimi anni sarà, in media, del 3% all’anno (la media in italia dagli anni ‘90 ad oggi), che il denaro che hai investito ti renda circa il 6% e che per coprire tutte le spese mensili ti servano circa 1.500€ al mese. In questo caso, per andare in pensione a 50 anni ti servirebbero circa 530.000€. Mentre, se ti stai chiedendo: quanti soldi servono per smettere di lavorare a 30 anni? La risposta, se rispetti le condizioni elencate in precedenza è: circa 620.000€. Se invece vuoi concederti qualche sfizio in più e hai intenzione di andare in pensione a 30 anni spendendo circa 2.000€ al mese dovrai accumulare un patrimonio di 827.000€.

Se si vuole raggiungere l’early retirement si è praticamente obbligati a investire il proprio denaro. Senza il 6% di rendimento annuo che abbiamo ipotizzato, il patrimonio necessario per andare in pensione a 30 anni cresce esponenzialmente fino a raggiungere l’astronomica cifra di 8,5 milioni di euro. Insomma è praticamente impossibile vivere di rendita se non si investe.


Se l’idea di poter smettere di lavorare prima del tempo ti stuzzica, puoi valutare di finanziare il tuo piano di early retirement attraverso le criptovalute. Con il nuovo Salvadanaio puoi mettere da parte Bitcoin e altre monete digitali.


Cos’è la recessione tecnica? Il significato spiegato semplice

Recessione tecnica: il significato spiegato semplice

Cosa vuol dire entrare in una recessione tecnica? Ecco il significato di questa fase di mercato 

Qual è il significato di recessione tecnica? Le ultime notizie per cui l’Eurozona è appena entrata in questa fase, potrebbero aver fatto nascere domande simili a questa. Tra tutte le tipologie di recessione, quella tecnica ha delle caratteristiche specifiche. Una volta capito cos’è quella tecnica, ci si potrebbe anche chiedere se sia davvero grave quanto sembra. Ecco tutto quello che devi sapere!

Il significato di recessione tecnica

Per spiegare il concetto e il suo significato, riprendiamo brevemente la definizione generale di questo stadio del ciclo di mercato. 

La recessione è il contrario della crescita economica, per questo è strettamente connessa con il PIL (Prodotto Interno Lordo) di un paese, o come nel caso attuale, dell’intera Eurozona. Questa situazione si verifica quando questo valore è inferiore alle sue potenzialità calcolate sulle capacità di tutti i fattori produttivi. 

Il significato di recessione tecnica è riassumibile con: il PIL diminuisce per almeno due trimestri consecutivi. Questo dato è calcolato sulla base di una variazione “congiunturale” negativa del Prodotto Interno Lordo, ovvero un cambiamento confrontato su due trimestri consecutivi. 

Al contrario la variazione tendenziale, che caratterizza una recessione di tipo economica, paragona lo stesso intervallo di tempo rispetto agli anni precedenti. 

Per concretizzare il significato di recessione tecnica al giorno d’oggi, basta dire che nelle ultime ore l’Eurozona è entrata in questa fase nel primo trimestre del 2023 per una contrazione del prodotto interno lordo dello 0,1% per due trimestri consecutivi (secondo i dati Eurostat). Anche nell’ultimo trimestre del 2022 questo dato era diminuito dello 0,1%. Nel complesso l’Italia ha registrato una crescita dello 0,6% mentre la Germania dello 0,3%. A trascinare l’economia dell’Eurozona è la Polonia con il 3,8%. 

Negli ultimi mesi in tutta l’Eurozona abbiamo sofferto per l’inflazione che ha raggiunto livelli altissimi. Imparare a gestire i propri risparmi è diventata una priorità, così come scoprire le alternative dell’economia digitale e decentralizzata!

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Cosa vuol dire entrare in recessione tecnica nel concreto? 

Quindi qual è concretamente il significato di recessione tecnica? L’economia dell’Eurozona è spacciata? Per alcuni economisti si tratta di un evento fisiologico che non preoccupa particolarmente in quanto non causato da eventi esterni. Entrare in questa situazione infatti fa parte del ciclo economico di stampo capitalista diviso in quattro fasi: crescita, recessione, depressione e ripresa. 

Quando un paese entra in recessione tecnica significa che la sua economia ha smesso di crescere ed è stagnante. È il periodo tipico delle riduzioni delle spese da parte dei consumatori, della riduzione della domanda e della produzione. 

Questo stallo dei mercati è dovuto anche alle politiche monetarie della Banca Centrale Europea che negli ultimi mesi ha scoraggiato gli investimenti alzando i tassi di interesse. Le iniziative hawkish come questa, e come il quantitative tightening, hanno lo scopo di contrastare l’inflazione ma allo stesso tempo fermano l’economia

I dati sulla recessione tecnica non sono dei dati “assoluti” che descrivono in maniera netta l’andamento di un paese. Non si sa infatti quanto sia grave la situazione finché non si confrontano altri valori come l’occupazione (che nell’Eurozona è aumentata dello 0,6% nel trimestre), l’inflazione, l’andamento demografico e il debito pubblico. Non si può nemmeno stabilire con precisione quanto durerà.

Il significato di recessione tecnica per un paese è quello di “economia ferma”. Questa prospettiva che è diventata realtà per l’Eurozona, sta facendo preoccupare la BCE? Proprio la settimana prossima da calendario l’istituzione è chiamata a discutere eventuali rialzi dei tassi di interesse, le previsioni sulla riunione di giugno 2023 fanno intendere che potremmo imbatterci in politiche monetarie più “morbide” per i prossimi mesi.