Riunione BCE luglio: nuovo rialzo tassi. Cosa è successo?

Tutte le novità partorite dalla riunione BCE di luglio 2023: i tassi salgono ancora

La riunione BCE di luglio sotto i riflettori. L’istituto di Christine Lagarde ha scelto di alzare nuovamente i tassi di interesse di ulteriori 25 punti base, confermando così le previsioni di analisti e osservatori. 

La decisione era stata attesa non soltanto dal mercato ma anche dai meno esperti, viste le enormi ripercussioni che le scelte di Francoforte possono avere sui portafogli dei cittadini dell’Eurozona (al seguente link il calendario completo dei prossimi meeting 2023 e 2024 per tenersi sempre aggiornati). 

Il rialzo dei tassi, dunque, non ha sorpreso, ma ad attirare l’attenzione sono state le motivazioni dietro questa scelta e le eventuali indicazioni riguardanti il futuro della politica monetaria dell’Eurozona.

Riunione BCE, luglio 2023: tutte le decisioni


I tassi di interesse sono saliti ancora. È questa la decisione più importante presa oggi dal Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea. Aumentare il costo del denaro avrà nuove ripercussioni sui cittadini dell’Eurozona, che dovranno sostenere ancora una volta costi in salita.

L’inflazione, si legge nel comunicato pubblicato alle 14:15, sta scendendo ma è ancora lontana dall’obiettivo e lo sarà ancora a lungo. Per questo tutti e tre i tassi di riferimento della BCE sono stati alzati nell’odierna riunione.

“Gli andamenti osservati dopo l’ultima riunione confermano l’aspettativa che l’inflazione si ridurrà ulteriormente nel resto dell’anno, ma si manterrà su un livello superiore all’obiettivo per un prolungato periodo di tempo”.

La BCE ha comunque notato che i precedenti rialzi dei tassi hanno inasprito notevolmente le condizioni di finanziamento e hanno di conseguenza frenato la domanda. Questo, in teoria, dovrebbe contribuire a riportare l’inflazione verso l’obiettivo.

Il passaggio chiave del comunicato partorito dalla riunione BCE di luglio è risultato il seguente:

“Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di interesse di riferimento della BCE siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario a conseguire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine”.

Non si escludono, dunque, ulteriori rialzi dei tassi di interesse per il 2023. Per il momento, comunque, la situazione è la seguente:

  • Tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali: 4,25%
  • Tassi sulle operazioni di rifinanziamento marginale: 4,5%
  • Tassi sui depositi: 3,75%

Il rialzo entrerà in vigore a partire dal prossimo 2 agosto.

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Le previsioni pre-riunione

Dal mese di luglio 2022 l’istituto centrale ha rivisto al rialzo i tassi di interesse per ben 8 volte. L’inflazione dell’Eurozona, nel frattempo, è notevolmente scesa dal 10,6% di ottobre scorso al 5,5% di giugno, ma per Francoforte essa continuerà a rimanere elevata ancora per molto tempo, ben oltre il target del 2%. Una view, questa, alla base delle stime formulate dagli esperti alla vigilia del meeting. 

Un sondaggio condotto da Reuters aveva cercato di riassumere le posizioni dominanti degli analisti sull’incontro estivo dell’istituto. Ebbene, secondo le previsioni di tutti i partecipanti, la riunione BCE di luglio avrebbe partorito proprio un nuovo aumento dei tassi di interesse di 25 punti base. Alcuni degli economisti, tra l’altro, si erano detti convinti di rialzi ulteriori per settembre.

Bas van Geffen, senior macro strategist at Rabobank, aveva parlato di “decisioni quasi scontate” riferendosi alla riunione di luglio. “La domanda è se dovranno alzare a settembre oppure no”. Per l’esperto, la comunicazione sarà fondamentale anche nei prossimi mesi.

Della riunione di luglio si era parlato anche in India, dove in occasione di un incontro dei ministri delle finanze del G20, il presidente della banca centrale tedesca Joachim Nagel aveva ribadito le previsioni dominanti parlando di un rialzo tassi di 25 punti base.

“La sfida che vedo è ancora sul lato dell’inflazione. Penso che dobbiamo fare il nostro lavoro qui”.

Le previsioni degli analisti, dunque, sono state confermate dalla riunione BCE di luglio. Ma la domanda rimane: quando verrà scritta la parola fine sull’imponente stretta alla politica monetaria dell’Eurozona? In altra parole, quando torneranno a scendere i tassi di interesse? 

Riunione Fed: tutte le cose da sapere sul meeting di luglio

Le news sul FOMC fanno ripartire il mercato crypto

Nella riunione FED di luglio 2023 i tassi di interesse ai massimi di 22 anni

La riunione FED di luglio 2023 si è conclusa e i tassi di interesse sono risultati ancora una volta protagonisti. Come da previsioni, il costo del denaro è stato nuovamente rivisto dall’istituto di politica monetaria. 

Questa però non è stata l’unica decisione attenzionata dagli analisti e dal mercato, che continueranno a monitorare la comunicazione e le decisioni del FOMC (al seguente link il calendario completo di tutti i prossimi meeting). 

Oggi, tra l’altro, sarà anche il giorno della riunione BCE, sulla quale le attese non si sono mostrate molto differenti rispetto a quelle della Fed.

Riunione Fed luglio 2023: tassi ai massimi di 22 anni

L’istituto di Jerome Powell non ha lasciato spazio a dubbi o interpretazioni confermando senza troppi giri di parole le previsioni degli analisti sulla riunione FED di luglio. I tassi di interesse sono stati infatti alzati di altri 25 punti base.

Dopo la pausa di giugno, dunque, il costo del denaro è così balzato ai massimi di 22 anni, in un range compreso fra il 5,25% e il 5,5%, con una decisione del tutto unanime da parte del FOMC. 

“Per cominciare, vogliamo una crescita moderata; vogliamo che l’offerta e la domanda siano più bilanciate in tutta l’economia, incluso in particolare il mercato del lavoro. Vogliamo vedere l’inflazione”.

Nonostante gli sforzi abbiano iniziato a produrre qualche risultato sui prezzi al consumo, ha ribadito Powell, l’inflazione rimane distante dall’obiettivo del 2%. Proprio questo potrebbe giustificare ulteriori rialzi da qui alla fine dell’anno.

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Altri rialzi in arrivo? 

La stessa determinazione nel rialzare i tassi di interesse non è stata percepita sul futuro della politica monetaria. In altre parole dalla riunione FED di luglio non è emersa una chiara indicazione sul termine della violenta stretta monetaria in corso.

Il FOMC si è detto pronto a monitorare con attenzione le conseguenze dei rialzi dei tassi di interesse già decisi per determinare ulteriori future strette. Nessuna previsione di lungo termine dunque: le decisioni saranno prese di volta in volta, riunione dopo riunione. Il fine ultimo della FED rimane d’altronde sempre lo stesso: riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%. 

Riunione Fed, luglio 2023: le previsioni 

Tra gli analisti che, alla vigilia del meeting, avevano scelto di formulare le proprie previsioni sicuramente quelli di ING. Le loro stime avevano parlato chiaro mettendo nel mirino un nuovo aumento dei tassi di interesse di 25 punti base. Alla base di queste previsioni sicuramente l’andamento dell’inflazione, certo più moderato ma distante dal target. 

Anche un sondaggio condotto da Reuters aveva chiarito le posizioni degli esperti sulla riunione FED di luglio: tutti i 116 economisti ascoltati avevano dato per scontato un nuovo rialzo di 25 pb. 

Prima del meeting di luglio, alcuni avevano addirittura iniziato a pensare ai futuri tagli dei costo del denaro. Le dichiarazioni e le decisioni prese nella riunione FED di luglio però hanno reso questo scenario ancor più distante nel tempo.

DYDX: acquistare su Young Platform da oggi si può!

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DYdX: tutte le cose da sapere

Quando parliamo di dYdX, parliamo sicuramente di DeFi: si tratta del primo exchange decentralizzato dedicato agli strumenti derivati. 

La prima versione infatti viene lanciata nel lontano 2017 e riscuote subito un grande successo, attirando i più grandi investitori del settore, tra cui a16z e Polychain capital.

Il suo token, inoltre, è stato protagonista di uno dei più grandi airdrop crypto nel 2021. DYDX è un ERC-20, e viene utilizzato sia per votare all’interno della governance del progetto, sia per lo staking ma anche per ottenere sconti sulle commissioni del DEX.

Nell’ultimo periodo dYdX ha dovuto affrontare la competizione di un servizio simile su Arbitrum, GMX, che lo ha sostituito nel primato sul mercato. Tuttavia è imminente il lancio della versione 4.0 del protocollo, che include la migrazione su di una blockchain nativa e la completa decentralizzazione a livello tecnico. 

Nel prossimo futuro è prevista anche la decentralizzazione a livello governativo, che prevede l’implementazione di una DAO a sostituzione della Foundation.

Come utilizzare DYDX su Young Platform?

Ecco tutte le funzionalità disponibili per dYdX (DYDX) su Young Platform e Young Platform Pro:

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Il presente messaggio ha scopo meramente informativo. L’inserimento di una nuova cripto-attività sulla piattaforma non costituisce raccomandazione all’acquisto né garanzia sul valore futuro dell’asset in oggetto. L’utente è invitato a effettuare valutazioni autonome, tenendo conto dei rischi connessi all’investimento in cripto-attività, inclusa la possibilità di perdita totale del capitale.

Uomini più ricchi d’Italia: la classifica aggiornata

Uomini più ricchi d’Italia: la classifica aggiornata

Chi sono e quanti sono i miliardari in Italia? La classifica aggiornata degli uomini più ricchi del nostro paese

Ogni anno Forbes stila la classifica degli uomini più ricchi d’Italia e quella aggiornata al 2023 presenta diverse novità rispetto all’anno precedente. La più evidente è che in generale i miliardari nel nostro paese sono aumentati arrivando al numero di 64, contro i 52 del 2022. 

Gli uomini più ricchi d’Italia sono stati individuati a partire dal loro patrimonio calcolato il 10 marzo 2023 e considerando solo chi vive effettivamente nel Belpaese. I miliardari con cittadinanza italiana ma residenti all’estero non rientrano nella classifica. 

10. Giuseppe De Longhi e famiglia 

Al decimo posto della classifica degli uomini più ricchi d’Italia nel 2023 troviamo Giuseppe De Longhi e famiglia con un patrimonio di 3,9 miliardi di dollari. L’imprenditore trevigiano è il presidente dell’omonimo gruppo produttore di elettrodomestici. De Longhi ha 84 anni e dopo la laurea in Economia e Commercio e il servizio militare, ha rilevato le quote della società di famiglia fondata nel 1902 come laboratorio. 

9. Luca Garavoglia

Con un patrimonio di 4,1 miliardi di dollari, occupa il nono posto nella classifica degli uomini più ricchi d’Italia Luca Garavoglia. Presidente del gruppo Campari, classe 1969 e figlio di Domenico Garavoglia che nel 1984, da impiegato di lunga data, prese le redini della società dall’ultimo erede Campari e la portò al successo internazionale. Luca ha due sorelle maggiori, tra di loro hanno affrontato diverse cause legali per la distribuzione del patrimonio di famiglia. 

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8. Miuccia Prada 

Proseguiamo con i due coniugi alla guida del gruppo Prada, Miuccia e Patrizio Bertelli sono due dei più facoltosi miliardari italiani con un patrimonio di 5,4 miliardi di dollari pro capite. Miuccia Prada è la nipote di Mario, il fondatore della casa di moda, che entrò nella direzione aziendale nel 1977.

7. Patrizio Bertelli

Presidente del gruppo Prada che ha sempre accompagnato la moglie nella direzione del brand. Anche il suo patrimonio è di 5,4 miliardi $. 

6. Sergio Stevanato e famiglia

Al sesto posto della classifica degli uomini più ricchi d’Italia c’è Sergio Stevanato e famiglia con 5,5 miliardi di dollari. Stevanato è presidente dell’omonimo gruppo padovano che produce fiale, siringhe, cartucce e packaging dell’industria farmaceutica. L’azienda è la prima produttrice a livello mondiale di cartucce di insulina per la terapia del diabete.  

5. Piero Ferrari

Pietro Ferrari, figlio di Enzo fondatore della casa automobilistica, conta un patrimonio di 5,5 miliardi di dollari. È imprenditore e dirigente sportivo. 

4. Massimiliana Landini Aleotti e famiglia

Il patrimonio di Massimiliana Landini Aleotti è di 6,7 miliardi di dollari, la miliardaria italiana nel 2014 ha ereditato dal marito la casa farmaceutica Menarini. Colosso mondiale presente in 136 paesi. 

3. Silvio Berlusconi e famiglia 

Il patrimonio di Silvio Berlusconi a marzo 2023 era di 6,8 miliardi di dollari. Dopo la sua morte il suo impero commerciale e Fininvest verranno distribuiti tra gli eredi, è quindi l’ultimo anno che vedremo il suo nome nella classifica degli uomini più ricchi d’Italia.  

2. Giorgio Armani

Dopo la morte nel 2022 di Leonardo del Vecchio, fondatore di Luxottica, il secondo uomo più ricco del paese è Giorgio Armani con un patrimonio di 11,1 miliardi $. L’anno precedente era di 7,8 miliardi (+42%). Lo stilista e imprenditore ha 88 anni e ha fondato la sua azienda con Sergio Galeotti nel 1975. 

1. Giovanni Ferrero, l’uomo più ricco d’Italia

Giovanni Ferrero è in vetta alla classifica degli uomini più ricchi d’Italia dal 2018. Il suo patrimonio è superiore a quello combinato di Armani, Berlusconi, Landini Aleotti, Ferrari e Stevanato. Precisamente ammonta a 38,9 miliardi di dollari. Prima di lui il titolo era occupato da sua madre Maria Franca Fissolo. L’ultima volta che l’uomo o la donna più ricca d’Italia non è stato un Ferrero è stato nel 2007, quando il primato è appartenuto a Berlusconi. 

Giovanni Ferrero occupa il 30° posto della classifica degli uomini più ricchi del mondo, ed è diventato il secondo miliardario del settore alimentare dopo il cinese Zhong Shanshan (acqua minerale). 

Miliardari italiani, le new entry 

Nella classifica dei più ricchi, rientrano per la prima volta nel 2023 i figli di Leonardo Del Vecchio: Claudio, Marisa, Paola, Leonardo Maria, Luca e Clemente. Quest’ultimo a 18 anni è il più giovane miliardario al mondo. Grazie all’eredità sono diventati miliardari anche la vedova Nicoletta Zampillo e il figliastro Rocco Basilico. 

Sempre dopo la morte del padre, hanno fatto la loro comparsa anche Annalisa e Massimo Doris figli di Ennio di Banca Mediolanum. Rispettivamente vicepresidentessa e amministratore delegato. 

Altri nomi noti nella classifica degli uomini più ricchi d’Italia sono quelli dei Benetton, Domenico Dolce e Stefano Gabbana con un patrimonio di 2,1 miliardi a testa, John Elkann con 1,7 miliardi$ e Sandro Veronesi del gruppo Calzedonia.

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Case a 1 euro: dove trovarle e come comprarle?

Case a 1 euro: dove trovarle e come comprarle

In Italia si può davvero acquistare “case a 1 euro”. Ecco dove trovarle e come comprarle 

Esistono davvero in vendita case a 1 euro? Dove trovarle e come comprarle? Forse hai sentito parlare del progetto per la ripopolazione dei borghi italiani, chiamato appunto “case a 1 euro” che dal nostro paese ha preso piede in tutto il mondo. Da nord a sud i piccoli centri che piano piano sono stati abbandonati propongono delle case da ristrutturare a una cifra simbolica di 1 euro. L’obiettivo è quello di rilanciare l’economia e i territori delle zone più rurali, e a volte remote, d’Italia.

Il primo comune a lanciare l’iniziativa nel 2019 è stato Salemi in provincia di Trapani, un borgo abitato da circa 10.000 persone. L’amministrazione ha promosso un bando per poter comprare una di queste abitazioni, con l’obbligo di rimetterle a nuovo e stabilirsi al loro interno. A Salemi si sono uniti diversi altri paesi come Lecce nei Marsi, in pieno Parco Nazionale d’Abruzzo, Regalbuto nelle prossimità dell’Etna o Ollolai in Sardegna. Oggi sono moltissimi i comuni italiani che propongono case a 1 euro, ecco dove trovarle e come comprarle. 

Case a 1 euro, dove trovarle

Se l’idea di questo progetto ha catturato la tua attenzione, potresti chiederti dove trovare le case a 1 euro. Innanzitutto è bene sapere quali sono i comuni italiani che aderiscono all’iniziativa. Questa è una lista parziale: 

  • Albugnano – Piemonte
  • Borgomezzavalle – Piemonte
  • Carrega Ligure – Piemonte
  • Oyace – Valle d’Aosta
  • Pignone – Liguria
  • Triora – Liguria
  • Fabbriche di Vergemoli – Toscana
  • Montieri – Toscana
  • Cantiano – Marche 
  • Monte Urbano – Marche
  • Maenza – Lazio
  • Patrica – Lazio
  • Santi Cosma e Damiano – Lazio
  • Casoli – Abruzzo
  • Penne – Abruzzo
  • Pratola Peligna – Abruzzo
  • Castropignano – Molise
  • Candela – Puglia
  • Biccari – Puglia
  • Caprarica di Lecce – Puglia
  • Laurenzana – Basilicata
  • Acerenza – Basilicata
  • Chiaromonte – Basilicata
  • Ripacandida – Campania
  • Altavilla Salentina – Campania
  • Bisaccia – Campania
  • Belcastro – Calabria
  • Maida – Calabria
  • Rose – Calabria
  • Bonnaro – Sardegna
  • Ollolai – Sardegna
  • Nulvi – Sardegna
  • Augusta – Sicilia
  • Caltagirone – Sicilia
  • Canicattì – Sicilia

Esistono dei siti web specializzati in cui consultare la lista completa dei comuni dove trovare case a 1 euro e i relativi bandi per fare domanda, pubblicati a cadenza annuale.

Il mercato delle case a 1 euro è un ramo molto particolare di quello immobiliare. Con le esigenze della società che si evolvono in fretta, anche questo settore è pieno di novità. L’ultima viene dalla blockchain e dalla tokenizzazione degli asset immobiliari, per cui la proprietà delle abitazioni può essere frammentata in token acquistabili anche con piccole cifre. 

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Case a 1 euro: come comprare

La prima cosa da tenere a mente prima di comprare case a 1 euro è che nella maggior parte dei casi si tratta di edifici abbandonati e fatiscenti. L’obiettivo del progetto è quello di riportarle a uno stato abitabile, chi decide di acquistarle quindi deve prevedere un piano di ristrutturazione.  

Le case a 1 euro si comprano tramite bandi e aste pubbliche, l’adesione è molto ampia. Infatti arrivano offerte da tutti i paesi del mondo come Stati Uniti, Cina, Russia e Francia. Per questo è necessario consultare spesso le comunicazioni ufficiali delle amministrazioni e seguire tutte le istruzioni per partecipare. Ogni bando, che varia da comune a comune, stabilisce il tempo concesso per ristrutturare gli immobili. Generalmente dai 6 mesi a qualche anno. 

Ma allora come comprare case a 1 euro? Per partecipare ai bandi bisogna soddisfare dei requisiti: essere cittadini italiani, extracomunitari o comunitari che presentano un progetto di rivalutazione entro massimo 6 mesi dal bando. Chi partecipa al bando lo può fare per scopi abitativi ma anche per progetti turistici o aziendali, le case ristrutturate non possono poi essere rimesse in vendita. Questo perché i bandi si rivolgono principalmente a chi desidera vivere nella casa che rimette a nuovo, in linea con l’obiettivo dell’iniziativa di contrastare il declino demografico. 

Comprare case a 1 euro significa anche sostenere spese notarili, di volture e accatastamento e pagare le tasse sugli immobili previste dalla legge. Ad esempio se si trattasse di una seconda casa sarebbe previsto il pagamento dell’IMU
Tutte le informazioni sulle case a 1 euro, dove trovarle e come comprarle, sono particolarmente ricercate all’estero da chi non vuole perdere l’occasione di abitare in alcuni dei luoghi più caratteristici d’Italia.

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AMA su Young (YNG): aggiornamento trimestrale (Q2 2023)

Il token Young (YNG) ha da poco festeggiato il primo anno dal lancio! Come ogni trimestre, non mancate all’incontro con il CFO e Co-founder Alexandru Stefan Gheban e il Community Specialist Filippo Iachello sugli sviluppi del nostro token. 

A seguito della pubblicazione del Report del Token YNG Q2 2023, una LIVE per approfondire gli aggiornamenti sul token YNG e le strategie messe in atto. 

Ecco i punti principali che affronteremo durante la LIVE: 

Il Token YNG in numeri 

  • La circulating supply del token YNG è aumentata di 700.000 nuovi token, portandola a circa 22,7 milioni. 
  • Il numero di iscritti ai Club Young ha visto un incremento del 12%, comportando una maggiore stabilità nel prezzo di YNG. 

Goal e nuovi obiettivi

  • Nel secondo trimestre del 2023 ci siamo focalizzati sul tema tasse, rilasciando il Report Fiscale utile alla dichiarazione prevista dalla nuova normativa. 
  • Perseguendo la nostra mission educativa, è stata rilasciata la prima versione della nuova interfaccia dell’app Step, la cui logica di disrtibuzione del token è volta a consolidare la stabilità del prezzo di YNG. 
  • Cercando una comunicazione sempre maggiore con la nostra community, abbiamo inoltre lavorato su Twitter e Discord, il primo deputato alla promozione del token YNG e il secondo a stabilire un contatto diretto tra la nostra community e il Team Young Platform. 
  • Sono iniziate le attività di buyback per sostenere il prezzo del token e abbiamo in programma di espandere il listing su altri exchange.  
  • Le novità per il prossimo trimestre sono rivolte ai benefit Club, al listing di nuove monete e ai lavori sull’Earning Wallet

Per non perderti nessuna di queste novità e partecipare attivamente alla discussione con domande e riflessioni, clicca sul link e attiva la campanella per non perderti l’appuntamento!

Puoi seguire la LIVE su Youtube, Facebook e Twitch.  

Ti aspettiamo il 19 luglio alle 18:00! 

Comprare casa all’asta: come fare

Comprare casa all'asta: come fare? La guida

Come fare per comprare casa all’asta? Le cose da sapere, i rischi associati a questa attività e le modalità di pagamento

Come fare per comprare casa all’asta? Questa potrebbe essere la soluzione che fa per te se stai cercando un modo per trovare un’abitazione a un prezzo vantaggioso. Ma attenzione, non lasciarti sedurre dalle promesse di grandi affari senza conoscere i rischi e i dettagli del processo. In questo articolo scoprirai come muoverti in maniera intelligente e consapevole.

Comprare casa all’asta: quando conviene?

Comprare casa all’asta può essere conveniente in diverse circostanze, perchè spesso ti consente di ottenere una proprietà a un prezzo inferiore rispetto al suo valore di mercato. Con un acquisto tramite asta immobiliare è possibile ottenere uno sconto fino al 50% sul prezzo dell’abitazione. Queste abitazioni attirano meno acquirenti rispetto a quelle tradizionali, e ciò solitamente comporta una minore concorrenza e prezzi più bassi.

Inoltre, se sei un investitore immobiliare esperto, questo tipo di vendita può rivelarsi un’ottima occasione per ampliare il tuo portafoglio di immobili. La natura competitiva delle aste può far crollare i prezzi delle proprietà, consentendo di ottenere un ritorno sul tuo investimento più sostanzioso. Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente i costi, il potenziale di apprezzamento e la domanda del mercato locale, e tenere conto dei rischi che corri quando decidi di comprare casa all’asta.

Le cose da sapere

Comprare una casa all’asta vuol dire aggiudicarsi un immobile che ha subito un percorso particolare. Alla base della vendita potrebbe esserci un pignoramento a privati o aziende, oppure la scelta di un ente pubblico di liberarsi di una casa non utilizzata. Una volta che l’abitazione viene messa all’asta il tribunale di competenza pubblica attraverso il suo sito internet tutte le informazioni utili per partecipare. 

Chiunque, ad eccezione del debitore o ex proprietario dell’immobile può acquistare offrendo una quantità di denaro superiore al prezzo di partenza. Il derivato di questa vendita viene poi utilizzato per ripagare le banche e i creditori del debitore a cui è stato pignorato l’immobile.

I rischi

Se ti stai chiedendo come fare per comprare una casa all’asta vorrai sicuramente essere informato sui rischi che corri acquistando un’abitazione attraverso questa modalità. Innanzitutto, molte delle proprietà messe all’asta sono vendute “come sono”, il che significa che potresti trovarti di fronte a problemi strutturali, danni o case che necessitano di una eccessiva manutenzione. Spesso in queste case sono presenti infiltrazioni d’acqua e problemi elettrici o termici che potrebbero richiedere costosi interventi di riparazione o ristrutturazione.

Senza contare che potresti non avere il tempo di fare un’ispezione approfondita e dovrai fare affidamento sulle informazioni che hai a disposizione. Pertanto, è consigliabile adottare una strategia conservativa, prevedendo costi aggiuntivi per la ristrutturazione o la risoluzione di eventuali problemi che potrebbero emergere successivamente.

Un altro rischio da considerare riguarda le informazioni incomplete che potresti ricevere sulla casa all’asta che vuoi comprare. In alcuni casi, potrebbero non essere disponibili dettagli completi sulla storia della proprietà, i debiti o le ipoteche ad essa associate. Per mitigare questo rischio, puoi consultare i registri pubblici, contattare l’ufficio catastale locale e cercare informazioni sulle tasse e gli oneri pendenti sulla proprietà. È anche consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato nel settore immobiliare che possa supportarvi nella comprensione di tutti gli aspetti legali e amministrativi della transazione.

Come comprare casa all’asta: metodi di pagamento

Infine per comprare una casa all’asta devi conoscere le modalità di pagamento attraverso le quali acquistarla. La transazione di acquisto deve essere effettuata velocemente, in caso contrario qualcuno potrebbe superare l’offerta e aggiudicarsi l’immobile al posto vostro. Le modalità di pagamento possono variare a seconda dell’asta e delle condizioni specifiche, ma questi sono i metodi più comuni:

  • Contanti: In molte aste, il pagamento completo in contanti è richiesto entro un periodo di tempo prestabilito. Ciò significa che dovrai disporre dei fondi necessari per coprire l’intero importo dell’acquisto.
  • Finanziamento: In alcuni casi, potrebbe essere possibile ottenere un finanziamento immobiliare o un mutuo per coprire il costo della casa all’asta. Se scegli questa modalità è importante che ti ricordi di avviare il processo di ottenimento del prestito prima dell’asta stessa
  • Deposito cauzionale: In genere, per comprare casa all’asta è richiesto anche il versamento di un deposito cauzionale come segno di impegno. Questo deposito viene di solito restituito se l’asta viene annullata o se la tua offerta non viene accettata. Assicurati di conoscere l’importo richiesto e le modalità di pagamento del deposito per evitare inconvenienti.

A questo punto hai tutte le informazioni per valutare se vale la pena e come fare per comprare una casa all’asta. Questa tipologia di acquisto può essere un’opportunità ma comporta anche dei rischi.

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Tassa patrimoniale cos’è, la spiegazione completa

Tassa patrimoniale; cos’è? La spiegazione completa

Che cos’è la tassa patrimoniale e come funziona? Chi la paga in Italia? 

Cos’è la tassa patrimoniale? Questa è un’imposta che colpisce il capitale detenuto in Italia e all’estero, sia di persone fisiche che giuridiche. A differenza dell’IRPEF che ha un impatto sul reddito, la patrimoniale fa riferimento alla ricchezza accumulata. 

In breve con questa tassa uno Stato può prendere una parte del capitale dei suoi cittadini per rafforzare le sue casse e far fronte a spese straordinarie oppure come strumento per pareggiare le disparità economiche. Esistono diverse tipologie di questa imposta e alcune le paghiamo già, magari senza saperlo. Ecco cos’è la tassa patrimoniale, come funziona e la situazione in Italia.

Tassa patrimoniale, cos’è 

Per definire cos’è la tassa patrimoniale, dobbiamo innanzitutto spiegare la differenza tra patrimonio e reddito. Quest’ultimo corrisponde alla ricchezza che si ricava dal proprio lavoro, ovvero il guadagno monetario ricevuto in un intervallo di tempo come il salario o gli utili aziendali. 

Il patrimonio invece si riferisce al valore totale dei beni posseduti da un individuo o da un’organizzazione, come immobili, investimenti, conti correnti, proprietà intellettuali e altri beni di valore. Il patrimonio è la misura della ricchezza accumulata nel tempo, ed è proprio questo che viene intaccato da questa imposta. 

Cos’è dunque la tassa patrimoniale? Un contributo che grava sui capitali dei cittadini spesso utilizzata dai governi come misura per risanare il debito pubblico durante crisi economiche particolarmente gravi. 

La forma di tassa patrimoniale più famosa è quella del prelievo forzoso in cui lo Stato può prelevare dai conti correnti senza l’autorizzazione dei proprietari. Questi si troverebbero del denaro in meno in proporzione alla giacenza, per questo la tassa patrimoniale viene considerata da molti l’imposta che erode i risparmi. Ecco il significato della tassa patrimoniale sui conti correnti. Il prelievo forzoso è una pratica chiaramente impopolare e l’ultima volta è stata effettuata nel 1992

Questo prelievo forzoso scosse l’opinione pubblica e i malumori degli italiani furono molti, sembrava inaudito che lo Stato mettesse mano ai conti correnti e sottrarre il 6 per mille dei risparmi depositati. Oggi, a distanza di trent’anni, si può contare su sistemi alternativi per gestire il proprio patrimonio. Sistemi in cui il denaro è davvero tuo. I tuoi fondi in Bitcoin ad esempio sono accessibili solo a te e li puoi gestire senza intermediari. 

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La tassa patrimoniale spiegata

Data una definizione di cos’è la tassa patrimoniale, vediamo come funziona in pratica. Questa imposta può essere reale se si applica solo a un determinato bene, o soggettiva se riferita alla ricchezza totale di una persona. 

Inoltre per spiegare cos’è la tassa patrimoniale può essere utile distinguerla in straordinaria, e quindi richiesta solo una tantum, o fissa, quindi riscossa annualmente. In Italia al momento non esiste un’imposta di questo tipo fissa, tuttavia il nostro sistema tributario prevede già delle tasse sul patrimonio declinate in diverse forme. Una di queste è l’IMU, ma rientrano nella categoria anche la tassa di successione o donazione.

La tassa patrimoniale in Italia

Ora che sappiamo cos’è la tassa patrimoniale, possiamo approfondire la situazione in Italia. Come anticipato, nel nostro paese non viene riscossa in maniera ordinaria. In Francia e negli Stati Uniti ad esempio viene applicata annualmente su certe fasce di patrimonio. Anche come forma di riduzione delle diseguaglianze economiche

Negli anni gli italiani hanno pagato diverse tasse patrimoniali e subito prelievi forzati. Oltre a quello già citato del 1992 sotto il governo Amato, si verificò un prelievo forzoso nel 1919 per affrontare i debiti della Prima Guerra Mondiale, e ancora nel 1936 in seguito alla Guerra in Etiopia e nel 1940 per la Seconda Guerra Mondiale. La tassa patrimoniale per la ricostruzione post bellica nel nostro paese durò per ben 20 anni
Concludendo questo excursus su cos’è la tassa patrimoniale possiamo dire che si tratta di un argomento che suscita sempre un grande dibattito relativo all’equità dei pagamenti e alla possibilità che uno Stato intervenga in maniera diretta sui risparmi dei cittadini.

Bitcoin e il suo impatto energetico: sfatiamo i tabù

Un nuovo appuntamento in LIVE, lunedì 17 luglio alle 18:00

Con il nostro Amministratore Delegato Andrea Ferrero ci sarà un ospite speciale, Francesca Failoni CFO di Alps Blockchain con cui  parleremo di un grande tabù: il consumo energetico di Bitcoin. 

Spoiler: Bitcoin è molto più green di quanto si pensi! 

Alps Blockchain: innovativi per natura

Alps Blockchain è un’organizzazione che vuole costruire un ponte tra la tecnologia blockchain e il mondo delle fonti rinnovabili. Il loro obiettivo principale è rendere il mining professionale sostenibile e valorizzare l’energia green del nostro territorio.

Che tu sia spinto da curiosità o voglia rendere il mining un secondo lavoro, questa è la tua occasione per chiedere tutte le informazioni che vuoi!

Il consumo energetico di Bitcoin: la verità sulla Proof of Work

Si parla molto del consumo energetico di Bitcoin, ma cerchiamo di distinguere tra consumo e inquinamento reale. La maggior parte dell’energia utilizzata nelle mining farm proviene da fonti tradizionali, ma questo non significa che Bitcoin debba inquinare. Non è piuttosto strano che non si parli mai del reale impatto del sistema bancario o dell’estrazione dell’oro? 

Bitcoin e le energie rinnovabili: una partnership promettente

Una cosa interessante è che il mining di Bitcoin può incentivare l’utilizzoa di fonti di energia rinnovabile, come di fatto sta già accadendo. I miner possono svolgere un ruolo chiave nello sviluppo di queste fonti, fornendo un incentivo economico per la creazione di nuovi hub energetici.

Quindi non perderti la LIVE di lunedì 17 luglio ALLE 18:00! 

È il momento di andare oltre i pregiudizi e comprendere a pieno l’impatto energetico di Bitcoin.

Imposta il promemoria e munisciti di curiosità, ci vediamo qui sotto!

La live verrà trasmessa su Youtube, Twitch, Linkedin e Facebook 💚

Token YNG: Report 2° Trimestre 2023

Token Young (YNG): Report Speciale lancio su Uniswap (Q3 2025)

Il report del secondo trimestre del token YNG, con un approfondimento sui Club e le ultime novità in arrivo!

A giugno il token Young (YNG) ha compiuto un anno. Cosa è successo nell’ultimo trimestre? Quanti token sono stati emessi, acquistati e venduti, che obiettivi abbiamo raggiunto e quali sono i prossimi passi da compiere? Puoi trovare una panoramica completa in questo report, redatto all’inizio di Luglio 2023.

I numeri dei Club di Young Platform

YNG è l’utility token di Young Platform che garantisce l’accesso ai Club: i piani di sottoscrizione che offrono vantaggi esclusivi dedicati ai nostri più grandi sostenitori. 

I Club, in questo momento, sono composti da 1525 persone, suddivise in: 

  • 1099 per il club Bronze;
  • 220 per il club Silver;
  • 133 per il club Gold;
  • 73 per il club Platinum.

Per iscriversi a un Club è necessario bloccare, sull’exchange di Young Platform, una certa quantità di YNG; per questo motivo il numero di membri iscritti ci fornisce un dato rilevante sulla distribuzione del token. In altre parole più persone si iscrivono ad un Club e minore sarà la selling pressure (pressione di vendita) su YNG, dato che una maggiore quantità di token è bloccata. Qual è la conseguenza principale? Una maggiore stabilità del prezzo di YNG. Rispetto all’ultimo report i membri dei Club sono cresciuti del 12%

Distribuzione del token YNG

Il numero di YNG in circolazione a fine Marzo era circa 22 milioni. La circulating supply (disponibilità circolante) ad inizio Luglio ammonta a circa 22,7 milioni, il che significa che c’è stato un incremento netto di circa 700.000 token, pari al 3.1%. 

Questi token sono stati distribuiti tramite l’app Young Platform Step in diversi modi: 

  • 15.840 tramite il completamento dei Quiz 
  • 400.157 tramite la vincita delle Sfide
  • 270.250 tramite l’uso della funzione Up&Down

Il mercato del token YNG è gestito tramite un algoritmo che definisce il tasso di cambio grazie a due pool di liquidità sottostanti, rispettivamente in EUR e YNG. Inizialmente queste pool contenevano:

  • 1M Euro;
  • 4M YNG.

Considerando le vendite e gli acquisti di token gestiti negli scorsi mesi, ad inizio Luglio 2023 le pool contenevano:

  • 695,3K Euro;
  • 6,01M YNG.

Questa configurazione è il risultato degli acquisti e delle vendite effettuati durante il primo trimestre, riassunti di seguito insieme all’andamento di prezzo:

Gli obiettivi raggiunti e i prossimi passi da compiere

Gli obiettivi raggiunti in questo secondo trimestre sono stati tanti. Abbiamo rilasciato il Report Fiscale, uno strumento che rende incredibilmente semplice la dichiarazione dei propri crypto-asset. È arrivata la nuova versione di Step e siamo ripartiti con i listing di altre criptovalute sul nostro exchange. Inoltre abbiamo rinnovato completamente il nostro server Discord e stiamo per rilasciare dei nuovi vantaggi sotto forma di voucher. Gli spoiler finiscono qua, scopri nel dettaglio tutti gli obiettivi che abbiamo raggiunto durante questo trimestre e quello che ci aspetta per il prossimo.

Discord

Il nostro server Discord era nato principalmente come canale di supporto, ma date le grandissime potenzialità della piattaforma abbiamo deciso di ristrutturarlo completamente. Da qualche settimana il server Discord di Young Platoform è lo spazio dedicato alla nostra community. Le parole chiave della nuova versione sono: semplicità, discussione e gamification.

Gli utenti che sono già all’interno del server potrebbero aver notato che è presente una leaderboard in cui i membri del server vengono classificati in base agli XP (punti esperienza) che possiedono.

Per guadagnare punti esperienza per ora puoi:

  • Partecipare alle conversazioni;
  • Aiutare gli altri utenti;
  • Postare meme sul canale dedicato;
  • Indovinare le risposte dei sondaggi.

Ma abbiamo in serbo tantissime altre modalità per guadagnare XP, tra le quali:

  • Vincere meme contest o quiz;
  • Interagire con i nostri contenuti social;
  • Invitare amici ad unirsi al server.

Ma veniamo alla parte più interessante, e quindi rispondiamo alla domanda principale: a cosa serve questa classifica? Utilizzeremo la leaderboard per premiare gli utenti più attivi del server, quelli che più si impegnano a far crescere il nostro ecosistema

Alcuni dei premi che potrebbero arrivare già durante questo trimestre sono: 

  • Airdrop di YNG;
  • Un mese di membership Club gratuita;
  • Merchandising esclusivo.

Ma le sorprese non finiscono qui! Stiamo creando un ruolo di Discord esclusivo per gli utenti iscritti al Club Platinum. Nel caso tu non lo conosca, il ruolo è come una passepartout che ti permette di accedere a sezioni normalmente non visibili. Grazie a questo status potrai utilizzare il canale a te dedicato per comunicare direttamente con il nostro team e con gli altri grandi sostenitori di Young Platform.

Twitter

Twitter diventerà il social principale per le attività di promozione del token YNG. Sarà la sede dove rinforzeremo la collaborazione con membri di spicco del settore che già ci sostengono e dove ne instaureremo di nuove. Inoltre stiamo implementando un sistema di ricompense automatiche (tramite il dialogo tra Twitter e Discord) volto a premiare gli utenti che ci aiuteranno a crescere sul social. 

Sul nostro profilo Twitter postiamo quotidianamente contenuti e meme, non dimenticare di seguirci!

Buyback

Le operazioni di buyback volte a incentivare lo scambio del token YNG inizieranno la prossima settimana! Verranno eseguite due diverse tipologie di intervento. La prima sarà un’operazione “one-shot” di riacquisto, volta a bilanciare l’ammontare di EUR destinato alla pool. La seconda è un’operazione mista che prevede il riacquisto periodico di token. 

Attraverso il primo buyback, che durerà quattro settimane, verranno effettuati 4 acquisti settimanali da 15.500€ per un totale di 62.000€. Subito dopo piazzeremo un ordine limite per utilizzare la metà rimanente. Abbiamo pianificato questo tipo di buyback per sostenere il prezzo che verrà raggiunto grazie al primo acquisto ed evitare fenomeni di pump and dump. Se, al termine della settimana, l’ordine limite non dovesse essere completato al 100% acquisteremo a mercato la parte di token rimanente, in modo da completare l’operazione.

Una parte dei token che riacquisteremo saranno utilizzati per finanziare campagne che hanno come obiettivo principale quello di premiare la community e, in particolare, i suoi membri più attivi.

Report Fiscale

A maggio abbiamo introdotto la funzionalità “Report Fiscale” che semplifica la dichiarazione di plusvalenze e minusvalenze da parte dell’utente, mettendo a disposizione in download il documento per le dichiarazioni fiscali in formato Pdf. Il Report Fiscale è stato realizzato in collaborazione con Taxtris ed è il primo servizio di questo tipo offerto da un exchange italiano.

La nuova versione di Step

Il rilascio della nuova versione di Step, a cui lavoriamo dallo scorso anno, è strettamente collegato al futuro del nostro token. Questo rinnovamento, attraverso le nuove modalità di emissione dei token, ridurrà gradualmente la selling pressure su YNG, già molto più mite rispetto al periodo pre lancio. 

Airdrop & Voucher

Nel terzo trimestre del 2023 arriveranno anche altri incredibili vantaggi per i club sotto forma di voucher. L’annuncio della prima collaborazione in arrivo è imminente (presumibilmente la prossima settimana) perciò seguite il nostro blog e i nostri canali social.

Un’altro obiettivo che ci poniamo riguarda la ridistribuzione dei token Young che riacquisteremo grazie al Buyback. Questa arriverà anche attraverso degli airdrop pensati per premiare i membri della nostra community.

Token tracking (CoinMarketCap e CoinGecko)

In questo trimestre abbiamo anche continuato a sollecitare settimanalmente CoinMarketCap e Coingecko. Questa attività ha prodotto qualche risultato anche se in misura inferiore rispetto a quello che ci aspettavamo. Siamo attualmente listati come exchange su CoinMarketCap, mentre il token YNG compare su CoinGecko anche se, per ora, per entrambe le pagine non sono disponibili i volumi di scambio. Siamo in contatto con i rispettivi team e crediamo sarà possibile portare a termine questa attività entro la fine di questo trimestre.

Listing

Grazie alle iniziative che ci hanno permesso di mitigare la selling pressure, stiamo valutando di listare il nostro token su altri exchange. Come già anticipato nello scorso report abbiamo aperto i tavoli con alcuni exchange centralizzati. Non prevediamo però di concludere questa attività prima della fine del trimestre perché stiamo valutando contemporaneamente di aprirci al mercato decentralizzato (DEX).

Earning Wallet

Il team Prodotto sta lavorando alla nuova versione della funzionalità “Earning wallet”, come già anticipato nel nostro ultimo report. Il nostro obiettivo è quello di fornire una soluzione decentralizzata, in modo da poter gestire il servizio senza l’aiuto di intermediari o provider esterni. La soluzione tecnologica da integrare è già stata individuata, tuttavia i tempi di implementazione sono condizionati dall’esito degli enti regolatori, vale a dire dell’AdE (Agenzia delle Entrate), che valuta l’aspetto fiscale e di definizione, e dalla CONSOB, responsabile dell’attuazione del decreto Fintech.  

Non perderti la LIVE sul Token YNG il 19 Luglio!

Un caloroso saluto dal Team Young Platform