Gioco d’azzardo in Italia: storia, cultura e impatto economico

Gioco d’azzardo in Italia: il quadro attuale

Il gioco d’azzardo è un’attività vecchia quanto la storia dell’Uomo: da millenni le persone sfidano la sorte e scommettono. Qual è la situazione in Italia? 

Giocare d’azzardo su una quota alta e poter solo immaginare di vincere la cifra mostrata è una delle ragioni principali per cui le persone passano ore e ore tra casinò online e slot machine fisiche. Già ai tempi dell’Antica Roma c’erano le bische clandestine e i movimenti di condanna. Ad oggi, però, la situazione in Italia non è rosa e fiori: chi gioca d’azzardo più frequentemente e perché? Ma soprattutto, quanto spende?

La storia del gioco d’azzardo

Il gioco d’azzardo ha accompagnato – e accompagnerà – la razza umana durante tutto il suo cammino poiché da quando ha imparato a scrivere, intorno al 3000 a.C., l’uomo ha iniziato a scommettere. Il primo gioco da tavolo, il senet, è stato ritrovato nell’Antico Egitto e risale al terzo millennio a.C. Considerato uno degli antenati del Backgammon, il senet consisteva in pedine e scacchiera e legava la dimensione dell’azzardo a quella religiosa: si credeva che il defunto dovesse giocare la sua sorte contro il Destino in persona. Passano un paio di millenni e i dadi si impongono come gioco d’azzardo preferito soprattutto per i Romani, che li chiamano tesserae, seppur già proibiti (con scarso successo) con la Lex Alearia.

Nel Medioevo i dadi mantengono il primato, tanto che Dante nel Purgatorio parla della zara, gioco di origine bizantina che prevedeva due giocatori e tre dadi. Si diffondono anche le baratterie, luoghi appositamente dediti al gioco d’azzardo, che vengono legalizzati e tassati: la condanna morale e religiosa viene messa in secondo piano in favore delle entrate economiche. 

Con l’invenzione della carta nel II secondo secolo d.C, è il momento delle carte da gioco: si ritiene che la loro diffusione in Europa sia partita dalla Cina, passando per Medio Oriente ed Egitto, circa dieci secoli dopo, intorno al 1300. Successivamente arrivano anche le lotterie, con la prima in assoluto tenuta a Milano, in piazza Sant’Ambrogio, nel 1449. 

Finisce il Medioevo e con l’età moderna il gioco d’azzardo sale di livello: viene introdotto il poker, le scommesse sulle corse dei cavalli guadagnano popolarità e prende piede la roulette: una leggenda dice che il suo inventore fu il celebre Blaise Pascal, intento a studiare il moto perpetuo. Nel 1638 viene istituito a Venezia il Ridotto pubblico, la prima casa da gioco, un vero e proprio casinò

Nel 1891 a Brooklyn, New York, viene inventata la prima gambling machine, precursore della fortunata slot machine. Il XIX e il XX secolo vedono la proliferazione di casinò, seppur alternata da fasi di proibizionismo del gioco d’azzardo, fino ai giorni nostri, in cui il gambling online – nei relativi casinò online – è decisamente la forma di gioco più popolare. 

Chi gioca d’azzardo in Italia? Un fenomeno trasversale

Nulla di nuovo sotto il sole. Il gioco d’azzardo in Italia sembra essere diffuso in ogni fascia d’età, nonostante la legge vieti ai minorenni di scommettere. Analisi recenti suddividono le tipologie di scommettitori in tre gruppi: i giovani (dai 14 ai 19 anni), gli adulti (dai 20 ai 64) e gli over 65 (dai 65 anni in su). Il primo e il secondo gruppo si avvicinano al mondo delle scommesse perché hanno amici e/o parenti che giocano e rappresentano rispettivamente il 34% e il 60% della popolazione; l’ultimo gruppo, composto per lo più da pensionati e/o vedovi, invece gioca d’azzardo per impegnare il tempo e costituisce il 26% dei giocatori. 
La fascia d’età più accanita e che spende di più è quella che va dai 25 ai 36 anni

Un altro dato interessante è relativo al gender gap: non solo gli uomini giocano d’azzardo più frequentemente delle donne – rispettivamente il 51,1% e il 34,4% – ma spendono anche di più, con un importo medio della scommessa corrispondente a 31,6€ contro i 22,9€. 

Perchè si gioca d’azzardo? 

Le motivazioni principali sono fondamentalmente tre

La prima è piuttosto ovvia, nonché connessa alla possibilità di ottenere grandi premi in denaro. Tuttavia, va aldilà dell’accezione puramente economica ma rientra nella sfera psicologica. Il prezzo del biglietto (o della puntata) è molto basso rispetto alla capacità di spesa mentre il premio potenziale è incredibilmente alto rispetto al reddito di chi scommette. La bilancia costi/benefici pende – in modo ingannevole – dalla parte dei benefici. 

La seconda invece riguarda l’eccitazione della sfida, che risulta essere la motivazione più comune fra giovani e adulti. Il gioco d’azzardo offre l’opportunità di mettere alla prova le proprie abilità ma anche di competere contro gli altri, in una sfida che viene premiata con denaro reale. È chiaro quindi come per molte persone questa sensazione di adrenalina possa risultare piacevole e gratificante, al punto da generare dipendenza

Infine l’evasione dallo stress quotidiano: è la ragione più preoccupante, poiché il gioco d’azzardo qui viene utilizzato come una forte distrazione da problemi più seri e importanti, permettendo ai giocatori di sperimentare sensazioni di temporanea tranquillità e soddisfazione. 

L’impatto economico: si spende sempre di più

Nel 2023, il volume totale del denaro speso nel gioco d’azzardo in Italia ammontava a 150 miliardi di euro – l’anno prima la cifra si aggirava intorno ai 136 miliardi – e le previsioni indicano una tendenza al rialzo, con 180 miliardi nel 2025. Numeri decisamente impressionanti. Per fare un paragone, se nel 2022 gli italiani hanno riversato 136 miliardi di euro in scommesse e casinò online, in quello stesso anno la spesa per la sanità ammontava a 128 miliardi, mentre quella per l’istruzione a 52 miliardi. 

Federconsumatori, nel suo report “Il Libro Nero dell’Azzardo”, ci comunica che nel 2022 la quota pro capite per gioco d’azzardo fisico e da remoto, calcolata sulla popolazione maggiorenne residente in Italia, era pari a 2.731,68€. La cifra però varia in base alle diverse aree del Paese: la regione con più alto volume di scommesse è infatti la Lombardia con 13 miliardi di euro raccolti. Seguono Campania, Lazio ed Emilia-Romagna, con una somma totale compresa fra i 7 e i 10 miliardi. Interessante notare come il comune con quota pro capite più alta non si trovi in nessuna di queste regioni. Si tratta di Anguillara Veneta che, con 4.161 abitanti, si aggiudica il record di 13.073 euro/persona.

Un ultimo punto è relativo alla criminalità organizzata: il report menzionato prima ha quantificato in una cifra compresa fra i 16 e i 18 miliardi l’importo attribuibile ad attività legate alla malavita. Il gioco d’azzardo online permette di recuperare circa 94 euro su 100 rispetto ai 70 del gioco fisico ed è quindi un mezzo importante per riciclare grandi quantità di denaro. 

Il gioco d’azzardo non vale la candela

Nonostante possa sembrare appetibile, il gioco d’azzardo si fonda su dinamiche subdole e ingannevoli: nel 2018 l’Istituto Superiore di Sanità ha realizzato la prima indagine epidemiologica in Italia per acquisire una comprensione più chiara della diffusione del fenomeno. I dati dicono che su 14,5 milioni di giocatori italiani, un milione e mezzo sono stati classificati come problematici. A perdere è sempre chi gioca.

Sì, sembra la classica frase fatta che direbbero i tuoi genitori. Ma indovina un po’? I tuoi genitori hanno ragione e la matematica fornisce prove a supporto: scommesse, slot machine, roulette e qualsiasi gioco d’azzardo è scientificamente progettato per garantire un vantaggio al casinò, secondo la regola del valore atteso. Se così non fosse, questo modello di business non sarebbe sostenibile

A questo punto, è quasi inutile sottolinearlo ma scommettere non è investire, a lungo termine il banco vince sempre

Tassazione delle plusvalenze crypto: come cambia la soglia dei 2.000€ con la nuova normativa

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Dal 2025 la soglia di esenzione dei 2.000€ sulle plusvalenze crypto viene eliminata. Scopri cosa cambia e come dichiarare correttamente i tuoi guadagni.

Negli ultimi anni, le criptovalute sono diventate sempre più popolari come forma di investimento e risparmio. Tuttavia, quando si parla di guadagni, è fondamentale capire anche le regole fiscali applicate dal Fisco italiano.

Uno dei punti più discussi riguarda la cosiddetta soglia dei 2.000€: fino al 2024, le plusvalenze sulle criptovalute non erano tassate se, nel corso dell’anno, non superavano questa cifra. Ma dal 1° gennaio 2025, la normativa cambia: qualsiasi plusvalenza ottenuta dalla vendita di criptovalute sarà soggetta a imposta, indipendentemente dall’importo.

Se non hai esperienza con il mondo della fiscalità o degli investimenti, non preoccuparti: in questo articolo ti spiegheremo tutto in modo semplice e chiaro, con esempi pratici per aiutarti a capire come funziona la tassazione e cosa cambia con le nuove regole.

Cosa significa “plusvalenza” e perché viene tassata?

Per capire meglio il discorso sulle tasse, dobbiamo prima chiarire cos’è una plusvalenza.

In parole semplici, la plusvalenza è il guadagno che ottieni vendendo un bene (in questo caso, criptovalute) a un prezzo più alto rispetto a quello a cui lo hai acquistato. 

Esempio pratico

  • Acquisti 1 Bitcoin a 30.000€.
  • Dopo qualche mese, il valore di Bitcoin sale e decidi di venderlo a 40.000€.
  • Il tuo guadagno è 10.000€ (40.000€ – 30.000€): questa è la tua plusvalenza, su cui dovrai pagare le tasse.

Le criptovalute vengono trattate dal Fisco come strumenti finanziari: proprio come accade con le azioni in borsa, i guadagni derivanti dalla loro vendita vengono tassati.

Fino al 2024: le plusvalenze sotto i 2.000€ non erano tassate

Prima dell’entrata in vigore della nuova normativa, esisteva una regola che favoriva i piccoli investitori: se nell’arco dell’anno le tue plusvalenze non superavano i 2.000€, non dovevi pagare tasse.

Attenzione: questa non era una franchigia, ma una soglia di esenzione. Questo significa che anche con 1€ in più, si superava il limite dei 2.000€ e l’intero importo diventava tassabile, non solo la parte eccedente.

Esempi pratici fino al 2024

  • Se guadagni 1.900€ dalla vendita di crypto → Non paghi imposte. 
  • Se guadagni 2.100€ → L’intero importo viene tassato al 26%, non solo i 100€ eccedenti, per un totale di 2100 x 26% = 546 euro.

Fino al 2024, questa regola ha permesso a chi faceva operazioni di piccolo taglio di non pagare tasse.

Dal 2025: tutte le plusvalenze crypto sono tassate

Con la Legge di Bilancio 2025, la soglia di esenzione dei 2.000€ viene eliminata.

Cosa significa in pratica?

  • Non esiste più un limite minimo sotto il quale non si pagano tasse: anche piccoli guadagni saranno tassabili.
  • Qualsiasi plusvalenza, anche di 50€ o 100€, sarà soggetta a tassazione immediata.
  • L’aliquota applicata è del 26%, come lo scorso anno.

Esempio pratico dal 2025

  • Se un investitore realizza 500€ di plusvalenza, dovrà pagare 130€ di tasse (500 × 26%).
  • Se realizza 3.000€ di plusvalenza, l’imposta sarà 780€.

Questo cambiamento ha un impatto significativo, soprattutto per chi effettuava operazioni di trading o vendita occasionale senza preoccuparsi della soglia di esenzione.

Come gestire al meglio la tassazione sulle criptovalute?

Con le nuove regole, diventa essenziale monitorare le operazioni e dichiarare correttamente i guadagni. Ecco alcuni consigli utili:

  • Tieni traccia di tutte le tue transazioni → Registra acquisti, vendite e movimenti per avere un quadro chiaro della situazione fiscale.
  • Usa strumenti di gestione fiscale → Alcune piattaforme come Young Platform offrono report fiscali con il calcolo delle plusvalenze, semplificando la dichiarazione.
  • Compensa le minusvalenze → Se hai subito perdite vendendo altre criptovalute, puoi dedurle dai guadagni per ridurre l’importo tassabile.

Quindi cosa cambia per chi investe in criptovalute?

Il 2025 segna una svolta nella tassazione delle criptovalute in Italia. L’abolizione della soglia dei 2.000€ significa che tutti i guadagni diventano tassabili.

Se fino al 2024 i piccoli investitori potevano operare senza preoccuparsi della dichiarazione fiscale (finché restavano sotto i 2.000€ di guadagni), ora anche chi fa operazioni di piccolo taglio dovrà pagare le imposte.

Punti chiave da ricordare:

  • Fino al 2024: Nessuna tassa se le plusvalenze erano inferiori a 2.000€.
  • Dal 2025: Qualsiasi guadagno, anche minimo, sarà tassato.
  • Aliquota fiscale: 26% nel 2025 
  • Monitorare le operazioni è fondamentale per evitare errori e compensare le plus con il minusvalenze.

Con l’aumento della tassazione, sarà sempre più importante utilizzare strumenti fiscali adeguati o rivolgersi a consulenti specializzati per gestire correttamente i propri investimenti in criptovalute. Ti consigliamo quindi di dare un’occhiata ai servizi fiscali di Young Platform.

Casinò: il banco vince sempre, meglio puntare sugli investimenti

Casinò: il valore atteso e gli investimenti

Si dice che “il banco vince sempre”, in realtà non vince proprio sempre, ma sicuramente più spesso dei giocatori. Quali sono le probabilità di vincere giocando al casinò e perché è meglio investire?

Qual è il valore atteso di giocare al casinò e come si misura questa grandezza nel mondo degli investimenti? Cos’hanno in comune queste due attività, a parte le intrinseche leggi probabilistiche che le regolano?

La cosa interessante è che entrambe possono essere analizzate a livello statistico e confrontate. Sia i colorati e vibranti giochi del casinò, che i noiosi (non per noi) asset finanziari, hanno un valore atteso. Come si calcola e per quale attività è superiore?

Il banco vince sempre  spesso

Il richiamo sfavillante dei giochi da casinò è forte, tra luci e jackpot promessi – ma matematicamente è una battaglia persa in partenza. Si dice che il banco vince sempre per evocare il vantaggio ineluttabile a favore delle case da gioco (o dello Stato) e si sa, i detti popolari sono spesso efficaci per descrivere la realtà.

In ogni caso, il concetto statistico fondamentale che sta alla base di quanto affermato è noto come valore atteso. Questo è alquanto popolare anche nel mondo degli investimenti, dove viene spesso chiamato “rendimento atteso”, un mezzo indispensabile per gli investitori che intendono valutare i potenziali effetti delle loro decisioni.

Che cos’è il valore atteso?

Prima di affrontare la definizione formale, vediamo un esempio pratico: la via più utile e intuitiva per assimilare questo concetto. Facciamo finta di essere in un casinò e di star giocando a Craps, un gioco dove i giocatori scommettono sul lancio di un dado a sei facce; qual è la probabilità che esca il numero due

Comprensibilmente la risposta a questa domanda è ⅙, dato che le facce sono 6 e la probabilità che “esca” ogni numero è identica. In questo caso il valore atteso si ricava sommando i possibili valori di un evento (il numero sulla faccia del dado), ciascuno moltiplicato per la probabilità che esso si verifichi, che come abbiamo visto è ⅙.

Ecco il calcolo da svolgere: 

(1*⅙) + (2*⅙) + (3*⅙) + (4*⅙) + (5*⅙) + (6*⅙) = 3.5

La prossima volta che assisterai al lancio di un dado in un casinò saprai che il valore atteso sarà 3,5. Ciò significa che se lanci un dado a sei facce moltissime volte, la media dei numeri che otterrai tenderà a essere 3,5. Ma adesso concentriamoci sulla definizione più formale.

“In teoria della probabilità il valore atteso (chiamato anche media o speranza matematica) di una variabile casuale X è un numero indicato con E(X) formalizza l’idea euristica di valore medio di un fenomeno aleatorio.”

Ricapitolando, il valore atteso di un evento è dato dalla somma dei possibili valori, ciascuno moltiplicato per la probabilità che si verifichi. In altre parole è uguale alla media ponderata dei possibili risultati. Teniamo a mente quest’ultima frase che ci tornerà molto utile quando parleremo di investimenti.

Il banco vince sempre: perché non vale la pena giocare al casinò

Teletrasportiamoci in un casinò. Ora che abbiamo capito cos’è il valore atteso, tutto appare sotto una nuova luce: questo valore è sempre negativo per i giocatori, e sempre positivo per il banco.

Se questa frase vi è scivolata addosso senza troppa attenzione, forse vi è sfuggito un dettaglio non da poco: abbiamo appena messo in discussione un’industria che, solo in Europa, ha generato 131 miliardi di euro di ricavi (dati del 2023).

La ragione è semplice. I giochi d’azzardo sono progettati per garantire un margine di vantaggio al casinò — noto come house edge. È questo vantaggio che rende sostenibile il loro modello di business: se il valore atteso fosse positivo per i giocatori, gestire un casinò equivarrebbe a regalare denaro ai clienti nel lungo periodo.

Certo, non tutti i giochi sono uguali. Alcuni, come la roulette, hanno un valore atteso solo lievemente negativo. Altri, come il SuperEnalotto, presentano probabilità talmente sfavorevoli da rendere praticamente impossibile una vincita consistente. Ma andiamo a vedere nel dettaglio il valore atteso dei giochi da casinò più popolari.

Un esempio pratico: il valore atteso della Roulette

Uno dei giochi da casinò più generosi nei confronti dei giocatori è la roulette europea, ovvero quella con un solo zero. Per confermare quanto affermato calcoliamo le probabilità di una puntata semplice, ad esempio rosso o nero, pari o dispari, 1-18 o 19-36. In una roulette europea ci sono 37 numeri possibili (18 rossi, 18 neri, 1 zero verde). 

Scommettendo, ad esempio, sul rosso:

  • La probabilità di vincere è 18/37 (circa il 48.65%), perché 18 numeri su 37 sono rossi. 
  • La probabilità di perdere è 19/37 (circa il 51.35%), perché 18 sono neri più lo zero che fa perdere le puntate sul rosso.

Il payout per una puntata vincente sul rosso è 1:1. In altre parole, si raddoppia la posta: se puntiamo 1€ ne otteniamo 2€ in totale quando vinciamo, ovvero 1€ di profitto netto, mentre se perdiamo, perdiamo l’intera somma puntata

Il valore atteso totale sarà quindi il risultato della differenza tra il valore atteso dalla probabilità di vittoria (18/37) meno quello della sconfitta (19/37), il cui risultato è una perdita di 0,027€ per ogni euro puntato. Per semplificare il discorso non abbiamo riportato la formula, ma se vuoi verificare calcolando questa differenza dopo aver applicato lo stesso procedimento che abbiamo seguito per il dado.

Il Valore atteso negli investimenti finanziari

Ora che conosci, in linea generale, il concetto di valore atteso dei giochi da casinò, è il momento di parlare di investimenti; dato che per stimare il rendimento futuro di strumenti come azioni, obbligazioni, indici e anche criptovalute si utilizzano leggi probabilistiche simili.

Innanzitutto, bisogna specificare che cambiando sistema di riferimento cambia anche il tipo di approccio alla probabilità. Non possiamo analizzare il mondo finanziario in modo probabilisticamente oggettivo, dato che non è costituito da eventi perfettamente simmetrici e costruiti (come il lancio di un dato). In questo caso, si modellano le probabilità in base ai dati storici. 

Il valore atteso negli investimenti è detto rendimento atteso e non è altro che la media ponderata dei possibili rendimenti di un investimento, tenendo conto della probabilità di ciascun risultato. Se ci fate caso, questa definizione è praticamente identica a quella enunciata sopra parlando di giochi da casinò.

In questo articolo per comprendere il valore atteso in finanza utilizzeremo uno degli indici azionari più longevi del mercato: l’S&P 500. L’S&P 500 è uno degli indici azionari più importanti al mondo, che segue l’andamento delle 500 grandi aziende statunitensi più capitalizzate. Ha uno storico di dati di quasi un secolo, ed è quindi molto efficace e utilizzato per stimare i rendimenti azionari di lungo termine. Storicamente, l’S&P 500 ha offerto un rendimento medio annuo positivo.

Quello atteso è attualmente del +10% circa considerando i dati storici dal 1928 ad oggi, includendo i dividendi reinvestiti, su lunghi periodi. Sarebbe interessante fare lo stesso con Bitcoin, ma purtroppo quindici anni di storico sono decisamente pochi per valutare un fenomeno finanziario dal punto di vista statistico. Ad oggi il rendimento atteso sarebbe dell’85%, analizzando le sue performance dal 2011 ad oggi.

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Perché investire non è come giocare d’azzardo: conclusioni

Sebbene sia vero che sia l’investimento sia il gioco d’azzardo implicano il mettere a rischio del capitale con la speranza di aumento, la differenza fondamentale sta nel segno e nella natura del valore atteso.

Nel gioco d’azzardo il valore atteso è negativo per il giocatore, il sistema è chiuso e a somma negativa: il banco trattiene sempre una frazione delle puntate (il margine). Non importa quanto a lungo si giochi o quali strategie di puntata vengano adottate. Sistemi come la Martingala e simili possono modificare la distribuzione delle vincite nel breve termine, ma non possono agire sul valore atteso.

Alla lunga il giocatore perderà, in media, la percentuale corrispondente al vantaggio del banco. Insomma, “il banco vince sempre” non è solo un detto: è una legge matematicamente dimostrata dovuta alla struttura del gioco

Negli investimenti finanziari, soprattutto sul mercato azionario, il valore atteso per l’investitore è storicamente positivo. Questo perché l’economia genera costantemente nuova ricchezza: le aziende crescono, producono utili, innovazione, e ciò si riflette in un aumento di valore nel lungo termine. Investire in un indice di mercato diversificato significa partecipare alla crescita economica generale.

Certo, esiste il rischio di scegliere un investimento sbagliato o di subire flessioni nel breve periodo, ma questo può essere gestito con la diversificazione, impostando i propri obiettivi in un orizzonte temporale di lungo periodo e con la disciplina (accortezze impossibili da attuare nel gioco d’azzardo, dove ogni puntata è indipendente e sicuramente sfavorevole).

Volatilità e valore atteso: la relazione

L’ultimo punto da considerare in questo confronto tra giochi da casinò e mondo degli investimenti è la volatilità, messa in contrapposizione con la certezza di registrare una perdita. Nei giochi da casinò, ma anche nei gratta e vinci e nel Superenalotto il risultato è prevedibile nel lungo termine (perdita di una frazione fissa di quanto giocato), con una volatilità che tende a ridursi come percentuale sul volume giocato man mano che aumentano le puntate

Negli investimenti, invece, la volatilità non scompare per periodi di tempo più prolungati (anzi, inizialmente può far aumentare l’incertezza di risultato nell’orizzonte medio), ma poiché il valore atteso è positivo, col passare del tempo crescono le probabilità di registrare un rendimento positivo. 

Ad esempio, detenere un’azione per un singolo giorno è come lanciare una moneta (circa 50% di giorni positivi, 50% negativi); holdarla per un anno dà una buona probabilità di rendimento positivo, ma non garantita; conservarla per 10 o 20 anni storicamente ha quasi sempre garantito un rendimento significativo.​

Al contrario, giocare alla roulette ripetutamente per 10 o 20 anni darà sicuramente un risultato netto negativo vicino al valore atteso teorico, salvo il verificarsi di eventi eccezionali e irripetibili. Mentre se si punta sul rosso una sola volta le probabilità di vittoria sono incredibilmente più alte.

In conclusione, investire (saggiamente) è un’attività statisticamente vincente nel lungo termine, mentre chi gioca d’azzardo ha la certezza matematica di registrare perdite. L’investimento produce ricchezza nel sistema economico, mentre il gioco d’azzardo ridistribuisce semplicemente il valore e ne erode una parte, quella che finisce nelle casse del banco.

Naturalmente, ciò non significa che investire sia un’attività priva di rischio: ma che chi investe viene compensato da un premio per il rischio che si assume, cosa che non avviene nel gioco d’azzardo, dove il rischio si traduce solo in ulteriore svantaggio senza alcun premio atteso.

Scadenza dichiarazione redditi 2025: il calendario fiscale

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Per evitare sanzioni e adempiere correttamente agli obblighi fiscali, è fondamentale conoscere le scadenze principali e le nuove regole applicabili. Scopriamo dunque il calendario fiscale 2025.

Di seguito, troverai una guida chiara ed esaustiva sulle date chiave per il pagamento delle imposte, la dichiarazione dei redditi e le principali modifiche normative introdotte per il 2025.

Tassazione delle criptovalute: cosa bisogna sapere

Chi investe in criptovalute deve rispettare due obblighi principali:

  1. Pagamento delle imposte → riguarda il versamento delle somme dovute allo Stato, come l’imposta sulle plusvalenze e altre imposte specifiche.
  2. Dichiarazione dei redditi → consiste nella presentazione del documento fiscale che riepiloga i redditi percepiti nell’anno, comprese le entrate derivanti dalle criptovalute.

Non rispettare questi obblighi può comportare sanzioni, quindi è essenziale conoscere le date chiave per il 2025.

Scadenze per il pagamento delle imposte sulle criptovalute

Ecco le principali date da segnare in calendario:

30 giugno 2025

  • Pagamento dell’imposta sulle plusvalenze realizzate nel 2024 (26%).
  • Pagamento dell’IVACA (imposta di bollo dello 0,2% sulle cripto-attività) sul valore delle criptovalute detenute al 31 dicembre 2024. Da pagarsi qualora le cripto attività non siano custodite presso un exchange che provveda autonomamente a trattenere e versare l’imposta di bollo.
  • Versamento del primo acconto sulle imposte per l’anno fiscale 2025.

30 novembre 2025

  • Versamento del secondo acconto sulle imposte per il 2025.

Se non si rispettano queste date, si rischiano sanzioni e interessi di mora. In caso di ritardo, è possibile regolarizzare i versamenti con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta.

Scadenze per la Dichiarazione dei redditi nel 2025

Le dichiarazioni fiscali devono essere presentate nei seguenti termini:

30 settembre 2025 → Scadenza Modello 730

  • Utilizzato principalmente da lavoratori dipendenti e pensionati.
  • Contiene il Quadro W per il monitoraggio del possesso di cripto-attività.
  • Include il Quadro T, dove si dichiarano le plusvalenze derivanti da criptovalute.

31 ottobre 2025 → Scadenza Modello Redditi Persone Fisiche (PF)

  • Necessario per chi ha redditi diversi dal lavoro dipendente, come partite IVA e liberi professionisti.
  • Contiene il Quadro RW per il monitoraggio del possesso di cripto-attività.
  • Include il Quadro RT, dove si dichiarano le plusvalenze derivanti da criptovalute.
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Novità della Legge di Bilancio 2025 sulla tassazione crypto

La Legge di Bilancio ha introdotto importanti modifiche fiscali per chi detiene criptovalute. Ecco le principali:

Abolizione della soglia di esenzione

  • Fino al 2024, le plusvalenze sotto i 2.000 euro non erano tassate.
  • Dal 1° gennaio 2025, tutte le plusvalenze, anche di importi minimi, saranno soggette a tassazione.

Imposta sostitutiva sul valore delle Criptovalute

  • È possibile optare per una tassazione fissa del 18% sul valore delle cripto-attività, rivalutate al prezzo del 1° gennaio 2025.
  • Il pagamento dell’imposta deve avvenire entro il 30 novembre 2025.
  • L’importo può essere rateizzato in tre anni, con un interesse annuo del 3% sulle rate successive alla prima.
  • Chi opta per la rivalutazione, deve comunque pagare un’ulteriore tassa del 26% sulle plusvalenze in caso di vendita per Euro o conversione a stablecoin.  

Cosa fare in caso di ritardo nei pagamenti

Se non si rispettano le scadenze, è necessario:

  • Calcolare e versare gli interessi di mora e le eventuali sanzioni.
  • Usare il ravvedimento operoso per regolarizzare la situazione con una sanzione ridotta.
  • Consultare un commercialista o esperto fiscale per valutare la soluzione migliore.

Consigli pratici per la gestione fiscale delle criptovalute

1. Tieni traccia di tutte le transazioni

  • Registra tutte le transazioni: mantieni traccia di acquisti, vendite, scambi e trasferimenti.
  • Scarica la ricevuta dell’imposta di bollo: se utilizzi una piattaforma che ha già anticipato il pagamento per te, come Young Platform, scarica la ricevuta e conservala. Questa dovrà essere allegata alla dichiarazione dei redditi.
  • Utilizza un Report Fiscale: per semplificare la compilazione della dichiarazione dei redditi, puoi acquistare un Report Fiscale fornito da un consulente specializzato o da piattaforme come Young Platform, che offrono facsimili precompilati per agevolare il processo.

2. Affidati a un consulente fiscale

La normativa sulle criptovalute è complessa e in continua evoluzione. Se hai grandi capitali o una situazione piuttosto complessa perché utilizzi protocolli DeFi e molti wallet, un commercialista esperto è quello che ci vuole.

3. Pianifica i pagamenti

  • Non aspettare l’ultimo momento per versare le imposte.
  • Se possibile, accantona una parte dei guadagni per coprire le tasse future.

Commercialista esperto di criptovalute: accedi ai servizi di consulenza di Young Platform

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Investire in criptovalute può essere redditizio e stimolante, ma la gestione fiscale rappresenta spesso un ostacolo complesso. La normativa in materia di crypto asset cambia praticamente ogni anno ed è purtroppo facile commettere errori nella dichiarazione dei redditi,  portando a sanzioni significative.

La soluzione: un commercialista crypto

Per questo motivo, abbiamo creato un portale di consulenza fiscale dedicato, che ti mette in contatto diretto con commercialisti esperti del settore. Grazie al loro supporto, potrai gestire in modo corretto e strategico la tua posizione fiscale, evitando rischi e ottimizzando il pagamento delle imposte.

I principali vantaggi del servizio sono:

  • Dichiarazione corretta degli asset digitali, con l’assistenza di un esperto.
  • Ottimizzazione fiscale, per ridurre il carico tributario nei limiti della legge.
  • Regolarizzazione di errori passati, tramite il ravvedimento operoso.
  • Consulenza su operazioni specifiche, come cash out, trasferimenti all’estero e gestione di fondi bloccati.

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Prenota il tuo appuntamento con il commercialista

L’accesso al servizio è semplice e immediato. È sufficiente:

  1. Accedere alla sezione Tasse & Report della piattaforma
  2. Cliccare sul banner dedicato alla consulenza fiscale
  3. Compilare un rapido questionario
  4. Scegliere un orario disponibile per l’appuntamento con il team di Young Platform.

Durante l’appuntamento non verrai messo subito in contatto con un commercialista: prima facciamo un incontro conoscitivo con te per capire meglio le tue esigenze. 

Vogliamo infatti valutare insieme se sia davvero necessario attivare una consulenza fiscale professionale, che rappresenta comunque una spesa. In molti casi possiamo già aiutarti noi a chiarire dubbi e rispondere alle domande più comuni. Se invece la situazione lo richiede, ti supporteremo anche nel passaggio successivo, mettendoti in contatto con il nostro commercialista qualificato.

La scadenza per il pagamento delle imposte è fissato al 30 giugno 2025. Nei mesi precedenti questa data, la richiesta di consulenze aumenta sensibilmente. Prenotare in anticipo consente di ricevere l’assistenza necessaria senza il rischio di ritardi o sovraccarichi.

Nel caso ritenessi di averne bisogno, ti consigliamo di prenotare il prima possibile, per non rischiare di arrivare in overbooking sul calendario del commercialista. Perché scegliere la consulenza fiscale di Young Platform?

Commercialisti esperti in criptovalute

I professionisti disponibili tramite il nostro servizio sono specializzati nel settore crypto e costantemente aggiornati sulle normative fiscali più recenti. Questo consente di ricevere un supporto mirato e affidabile, riducendo al minimo il rischio di errori o omissioni nella dichiarazione.

Integrazione con i Report Fiscali di Young Platform

Uno dei principali vantaggi è l’integrazione con i report fiscali della piattaforma. Questi documenti forniscono un quadro chiaro e dettagliato di tutte le transazioni effettuate, facilitando la compilazione della dichiarazione dei redditi.

Acquistare il Report Fiscale consente di ottenere un riepilogo preciso della propria attività crypto, riducendo il rischio di errori e facilitando il lavoro del commercialista.

Supporto personalizzato in base alle esigenze individuali

Ogni investitore ha una situazione fiscale unica. Per questo motivo, il nostro servizio di consulenza offre un supporto su misura, adattandosi alle necessità specifiche di ciascun utente.

I principali servizi offerti includono:

  • Analisi della situazione fiscale individuale, per sviluppare le strategie dichiarative più efficaci.
  • Compilazione dei quadri RW e RT, necessari per la dichiarazione degli asset digitali.
  • Calcolo delle imposte su plusvalenze e minusvalenze, per una gestione fiscale ottimale.
  • Gestione di fondi bloccati o allocati su piattaforme problematiche, con assistenza nella dichiarazione.
  • Consulenza su strategie per ottimizzare i cash out, evitando impatti fiscali imprevisti.
  • Supporto per trasferimenti di criptovalute da e per l’estero, con analisi degli obblighi fiscali connessi.
  • Guida alla conservazione della documentazione fiscale, per garantire una gestione corretta e conforme.
  • Preparazione alla difesa in caso di accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.
  • Assistenza per il ravvedimento operoso, per correggere eventuali errori dichiarativi di anni precedenti.
  • Consulenza su attività imprenditoriali legate alle crypto, come accettazione di pagamenti digitali, fiscalità internazionale, eredità e donazioni.
  • Supporto dedicato a chi ha vissuto situazioni complesse, come vittime di frodi o utenti che hanno perso fondi a causa del fallimento di exchange o piattaforme non più operative

Due formule di servizio: scegli quella più adatta a te

Offriamo due livelli di supporto, pensati per adattarsi al meglio alle tue esigenze:

  • Consulenza Fiscale
    Un incontro singolo con un esperto fiscale per ricevere chiarimenti su dubbi specifici, ottenere indicazioni su come procedere con la dichiarazione e valutare la tua situazione fiscale complessiva.
  • Pacchetto Completo
    Un servizio più approfondito, pensato per chi ha una situazione più articolata o preferisce delegare completamente la gestione della parte fiscale. Include l’analisi dei movimenti, il calcolo delle imposte, la compilazione della dichiarazione e la consegna dei documenti pronti per l’invio.

Queste informazioni sono riprese anche nelle mail che riceverai automaticamente al momento della prenotazione della chiamata, così avrai tutto chiaro fin da subito.

Ravvedimento Operoso e gestione di errori fiscali

Se negli anni precedenti hai commesso errori nella dichiarazione delle criptovalute, il ravvedimento operoso rappresenta la soluzione per regolarizzare la tua posizione fiscale riducendo le sanzioni.

Grazie alla consulenza dei nostri esperti, potrai:

  • Analizzare la tua situazione fiscale e individuare eventuali irregolarità.
  • Ricevere un piano dettagliato su come correggere errori passati.
  • Minimizzare i costi delle sanzioni grazie all’intervento tempestivo.
  • Evitare il rischio di accertamenti futuri e contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Correggere eventuali inesattezze prima di ricevere una comunicazione ufficiale dall’Agenzia delle Entrate è fondamentale per evitare problemi e costi aggiuntivi.

Gestisci le tue criptovalute con sicurezza e tranquillità

Affidarsi a un commercialista esperto consente di eliminare ogni incertezza sulla fiscalità crypto, evitando errori e garantendo la conformità con la normativa vigente.

Grazie alla nostra consulenza specializzata, potrai concentrarti esclusivamente sulla crescita del tuo portafoglio, senza preoccupazioni legate alla dichiarazione dei redditi.

I servizi fiscali di Young Platform: una soluzione completa per la dichiarazione delle criptovalute e il pagamento delle imposte

Report Fiscale dichiarazione crypto

Tutto ciò che devi sapere per calcolare, documentare e dichiarare le tue attività crypto senza errori.

Per semplificare il processo di dichiarazione e garantire la piena conformità alle normative italiane, Young Platform offre strumenti avanzati che permettono di calcolare, documentare e dichiarare le proprie attività crypto in modo semplice e accurato.

In questo articolo vedremo quali report acquistare, a cosa servono, quanto costano e come utilizzarli.

  • Report fiscale di Young Platform: per chi utilizza solo il nostro exchange.
  • Report fiscale Young-Okipo: per chi utilizza diversi exchange, DEX, NFT e protocolli DeFi.
  • Report delle transazioni: per archiviare lo storico movimenti, ordini e Smart Trades.
  • Ricevuta imposta di bollo: per allegare il saldo alla dichiarazione.
  • Commercialista crypto: per chi ha qualche dubbio o ha bisogno di delegare completamente la sua dichiarazione a un esperto.

Documentazione fiscale di Young Platform

In base alla tua operatività, puoi scegliere tra due tipologie di Report Fiscale:

  1. Report Fiscale Young Platform → ideale per chi opera esclusivamente su Young Platform Base e Pro.
  2. Report Fiscale Young-Okipo → pensato per chi utilizza più exchange, wallet esterni, piattaforme DeFi o possiede NFT.

Entrambi i report sono accessibili direttamente dalla sezione “Tasse & Report” disponibile su desktop e app.

Report Fiscale Young Platform: per chi utilizza solo Young Platform

Se hai comprato, venduto o detenuto criptovalute solo su Young Platform (Base o Pro), questo report fiscale ti permette di ottenere facilmente tutti i dati necessari per la dichiarazione dei redditi.

Cosa contiene il report?

Calcolo automatico delle plusvalenze e minusvalenze
Il report analizza tutte le operazioni effettuate e calcola il guadagno o la perdita netta, fornendo direttamente i valori da inserire nella dichiarazione fiscale.

Quadri precompilati per la dichiarazione
Il report fornisce i moduli fiscali già organizzati con i tuoi dati, semplificando la compilazione della dichiarazione dei redditi.

  • Quadro RW lo trovi nel Modello Redditi persone fisiche. Serve per dichiarare il possesso di criptovalute ed è necessario per il calcolo dell’imposta di bollo.
  • Quadro RT → Serve per dichiarare le plusvalenze e le minusvalenze, ottenendo così il calcolo dell’imposta dovuta.
  • Quadro W → Equivalente al Quadro RW ma specifico per i lavoratori dipendenti e pensionati che utilizzano il 730. Indica il possesso di criptovalute e consente il calcolo dell’imposta di bollo.
  • Quadro T → Equivalente al Quadro RT per chi utilizza il 730. Permette di dichiarare guadagni o perdite sulle criptovalute e calcolare l’imposta sulle plusvalenze.

Gli sconti dedicati ai Club Young Platform 

I membri dei Club godono di sconti fissi sull’acquisto del Report Fiscale di Young Platform. 

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I vantaggi del Report Fiscale di Young Platform

Il Report Fiscale di Young Platform è pensato per rendere la dichiarazione delle criptovalute semplice, chiara e conveniente. A differenza di altri servizi, offre condizioni vantaggiose che aiutano gli utenti a risparmiare sui costi.

Pagamento unico per tutti gli anni fiscali 

Molti servizi simili richiedono il pagamento di un report separato per ogni anno da dichiarare. Con Young Platform, invece, paghi una sola volta e il report copre automaticamente tutti gli anni fiscali di operatività.  

Esempio: se hai iniziato a investire su Young Platform nel 2019, il report includerà tutti i tuoi dati dal 2019 a oggi, senza costi aggiuntivi.

Prezzo basato sulla tua reale attività 

Il costo del report dipende dal numero di transazioni effettuate e non è fisso. Questo significa che chi ha fatto poche operazioni paga meno rispetto a chi ha un’attività più intensa. Il piano base parte da 19,99€.

A differenza di altri servizi che applicano un costo uguale per tutti, Young Platform adotta un sistema più equo, evitando tariffe alte per chi ha effettuato poche operazioni.

Prezzo ancora più vantaggioso per chi ha già acquistato il report in passato 

Se hai già comprato il Report Fiscale di Young Platform negli anni passati, non dovrai pagare di nuovo per le transazioni già dichiarate. Il prezzo verrà calcolato solo sulle nuove operazioni del 2024, garantendoti un risparmio concreto.

Questa soluzione permette agli utenti di rimanere in regola con il Fisco senza costi inutili, con un servizio trasparente e conveniente.

Report Fiscale Young-Okipo: per chi possiede più wallet o utilizza diversi exchange

Se hai operato su più piattaforme di trading, utilizzi wallet esterni, investi in NFT o partecipi ad attività DeFi come staking e yield farming, dichiarare le tue criptovalute può diventare complicato.

Il Report Fiscale Young-Okipo è stato creato per semplificare questo processo: raccoglie automaticamente tutte le operazioni effettuate su qualsiasi exchange o wallet in un unico documento fiscale pronto per la dichiarazione. Basta importare il file csv delle transazioni.

In questo modo, puoi gestire facilmente la tua fiscalità crypto, senza dover ricostruire manualmente ogni transazione.

Cosa include il Report Young-Okipo?

Collegamento diretto con altri exchange e wallet
Questo report consente di importare le transazioni da qualsiasi piattaforma, comprese Binance, Coinbase, Kraken, Metamask, Ledger e molte altre. In questo modo, puoi ottenere una panoramica completa della tua attività in un solo documento.

Supporto per DeFi, NFT e altre attività crypto
Se hai operato in staking, yield farming, lending o trading su DEX, il Report Young-Okipo è in grado di calcolare le plusvalenze e minusvalenze anche su queste operazioni.

Storico dal 2016 ad oggi
Questo strumento ti permette di importare e regolarizzare le transazioni passate, creando un report retroattivo che copre tutti gli anni fiscali di cui hai bisogno.

Importazione automatizzata
Non è necessario inserire manualmente i dati delle operazioni. Il sistema consente di caricare file CSV o collegare gli account per generare un report unificato e pronto per la dichiarazione fiscale.

Quadri precompilati per la dichiarazione
Il report include i fac-simile dei Quadri RW, RT, W e T, che servono per la compilazione della dichiarazione dei redditi:

  • Quadro RW e Qadro W → Per dichiarare il possesso di criptovalute.

Quadro RT e Quadro T → Per riportare le plusvalenze generate nel periodo fiscale.

servizi fiscali young platform report okipo

Per usufuire di questi sconti e prezzi è necessario acquistare il Report Young-Okipo direttamente da Young Platform nella sezione “Tasse & Report” e non sul sito di Okipo.

Quali sono i vantaggi del Report Young-Okipo?

Un unico report per tutti gli anni fiscali

A differenza di altri servizi che fanno pagare separatamente ogni anno, con il Report Young-Okipo paghi una sola volta per regolarizzare tutte le transazioni dal 2016 ad oggi.

Semplicità d’uso

Il sistema automatizzato permette di importare i dati da diversi exchange e wallet senza inserimenti manuali, risparmiando tempo ed evitando errori.

Assistenza dedicata

Gli utenti Young Platform hanno accesso a un servizio clienti prioritario per supporto e chiarimenti sulla dichiarazione fiscale.

Questa soluzione è pensata per chi ha un’attività crypto distribuita su più piattaforme e vuole ottenere un unico documento fiscale per semplificare la dichiarazione dei redditi, riducendo al minimo il rischio di errori o omissioni.

Report delle Transazioni di Young Platform

Il Report delle Transazioni di Young Platform è uno strumento utile e gratuito per monitorare e documentare tutte le operazioni effettuate sulla piattaforma. Si tratta di un documento che riporta in modo dettagliato ogni movimento di criptovalute e valute fiat, inclusi acquisti, vendite, depositi e prelievi.

A cosa serve il Report delle Transazioni?

Questo report non è un documento fiscale, ma rappresenta un estratto conto completo della propria attività su Young Platform. È utile per diversi motivi:

  • Tracciabilità e archiviazione delle operazioni
    Il report consente di avere una panoramica chiara e dettagliata di tutte le transazioni effettuate, facilitando il controllo del proprio storico di investimenti.
  • Supporto alla dichiarazione fiscale
    Sebbene non sostituisca il Report Fiscale, il Report delle Transazioni è un documento essenziale per chi vuole verificare i movimenti. Inoltre, in caso di dichiarazione autonoma senza un report fiscale precompilato, può servire come base per il calcolo delle plusvalenze e minusvalenze.
  • Utilità in caso di controlli fiscali
    Se l’Agenzia delle Entrate dovesse effettuare verifiche sulle operazioni di un contribuente, il Report delle Transazioni può essere utilizzato per dimostrare l’origine dei fondi e la tipologia di operazioni eseguite.
  • Integrazione con altri strumenti di gestione finanziaria
    Chi utilizza software di contabilità o strumenti di analisi finanziaria per monitorare il proprio portafoglio può importare i dati del report per avere un quadro più dettagliato della propria situazione patrimoniale.

Cosa contiene il Report delle Transazioni?

Il documento include informazioni dettagliate su:

  • lo storico movimenti, che contiene la cronologia di tutte le transazioni effettuate su Young Platform
  • lo storico ordini, che contiene la cronologia di tutti gli ordini di acquisto, vendita e conversione effettuati su Young Platform
  • storico transazioni Smart Trade, che permette di scaricare tutte le transazioni automaticamente eseguite dalle strategie Smart Trades. 

I documenti sono scaricaabili singolarmente.

Come ottenere i documenti fiscali su Young Platform

Per scaricare i report fiscali e le transazioni, basta accedere alla propria area personale su Young Platform, disponibile via web o app.

  • Per acquistare e scaricare il Report Fiscale (Young Platform o Young-Okipo), vai nella sezione “Tasse & Report”, seleziona il report desiderato e completa l’acquisto. Dopo il pagamento, il documento sarà disponibile per il download in formato PDF e inviato via email. Potrai utilizzarlo per compilare la dichiarazione o consegnarlo al tuo commercialista.
  • Per scaricare il Report delle Transazioni, accedi sempre alla sezione “Tasse & Report” e seleziona l’opzione per generarlo gratuitamente. Questo documento fornisce un registro completo di tutte le operazioni effettuate su Young Platform, utile per la gestione della fiscalità e il monitoraggio delle attività crypto.

Grazie a questa procedura semplice e veloce, puoi ottenere tutti i dati necessari senza doverli raccogliere manualmente.

Pagamento automatico dell’Imposta di Bollo su Young Platform

L’imposta di bollo sulle criptovalute è un obbligo fiscale per chi possiede asset digitali. Gli utenti di Young Platform Base e Pro non devono preoccuparsi di calcolarla o versarla manualmente, perché l’exchange si occupa automaticamente del pagamento, prelevando l’importo dovuto direttamente dal saldo disponibile.

Come funziona il calcolo dell’imposta di bollo?

  • Aliquota: l’imposta di bollo è pari al 2 per mille (0,2%) del valore totale del portafoglio.
  • Data di riferimento: l’importo viene calcolato sul valore complessivo delle criptovalute detenute su Young Platform al 31 dicembre dell’anno fiscale.
  • Determinazione del valore: il valore del portafoglio viene stabilito sulla base dei prezzi degli asset al 31 dicembre.

Come verificare il pagamento?

Dopo che Young Platform ha effettuato il pagamento dell’imposta di bollo per conto dell’utente, la ricevuta è disponibile per il download direttamente nella sezione “Tasse & Report” della piattaforma. È importante scaricare questa ricevuta e allegarla alla propria dichiarazione fiscale per dimostrare che l’imposta è stata versata.

Cosa fare se utilizzi più exchange?

Se hai criptovalute su altre piattaforme, è fondamentale verificare se l’imposta di bollo è già stata pagata per te. Ogni exchange ha una politica diversa: alcuni, come Young Platform, versano automaticamente l’imposta in tua vece, mentre altri richiedono che sia tu a provvedere al pagamento autonomamente.

Per evitare di pagare due volte l’imposta sullo stesso importo o, al contrario, di omettere il versamento, segui questi passaggi:

  1. Controlla la sezione fiscale dei tuoi exchange per verificare se hanno già versato l’imposta.
  2. Scarica le ricevute di pagamento da ogni piattaforma.
  3. Somma i valori per assicurarti di aver pagato l’importo corretto in base al totale delle criptovalute detenute su tutti i tuoi account.
  4. Se un exchange non ha versato l’imposta per te, dovrai dichiararla autonomamente nel Quadro RW e procedere al pagamento tramite F24.

Young Platform semplifica questo processo per chi detiene criptovalute sulla sua piattaforma, eliminando la necessità di calcoli manuali e riducendo il rischio di errori nella dichiarazione fiscale.

Consulenza fiscale personalizzata per la Dichiarazione dei redditi da criptovalute

La consulenza fiscale personalizzata di Young Platform è pensata per supportare chi deve dichiarare criptovalute in modo corretto, anche in situazioni complesse come operazioni su più piattaforme, attività in DeFi o regolarizzazioni di anni passati. Il servizio, gestito da commercialisti esperti in crypto, guida l’utente nella compilazione dei quadri RW, RT, W e T, nel ravvedimento operoso e nell’ottimizzazione fiscale tramite la compensazione di minusvalenze. Dopo una prima analisi della situazione, viene proposta la strategia fiscale più adatta e, se necessario, un preventivo personalizzato in base alla complessità. Sono disponibili due formule: Consulenza Fiscale (singolo appuntamento) e Pacchetto Completo (servizio all inclusive). Tutti i dettagli sono spiegati nell’articolo dedicato, dove puoi approfondire ogni aspetto del servizio.

Ridurre le tasse sulle crypto: come compensare le minusvalenze nella dichiarazione fiscale 2025

minusvalenze criptovalute young platform

Come sfruttare la compensazione delle minusvalenze: tutte le nuove regole che devi conoscere per ridurre l’imposizione fiscale.

Investire in criptovalute può generare guadagni, ma anche perdite. Queste perdite, chiamate minusvalenze, possono essere utilizzate per ridurre le tasse sui profitti futuri. Con la Legge di Bilancio 2025 e il Decreto Legislativo 129/2024, le regole sulla compensazione delle minusvalenze sono cambiate, offrendo più flessibilità agli investitori.

In questo articolo vedremo cosa sono le minusvalenze, come compensarle correttamente e quali strategie adottare per ridurre l’imposizione fiscale sui guadagni da criptovalute.

Cosa sono le minusvalenze e come funzionano nella dichiarazione fiscale

Se hai venduto una criptovaluta a un prezzo inferiore rispetto a quello di acquisto, hai realizzato una minusvalenza. Questa perdita può essere compensata con le plusvalenze, ovvero i guadagni ottenuti dalla vendita di altre criptovalute a un prezzo maggiore rispetto a quello di acquisto.

Dal punto di vista fiscale:

  • Le plusvalenze sono tassabili e generano un’imposta da pagare.
  • Le minusvalenze creano un credito fiscale, che può essere usato per ridurre l’imposta sulle plusvalenze future.

Il vantaggio? Se hai subito delle perdite, puoi usarle per ridurre l’importo delle tasse negli anni successivi.

Nuove regole: periodo di compensazione esteso a 5 anni

Una delle novità principali introdotte dal 2024 riguarda il tempo a disposizione per compensare minusvalenze:

  • Nuovo regime: le minusvalenze realizzate dal 2024 in poi potranno essere compensate entro 5 anni.
  • Regime precedente: le minusvalenze realizzate nel 2023 restano compensabili solo per 4 anni (fino al 2027).

Esempio pratico:

  • Se realizzi una minusvalenza nel 2024, potrai usarla per ridurre le tasse su eventuali plusvalenze fino al 2029.
  • Se hai registrato una minusvalenza nel 2023, potrai usarla solo fino al 2027.

Questa modifica offre più tempo per ottimizzare la dichiarazione fiscale, ma richiede una gestione attenta delle scadenze. Infatti, il doppio regime impone agli investitori una contabilità separata per le minusvalenze realizzate nel 2023 e quelle realizzate dal 2024, in modo da rispettare le rispettive scadenze di compensazione.

Si possono compensare le minusvalenze generate prima del 2023 dalla vendita di criptovalute?

No, le minusvalenze generate prima del 2023 dalla vendita di criptovalute non sono compensabili con le plusvalenze realizzate successivamente.

Perché?

  1. Cambio di normativa nel 2023: La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) ha introdotto una disciplina fiscale specifica per le cripto-attività, stabilendo che le plusvalenze da criptovalute sono tassate al 26%. Tuttavia, prima di questa riforma, le criptovalute erano considerate “valute estere” e soggette a una regolamentazione fiscale diversa.
  2. Assenza di un quadro normativo chiaro prima del 2023: prima della riforma, l’Agenzia delle Entrate considerava le criptovalute come “valute estere”, per cui la compensazione delle minusvalenze non era esplicitamente prevista. La nuova normativa, entrata in vigore dal 1° gennaio 2023, prevede che le plusvalenze e le minusvalenze siano considerate nel quadro RT della dichiarazione dei redditi, ma senza possibilità di compensare quelle pregresse.
  3. Regime transitorio: per chi deteneva criptovalute al 1° gennaio 2023, la legge ha introdotto una regolarizzazione fiscale, consentendo di rideterminare il valore delle cripto-attività pagando un’imposta sostitutiva del 14%. Tuttavia, questa opzione non riguarda le minusvalenze maturate prima del 2023.

Come compensare le minusvalenze: strategie per ridurre le tasse

Esempio pratico di compensazione minusvalenze

Capire come compensare minusvalenze permette di ridurre l’imponibile derivante dalle plusvalenze, Un investitore ha questa situazione:

  • 2024: realizza una minusvalenza di 10.000 euro.
  • 2026: ottiene una plusvalenza di 15.000 euro.

Grazie alla compensazione minusvalenze, l’investitore può sottrarre la perdita al guadagno, riducendo l’importo su cui pagare le tasse: 

  • Base imponibile: 15.000 – 10.000 = 5.000 euro.
  • Imposta da pagare: 5.000 × 26% = 1.300 euro.

Senza la compensazione, l’imposta sarebbe stata 3.900 euro (15.000 × 26%). La compensazione, quindi, permette un risparmio fiscale significativo.

Quali minusvalenze si possono compensare?

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

  • Si possono compensare solo minusvalenze nette, ovvero dopo aver sottratto eventuali plusvalenze dello stesso anno.
  • Sono compensabili solo le perdite da vendita di criptovalute rispetto al prezzo di acquisto.
  • Non si possono compensare le perdite derivanti da scambi tra criptovalute (es. Bitcoin → Ethereum), tranne nei casi in cui si tratti di conversioni in stablecoin (Tether USDT, USD Coin USDC).
  • È fondamentale tenere traccia di tutte le operazioni, conservando prove come prezzi di acquisto e tassi di cambio.

Documentazione necessaria per la dichiarazione

  • Per semplificare la dichiarazione fiscale, piattaforme come Young Platform offrono strumenti utili:
    il Report Fiscale, un documento dettagliato con tutte le minusvalenze realizzate, utile per ottimizzare la compensazione fiscale.
  • Collegamento con wallet esterni: permette di generare un unico documento con lo storico delle minusvalenze dal 2016 ad oggi.

Questi strumenti aiutano a evitare errori e a rispettare le normative fiscali.

Quando conviene compensare minusvalenze?

L’estensione a 5 anni offre più tempo per decidere quando compensare le perdite. Ma quando è il momento giusto?

Conviene compensare subito le minusvalenze se:

  • Si prevedono guadagni consistenti nei prossimi anni.
  • Si vuole ridurre l’imposta da pagare nel breve termine. 

Puoi aspettare se:

  • Non hai guadagni immediati e vuoi sfruttare la minusvalenza per compensare plusvalenze più elevate in futuro.
  • Dal 2026 l’aliquota sulle plusvalenze potrebbe salire al 33% (ora al 26%), quindi potrebbe essere più vantaggioso aspettare.

Ecco una tabella sulla compensazione minusvalenze per chiarire come funziona il nuovo regime fiscale.

Il nuovo regime di compensazione minusvalenze rappresenta un’opportunità per ridurre le tasse, ma è fondamentale una gestione attenta delle scadenze. Organizzarsi in anticipo e conservare la documentazione necessaria può fare la differenza per ottimizzare la dichiarazione fiscale. 

Come fare staking: tutti i modi per ottenere ricompense con le tue crypto

Come fare staking: ottenere ricompense con le crypto

La guida per imparare come fare staking di criptovalute: a cosa serve lo staking, che servizio utilizzare e quali token si possono bloccare!

Lo staking è un meccanismo tipico del settore crypto che permette il funzionamento delle blockchain Proof-of-Stake. Queste particolari chain per raggiungere il consenso della rete (necessario per validare le transazioni) non utilizzano una risorsa esterna come l’energia elettrica e il potere computazionale, ma si servono di risorse interne ovvero le garanzie degli utenti. Insomma prima di tutto lo staking è la base del meccanismo di validazione di una blockchain. Ma con staking si intende anche il semplice blocco di crypto per ottenere ricompense, senza necessariamente diventare validatori di un network. In questo articolo vedremo come fare staking e tutte le opzioni disponibili per ottenere ricompense con le crypto!

A cosa serve lo staking? 

Chi sceglie di fare staking può avere diversi obiettivi. C’è chi fa staking per diventare un validatore e chi invece blocca le sue crypto solamente per ottenere reward, delegando ad altri il compito di validare le transazioni. Vediamo tutte le tipologie di staking: 

1. Fare staking per diventare validatori di una blockchain

I nodi validatori di una blockchain si occupano di finalizzare le transazioni della loro rete. Al contrario di quello che accade nelle chain Proof-of-Work, in quelle Proof-of-Stake non è necessaria una particolare attrezzatura tecnica per validare le transazioni, è sufficiente mettere in staking delle crypto. Nella maggior parte dei casi diventano validatori persone (o enti) che hanno una certa esperienza nel campo blockchain. Dopo aver messo in staking una certa somma di criptovalute, dovrai aprire un nodo. I requisiti per fare questo tipo di staking sono: scaricare il wallet che preveda la possibilità di fare staking nella chain di cui vuoi diventare nodo, e rimanere online 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Alcune blockchain prevedono anche una quota minima di crypto da mettere in staking, ad esempio su Tezos è 8.000 XTZ, su Ethereum 2.0 sarà 32 ETH

2. Delegare il proprio stake

Se non vuoi gestire un nodo validatore in prima persona, puoi optare per delegare il tuo stake a un nodo già esistente. La delega è un’alternativa conveniente per chi vuole partecipare al meccanismo di consenso di una blockchain con un minor investimento di tempo e risorse economiche. Quando deleghi un nodo, la quantità di criptovalute che hai messo in staking si unisce allo stake del nodo stesso. In questo modo il nodo validatore utilizzerà anche le tue criptovalute per contribuire al funzionamento della rete. Le ricompense ottenute per il lavoro di validazione vengono poi distribuite in maniera proporzionale tra il nodo e coloro che hanno delegato. Puoi delegare un nodo attraverso le piattaforme (decentralizzate o meno) che offrono questo servizio. 

3. Fare staking per partecipare alla governance di una chain 

In alcuni casi la funzione dello staking è quella di far partecipare gli utenti alla governance di una blockchain. Chi mette in staking una certa quantità di crypto, si guadagna il diritto a votare aggiornamenti, miglioramenti e la direzione della roadmap della blockchain. Così lo staking aumenta la decentralizzazione delle decisioni di un progetto.

4. Bloccare crypto per ottenere ricompense

Fare staking di criptovalute significa anche semplicemente bloccare per un periodo di tempo le proprie criptovalute per ottenere delle ricompense, calcolate su base annua e espresse in APY. Questi premi sono il corrispettivo di quello che nella finanza tradizionale si chiama rendimento percentuale annuo. Le criptovalute bloccate non possono essere scambiate o vendute, fino allo scadere del periodo di staking scelto all’inizio. Come fare questo tipo di staking? Questa opzione è particolarmente adatta a chi non ha una particolare dimestichezza nel settore perché non richiede nessuna competenza tecnica, basta solamente informarsi sul servizio terzo che si sceglie e assicurarsi di aver seguito le 5 cose da fare prima di fare staking. Ora vediamo dove è possibile fare staking! 

Dove fare staking?

Per fare staking di criptovalute puoi scegliere diversi servizi terzi, ci sono piattaforme decentralizzate, dapp, exchange (centralizzati e non) ma anche opzioni offline come hardware esterni.    

1. Staking via hardware 

Lo staking eseguito offline si chiama cold staking, in questa tipologia di staking le criptovalute vengono bloccate e conservate in cold wallet, ovvero dei wallet non connessi a internet. I cold wallet possono essere hardware, paper wallet o applicazioni offline. Il cold staking viene spesso utilizzato quando si decide di bloccare grandi quantità di crypto e per evitare il potenziale rischio di attacchi informatici. Il livello di sicurezza di questo sistema è alto, tuttavia in questo caso lo staking va gestito in autonomia, senza parti terze che mediano e per questo bisogna conoscere bene i meccanismi. Anche se sono offline, le criptovalute nei cold wallet sono sempre connesse alla blockchain e si guadagnano ricompense come nello staking online. 

2. Staking/Earning via CEX o DEX

Uno dei servizi più utilizzati per fare staking online è quello degli exchange. Che siano centralizzati o decentralizzati, gli exchange forniscono spesso guide passo passo su come utilizzare gli strumenti di Staking. Ogni exchange ha le sue peculiarità e si distingue per la tipologia di soluzione, le crypto supportate e l’APY offerto. Puoi scegliere quello che più si addice alle tue esigenze.

Su Young Platform, hai la possibilità di accedere a una soluzione di Staking semplice e intuitiva, direttamente dalla piattaforma. Attualmente, puoi vincolare diverse criptovalute compatibili con questa funzione e ottenere ricompense calcolate in base all’APY, proporzionate all’importo che decidi di mettere in staking.

Young Platform offre due modalità di Staking:

  • Liquid Staking, che permette di mantenere una maggiore flessibilità sulle crypto messe in staking, senza doverle bloccare per lunghi periodi.
  • Proof of Stake, che consente di partecipare attivamente alla sicurezza della rete e ottenere ricompense più elevate rispetto ad altre soluzioni.

Per saperne di più: Introduzione allo staking: un modo innovativo per mettere al lavoro le tue crypto

3. Staking Pools: protocolli decentralizzati e dapp

Esistono anche numerosi protocolli decentralizzati e dapp che offrono diverse possibilità di fare staking. Ad esempio è possibile bloccare criptovalute in Staking Pool, ovvero degli smart contract o funzionalità che aggregano stake di diversi utenti. Solitamente le Staking Pool vengono utilizzate dai nodi delle blockchain per aumentare la grandezza del loro stake e di conseguenza la probabilità di essere scelti come validatori. Inoltre i protocolli e le piattaforme DeFi, propongono anche opzioni per Staking Derivative e per il Liquid Staking, in cui si guadagnano ricompense tramite prodotti derivati. 

Staking di NFT 

Lo staking non si fa solo con coin o token, l’ultima frontiera della finanza decentralizzata prevede anche lo staking di NFT. Il funzionamento è analogo al classico staking: bloccando in piattaforme apposite i propri token non fungibili è possibile ricevere ricompense in crypto. Non tutti gli NFT sono adatti a questa pratica, una collezione che ha implementato questa funzione è Moonbirds della startup Proof. Lo staking di NFT permette di far fruttare al massimo le proprie opere d’arte digitali e in alcuni casi di partecipare alla governance dei loro progetti. 

Ora che hai visto tutte le cose da considerare su come fare staking di criptovalute, scopri queste 5 curiosità sullo staking e il Proof-of-Stake!

Young Platform: da exchange crypto a conto di pagamento 

young platform conto di pagamento

Scarica la nuova versione dell’app. Oltre la sezione Crypto, stiamo sviluppando le sezioni Save e Cash che cambieranno il modo di gestire le tue finanze grazie al nuovo conto di pagamento.

Negli ultimi anni, Young Platform si è affermata come una delle principali realtà europee nel settore delle cryptovalute. Fondata nel 2018 come exchange, la piattaforma ha sempre puntato a rendere il mondo crypto accessibile a tutti. Oggi, Young Platform compie un passo decisivo nella sua evoluzione: da exchange a conto di pagamento crypto-nativo. Questo cambiamento segna l’inizio di una nuova era per la piattaforma e per gli utenti, che ora possono accedere a strumenti finanziari più completi e integrati.

Scarica l’app Young Platform

La nuova interfaccia

La nuova interfaccia di Young Platform introduce tre sezioni principali: Crypto, Save e Cash. Questa suddivisione permette agli utenti di gestire il proprio denaro in modo più strutturato e intuitivo:

  • Crypto: il cuore pulsante della piattaforma, dedicato alla compravendita e alla gestione degli asset digitali. Qui gli utenti possono acquistare, vendere e scambiare cryptovalute con estrema facilità, sfruttando strumenti avanzati per ottimizzare le operazioni di trading come Smart Trades e Staking.
  • Save (coming soon): una nuova sezione che permette di gestire i propri risparmi, creare obiettivi e piani di accumulo automatici.  
  • Cash (coming soon): uno spazio pensato per la gestione della liquidità in euro, con strumenti di pagamento avanzati. Gli utenti potranno ricevere lo stipendio, effettuare bonifici e utilizzare la carta Young per le spese quotidiane.

Questa trasformazione rappresenta una vera e propria rivoluzione per il settore, colmando il divario tra finanza tradizionale e criptovalute.

Un’esperienza utente rivoluzionata

Oltre alle nuove sezioni, la piattaforma è stata ripensata per offrire un’esperienza utente ancora più fluida e intuitiva. L’interfaccia è stata ridisegnata per garantire una navigazione semplice e accessibile anche ai meno esperti. Gli utenti potranno personalizzare la propria home, impostando widget e preferenze specifiche per monitorare i portafogli, profitti, perdite e andamento del mercato.  

Inoltre, Young Platform ha introdotto un sistema di notifiche che aiuta gli utenti a rimanere sempre aggiornati sulle performance del proprio portafoglio e su nuove opportunità, nonché l’uscita di nuove funzionalità. Ricordati di attivarle dalla sezione profilo insieme alle newsletter!

L’accesso all’educazione finanziaria è un altro pilastro fondamentale della piattaforma. Con una sezione dedicata a guide e approfondimenti, Young Platform mira a fornire agli utenti le competenze necessarie per prendere decisioni informate sulle proprie finanze.

Il Concorso “The Box”: vinci la Carta Young!

Per celebrare questo importante cambiamento, Young Platform lancia il concorso “The Box”, offrendo premi esclusivi ai partecipanti. Tra i premi più ambiti c’è la carta Young con cashback fino al 3,6%*, una novità che permette di ottenere vantaggi concreti sugli acquisti quotidiani.

Il concorso non è solo un’occasione per premiare gli utenti più fedeli, ma anche un incentivo per esplorare le nuove funzionalità della piattaforma e abbracciare il cambiamento in corso. Partecipare è semplice: basta seguire le indicazioni sulla piattaforma per accumulare gemme e avere la possibilità di vincere premi esclusivi, tra cui dispositivi Apple, Sony, buoni Amazon e molto altro! 

Scopri The Box

Sicurezza e innovazione 

Con il passaggio a un conto di pagamento crypto-nativo, la sicurezza è diventata una priorità ancora maggiore per Young Platform. La piattaforma utilizza protocolli avanzati per proteggere i fondi e i dati degli utenti. Inoltre, sono stati implementati nuovi sistemi di autenticazione per garantire un accesso ancora più sicuro.

Un’altra grande innovazione riguarda la possibilità di ottenere un IBAN personale, che consentirà agli utenti di ricevere pagamenti direttamente sul proprio conto Young. Questa funzionalità rende la piattaforma ancora più versatile e adatta a un pubblico ampio, dai trader esperti agli utenti che vogliono semplicemente gestire la propria liquidità in modo smart.

Verso il futuro: l’integrazione di asset tradizionali

L’evoluzione di Young Platform non si ferma qui. Entro la fine del 2025, la piattaforma prevede di integrare investimenti in asset tradizionali, offrendo un’esperienza sempre più completa. Questo posizionerà Young Platform come un punto di riferimento non solo nel mondo crypto, ma anche nella gestione finanziaria a 360°.

L’integrazione di ETF e altri strumenti finanziari tradizionali darà agli utenti la possibilità di diversificare i propri investimenti senza dover passare da più piattaforme. L’obiettivo è offrire un ecosistema finanziario completo, in cui ogni investitore, indipendentemente dal livello di esperienza, possa trovare gli strumenti giusti per far crescere il proprio capitale.

Questa espansione rappresenta un passo fondamentale nell’inclusione di un pubblico più ampio, che fino a oggi ha guardato alle criptovalute con diffidenza. Portare asset tradizionali in una piattaforma nativa crypto significa abbattere le barriere tra due mondi e offrire una soluzione concreta per la gestione del patrimonio.

L’impatto della regolamentazione e la visione di Young Platform

Con il nuovo status di conto di pagamento, Young Platform si allinea sempre più alle normative europee, garantendo ai suoi utenti un ambiente regolamentato e sicuro. Il rispetto delle normative MiCA (Markets in Crypto-Assets) e l’ottenimento delle licenze necessarie rappresentano un ulteriore passo avanti nella legittimazione della piattaforma come attore di primo piano nel panorama finanziario.

La regolamentazione offre maggiore protezione ai consumatori e consente di operare in un ambiente più stabile e trasparente. Young Platform vuole essere un esempio di compliance e trasparenza, distinguendosi da molte piattaforme internazionali che operano in contesti poco regolamentati.

Un altro aspetto chiave è la decentralizzazione della gestione finanziaria. Young Platform eredita dall’ecosistema blockchain il concetto di autonomia finanziaria, consentendo agli utenti di mantenere il controllo sui propri fondi e decisioni d’investimento.

Un nuovo modo di vivere la finanza digitale

Il futuro della finanza digitale non riguarda solo la tecnologia, ma anche la mentalità con cui le persone gestiscono il proprio capitale. Young Platform sta ridefinendo il concetto di gestione patrimoniale, offrendo strumenti che permettono a chiunque di investire con consapevolezza e sicurezza.

In un mondo in cui l’accesso ai servizi finanziari è spesso limitato da barriere burocratiche e da istituzioni poco flessibili, Young Platform offre una soluzione innovativa e inclusiva. Il suo obiettivo è creare un ecosistema in cui la tecnologia blockchain possa convivere con gli strumenti tradizionali, senza compromessi in termini di sicurezza, affidabilità e accessibilità.

Scarica la nuova versione

Young Platform non sarà più solo un exchange, ma un ecosistema completo che integra finanza tradizionale e crypto in un’unica interfaccia. Con il lancio del conto di pagamento e la nuova organizzazione delle sezioni Crypto, Save e Cash, gli utenti potranno accedere a strumenti di investimento più avanzati e strutturati.

Il concorso “The Box” è solo l’inizio di questa nuova fase: Young Platform continua a innovare per offrire una soluzione sempre più competitiva e all’avanguardia, un vero e proprio hub finanziario dove ogni utente può costruire la propria strategia di crescita patrimoniale, combinando tradizione e innovazione in un’unica soluzione.

*Il cashback dipende dall’appartenenza a un Club e dal suo livello: più alto è il livello, maggiore è la percentuale. I membri del Club Platinum arrivano fino al 3,6%.

Tasse crypto: la guida semplice e completa per la dichiarazione dei redditi 2025

dichiarazione dei redditi criptovalute 2023

Scopri le nuove regole fiscali e come dichiarare correttamente le plusvalenze da criptovalute nella dichiarazione dei redditi 2025.

Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e le nuove circolari dell’Agenzia delle Entrate (15 marzo 2024), il regime fiscale delle criptovalute è stato aggiornato per allinearsi alle normative europee MiCA. Questo significa cambiamenti importanti per chi investe in crypto.

Aggiornato il 20 marzo 2025

Le principali novità sulle tasse crypto 2025

Ecco cosa cambia rispetto alla dichiarazione dei redditi 2024:

  • Tassazione totale delle plusvalenze crypto, indipendentemente dall’importo.
  • Eliminazione della soglia dei 2.000 euro, che fino al 2023 esentava i piccoli investitori.
  • Tassazione anche sugli scambi tra crypto e stablecoin come Tether (USDT) e USD Coin (USDC), oltre che valute fiat (euro, dollaro).  

Queste modifiche avvicinano la fiscalità delle criptovalute a quella degli strumenti finanziari tradizionali, rendendo fondamentale sapere come calcolare le tasse crypto e quali operazioni sono soggette a tassazione.

Cosa troverai in questa guida?

  • Come calcolare plusvalenze e minusvalenze
  • Quali operazioni sono tassabili e quali no
  • Le regole fiscali per gli scambi tra crypto, fiat e stablecoin
  • Come compilare correttamente la dichiarazione dei redditi 2025 per le criptovalute

Tasse crypto: imposta di bollo e tassazione sulle plusvalenze

Se possiedi criptovalute, devi considerare due tipi di tasse crypto nella dichiarazione dei redditi 2025:

  1. Imposta di bollo sulle cripto-attività in tuo possesso
  2. Tassazione sui guadagni da vendita di criptovalute (plusvalenze)

Vediamo nel dettaglio come funzionano.

Imposta di bollo sulle cripto-attività 

Che cos’è?

L’imposta di bollo si applica sul valore totale delle criptovalute che possiedi al 31 dicembre di ogni anno, indipendentemente dal fatto che tu le abbia vendute o meno. È una tassa patrimoniale obbligatoria per chiunque detenga crypto-attività.

Come si calcola?

Si prende il valore complessivo del portafoglio crypto al 31 dicembre.

Su questo valore si applica un’aliquota dello 0,2%.

Esempio pratico

Se al 31 dicembre il valore del portafoglio crypto è di 10.000 euro, l’imposta di bollo da pagare sarà: 10.000 € × 0,2% = 20 €

Tassazione sui guadagni derivanti dalla vendita delle criptovalute

Che cos’è?

Questa imposta si applica solo se vendi criptovalute con un guadagno rispetto al prezzo di acquisto.

Come si calcola?

Si prende la differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto (plusvalenza).

Su questo guadagno si applica un’aliquota del 26%.

Esempio pratico

Acquisto 1 Bitcoin a 60.000 euro.

Vendita dello stesso Bitcoin a 100.000 euro.

Plusvalenza = 100.000 – 60.000 = 40.000 euro.

Imposta dovuta = 40.000 × 26% = 10.400 euro.

Come ridurre questa tassa
Se Bitcoin fosse stato venduto a un prezzo inferiore rispetto all’acquisto, ad esempio 50.000 euro, si sarebbe generata una minusvalenza: 50.000 – 60.000 = -10.000 euro.

In questo caso, non si deve alcuna imposta, ma la minusvalenza di 10.000 euro potrà essere utilizzata per compensare eventuali futuri guadagni nei successivi 5 anni, riducendo il carico fiscale su plusvalenze successive.

riepilogo imposte sulle criptovalute

In sintesi

  • Possedere criptovalute comporta il pagamento dell’imposta di bollo (0,2%).
  • Vendere criptovalute con un guadagno comporta la tassazione del 26% sulla plusvalenza.
  • Vendere in perdita permette di compensare la minusvalenza su guadagni futuri.

Quali operazioni crypto sono tassate?

Non tutte le operazioni con criptovalute comportano un obbligo fiscale immediato. La normativa italiana distingue tra:

  • Operazioni fiscalmente rilevanti, che generano tasse sulle plusvalenze.
  • Operazioni non tassabili, che non hanno impatto fiscale immediato.

Vediamo nel dettaglio quali transazioni rientrano in ciascuna categoria.

Operazioni fiscalmente rilevanti 

Su queste operazioni viene applicato il 26% di tasse: 

  • Vendita di criptovalute in cambio di euro o altre valute fiat (es. USD, GBP).
  • Conversione di criptovalute in stablecoin (es. USDT, USDC), trattate fiscalmente come strumenti finanziari simili alla valuta fiat.
  • Utilizzo di criptovalute per acquistare beni o servizi, se il valore della crypto al momento del pagamento è maggiore del prezzo di acquisto originario.

Esempio pratico
Compri Bitcoin a 30.000€.
Lo vendi per 40.000€ in euro → Tassabile (26% sulla plusvalenza di 10.000€).
Scambi Bitcoin per USDT → Tassabile (26% sulla plusvalenza di 10.000 in USDT).

operazioni fiscalmente rilevanti dichiarazione dei redditi 2025

Eventi NON fiscalmente rilevanti

Le seguenti transazioni non comportano un’imposizione fiscale immediata:

  • Scambi tra criptovalute (es. BitcoinEthereum), purché tra asset con caratteristiche e funzioni simili. Quindi escludendo scambi crypto-NFT o crypto-stablecoin.
  • Scambi tra euro e stablecoin (es. TetherUSD Coin), considerati equivalenti.
  • Trasferimenti di criptovalute tra wallet personali o tra exchange, senza vendita o conversione in fiat.

Esempio pratico
Scambi Bitcoin per Ethereum →  Non tassabile.
Se poi vendi Ethereum per euro con guadagno, allora pagherai il 26% sulla plusvalenza.

In sintesi

  • Se converti crypto in euro o stablecoin, paghi le tasse sulle plusvalenze.
  • Se scambi tra criptovalute simili (es. BTC > ETH) non paghi tasse. 

Sapere quali operazioni sono tassabili ti aiuta a gestire meglio la tua strategia fiscale e a prepararti alla dichiarazione dei redditi 2025.

operazioni non fiscalmente rilevanti dichiarazione dei redditi 2025

Come funzionano i depositi di criptovalute e il prezzo di carico

I depositi di criptovalute, ovvero il trasferimento di asset da un wallet a un altro wallet, ad esempio da Metamask a un exchange come Young Platform, non generano tasse sulle plusvalenze. Tuttavia, questi depositi devono essere dichiarati nel Quadro RW (Modello Redditi) o nel Quadro W (730) per il monitoraggio fiscale.

Attenzione al prezzo di carico
Quando depositi crypto su un exchange, il sistema registra il valore di acquisto come zero, a meno che tu non fornisca la documentazione del prezzo originale di acquisto e lo inserisca manualmente sulla piattaforma. Questo può avere conseguenze fiscali molto importanti. Vediamo perché.

Perché il prezzo di carico è fondamentale?

Se il prezzo di acquisto non viene dichiarato, il fisco considera l’intero importo della vendita come plusvalenza tassabile. Vediamo un esempio pratico.

Esempio 1: Deposito senza prezzo di carico

  • Depositi 0,5 Bitcoin acquistati in passato, ma senza indicare il prezzo di acquisto.
  • Successivamente, vendi questi 0,5 BTC a 100.000€.
  • Il fisco considera l’intero importo come plusvalenza → 100.000 × 26% = 26.000€ di tasse.

Esempio 2: Deposito con prezzo di carico documentato

  • Depositi 0,5 Bitcoin e dichiari che li hai acquistati a 60.000€.
  • Quando vendi a 100.000€, la plusvalenza tassabile sarà: 100.000 – 60.000 = 40.000€.
  • Tassa dovuta: 40.000 × 26% = 10.400€.

Morale: Se non dichiari il prezzo di acquisto, pagherai molte più tasse del dovuto. Per questo è fondamentale registrare e documentare il prezzo di carico dei depositi.

Se utilizzi piattaforme come Young Platform, puoi caricare la cronologia delle transazioni dai tuoi wallet personali per generare un report fiscale dettagliato e ottimizzare la dichiarazione dei redditi 2025.

Casi particolari: Staking, Airdrop e Mining

Le criptovalute possono generare guadagni attraverso diverse modalità, come staking, airdrop, e mining. Queste ricompense vengono tassate sia al momento dell’accredito sul tuo wallet, sia al momento della vendita, se questa genera un guadagno:

  • Imposta del 26% al momento dell’accredito, calcolata sul valore di mercato della criptovaluta ricevuta.
  • Ulteriore imposta del 26% sulla plusvalenza, in caso di vendita a un prezzo superiore al valore di accredito.

Vediamo ora in cosa consistono queste tipologie di plusvalenze:

  • Ricompense da staking: si ottengono bloccando criptovalute per supportare il funzionamento della blockchain. 
  • Guadagni da airdrop: le criptovalute distribuite gratuitamente da progetti blockchain o exchange.
  • Mining di criptovalute: i proventi derivanti dalla validazione delle transazioni su blockchain sono imponibili. Per il mining professionale, gestito da aziende specializzate, la tassazione segue le regole fiscali previste per le imprese.

In tutti i casi, è fondamentale monitorare il valore delle criptovalute al momento dell’accredito per calcolare correttamente la plusvalenza tassabile.

Come dichiarare le criptovalute nella dichiarazione dei redditi 2025

Se hai già dichiarato i tuoi investimenti, è importante sapere cosa cambia nella dichiarazione dei redditi 2025 rispetto alla dichiarazione dei redditi 2024. Per dichiarare correttamente le proprie crypto, è necessario compilare sezioni specifiche, che variano a seconda del regime fiscale del contribuente.

Dichiarazione per Partite IVA: Quadro RW e Quadro RT nel Modello Redditi

I titolari di Partita IVA devono compilare il Modello Redditi (ex Modello Unico), inserendo le informazioni relative alle criptovalute in questi quadri:

  • Quadro RW: per dichiarare il possesso di criptovalute e calcolare l’imposta di bollo del 0,2% sul valore totale detenuto al 31 dicembre.
  • Quadro RT: per dichiarare le plusvalenze realizzate e calcolare l’imposta del 26% sui guadagni da vendite di criptovalute.

Esempio per una Partita IVA

Quadro RW

  • Valore crypto al 31 dicembre 2024 → 20.000€.
  • Imposta di bollo (0,2%) → 20.000 × 0,2% = 40€.

Quadro RT

  • Guadagno dalla vendita di Bitcoin → 10.000€.
  • Tassa sulle plusvalenze (26%) → 10.000 × 26% = 2.600€.

Dichiarazione per lavoratori dipendenti: Quadro W e Quadro T del Modello 730

I lavoratori dipendenti e i pensionati che utilizzano il Modello 730 devono dichiarare le criptovalute nei seguenti quadri:

  • Quadro W: equivalente  al Quadro RW del Modello Redditi. Qui si indica il valore totale delle criptovalute detenute al 31 dicembre, su cui viene applicata l’imposta di bollo dello 0,2%.
  • Quadro T: introdotto quest’anno, è dedicato alla dichiarazione delle plusvalenze da criptovalute e funziona come il Quadro RT del Modello Redditi.

Esempio per un lavoratore dipendente

Quadro W

  • Valore crypto al 31 dicembre 2024 → 30.000€.
  • Imposta di bollo (0,2%) → 30.000 × 0,2% = 60€.

Quadro T

  • Guadagno dalla vendita di Bitcoin → 5.000€.
  • Tassa sulle plusvalenze (26%) → 5.000 × 26% = 1.300€.

Dichiarare correttamente le criptovalute nella dichiarazione dei redditi 2025 è essenziale per evitare problemi fiscali e ottimizzare il pagamento delle tasse crypto.

modello per dichiarazione dei redditi crypto

Quali documenti servono per la dichiarazione dei redditi 2025?

Per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi 2025 e calcolare le tasse crypto, è fondamentale raccogliere e conservare tutta la documentazione necessaria.

Se hai già presentato la dichiarazione dei redditi 2024, ti consigliamo di conservare quei dati per eventuali verifiche e aggiornare i nuovi calcoli per il 2025.

Vediamo quali sono i documenti indispensabili.

1. Estratti conto degli exchange e wallet personali

Devi avere un riepilogo dettagliato di tutte le criptovalute detenute e delle operazioni effettuate. I documenti da conservare includono:

  • Saldo delle criptovalute al 31 dicembre → Serve per compilare il Quadro RW (Modello Redditi) o il Quadro W (730).
  • Storico delle transazioni → Con date, importi e controvalori, per calcolare plusvalenze e minusvalenze.
  • Accrediti da staking, airdrop e cashback → Serve il prezzo della criptovaluta alla data di accredito sul tuo portafoglio perché se dovessi venderle in futuro, dovrai dichiarare il prezzo di carico.  

Dove trovare questi dati?
I principali exchange, come Young Platform, permettono di scaricare un report fiscale con tutti i dati richiesti. Se utilizzi wallet non custodial (es. MetaMask, Ledger, Trezor), devi estrarre manualmente il saldo e la cronologia delle operazioni.  

Suggerimento
Se utilizzi Young Platform, puoi caricare la cronologia delle operazioni dai tuoi wallet personali per generare un report fiscale completo con tutte le transazioni crypto dal 2016 a oggi.

Ricevuta di pagamento dell’imposta di bollo
Se utilizzi exchange come Young Platform, il calcolo e il pagamento dell’imposta di bollo vengono effettuati automaticamente dalla piattaforma. Questo significa che non dovrai preoccuparti di versare l’importo manualmente, ma solo di:

  • Compilare il Quadro RW (Modello Redditi) o Quadro W (730).
  • Allegare la ricevuta di pagamento, scaricabile direttamente dal tuo account.

In questo modo, la dichiarazione delle tasse crypto sarà più semplice e veloce.

2. Storico degli acquisti e vendite di criptovalute

Per calcolare correttamente le plusvalenze crypto, è essenziale registrare:

  • Data e prezzo di acquisto di ogni criptovaluta.
  • Data e prezzo di vendita.
  • Commissioni applicate dall’exchange.

Se utilizzi il metodo LIFO (Last In, First Out), devi tenere un registro aggiornato per identificare quale frazione del portafoglio è stata venduta e a quale prezzo di carico.

Dove trovare questi dati?
Gli exchange come Young Platform offrono report fiscali completi con Quadro RW e RT già precompilati, utili per la dichiarazione.

3. Documentazione per staking, mining, airdrop e ricompense

Se hai ricevuto criptovalute tramite:

  • Staking
  • Mining
  • Airdrop
  • Funzionalità Earn 
  • Cashback o referral program

Questi importi devono essere dichiarati come redditi da capitale o plusvalenze. È quindi necessario tenere traccia e conservare data e valore di mercato delle criptovalute ricevute.

4. Storico delle conversioni in stablecoin e valute fiat

Con la nuova normativa, gli scambi tra criptovalute e stablecoin (es. USDT, USDC) sono fiscalmente rilevanti.

Cosa conservare?

  • Elenco completo delle conversioni crypto → stablecoin effettuate.
  • Prezzo al momento della conversione.

Suggerimento
Se utilizzi Young Platform, puoi caricare la cronologia delle operazioni verso stablecoin dai tuoi wallet personali per generare un report fiscale completo con tutte le transazioni crypto dal 2016 a oggi.

5. Report di eventuali trasferimenti tra wallet personali e exchange

Anche se i trasferimenti interni tra i tuoi wallet personali o tra diversi exchange non sono tassabili, è utile tenerne traccia per dimostrare che non si tratta di vendite o scambi soggetti a tassazione qualora ci fosse un controllo dell’Agenzia delle Entrate.

  • Registra tutti i movimenti tra i tuoi wallet.
  • Conserva gli ID delle transazioni per eventuali verifiche.
documenti essenziali per la dichiarazione dei redditi

In sintesi

Per dichiarare correttamente le criptovalute nella dichiarazione dei redditi 2025, devi raccogliere questi documenti:

  • Estratti conto degli exchange e wallet per monitorare saldo e transazioni.
  • Storico acquisti e vendite per calcolare le plusvalenze.
  • Report di staking, mining e airdrop per dichiarare eventuali accrediti.
  • Registro delle conversioni in stablecoin, ora fiscalmente rilevanti.
  • Storico trasferimenti tra wallet, per dimostrare che non si tratta di operazioni tassabili.

Se utilizzi Young Platform, puoi scaricare un report fiscale unico con tutti questi dati che semplifica la dichiarazione e ti aiuta a rispettare la normativa. Organizzarsi in anticipo ti permetterà di compilare la dichiarazione dei redditi in modo corretto e ottimizzare le tasse crypto.