Cashback: come funzionano le tasse se è in crypto?

Cashback crypto

Il cashback è sempre ottimo: quanto è bello quando ti ritorna una parte della spesa? Ma se il cashback è in crypto, come funziona con le tasse?

A chi non piace risparmiare sugli acquisti? Alla fine, il cashback può essere inteso come uno sconto al contrario: anziché una riduzione sul prezzo, la spesa viene compensata con un rimborso. Ma quando il cashback è in crypto, come nel caso della Carta Young, il discorso va leggermente approfondito: la questione tasse necessita di qualche accorgimento. Ed è proprio ciò che faremo in questo articolo. 

Prima di cominciare, una premessa rapida

Come abbiamo anticipato qui sopra, ora partirà il classico spiegone sul cashback e sulle relative imposte, con tutti gli approfondimenti del caso, tra definizioni, normative fiscali, regolamenti europei e via dicendo. 

Se stai leggendo questo articolo, significa che è arrivato quel momento dell’anno in cui ti metti davanti al portatile, apri un file Excel e inizi a riempire le caselle varie cercando di avere un quadro chiaro della tua situazione fiscale

Il risultato: tanto tempo, energia e pazienza persi. E non è neanche detto che il prodotto finale sia corretto: inserire per errore un dato nella casella sbagliata può costarti caro in termini di tempo – e, potenzialmente, anche di denaro. 

Ma ogni problema, per fortuna, ha la sua soluzione che, in questo caso, prende il nome di “servizi fiscali di Young Platform”: nel link trovi tutto ciò che ti serve per poter delegare la tua dichiarazione dei redditi crypto – con tutte le noie del caso – a chi lo fa per mestiere. 

Uno spoiler? Se usi Young Platform, con meno di due gin tonic ti porti a casa un report fiscale che copre tutti gli anni di attività sul nostro exchange – cioè 19,99€, se hai eseguito meno di 50 transazioni. 

Se invece negli anni hai utilizzato altri exchange, no problem: grazie alla nostra partnership con Okipo, hai la possibilità di richiedere – a prezzi estremamente competitivi rispetto al mercato – il report fiscale Young-Okipo e di risolvere le tue grane.  

In ogni caso, che lo spiegone abbia inizio!

Cashback: cos’è e come funziona? 

Il cashback può essere definito come “una pratica che concede un rimborso all’utente che usufruisce di un servizio o compra un bene; una percentuale della spesa, infatti, verrà riconosciuta al consumatore e restituita sul suo conto. In ambito crypto, il meccanismo del cashback viene talvolta utilizzato per incentivare la fidelizzazione a un servizio”. 

Young Platform, per esempio, offre il cashback proprio per quest’ultimo motivo: i membri dei nostri Club, aprendo il Conto Young e attivando la Carta fluo, hanno diritto a una percentuale di cashback in token YNG sulle proprie spese in base al tipo di membership – per sempre. 

Se, quindi, fossi iscritto al Club Platinum e utilizzassi la Carta Young per acquistare una felpa da 100€, riceveresti sul tuo Conto Young il 3,6% sul totale speso, cioè 8,2 YNG (al prezzo attuale, 1 YNG = 0,44€). Se, invece, fossi un Club Gold, avresti diritto all’1,8% e così via – essere dentro uno dei nostri Club ti dà diritto anche ad altri benefit, tra cui staking maggiorato e commissioni ridotte: tutte le info sulla pagina dedicata ai Club

Naturalmente, il cashback in crypto presenta una differenza fondamentale rispetto al classico cashback in euro (o in valuta fiat): il token, che nel nostro caso è YNG, può cambiare valore nel tempo. Tornando all’esempio di poco fa, gli 8,2 YNG che, al momento della ricezione, valevano in tutto 3,6€, in futuro potrebbero valere 5€ (se 1 YNG = 0,61€) o anche 3€ (se 1 YNG = 0,36€) e via dicendo. 

La questione appena esposta cade a pennello, perché ci offre il pretesto per agganciarci al discorso imposte: cosa succede a livello fiscale se ricevo il cashback in token e, nel tempo, questo aumenta o perde valore?

Cashback in crypto: cosa fare con le tasse?

Partiamo da un punto fondamentale che, allo stesso tempo, ci semplifica lo spiegone: a livello fiscale, in Italia, il cashback è trattato come se fosse un airdrop. Con airdrop, in breve, “si intende la distribuzione gratuita di token in cambio di un’azione da parte dell’utente. Le modalità di svolgimento degli Airdrop variano a seconda del progetto, ma generalmente fanno riferimento alla distribuzione di piccole quantità di token a un insieme di wallet”. 

Possiamo notare che, effettivamente, le definizioni di cashback e airdrop si sovrappongono. Passiamo dunque alla domanda centrale: come viene trattato un cashback crypto a livello fiscale?  

Cashback crypto: il trattamento fiscale in Italia

La regola principale: anche se in modo gratuito, in Italia il token ottenuto tramite airdrop è considerato un reddito a tutti gli effetti sin dal momento della sua ricezione.

Nello specifico, gli airdrop sono inquadrati come “altri proventi derivanti dalla detenzione di cripto-attività” e, di conseguenza, costituiscono reddito imponibile nel momento esatto in cui li ricevi nel wallet (principio di cassa), calcolato in base al loro valore di mercato in quel preciso giorno. Per questo motivo, il valore ricevuto è soggetto a imposta.

Nota. Se vuoi saperne di più sull’airdrop, con esempi concreti, qui trovi un articolo dedicato: Airdrop crypto: cos’è e quali sono le imposte da pagare nel 2026.

Quanto e quando si paga? 

Come abbiamo appena scritto, per capire quanto pagare occorre prendere il prezzo della crypto nel momento in cui ti è arrivata nel portafoglio e moltiplicare per il numero di token ricevuti. Quella è la cifra su cui pagherai le tasse l’anno dopo

È importante ricordare che, per i token arrivati nel 2025, la scadenza fiscale è proprio ora, nel 2026, e l’aliquota da applicare è quella standard del 26%.

Dove si dichiarano?

I token ricevuti tramite airdrop vanno indicati:

  • Nel Quadro RT del Modello Redditi (ex Unico), oppure
  • Nel Quadro T del modello 730

Cosa succede se, successivamente, vendi questi token?

Se, in futuro, deciderai di vendere i token ricevuti col cashback in cambio di euro e il loro valore è aumentato, allora dovrai pagare anche un’imposta sulla plusvalenza, cioè sul guadagno. Se, invece, vendi comunque i token ma il loro valore è diminuito, allora non parliamo – ovviamente – di plusvalenza ma di minusvalenza, cioè di perdita, che, a livello fiscale, può dare una grossa mano. 

Non ne sai nulla? Ti consigliamo di dare una letta all’approfondimento: Minusvalenze nelle criptovalute: cosa sono e come utilizzarle per compensare l’imposizione fiscale nel 2026.

Non abbiamo ancora finito, esiste un’ulteriore casistica: cosa succede se vendi i token ricevuti tramite cashback per stablecoin? È presto detto: con l’entrata in vigore della MiCA – Market in Crypto-Assets Regulation – la conversione di crypto volatili con EMT regolamentati (Electronic Money Token, cioè stablecoin) come EURC o USDC, è un evento fiscalmente rilevante.

In parole semplici: scambiare i tuoi YNG per EURC o USDT è considerato a tutti gli effetti come venderli per valuta fiat: se hai un guadagno rispetto al momento in cui li hai ricevuti, dovrai pagare l’imposta sulla plusvalenza. 

Se, anche qui, non ne sai nulla, non ti preoccupare: è già pronto l’approfondimentoStablecoin: come vengono classificate dalla MiCA e dalla normativa fiscale.

Ma perché fare i calcoli a mano quando esistono sistemi automatici?

Cashback, EMT, MiCA, stablecoin, airdrop, minusvalenze… Un bel delirio, a maggior ragione se, per esempio, investi in crypto dal 2022 ed è la prima volta che dichiari: in bocca al lupo coi file Excel e i pdf dell’Agenzia delle Entrate. 

Ma ricorda: esistono già due soluzioni a tutto questo mare di noia e sono già integrate nel tuo account Young Platform, nella sezione Tasse & Report: si chiamano Report fiscale Young Platform e Report fiscale Young-Okipo. Ti basta cliccare sul bottone qui sotto per avere tutte le informazioni necessarie.

Scopri i nostri servizi fiscali

Con Arcade ti offriamo un nuovo modo di vivere la finanza personale

La finanza personale ti annoia? Con Arcade la rendiamo divertente: Missioni, Tornei e Ricompense ti guideranno verso la consapevolezza finanziaria. Si parte il 20 aprile alle 14:00

Arcade è il nuovo volto di Young Platform: una funzionalità con cui potrai imparare a gestire le tue finanze in modo diverso dal solito. Chi ha detto che un’app di banking deve essere per forza noiosa? Noi no, di sicuro. Ma cos’è Arcade? 

L’ultima fase di un percorso cominciato un anno fa

Il 18 marzo 2025 è partito The Box, il primo episodio di una trilogia pensata per coinvolgere e guidare la nostra Community verso l’autonomia finanziaria. Perché questo bisogno? Per una ragione ben precisa: nasciamo e cresciamo in un contesto in cui tutto ciò che ruota attorno al concetto di denaro va affrontato con cautela, a bassa voce, quasi fosse un argomento tabù. Di conseguenza, nella convinzione che questa sia la normalità, ci disinteressiamo della gestione dei nostri risparmi e lasciamo il nostro futuro al caso. Ma non è così. O meglio: non è così nel resto del mondo

Infatti, come dimostrato dai dati OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), quando si parla di educazione finanziaria, l’Italia è al 36° posto su 39 paesi: quattro italiani su cinque non sanno distinguere tra interesse semplice e interesse composto – una differenza che, potenzialmente, può aggiungere qualche zero al tuo patrimonio. 

Una volta riconosciuta l’esistenza di queste catene comportamentali che, da sempre, limitano la nostra intraprendenza finanziaria, è arrivato il secondo step: The Unbox, la fase di liberazione dalla Box virtuale. 

Una volta tolta la Box, terminata quindi la fase di The Unbox, è stato il momento di The Reveal: qui, abbiamo preparato il terreno per la grande rivelazione, la realtà oltre il velo dell’incertezza.

Signore e signori, cara Community di Young Platform, che Arcade: Tap to Play abbia inizio!

Che cos’è Arcade: Tap to Play?

Andiamo dritti al punto: Arcade: Tap to Play, o semplicemente Arcade, è una nuova funzionalità dell’app di Young Platform. La trovi in basso a destra, nella barra del menu insieme alle sezioni Home, Mercato, Crypto e Cash.

Non è un nuovo concorso: nonostante le dinamiche possano ricordare quelli ormai terminati, Arcade è pensato per restare. Ed è proprio questo il punto: a differenza di The Box, The Unbox e The Reveal, che, come abbiamo scritto poco sopra, erano stati progettati come un percorso a fasi, Arcade rappresenta la conclusione naturale di questo cammino.

Arcade è la grande rivelazione; è la meta che arriva dopo un lungo tragitto. È ciò che vi avevamo promesso: un nuovo modo di vivere la finanza libero da pregiudizi, stereotipi e consulenti finanziari che pensano all’interesse personale. 

Arcade è il mezzo con cui potrai riprendere possesso della tua autonomia finanziaria. 

Se annoia, non funziona: ecco perché nasce Arcade

Se annoia, non funziona” è uno dei mantra che ci guidano quando pensiamo a nuove funzionalità da implementare nel nostro ecosistema. Il nostro obiettivo, lo ripetiamo, è darvi gli strumenti per vivere una vita finanziaria libera e autonoma, fondata sull’educazione e sulla consapevolezza dei rischi e dei benefici. 

Il problema principale: alto rischio di noia. D’altronde, tutte le principali app di banking, tradizionali e non, cercano di fare educazione finanziaria, con argomenti triti e ritriti e scarsi risultati – come ci dice l’OCSE. Questo vuol dire solo una cosa: non c’è reale volontà di coinvolgere gli utenti – cioè i clienti – e generare un impatto concreto sulla loro gestione finanziaria

In che modo vogliamo risolvere il problema? Molto semplicemente, eliminando la noia dall’equazione: vogliamo farti divertire con le Missioni, i Tornei, la Classifica e i Premi. Sì, perché Arcade premia i comportamenti finanziariamente virtuosi con ricompense incredibili: Rolex Oyster, MacBook Pro 14, iPhone 17, PlayStation 5, AirPods Max e un’altra trentina di premi.

Per dare una dimensione concreta a quanto scritto finora, il primo Capitolo di Arcade lo abbiamo dedicato alla nuova integrazione nell’ecosistema di Young Platform che comprende il conto di pagamento e la carta di debito.

Arcade cresce con voi, perché nessuno possiede il sapere per diritto di nascita:

Noi ci proviamo, abbiamo delle idee e ci attiviamo per realizzarle. Arcade è la sintesi di questo processo. Tuttavia, non è detto che ciò che immaginiamo corrisponda alla perfezione, anzi: nessuno possiede il sapere per diritto di nascita. 

Perché questa introduzione filosofica? Perché Arcade è e sarà un prodotto in continua evoluzione: nel tempo, cercheremo di migliorare la funzionalità, innovando e aggiornando le meccaniche. Il tutto grazie ai feedback e all’esperienza concreta della Community di Young Platform – dunque anche grazie a te. 

Arcade sta per cominciare: dai una letta al regolamento

Il 20 aprile, alle ore 14, daremo ufficialmente il via alle danze: entrando in app e iscrivendoti dalla sezione Arcade, sarà possibile iniziare a completare le Missioni per accumulare Gemme, collezionare i Ticket, partecipare alle estrazioni dei Tornei e scalare la Classifica. 

Alla fine di questo paragrafo, dal 20 aprile, troverai dei link che ti rimanderanno ad articoli specifici in cui potrai apprendere – in poco tempo – il funzionamento di Arcade. Se hai partecipato ai concorsi precedenti, potresti già conoscere i meccanismi di base, ma non dare nulla per scontato: Arcade presenta novità molto interessanti, come il Torneo Speciale a ingresso limitato, con dinamiche completamente diverse.

Naturalmente, troverai tutte le informazioni sul Torneo speciale nell’articolo dedicato proprio al funzionamento dei Tornei qui sotto, ma attenzione: come anticipato, la partecipazione è riservata a un numero ristretto di persone, 120 per la precisione. Esistono due modi per accedere al gruppo dei 120: posizionandosi tra i primi 100 in classifica oppure vincendo uno dei 20 Gold Ticket per partecipare. 

Un dettaglio molto importante: poiché vogliamo premiare la voglia di mettersi in gioco, i venti vincitori del Gold Ticket saranno sorteggiati tra i partecipanti al primo Torneo.  

Quindi, non perdere altro tempo! Se stai leggendo l’articolo, sei già in vantaggio rispetto agli altri. In bocca al lupo!

Il tuo conto, la tua carta, il tuo cashback: Young fa sul serio

Cashback carta young

C’è una domanda che ci siamo fatti spesso, qui dentro: perché spostare soldi tra un conto bancario e un exchange crypto deve essere così complicato?

Bonifici che partono e arrivano quando vogliono. Banche estere con nomi impronunciabili che compaiono sull’estratto conto. Commissioni nascoste. Tempi di attesa che mettono alla prova la pazienza di chiunque. Se hai comprato crypto almeno una volta, sai di cosa stiamo parlando.

Ecco, da oggi tutto questo non esiste più. Young lancia il suo conto di pagamento e la carta di debito. Non si tratta di un’aggiunta cosmetica: è il pezzo che mancava per rendere l’esperienza davvero completa, dalla gestione degli euro quotidiani fino al mondo crypto. Tutto in un unico posto.

Un conto di pagamento che parla la tua lingua (e quella della tua banca)

Partiamo dalle basi. Il conto di pagamento Young ti dà un IBAN tutto tuo, con cui puoi ricevere lo stipendio, fare bonifici e gestire la tua liquidità in euro. Fin qui, niente di rivoluzionario — lo fanno in tanti.

La differenza? È integrato direttamente nell’exchange. Significa che trasferire euro dal conto all’account crypto (e viceversa) è istantaneo e senza costi. Niente più bonifici verso l’estero, niente più attese di uno o due giorni lavorativi per vedere i fondi accreditati. Vuoi comprare Bitcoin? I soldi sono già lì. Vuoi riportare gli euro sul conto? Stesso discorso, in tempo reale.

C’è un altro aspetto che vale la pena sottolineare: le banche su cui si appoggia il conto Young sono tutte italiane. Questo non è un dettaglio da poco. Chi ha usato exchange con conti appoggiati su istituti esteri — magari in paesi fuori dall’Unione Europea — sa bene quanto possa essere frustrante: bonifici bloccati dalla propria banca, richieste di giustificazione, tempi biblici. Con Young, il tuo istituto bancario vede un trasferimento verso un conto italiano, e questo riduce drasticamente l’attrito. Meno problemi, meno stress.

La carta che ti restituisce qualcosa ogni volta che la usi

Insieme al conto arriva la carta di debito Young. La usi come qualsiasi altra carta: al supermercato, online, per pagare un abbonamento, al ristorante. La differenza è che ogni volta che la strisci, ricevi un cashback in YNG, il token di Young Platform.

Ora, sappiamo cosa stai pensando: “Ok, ma cosa me ne faccio di un token?”. Bella domanda, e la risposta è più interessante di quanto sembri. I token YNG che accumuli con il cashback puoi usarli in diversi modi: puoi tenerli come investimento, sperando che il loro valore cresca nel tempo. Puoi venderli in qualsiasi momento e convertirli in euro. Oppure — e questa è la scelta più strategica — puoi usarli per iscriverti a uno dei Club di Young Platform, che ti garantiscono percentuali di cashback più alte su tutte le spese future.

Un dettaglio importante: finché rimani iscritto a un Club, il cashback che accumuli non ha scadenza. Non devi correre a riscattarlo, non c’è una data limite che ti mette fretta. Resta lì, tuo, finché decidi cosa farne.

Per chi arriva per primo: cashback al 3% per 90 giorni

Abbiamo pensato a un modo per premiare chi decide di provare subito il conto e la carta. I primi 1.000 utenti che attivano la carta avranno accesso a un cashback del 3% sulle spese con carta, anche senza essere iscritti a nessun Club.

La promozione dura fino a 90 giorni dall’attivazione, con un tetto massimo di 25 euro al mese in cashback — che corrisponde a circa 833 euro di spesa mensile con carta. In pratica, se usi la carta Young per le spese quotidiane, in tre mesi puoi accumulare fino a 75 euro in token YNG.

Al termine dei 90 giorni, il cashback applicato sarà dello 0,1%. Ma qui entra in gioco la parte intelligente: i token che hai accumulato durante la promozione possono essere usati per iscriverti a un Club — ad esempio l’Essential — e garantirti un cashback più alto a tempo indeterminato, finché mantieni l’iscrizione. In altre parole, la promozione non è solo un incentivo temporaneo: è una rampa di lancio per un vantaggio che dura nel tempo.

Quanto cashback puoi ottenere? Dipende dal Club

Ecco il quadro completo delle percentuali di cashback in base al Club a cui sei iscritto. Più sale il livello, più la tua carta lavora per te:

I token YNG necessari per iscriversi a un Club non vengono spesi: restano bloccati nel tuo account finché rimani membro, e puoi sbloccarli in qualsiasi momento (con un periodo minimo di iscrizione di 3 mesi). La soglia in euro è fissa, quindi il numero di token richiesto si adatta automaticamente al prezzo di YNG: se il prezzo sale, servono meno token.

Tradotto: con i token accumulati grazie alla promo al 3%, potresti già avere abbastanza YNG per entrare nel Club Essential e mantenere un cashback attivo a tempo indeterminato. Non male come punto di partenza.

Non solo un lancio: un invito a testare il futuro

Nelle prossime fasi di sviluppo arriveranno la versione digitale della carta (oggi disponibile solo in formato fisico), le analytics sulle spese per aiutarti a capire dove vanno i tuoi soldi e prendere decisioni più consapevoli, e una sezione Save dedicata interamente al risparmio.

Questi tre mesi di promozione sono pensati anche per questo: darti il tempo di esplorare il conto e la carta, capire come si integrano nella tua vita quotidiana, e dirci cosa funziona e cosa possiamo migliorare. Non è marketing aggressivo — è un invito a costruire insieme qualcosa che abbia davvero senso per chi lo usa.

Inizia da qui

Se sei già utente Young, attivare il conto è semplice: trovi tutto nell’app. Se non ci conosci ancora, questo è un buon momento per iniziare. Non perché te lo stiamo urlando con un countdown e un banner lampeggiante, ma perché abbiamo costruito qualcosa che crediamo valga la pena provare.

Alla fine, la domanda è semplice: preferisci continuare a fare bonifici verso conti esteri sperando che tutto fili liscio, oppure vuoi che il tuo conto e il tuo exchange vivano sotto lo stesso tetto?

Noi la risposta la conosciamo già. E tu?


Rivalutazione delle criptovalute: che cos’è e come funziona nel 2026?

tasse crypto rivalutazione

La rivalutazione promossa nel 2025 consentiva di ridurre le imposte sulle plusvalenze future, pagando subito un’imposta sostitutiva del 18%. Vediamo come si applica negli anni successivi.

Una delle novità più rilevanti della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) è stata l’introduzione di un meccanismo di rivalutazione delle criptovalute, che ha offerto agli investitori la possibilità di ridurre legalmente il carico fiscale sulle plusvalenze future. Ma attenzione: l’opzione è ormai chiusa. Vediamo cos’era e, soprattutto, come devi comportarti oggi nella tua dichiarazione dei redditi 2026.

Cos’era la rivalutazione delle criptovalute?

Questa opzione consente di rivalutare il valore fiscale delle criptovalute al 1° gennaio 2025, pagando un’imposta sostitutiva agevolata, invece di calcolare le plusvalenze in base al prezzo di acquisto originale.

L’opportunità di rivalutazione è nata per mitigare l’impatto dell’incremento dell’aliquota sulle plusvalenze, passata dal 26% al 33% a partire dal 1° gennaio 2026. Questo strumento si è rivelato particolarmente utile per gli investitori che avevano smarrito la documentazione relativa al prezzo d’acquisto originale delle loro criptovalute.

Aliquote e tempistiche (opzione chiusa)

  • L’imposta sostitutiva per la rivalutazione era fissata al 18% sull’intero valore rivalutato (e non solo sull’eventuale plusvalenza).
  • La scadenza tassativa per aderire e versare l’imposta in un’unica soluzione (o per pagare la prima rata) era fissata al 1° dicembre 2025
  • Oggi non è più possibile accedere a questa agevolazione. 

Cosa fare ora? 

Dato che, come abbiamo visto, non è più possibile accedere alla rivalutazione, è il caso di passare alla pratica. Ecco cosa devi fare in base alle decisioni prese l’anno scorso:

Se HAI ADERITO alla rivalutazione nel 2025

  • L’obbligo dichiarativo: l’Agenzia delle Entrate non applica l’agevolazione in automatico. Devi dichiararla obbligatoriamente quest’anno nel tuo Modello Redditi 2026 (all’interno del Quadro RT) o nel Modello 730/2026 (nel nuovo Quadro T), indicando la base imponibile rivalutata al 1° gennaio 2025 e l’imposta del 18% già versata. Questo diventerà ufficialmente il tuo nuovo prezzo di carico per abbattere le tasse sulle vendite future.
  • Il pagamento a rate: se l’anno scorso hai scelto di dilazionare il pagamento in tre anni, segnati in calendario che entro il 30 novembre 2026 dovrai versare la seconda rata, maggiorata del 3% di interessi legali.

Se NON HAI ADERITO (o hai perso la scadenza) Nessun problema burocratico aggiuntivo, ma il tuo prezzo di carico fiscale rimane quello originale di quando hai acquistato le criptovalute. Tieni presente che per tutte le vendite o conversioni in euro effettuate a partire dal 1° gennaio 2026, sei ora soggetto al nuovo “doppio binario”: pagherai il 33% di imposte sui guadagni netti derivanti da cripto-attività e EMT non ancorate all’euro, mentre manterrai l’agevolazione al 26% solo se scambi EMT ancorati all’euro – come EURC. Ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato alle novità introdotte con la nuova Legge di Bilancio.

rivalutazione delle criptovalute dichiarazione dei redditi 2025

Hard fork: cos’è e quali sono le imposte da pagare nel 2026

hard fork Tasse crypto

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo: servono ad aiutare l’investitore a comprendere come funzionano le imposte sulle criptovalute ricevute in seguito ad un hard fork.

Se utilizzi un servizio di reportistica fiscale per criptovalute, come quello offerto da Young Platform, non devi effettuare alcun calcolo manuale.

Ogni transazione viene tracciata in automatico: i valori vengono calcolati correttamente e inseriti nelle caselle appropriate dei quadri della dichiarazione (come il Quadro RT o il Quadro T).Il risultato è un report fiscale precompilato, che puoi usare come guida chiara e sicura durante la compilazione della dichiarazione dei redditi.

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Cos’è un hard fork?

Un hard fork è una modifica significativa e incompatibile con le versioni precedenti del protocollo di una blockchain, che porta alla creazione di una nuova catena separata dalla precedente. Questo evento si verifica quando una parte della comunità decide di implementare cambiamenti sostanziali alle regole del sistema, non accettati da tutti i partecipanti. Di conseguenza, si formano due blockchain distinte: una che segue le vecchie regole e un’altra che adotta le nuove. 

Esempio:
Nel 2022, Ethereum ha subito un aggiornamento che ha dato origine a una nuova rete chiamata EthereumPoW (ETHW).

Chi possedeva ETH al momento del fork ha ricevuto gratuitamente un numero equivalente di token ETHW.

Cosa succede a livello fiscale? La regola del “costo zero” 

A differenza degli Airdrop, che sono considerati come un reddito e tassati al momento dell’accredito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che ricevere criptovalute a seguito di un Hard Fork non è un evento tassabile al momento della ricezione

I token derivanti da Hard Fork nascono quando una blockchain si divide in due versioni incompatibili tra loro, dando origine a una nuova rete e a una nuova criptovaluta. Per questo motivo, non devi pagare alcuna tassa quando ti arrivano nel wallet. Tuttavia, poiché non hai sostenuto alcun costo per acquistarli, il Fisco stabilisce che il “prezzo di carico” di queste nuove criptovalute è pari a 0 €.

Dove si dichiarano?

I token ricevuti tramite hard fork vanno indicati nel Modello Redditi (ex Unico) o nel Modello 730:

  • Finché li detieni senza venderli: vanno inseriti nel Quadro RW (o Quadro W del 730) per il solo monitoraggio fiscale e il calcolo dell’imposta patrimoniale di bollo.
  • Quando li vendi o li scambi per EMT: la plusvalenza va dichiarata nel Quadro RT (o Quadro T del 730).

Quando si pagano le imposte sulle criptovalute ricevute dopo un hard fork?

Nell’anno successivo a quello in cui hai venduto i token.

Esempio:
Se hai venduto criptovalute ricevute tramite hard fork nel 2025, dovrai dichiararle e pagare le imposte nel 2026.

E se vendi le criptovalute?

Il vero impatto fiscale si verifica solo nel momento in cui deciderai di vendere i token dell’Hard Fork in cambio di euro o di un’altra valuta fiat. 

Poiché il tuo costo di partenza è zero, l’intero importo che incasserai sarà considerato una plusvalenza netta e verrà tassato per intero con l’aliquota fissa del 26%.

Esempio – Imposta sulla vendita (cash-out): hai ricevuto 50 ETHW in seguito a un hard fork. Prezzo di carico: 0 €. Nel corso del 2025 decidi di vendere i tuoi 50 ETHW, incassando 250€.

  • Plusvalenza: 250 € (Incasso) – 0 € (Costo) = 250 € di guadagno netto.
  • Imposta da pagare nel 2026: 250 € × 26% = 65 €.

Quando si paga l’imposta sulla plusvalenza?

Il principio è semplice: le imposte si pagano l’anno successivo rispetto all’anno in cui hai venduto le criptovalute e, ovviamente, solo se hai realizzato un guadagno.

Quindi:

  • Se le vendi nel 2024, paghi nel 2025
  • Se le vendi nel 2025, paghi nel 2026

Se le vendi nel 2026, paghi nel 2027
…e così via.

hard fork imposte 2025

Nota: con l’ultima Legge di Bilancio, sono state introdotte delle modifiche. Abbiamo scritto un articolo dedicato proprio agli aggiornamenti: Dichiarazione dei redditi e tasse sulle crypto: qual è il quadro nel 2026?

E se scambi le criptovalute ricevute con un hard fork per una stablecoin?

Con l’entrata in vigore del regolamento europeo MiCAR, anche lo scambio di cripto-attività (come ETHW) con stablecoin classificate come EMT (Electronic Money Tokens) è fiscalmente rilevante

Gli EMT sono token il cui valore è ancorato a una valuta fiat, come l’euro o il dollaro. Per il Fisco, convertire crypto in EMT equivale a venderle in valuta tradizionale. Se l’operazione avviene nel 2025, dovrai pagare l’imposta del 26% sull’intero importo.

Esempio – Imposta sullo scambio con stablecoin nel 2025 A dicembre 2025, decidi di scambiare i tuoi 50 ETHW (ricevuti a costo zero) per 200 USDC.

  • Valore al momento dello scambio: 200 USDC (equivalenti a circa 200 €).
  • Prezzo di carico: 0 €.
  • Plusvalenza: 200 € – 0 € = 200 € di guadagno netto.
  • Imposta da pagare nel 2026: 200 € × 26% = 52 €. Esattamente come avviene per la vendita in euro, anche lo scambio per EMT genera una plusvalenza imponibile.

NOTA – Classificazione degli EMT

Al momento non esiste una classificazione ufficiale, chiara e completa che indichi con certezza quali criptovalute rientrano nella categoria degli EMT (Electronic Money Tokens) secondo il regolamento MiCAR, e quali invece ricadono nelle altre categorie previste dalla normativa.

Di conseguenza, l’identificazione di una stablecoin come EMT è frutto di un’interpretazione della norma, basata sulle sue caratteristiche tecniche e funzionali. Questo porta inevitabilmente a categorizzazioni discordanti tra operatori del settore, fiscalisti e piattaforme.

In linea generale, si concorda sul fatto che Tether (USDT) – una delle stablecoin più utilizzate nel trading – può essere considerata un EMT, e quindi le operazioni in USDT sono fiscalmente rilevanti.

Diversamente, USD Coin (USDC) ha ricevuto ufficialmente la classificazione come EMT, avendo completato con successo il processo di due diligence richiesto dalla MiCAR e soddisfatto tutti i criteri normativi previsti.

Questo significa che, almeno per ora, le operazioni con USDC sono sicuramente rilevanti fiscalmente, mentre quelle con altre stablecoin – come USDT – lo sono in base a una lettura coerente e prudente della normativa vigente.

Tutti i calcoli sono automatici

Ricorda che non devi fare questi calcoli da solo o da sola.
Se utilizzi un servizio di reportistica fiscale per criptovalute, come quello offerto da Young Platform, tutti questi passaggi sono gestiti automaticamente:

  • Il software traccia ogni operazione
  • Calcola eventuali imposte dovute
  • Ti dice esattamente quanto e se devi pagare 

In pochi clic ottieni un report fiscale completo, già precompilato con il valore delle criptovalute e l’esatto importo delle imposte da versare per la dichiarazione dei redditi.

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Minusvalenze nelle criptovalute: cosa sono e come utilizzarle per compensare l’imposizione fiscale nel 2026

Minusvalenze cosa sono

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo: servono ad aiutarti a comprendere cosa sono le minusvalenze e come usarle per la compensazione delle imposte. 

Se vuoi evitare di perdere ore a inserire dati e numeri nelle caselle giuste, esiste una via più breve: i servizi di reportistica fiscale per le criptovalute offerti direttamente da Young Platform

Con i nostri sistemi, ogni transazione viene tracciata automaticamente; le minusvalenze e le plusvalenze vengono calcolate correttamente e inserite nelle caselle appropriate dei quadri della dichiarazione (come il Quadro RT o il Quadro T).

Il risultato è un report fiscale precompilato che puoi usare come guida chiara e sicura per la compilazione della dichiarazione dei redditi.

Hai usato altri exchange oltre Young Platform? Non c’è problema: grazie alla partnership con Okipo, che si occupa proprio di fiscalità crypto, puoi risolvere una volta per tutte la situazione “imposte crypto” a prezzi assolutamente competitivi.  

Cliccando sul bottone qui sotto, potrai esplorare le nostre soluzioni e individuare quella più in linea con le tue esigenze. 

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Minusvalenze: cosa sono? Definizione e utilizzo per la compensazione fiscale

Una minusvalenza si verifica quando si vende una criptovaluta a un prezzo inferiore rispetto al suo costo di acquisto, generando una perdita finanziaria. Dal punto di vista fiscale, in Italia, queste minusvalenze possono essere utilizzate per compensare le plusvalenze (guadagni) ottenute dalla vendita di altre criptovalute, riducendo così l’imposta dovuta.​

Minusvalenze: periodo di compensazione

A partire dal 2023, la normativa italiana stabilisce che tali minusvalenze possono essere portate in deduzione nell’anno in cui vengono realizzate e nei quattro anni successivi. Spesso si parla di cinque anni includendo l’anno di realizzo, ma per non sbagliare i calcoli, la formula fiscale esatta è: anno della perdita + 4 anni successivi.. 

Ad esempio, una perdita registrata nel 2024 può essere compensata fino alla dichiarazione dei redditi del 2028.

È importante notare che le minusvalenze realizzate prima del 2023 non possono essere usate per compensare le plusvalenze.

Perché? Prima del 2023 le criptovalute erano considerate “valute estere” e non esisteva una normativa chiara che consentisse la compensazione delle perdite.

Come compensare le minusvalenze 

Esempio pratico di compensazione minusvalenze

Capire come compensare minusvalenze permette di ridurre l’imponibile derivante dalle plusvalenze. Nel 2026, dal momento che si dichiarano le operazioni del 2025, l’aliquota sulle crypto resta al 26%. Questo meccanismo può comunque farti risparmiare un bel po’ di soldi. 

Immaginiamo un investitore che compra Bitcoin in questa situazione:

  • 2025: realizza una minusvalenza – perdita complessiva – di 10.000 euro.
  • Sempre nel 2025: ottiene una plusvalenza – guadagno – di 5.000 euro.

Cosa succede? Grazie alla compensazione delle minusvalenze, l’investitore può sottrarre la vecchia perdita, quindi la minusvalenza, al nuovo guadagno, cioè alla plusvalenza, riducendo l’importo su cui pagare le imposte: 

  • Base imponibile: 5.000 € – 10.000 € = -5.000 €.
  • Imposta maturata nel 2025 (da versare nel 2026): 0€

Perchè? Perché, come abbiamo detto, il risultato dell’anno è una minusvalenza. Senza la compensazione, l’imposta sarebbe stata di 1.300 euro (5.000 × 26%), pari al totale risparmiato con questo meccanismo. 

Non solo non paghi imposte per il 2025, ma puoi “conservare” questa perdita per compensare le plusvalenze dei prossimi anni – fino al quarto anno successivo. Vediamo un altro esempio, con lo stesso investitore di prima: 

  • 2026: realizza una plusvalenza di 6.000€
  • Ha ancora un “credito” di 5.000€ – ciò che resta dalla compensazione della dichiarazione del 2026 che abbiamo visto poco fa. 

Cosa succede ora? Togliendo alla plusvalenza realizzata la minusvalenza “residua”, si riduce la base imponibile e quindi le imposte da pagare:

  • Base imponibile: 6.000 € – 5.000 € = 1.000€
  • Imposta maturata nel 2026 (da versare nel 2027): 260€

Senza la compensazione, il nostro investitore avrebbe dovuto pagare sempre 1.300€ (5.000 × 26%) di imposte.

Minusvalenze: quali si possono compensare?

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

  • Si possono riportare negli esercizi successivi solo minusvalenze nette, ovvero dopo aver compensato eventuali plusvalenze dello stesso anno.
  • Sono valide solo le perdite derivanti da “cash-out”, ovvero dalla vendita di criptovalute rispetto al loro prezzo di acquisto (o dall’acquisto di beni/servizi reali usando crypto).
  • Non si generano (e non si compensano) perdite derivanti da puri scambi tra crypto che rientrano nella categoria “altri crypto-asset”. Per esempio: vendere Bitcoin per comprare Ethereum a un valore inferiore non genera una minusvalenza fiscale.
  • L’eccezione delle stablecoin: lo scambio genera minusvalenza (o plusvalenza) solo se si converte la crypto in un Electronic Money Token (EMT), cioè in una stablecoin ancorata a valute legali come USDT, USDC o EURC. Questo passaggio è considerato, a tutti gli effetti, una conversione in valuta fiat.

Procedura per la compensazione

Per utilizzare le minusvalenze nella compensazione fiscale:​

  1. Dichiarazione: indicare le minusvalenze nel Quadro RT del Modello Redditi o nel Quadro T del Modello 730, a seconda del regime dichiarativo adottato nell’anno in cui si verificano.
  2. Documentazione: conservare tutta la documentazione relativa alle operazioni che hanno generato le minusvalenze, inclusi i dettagli delle transazioni e le evidenze dei prezzi di acquisto e vendita.​
  3. Monitoraggio delle scadenze: tenere traccia del periodo di 5 anni per assicurarsi che le minusvalenze siano compensate entro i termini previsti.​

Strategie per l’ottimizzazione fiscale

Una gestione attenta delle minusvalenze consente di ottimizzare l’imposizione fiscale sulle criptovalute. Ad esempio, se si prevede di realizzare plusvalenze significative in futuro, potrebbe essere vantaggioso conservare le minusvalenze per compensarle con quei guadagni, riducendo così l’imposta complessiva dovuta.​

Acquista il Report Fiscale

I servizi fiscali di Young Platform: una soluzione completa per la dichiarazione delle criptovalute e il pagamento delle imposte

Servizi Fiscali

Tutto ciò che devi sapere per calcolare, documentare e dichiarare le tue attività crypto senza errori.

Per semplificare il processo di dichiarazione e garantire la piena conformità alle normative italiane, Young Platform offre strumenti avanzati che permettono di calcolare, documentare e dichiarare le proprie attività crypto in modo semplice e accurato.

In questo articolo vedremo quali report scaricare gratuitamente e quali acquistare, a cosa servono, quanto costano e come utilizzarli.

  • Report fiscale di Young Platform: per chi utilizza solo il nostro exchange.
  • Report fiscale Young-Okipo: per chi utilizza diversi exchange, DEX, NFT e protocolli DeFi.
  • Report delle transazioni: per archiviare lo storico movimenti, ordini e Smart Trades.
  • Ricevuta imposta di bollo: da scaricare e conservare per eventuali accertamenti del fisco.
  • Commercialista crypto: per chi ha qualche dubbio o ha bisogno di delegare completamente la sua dichiarazione a un esperto.

Documentazione fiscale di Young Platform

In base alla tua operatività, puoi scegliere tra due tipologie di Report Fiscale:

  1. Report Fiscale Young Platform → ideale per chi opera esclusivamente su Young Platform Base e Pro.
  2. Report Fiscale Young-Okipo → pensato per chi utilizza più exchange, wallet esterni, piattaforme DeFi o possiede NFT.

Entrambi i report sono accessibili direttamente dalla sezione “Tasse & Report” disponibile su desktop e app

Scopri i servizi sul tuo account

Report Fiscale Young Platform: per chi utilizza solo Young Platform

Se hai comprato, venduto o detenuto criptovalute solo su Young Platform (Base o Pro), questo report fiscale ti permette di ottenere facilmente tutti i dati necessari per la dichiarazione dei redditi.

Cosa contiene il report?

Calcolo automatico delle plusvalenze e minusvalenze
Il report analizza tutte le operazioni effettuate e calcola il guadagno o la perdita netta, fornendo direttamente i valori da inserire nella dichiarazione fiscale.

Quadri precompilati per la dichiarazione
Il report fornisce i moduli fiscali già organizzati con i tuoi dati, semplificando la compilazione della dichiarazione dei redditi.

  • Quadro RW lo trovi nel Modello Redditi Persone Fisiche. Serve per dichiarare il possesso di criptovalute ed è necessario per il calcolo dell’imposta di bollo.
  • Quadro RT → Serve per dichiarare le plusvalenze e le minusvalenze, ottenendo così il calcolo dell’imposta dovuta.
  • Quadro W → Equivalente al Quadro RW ma specifico per i lavoratori dipendenti e pensionati che utilizzano il 730. Indica il possesso di criptovalute e consente il calcolo dell’imposta di bollo.
  • Quadro T → Equivalente al Quadro RT per chi utilizza il 730. Permette di dichiarare guadagni o perdite sulle criptovalute e calcolare l’imposta sulle plusvalenze.

Gli sconti dedicati ai Club Young Platform 

I membri dei Club godono di sconti fissi sull’acquisto del Report Fiscale di Young Platform.

dichiarazione dei redditi 2025 criptovalute

I vantaggi del Report Fiscale di Young Platform

Il Report Fiscale di Young Platform è pensato per rendere la dichiarazione delle criptovalute semplice, chiara e conveniente. A differenza di altri servizi, offre condizioni vantaggiose che aiutano gli utenti a risparmiare sui costi.

Pagamento unico per tutti gli anni fiscali 

Molti servizi simili richiedono il pagamento di un report separato per ogni anno da dichiarare. Con Young Platform, invece, paghi una sola volta e il report copre automaticamente tutti gli anni fiscali di operatività.  

Esempio: se hai iniziato a investire su Young Platform nel 2019, il report includerà tutti i tuoi dati dal 2019 a oggi, senza costi aggiuntivi.

Prezzo basato sulla tua reale attività 

Il costo del report dipende dal numero di transazioni effettuate e non è fisso. Questo significa che chi ha fatto poche operazioni paga meno rispetto a chi ha un’attività più intensa. Il piano base parte da 19,99€.

A differenza di altri servizi che applicano un costo uguale per tutti, Young Platform adotta un sistema più equo, evitando tariffe alte per chi ha effettuato poche operazioni.

Prezzo ancora più vantaggioso per chi ha già acquistato il report in passato 

Se hai già comprato il Report Fiscale di Young Platform negli anni passati, non dovrai pagare di nuovo per le transazioni già dichiarate. Il prezzo verrà calcolato solo sulle nuove operazioni del 2025, garantendoti un risparmio concreto.Questa soluzione permette agli utenti di rimanere in regola con il Fisco senza costi inutili, con un servizio trasparente e conveniente.

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Report Fiscale Young-Okipo: per chi possiede più wallet o utilizza diversi exchange

Se hai operato su più piattaforme di trading, utilizzi wallet esterni, investi in NFT o partecipi ad attività DeFi come staking e yield farming, dichiarare le tue criptovalute può diventare complicato.

Il Report Fiscale Young-Okipo è stato creato per semplificare questo processo: raccoglie automaticamente tutte le operazioni effettuate su qualsiasi exchange o wallet in un unico documento fiscale pronto per la dichiarazione. Basta importare il file csv delle transazioni.

In questo modo, puoi gestire facilmente la tua fiscalità crypto, senza dover ricostruire manualmente ogni transazione.

Cosa include il Report Young-Okipo?

Collegamento diretto con altri exchange e wallet
Questo report consente di importare le transazioni da qualsiasi piattaforma, comprese Binance, Coinbase, Kraken, Metamask, Ledger e molte altre. In questo modo, puoi ottenere una panoramica completa della tua attività in un solo documento.

Supporto per DeFi, NFT e altre attività crypto
Se hai operato in staking, yield farming, lending o trading su DEX, il Report Young-Okipo è in grado di calcolare le plusvalenze e minusvalenze anche su queste operazioni.

Storico dal 2016 ad oggi
Questo strumento ti permette di importare e regolarizzare le transazioni passate, creando un report retroattivo che copre tutti gli anni fiscali di cui hai bisogno.

Importazione automatizzata
Non è necessario inserire manualmente i dati delle operazioni. Il sistema consente di caricare lo storico delle transazione in formato CSV o collegare gli account per generare un report unificato e pronto per la dichiarazione fiscale.

Quadri precompilati per la dichiarazione
Il report include i fac-simile dei Quadri RW, RT, W e T, che servono per la compilazione della dichiarazione dei redditi:

  • Quadro RW e Qadro W → Per dichiarare il possesso di criptovalute.
  • Quadro RT e Quadro T → Per riportare le plusvalenze generate nel periodo fiscale.

Prezzi del Report Fiscale Young-Okipo

dichiarazione dei redditi okipo 2025

Per usufuire di questi sconti e prezzi è necessario acquistare il Report Young-Okipo direttamente da Young Platform nella sezione “Tasse & Report” e non sul sito di Okipo.

Acquista il Report Fiscale Young-Okipo

Quali sono i vantaggi del Report Young-Okipo?

Un unico report per tutti gli anni fiscali

A differenza di altri servizi che fanno pagare separatamente ogni anno, con il Report Young-Okipo paghi una sola volta per regolarizzare tutte le transazioni dal 2016 ad oggi.

Semplicità d’uso

Il sistema automatizzato permette di importare i dati da diversi exchange e wallet senza inserimenti manuali, risparmiando tempo ed evitando errori.

Assistenza dedicata

Gli utenti Young Platform hanno accesso a un servizio clienti prioritario per supporto e chiarimenti sulla dichiarazione fiscale.

Questa soluzione è pensata per chi ha un’attività crypto distribuita su più piattaforme e vuole ottenere un unico documento fiscale per semplificare la dichiarazione dei redditi, riducendo al minimo il rischio di errori o omissioni.

Report delle Transazioni di Young Platform

Il Report delle Transazioni di Young Platform è uno strumento utile e gratuito per monitorare e documentare tutte le operazioni effettuate sulla piattaforma. Si tratta di un documento che riporta in modo dettagliato ogni movimento di criptovalute e valute fiat, inclusi acquisti, vendite, depositi e prelievi.

A cosa serve il Report delle Transazioni?

Questo report non è un documento fiscale, ma rappresenta un estratto conto completo della propria attività su Young Platform. È utile per diversi motivi:

  • Tracciabilità e archiviazione delle operazioni
    Il report consente di avere una panoramica chiara e dettagliata di tutte le transazioni effettuate, facilitando il controllo del proprio storico di investimenti.
  • Supporto alla dichiarazione fiscale
    Sebbene non sostituisca il Report Fiscale, il Report delle Transazioni è un documento essenziale per chi vuole verificare i movimenti. Inoltre, in caso di dichiarazione autonoma senza un report fiscale precompilato, può servire come base per il calcolo delle plusvalenze e minusvalenze.
  • Utilità in caso di controlli fiscali
    Se l’Agenzia delle Entrate dovesse effettuare verifiche sulle operazioni di un contribuente, il Report delle Transazioni può essere utilizzato per dimostrare l’origine dei fondi e la tipologia di operazioni eseguite.
  • Integrazione con altri strumenti di gestione finanziaria
    Chi utilizza software di contabilità o strumenti di analisi finanziaria per monitorare il proprio portafoglio può importare i dati del report per avere un quadro più dettagliato della propria situazione patrimoniale.

Cosa contiene il Report delle Transazioni?

Il documento include informazioni dettagliate su:

  • lo storico movimenti, che contiene la cronologia di tutte le transazioni effettuate su Young Platform
  • lo storico ordini, che contiene la cronologia di tutti gli ordini di acquisto, vendita e conversione effettuati su Young Platform
  • storico transazioni Smart Trade, che permette di scaricare tutte le transazioni automaticamente eseguite dalle strategie Smart Trades. 

I documenti sono scaricabili singolarmente.

Come ottenere i documenti fiscali su Young Platform

Per scaricare i report fiscali e le transazioni, basta accedere alla propria area personale su Young Platform, disponibile via web o app.

  • Per acquistare e scaricare il Report Fiscale (Young Platform o Young-Okipo), vai nella sezione “Tasse & Report”, seleziona il report desiderato e completa l’acquisto. Dopo il pagamento, il documento sarà disponibile per il download in formato PDF e inviato via email. Potrai utilizzarlo per compilare la dichiarazione o consegnarlo al tuo commercialista.
  • Per scaricare il Report delle Transazioni, accedi sempre alla sezione “Tasse & Report” e seleziona l’opzione per generarlo gratuitamente. Questo documento fornisce un registro completo di tutte le operazioni effettuate su Young Platform, utile per la gestione della fiscalità e il monitoraggio delle attività crypto.

Grazie a questa procedura semplice e veloce, puoi ottenere tutti i dati necessari senza doverli raccogliere manualmente.

Pagamento automatico dell’Imposta di Bollo su Young Platform

L’imposta di bollo sulle criptovalute è un obbligo fiscale per chi possiede asset digitali. Gli utenti di Young Platform Base e Pro non devono preoccuparsi di calcolarla o versarla manualmente, perché l’exchange si occupa automaticamente del pagamento, prelevando l’importo dovuto direttamente dal saldo disponibile.

Come funziona il calcolo dell’imposta di bollo?

  • Aliquota: l’imposta di bollo è pari al 2 per mille (0,2%) del valore totale del portafoglio.
  • Data di riferimento: l’importo viene calcolato sul valore complessivo delle criptovalute detenute su Young Platform al 31 dicembre dell’anno fiscale.
  • Determinazione del valore: il valore del portafoglio viene stabilito sulla base dei prezzi degli asset al 31 dicembre.

Come verificare il pagamento?

Dopo che Young Platform ha effettuato il pagamento dell’imposta di bollo per conto dell’utente, la ricevuta è disponibile per il download direttamente nella sezione “Tasse & Report” della piattaforma. È importante scaricare questa ricevuta e allegarla alla propria dichiarazione fiscale per dimostrare che l’imposta è stata versata.

Scarica la ricevuta

Cosa fare se utilizzi più exchange?

Se hai criptovalute su altre piattaforme, è fondamentale verificare se l’imposta di bollo è già stata pagata per te. Ogni exchange ha una politica diversa: alcuni, come Young Platform, versano automaticamente l’imposta in tua vece, mentre altri richiedono che sia tu a provvedere al pagamento autonomamente.

Per evitare di pagare due volte l’imposta sullo stesso importo o, al contrario, di omettere il versamento, segui questi passaggi:

  1. Controlla la sezione fiscale dei tuoi exchange per verificare se hanno già versato l’imposta.
  2. Scarica le ricevute di pagamento da ogni piattaforma.
  3. Somma i valori per assicurarti di aver pagato l’importo corretto in base al totale delle criptovalute detenute su tutti i tuoi account.
  4. Se un exchange non ha versato l’imposta per te, l’imposta dello 0,2% (che in questo caso prende il nome di IVACA) deve essere versata autonomamente. Dovrai indicare il valore dei tuoi asset nel Quadro RW, se usi il Modello Redditi PF, o nel Quadro W, se invece utilizzi il Modello 730, e procedere al pagamento del saldo tramite Modello F24..

Young Platform semplifica questo processo per chi detiene criptovalute sulla sua piattaforma, eliminando la necessità di calcoli manuali e riducendo il rischio di errori nella dichiarazione fiscale.

Consulenza fiscale personalizzata per la Dichiarazione dei redditi da criptovalute

La consulenza fiscale personalizzata di Young Platform è pensata per supportare chi deve dichiarare criptovalute in modo corretto, anche in situazioni complesse come operazioni su più piattaforme, attività in DeFi o regolarizzazioni di anni passati. Il servizio, gestito da commercialisti esperti in crypto, guida l’utente nella compilazione dei quadri RW, RT, W e T, nel ravvedimento operoso e nell’ottimizzazione fiscale tramite la compensazione di minusvalenze. Dopo una prima analisi della situazione, viene proposta la strategia fiscale più adatta e, se necessario, un preventivo personalizzato in base alla complessità. Sono disponibili due formule: Consulenza Fiscale (singolo appuntamento) e Pacchetto Completo (servizio all inclusive). Tutti i dettagli sono spiegati nell’articolo dedicato, dove puoi approfondire ogni aspetto del servizio.

Le informazioni relative al Token YNG hanno finalità informativa. Il Token non rappresenta uno strumento finanziario. L’acquisto e l’utilizzo del Token YNG comportano rischi e devono essere valutati con attenzione. Non è una sollecitazione all’investimento, né un’offerta pubblica ai sensi del D.Lgs. 58/1998.

Imposta di bollo e IVACA: l’imposta patrimoniale sulle criptovalute 2026

Imposta di bollo crypto

Anche per il 2026 è previsto l’obbligo di pagamento dell’imposta patrimoniale sulle criptovalute, a carico di chi detiene crypto-asset, indipendentemente dal fatto che abbia realizzato guadagni.

In questo articolo spieghiamo che cos’è, come funziona, quando si paga e soprattutto qual è la differenza tra IVACA e imposta di bollo, due concetti spesso confusi ma con importanti differenze pratiche.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità puramente divulgative e mirano ad aiutare l’investitore a comprendere il funzionamento della tassazione patrimoniale sulle criptovalute.

IVACA: l’imposta patrimoniale vera e propria

Fino al 2023, le criptovalute detenute su exchange esteri erano soggette alla IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero).

Con l’introduzione del Decreto Legge 73/2023, la IVAFE non si applica più alle cripto-attività. Al suo posto è stata istituita l’IVACAImposta sul Valore delle Cripto-Attività, che si applica a tutte le criptovalute, indipendentemente dal fatto che siano custodite in Italia o all’estero.

Come funziona l’IVACA

  • Aliquota: 0,2% annuo
  • Base imponibile: il valore di mercato dei crypto-asset detenuti al 31 dicembre. Se non esiste un prezzo di mercato affidabile (es. token illiquidi, NFT non quotati), si utilizza un valore nominale attribuito, coerente e documentabile

Cosa si intende per valore nominale? 

Il valore nominale è un valore stimato, attribuito convenzionalmente al crypto-asset, in assenza di una quotazione ufficiale. Deve essere coerente, ragionevole e documentabile, per poter giustificare il calcolo dell’imposta in caso di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’IVACA:

  • Si applica al solo possesso di crypto-asset, anche se non sono stati movimentati
  • Si paga attraverso la dichiarazione dei redditi, mediante la compilazione del Quadro RW o W
  • È una vera e propria imposta patrimoniale, come l’IVIE per gli immobili esteri

Imposta di bollo: patrimoniale “assimilata 

Non esiste un’imposta di bollo autonoma per le criptovalute. Tuttavia, per chi detiene crypto-asset su exchange o piattaforme con sede in Italia, viene applicata una tassazione automatica assimilabile all’imposta di bollo.

  • Aliquota: 0,2% annuo
  • Applicazione: automatica, da parte dell’intermediario (es. Young Platform)
  • Base imponibile: valore degli asset detenuti al 31 dicembre 2025 (o, in ogni caso, in proporzione ai giorni di detenzione)

Non si versa in dichiarazione, ma viene trattenuta direttamente dalla piattaforma.

In pratica: quando si applica l’una o l’altra?

  • Detieni criptovalute su piattaforme italiane
    → L’imposta viene trattenuta automaticamente. Devi solo scaricare la ricevuta di pagamento dall’exchange e conservarla per eventuali controlli del fisco. Durante la dichiarazione dei redditi, devi fare una “X” nella casella 16 “solo monitoraggio” per comunicare all’Agenzia delle Entrate che è già stata pagata.
  • Detieni criptovalute su exchange esteri o wallet non custodial
    → Dovrai calcolare e versare tu l’IVACA, inserendola nel Quadro RW della dichiarazione dei redditi.
  • Hai crypto su piattaforme italiane e estere
    → Dovrai conservare le ricevute dell’imposta trattenuta automaticamente dalle piattaforme italiane. Per le criptovalute detenute su exchange esteri o wallet privati, dovrai dichiararle nel Quadro RW e versare l’IVACA corrispondente.

Qual è la scadenza per dichiarare e pagare l’imposta? 

La scadenza per il pagamento dell’IVACA (o per allegare la ricevuta dell’imposta di bollo) coincide con quella della dichiarazione dei redditi: 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento.

Per l’anno fiscale 2025, il pagamento o l’inserimento in dichiarazione dovrà essere fatto entro il 30 giugno 2026.

Il mancato adempimento comporta sanzioni e interessi.

Su Young Platform, l’imposta di bollo viene calcolata e prelevata automaticamente ogni anno, senza che l’utente debba fare nulla. A partire dalla prima settimana di febbraio 2026, l’importo viene prelevato dal Portafoglio Euro, se ci sono fondi disponibili. Se il saldo è insufficiente, l’addebito avverrà alla prima operazione utile successiva.

  • Vai in “Tasse & Report” → “Imposta di bollo” per vedere l’importo pagato.
  • I dettagli della transazione (ID, data, importo, stato) sono disponibili in “Portafoglio Euro” → “Cronologia”.

Come si calcola la base imponibile

Calcolo imposta di bollo (0,2%)

  • Formula: valore totale del portafoglio × 0,2%
  • 17.790 € × 0,2% = 35,58 €

L’imposta di bollo da pagare sarà quindi pari a 35,58 €, che verrà trattenuta automaticamente da Young Platform, in quanto piattaforma italiana.

Cosa deve fare l’utente?

Nulla. L’imposta è già versata dall’exchange. L’utente dovrà solo scaricare la ricevuta del pagamento e conservarla in caso di controlli fiscali o per allegarla alla dichiarazione, se richiesto.

E se avessi lo stesso portafoglio su un exchange estero?

Nel caso in cui questi stessi asset fossero detenuti su un exchange estero o un wallet non custodial, l’imposta da versare sarebbe comunque di 35,58 €, ma non verrebbe trattenuta automaticamente.

In quel caso l’utente dovrebbe:

  • Inserire il valore del portafoglio nel Quadro RW del Modello Redditi o nel Quadro W del modello 730
  • Versare autonomamente l’imposta IVACA tramite Modello F24 entro il 30 giugno 2026

In sintesi: stesso importo, ma modalità diverse di adempimento fiscale

Commercialista esperto di criptovalute: accedi ai servizi di consulenza di Young Platform

Commercialista crypto

Gestisci al meglio la fiscalità crypto con il supporto di commercialisti specializzati. Scopri come ottimizzare la dichiarazione e ridurre i rischi fiscali.

Investire in criptovalute può essere redditizio e stimolante, ma la gestione fiscale rappresenta spesso un ostacolo complesso. La normativa in materia di crypto asset cambia praticamente ogni anno ed è purtroppo facile commettere errori nella dichiarazione dei redditi,  portando a sanzioni significative.

La soluzione: un commercialista crypto

Per questo motivo, abbiamo creato un portale di consulenza fiscale dedicato, che ti mette in contatto diretto con commercialisti esperti del settore. Grazie al loro supporto, potrai gestire in modo corretto e strategico la tua posizione fiscale, evitando rischi e ottimizzando il pagamento delle imposte.

I principali vantaggi del servizio sono:

  • Dichiarazione corretta degli asset digitali, con l’assistenza di un esperto.
  • Ottimizzazione fiscale, per ridurre il carico tributario nei limiti della legge.
  • Regolarizzazione di errori passati, tramite il Ravvedimento Operoso.
  • Consulenza su operazioni specifiche, come cash out, trasferimenti all’estero e gestione di fondi bloccati.

Il supporto di un commercialista con un documento fiscale come il Report Fiscale di Young Platform sono la soluzione alla tua dichiarazione dei redditi. È disponibile in due versioni:

  • Young Platform (da app e web): ideale per chi utilizza solo l’exchange PRO e Base.
  • Young-Okipo (solo da web): perfetto per chi opera con più wallet o exchange.

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Prenota il tuo appuntamento con il commercialista

L’accesso al servizio è semplice e immediato. È sufficiente:

  1. Accedere alla sezione “Tasse & Report” della piattaforma
  2. Cliccare sul banner dedicato alla consulenza fiscale
  3. Compilare un rapido questionario
  4. Scegliere un orario disponibile per l’appuntamento con il team di Young Platform.

Il primo incontro conoscitivo è gratuito e parlerai con i tecnici del team Young Platform per capire meglio le tue esigenze. 

Vogliamo infatti valutare insieme se sia davvero necessario attivare una consulenza fiscale professionale, che rappresenta comunque una spesa. In molti casi possiamo già aiutarti noi a chiarire dubbi e rispondere alle domande più comuni. Se invece la situazione lo richiede, ti supporteremo anche nel passaggio successivo, mettendoti in contatto con il nostro commercialista qualificato.

La scadenza per il pagamento delle imposte è fissata al 30 giugno 2026. Nei mesi precedenti questa data la richiesta di consulenze aumenta sensibilmente. Prenotare in anticipo consente di ricevere l’assistenza necessaria senza il rischio di ritardi o sovraccarichi.

Perché scegliere la consulenza fiscale di Young Platform?

Commercialisti esperti in criptovalute

I professionisti disponibili tramite il nostro servizio sono specializzati nel settore crypto e costantemente aggiornati sulle normative fiscali più recenti. Questo consente di ricevere un supporto mirato e affidabile, riducendo al minimo il rischio di errori o omissioni nella dichiarazione.

Integrazione con i Report Fiscali di Young Platform

Uno dei principali vantaggi è l’integrazione con i report fiscali della piattaforma. Questi documenti forniscono un quadro chiaro e dettagliato di tutte le transazioni effettuate, facilitando la compilazione della dichiarazione dei redditi.

Acquistare il Report Fiscale consente di ottenere un riepilogo preciso della propria attività crypto, riducendo il rischio di errori e facilitando il lavoro del commercialista.

Supporto personalizzato in base alle esigenze individuali

Ogni investitore ha una situazione fiscale unica. Per questo motivo, il nostro servizio di consulenza offre un supporto su misura, adattandosi alle necessità specifiche di ciascun utente.

I principali servizi offerti includono:

  • Analisi della situazione fiscale individuale, per sviluppare le strategie dichiarative più efficaci.
  • Calcolo delle imposte su plusvalenze e minusvalenze, per una gestione fiscale ottimale.
  • Compilazione dei quadri RW e RT, necessari per la dichiarazione degli asset digitali.
  • Gestione di fondi bloccati o allocati su piattaforme problematiche, con assistenza nella dichiarazione.
  • Consulenza su strategie per ottimizzare i cash out, evitando impatti fiscali imprevisti.
  • Supporto per trasferimenti di criptovalute da e per l’estero, con analisi degli obblighi fiscali connessi.
  • Guida alla conservazione della documentazione fiscale, per garantire una gestione corretta e conforme.
  • Preparazione alla difesa in caso di accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.
  • Assistenza per il ravvedimento operoso, per correggere eventuali errori dichiarativi di anni precedenti.
  • Consulenza su attività imprenditoriali legate alle crypto, come accettazione di pagamenti digitali, fiscalità internazionale, eredità e donazioni.
  • Supporto dedicato a chi ha vissuto situazioni complesse, come vittime di frodi o utenti che hanno perso fondi a causa del fallimento di exchange o piattaforme non più operative

Due formule di servizio: scegli quella più adatta a te

Offriamo due livelli di supporto, pensati per adattarsi al meglio alle tue esigenze:

  • Consulenza Fiscale
    Un incontro singolo con un esperto fiscale per ricevere chiarimenti su dubbi specifici, ottenere indicazioni su come procedere con la dichiarazione e valutare la tua situazione fiscale complessiva.
  • Pacchetto Completo
    Un servizio più approfondito, pensato per chi ha una situazione più articolata o preferisce delegare completamente la gestione della parte fiscale. Include l’analisi dei movimenti, il calcolo delle imposte, la compilazione della dichiarazione e la consegna dei documenti pronti per l’invio.

Queste informazioni sono riprese anche nelle mail che riceverai automaticamente al momento della prenotazione della chiamata, così avrai tutto chiaro fin da subito.

Ravvedimento Operoso e gestione di errori fiscali

Se negli anni precedenti hai commesso errori nella dichiarazione delle criptovalute o hai dimenticato di farla, il ravvedimento operoso rappresenta la soluzione per regolarizzare la tua posizione fiscale riducendo le sanzioni.

Grazie alla consulenza dei nostri esperti, potrai:

  • Analizzare la tua situazione fiscale e individuare eventuali irregolarità.
  • Ricevere un piano dettagliato su come correggere errori passati.
  • Minimizzare i costi delle sanzioni grazie all’intervento tempestivo.
  • Evitare il rischio di accertamenti futuri e contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Correggere eventuali inesattezze prima di ricevere una comunicazione ufficiale dall’Agenzia delle Entrate è fondamentale per evitare problemi e costi aggiuntivi.

Gestisci le tue criptovalute con sicurezza e tranquillità

Affidarsi a un commercialista esperto consente di eliminare ogni incertezza sulla fiscalità crypto, evitando errori e garantendo la conformità con la normativa vigente.

Grazie alla nostra consulenza specializzata, potrai concentrarti esclusivamente sulla crescita del tuo portafoglio, senza preoccupazioni legate alla dichiarazione dei redditi.

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Mining di criptovalute: trattamento fiscale in Italia nel 2026

tasse Mining crypto

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo: servono ad aiutare l’investitore a comprendere come il fisco italiano tratta il mining di criptovalute, distinguendo tra attività personale e professionale, e le relative implicazioni fiscali.

Quindi, se stai leggendo questo articolo, significa che è arrivato quel momento dell’anno in cui sai che passerai ore sul sito dell’Agenzia delle Entrate – o su articoli come questo – cercando di capire se e come è cambiata la normativa, al fine di riempire correttamente le caselle di un file excel. Un lavoro che richiede tante energie, tante ore e soprattutto tanta pazienza.

Se utilizzi un servizio di reportistica fiscale per criptovalute, come quello offerto da Young Platform, non devi effettuare alcun calcolo manuale. Caricando un file csv, i redditi da attività di mining vengono calcolati automaticamente e i valori inseriti nelle caselle appropriate dei quadri della dichiarazione (come il Quadro RT o il Quadro T). 

Il risultato è un report fiscale precompilato che puoi usare come guida chiara e sicura durante la compilazione della dichiarazione dei redditi. E non è tutto: ti serve un report fiscale che copra, per esempio, quattro anni di attività? Con noi, lo ottieni al prezzo di un report annuale.

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Cos’è il mining di criptovalute?

Il mining è il processo attraverso il quale vengono validate e aggiunte nuove transazioni alla blockchain. I miner utilizzano potenza computazionale per risolvere complessi algoritmi crittografici, ricevendo in cambio nuove criptovalute come ricompensa.

Trattamento fiscale del mining in Italia

Il trattamento fiscale del mining di criptovalute in Italia varia a seconda che l’attività sia svolta a livello personale o professionale.

Mining a livello personale

Se svolto in modo occasionale e non professionale, il mining è considerato dal fisco italiano una forma di reddito diverso, assimilabile ad altri redditi di natura finanziaria.
Questo significa che:

  • Al momento dell’accredito della ricompensa (es. BTC), il valore in euro della crypto ricevuta è considerato un reddito imponibile.
  • L’imposta da versare è del 26% sul valore di mercato al momento dell’accredito.

Anche se non vendi la criptovaluta ricevuta, l’imposta è comunque dovuta, proprio perché il reddito si considera “realizzato” al momento della ricezione.

Mining a livello professionale

Quando il mining è svolto in modo continuativo, organizzato e con mezzi professionali, l’attività è considerata imprenditoriale. In questo caso, i proventi sono soggetti a tassazione come reddito d’impresa, con obbligo di apertura della partita IVA e applicazione delle relative imposte sul reddito e dell’IVA.

Come determinare la natura dell’attività di mining

Per stabilire se l’attività di mining è personale o professionale, il fisco valuta diversi fattori, tra cui:

  • Continuità dell’attività: se il mining è svolto regolarmente o saltuariamente.
  • Organizzazione dei mezzi: utilizzo di attrezzature professionali e infrastrutture dedicate.
  • Investimenti effettuati: entità degli investimenti in hardware e software.
  • Volume dei proventi: ammontare delle criptovalute minate e successivamente vendute.

Obblighi fiscali per i miner

Indipendentemente dalla natura dell’attività, i miner devono:

  • Tenere una documentazione accurata: registrare tutte le transazioni, inclusi i dettagli delle criptovalute minate e vendute.
  • Dichiarare i redditi: riportare i proventi nella dichiarazione dei redditi annuale, nel Quadro RT o T per attività personali, o secondo le regole del reddito d’impresa per attività professionali.
  • Versare le imposte dovute: calcolare e pagare le imposte in base al regime fiscale applicabile.

Dove si dichiara il mining?

I redditi da mining personale vanno dichiarati:

  • nel Quadro RT del Modello Redditi
  • oppure nel Quadro T del modello 730 

Il valore da dichiarare è pari al valore in euro delle criptovalute minate, calcolato nel giorno in cui sono state accreditate sul tuo wallet.

Esempio – Imposta mining personale

Immagina di aver ricevuto 0,05 BTC come ricompensa per attività di mining ad aprile 2025, quando 1 BTC valeva 75.000 €.

  • Calcolo del valore ricevuto:
    0,05 BTC × 75.000 € = 3.750 € di reddito imponibile
  • Calcolo dell’imposta dovuta:
    3.750 € × 26% = 975 € da pagare nel 2026

Quando si paga l’imposta?

L’imposta si paga l’anno successivo a quello in cui hai ricevuto la ricompensa.
Quindi, se hai minato crypto nel 2025, dovrai dichiarare e versare l’imposta nel 2026.

Tutto calcolato automaticamente

Usando un servizio di reportistica fiscale crypto come quello offerto da Young Platform, il sistema:

  • Riconosce le ricompense da mining
  • Calcola in automatico il valore e l’imposta da pagare
  • Inserisce tutto nei quadri corretti della dichiarazione

Riceverai così un report fiscale precompilato, pronto da usare come guida affidabile per la dichiarazione dei redditi.

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