Addio alla franchigia di 2.000€ e guida al rimborso di 520€.
La franchigia di 2.000 € è uno di quei temi fiscali che hanno un po’ il sapore di leggenda: esiste o non esiste? Se esiste, come funziona? Ma siamo sicuri che esiste ancora? Insomma, questa celebre franchigia ha scatenato negli anni un dibattito abbastanza intenso. Con questo articolo, però, non avrai più dubbi. Vediamo insieme di cosa stiamo parlando.
Partiamo dalla fine: dal 2025 è cambiato tutto, addio franchigia
Il dato è chiaro e inequivocabile: con la Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024), la franchigia è stata eliminata. A partire dal 1° gennaio 2025, tutte le plusvalenze sono tassabili integralmente, indipendentemente dall’importo. Non esiste più alcuna soglia o franchigia.
Tuttavia, non è sempre stato così. Prima del 2025, infatti, la franchigia di 2.000 € esisteva e veniva applicata in questo modo:
- Se la plusvalenza, dunque il profitto derivante dall’investimento, risultava inferiore a 2.000 €, allora l’imponibile era pari a zero – niente imposte.
- Se, al contrario, la plusvalenza superava la franchigia di 2.000€, allora era soggetto a tassazione solamente l’importo eccedente tale franchigia – su 2.100€, era necessario pagare il 26% sui 100€.
Perché nel 2026 sottolineiamo questo aspetto? Per via del famoso “chiarimento del 30 aprile dell’Agenzia delle Entrate sul trattamento fiscale delle plusvalenze crypto nel 2023 e 2024”. Ecco cosa comporta.
Guida al rimborso di 520€
Grazie al chiarimento dell’Agenzia delle Entrate (AdE) del 30 aprile 2025, migliaia di contribuenti hanno la possibilità di recuperare fino a 520€ di imposte versate in eccesso sulle plusvalenze derivanti da cripto-attività.
Ecco tutto quello che c’è da sapere per capire se ne hai diritto e come procedere per ottenere il rimborso.
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L’origine del problema
Partiamo da un dato certo: le Leggi di Bilancio relative alle imposte sugli anni 2023 e 2024 riportavano una formulazione identica in merito alla franchigia di 2.000€ applicata alle plusvalenze da criptovalute. Detto in parole semplici: il testo della legge era identico per entrambi gli anni. Ciò che cambiava, però, era l’applicazione pratica della norma.
Nel 2023 e 2024, questa franchigia esentava da imposta la parte delle plusvalenze fino a 2.000€. Il problema è che, fino ad aprile 2025, il software dell’Agenzia la trattava erroneamente come soglia, facendo pagare il 26% su tutto il guadagno una volta che il limite veniva superato.
Il 30 aprile 2025 l’Agenzia ha corretto l’interpretazione: i 2.000€ sono una franchigia, non una soglia. Questo significa che, se nel 2024 hai pagato le imposte – relative ai redditi del 2023 – anche sui 2.000€ di plusvalenze, hai diritto a richiedere un rimborso di 520€ all’Agenzia delle Entrate – per altri due anni, ovvero a 48 mesi dalla data in cui hai effettuato il versamento non dovuto.
Chi può chiedere il rimborso
Alla luce di questo chiarimento, puoi richiedere il rimborso se rispetti i seguenti requisiti:
- Nel 2023 (anno d’imposta) hai realizzato plusvalenze da cripto-attività superiori a 2.000€.
- Nel 2024 hai presentato la dichiarazione dei redditi pagando l’imposta sostitutiva del 26%.
- A causa dell’errore del software, hai pagato il 26% anche sui primi 2.000€ (non godendo quindi della natura di franchigia dell’importo).
Nota bene: hai tempo fino a 48 mesi (4 anni) dalla data in cui hai effettuato il versamento non dovuto per richiedere i tuoi soldi indietro.
Come presentare la richiesta di rimborso
La procedura per recuperare i tuoi 520€ è quella standard per le imposte versate in eccesso e fa riferimento all’Art. 38 del DPR 602/1973.
Basterà presentare una formale istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate (tramite PEC o i servizi del portale istituzionale), indicando che l’imposta sostitutiva per l’anno d’imposta 2023 è stata calcolata ignorando la natura di franchigia della soglia dei 2.000€.
La pratica potrebbe richiedere anche l’invio di documenti specifici, come la “Dichiarazione integrativa a favore”, per correggere il vecchio Quadro RT: il nostro consiglio è di non procedere in autonomia, ma di affidare la pratica a un commercialista esperto in cripto-attività.
Fonte ufficiale: l’annuncio del 30 aprile dell’AdE
Per completezza, riportiamo il testo ufficiale pubblicato dall’Agenzia che sancisce questo diritto.
Faq del 30 aprile 2025 – Tassazione sostitutiva delle plusvalenze derivanti da cripto attività
Domanda:
Come vengono tassate le plusvalenze e gli altri proventi derivanti da cripto-attività nei confronti delle persone fisiche?
Risposta:
Sulle plusvalenze e gli altri proventi derivanti da cripto-attività si applica una imposta sostitutiva del 26%. Per il calcolo della base imponibile delle plusvalenze e gli altri proventi realizzate nell’anno di imposta, è riconosciuta una franchigia di euro 2.000.
Esempio: se il contribuente nel 2024 ha realizzato plusvalenze e altri proventi per un ammontare complessivo di 2.500 euro, la base imponibile determinata a seguito della compilazione della specifica sezione del quadro T del Modello 730/2025 o del quadro RT del Modello REDDITI 2025 PF sarà pari all’importo di euro 500, ovvero all’importo eccedente la franchigia.
Nel caso in cui contribuente non abbia potuto tener conto di tale franchigia della dichiarazione dei redditi 2024 (anno d’imposta 2023) può richiedere il rimborso della maggior imposta sostitutiva versata.
Fonte ufficiale: FAQ Agenzia delle Entrate – 30 aprile 2025
Cosa significa questo per te?
Cerchiamo di capirlo concretamente, utilizzando i numeri.
Anno d’imposta 2023 (dichiarazione nel 2024)
- Plusvalenza di 1.900€ → Nessuna imposta dovuta
- Plusvalenza di 2.100€:
- Calcolo errato (vecchio software): 2.100 x 26% = 546€
- Calcolo corretto: solo su 100€ → 26€
- Rimborso spettante: 520€
- Calcolo errato (vecchio software): 2.100 x 26% = 546€
Anno d’imposta 2024 (dichiarazione nel 2025)
- Plusvalenza di 1.900€ → Nessuna imposta
- Plusvalenza di 2.500€ → Imposta su 500€ → 130€
Anno d’imposta 2025 (dichiarazione nel 2026)
- Plusvalenza di 1.500€ → 1.500 x 26% = 390€
- Plusvalenza di 3.000€ → 3.000 x 26% = 780€
Dall’anno fiscale 2025, come anticipato, ogni euro di guadagno è soggetto a tassazione.
Compensazione delle minusvalenze
Se durante l’anno hai registrato perdite,puoi compensare le minusvalenze con i guadagni ottenuti nello stesso anno o nei quattro successivi.
Esempio:
- Plusvalenza realizzata: 3.000€
- Minusvalenza realizzata: 1.000€
- Plusvalenza netta imponibile: 2.000€ → 2.000 x 26% = 520€
Poiché la vecchia franchigia di 2.000€ è stata abolita, l’intero importo netto (2.000€) è oggi soggetto a tassazione.







