Solana Pay, come funzionano i pagamenti P2P con SOL

Come funziona Solana Pay

Solana Labs ha annunciato il lancio di Solana Pay, un protocollo decentralizzato di pagamenti istantanei e contactless. 

Solana, la blockchain per dapp scalabili, ha a disposizione una nuova richiestissima funzione: un sistema di pagamento chiamato Solana Pay. Questo protocollo per pagamenti decentralizzati vuole reinventare il rapporto tra clienti e aziende grazie alla sua struttura peer-to-peer. Finanziato da aziende come Slope e Circle, creatori della stablecoin USD Coin, il protocollo è già utilizzabile! Vediamo come funziona Solana Pay.

Arriva il peer-to-peer dei pagamenti

I pagamenti digitali al giorno d’oggi sono fondamentali. Sia che vogliamo acquistare in un negozio fisico con il contactless sia che vogliamo fare un checkout rapido su un sito di e-commerce, è chiaro che i contanti stiano perdendo il loro ruolo di rilievo. Gli attuali sistemi di pagamento sono centralizzati e gestiti da intermediari, e uno degli obiettivi della community crypto è sempre stato la semplificazione dei pagamenti peer-to-peer.

Solana Pay è un sistema di pagamento decentralizzato che consente lo scambio di USD Coin, SOL e gli altri token nativi su Solana. In particolare, il trasferimento di USDC è supportato da Circle: i negozianti possono trasferire immediatamente i fondi sul loro account, e anche trasformarli automaticamente in valuta fiat.

E i pagamenti in negozio? Solana Pay pensa anche a quelli

Il protocollo è già stato testato con successo da alcuni utenti su Reddit, che sembrano molto soddisfatti dalla velocità di Solana Pay. Adesso, Solana Labs è al lavoro per ottimizzare il sistema e farlo funzionare anche in negozi fisici con dei POS. Per effettuare un pagamento basta scannerizzare un semplice QR code, ma l’obiettivo di Solana Pay non è solo quello di permettere pagamenti in crypto.

“[Il protocollo] vuole cambiare l’intero paradigma dei pagamenti” ha detto Sheraz Shere, responsabile dei pagamenti di Solana Labs, “e affidare ai negozianti il controllo sulla loro attività, dandogli un ecosistema decentralizzato e P2P per rendere possibili nuove esperienze commerciali sul web3”.

Di fatto, Solana Pay vuole sostituire mailing list e coupon e creare un mezzo di comunicazione diretto via blockchain. Dopo un acquisto, il negoziante potrebbe regalare un NFT al wallet del cliente che ha effettuato la transazione, o ricordargli automaticamente dell’arrivo di una nuova collezione di accessori. Tutto questo in un ecosistema con commissioni basse e senza intermediari.

Problemi di congestione in vista? Yakovenko è già al lavoro

Alcuni esperti temono che Solana potrebbe risentire del peso in più portato dal nuovo protocollo di pagamento. Nonostante le elevate transazioni al secondo che la piattaforma può sostenere, la tanto attesa mass adoption potrebbe essere rallentata nel caso in cui i pagamenti non siano istantanei e affidabili come promesso.

Il CEO di Solana, Anatoly Yakovenko, ha proposto su GitHub di introdurre un “fee market”, simile ai sistemi già in uso su altre blockchain Layer 1. Cos’è e a che serve il fee market? Su Solana, come su tutte le piattaforme, c’è sempre il rischio che alcuni wallet intasino volontariamente la rete per creare spam. Per evitare ciò, una delle idee proposte prevede di aumentare le commissioni pagate quando si effettuano troppe transazioni consecutivamente. In questo modo, la rete punisce gli spammer, mentre gli utenti regolari non incorrono in nessuna penalità.

Oltre a questo, Yakovenko vuole anche introdurre un sistema di mance. Nel caso in cui un utente voglia finalizzare la propria transazione senza attese, può pagare una piccola mancia e assicurarsi quindi la priorità. Gli sviluppatori sono convinti che questo non aumenterà le commissioni per gli utenti che preferiscono non pagare le mance, rassicurando quindi che Solana non soffrirà mai gli stessi problemi di Ethereum. Nel frattempo, però, darà modo a chi ha bisogno di transazioni praticamente istantanee di pagare un piccolo sovrapprezzo in cambio di questo bonus. “Dobbiamo implementarlo ASAP”, ha scritto Yakovenko su GitHub.

Ora che sai come funziona, sei pronto a pagare in crypto con Solana Pay?

Proof of Humanity: l’identità digitale su Ethereum

Ethereum cos’è Proof of humanity per l’identità digitale

Si chiama Proof of Humanity e ambisce a risolvere i problemi legati alla conferma dell’identità su internet. È una delle applicazioni di Ethereum preferita da Vitalik Buterin!

Di recente hai avuto a che fare con lo SPID e perso la voglia di vivere cercando di attivarlo a tutti i tuoi parenti? Quante volte navigando online hai dovuto spuntare la casella “non sono un robot” o selezionare tutte le immagini che contengono un semaforo? Un’identità digitale certificata ormai è necessaria per tantissime cose, dallo shopping online alle operazioni bancarie. Proof of Humanity è un’applicazione della blockchain di Ethereum che ti permette di creare la tua identità digitale una volta per tutte. 

Che cos’è Proof of Humanity?

Proof of Humanity (PoH) è un sistema di verifica di umanità su Ethereum. È un protocollo che combina diversi sistemi di sicurezza del web, i test di Turing invertiti e altri meccanismi di verifica per creare un database di utenti di internet certificati come esseri umani verificati. In questo senso Proof of Humanity è un’applicazione di Ethereum che cerca di migliorare e risolvere i problemi delle attuali verifiche di identità. Chi decide di registrarsi su PoH avrà garantita la sua umanità per sempre. In questo modo potrà accedere a servizi online senza dover dimostrare ogni volta di non essere un bot.

Come funziona Proof of Humanity?

Il primo passo da fare per ottenere la propria certificazione è connettere il proprio wallet e completare le informazioni richieste per l’iscrizione. Per l’approvazione finale bisogna superare diversi step di verifica che aumentano gradualmente di complessità. A prima vista i video e le foto richieste possono risultare troppo specifici, tuttavia tutti questi passaggi servono a Proof of Humanity per ottenere tutte le garanzie possibili per stabilire con certezza che ha davanti a sé un essere umano. Tra queste verifiche ci sono ad esempio il caricamento di un video in cui si sente la tua voce pronunciare una data frase, o la visibilità del tuo address Ethereum sul tuo profilo. 

Un altro livello di sicurezza che adotta PoH è la richiesta di una conferma da parte degli utenti già registrati: coloro che hanno già ottenuto la certificazione di identità hanno il compito di segnalare eventuali profili sospetti e confermare quelli in regola. 

Al momento dell’iscrizione, inoltre, viene richiesto il pagamento di una quota che verrà restituita una volta che la certificazione sarà andata a buon fine, un ulteriore modo per scoraggiare profili falsi. I passi per registrarti su Proof of Humanity sono:

  • Registrazione: inserimento dei dati richiesti;
  • Messa alla prova: in questo momento gli altri utenti possono esprimere i loro sospetti su profili che non sembrano rispondere alle linee guida;
  • Vouching: il profilo aspetta l’approvazione di un utente già registrato;
  • Registrazione: il profilo è stato certificato e registrato su Proof of Humanity.

Perché è un’applicazione di Ethereum così decisiva?

Proof of Humanity sfrutta la tecnologia della blockchain per rispondere a un problema concreto della vita delle persone e per tutte le sue potenzialità ha ottenuto l’appoggio e l’entusiasmo di Vitalik Buterin, il fondatore di Ethereum. Certificare che un utente di internet sia un essere umano sta diventando un’operazione molto complessa, al momento il metodo più usato è quello dei CAPTCHA (Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart) che tuttavia rischiano di diventare sempre più obsoleti. I CAPTCHA all’inizio degli anni 2000 riuscivano a fermare i bot chiedendo agli utenti di decodificare delle semplici scritte (sequenze di lettere e numeri), con il passare del tempo questi testi dovevano essere più deformati o oscurati per stare al passo con l’aggiornamento dei programmi di riconoscimento ottico dei caratteri. L’intelligenza artificiale veniva migliorata in maniera indiretta mano a mano che gli esseri umani risolvevano i CAPTCHA.

Oggi questo meccanismo appare come una griglia formata da più fotografie in cui segnalare la presenza di un determinato elemento, creare dei CAPTCHA efficaci e che possano garantire la sicurezza è complesso e oneroso. Più l’intelligenza artificiale si sviluppa, più è difficile stabilire l’identità umana. Con Proof of Humanity si potrebbe ovviare a questo sistema di verifica certificando la propria “umanità” sulla blockchain, riducendo la nascita di account falsi e migliorando la qualità della navigazione. 

Un’occasione per dare un’identità a tutti

Secondo i dati della World Bank ci sono 987 milioni di persone nel mondo che non hanno un’identità legale, sono principalmente persone che vivono in paesi a basso reddito. Tra loro il 45% sono donne e il 28% sono uomini. L’identità nel mondo che conosciamo è indispensabile, non si tratta solo di fare shopping online ma di accedere a servizi primari come quelli sanitari, finanziari, o anche solo viaggiare e votare. Senza un documento di identità non puoi aprire un conto in banca né prendere un aereo. Chi ha un profilo registrato su Proof of Humanity riceve, a partire dall’iscrizione, dei token UBI che garantiscono un reddito minimo universale. In media un utente di PoH riceve dai 50 ai 100 dollari in token UBI al mese, disponibili grazie a operazioni di fundraising e dal finanziamento della Ethereum Foundation. La rete infatti mette a disposizione dei fondi per applicazioni o casi d’uso particolarmente utili per tutti gli utenti e per l’ecosistema di Ethereum. 

Proof of Humanity non è completamente esente da possibili manipolazioni, qualcuno potrebbe costringere o pagare qualcuno per prestare dei dati e creare dei profili legati a una persona ma usati per scopi illeciti. Inoltre, attualmente il registro non è anonimo, ma è possibile in linea teorica criptare i dati di ogni profilo attraverso protocolli di privacy già utilizzati da varie blockchain. Creare un sistema per verificare in maniera universale le identità digitali rimane una grande sfida, e i suoi limiti sono i limiti dell’onestà e della correttezza dell’essere umano. Secondo il suo fondatore, Santiago Siri, Proof of Humanity è uno dei primi pezzi per creare sistemi solidi ed equi sulla blockchain e deve essere aperto alla collaborazione con protocolli e meccanismi che hanno lo stesso scopo. 

Cina e valute digitali: alle Olimpiadi si pagherà con le CBDC?

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La Cina sta lavorando sullo yuan digitale da qualche anno, e potrebbe mostrare la CBDC al mondo durante le Olimpiadi invernali. 

Sicuramente conosci qualcuno che non apprezza le criptovalute o che ti bombarda di meme su come salvare gli NFT usando il tasto destro del mouse. Tutti abbiamo quell’amico, ma forse non sa che la blockchain è un sistema con innumerevoli potenzialità, oggetto di ricerca e di adozione anche da parte di istituzioni importanti.

La Cina è tra gli Stati più interessati alle monete digitali, e potrebbe inaugurare presto la sua CBDC alle Olimpiadi Invernali di Beijing, che cominceranno il 4 febbraio. Ma cos’è una CBDC?

CBDC, le valute digitali degli Stati

“Central Bank Digital Currency”: come dice il nome, le CBDC non sono criptovalute ma valute digitali gestite dalle banche. Funzionano in modo simile alle stablecoin: il loro valore è direttamente legato al valore della moneta ufficiale. Il compito delle banche è garantire il valore del cambio 1:1, e di supervisionare la blockchain che esegue le transazioni. Le CBDC godono della fiducia dello Stato che le conia, esattamente come le valute fiat.

Se è vero che la blockchain può migliorare l’efficienza dei pagamenti digitali, è anche vero che una CBDC non è una criptovaluta, anzi. Una valuta digitale gestita da una banca nazionale non è decentralizzata, e non ha neanche interesse a esserlo. Quindi, queste valute non sono ben viste dai puristi della blockchain. Ma si può anche essere ottimisti: l’entrata nel sistema mainstream delle valute digitali potrebbe convincere sempre più persone a fidarsi delle criptovalute come Bitcoin o Ethereum!

Perché la Cina vuole la sua valuta digitale?

Nell’economia digitale in cui viviamo, i pagamenti digitali sono estremamente importanti, forse anche più dei contanti. Del resto questo è uno dei motivi che ha portato alla nascita delle criptovalute: il bisogno di un sistema di pagamenti rapido e senza frontiere. Attualmente, in Cina, la maggior parte dei pagamenti digitali viene eseguita tramite AliPay e WeChat Pay. Grazie allo yuan digitale, chiamato e-CNY, il governo vuole superare la dipendenza da questi provider. Quali sono alcuni tra i vantaggi di una valuta digitale di Stato rispetto alla moneta tradizionale custodita nelle banche?

-Scambi di denaro rapidi ed economici

Custodia personale dei wallet, senza intermediari

Scambi offline tra due individui sfruttando la tecnologia Bluetooth

Secondo gli esperti, le valute digitali centralizzate rappresentano uno step fondamentale nell’economia globale in cui ci troviamo.  “Un governo dovrebbe garantire un sistema di pagamento affidabile, istantaneo e sicuro – uno dei beni pubblici più importanti dell’economia moderna” scrive Zhiguo He, professore di economia dell’Università di Chicago. Garantire tutto questo affidandosi alla blockchain sembra scontato!

Le Olimpiadi Invernali di Beijing: la “beta” dello yuan digitale?

Secondo la roadmap del governo cinese, l’e-CNY dovrebbe essere rilasciato nel 2022. Gli esperti del settore erano convinti che il palcoscenico offerto dalle Olimpiadi Invernali di Beijing avrebbe rappresentato l’evento perfetto per provare – e soprattutto, far provare – la propria valuta digitale. Nei locali riservati agli atleti olimpici, il governo cinese ha installato degli ATM che convertono le valute fiat in yuan digitali. L’obiettivo è convincere gli atleti a provare questo nuovo sistema, e nel frattempo monitorare la piattaforma per cercare eventuali bug e rallentamenti. Finora, infatti, lo yuan digitale è stato testato in alcune metropoli o in ambienti controllati.

Tuttavia, alcuni esperti dubitano che la Cina presenterà il suo yuan digitale alle Olimpiadi. L’avvento della variante Omicron del Covid-19 ha convinto il governo a rifiutare l’ingresso di spettatori provenienti dall’estero, per evitare un aumento dei contagi incontrollabile. È anche vero che le Olimpiadi sono l’evento perfetto per testare l’impatto di tantissime microtransazioni sulla rete, e anche per mostrare al mondo le proprie innovazioni. 

Sei interessato a vedere come si evolverà la situazione della Cina e delle CBDC? Rimani aggiornato sul nostro blog!

Polkadot: 5 curiosità sulla crypto del Web3

Polkadot 5 curiosità crypto Web3

Polkadot è una piattaforma che fa dell’interoperabilità la sua missione. Scopri 5 curiosità sulla blockchain del Web3!

Hai già sentito parlare del Web3 e di come cambierà il nostro modo di navigare su Internet? Allora avrai sicuramente sentito parlare di Polkadot, la piattaforma multichain che promette di ospitare questo cambiamento.

Cos’è di preciso Polkadot? Non è una blockchain come tutte le altre: è una rete interconnessa di blockchain parallele, chiamate parachain, ognuna con una funzione diversa. Su Polkadot tutti possono sviluppare dei network affidandosi all’architettura di base creata dalla Web3 Foundation, l’ente svizzero dietro la blockchain.

Vuoi conoscere qualche curiosità su Polkadot e sul suo fondatore? Continua a leggere per scoprire 5 chicche sulla blockchain del Web3!

1. L’origine del nome Polkadot

Il nome Polkadot è sicuramente originale, ma perché si chiama proprio così? L’ideatore della piattaforma, Gavin Wood, aveva immaginato il suo progetto come una rete di tantissimi network interconnessi. “Polkadot” in inglese vuol dire “pois”, ed ecco svelato il mistero: Wood si è lasciato ispirare dalla fantasia a pallini che tutti conoscono! Davvero un nome azzeccato.

2. Gavin Wood ed Ethereum

I più ferrati forse lo sapranno già, ma il fondatore di Polkadot ha collaborato alla programmazione di Ethereum nel lontano 2015. Tutti conoscono Vitalik Buterin, ma Gavin Wood è stato il CTO (Chief Technology Officer) di Ethereum, contribuendo allo sviluppo del progetto.

È per questo che la vision delle due piattaforme presenta molte similitudini: entrambe sono studiate per essere scalabili, sicure e interoperabili con altre blockchain.

3. Non ci forkeremo mai

Ti viene il mal di testa a pensare a tutti gli hard fork che ha subito Bitcoin? Hai paura che possa succedere qualcosa ai tuoi Ether durante l’aggiornamento di Ethereum? Questi problemi non esistono con Polkadot!

Gli hard fork, come Bitcoin Cash o Ethereum Classic, sono sempre dei momenti divisivi per la community della crypto interessata. In un sistema decentralizzato come quello delle blockchain questi eventi sono stressanti e spesso senza una soluzione chiara, lasciando il valore dei token in balia del mercato al ribasso. Polkadot abbandona il sistema dei fork perché non ne ha bisogno: la piattaforma è costruita su Substrate, che permette alla community di votare dei cambiamenti e implementarli automaticamente. No fork, no cry!

4. Kusama, un ambiente sandbox per evitare problemi

Sapevi che in miniera i minatori portavano con sé dei canarini, perché il loro malessere avvisava in anticipo i lavoratori di un eccessivo livello di gas tossici o altri pericoli.

Allo stesso modo, Kusama è definito “canary network” di Polkadot. Sviluppato da Gavin Wood, Kusama serve proprio per fare beta-testing di dapp e progetti nuovi senza intaccare la piattaforma originale, e assicurandosi che tutto funzioni come si deve.

L’idea di creare un ambiente di test è venuta al fondatore di Polkadot dopo che un bug aveva fatto fallire clamorosamente la loro prima ICO, nel 2017, quando i DOT erano ancora dei token basati su Ethereum. Grazie a Kusama, gli sviluppatori sperano che eventi del genere non si verifichino più. La piattaforma è stata sfruttata anche per il lancio delle prime parachain avvenuto alla fine del 2021.

5. Parachain per tutti i gusti

Il vantaggio principale di Polkadot è l’opportunità che offre agli sviluppatori di creare delle parachain su misura. Creare una blockchain totalmente nuova è dispendioso e richiede tempo; costruirne una basata su Polkadot è molto più efficiente. In più, sapere che ci si appoggia a una delle blockchain più stabili e supportate di sempre è un sollievo per ogni programmatore.

Attualmente, su Polkadot ci sono 100 slot disponibili per sviluppatori in cerca di un sistema affidabile su cui costruire la propria blockchain personalizzata. Gli slot vengono messi all’asta, e possono essere acquistati usando i DOT, cioè i token di Polkadot. Stesso risultato, lavoro dimezzato: cosa può esserci di meglio?

Perché i domini su ENS sono fondamentali per il Web3?

Web3 a cosa servono i domini su blockchain

Il Web3 è dietro l’angolo e per sviluppare un nuovo internet, servono nuovi strumenti come i domini su blockchain di ENS!

Da settimana scorsa su Young Platform Pro è disponibile ENS, il token di governance di Ethereum Name Service. I domini su blockchain sono uno strumento strategico per decentralizzare internet. Web3 in vista!

Il Web3 vuole la decentralizzazione di internet 

I domini su blockchain sono uno strumento fondamentale per concretizzare il Web3, la fase di internet che ci sta aspettando a braccia aperte! Il termine Web3 viene usato per riferirsi a una nuova configurazione di internet in cui tutte le tecnologie già esistenti e attive si sposteranno sulla blockchain. Il risultato finale? La decentralizzazione di internet. Con il Web3 tutte le informazioni e i contenuti online saranno di proprietà di chi le ha create e non di aziende centralizzate come Google o Meta. Il Web3 quindi proporrà un nuovo modello economico: l’ownership economy

Ora come ora non possiamo dire di essere nel pieno del Web3, anzi è probabile che vivremo un lungo momento di transizione nei prossimi anni dove Web3 e Web2 saranno compresenti. In ogni caso sono in corso i primi esperimenti e progetti per dare la luce a internet su blockchain. Uno di questi è Ethereum Name Service (ENS), un protocollo per registrare domini sulla blockchain di Ethereum. I domini su blockchain sono un servizio necessario allo sviluppo del Web3 perché favoriscono la decentralizzazione di internet. In che modo?

I domini su blockchain sono l’identità del Web3

Un nome di dominio registrato su ENS può essere usato in molti modi diversi. Tra le altre cose funziona come indirizzo web, come wallet, come mail o account social. Se registri un nome di dominio su ENS prendi due piccioni con una fava. Anzi tre, quattro, cinque piccioni con una fava. Un dominio su blockchain descrive un’intera identità digitale presente su internet: profili, account, indirizzi email, siti web, wallet. Dentro un solo dominio su blockchain puoi aggiungere tutte le informazioni che ti servono per navigare e accedere ai servizi su blockchain. Comodo, facile e veloce!

Se usi un dominio su blockchain per registrare tutte queste informazioni, sei tra i pionieri del Web3, e man mano che si svilupperà avrai già accesso a tutti i servizi decentralizzati su blockchain che si proporranno come alternativa speculare a quelli centralizzati.

Insomma, i domini come quelli forniti da ENS sono la base per il concetto poliedrico di identità che caratterizzerà il Web3.

Fun fact: la lista dei domini ENS più seguiti su Twitter

Come detto, i domini su blockchain possono essere usati come nome utente sui social. E qual è il social che va alla grande nel mondo crypto? Twitter ovviamente! Qui un’infinità di utenti (più o meno famosi) utilizza un nome ENS che si riconosce da tre semplici letterine finali: .eth. Tre letterine che fanno davvero la differenza e mostrano il crypto enthusiast che sei. Siccome sui social network contano i numeri, .eth Leaderboard ha raccolto la lista dei nomi ENS con più follower su Twitter. Chi ci sarà mai al primo posto? Qualche fondatore o sviluppatore blockchain? No, ma un’insospettabile Paris Hilton. Forse non tutti sanno che l’ereditiera americana è una grande sostenitrice crypto, attiva nel Metaverso e collezionista NFT. Al nono posto troviamo il profilo di Vitalik Buterin che manca il podio di un bel po’!

I domini su blockchain insieme a IPFS per archivi online decentralizzati

Torniamo alle funzioni dei domini su blockchain per il Web3. Registrando un dominio su Ethereum Name Service oltre a tutte le informazioni di base (account social, email, wallet, url) si possono aggiungere dei IPFS content hash. In questo modo le informazioni registrate in quel dominio su blockchain faranno parte della rete di nodi dell’IPFS, ovvero Interplanetary File System. Si tratta di un protocollo per browser per lo sviluppo di un archivio decentralizzato di pagine web. IPFS nasce per rispondere a un problema specifico: la raccolta e l’uso che molte piattaforme centralizzate fanno dei dati e contenuti online. Questo protocollo, che già funziona sul browser Brave, ribalta il paradigma della raccolta dati online. Con IPFS si passa da un archivio centralizzato dei dati degli utenti che vengono gestiti da terzi, a un archivio user-owned in cui l’utente è in pieno possesso delle informazioni. Sceglie quali dati dare alle piattaforme e ai servizi che vuole usare su internet. Ownership economy e user-owned storage: possiamo dire che nel Web3 l’utente è al centro. 

In poche parole i domini su blockchain, come quelli registrati su ENS, sono uno strumento strategico per dare vita al Web3 perché cambiano il modo di usare internet e le sue informazioni. Spostando il possesso dei tuoi dati nelle tue mani! 

Bitcoin salverà la rete elettrica in Texas?

Il Mining di Bitcoin salverà la rete elettrica in Texas

In Texas da anni la fornitura di energia è un problema. Il governatore Greg Abbott vuole provare a risollevare la rete elettrica invitando mining pool di Bitcoin a stabilirsi nel territorio. Non sarà un controsenso? 

Non è un mistero: il mining di Bitcoin è un’attività che richiede moltissima energia elettrica. Proprio per questo alcuni stati stanno pensando a delle regole per evitare che le mining pool sovraccarichino le infrastrutture nazionali o per utilizzare energia pulita. Altri stati invece, come la Cina, hanno deciso di bandire in toto il mining di Bitcoin e delle altre criptovalute. In Texas sta succedendo qualcosa di mai sentito prima: il mining di Bitcoin potrebbe essere la strategia vincente per aiutare, e non danneggiare, la stabilità elettrica dello stato americano. Vediamo come!

I problemi della rete elettrica in Texas

Nel Febbraio 2021 in Texas una bufera di neve ha danneggiato gli impianti elettrici e causato un blackout generale. Case e aziende sono rimaste senza elettricità per giorni interi e in totale sono morte 702 persone. La crisi energetica in Texas si manifesta così: nell’incapacità di fornire energia elettrica in tutte le condizioni e con continuità, e nei costi altissimi per l’utenza. La situazione in Texas è davvero problematica, tanto che il governatore Greg Abbott sta escogitando un piano targato blockchain per potenziare le infrastrutture energetiche dello stato. 

Il mining di Bitcoin può incentivare lo sviluppo della rete energetica 

Per contrastare la povertà elettrica del Texas Abbott ha proposto di incentivare il mining di Bitcoin. La faccenda pare controintuitiva: perché favorire un’industria che potrebbe pesare sulla già fragile fornitura elettrica locale? Accogliere mining pool non toglierebbe l’elettricità alle altre attività? In effetti il Texas sembra andare in direzione opposta rispetto alle altre nazioni che vietano il mining in quanto troppo dispendioso a livello energetico. Abbott propone una prospettiva diversa: è vero, il mining di Bitcoin richiede energia che in Texas non c’è.

Tuttavia dal momento che l’industria delle criptovalute è redditizia, fornirebbe i giusti finanziamenti e incentivi economici per costruire o implementare gli impianti elettrici già esistenti. Secondo il ragionamento di Abbott, il mining di Bitcoin potrebbe attrarre l’interesse economico di  investitori e aziende pronte a garantire che il mining di Bitcoin fiorisca. Inoltre Abbott conta sulla collaborazione dei miner in caso di necessità. Qualora ci si trovasse in un momento critico e la rete elettrica dovesse vacillare, Abbott chiederebbe alle mining pool di interrompere il loro lavoro momentaneamente per aiutare la cittadinanza. 

Il rischio della strategia di Abott è quello di mettere ulteriormente sotto pressione la rete elettrica, soprattutto nella fase iniziale. I suoi oppositori vedono nell’accoglienza dei miner di Bitcoin la possibile causa del crollo energetico definitivo e chiedono che in caso di criticità ai miner venga imposta l’interruzione delle attività, senza lasciare loro scelta.

Abbott vuole cercare di migliorare l’infrastruttura energetica senza passare da compagnie elettriche o enti governativi. Se gli altri governi si fanno indietro, il Texas accoglie i miner di Bitcoin a braccia aperte. 

Avalanche: quali novità aspettarci dal 2022?

Avalanche Roadmap Novità 2022

Avalanche è una blockchain proof-of-stake che ha stupito il mondo delle crypto, con che novità ci sorprenderà nel 2022?

Avalanche ha stupito tutti con la crescita che ha dimostrato nel 2021. Partendo dal basso, AVAX ha raggiunto un ATH di quasi 145$ in poco più di un anno. Adesso è una delle criptovalute con più capitalizzazione di mercato, e tra quelle più interessanti nel campo degli smart contract.

Uno dei punti di forza di Avalanche è la sua interoperabilità: la piattaforma può essere persino utilizzata con dapp progettate per Ethereum, grazie al bridge introdotto nel 2021. Questo, combinato alle transazioni economiche e rapide, l’ha resa una piattaforma di riferimento nel mondo DeFi. Vediamo quali risultati ha raggiunto nel 2021 e quali novità il team di Avalanche proporrà nel 2022!

Un 2021 ricco di sorprese

Avalanche è una piattaforma blockchain basata su un protocollo proof-of-stake, rilasciata pubblicamente nel 2020. Nell’ultimo anno ha tagliato traguardi sorprendenti.

Le più grandi novità per Avalanche sono arrivate negli ultimi tre mesi del 2021, in cui è stata listata da molti exchange famosi. Il boom ha convinto Ava Labs a istituire un fondo di 200 milioni di dollari per favorire e accelerare lo sviluppo della piattaforma, stringendo partnership importanti con importanti realtà come Deloitte e 1inch.

Risultato? A dicembre 2021, Avalanche ha raggiunto una media di transazioni giornaliere molto elevata, intorno alle 475mila al giorno! In più, le transazioni su AVAX sono davvero economiche. Normalmente le commissioni si aggirano intorno ai venti centesimi di dollaro, rispetto alla media di 60 dollari su Ethereum.

La roadmap del 2022 di Avalanche

Il boom inaspettato di fine trimestre ha congestionato temporaneamente la rete di Avalanche, alzando temporaneamente i prezzi delle transazioni intorno ai 3 dollari, ma Ava Labs ha prontamente reagito per sistemare la situazione. L’aggiornamento Apricot ha introdotto un sistema chiamato “pruning”, che snellisce sensibilmente la rete rendendola più veloce e sicura. Secondo il CEO di Ava Labs, Emin Gün Sirer, il pruning permetterà alla rete di garantire le 45mila transazioni al secondo promesse senza incorrere in congestioni o commissioni eccessive. L’azienda vuole continuare a insistere su questo punto, per assicurare che la rete decentralizzata funzioni senza intoppi. 

Il team di Ava Labs vuole anche potenziare il sistema di subnet della rete Avalanche. A dicembre è stata introdotta la possibilità di creare reti blockchain secondarie, da personalizzare secondo i propri bisogni. “I subnet sono tele bianche in grado di gestire tutte le parti più difficili del processo di creazione di reti blockchain”, ha scritto con entusiasmo in un thread di Twitter Emin Gün Sirer. “Dopo una vita lavorativa dedicata alle promettenti reti decentralizzate, finalmente posso dire che il futuro non è mai sembrato così luminoso… e questo è solo l’inizio”. Il web3 sarà uno degli argomenti più chiacchierati del 2022, e Avalanche non vuole farsi scappare l’occasione per diventare leader di questo settore!

Basta guardare il record che Avalanche ha raggiunto a inizio 2022 per capire che gli appassionati di crypto credono nel progetto: il 27 gennaio, sulla blockchain sono state registrate 1,1 milioni di transazioni, con commissioni medie di 0,23$. Ethereum, di contro, registra in media 1,25 milioni di transazioni con commissioni medie di 60$!

Dapp innovative, miglioramenti tecnologici e record infranti: il 2022 sarà l’anno delle novità per Avalanche? Ti terremo aggiornato!

Cardano: le 3 dapp più interessanti del 2022

Cardano dapp

Cardano è una blockchain Proof-of-Stake creata dal co-fondatore di Ethereum. Quali sono le Dapp più sorprendenti sulla sua rete?

Il 13 settembre 2021, il team di sviluppo di Cardano ha rilasciato un hard fork per permettere l’utilizzo di smart contract sulla blockchain. L’aggiornamento, chiamato Alonzo, ha rappresentato una pietra miliare per l’adozione della crypto di Charles Hoskinson. Ma quali sono le dapp più interessanti che puoi trovare su Cardano? Riusciranno a convincere gli Etherean a passare a una delle blockchain Proof of Stake più conosciute?

1) Sundaeswap, la dolce concorrente di Uniswap

Sundaeswap è un protocollo per il trading decentralizzato fondato da Mateen Motavaf e Artem Wright, entrambi veterani del mondo fintech. Hanno approfittato dell’introduzione degli smart contract per creare un protocollo DEX ispirato a UniSwap, ma abbracciando la filosofia di Cardano. “…Cardano è più veloce e più economica rispetto alle piattaforme di smart contract concorrenti, è gestita da un’organizzazione no-profit e collabora regolarmente con istituzioni accademiche di alto livello” conferma il sito dell’exchange decentralizzato nuovo di zecca.

Grazie a Sundaeswap, disponibile in beta dal 20 gennaio, gli utenti possono scambiare, prestare, prendere in prestito e fare staking dei loro token sfruttando la struttura decentralizzata della dapp. Nessun intermediario: il processo è automatico e immediato, anche grazie all’interfaccia user-friendly e… dolcissima!

L’obiettivo di Sundaeswap è diventare il DEX di punta della rete Cardano, fungendo da alternativa alla più famosa Uniswap basata su Ethereum. Anche se il lancio è stato traballante, con problemi di congestione che hanno messo in difficoltà alcuni utenti, il team di Sundaeswap è ottimista. “Considerando la mole della nostra community e l’hype per il lancio, un rallentamento iniziale delle attività è inevitabile”, aveva preannunciato il team.

2) Empowa, una dapp per migliorare il mondo

Empowa è una dapp innovativa di RealFi con una mission umanitaria davvero ambiziosa. Lo scopo del progetto è creare una community che faciliti l’accesso a servizi finanziari a chi è in difficoltà. L’obiettivo concreto, almeno all’inizio, è ricostruire il mercato immobiliare africano, in estrema crisi da anni. “[solo] il 16% delle famiglie che abitano zone urbane hanno un tetto permanente sulla testa” è scritto nel white paper di Empowa.

La piattaforma funziona grazie ai token nativi di Empowa, gli EMP. Questi token potranno essere utilizzati per finanziare la costruzione di case in Paesi in via di sviluppo. I finanziatori riceveranno poi una quota dell’affitto pagato dagli inquilini, creando un sistema vantaggioso per tutte le parti in gioco.

La roadmap di Empowa prevede di avere una rete funzionante entro il primo quarto del 2023, ma è possibile comprare i primi token già dal 24 gennaio. La mission umanitaria di Empowa è in linea con la filosofia di Cardano di “dare una banca a chi non può averla”: avere un impatto positivo sul mondo è davvero possibile!

3) Meld, la dapp di DeFi con un progetto ambizioso

Meld è un protocollo di DeFi open-source che si propone di rivoluzionare il modo in cui si prestano e si prendono in prestito le criptovalute. La dapp si basa su Cardano per massimizzare l’efficienza delle transazioni, “…riducendo le tariffe di più del 99% rispetto ai concorrenti basati su ETH”.

Sfruttando l’efficienza di Cardano, chi possiede crypto può prestare le proprie valute e ottenere ricompense costanti. La dapp ha messo in atto un innovativo sistema di finanziamento iniziale, lasciando da parte le ICO (Initial Coin Offering) e introducendo la ISPO (Intial Staking Pool Offering). I possessori di ADA possono sostenere il lancio del progetto Meld direttamente coi loro coin, ottenendo in cambio token MELD.

https://twitter.com/MELD_labs/status/1485600623865307138?cxt=HHwWhIC5-a759J0pAAAA

Con l’utilizzo degli smart contract integrati nella blockchain Cardano, l’innovativa dapp riesce a garantire facilità d’uso, sicurezza e rapidità nelle transazioni. Meld sarà presto attiva, secondo la roadmap presente sul loro sito, insieme a molte altre novità.

Acqui-hiring, Young Platform assorbe le competenze di Arithmos Trading Ltd

young platform arithmos

L’acquisizione permetterà a Young Platform di sviluppare nuovi ed innovativi algoritmi di trading proprietari, completamente automatici e costruiti ad-hoc per i mercati delle crypto

La società Arithmos Trading Ltd. si è distinta per i risultati raggiunti, con decine di track record certificati, e la metodologia di design di nuove strategie automatiche

L’operazione realizzerà il rientro in una società italiana di talenti e tecnologie avanzate nel mondo crypto, precedentemente finiti all’estero

Torino, 13 gennaio 2021 – Young Platform S.p.a. la piattaforma che semplifica l’accesso al mondo delle criptovalute, annuncia l’acquisizione di Arithmos Trading Ltd., compagnia specializzata nello sviluppo di trading systems completamente automatici. Un sistema di trading automatico processa ad altissima velocità molteplici fonti di informazione con il fine di massimizzare il profitto, minimizzando il rischio e l’intervento umano.

Gli algoritmi di Arithmos Trading Ltd. hanno dimostrato, con track record certificati e risultati oggettivi, di rispondere alle mutevoli e peculiari esigenze dei mercati crypto. Attraverso questa operazione Young Platform intende consolidare la sua posizione come crypto exchange italiano leader, in grado di portare in futuro nuove ed esclusive funzionalità ai propri utenti.

Attraverso l’operazione di acqui-hiring, la proprietà intellettuale di Arithmos e il suo team si aggiungono all’organico di Young Platform, realizzando così il rientro in una società italiana di tecnologie e competenze avanzate nel mondo crypto, precedentemente finite all’estero.

Arithmos Trading Ltd. nasce infatti a Londra nel 2020 dopo anni di ricerca e sviluppo da parte dei suoi due fondatori: Edoardo Degli Innocenti e Matteo Meinardi, entrambi ingegneri con MBA conseguito presso il Collège des Ingénieurs. In poco tempo Arithmos è riuscita a inventare una metodologia proprietaria in grado di costruire solidi sistemi di trading algoritmico, capaci di operare automaticamente in più di 20 mercati differenti, contemporaneamente.

La grande flessibilità ed originalità delle strategie della firm londinese, che ha sviluppato tre famiglie diverse di trading systems, in grado di generare profitti netti oltre il 70% all’anno, permetteranno a Young Platform di abilitare in futuro un set di nuove funzioni esclusive per gli utenti della piattaforma, basate sulle più moderne tecniche di strategy design e artificial intelligence e di acquisire così un ulteriore vantaggio competitivo concreto sul mercato.

L’operazione si rivela strategica nel quadro complessivo del settore, che ha visto i principali attori internazionali del mercato finanziario introdurre prodotti innovativi di trading algoritmico durante la pandemia, per garantire un miglior servizio e al fine di aiutare i clienti a navigare le dinamiche di un mercato sempre più complesso e volatile.

Edoardo Degli Innocenti e Matteo Meinardi, fondatori di Arithmos Trading Ltd. hanno commentato: “Siamo orgogliosi di aver raggiunto risultati così ambiziosi in soli due anni, grazie ad un focus sullo sviluppo di prodotti innovativi ed efficacemente integrabili, dai quali attendiamo considerevoli contributi sinergici per accelerare la crescita di Young Platform a leader di settore.”

Andrea Ferrero e Mariano Carozzi, CEO e Chairman di Young Platform, hanno commentato: “Riteniamo che l’intelligenza artificiale applicata al trading giocherà un ruolo significativo nel futuro di Young Platform. Le soluzioni sviluppate dal team di Arithmos risultano le più alte in termini di affidabilità e prestazioni. Siamo entusiasti del prossimo futuro di Young Platform e con questo team a bordo abbiamo la speranza di accelerare ulteriormente il nostro sviluppo anche a livello internazionale.”

Leggi la notizia sul Corriere della Sera!

5 consigli per custodire le tue crypto al sicuro

Uomo Sicurezza Bitcoin

Per chi non è esperto, conservare e pagare in sicurezza con Bitcoin o Ethereum può sembrare complesso. Segui questi consigli e scopri come tenere le tue crypto al sicuro!

Wallet, seed phrase, address: a volte il mondo delle criptovalute può sembrare complesso, soprattutto per chi non è molto esperto di tecnologia. Ma non preoccuparti, siamo qui apposta! Custodire i propri Bitcoin e le altre crypto al sicuro è facile, basta seguire alcuni piccoli accorgimenti per dormire sonni tranquilli e non cadere nelle truffe più comuni.

1. Social sì, ma con con cautela

Uno dei modi con cui i criminali cercano di ingannare i possessori di crypto sono le false live di YouTube. Fingendosi personalità famose nel mondo delle criptovalute, “offrono” guadagni facili a chi invia un determinato numero di crypto a un loro address. Ovviamente quei Bitcoin andranno persi per sempre nelle tasche del truffatore, quindi non fidarti!

Fare particolare attenzione anche ai canali Telegram fasulli, in quanto non è possibile segnalarli e hanno quindi più possibilità di diffondersi. Nessun social, tuttavia, va dato per scontato. In questi casi ci sono alcuni segnali a cui fare attenzione: nomi di applicazioni vere storpiati, comunicazione molto aggressiva e messaggi evidentemente non scritti da una persona.

2. Le app per il mining sono una miniera di falsi

A volte ci si può imbattere in qualche strana app che promette grandi guadagni derivanti dal mining semplicemente installandola. Anche questo è impossibile: per il mining c’è bisogno di una quantità di potenza computazionale che i cellulari non hanno. Spesso queste applicazioni mostrano schermate fasulle per ingannare gli utenti, ma in realtà tutto quello che fanno è intascarsi i tuoi soldi senza darti nulla in cambio.

Ricorda: se è troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è!

3. La seed phrase è il tuo segreto più prezioso

Non usciresti mai di casa senza aver chiuso la porta a doppia mandata, vero? Il tuo wallet o l’account del tuo exchange sono come la tua casa virtuale, hanno bisogno di essere protetti.

Quando crei un wallet la prima cosa che ti sarà fornita sarà una frase composta da una ventina di parole casuali, che rappresenta la “password” univoca collegata a quello specifico wallet. Fintanto che conosci quella frase, potrai sempre recuperare le tue criptovalute. Attento però: proprio per questo motivo devi segnarla e metterla al sicuro, e soprattutto non darla mai a nessuno… così come non daresti mai a nessuno le tue chiavi di casa!

4. Password e 2FA sono le tue guardie del corpo

Se invece hai paura di finire come il tristemente famoso James Howells, puoi affidarti ai wallet di exchange come Young Platform. Qual è il vantaggio di questi wallet? Prima di tutto, puoi scegliere la tua password: è bene però seguire delle norme di base quando si crea una nuova password. Deve essere unica, lunga almeno 12 caratteri, e con numeri, simboli e lettere maiuscole e minuscole. Solo così avrai una password a prova di hacker. Per ricordarla, puoi segnarla su un pezzo di carta o utilizzare un password manager.

I migliori exchange, in più, offrono l’autenticazione a due fattori (2FA): per accedere all’account c’è bisogno di un codice numerico ottenibile via SMS o attraverso una app di autenticazione (come Google Authenticator). In questo modo, nessuno può accedere ai tuoi portafogli tranne te, anche se qualcuno dovesse trovare la tua password! Puoi stare tranquillo: le tue crypto sono al sicuro.

E se per qualche motivo dovessi perdere la tua password o il tuo telefono? Ecco il vantaggio più grande degli exchange: recuperare il tuo account è facile e veloce! Gli exchange, infatti, eseguono una procedura chiamata KYC (Know Your Customer). Il tuo account è associato a te, quindi contattando il supporto puoi recuperare senza problemi il tuo account e le tue criptovalute. In più, su Young Platform procedura di KYC è velocissima: basta avere il tuo telefono e la carta d’identità a portata di mano e in pochi minuti sarai un utente registrato!

5. Ricontrolla sempre l’indirizzo del wallet

Un address o indirizzo è un codice alfanumerico che identifica un wallet. Grazie a questo codice è possibile trasferire criptovalute da un wallet all’altro, proprio come un IBAN bancario. Condividere questo codice pubblicamente è sicuro: nessuno può accedere al tuo wallet se non è in possesso della tua seed phrase, anche se conosce gli address del tuo wallet. Tuttavia, bisogna stare attenti alle insidie che possono derivare dalla fretta o dai malintenzionati.

Trasferire i fondi da un wallet all’altro può essere un processo stressante per i principianti, perciò è bene seguire una semplice procedura: controlla sempre accuratamente l’address quando lo copi prima di inviare i tuoi preziosi Bitcoin! È buona norma controllare almeno le ultime 6 cifre o lettere, meglio ancora ricontrollarlo tutto. Non si è mai abbastanza cauti!

Esistono poi dei virus informatici in grado di riconoscere quando l’utente copia un address, e di modificarlo quando lo si va ad incollare. In questo caso puoi difenderti in due modi: controllando l’address cifra per cifra, e assicurandoti di avere un antivirus aggiornato!

Adesso conosci tutti i metodi per custodire le tue crypto al sicuro. E se sei in dubbio, ricorda: DYOR!