Le ultime previsioni su Dogecoin: +110% in arrivo grazie a Musk?

loghi di twitter e X con coin Doge

Dogecoin, Elon Musk, Twitter e X: cosa sta succedendo e cosa dicono le ultime previsioni sulla crypto?

Le previsioni su Dogecoin sono tornate a rincorrersi negli ultimi giorni. A scatenarle ancora una volta Elon Musk, dopo il rebranding che ha ufficialmente cambiato il nome di Twitter in X. 

Anche il logo del famoso uccellino è stato sostituito, così come i colori predominanti della piattaforma, passati da blu a nero. Ma cosa ha a che vedere tutto questo con Dogecoin e con le previsioni formulate dagli osservatori? Il valore della crypto è finito nuovamente sotto i riflettori.

Dogecoin, previsioni: occhi su Elon Musk

A marzo scorso il fondatore di Tesla ha dato vita a X Corp. divenuta società madre di Twitter e da quel momento sono state poste ufficialmente le basi per il rebranding della piattaforma social. 

Nei piani di Musk la creazione di una everything app, da utilizzare non soltanto come social network ma anche come una piattaforma finanziaria, di pagamenti, che a detta del fondatore potrebbe arrivare ad assorbire “metà del sistema finanziario globale” se regolarizzata a dovere.

Ma perché sulla scia di queste novità si sono sviluppate nuove previsioni su Dogecoin e sul futuro della crypto, già in passato influenzata positivamente dalle decisioni del miliardario? A scatenare una vera e propria ondata di speculazioni è stata la nuova biografia Twitter di Musk, nella quale è comparso dopo il rebranding proprio il simbolo di DOGE (Ɖ) accanto a quello della nuova piattaforma. 

Per alcuni, insomma, la crypto già ripetutamente supportata dal patron di Tesla finirà per essere accettata come metodo di pagamento sull’ormai ex Twitter. Questo potrebbe determinare movimenti di prezzo per ovvi motivi. 

Nella comunità crypto Elon Musk è conosciuto anche come il “DOGEfather” per cui un nuovo endorsement da parte sua potrebbe far avverare le più rosee previsioni su Dogecoin, determinando un incremento del suo valore. Secondo le stime di Akash Girimath,  analista di FXStreet, il prezzo di DOGE potrebbe addirittura dar vita a un rally a tripla cifra percentuale, un +110%

Ovviamente, quelle descritte sono soltanto delle speculazioni e come sempre non è dato sapere se le previsioni su Dogecoin si avvereranno o meno. Sarà il tempo a confermare o smentire quanto immaginato dopo le decisioni di Musk.

Riunione BCE luglio: nuovo rialzo tassi. Cosa è successo?

Tutte le novità partorite dalla riunione BCE di luglio 2023: i tassi salgono ancora

La riunione BCE di luglio sotto i riflettori. L’istituto di Christine Lagarde ha scelto di alzare nuovamente i tassi di interesse di ulteriori 25 punti base, confermando così le previsioni di analisti e osservatori. 

La decisione era stata attesa non soltanto dal mercato ma anche dai meno esperti, viste le enormi ripercussioni che le scelte di Francoforte possono avere sui portafogli dei cittadini dell’Eurozona (al seguente link il calendario completo dei prossimi meeting 2023 e 2024 per tenersi sempre aggiornati). 

Il rialzo dei tassi, dunque, non ha sorpreso, ma ad attirare l’attenzione sono state le motivazioni dietro questa scelta e le eventuali indicazioni riguardanti il futuro della politica monetaria dell’Eurozona.

Riunione BCE, luglio 2023: tutte le decisioni


I tassi di interesse sono saliti ancora. È questa la decisione più importante presa oggi dal Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea. Aumentare il costo del denaro avrà nuove ripercussioni sui cittadini dell’Eurozona, che dovranno sostenere ancora una volta costi in salita.

L’inflazione, si legge nel comunicato pubblicato alle 14:15, sta scendendo ma è ancora lontana dall’obiettivo e lo sarà ancora a lungo. Per questo tutti e tre i tassi di riferimento della BCE sono stati alzati nell’odierna riunione.

“Gli andamenti osservati dopo l’ultima riunione confermano l’aspettativa che l’inflazione si ridurrà ulteriormente nel resto dell’anno, ma si manterrà su un livello superiore all’obiettivo per un prolungato periodo di tempo”.

La BCE ha comunque notato che i precedenti rialzi dei tassi hanno inasprito notevolmente le condizioni di finanziamento e hanno di conseguenza frenato la domanda. Questo, in teoria, dovrebbe contribuire a riportare l’inflazione verso l’obiettivo.

Il passaggio chiave del comunicato partorito dalla riunione BCE di luglio è risultato il seguente:

“Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di interesse di riferimento della BCE siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario a conseguire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine”.

Non si escludono, dunque, ulteriori rialzi dei tassi di interesse per il 2023. Per il momento, comunque, la situazione è la seguente:

  • Tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali: 4,25%
  • Tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginale: 4,5%
  • Tassi sui depositi: 3,75%

Il rialzo entrerà in vigore a partire dal prossimo 2 agosto.

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Le previsioni pre-riunione

Dal mese di luglio 2022 l’istituto centrale ha rivisto al rialzo i tassi di interesse per ben 8 volte. L’inflazione dell’Eurozona, nel frattempo, è notevolmente scesa dal 10,6% di ottobre scorso al 5,5% di giugno, ma per Francoforte essa continuerà a rimanere elevata ancora per molto tempo, ben oltre il target del 2%. Una view, questa, alla base delle stime formulate dagli esperti alla vigilia del meeting. 

Un sondaggio condotto da Reuters aveva cercato di riassumere le posizioni dominanti degli analisti sull’incontro estivo dell’istituto. Ebbene, secondo le previsioni di tutti i partecipanti, la riunione BCE di luglio avrebbe partorito proprio un nuovo aumento dei tassi di interesse di 25 punti base. Alcuni degli economisti, tra l’altro, si erano detti convinti di rialzi ulteriori per settembre.

Bas van Geffen, senior macro strategist at Rabobank, aveva parlato di “decisioni quasi scontate” riferendosi alla riunione di luglio. “La domanda è se dovranno alzare a settembre oppure no”. Per l’esperto, la comunicazione sarà fondamentale anche nei prossimi mesi.

Della riunione di luglio si era parlato anche in India, dove in occasione di un incontro dei ministri delle finanze del G20, il presidente della banca centrale tedesca Joachim Nagel aveva ribadito le previsioni dominanti parlando di un rialzo tassi di 25 punti base.

“La sfida che vedo è ancora sul lato dell’inflazione. Penso che dobbiamo fare il nostro lavoro qui”.

Le previsioni degli analisti, dunque, sono state confermate dalla riunione BCE di luglio. Ma la domanda rimane: quando verrà scritta la parola fine sull’imponente stretta alla politica monetaria dell’Eurozona? In altra parole, quando torneranno a scendere i tassi di interesse? 

Riunione Fed: tutte le cose da sapere sul meeting di luglio

Le news sul FOMC fanno ripartire il mercato crypto

Nella riunione FED di luglio 2023 i tassi di interesse ai massimi di 22 anni

La riunione FED di luglio 2023 si è conclusa e i tassi di interesse sono risultati ancora una volta protagonisti. Come da previsioni, il costo del denaro è stato nuovamente rivisto dall’istituto di politica monetaria. 

Questa però non è stata l’unica decisione attenzionata dagli analisti e dal mercato, che continueranno a monitorare la comunicazione e le decisioni del FOMC (al seguente link il calendario completo di tutti i prossimi meeting). 

Oggi, tra l’altro, sarà anche il giorno della riunione BCE, sulla quale le attese non si sono mostrate molto differenti rispetto a quelle della Fed.

Riunione Fed luglio 2023: tassi ai massimi di 22 anni

L’istituto di Jerome Powell non ha lasciato spazio a dubbi o interpretazioni confermando senza troppi giri di parole le previsioni degli analisti sulla riunione FED di luglio. I tassi di interesse sono stati infatti alzati di altri 25 punti base.

Dopo la pausa di giugno, dunque, il costo del denaro è così balzato ai massimi di 22 anni, in un range compreso fra il 5,25% e il 5,5%, con una decisione del tutto unanime da parte del FOMC. 

“Per cominciare, vogliamo una crescita moderata; vogliamo che l’offerta e la domanda siano più bilanciate in tutta l’economia, incluso in particolare il mercato del lavoro. Vogliamo vedere l’inflazione”.

Nonostante gli sforzi abbiano iniziato a produrre qualche risultato sui prezzi al consumo, ha ribadito Powell, l’inflazione rimane distante dall’obiettivo del 2%. Proprio questo potrebbe giustificare ulteriori rialzi da qui alla fine dell’anno.

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Altri rialzi in arrivo? 

La stessa determinazione nel rialzare i tassi di interesse non è stata percepita sul futuro della politica monetaria. In altre parole dalla riunione FED di luglio non è emersa una chiara indicazione sul termine della violenta stretta monetaria in corso.

Il FOMC si è detto pronto a monitorare con attenzione le conseguenze dei rialzi dei tassi di interesse già decisi per determinare ulteriori future strette. Nessuna previsione di lungo termine dunque: le decisioni saranno prese di volta in volta, riunione dopo riunione. Il fine ultimo della FED rimane d’altronde sempre lo stesso: riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%. 

Riunione Fed, luglio 2023: le previsioni 

Tra gli analisti che, alla vigilia del meeting, avevano scelto di formulare le proprie previsioni sicuramente quelli di ING. Le loro stime avevano parlato chiaro mettendo nel mirino un nuovo aumento dei tassi di interesse di 25 punti base. Alla base di queste previsioni sicuramente l’andamento dell’inflazione, certo più moderato ma distante dal target. 

Anche un sondaggio condotto da Reuters aveva chiarito le posizioni degli esperti sulla riunione FED di luglio: tutti i 116 economisti ascoltati avevano dato per scontato un nuovo rialzo di 25 pb. 

Prima del meeting di luglio, alcuni avevano addirittura iniziato a pensare ai futuri tagli dei costo del denaro. Le dichiarazioni e le decisioni prese nella riunione FED di luglio però hanno reso questo scenario ancor più distante nel tempo.

Uomini più ricchi d’Italia: la classifica aggiornata

Uomini più ricchi d’Italia: la classifica aggiornata

Chi sono e quanti sono i miliardari in Italia? La classifica aggiornata degli uomini più ricchi del nostro paese

Ogni anno Forbes stila la classifica degli uomini più ricchi d’Italia e quella aggiornata al 2023 presenta diverse novità rispetto all’anno precedente. La più evidente è che in generale i miliardari nel nostro paese sono aumentati arrivando al numero di 64, contro i 52 del 2022. 

Gli uomini più ricchi d’Italia sono stati individuati a partire dal loro patrimonio calcolato il 10 marzo 2023 e considerando solo chi vive effettivamente nel Belpaese. I miliardari con cittadinanza italiana ma residenti all’estero non rientrano nella classifica. 

10. Giuseppe De Longhi e famiglia 

Al decimo posto della classifica degli uomini più ricchi d’Italia nel 2023 troviamo Giuseppe De Longhi e famiglia con un patrimonio di 3,9 miliardi di dollari. L’imprenditore trevigiano è il presidente dell’omonimo gruppo produttore di elettrodomestici. De Longhi ha 84 anni e dopo la laurea in Economia e Commercio e il servizio militare, ha rilevato le quote della società di famiglia fondata nel 1902 come laboratorio. 

9. Luca Garavoglia

Con un patrimonio di 4,1 miliardi di dollari, occupa il nono posto nella classifica degli uomini più ricchi d’Italia Luca Garavoglia. Presidente del gruppo Campari, classe 1969 e figlio di Domenico Garavoglia che nel 1984, da impiegato di lunga data, prese le redini della società dall’ultimo erede Campari e la portò al successo internazionale. Luca ha due sorelle maggiori, tra di loro hanno affrontato diverse cause legali per la distribuzione del patrimonio di famiglia. 

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8. Miuccia Prada 

Proseguiamo con i due coniugi alla guida del gruppo Prada, Miuccia e Patrizio Bertelli sono due dei più facoltosi miliardari italiani con un patrimonio di 5,4 miliardi di dollari pro capite. Miuccia Prada è la nipote di Mario, il fondatore della casa di moda, che entrò nella direzione aziendale nel 1977.

7. Patrizio Bertelli

Presidente del gruppo Prada che ha sempre accompagnato la moglie nella direzione del brand. Anche il suo patrimonio è di 5,4 miliardi $. 

6. Sergio Stevanato e famiglia

Al sesto posto della classifica degli uomini più ricchi d’Italia c’è Sergio Stevanato e famiglia con 5,5 miliardi di dollari. Stevanato è presidente dell’omonimo gruppo padovano che produce fiale, siringhe, cartucce e packaging dell’industria farmaceutica. L’azienda è la prima produttrice a livello mondiale di cartucce di insulina per la terapia del diabete.  

5. Piero Ferrari

Pietro Ferrari, figlio di Enzo fondatore della casa automobilistica, conta un patrimonio di 5,5 miliardi di dollari. È imprenditore e dirigente sportivo. 

4. Massimiliana Landini Aleotti e famiglia

Il patrimonio di Massimiliana Landini Aleotti è di 6,7 miliardi di dollari, la miliardaria italiana nel 2014 ha ereditato dal marito la casa farmaceutica Menarini. Colosso mondiale presente in 136 paesi. 

3. Silvio Berlusconi e famiglia 

Il patrimonio di Silvio Berlusconi a marzo 2023 era di 6,8 miliardi di dollari. Dopo la sua morte il suo impero commerciale e Fininvest verranno distribuiti tra gli eredi, è quindi l’ultimo anno che vedremo il suo nome nella classifica degli uomini più ricchi d’Italia.  

2. Giorgio Armani

Dopo la morte nel 2022 di Leonardo del Vecchio, fondatore di Luxottica, il secondo uomo più ricco del paese è Giorgio Armani con un patrimonio di 11,1 miliardi $. L’anno precedente era di 7,8 miliardi (+42%). Lo stilista e imprenditore ha 88 anni e ha fondato la sua azienda con Sergio Galeotti nel 1975. 

1. Giovanni Ferrero, l’uomo più ricco d’Italia

Giovanni Ferrero è in vetta alla classifica degli uomini più ricchi d’Italia dal 2018. Il suo patrimonio è superiore a quello combinato di Armani, Berlusconi, Landini Aleotti, Ferrari e Stevanato. Precisamente ammonta a 38,9 miliardi di dollari. Prima di lui il titolo era occupato da sua madre Maria Franca Fissolo. L’ultima volta che l’uomo o la donna più ricca d’Italia non è stato un Ferrero è stato nel 2007, quando il primato è appartenuto a Berlusconi. 

Giovanni Ferrero occupa il 30° posto della classifica degli uomini più ricchi del mondo, ed è diventato il secondo miliardario del settore alimentare dopo il cinese Zhong Shanshan (acqua minerale). 

Miliardari italiani, le new entry 

Nella classifica dei più ricchi, rientrano per la prima volta nel 2023 i figli di Leonardo Del Vecchio: Claudio, Marisa, Paola, Leonardo Maria, Luca e Clemente. Quest’ultimo a 18 anni è il più giovane miliardario al mondo. Grazie all’eredità sono diventati miliardari anche la vedova Nicoletta Zampillo e il figliastro Rocco Basilico. 

Sempre dopo la morte del padre, hanno fatto la loro comparsa anche Annalisa e Massimo Doris figli di Ennio di Banca Mediolanum. Rispettivamente vicepresidentessa e amministratore delegato. 

Altri nomi noti nella classifica degli uomini più ricchi d’Italia sono quelli dei Benetton, Domenico Dolce e Stefano Gabbana con un patrimonio di 2,1 miliardi a testa, John Elkann con 1,7 miliardi$ e Sandro Veronesi del gruppo Calzedonia.

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Case a 1 euro: dove trovarle e come comprarle?

Case a 1 euro: dove trovarle e come comprarle

In Italia si può davvero acquistare “case a 1 euro”. Ecco dove trovarle e come comprarle 

Esistono davvero in vendita case a 1 euro? Dove trovarle e come comprarle? Forse hai sentito parlare del progetto per la ripopolazione dei borghi italiani, chiamato appunto “case a 1 euro” che dal nostro paese ha preso piede in tutto il mondo. Da nord a sud i piccoli centri che piano piano sono stati abbandonati propongono delle case da ristrutturare a una cifra simbolica di 1 euro. L’obiettivo è quello di rilanciare l’economia e i territori delle zone più rurali, e a volte remote, d’Italia.

Il primo comune a lanciare l’iniziativa nel 2019 è stato Salemi in provincia di Trapani, un borgo abitato da circa 10.000 persone. L’amministrazione ha promosso un bando per poter comprare una di queste abitazioni, con l’obbligo di rimetterle a nuovo e stabilirsi al loro interno. A Salemi si sono uniti diversi altri paesi come Lecce nei Marsi, in pieno Parco Nazionale d’Abruzzo, Regalbuto nelle prossimità dell’Etna o Ollolai in Sardegna. Oggi sono moltissimi i comuni italiani che propongono case a 1 euro, ecco dove trovarle e come comprarle. 

Case a 1 euro, dove trovarle

Se l’idea di questo progetto ha catturato la tua attenzione, potresti chiederti dove trovare le case a 1 euro. Innanzitutto è bene sapere quali sono i comuni italiani che aderiscono all’iniziativa. Questa è una lista parziale: 

  • Albugnano – Piemonte
  • Borgomezzavalle – Piemonte
  • Carrega Ligure – Piemonte
  • Oyace – Valle d’Aosta
  • Pignone – Liguria
  • Triora – Liguria
  • Fabbriche di Vergemoli – Toscana
  • Montieri – Toscana
  • Cantiano – Marche 
  • Monte Urbano – Marche
  • Maenza – Lazio
  • Patrica – Lazio
  • Santi Cosma e Damiano – Lazio
  • Casoli – Abruzzo
  • Penne – Abruzzo
  • Pratola Peligna – Abruzzo
  • Castropignano – Molise
  • Candela – Puglia
  • Biccari – Puglia
  • Caprarica di Lecce – Puglia
  • Laurenzana – Basilicata
  • Acerenza – Basilicata
  • Chiaromonte – Basilicata
  • Ripacandida – Campania
  • Altavilla Salentina – Campania
  • Bisaccia – Campania
  • Belcastro – Calabria
  • Maida – Calabria
  • Rose – Calabria
  • Bonnaro – Sardegna
  • Ollolai – Sardegna
  • Nulvi – Sardegna
  • Augusta – Sicilia
  • Caltagirone – Sicilia
  • Canicattì – Sicilia

Esistono dei siti web specializzati in cui consultare la lista completa dei comuni dove trovare case a 1 euro e i relativi bandi per fare domanda, pubblicati a cadenza annuale.

Il mercato delle case a 1 euro è un ramo molto particolare di quello immobiliare. Con le esigenze della società che si evolvono in fretta, anche questo settore è pieno di novità. L’ultima viene dalla blockchain e dalla tokenizzazione degli asset immobiliari, per cui la proprietà delle abitazioni può essere frammentata in token acquistabili anche con piccole cifre. 

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Case a 1 euro: come comprare

La prima cosa da tenere a mente prima di comprare case a 1 euro è che nella maggior parte dei casi si tratta di edifici abbandonati e fatiscenti. L’obiettivo del progetto è quello di riportarle a uno stato abitabile, chi decide di acquistarle quindi deve prevedere un piano di ristrutturazione.  

Le case a 1 euro si comprano tramite bandi e aste pubbliche, l’adesione è molto ampia. Infatti arrivano offerte da tutti i paesi del mondo come Stati Uniti, Cina, Russia e Francia. Per questo è necessario consultare spesso le comunicazioni ufficiali delle amministrazioni e seguire tutte le istruzioni per partecipare. Ogni bando, che varia da comune a comune, stabilisce il tempo concesso per ristrutturare gli immobili. Generalmente dai 6 mesi a qualche anno. 

Ma allora come comprare case a 1 euro? Per partecipare ai bandi bisogna soddisfare dei requisiti: essere cittadini italiani, extracomunitari o comunitari che presentano un progetto di rivalutazione entro massimo 6 mesi dal bando. Chi partecipa al bando lo può fare per scopi abitativi ma anche per progetti turistici o aziendali, le case ristrutturate non possono poi essere rimesse in vendita. Questo perché i bandi si rivolgono principalmente a chi desidera vivere nella casa che rimette a nuovo, in linea con l’obiettivo dell’iniziativa di contrastare il declino demografico. 

Comprare case a 1 euro significa anche sostenere spese notarili, di volture e accatastamento e pagare le tasse sugli immobili previste dalla legge. Ad esempio se si trattasse di una seconda casa sarebbe previsto il pagamento dell’IMU
Tutte le informazioni sulle case a 1 euro, dove trovarle e come comprarle, sono particolarmente ricercate all’estero da chi non vuole perdere l’occasione di abitare in alcuni dei luoghi più caratteristici d’Italia.

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Comprare casa all’asta: come fare

Comprare casa all'asta: come fare? La guida

Come fare per comprare casa all’asta? Le cose da sapere, i rischi associati a questa attività e le modalità di pagamento

Come fare per comprare casa all’asta? Questa potrebbe essere la soluzione che fa per te se stai cercando un modo per trovare un’abitazione a un prezzo vantaggioso. Ma attenzione, non lasciarti sedurre dalle promesse di grandi affari senza conoscere i rischi e i dettagli del processo. In questo articolo scoprirai come muoverti in maniera intelligente e consapevole.

Comprare casa all’asta: quando conviene?

Comprare casa all’asta può essere conveniente in diverse circostanze, perchè spesso ti consente di ottenere una proprietà a un prezzo inferiore rispetto al suo valore di mercato. Con un acquisto tramite asta immobiliare è possibile ottenere uno sconto fino al 50% sul prezzo dell’abitazione. Queste abitazioni attirano meno acquirenti rispetto a quelle tradizionali, e ciò solitamente comporta una minore concorrenza e prezzi più bassi.

Inoltre, se sei un investitore immobiliare esperto, questo tipo di vendita può rivelarsi un’ottima occasione per ampliare il tuo portafoglio di immobili. La natura competitiva delle aste può far crollare i prezzi delle proprietà, consentendo di ottenere un ritorno sul tuo investimento più sostanzioso. Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente i costi, il potenziale di apprezzamento e la domanda del mercato locale, e tenere conto dei rischi che corri quando decidi di comprare casa all’asta.

Le cose da sapere

Comprare una casa all’asta vuol dire aggiudicarsi un immobile che ha subito un percorso particolare. Alla base della vendita potrebbe esserci un pignoramento a privati o aziende, oppure la scelta di un ente pubblico di liberarsi di una casa non utilizzata. Una volta che l’abitazione viene messa all’asta il tribunale di competenza pubblica attraverso il suo sito internet tutte le informazioni utili per partecipare. 

Chiunque, ad eccezione del debitore o ex proprietario dell’immobile può acquistare offrendo una quantità di denaro superiore al prezzo di partenza. Il derivato di questa vendita viene poi utilizzato per ripagare le banche e i creditori del debitore a cui è stato pignorato l’immobile.

I rischi

Se ti stai chiedendo come fare per comprare una casa all’asta vorrai sicuramente essere informato sui rischi che corri acquistando un’abitazione attraverso questa modalità. Innanzitutto, molte delle proprietà messe all’asta sono vendute “come sono”, il che significa che potresti trovarti di fronte a problemi strutturali, danni o case che necessitano di una eccessiva manutenzione. Spesso in queste case sono presenti infiltrazioni d’acqua e problemi elettrici o termici che potrebbero richiedere costosi interventi di riparazione o ristrutturazione.

Senza contare che potresti non avere il tempo di fare un’ispezione approfondita e dovrai fare affidamento sulle informazioni che hai a disposizione. Pertanto, è consigliabile adottare una strategia conservativa, prevedendo costi aggiuntivi per la ristrutturazione o la risoluzione di eventuali problemi che potrebbero emergere successivamente.

Un altro rischio da considerare riguarda le informazioni incomplete che potresti ricevere sulla casa all’asta che vuoi comprare. In alcuni casi, potrebbero non essere disponibili dettagli completi sulla storia della proprietà, i debiti o le ipoteche ad essa associate. Per mitigare questo rischio, puoi consultare i registri pubblici, contattare l’ufficio catastale locale e cercare informazioni sulle tasse e gli oneri pendenti sulla proprietà. È anche consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato nel settore immobiliare che possa supportarvi nella comprensione di tutti gli aspetti legali e amministrativi della transazione.

Come comprare casa all’asta: metodi di pagamento

Infine per comprare una casa all’asta devi conoscere le modalità di pagamento attraverso le quali acquistarla. La transazione di acquisto deve essere effettuata velocemente, in caso contrario qualcuno potrebbe superare l’offerta e aggiudicarsi l’immobile al posto vostro. Le modalità di pagamento possono variare a seconda dell’asta e delle condizioni specifiche, ma questi sono i metodi più comuni:

  • Contanti: In molte aste, il pagamento completo in contanti è richiesto entro un periodo di tempo prestabilito. Ciò significa che dovrai disporre dei fondi necessari per coprire l’intero importo dell’acquisto.
  • Finanziamento: In alcuni casi, potrebbe essere possibile ottenere un finanziamento immobiliare o un mutuo per coprire il costo della casa all’asta. Se scegli questa modalità è importante che ti ricordi di avviare il processo di ottenimento del prestito prima dell’asta stessa
  • Deposito cauzionale: In genere, per comprare casa all’asta è richiesto anche il versamento di un deposito cauzionale come segno di impegno. Questo deposito viene di solito restituito se l’asta viene annullata o se la tua offerta non viene accettata. Assicurati di conoscere l’importo richiesto e le modalità di pagamento del deposito per evitare inconvenienti.

A questo punto hai tutte le informazioni per valutare se vale la pena e come fare per comprare una casa all’asta. Questa tipologia di acquisto può essere un’opportunità ma comporta anche dei rischi.

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Tassa patrimoniale cos’è, la spiegazione completa

Tassa patrimoniale; cos’è? La spiegazione completa

Che cos’è la tassa patrimoniale e come funziona? Chi la paga in Italia? 

Cos’è la tassa patrimoniale? Questa è un’imposta che colpisce il capitale detenuto in Italia e all’estero, sia di persone fisiche che giuridiche. A differenza dell’IRPEF che ha un impatto sul reddito, la patrimoniale fa riferimento alla ricchezza accumulata. 

In breve con questa tassa uno Stato può prendere una parte del capitale dei suoi cittadini per rafforzare le sue casse e far fronte a spese straordinarie oppure come strumento per pareggiare le disparità economiche. Esistono diverse tipologie di questa imposta e alcune le paghiamo già, magari senza saperlo. Ecco cos’è la tassa patrimoniale, come funziona e la situazione in Italia.

Tassa patrimoniale, cos’è 

Per definire cos’è la tassa patrimoniale, dobbiamo innanzitutto spiegare la differenza tra patrimonio e reddito. Quest’ultimo corrisponde alla ricchezza che si ricava dal proprio lavoro, ovvero il guadagno monetario ricevuto in un intervallo di tempo come il salario o gli utili aziendali. 

Il patrimonio invece si riferisce al valore totale dei beni posseduti da un individuo o da un’organizzazione, come immobili, investimenti, conti correnti, proprietà intellettuali e altri beni di valore. Il patrimonio è la misura della ricchezza accumulata nel tempo, ed è proprio questo che viene intaccato da questa imposta. 

Cos’è dunque la tassa patrimoniale? Un contributo che grava sui capitali dei cittadini spesso utilizzata dai governi come misura per risanare il debito pubblico durante crisi economiche particolarmente gravi. 

La forma di tassa patrimoniale più famosa è quella del prelievo forzoso in cui lo Stato può prelevare dai conti correnti senza l’autorizzazione dei proprietari. Questi si troverebbero del denaro in meno in proporzione alla giacenza, per questo la tassa patrimoniale viene considerata da molti l’imposta che erode i risparmi. Ecco il significato della tassa patrimoniale sui conti correnti. Il prelievo forzoso è una pratica chiaramente impopolare e l’ultima volta è stata effettuata nel 1992

Questo prelievo forzoso scosse l’opinione pubblica e i malumori degli italiani furono molti, sembrava inaudito che lo Stato mettesse mano ai conti correnti e sottrarre il 6 per mille dei risparmi depositati. Oggi, a distanza di trent’anni, si può contare su sistemi alternativi per gestire il proprio patrimonio. Sistemi in cui il denaro è davvero tuo. I tuoi fondi in Bitcoin ad esempio sono accessibili solo a te e li puoi gestire senza intermediari. 

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La tassa patrimoniale spiegata

Data una definizione di cos’è la tassa patrimoniale, vediamo come funziona in pratica. Questa imposta può essere reale se si applica solo a un determinato bene, o soggettiva se riferita alla ricchezza totale di una persona. 

Inoltre per spiegare cos’è la tassa patrimoniale può essere utile distinguerla in straordinaria, e quindi richiesta solo una tantum, o fissa, quindi riscossa annualmente. In Italia al momento non esiste un’imposta di questo tipo fissa, tuttavia il nostro sistema tributario prevede già delle tasse sul patrimonio declinate in diverse forme. Una di queste è l’IMU, ma rientrano nella categoria anche la tassa di successione o donazione.

La tassa patrimoniale in Italia

Ora che sappiamo cos’è la tassa patrimoniale, possiamo approfondire la situazione in Italia. Come anticipato, nel nostro paese non viene riscossa in maniera ordinaria. In Francia e negli Stati Uniti ad esempio viene applicata annualmente su certe fasce di patrimonio. Anche come forma di riduzione delle diseguaglianze economiche

Negli anni gli italiani hanno pagato diverse tasse patrimoniali e subito prelievi forzati. Oltre a quello già citato del 1992 sotto il governo Amato, si verificò un prelievo forzoso nel 1919 per affrontare i debiti della Prima Guerra Mondiale, e ancora nel 1936 in seguito alla Guerra in Etiopia e nel 1940 per la Seconda Guerra Mondiale. La tassa patrimoniale per la ricostruzione post bellica nel nostro paese durò per ben 20 anni
Concludendo questo excursus su cos’è la tassa patrimoniale possiamo dire che si tratta di un argomento che suscita sempre un grande dibattito relativo all’equità dei pagamenti e alla possibilità che uno Stato intervenga in maniera diretta sui risparmi dei cittadini.

Le ultime news su XRP: perché il valore di Ripple è decollato grazie alla SEC

XRP news: valore di Ripple in volo dopo SEC. L’accaduto

Le ultime news su Ripple (XRP): è arrivata la sentenza della causa contro la SEC

Le ultime news su Ripple (XRP) potrebbero cambiare tutto: il valore della crypto è infatti decollato dopo le recenti novità, registrando un +60% che ha iniettato fiducia in tutto il mercato. 

La causa con la Securities and Exchange Commission (SEC) iniziata a Dicembre 2020 si è conclusa per il meglio, tanto che questa svolta improvvisa ha fatto ripartire tutte le altcoin. Ecco dunque le ultime news su Ripple (XRP) che hanno fatto esplodere il valore della crypto. 

XRP news: Ripple non è una security

Ripple ha vinto la causa contro la SEC, che si trascinava da ormai da più di due anni. Nel pomeriggio di ieri, giovedì 13 luglio, il giudice del distretto di New York, Annalisa Torres, ha emesso la tanto attesa sentenza: Ripple (XRP) non è una security. Nelle ore successive è poi arrivato l’annuncio di Coinbase. L’exchange ha reintrodotto la possibilità di acquistare XRP dopo che era stato obbligato dalla commissione a sospenderla.

La SEC aveva fatto causa a Ripple per via del suo token, che secondo l’ente regolatore statunitense è da considerarsi un titolo. Se avesse vinto la SEC, Ripple sarebbe stata rimossa da tutti gli exchange che operano negli Stati Uniti, perché non esiste una legislazione USA che permette di vendere crypto considerare security. Appena è stata pubblicata la notizia il prezzo di XRP è schizzato verso l’alto, in meno di 24 ore ha registrato un +80%, passando da 0,45$ ad un massimo di 0,93$.

È ripartita l’alt season?

La news su XRP e sulla vittoria di Ripple contro la SEC non è stata positiva soltanto per il prezzo di questa crypto. Le più importanti altcoin sono state tutte interessate da impetuosi movimenti rialzisti. Per esempio Stellar (XLM) ha registrato un +65%, Solana (SOL) un +47% e Polygon (MATIC) un + 29%. Questi movimenti di prezzo sono una risposta alla svolta sulla guerra alle crypto portata avanti dalla SEC e dal suo presidente Gary Gensler

Soprattutto perchè se Ripple non è da considerarsi una security, probabilmente potrebbero non esserlo neanche tutte le altre altcoin. La prima indiziata a liberarsi da questo pesante titolo potrebbe essere Ethereum, che secondo il presidente Gensler è a tutti gli effetti un titolo speculativo.


Insomma, le ultime news su Ripple XRP e la SEC potrebbero diventare un precedente giudiziario che cambierà la storia di questo settore, un pietra miliare nel processo di regolamentazione delle criptovalute.


Cosa sono i Barbie NFT. Torna la curiosità con l’uscita del film?

Barbie NFT, cosa sono? Tutte le cose da sapere in attesa del film

Tutte le cose da sapere sugli NFT di Barbie, di nuovo sotto i riflettori data l’uscita dell’atteso film

Lo sai che esistono i Barbie NFT? Se non stai più nella pelle per l’uscita del film, tanto da aver già preordinato il biglietto, ti interesserà sapere dell’esistenza di questi token non fungibili. Ci sono due diverse collezioni in circolazione, ed entrambe sono state vendute su Mattel Creation, la piattaforma dedicata ai token non fungibili dell’azienda di giocattoli che ha ideato la bambola. Ecco tutte le informazioni, i dettagli e in generale le cose da sapere sui Barbie NFT in attesa del film.

NFT Barbie e Balmain: lo stile prima di tutto

Gli NFT di Barbie dimostrano che, nonostante abbia quasi sessant’anni, la bambola non fa fatica a stare al passo con le nuove tecnologie. Nel trailer del film Margot Robbie è costretta a scegliere tra delle luccicanti scarpe con il tacco rosa e un paio di Birkenstock. I Barbie NFT invece hanno già scelto il brand da indossare! Insomma, per la “prima” nel mercato dei token non fungibili, la bambola ha indossato Balmain. 

Questa collaborazione, che è stata siglata nel 2018, è stata lanciata nel 2021 sul marketplace mintNFT. I token non fungibili della collezione sono phygital, opere d’arte fruibili sia in versione fisica che digitale. Per questo motivo sono anche stati cuciti dei capi d’abbigliamento ispirati allo stile degli NFT di Barbie, che sono poi stati venduti sia sul sito di Balmain che su quello di Mattel Creation. 

Questi Non Fungible Token rappresentano la bambola più famosa al mondo, e il suo fidato compagno Ken, avvolti da abiti eccentrici e stilosi nello stile del brand parigino. Il CMO (Chief Marketing Officer) di Balmain, Tempi Diz, ha dichiarato in occasione del lancio della collezione: “Vogliamo scommettere sul futuro degli NFT come potente strumento di coinvolgimento dei clienti per i marchi di alta moda. Credo che cambierà completamente l’industria della moda e gli NFT avranno lo stesso impatto di dei social media o, addirittura, di Internet”.

I Barbie NFT di Boss Beauties

Gli NFT di Barbie e Balmain non sono gli unici che vedono protagonista la bambola più famosa della storia. Quelli prodotti da Boss Beauties, una fondazione Web3 dedicata alle donne, hanno l’obiettivo di portare l’iconico marchio di bambole di moda nel metaverso

I token in collaborazione con Boss Beauties sono digital cards contenenti ritratti cartoon della bambola nelle vesti di una donna in carriera. Questi token non fungibili sono classificati secondo sei diversi livelli di rarità in base all’outfit (e del lavoro ad esso connesso) e al colore della cornice del ritratto.

La mission dei Barbie NFT e della fondazione Boss Beauties è chiara e coerente con quella della bambola prodotta da Mattel: ispirare e motivare le donne a fare quello che vogliono e ad essere ciò che sono realmente. Per questo motivo questi Non Fungible Token raffigurano la bambola in diverse vesti che rappresentano varie professioni.

Lisa Mayer, CEO e co-fondatrice di Boss Beauties ha dichiarato in occasione del lancio della collezione degli NFT di Barbie “Il nostro lavoro incoraggia le donne ad esplorare la nuova frontiera di Internet. I nostri valori sono in armonia con quelli di Mattel che da più di cinquant’anni ispira le ragazze a credere che possano diventare ciò che desiderano.”

Insomma le due collezioni NFT di Barbie rappresentano due caratteristiche chiave della bambola più famosa al mondo. Quella in collaborazione con Balmain celebra la passione par la moda e per gli accessori, mentre quella con Boss Beauties incoraggia le donne a raggiungere i loro obiettivi.

Real world asset (RWA): cosa sono e come funzionano i “titoli tokenizzati”

Real world asset (RWA): significato, cosa sono e come funzionano

RWA: il significato vero dei real world asset. Cosa sono e come funzionano? La nuova frontiera della finanza decentralizzata

Cosa sono i real world asset (RWA) e qual è il vero significato del termine? Questa espressione indica l’ultima tendenza della finanza decentralizzata (DeFi), per cui la proprietà di strumenti finanziari o beni fisici viene registrata in token su blockchain. La tokenizzazione sta facendo notevoli progressi negli ultimi anni, ma il concetto di trasferire in un database digitale e decentralizzato i mercati azionari o i fondi di investimento non è nuovo. Ultimamente i RWA si stanno diffondendo attirando aziende e investitori istituzionali che cominciano a prendere confidenza con le opportunità della blockchain. 

Sapere cosa sono i real world asset e come funzionano non ti farà trovare impreparat* all’avvento di questa nuova pratica, in un mondo in cui il confine tra beni fisici e digitali è sempre più sottile.  Conoscere il significato dei RWA appare oggi quasi obbligatorio.

RWA, significato: cosa sono i real world asset

La prima informazione utile per capire cosa sono i real world asset e il significato di RWA, è che questo termine viene utilizzato come sinonimo di security token ovvero “titoli tokenizzati”. Dove in inglese le “security” sono gli strumenti finanziari negoziabili. 

I real world asset sono token che rappresentano la proprietà e il valore di asset del mondo reale (non digitale) come azioni o obbligazioni, ETF o materie prime che vengono negoziati su blockchain invece che attraverso broker tradizionali. I RWA infatti possono essere comprati e venduti come una qualsiasi criptovaluta o NFT grazie al processo di tokenizzazione. 

Questa definizione di cosa sono i real world asset ricorda le stablecoin, ovvero le criptovalute che riproducono il prezzo di un bene sottostante. Per alcuni questa categoria di monete digitali rientra nel significato e nel contesto dei RWA, secondo altri invece c’è una differenza sostanziale tra questi due asset. Con i security token, i proprietari beneficiano dei rendimenti e delle variazioni di prezzo dei token e dei beni sottostanti mentre con le stablecoin hanno un andamento stabile. 

La community crypto alla domanda “cosa sono i real world asset” risponde “il nuovo volto della finanza digitale” ma soprattutto la narrativa bullish che farà ripartire il mercato in maniera definitiva. 

Controlla i prezzi delle crypto ora!

Real world asset, come funzionano

Ora che sappiamo cosa sono i real world asset e qual è il significato di RWA, vediamo come funzionano. Questi token rappresentano la quotazione di un asset sottostante quindi non hanno un valore in sé. Questo quindi non è completamente digitale perché fa riferimento a un mercato “tradizionale” di fondo. In altre parole i RWA non sostituiscono i titoli ma rappresentano un modo diverso per comprarli e detenerli. 

Al momento non esistono veri e propri exchange per RWA, vengono comprati e venduti attraverso piattaforme decentralizzate su Ethereum

Concretamente come funzionano i real world asset? Questi vengono usati per riprodurre il valore tangibile di azioni, obbligazioni, ETF, opere d’arte, materie prime come l’oro e anche nel settore immobiliare. Quest’ultimo è un buon esempio di industria che può trarre grandi benefici dalla tokenizzazione. Infatti l’immobiliare è noto per essere un campo di investimento con elevate barriere d’ingresso e processi macchinosi. Approfondiamo quindi i vantaggi dei RWA. 

Vantaggi dei real world asset

Per spiegare in maniera completa cosa sono i real world asset, il significato dei RWA e come funzionano, non possiamo prescindere dai vantaggi di questi innovativi strumenti. Il settore dei security token sta crescendo in questi anni, ma è ancora agli inizi. Il principale beneficio dei RWA consiste nell’usare la blockchain per tracciare la proprietà degli asset in maniera decentralizzata, sicura e immutabile. Nello specifico si vedrà: 

  • Aumento della liquidità: i mercati su blockchain sono sempre attivi, si può comprare comodamente in qualsiasi momento e luogo. Il mercato si allargherebbe;
  • Più accessibilità: con i security token si possono acquistare in autonomia anche porzioni di titoli con importi minimi limitati. La possibilità di esporsi con piccole cifre attirerà nuovi clienti che sono sempre stati fuori dalla finanza tradizionale
  • Costi ridotti: utilizzare servizi DeFi è più economico rispetto alla finanza tradizionale che prevede costi di intermediazione. 
  • Trasparenza: con la blockchain tutti i movimenti sono monitorati e verificabili grazie alla cronologia del libro mastro.

Un altro vantaggio da non sottovalutare è che i real world asset avvicinano chi non ha un background crypto a questa nuova tecnologia. 

RWA: esempi

Concludiamo questa panoramica su cosa sono e come funzionano i real world asset, con alcuni esempi di strumenti finanziari che sono già diventati token. 

Hamilton Lane, la società di private equity, ha collaborato con Securitize, una piattaforma di emissione di asset digitali, per tokenizzare sulla blockchain di Polygon una porzione del suo fondo azionario da 2,1 miliardi. Questi RWA richiedono un investimento minimo di 20.000 dollari, mentre l’importo minimo di investimento tradizionale è di 5 milioni di dollari. 

Allo stesso modo qualche mese fa Siemens ha rilasciato un suo bond annuale da 60 milioni di euro su blockchain. E l’Autorità monetaria di Singapore (MAS) ha svelato il Project Guardian, un programma sperimentale per la tokenizzazione di obbligazioni e depositi.

Il percorso dei security token è ancora da scrivere, in futuro potremmo vedere un boom della proprietà frazionata di una serie di asset dalle semplici proprietà come case o metalli preziosi, o azioni di aziende quotate in borsa. Parallelamente alla loro diffusione, i regolatori cominciano a interrogarsi su cosa sono i real world asset, come funzionano e sul significato dei RWA dal punto di vista legislativo.